Bimba scrive dopo 10 anni a Wieden+Kennedy per lo spot Honda Cog

Wieden+Kennedy di Londra ha pubblicato alcuni giorni fa sul suo sito un post dedicato ad una corrispondenza assai particolare: una lettera da parte di una bimba di nome Melissa che ha contattato i creativi per complimentarsi per lo spot Cog realizzato per Honda nel lontano 2003!

Caro Neil,
Mi chiamo Melissa Wee. Abito a Camden ed ho 10 anni. Quando mia mamma mi ha mostrato la vostra pubblicità sulle parti della Honda, sono rimasta stupita di come tutto vi sia riuscito.

Sono rimasta così impressionata da provare una cosa simile con il camioncino giocattolo di mio fratello Alex ed i miei materiali di cartoleria. Sono passata per numerosi tentativi, aiutandomi tirando e spingendo gli oggetti ed alla fine ci sono riuscita (a fare una cosa simile). Ho mostrato il tutto ai miei genitori che mi hanno consigliato di scrivervi.

E’ davvero supefacente vedere come ci siate riusciti. Come siete riusciti a farlo in modo così scorrevole ? Vi ci saranno voluti mesi per realizzarlo tutto.

Mi stavo chiedendo se fosse possibile incontrare il team che ha realizzato lo spot e chiedere loro come abbiano messo in atto l’idea. Sono una vera fan.

Saluti, Melissa.
09/06/2013

Quella che avete visto è una scansione (con relativa libera traduzione) della lettera che W+K ha postato per sottolineare quanto una pubblicità andata in onda quando la piccola Melissa non era ancora nata sia giunta sino a lei ed a quanto lo spirito di creatività ed ingegno alla base della campagna sia ancora estremamente attuale.

Ispirare un bambino in un’epoca così vicina ma allo stesso tempo così diversa (i nativi digitali vivono i media in maniera assai più partecipe delle generazioni precedenti) è per loro, e a giusto avviso, motivo di vanto ed orgoglio. Un giusto riconoscimento per una produzione che fu tra le più premiate nel 2003 e che, come mostra Melissa, riscuote successo anche ad un decennio di distanza, la riproponiamo per i pochissimi che non la ricordano :

Questa è la storia così come ci è stata raccontata di Tim Nudd su AdWeek. Una storia davvero bella da raccontare per chi si occupa di marketing e comunicazione come noi (e chi ci segue sa quanto questi casi ci appassionano, vedasi il caso della lettera al servizio clienti Lego dello scorso Gennaio) eppure….

Sarà che un Ninja è padrone della teatralità e dell’inganno e quindi è propenso ad osservare il mondo con occhi diversi ma ci sono numerosi elementi di questa storia che ci fanno dubitare sull’autenticità di quanto vi abbiamo riportato.

Alcune coincidenze e particolarità suscitano in noi il dubbio che tutto questo possa essere un’abilissima strategia di comunicazione per celebrare i 10 anni dalla messa in onda dello spot, e con esso il brillante lavoro di Wieden+Kennedy.

Chiariamo sin dal principio che non è nostra intenzione rivolgere accuse di alcun tipo a nessuno, non abbiamo certezza che si tratti di un “fake”, vi riportiamo le discrepanze che chi vi scrive ha notato nell’apprendere questa notizia e che vuole condividere con i ninja-lettori. Il nostro augurio è che la piccola Melissa esista e sia la vera ed unica autrice della lettera perchè viste le qualità mostrate ha un futuro radioso davanti a sé !

Ciò premesso, vogliamo proporvi i nostri dubbi sul caso, facendo sì che questo possa essere l’applicazione di un “metodo di verifica” per tutte quelle notizie cui ci si imbatte nel mondo dell’advertising ogni giorno, al fine di elaborare una coscienza critica specifica che ci aiuti a discernere tra le storie autentiche e quelle confezionate.

La questione dei Tempi

A volte si ha l’impressione che alcuni avvenimenti balzino all’attenzione dei media proprio quando servono e non con quella casualità che contraddistingue un caso genuino. In questo caso ci sembra assai singolare come questa lettera sia uscita proprio in occasione dei 10 anni dallo spot Cog per la Honda, quasi come se fosse un augurio (in)volontario di buon compleanno all’ad ed ai suoi creatori.

