Un rifugio dal caos cittadino? Te lo dice l'app Stereopublic

In una grande città puoi incontrare chiunque, puoi trovare di tutto, puoi conoscere molte cose, ma non avrai mai il silenzio: pensare un rifugio dal caos urbano significa spesso uscire proprio dalla città, cercare altrove un luogo tranquillo dove non arrivino i clacson delle macchine, le voci dei passanti al telefono, il rumore della metro sui binari.

Stereopublic è un’app che permette invece di individuare un rifugio dal caos anche in città grazie ai contributi in crowndsourcing degli utenti dell’app stessa. Questo progetto è stato premiato nell’ambito della categoria “City 2.0” da TED e qui sotto potete vedere il video di presentazione:

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Come nasce Stereopublic?

Creato dal compositore australiano e artista del suono Jason Sweeney insieme agli esperti del suono Emma Quayle e Julian Treasure, l’app è attualmente disponibile in diciotto città di tutto il mondo, pronta per arrivare anche in altre dodici (purtroppo niente Italia al momento).

Jason Sweeney è un personaggio molto particolare, come tutti gli artisti del resto: nonostante sia abituato per via del suo lavoro anche a luoghi non certo silenziosi come le discoteche, Jason ha sempre avuto l’esigenza di avere intorno il silenzio, arrivando a vivere in un appartamento senza finestre e senza luce naturale nella sua città, ad Adelaide in Australia. 

“Alcune persone pensano che le città sono solo luoghi di rumore” spiega Sweeney, “ma penso che abbiano il potenziale per fornire sia il caos che la calma” (Fonte @city2.0)

 

Come funziona l’app

Dopo aver scaricato l’app, l’utente può fin da subito accedere alla mappa della propria città e trovare il suo rifugio ideale e vicino tra quelli proposti dagli altri utenti.

Per registrare un rifugio è invece sufficiente indicare la posizione precisa sulla mappa dal proprio iPhone o iPad e taggare il posto includendo una foto di quello che c’è intorno ed una registrazione del “silenzio” di 30 secondi in modo che gli altri possano trovarlo individuarlo facilmente.

Il posto può essere etichettato con un colore diverso a seconda dell’umore dell’utente e si può aggiungere una composizione originale sulla base del silenzio registrato di quel posto.

Speriamo che quest’app arrivi presto anche in Italia, che ne pensate? Intanto ci toccherà prendere una boccata d’aria fuori dalle città, magari in campagna; oppure, per chi resta nella jungla cittadini, può sempre rifugiarsi in qualche museo magari poco conosciuto e approfittare dell’occasione per imparare nuove cose 😉

Incubatori aziendali: le grandi imprese sostengono le startup

Quando si affronta il tema startup è impossibile non citare incubatori o acceleratori visto il ruolo che hanno per molti giovani imprenditori. Non è altrettanto immediato, però, immaginare parole come startup e grandi aziende nella stessa frase, almeno non ancora.

La società di consulenza americana New Markets Advisors, infatti, sostiene che una parte significativa delle aziende Fortune 500 – tra cui Procter & Gamble e IBM possiede un incubatore o acceleratore in almeno uno dei rami aziendali, anche se non esistono ancora dati ufficiali sul fenomeno.

Vantaggi delle Big

Le grandi imprese vengono spesso paragonate agli elefanti: maestosi e stabili, ma lenti nell’intraprendere nuove strade, l’incubazione è per molte la soluzione per affrontare più velocemente le sfide esterne e per selezionare nuovi progetti per estendere e amplificare la potenza dei loro marchi.

“Dato il ritmo del cambiamento che minaccia le imprese consolidate, gli incubatori stanno diventando sempre più importanti per creare opzioni di crescita,” dice Stephen Wunker, amministratore delegato di New Markets Advisors, “Per molte organizzazioni, avere un incubatore interno è come una polizza di assicurazione – se il mercato si muove, le aziende sono pronte a cambiare direzione o a far crescere nuove imprese in fretta.”

Shell, ad esempio, ha lanciato il programma GameChanger da una costola della sua divisione R & S. Circa il 25% dei progetti sono interni, ma vengono valutate proposte anche dall’esterno a condizione che le startup si concentrino su nuove iniziative che coinvolgono l’energia.

Dal lato delle startup: pro…

I vantaggi per le startup sono più o meno gli stessi che offrono gli incubatori “esterni” come Enlabs: la possibilità di accedere a diverse forme di finanziamento,le consulenze professionali agevolate o gratuite, l’utilizzo di nuove tecnologie e altro ancora, a seconda del programma nel quale si viene ospitati.

