Deskero, il software di assistenza clienti con il cuore social

Continua il nostro viaggio all’inseguimento delle idee di business finaliste della Battaglia delle Idee, per sapere come sta continuando la loro avventura imprenditoriale. Questa è la volta di Deskero, l’help desk da pochi giorni online che rende il processo di assistenza clienti un vero e proprio dialogo grazie all’integrazione nativa con Twitter, Facebook, Google+, LinkedIn e YouTube.

Vediamo allora con l’ideatore Fausto Iannuzzi come sta andando questa loro avventura.

Cos’è Deskero?

Deskero è un software di help desk che nasce dalla volontà di trovare soluzioni nuove per gestire in maniera moderna il contatto con i clienti. Il suo scopo è far risparmiare tempo e risorse, ottimizzare al massimo il flusso di lavoro, automatizzare e semplificare, per lasciare lʼassistenza clienti libera di diventare qualcosa di più: non solo un modo per risolvere i problemi, ma unʼoccasione unica per creare rapporti davvero personali.

Costruire un rapporto speciale con i propri clienti, in grado non solo di fidelizzarli ma anche di renderli entusiasti ambasciatori del proprio brand, è una delle esigenze più sentite dal marketing internazionale.

La nostra idea è quella di utilizzare non solo i canali tradizionali ma anche internet e i social network per semplificare al massimo la gestione e creare rapporti speciali: personali, creativi, unici.

Da chi è composto il vostro team? Cosa vi ha motivato a buttarvi in questa avventura?

ll team di Deskero è composto da professionisti accomunati dalla voglia di mettersi in discussione e di trovare soluzioni nuove: nellʼarchitettura del software, nella programmazione, nel design e nella comunicazione.

Ci siamo costantemente confrontati con i nostri limiti, per trovare la soluzione migliore e risolvere concretamente ogni problema: il nostro obbiettivo non era semplicemente creare un “prototipo ideale”, ma realizzare un software di livello internazionale.

Deskero è ora online: è una realtà perfettamente funzionante. Per noi questa concretezza è sempre stata essenziale: per portare a termine il nostro progetto e per vedere questo sogno realizzato, non solo sulla carta. Deskero è stato creato in risposta ad esigenze pratiche ed è stato sempre animato dalla volontà di offrire ai nostri clienti un prodotto di eccellenza.

Quali sono le prospettive / difficoltà in Italia per una startup nel vostro settore?

Le nostre prospettive di crescita risiedono tutte nellʼinternazionalità del progetto: già alla partenza Deskero è sviluppato tutto in 4 lingue e molto altre ne seguiranno. Il nostro software è stato progettato e concepito in risposta ad esigenze fortemente avvertite dal mercato globale: con lʼItalia e le sue specificità non abbiamo molto a che vedere!

Le difficoltà nello sviluppare un progetto di questo respiro sul suolo nazionale non sono mancate: lʼItalia non è un paese “allʼavanguardia” nellʼambito digital, e trovare professionisti allʼaltezza di questo progetto non è stato facile…

Inoltre coordinare e portare avanti il lavoro di freelance diversi, dislocati sul territorio italiano, tenendoli costantemente in comunicazione, è stato un impegno davvero titanico: il project management è stato tutto allʼinsegna della flessibilità, e tutti hanno lavorato esclusivamente attraverso tele-lavoro.

Dove vi vedete tra 1 anno?

Deskero è nato dalla volontà di andare oltre e di trovare nuove soluzioni tecniche, nuovi spunti di comunicazione, nuovi strumenti di marketing. Ci piacerebbe avere le risorse tecniche e umane per garantire un continuo miglioramento del nostro servizio, rendendolo sempre più internazionale, attraverso lʼimplementazione di nuove lingue, e sempre più completo e utile, attraverso lo sviluppo di nuove funzionalità.

Non sappiamo dove saremo tra un anno: lʼunica cosa sicura è che faremo del nostro meglio per andare oltre i nostri limiti, perché crediamo fortemente che il progresso delle aziende e delle persone debba essere continuo e non debba mai fermarsi allʼapparenza.