Altra strana coincidenza, sempre parlando di date e tempi, sta nel fatto che come potete vedere Melissa scrive alla W+K il 9 Giugno, il post sul sito aziendale è stato pubblicato il giorno seguente. Pur confidando nella celerità dei servizi postali, possibile che la lettera scritta-spedita-consegnata-stornata-letta e fatta oggetto di un post ad hoc in sole 24 ore?

Ancora sui tempi, lo spot è stato prodotto e distribuito nel 2003, anno in cui è nata la stessa Melissa, come è possibile che questo video sia stato posto alla sua attenzione dopo così tanto tempo ? Emuli e video della stessa natura proliferano in rete per cui perchè la mamma ha optato proprio per uno così “datato” ?

La circolarità delle Fonti

Per chi opera nel mondo dell’informazione è sempre di vitale importanza verificare le fonti di una notizia, e fare in modo che questo processo non sia circolare (ovvero che una fonte sia auto-verificata o verificata da soggetti terzi che rimandino sempre alla medesima fonte) ma sia il risultato di una pluralità di verifiche accertate ed indipendenti l’una dalle altre.

In questo caso l’unica fonte, che ribadiamo essere attendibile sino a prova contraria, è la stessa agenzia che è oggetto della lettera e soggetto beneficiario. Non abbiamo notizie della piccola Melissa, di certo non ci aspettiamo che a 10 anni abbia un suo profilo sui social network o un ufficio stampa, ma due riscontri son sempre meglio di uno.

Il medium e il messaggio

Fan di McLuhan e studenti di comunicazione non abbiate timore, non abbiamo citato a casaccio uno dei mantra per ogni professionista di questo mondo, in questo caso vogliamo soffermarci su modalità e contenuti che sono alla base della storia in oggetto. Giacchè è impossibile che la piccola abbia preso visione di Cog dalla Tv (lo spot è del 2003, fuori mercato), possiamo presumere che la madre le abbia fatto vedere un video da Youtube o da altra fonte web.

Quel che ci pare assai inusuale è come una nativa digitale come Melissa, una volta deciso di contattare Wieden+Kennedy lo abbia fatto tramite lettera e non utilizzando quello stesso web che avrà usato per vedere il video, risalire all’agenzia che lo ha prodotto consultando il suo sito web o anche solo Wikipedia per trovarne l’indirizzo fisico. Un’amante della comunicazione epistolare in epoca moderna?

E se invece partissimo dal presupposto che questa storia non è vera ma costruita, cosa avrebbe comportato l’utilizzo di una email? Una volta contestata sarebbe stato assai più semplice dimostrare la veridicità di un documento “fisicamente” prodotto rispetto al traffico digitale. Che la lettera scritta con grafia di bimbo non serva a dare un tocco autentico ed innocente a qualcosa di immateriale?

Passiamo al contenuto della lettera. Sul web si discute sulle conoscenze lessicali mostrate da Melissa nel suo scritto. Sono coerenti con le conoscenze di un bambino di 10 anni? Alcuni credono che vi sia l’intervento di un adulto nella scrittura (probabile che sia stata scritta con l’aiuto di un genitore) eppure alcuni vocaboli come amazed, impressed ed astonishing sembrano messi lì con lo scopo di una costruzione di valore aggiunto per lo spot.

Ultima obiezione: la specificità del destinatario. Melissa ha 10 anni, guarda un video su una macchina Honda e ne rimane ammaliata ed ispirata (lo siamo del resto anche noi adulti nel guardarlo). Ora quale bimbo ha le conoscenze per capire che l’oggetto della sua curiosità è l’agenzia che ha realizzato il filmato e che quindi è Wieden+Kennedy da contattare e non la Honda (che guarda caso compie 65 anni proprio in questo mese)?

La piccola Melissa ci sembra sempre più straordinaria ed assai più matura dei sui 10 anni. Ribadendo l’assoluta buona fede nei confronti della storia lasciamo a voi i nostri dubbi e la nostra ammirazione per questa piccola/grande copywriter!