Il fatto di trovarsi all’interno di una grande azienda, inoltre, può portarci dei benefici intangibili come la possibilità di avere corsie preferenziali in caso di acquisizione. Wunker di New Markets Advisors paragona il processo a comprare una vocale sulla ruota della fortuna:

“Stai rinunciando a un po’ del vostro potenziale di successo come IPO , ma stai aumentando la possibilità di riuscita di vendita commerciale o in altri modi. Se il tuo obiettivo nella vita è quello di ottenere un exit ragionevole senza puntare alla luna, andare in un incubatore aziendale potrebbe essere un buon approccio. “(S. Wunker)

… e contro

Il primo ostacolo che ci troviamo davanti é la burocrazia, spesso infatti, i tempi per applicare sono abbastanza lunghi.

Un altro punto dolente è costituito dalla famosa equity: un incubatore aziendale si impegna a dare finanziamenti in cambio di quote della società (equity), di controllo o di qualcosa d’altro, non esiste il denaro gratuito!

Da non sottovalutare il grado di connessione tra l’incubatore e la sua società madre.

Matt Bell, presidente di Geodinamica, lo ha vissuto in prima persona quando ha visto mettere in discussione il suo progetto, un nuova tecnologia per migliorare il processo di scoperta dei minerali, perchè Shell non è stata abbastanza veloce nell’adottare la tecnologia.

“Non abbiamo avuto abbastanza appoggio dall’organizzazione madre, E’ bello avere il nome di una grande azienda alle spalle, ma se non si lavora insieme, può diventare un vero problema.” (M. Bell)

Le dichiarazioni di Michael Harden , co-fondatore di Artis Ventures, ci hanno fatto ragionare anche su un altro punto fondamentale: i Venture Capitalist come vedono gli incubatori aziendali?

“Se devo investire in una società che è stata creata e coccolata da una grande azienda nella fase iniziale, presumo che il loro mercato sarà limitato. Non sto dicendo che non vorrei investire , ma che farei molte più domande prima di farlo. “

Come scegliere il programma adatto?

Secondo gli esperti e gli imprenditori che ci sono già passati, i fattori da considerare sono:

Settore di interesse del programma : deve essere collegato al vostro business;

Collegamenti all’interno dell’azienda: si punta a lavorare con persone che capiscono il vostro business , apprezzano come vi ponete di fronte alle sfide e vogliono vederne il successo, se nell’azienda non vedi possibili sostenitori forse è il caso di cambiare;

Rete di mentor: cercare programmi con mentor che si alternano in modo da riuscire ad assorbire ilpiù possibile;

Accordi con l’incubatore: Decidete solo dopo aver letto il tipo di contratto che vi legherà alla società madre.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Benvenuti anche questa settimana nella rubrica dedicata a tutti quelli che vogliono eccitare la propria mente alla ricerca dell’ispirazione creativa! Ecco le novità da non perdere, scelte per voi sul web, nelle librerie, tra le mostre, per le strade, d’Italia e del mondo.
Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Pope Petty Rubín

Si stanno svolgendo due manifestazioni importanti nel mondo del fumetto e dell’illustrazione. In Europa la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, negli USA il New York Comic Con. In contemporanea da entrambe le manifestazioni ci giunge l’anteprima di Aurora West (l’immagine è apparsa su Wired). Un volume prequel della saga Battling Boy di Paul Pope, (che è pubblicato da First Second Books e in Italia da Bao). Scritto insieme a J.T. Petty e disegnato da David Rubín, uscirà nel 2014.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Charles Foresman

Jessica Abel e Matt Madden fumettisti, docenti e studiosi del settore ogni anno selezionano in un volume intitolato Best American Comics i migliori trenta fumetti americani pubblicati nell’anno, pubblicando sul loro sito Drawing words and writing pictures anche la lista del centinaio di volumi da cui hanno selezionato i migliori, insieme ad un “guest editor”. Tra questi, vedete un paio dei miei preferiti, qui sopra Charles Forsman con The End of the Fucking World

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Laura Terry

e poi Overboard di Laura Terry.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_migliori_creativi_della settimana Nicolò Pellizzon

Niccolò Pellizzon, Premio Carlo Boscarato al recente Treviso Comic Book Festival 2013 come miglior fumetto italiano per il suo Lezioni di Anatomia ha svelato l’elegante copertina del suo nuovo volume illustrato: Before the Wolves, in uscita tra poche settimane.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Alessandro Bilotta  Carmine di Giandomenico

Questa immagine nella pagina Facebook dell’autore Alessandro Bilotta anticipa l’edizione definitiva della Dottrina. In un unico volume e con inediti, l’opera di Bilotta e Carmine di Giandomenico è in uscita fra un paio di settimane per Magic Press.