Il bello dei traguardi è che sono sempre relativi: concludendo Deskero abbiamo
scalato una montagna… ma non vediamo lʼora di salire ancora più in alto!

Partecipa a Campdigrano2013: social innovation, societing e ruralità 2.0

A Caselle in Pittari, nel cuore del parco nazionale del Cilento, torna l’esperienza estiva della social innovation applicata alla ruralità 2.0: #Campdigrano organizzato dai baldi giovani della ProLoco in collaborazione con le nuove leve dellAccademia Mediterranea di Societing .

Una settimana, dal 14 al 21 luglio, di sperimentazione e contaminazione tra i saperi contadini di un tempo legati alla mietitura, la trebbiatura, la molitura di antichi grani autoctoni recuperati dal lavoro di giovani cilentani che hanno deciso di non abbandonare il loro territorio, e l’innovazione sociale e tecnologica legata ad un nuovo modello di progresso a partire dalle risorse territoriali e rurali di cui il Cilento, come tutta l’Italia mediterranea, sono estremamente ricchi.

Ma l’esperienza di #Campdigrano è davvero molto di più: lo scorso anno, durante la prima edizione, 25 ragazzi da tutta Italia si sono trovati immersi in una realtà dalle mille sfaccettature. (qui alcune citazioni di chi ha partecipato) Non è un evento, nè una vacanza alternativa, nè banale folklore. #Campdigrano è il tentativo di avvicinamento e contaminazione tra menti e mani, l’homo sapiens e l’homo faber, apprendendo da tutti i saperi popolari ormai lontani dalle nostre esigenze quotidiane ma che che riguardano visceralmente il nostro rapportarci alla terra, all’ambiente, alla vita.

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Ricchissimo il programma previsto per l’intera settimana: in mattinata sono previsti workshop pratici ed esperenziali con i maestri della terra, che tramanderanno i loro saperi con la semplicità che solo gli anziani hanno nel parlare a giovani menti voraci. Nel pomeriggio ci saranno workshop e tavole rotonde con focus su bioarchitettura sostenibile, sana alimentazone, social innovation e societing, rural innovation e comunità, storytelling e lavoro. E’ prevista anche la presenza del nostro ninja fondatore Alex Giordano che insieme ad Adam Ardvisson presenteranno il loro ultimo libro “Societing Reloaded: pubblici produttivi e innovazione sociale” spiegando come questo nuovo modello si applica allo sviluppo delle comunità locali e rurali.

campdigrano 2012 25 partecipanti

C’è tempo fino al 30 giugno per iscriversi al contest che selezionerà i nuovi 25 che parteciperanno al Campdigrano2013. 

Basta inviare la propria candidatura sul sito di #Campdigrano e specificare le proprio motivazioni. Per i nostri lettori 3 posti riservati aggiungendo alle motivazioni l’#ninjamarketing! 😉

John McAfee è tornato per svelarci come disinstallare il suo antivirus [VIDEO]

Ogni azienda ha nel suo CEO e/o fondatore un guida, un rappresentante, un simbolo. Il rapporto è ancora più viscerale quando parliamo di aziende del settore tech, in cui l’immagine concettuale del programmatore squattrinato e visionario che progetta software nel garage di casa o nella stanza del campus regna sovrana.

Non a caso, tutti conoscono i nomi di Zuckerberg, Dorsey, Bezos, mentre si ignora l’identità dei CEO di tantissime altre aziende. Una bella fetta della brand image dipende, soprattutto in questi contesti, da immagine e reputazione del fondatore. E poi arriva John McAfee.

Che dopo aver fondato 25 anni fa una delle compagnie più conosciute nel campo degli antivirus informatici, e dopo parecchia acqua torbida passata sotto i ponti negli ultimi anni, ha rilasciato su YouTube un video dal nome “How To Uninstall McAfee Antivirus“.