Marchi italiani versus brand dei beni culturali: un patrimonio tutto italiano

La classifica relativa ai marchi italiani con maggiore credibilità nel 2012 realizzata dal Reputation Insitute, si apre con una novità rispetto all’anno precedente che vi sveliamo fra un po. La selezione dei brand è legata alla scelta dei ricercatori di individuare 100 aziende da sottoporre a 3644 consumatori intervistati dalla Doxa a Febbraio 2013, restringendo il campo delle aziende osservate al rapporto Mediobanca sulle principali società italiane.

Inoltre dalla ricerca è emerso che chi vince con i consumatori convince anche in borsa, in quanto nell’ultima edizione (quella appunto del 2012) è stata aggiunta un’analisi sull’impatto che la reputazione di un brand ha sul corrispettivo titolo in Borsa in partnership con NoRisk. Il risultato conferma che il sentiment dei consumatori si riverbera sui mercati finanziari. Le azioni dei primi marchi della classifica battono gli indici di Borsa generali ed anche quelli di settore.

 

1. Armani

Il sorpasso ai danni di Ferrero, corona una carriera di coerenza strategica, di prodotti e di immagine e rappresenta anche un premio a tutta la filiera del made in Italy in una fase che vede il Paese in recessione. Il fashion sotto questo profilo, insieme al lusso, al design ed al food può dare ancora molto nelle aspettative del paese.

 

 

 

2. Ferrero

Un nome rassicurante per il consumatore, sia in tempi di euforia sia in tempi di recessione, costruito in più di 60 anni di attività nei confronti dei dipendenti, delle comunità dove ha stabilimenti e dei clienti. In parole povere una responsabilità sociale, a detta degli addetti ai lavori, premiata dal mercato.

 

 

 

3. Barilla

Molta trasparenza e sempre più verde, sono queste le due parole chiave per il Gruppo di Parma guidato dai tre fratelli. I valori dell’Azienda si cerca di farli trasparire anche nelle campagne di comunicazione, un esempio è quella che ha come testimonial Banderas che per la prima volta entra nell’edificio dove trova la gallina Rosita, testimonial delle colleghe che danno le uova al gruppo, d’ora in poi rigorosamente allevate a terra.

 

 

4. Volkswagen

L’incremento delle quote di mercato in Italia, con il lancio di numerosi prodotti (ultima la piccola Up concorrente diretta nei segmenti presidiati da Fiat) è la conferma di un trend di lungo periodo per l’industria dell’auto tedesca che sta contendendo a Toyota il primato mondiale del settore. Il segreto è quello di monetizzare una immagine consolidata di affidabilità e qualità tra gli automobilisti.

 

 

5.  Bmw

Quante stelle ha il tuo concessionario? Lo stabiliscono i clienti ed il risultato è pubblico, anche online. L’ultima iniziativa di Bmw Italia che insiste sulla customer satisfaction e sul coinvolgimento di rete di vendita ed automobilisti per garantire il livello di qualità rappresentata dal marchio bavarese, che continua nelle sponsorizzazioni di grande standing (la Scala di Milano, L’opera di Monaco) nel sostegno a programmi di ricerca e nelle iniziative di educazione stradale.

 

 

Classifica completa

 

 

Sulla scia di queste valutazioni, la Camera di Commercio di Monza e Brianza, in vista dell’Expo 2015,  ha cercato di dare una risposta alla domanda “quanto valgono come brand i beni culturali?” partendo dal cosiddetto indice di reputazione economica (Eri) di beni culturali e bellezze naturalistiche. Ebbene i risultati sono sbalorditivi!

Il marchio del Colosseo varrebbe 91 miliardi di euro, il brand dei Musei Vaticani 90, quello del Duomo di Milano 82, la Fontana di Trevi 78, mentre il valore del marchio degli scavi di Pompei sarebbe pari a 20 miliardi, la Basilica di San Marco 16, gli Uffizi di Firenze 12.