Top 10 fumetti e illustrazioni migliori creativi della settimana Sophia Forster Dimino Mother Delebile

È apparsa questa settimana sul tumblr di Delebile Edizioni una bella anticipazione della prossima pubblicazione, l’antologia “Mother”: il fumetto della statunitense Sophia Forster Dimino. Il volume sarà presentato a Lucca Comics and Games 2013, ma ha già partecipato oltreoceano alla Small Press Expo 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Nils

Non ho resistito al colorato e buffo affollamento di mostriciattoli nell’illustrazione che Fonzy Nils ha usato per la sua Pagina Facebook. Nils ci ha invitato a visitare il suo sito commentando ad un post precedente di questa rubrica. Grazie mille!

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Beatrice Alemagna

In programma dal 31 ottobre al 3 novembre l’edizione 2013 del festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco Lucca Comics and Games. Tra le mostre vi segnalo quella inedita dell’autrice bolognese Beatrice Alemagna, a Palazzo Ducale, tra i più prestigiosi ospiti per la sezione Lucca Junior.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Maria Giulia Colace

Vi mostro volentieri un nuovo progetto in crowdfunding, sulla piattaforma Eppela. Si chiama Penelope: io sono ciò che aspetto, ed è la storia di un’attesa e di una trasformazione, realizzata dall’illustratrice Maria Giulia Colace, e c’è anche una pagina Facebook dedicata.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Komikazen

A Ravenna dall’11 al 13 ottobre 2013 c’è Komikazen, festival del fumetto che racconta la realtà. Questo è il manifesto della manifestazione, illustrazione di Shout. Tema dell’edizione Komikazen 99%, creazione di mostra collettiva con la partecipazione di novantanove disegnatori, ispirato allo slogan di Occupy Wall Street.

Vi ricordo come sempre, che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori siete i benvenuti, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Vi aspettiamo!

Alla prossima,
Odri

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia [EVENTO]

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia

Ci siamo, mancano pochi giorni al primo Hackathon Facebook in Italia! Come vi avevamo anticipato qualche mese fa (mettendo a disposizione 5 biglietti gratis per l’evento) per la prima volta in Italia verrà realizzato un hackathon che pone al centro la creazione di prodotti basati sulle tecnologie di Facebook (grazie alla collaborazione con l’azienda di Menlo Park, che contribuisce all’organizzazione anche con la presenza di suoi specialisti).

L’evento si svolgerà in una location particolarmente suggestiva e facilmente raggiungibile da tutta Italia. Sarà infatti l’incubatore LUISS ENLABS, che si trova all’interno della Stazione Termini di Roma, a ospitare l’hackathon.

Il programma dei workshop di apertura dell’hackathon è stato definito e sarà l’occasione per gli sviluppatori e le startup per fare il punto sulle soluzioni mobile, ecommerce e gaming di Facebook e approfondire tecnologie, strumenti e Api come: Graph API, Facebook Login, Parse, Platform walkthrough.

Nella notte fra il 25 e 26 ottobre gli esperti di Manlo Park creeranno applicazioni insieme a programmatori e startup, partendo da idee creative nate sul momento. Per i programmatori che vogliono mettersi alla prova l’iscrizione è ancora aperta.

Riassumendo

Quando: si parte venerdì 25 ottobre alle ore 17 con la registrazione e si finisce la mattina di sabato con la premiazione.

Dove: dentro LUISS ENLABS, la fabbrica delle Startup. Ingresso su via Giolitti 34, 2° Piano (Metro A e B, fermata Termini).

Cosa portare: notebook, adattatore, ciabatta e altro per il pc. Vestitevi comodi, portate con voi anche il necessario per l’igiene personale e, se volete riposare durante la notte, anche sacco a pelo e cuscino! Per le altre cose (mangiare, bere, caffè, wi-fi) non preoccupatevi, troverete tutto lì! 🙂

Programma: è consultabile seguendo questo link.

Iscrizioni: i programmatori possono iscriversi fino al 25 ottobre.