McAfee ha effettivamente lasciato la compagnia 15 anni fa dopo averla venduta, ma inevitabilmente le sue vicende personali continuano ad essere associate all’azienda che porta il suo stesso nome, e che ora l’uomo scredita leggendo una ad una pesanti critiche (vere o presunte) di infuriati utenti e sostendendo che da quando l’ha lasciata l’azienda è diventata, parafrasando, un’enorme burla.

Vestendo i panni di un giocherellone stile Hugh Hefner e circondandosi di giovani ragazze che definisce “cose più urgenti a cui pensare”. Tra cui le armi e la cocaina che si guadagnano il primo piano nella seconda parte del video, simulacri di una storia personale (di cui sarete a conoscenza, ma in caso vi servisse un ripassino ecco il link a Wikipedia) non proprio claustrale e su cui McAfee cerca ora di ironizzare.

Certo, come abbiamo già detto l’azienda non ha più nulla a che fare con il suo fondatore, il quale tuttavia muove critiche pesanti anche se in vesti grottesche e kitsch. Raggiungendo al minimo i due milioni e mezzo di utenti che hanno visionato il video su Youtube in soli 3 giorni.

E come dovrebbe reagire un brand quando è il suo stesso fondatore a colpirlo? Voi prevedte qualche reazione?

Update 25/6/2013

Pubblichiamo lo statement ufficiale di Chris Palm, Director, Corporate Communications di McAfee.

“While we take any attack on our products seriously, these ludicrous statements have no basis in reality. We continue to focus on what matters—our customers.” (Mentre prendiamo davvero molto sul serio ogni attacco ai nostri prodotti, queste ridicole affermazioni non hanno nessuna corrispondenza nella realtà. Continuiamo a focalizzarci su ciò che conta, i nostri clienti)

Ringraziamo Benedetta Campana dell’ufficio stampa di McAfee Italia per la segnalazione.

Corona trasforma la luna in uno spicchio di lime [VIDEO]

Finalmente è arrivata.. così tanto attesa e sospirata l’estate è arrivata con il suo caldo torrido e la voglia di mare. E quindi ci si immagina già in spiaggia a godersi la brezza del tramonto con in mano una Corona: la cerveza messicana dorata famosa in tutto il mondo per il modo in cui è servita, ovvero con uno slice di lime nel collo della bottiglia.

Per festeggiare l’arrivo della bella stagione Corona Extra ha deciso di realizzare un’installazione davvero unica nel suo genere: si tratta di un billboard nel centro di New York che permette di “catturare” la luna per alcuni istanti.

Nelle notti del 14 e 15 giugno infatti, tra la nona e la quindicesima strada della Grande Mela è stato possibile osservare la mezzaluna crescente posizionarsi esattamente in direzione del collo della bottiglia di Corona presente sul manifesto, simulando proprio il lime che contraddistingue la birra messicana. Sul cartellone è rappresentato inoltre il ciclo lunare parziale al centro del quale viene lasciato spazio per permettere alla luna di inserirsi tramite un gioco di prospettive.

Davvero d’effetto la campagna dal nome “Luna Corona” ideata dall’agenzia creativa Cramer-Krasselt che ha ingaggiato l’astronomo Mike O’Gara per calcolare perfettamente l’allineamento lunare con la bottiglia del billboard.

L’idea di rendere protagonista la luna sposa il claim della campagna “Night or day – find your beach” (di giorno o di notte – trova la tua spiaggia) quasi a ricordarci che anche se in città non possiamo viverla, Corona ci porta in spiaggia ovunque siamo, di giorno e di notte.

#PWES4 a Brescia: come Internet mi ha salvato la vita

#PWES4 a Brescia: come Internet mi ha salvato la vita [EVENTO]

#PWES4 a Brescia: come Internet mi ha salvato la vita

Continua il tour nelle maggiori città italiane dell’evento Pane, Web e Salame, giunto quest’anno alla quarta edizione. Il 26 giugno sarà Brescia ad ospitare “storie di gente con i piedi in Italia e la testa nel mondo“.

10 ospiti porteranno a Brescia la loro storia, scopriamo insieme il ricco programma della giornata.