Se oggi il valore di questo tipo di brand rimane ancora qualcosa di inafferrabile, con gli enti pubblici che stentano a trasformarsi in imprenditori, c’è chi si è accorto del decreto legislativo numero 131 del 13 agosto 2010 che innova il codice della proprietà industriale, permettendo alle amministrazioni dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni di ottenere la registrazione di un marchio e sfruttarlo ai fini commerciali. I primi tentativi spiccano per timidezza, come nel caso del marchio realizzato dal Comune di Salerno o del copyright messo dal Comune maremmano di San Quirico d’ Orcia sul proprio panorama con i cipressi.

Possiamo star ben certi che in futuro ne vedremo delle belle!

 

 1. Colosseo

2. Musei vaticani

3. Duomo di Milano

4. Fontana di Trevi

5. Scavi di Pompei

 

Addio al grande Douglas Engelbart, il visionario inventore del mouse e non solo

Addio al grande Douglas Engelbart, inventore del mouse e non solo

Addio al grande Douglas Engelbart, il visionario inventore del mouse e non solo

Douglas (Doug) Engelbart, l’inventore del mouse e ideatore di alcuni tra i più basilari strumenti dell’informatica, come l’interfaccia grafica a finestre, si è spento il 2 luglio per insufficienza renale a Atherton, California, all’età di 88 anni, lasciando un’eredità impossibile da dimenticare.

La notizia è stata annunciata ieri su Twitter dal Museo della storia del computer di Mountain View, in California.

Nato a Portland da una famiglia di origine scandinava, dopo la Seconda Guerra Mondiale decide il suo destino, laureandosi in Ingegneria Elettronica e proseguendo con una specializzazione e un PhD a Berkeley. Nel 1957 Engelbart viene assunto allo Stanford Research Institute a Menlo Park in California e divenne responsabile dell’Arc, Augmentation Research Center, un laboratorio che presenterà 21 brevetti che porteranno il suo nome.

Scavando un profondissimo solco tra passato e futuro, con “La madre di tutte le demo“, il 9 dicembre del 1968 illustrò al mondo come fosse possibile aumentare l’intelletto umano attraverso queste nuove interfacce grafiche, impensabili per quel tempo, rivoluzionando il mondo attraverso la tecnologia.

L’ingegnere, durante una presentazione di 90 minuti con i suoi soci, in collegamento con i suoi laboratori grazie ad un modem rudimentale, parlò di interazione uomo-macchina, di videoconferenza, di interfaccia a finestre, di ipertesti, usando il famoso mouse.

Questo venne realizzato per la prima volta da Engelbart nel 1964 e consisteva in uno “scatolotto” di legno corredato di due rotelle poste ortogonalmente tra loro. Il movimento di queste rotelle si traduceva nello spostamento di un punto sugli assi X e Y di un piano cartesiano. Facendo coincidere il piano con l’area operativa dello schermo le coordinate del punto potevano essere facilmente tradotte e visualizzate su di esso.

Engelbart non seppe mai dare una spiegazione del perché quell’oggetto fu chiamato mouse, probabilmente perché, molto semplicemente, somigliava a un topo. Grazie al visionario, i computer si trasformeranno in oggetti decisamente più fruibili, prestandosi alle necessità dei loro operatori.
Le sue intuizioni verranno riprese, anni dopo, dalla Apple con il lancio del famoso Macintosh, considerato il primo vero computer commerciale con interfaccia grafica e mouse.

Addio al grande Douglas Engelbart, il visionario inventore del mouse e non solo

Nel 2000 l’ex-presidente Bill Clinton consegnò ad Englebart la National Medal of Technology and Innovation, un riconoscimento per tutto ciò che questo genio è riuscito a compiere nella sua vita, lasciando una profonda eredità alla storia dell’informatica e della tecnologia.

Jay-Z: nuovo album gratis per i possessori di Samsung Galaxy [BREAKING NEWS]

Il nuovo album Magna Carta Holy Grail di Jay-Z esce oggi per un milione di fortunati proprietari di Samsung Galaxy SIII e S4 e Samsung Note, tre giorni prima della sua data di rilascio ufficiale fissata per l’8 Luglio. Il nuovo album infatti sarà scaricabile gratuitamente a partire da oggi sui dispositivi mobili Samsung tramite un’applicazione apposita su Google Play.