Geox, una settimana con i piedi a mollo [VIDEO]

Geox, una settimana con i piedi a mollo

Il miglior modo per testare le capacità di un prodotto è porre quest’ultimo in condizioni estreme: è quello che ha fatto lo scorso anno Geox nella campagna “Tested in the raniest place on Earth“, dove quattro testimonial hanno testato le Geox Amphibiox nella città indiana di Cherrapunjee. Una situazione, tuttavia, comune a pochi. A meno di non trasformare Barcellona in una città piovosa.

Protagonista della campagna di quest’anno è Tom, un giovane ragazzo che per un’intera settimana è stato seguito ovunque andasse da una troupe che si è preoccupata di tenerlo sempre ben bagnato grazie ad una nuvoletta meccanica “alla Fantozzi”.

Giorno dopo giorno, sfida dopo sfida, vediamo come le Geox indossate da Tom proteggano i suoi piedi mentre viviamo assieme a lui la giornata.

Uno storytelling leggero e scanzonato, godibile, che aiuta certamente il brand a far passare il messaggio alla sua audience. Cosa ne pensate, vi piace questa tipologia di advertising?

Credits:
Agency: SMFB
Production Company: MediaMonks
Creative: Eirik Stensrud
Creative: Thomas Askim
Creative: Morten Borgestad
Designer: Sverrir Brynjolfsson
Designer: Magnus Snickars
Designer: Stina Norgren
Digital Producer: Christoffer Lorang Dahl
Project Manager: Silje Hvideberg Tobiassen
Director: Rogier Schalken
Director: Tom Rijpert

Lenovo: la quotidianità attraverso i nostri device [VIDEO]

Lenovo: la quotidianità attraverso i nostri device [VIDEO]

Mobilità: un concetto col quale abbiamo a che fare quotidianamente. Molti fra noi passano moltissime ore, ogni giorno, davanti ad uno schermo, in più situazioni tutte diverse tra loro, e Lenovo nel suo ultimo video cerca di rappresentarle tutte con una sceneggiatura creativa.

Clemens Poloczek, filmmaker e founder di iGNANT blog, in collaborazione col brand ha realizzato “Everyday Mobility“. Il video illustra per l’appunto la vita quotidiana della protagonista, una giovane ragazza che dal momento del risveglio fino a quello di rimettersi a letto la sera, vive in compagnia del suo device.

Il suo viso è proiettato sul tablet Yoga IdeaPad, posto esattamente davanti a lei, al di sopra delle spalle. A seconda della situazione in cui la protagonista è ritratta, il tablet è ripreso in una delle sue quattro modalità: notebook, stand, tablet o tent.

Un hotel a tema Twitter? A Mallorca arriva @SolWaveHouse

I veri social media addicted non vanno mai in vacanza. O perlomeno, anche quando viaggiano, lo fanno armati di smartphone e tablet, pronti a condividere con amici e follower immagini, sensazioni e emozioni dei luoghi che stanno visitando.

A Mallorca arriva un hotel pensato per loro: il @SolWaveHouseand, un vero e proprio “Twitter hotel“.

L’interior design a tema è solo uno dei tanti richiami al famoso social network;  è stata infatti creata una #SocialWave community per permettere ai clienti dell’hotel di interagire e comunicare tra loro, inoltre, attraverso una speciale app per Twitter, raggiungibile solo attraverso il WiFi dell’albergo, è possibile inviare messaggi privati e indicare la propria posizione.

Richieste dei clienti e ordini in camera, ovviamente, non vengono fatte in modo canonico, ma attraverso l’hashtag #FillMyFridge e i tweet a @SolWaveHouse.

Il venerdi sera è dedicato ai party in piscina, con tanto di hashtag #TwitterPoolParty, cocktails e drinks Twitter inspired.

Se per voi la vacanza non è una buona scusa per dire addio alla tecnologia, insomma, avete trovato la vostra meta ideale!

La collezione underwear di Paul Smith arriva ad alta quota

Cari modelli e modelle di professione, voi portatori sani di fisici marmorei, sguardi di ghiaccio e pose alla Zoolander, fate attenzione, vogliono rubarvi il mestiere!

Girovagando sul web infatti, ci stiamo imbattendo sempre più spesso in designer e case di moda che ricorrono a modalità non-convenzionali e soprattutto indossatori occasionali per promuovere i loro prodotti.

Sarà una coincidenza o qualcosa sta cambiando nel mondo della moda?

Solo un paio di settimane fa vi abbiamo raccontato di come i retailer on-line utilizzino sempre più spesso le foto social di gente comune per attirare i consumatori sui propri siti e stimolarli all’acquisto.