Fra i nomi di punta Riccardo Luna, che sarà presente per raccontare il nuovo libro e progetto #CambiamoTutto con l’obiettivo di raccogliere le storie di italiani, innovatori spesso ignoti alle cronache ma in grado di creare una vera rivoluzione, anche e soprattutto grazie alla Rete.

Direttamente da Amsterdam Ubi De Feo, Creative Technologist che ha portato in Olanda Hello Savants, un collettivo di creativi italiani leader nel design, produzione e tecnologia, impegnato personalmente nell’insegnamento di Arduino a ragazzi e creativi con progetti come “From 0 to C”.

Come si organizza un festival internazionale di cinema in un paese piccolo come Amantea? Grazie a Internet! Lo racconterà Giulio Vita per La Guarimba Film Festival.

I social media portati direttamente alle persone anche con il caso de Il Milanese Imbruttito nota pagina Facebook che è stata in grado di movimentare online e offline migliaia di persone, con l’opportunità di conoscere i founder Marco De Crescenzio e Tommaso Pozza.

Con Matteo Mendiola di Volta Footwear l’occasione di ascoltare la storia di come un brand giovane e italiano di calzature sia conosciuto in tutto il mondo. Stefano Zanoni e Fabrizio Piccolini heads of creative digital dept. di Arnold Worldwide Milano presenteranno il progetto L’italiano #ballamale ideato per il video omonimo di Fabri Fibra feat. Crookers.

#PWES4 a Brescia: come Internet mi ha salvato la vita

Dall’advertising allo storytelling con Tiziano Bonini e Matteo Caccia per il progetto RadioFactory, progetto di comunicazione online creato da un team di professionisti con una solida esperienza nel campo radiofonico, dove il racconto e l’innovazione scorrono in parallelo.

Poi spazio ad alcuni ragazzi bresciani che si sono distinti in Italia e nel mondo: partendo da Davide Dattoli, digital strategist, co-founder di Talent Garden, che ha creato il suo primo sito web a 13 anni e creato una social media agency a 20.

Con la collaborazione del gruppo bresciano WebDeBs i contributi video e le storie di tre professionisti che si sono trasferiti all’estero per nuove opportunità:

Luca Orio, web developer e visual designer che nel 2012 lascia il lavoro in un grande studio di comunicazione italiano e si trasferisce negli States per proseguire la carriera di musicista in qualità di batterista del gruppo Upon This Dawning;

Cristiano Rastelli, front end engineer che ha deciso di mettersi in gioco e rivoluzionare la sua carriera: in un due settimane trova lavoro a Londra in una start-up tecnologica internazionale;

Alessandro Cinelli, senior web developer in un web system integrator a livello nazionale decide di mettersi alla prova alla fine del 2012 e accetta una proposta di lavoro a Kuala Lumpur in Malesia.

L’appuntamento è per mercoledì 26 Giugno, c/o Castello Malvezzi (Via Colle S. Giuseppe 1, Brescia). Dalle 9 alle 18 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per info e iscrizioni pwes4.eventbrite.com

Official hashtag della giornata #PWES4.

Moleskine: ecco il restyling del logo in un nuovo monogramma

Cambiare il proprio logo è cosa così delicata che non tutti i brand affrontano facilmente questa decisione, specialmente se il cambiamento in questione è orientato verso un minimalismo estremo in cui il nome quasi scompare.
Ma se ad affrontare la mutazione è un’azienda come Moleskine, ormai conosciuta in tutto il mondo e con un numero sterminato di fedelissimi consumatori a seguito, il discorso cambia.

Moleskine ha infatti affidato il restyling del suo logo all’Achilli Ghizzardi Associati, la società di consulenza milanese che l’ha rivoluzionato fino ad estrapolarne un monogramma declinabile nei modi più vari, specchio di una poliedricità che ormai contraddistingue la celebre azienda che, come sappiamo, è andata ben oltre il suo famoso taccuino.

Il nuovo monogramma consta di nove quadrati dai bordi arrotondati, il primo dei quali occupato dalla lettera M, icona dell’identità del marchio, e i restanti otto lasciati liberi di accogliere qualunque contenuto. Organizzato in una griglia, il nuovo logo riesce a rappresentare al tempo stesso l’organizzazione e la creatività, valori fondanti di casa Moleskine.