Disco di Platino fin dal primo giorno!

Per chi non conoscesse le meccaniche dei premi della Musica, vendendo un milione di copie si ottiene il Disco di Platino: in sostanza con questa mossa Jay Z (e tutto il brand che è dietro al suo nome) si è appena aggiudicato un premio grazie a questa campagna e di fatto il compratore reale del milione di album ( o meglio del loro valore economico) è Samsung!

Il giveaway è parte di uno tra i profili promozionali (rivolto a cd e smarphones)  di più alto profilo e meglio orchestrati di sempre. In un’epoca in cui le vendite di album sono in calo e le aziende tech cercano di apparire sempre più giovani e attente alle nuove culture, ci aspettiamo  probabilmente di vedere altre offerte come questa in futuro, tra le varie aziende e  artisti che utilizzeranno tale tecniche di promozione cercando di attirare ancora più visibilità.

Per ascoltare il nuovo Magna Carta Holy Grail  tutto ciò che dovete fare è  scaricare  l’app da Google Play sul vostro dispositivo Samsung.

Solo il primo milione di persone che scaricherà l’app otterrà l’album oggi, per i restanti sfortunati ci potrebbe essere ancora una chance piu avanti, ma anche se c’è stato un enorme picco quando l’app è stata pubblicizzata durante le finali NBA, al momento  Google dice che  ancora non ha raggiunto 1 milione di download. L’applicazione “Jay Z Magna Carta”  include anche le riprese dietro le quinte, del rapper di Brooklyn, metre preparava il suo 12simo album.

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Una campagna da 15 milioni di dollari

Samsung ha speso 5 milioni dollari per l’acquisto di 1 milione di copie di “Magna Carta Holy Grail” da regalare ai possessori di un Galaxy ma Ben Weiner, CEO dell’agenzia WDCW  stima che Samsung ha speso altri 15 milioni dollari o giù di lì in questa campagna che secondo lui è il punto culminante di una inversione di tendenza.

Questo deal speciale si inserisce inoltre nella strategia di marketing per il Galaxy S4 di cui tempo fa vi avevamo dato gli esempi più interessanti, mostrandovi alcune delle iniziative più coinvolgenti.

La promozione dell’ app dedicata al album è la prima incursione della partnership tra Jay-Z e Samsung che potrebbe far fruttare al rapper circa 20 milioni di dollari, mentre a Samsung un ritorno in termini di immagine e vendite vertiginoso ma sopratutto l’onere di essere stata pionere tra le varie aziende Tech ad utilizzare questo tipo di strategia di marketing.

8 estensioni Google Chrome per accrescere la social media experience

Ottime notizie per tutti i fan del browser made in Google. Oggi infatti vi proponiamo 8 estensioni Google Chrome (scelte da noi tra le 11 suggerite da Mashable) che miglioreranno sensibilmente il vostro rapporto con i social media, mettendo a portata di click e durante la navigazione degli strumenti essenziali per la vostra dose quotidiana di vita digitale 😉

1. Instagram

Non è ancora aggiornato alla nuova funzione di video per Instagram, ma la sua estensione per Google Chrome vi mostra con un click la vostra timeline senza aprire una nuova finestra.

A distanza di un click sono disponibili anche le interazioni (like, commenti, ecc…), anche se ovviamente non è possibile inviare foto, essendo un social concepito per piattaforme mobile.

2. LastPass 

Vi avranno detto tutti fino allo sfinimento che dovete essere sempre attentissimi alle password che scegliete: non applicate mai le stesse password per più siti e siate creativi e non banali.

Se siete social media addicted avrete decine di profili su decine di servizi social differenti, senza contare posta elettronica, shopping on line e scommesse sportive. Insomma, per dare un senso al caos di account e password LastPass vi aiuta a generare automaticamente una nuova password, senza andare in panico perché siete arrivati già al 10 come parte numerica della stessa parola che utilizzate per password su tutti i siti 🙂

Con LastPass, potete anche attivare una comodissima opzione per il riempimento automatico dei moduli di password, che vi faciliterà anche il ricordo delle stesse senza perdere nulla in sicurezza.