Oggi vi presentiamo invece la nuova campagna di Paul Smith che ha scelto un set e degli attori molto particolari per promuovere la nuova collezione underwear uomo, autunno/inverno 2013.

Ambientato sulle Alpi Francesi, il nuovo spot web realizzato dal regista Sébastien Montaz-Rosset ha come protagonisti i due famosi slackliner (per chi non conoscesse questa disciplina, si tratta di un esercizio di equilibrio e di bilanciamento dinamico su di una fettuccia di poliestere tesa tra due punti) Antoine Moineville e Tancrède Melet.

Si esatto, acrobati semi nudi che sfilano sospesi tra le montagne. Tutto abbastanza normale potremmo dire, se non fosse per il fatto che sotto i piedi degli aspiranti modelli non c’è una passerella ma un vuoto di 2.500 metri

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Guardando il video promozionale di Paul Smith però, forse l’unica cosa a cui non farete caso saranno proprio i boxer a righe indossati dai due sportivi.

Un flop della campagna? Assolutamente no a giudicare anche dalle oltre 200 mila visualizzazioni del video in una settimana!
La nuova linea di intimo maschile infatti ambisce ad acquisire una personalità nuova arrivando ai propri consumatori attraverso la via delle emozioni.

Il marchio visto nello spot è espressione di vitalità ed adrenalina. Le acrobazie degli slackliner suscitano uno “wow” sentito degli utenti che non riescono a strappare gli occhi dallo schermo e il brand ne esce cool tanto quanto i protagonisti.

www.facebook.com/paulsmithdesign

www.facebook.com/paulsmithdesign

Possiamo dire dunque che esistono nuovi modelli estetici? Calciatori e veline non sono più le nostre uniche forme di ispirazione e desiderio? Probabilmente no. Oggi l’estetica è un valore assolutamente variopinto, che ha mille volti, forme e contenuti e non si nasconde dietro stereotipi e immagini imposte.

Non importa quale volto, forma o contenuto voi preferiate, concedetevi 3.11 minuti per guardare lo spot e siamo certi che al vostro prossimo acquisto di intimo, un pensierino a Paul Smith lo farete sicuramente…

Credits:

Produttore e regista:  Sébastien Montaz-Rosset
Slackliner: Antoine Moineville e Tancrède Melet
Musica:  Snakehips

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Milioni di fans dei vari campionati di automobilismo passano ore intere davanti ai loro schermi, assistendo a gran premi o giocando a fare il pilota con un videogioco. Lexus questa volta ha pensato di mettere al volante i suoi estimatori, letteralmente.

Dopo aver realizzato un contest su Facebook per scegliere i partecipanti, Lexus ha realizzato “Trace your road“, esperimento di gioco in real time durante il quale i vincitori hanno potuto sedere su una IS Hybrid al fianco di Jarno Trulli.

Ogni concorrente, dotato di tablet, aveva la possibilità di tracciare in tempo reale il proprio personale percorso: un software speciale inviava i dati a dei proiettori 20K e 22K, che disegnavano per il pilota la traiettoria da seguire, praticamente all’istante, utilizzando fasci luminosi nel buio di un hangar adeguatamente attrezzato.

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Ognuna delle “manche” è stato poi ripresa con un sistema di telecamere a infrarossi ad alta risoluzione. Obiettivo del gioco era infatti raggiungere sette precisi punti posizionati in modo casuale sul pavimento dell’hangar, e farlo nel minor tempo possibile. Previste ovviamente anche le classiche penalty dei videogiochi: non si può uscire dal tracciato, nè colpire i muri.

4 passi preliminari alla costruzione di una social media strategy di successo

“Adoro i piani ben riusciti”.

I più “vintage” avranno colto subito la citazione del mitico colonnello John “Hannibal” Smith, leader del mai dimenticato A-Team. E il colonnello aveva ragione da vendere: un buon piano è la base di partenza fondamentale per qualsiasi attività, soprattutto nel campo del social media marketing.

Qualche settimana fa vi abbiamo spiegato come impostare una social media strategy di successo. Ma prima di sedersi a tavolino e definire la vostra strategia è necessario un piano d’azione che non lasci nulla al caso. Dobbiamo sapere, ancora prima di partire, cosa stiamo facendo e soprattutto se lo stiamo facendo per bene.

Ecco quindi 4 passi preliminari fondamentali per la costruzione di una social media strategy di successo.