3. Tumblr

Oltre ai nostri pensieri, sensazioni ed articoli di interesse comune (quindi al pari di un vero e proprio blog) il nostro Tumbelog può essere utilizzato anche come strumento di condivisione di immagini, citazioni o semplicemente link che ci hanno colpito.

Se durante la navigazione incontriamo qualcosa degno di essere condiviso con il nostro audience su Tumblr, questa estensione (che utilizzeremo semplicemente dal tasto destro) ci consente di condividerlo con un clilk.

4. Bitly Shortener

Chiunque ha a che fare con i social media conosce Bitly, la risorsa più famosa per abbreviare i nostri link da condividere.

Utilizzarlo con costanza (e con un account registrato) ci consente di tenere traccia delle nostre condivisioni e monitorarle. Proprio in questo senso l’estensione per Google Chrome ci consente di accedere al servizio più facilmente, non solo usufruendo del link abbreviato, ma avendo anche un’immediata preview del nostro post su Facebook senza dover aprire una nuova pagina.

5. Evernote Web Clipper

Evernote è forse lo strumento più famoso sul web, soprattutto per la sua grande versatilità.

Organizza i nostri contenuti, ci consente di usufruirne sia da mobile sia da pc, e li organizza secondo le nostre esigenze. Possiamo prendere appunti, copiare intere pagine web o limitarci ad un’immagine di nostro interesse.

La sua estensione per Google Chrome è quindi fondamentale se siamo utilizzatori di Evernote.

6. Poket

Poket è uno strumento eccezionale. Ogni articolo di nostro interesse può essere inserito nella nostra “to read list”, che possiamo consultare sia da pc sia mobile.

L’estensione, che sostanzialmente è alternativa al bookmarklet ufficiale, è molto più intuitiva ed immediata, soprattutto per quanto riguarda i contenuti individuati sui canali social.

Inoltre, l’estensione è nata per lavorare con Google Reader. Anche se quest’ultimo è ormai chiuso, l’estensione verrà probabilmente aggiornata per funzionare con Digg o le nuove applicazioni sostitutive al reader di Big G.

7. Hover Zoom

Hover Zoom è un’estensione utilissima che una volta provata diventa essenziale.

La sua funzione è semplice: quando siamo con il mouse su una foto, questa si aprirà (più grande) in una nuova finestra. E questo su tutti i siti web, compresi i principali social media.

8. TOSDR

La maggior parte dei social network ha particolari e molto stringenti condizioni e termini per l’utilizzo dei loro servizi. Non di rado questi ultimi sono oggetto di feroci polemiche (ricordate l’ultimo caso relativo ad Instagram?).

Ecco perché questa estensione vi dà maggiori informazioni. Sappiamo che nessuno, ma davvero nessuno, legge le condizioni di servizio e questa estensione può colmare questa lacuna.

Cliccando sul punto interrogativo alla fine dell’indirizzo web otterrete tutte le informazioni salienti circa le condizioni d’uso del social su cui state condividendo i vostri contenuti.

L’estensione è ancora in fase di aggiornamento, e spesso questo avviene sulla base delle segnalazioni degli utenti stessi.

E voi? Utilizzavate già queste estensioni? Ditecelo nei commenti!

Samsung acquista Boxee per $30M [BREAKING NEWS]

Samsung acquista Boxee per $30M [BREAKING NEWS]

Boxee, startup israeliana di streaming media ed intrattenimento, è stata acquisita da Samsung, il gigante sud coreano dell’elettronica.

L’acquisto è stato reso noto da diversi giornali e riviste israeliani e americani, tra cui The Marker e The Calcalist, ed entrambi riportano notizie contrastanti circa il prezzo dell’affare. Secondo The Marker la trattativa si sarebbe conclusa a $30 milioni.

In questo momento, l’hardware di Boxee è realizzato da D-Link, che ha contribuito a lanciare sia la generazione precedente, Boxee Box, e ora anche il DVR Cloud, che consente agli abbonati di registrare gli spettacoli televisivi sui server della società e di vederli in streaming su vari dispositivi cloud.

Il DVR Cloud di Boxee sarà inizialmente lanciato solo in alcuni mercati chiave, con altre entrate in scena durante tutto il resto del 2013, che riguarderanno soprattutto il territorio americano.

Sviluppi futuri di Boxee

Samsung acquista Boxee per $30M [BREAKING NEWS]

La società ha fornito importanti aggiornamenti riguardo alle nuove funzionalità del loro prodotto, tra cui i contenuti 3D per il servizio Vudu e il DLNA streaming.  Tuttavia la decisione annunciata lo scorso anno di voler abbandonare gli aggiornamenti del software per i più vecchi Boxee Box è stato accolta con disappunto dalla maggior parte degli utenti.

Boxee dovrebbe diventare parte integrante dei televisori Samsung. Il destino della strategia stand alone della linea Boxee è stata completamente messa in discussione. L’acquisizione da parte di Samsung ha quindi una logica win-win, in quanto il potenziale in termini di l’esperienza di questa startup  riguardo al tema della Smart TV  potrebbe risultare davvero utile per Samsung.

Samsung acquista Boxee per $30M [BREAKING NEWS]

Il Grande Gatsby: le scene originali prima degli effetti speciali [VIDEO]

Alla sua uscita nei cinema il tanto atteso film di Baz Luhrmann ha raccolto pareri tra i più vari, favorevoli e non, entusiasti e meno. Ma certamente c’è un aspetto sul quale la pellicola ha raccolto i commenti più lusinghieri di pubblico e critica: gli effetti speciali. Chris Godfrey, VFX supervisor ne “Il Grande Gatsby“, ci ha regalato questo interessante video in cui numerose scene del film vengono mostrate seguendo una sequenza prima/dopo l’editing.

Il filmato riesce egregiamente nel compito di esaltare il lavoro dei tecnici nel ricreare scenografie ed atmosfere dei “ruggenti anni ’20”, creando anche una fotografia dal tocco vintage che si è affermata come una delle tendenze estetiche più apprezzate negli ultimi anni.

Le pubblicità contro la depressione con un messaggio nascosto

La cultura popolare, si sa, è sempre prodiga di grande saggezza. D’altra parte i proverbi sono come i claim pubblicitari: riassumono un concetto alto in poche parole ben selezionate. Talvolta però il confine tra proverbi e frasi fatte può risultare sottile e permeabile, e oltrepassarlo può dare vita a sciocchezze ancestrali la cui origine si perde nella notte dei tempi.

“Quando dice di no vuol dire sì” è un dogma che ha sempre portato non pochi problemi di comprensione nella vita di coppia. “Non rigirare la frittata” è invece un tentativo di zittire un punto di vista differente che potrebbe rivelarsi salvifico. E così via.

Tutto vero? Non sempre. La campagna di Samaritans of Singapore, associazione che supporta le persone affette da depressione, ha fatto proprio del significato inverso la propria forza facendo leva sul messaggio nascosto e sulla necessità di interpretare i segnali.

Scritte apparentemente banali, fotografate sui muri di armadietti e bagni pubblici, nascondono in realtà richieste d’aiuto se lette capovolte. 

“Life is great”, se letto nella giusta maniera, diventa un inquietante “I hate myself” di cobainiana memoria. Lo sprezzante “I feel fantastic” si tramuta in “I’m falling apart”. L’incisione su legno di “I’m fine” nasconde un disperato “Save me”.

Si chiamano ambigrams e sono elaborazioni di foto e scritte che sconvolgono il risultato di un messaggio se visto da una differente prospettiva. Giochi di grafica certosina che rendono chiara l’importanza di leggere tra le righe e spostano il riflettore su un problema, la depressione,  che per definizione tende a rimanere nell’oscurità dell’animo.

Perchè ironia a parte, talvolta un no nasconde veramente un sì.

Buon compleanno App Store: 5 anni di grandi successi made in Apple!

Buon compleanno App Store: 5 anni di grandi successi made in Apple!

Buon compleanno App Store: 5 anni di grandi successi made in Apple!

App Store di Apple, il negozio online nato nel 2008 sta per compiere 5 anni. Un periodo di tempo nel quale App Store è diventato grande, raggiungendo risultati impensabili alla sua nascita e creando il concetto moderno di applicazione e di negozio di applicazioni.