1. Definite i vostri obiettivi

Partite sempre dai vostri obiettivi. Non ponetevi limiti, ma fate in modo che i vostri obiettivi siano chiari e definiti: più precisi sarete in questa fase, più facile sarà pianificare il vostro percorso ed effettuare misurazioni precise circa il loro raggiungimento.

Alcuni esempi:

  • Aumentare visibilità e valore del brand: obiettivo difficile da misurare, ma che potreste legare al numero di like o interazioni con la vostra pagina ottenuti in un certo periodo di tempo;
  • Creare fidelizzazione: obiettivo che può essere unito alla creazione di una community fedele con cui instaurare una comunicazione stabile e bilaterale, che possa essere anche un feedback costante per la vostra attività;
  • Diventare un punto riferimento: ossia far conoscere il vostro lavoro e le vostre competenze in un determinato settore, facendo così crescere la credibilità del vostro brand;
  • Aumentare le vendite: questo potrebbe avvenire direttamente sui canali social, con la creazione di deal dedicati, con la possibilità di monitorare facilmente i numeri di questo tipo di attività.

Qualunque sia il vostro obiettivo, non dimenticate mai di collegarlo a schemi di misurazioni e scadenze specifiche, perché porre in essere un’attività senza misurarne il successo è controproducente e distruttivo.

2. Partite sempre dalla ricerca

Una volta identificati i vostri obiettivi, prima di partire è fondamentale svolgere un’approfondita fase di ricerca che vi consenta di:

  • Identificare il vostro target sul web: analizzando i dati anagrafici delle pagine social dei vostri competitor o dalle quali potreste attingere parte del vostro audience.

demografia

  • Ricercare i competitor ed analizzare ciò che per loro sta funzionando: abbiamo a disposizione diversi strumenti, dalla classica Google Search alla nuova Facebook Graph Search. In ogni caso, analizzate attentamente l’attività dei competitor: vi consentirà di non ripetere i loro errori o vi darà spunti su come impostare al meglio la vostra strategia.
  • Individuare le ultime novità e tendenze del settore: approfondite, studiate, restate sempre aggiornati. E in particolare, siate pronti prima di partire.

3. Siate coerenti con il percorso aziendale

Un altro aspetto fondamentale da tenere a mente in questa fase preliminare è la coerenza. Siate sempre coerenti con l’immagine off-line della vostra azienda e con i vostri obiettivi di business. La vostra strategia al di fuori dei social media dovrebbe essere la guida con cui impostare la vostra strategia on-line.

Per cui riunioni, incontri, domande, confronti con i vertici aziendali sono fondamentali. In questo modo avrete un’idea chiara su dove l’azienda dovrà essere condotta e su come i social media potranno agevolare questo percorso.

4. Impostate un budget

L’ultimo, e forse più delicato, passaggio da compiere prima di tuffarsi attivamente nella creazione della vostra social media strategy è la definizione di un budget. In questa fase la domanda fondamentale non è “quanto siete disposti a spendere?'”, bensì “quanto è necessario investire?”.

Molte aziende hanno avuto una crescita strabiliante sui social media senza investimenti milionari, tutt’altro. I casi di maggior successo sono legati ad una crescita organica accompagnata da spese per poche centinaia di dollari.

Il web è un posto fantastico dove esistono risorse gratuite per tutti i vostri obiettivi. Ma è possibile crescere in modo organico e non costoso solo a patto di aver compiuto tutti i passi precedenti in modo consapevole: solo le aziende che sanno ciò che vogliono essere e hanno definito degli obiettivi  chiari riusciranno ad avere successo on-line senza investire un capitale.

Ovviamente, un investimento minimo è necessario. Ci sono strumenti utili ai quali è bene non rinunciare, ma è fondamentale rapportare sempre la spesa fissata al valore che diamo al nostro tempo.

E’ infatti inutile spendere ore a commentare su molti blog o pagine diverse per incrementare la propria visibilità. E’ possibile investire quel tempo nella creazione di contenuti migliori, compensando le mancate interazioni con gli strumenti di sponsorizzazione a pagamento, che con un investimento minimo consentono di raggiungere un numero di persone potenzialmente maggiore rispetto a quanto si potrebbe fare in due ore di conversazione.

Se saprete dare valore al vostro tempo sui social, scoprirete facilmente qual è il livello di spesa accettabile per questo tipo di attività.

Una volta compiuti i primi passi, potete tuffarvi nella realizzazione della vostra social media strategy. Siate professionali, sbizzaritevi, divertitevi e continuate a restare aggiornati su Ninja Marketing!