Fu creato infatti nel 2008, l’anno successivo alla presentazione del primo iPhone da parte di Steve Jobs, come risposta alla domanda degli utenti, che richiedevano di superare il concetto di web app, molto diffuso allora. Venne così creato un negozio virtuale contenente tutte le applicazioni che potessero funzionare su iPhone. Da allora, dopo questa grande intuizione, App Store ha conosciuto una successo inarrestabile, culminato nel raggiungimento delle 50 Miliardi di applicazioni scaricate lo scorso Maggio.

Per festeggiare il compleanno di App Store, che ricadrà il prossimo 10 Luglio, Apple ha inviato a vari membri dei media internazionali un poster celebrativo, che è stato postato per primo su internet da Tim Bradshaw, tech reporter del Financial Times.

Buon compleanno App Store: 5 anni di grandi successi made in Apple!

L’immagine mostra, nella scala temporale dei cinque anni, la rapida scalata al successo del negozio Apple: i primi 10 milioni di download in soli 4 giorni, i 10 miliardi nei primi tre anni ed infine i 50 miliardi di download, che hanno portato nelle casse degli sviluppatori delle app oltre 10 milardi di dollari. Possiamo inoltre notare nell’immagine molte delle app più conosciute ed utilizzate dagli utenti di tutto il mondo.

App Store rappresenta quindi un successo incredibile, sia per gli sviluppatori che per Apple stessa, che ha creato un vero e proprio modello di successo ripreso poi anche dagli altri competitor, quali Google con il suo Play Store. Sulle basi di questo successo inoltre, Apple ha lanciato anche la versione di App Store dedicata al sistema operativo Mac OS nel 2011, il Mac App Store, stabilendo quindi una strategia basata totalmente sulla centralità delle applicazioni, non solo sui dispositivi mobili.

Insomma, in attesa del 10 Luglio, data nella quale Apple potrà dare il via ufficiale ai festeggiamenti, si possono augurare ad App Store nuovi ed entusiasmanti successi, con la certezza di poter presto provare nuove e rivoluzionarie app, in grado di regalare soddisfazioni a moltissimi utenti finali, programmatori ed imprese operanti in questo settore!

Yahoo! acquista Qwiki per 50 milioni di dollari [BREAKING NEWS]

Yahoo acquista qwiki per 50 milioni di dollari

Avevamo anticipato la trattativa di Yahoo per acquisire Qwiki e alla fine l’annuncio è arrivato:

We’re excited to announce that Yahoo! acquired Qwiki – a company that uses awesome technology to bring together pictures, music and video to capture the art of storytelling.

Così la compagnia di Sunnyvale annuncia l’acquisto di Qwiki un’app per iPhone lanciata nel 2012 che consente di convertire foto, musica e video in un mini-film con tanto di colonna sonora.

Il giovane team di Qwiki aveva già incontrato la signora Yahoo! Marissa Mayer nel 2010 durante l’annuale edizione di Disrupt (conferenza sulla tecnologia organizzata da TechCrunch), vinta appunto da i ragazzi di Qwiki. A votare la signora Mayer.

Dal 2010 ne hanno fatta di strada i ragazzi: aggiudicandosi prima un finanziamento di 10 milioni di dollari da alcuni investori tra cui spicca il nome di Eduardo Severin, co-fondatore di Facebook.

Di milioni questa volta ne hanno ricevuti il quintuplo, in quanto Yahoo! acquista Qwiki per 50 milioni.

Ma la shopping mania della signora Mayer non si ferma qui. Dopo l’acquisizione di Tumblr per ben 1,1 miliardi di dollari, si vocifera che il prossimo acquisto della compagnia di Sunnyvale sia Xobni, app che crea una rubrica di contatti in base alle proprie e-mail. L’offerta pare aggirarsi intorno ai 30-40 milioni di dollari.

In attesa delle future mosse, facciamo un grande in bocca al lupo ai componenti del team di Qwiki che si uniranno a Yahoo! nella sede di New York per continuare la loro avventura!