5 comportamenti che le aziende dovrebbero tenere su Facebook

La scorsa settimana abbiamo parlato dei 5 comportamenti che le aziende dovrebbero evitare su Facebook, concentrandoci quindi su quegli atteggiamenti negativi che, nella gestione di una fanpage, potrebbero portare ad un inesorabile allontanamento dai nostri contenuti e, di conseguenza, dal nostro brand.

Oggi invece vogliamo proporvi 5 comportamenti che, al contrario, dovreste seriamente pensare di assumere nella gestione del vostro brand su Facebook, per fare in modo che il vostro rapporto con i consumatori superi il livello digitale portando reali introiti in termini commerciali.

L’affarista

Chi vuole utilizzare Facebook per attirare nuovi clienti, fidelizzare quelli esistenti e trasformare le proprie interazioni in reali opportunità di fatturato deve seguire un precetto di base fondamentale: il cliente cerca sempre il miglior affare. E tanto vale anche per Facebook.

L’opportunità ce la offre il servizio Facebook Offers, che consente di proporre ai fan offerte in esclusiva acquisibili solo tramite il social network. In Italia, una delle prime aziende a seguire questa strada è stata Best WesternNon solo i fan di Facebook hanno acquistato l’offerta proposta, ma c’è stato anche un ottimo numero di condivisioni della stessa.

In pratica, offrendo un accordo in esclusiva per gli utenti Facebook avrete da un lato l’opportunità di trasformare l’interazione in fatturato, e dall’altro accrescere la comunità di acquirenti abituali e potenziali che amano il vostro prodotto.

Il figo

Questo brand lo vedete – anche abbastanza frequentemente – sulla vostra timeline ed ogni volta vi colpisce. Il suo stile è inconfondibile, la sua ironia conclamata, le sorprese che vi riserva sempre piacevoli. Insomma, amate la sua compagnia.

Non c’è nulla di meglio di essere apprezzati ed amati dagli utenti. Questo vi renderà indimenticabili e tutti non vedranno l’ora di scoprire cosa vi inventerete. Cercate sempre di innovare, di strappare un sorriso o contraddistinguetevi in modo unico ed inimitabile. Un po’ come RedBull.

Il Conversatore

Tornate con la memoria a qualche anno fa. Immaginate di voler chiedere qualcosa alla vostra azienda preferita: magari l’uscita della nuova collezione autunno/inverno oppure le possibili colorazioni di una particolare moto.

Non solo comunicare con un brand era difficile, ma ottenere una risposta era praticamente impossibile. Oggi, invece, un brand può utilizzare la conversazione come punto di forza fondamentale su Facebook. Non è più sufficiente offrire ai clienti risposte pre-confezionate, soprattutto su Facebook.

Mettiamo da parte le FAQ e concentriamoci sull’interazione. Rispondete a tutti i commenti, utilizzateli per lanciare conversazioni, dibattiti e interazioni sul vostro brand. Siate affabili e disponibili. I clienti sapranno ricompensarvi.

L’allenatore

Questo brand vi stimola. Vi dà le dritte giuste, i consigli migliori, vi spiega i trucchi per diventare migliori. Potete utilizzare diverse risorse cross-mediali: video, tutorial, tips & tricks ma al centro di tutto il vostro ruolo di allenatore.

Suggerite ai vostri fan come migliorare. Non sottolineatene i difetti ma portateli a riflettere sui possibili miglioramenti che, magari con poco sforzo, potranno ottenere. Dimenticate per un attimo i vostri prodotti, non metteteli al centro della scena. Al centro mettete gli utenti, sapranno ricompensarvi.  

Il giocherellone

Il motivo primario per cui siamo su Facebook, al di là di chi lo utilizza a scopi professionali, è per divertirci.

Ed è questo che spinge sul social network di Mark Zuckerberg ogni giorno milioni di utenti. Un buon brand dovrebbe saperlo e sfruttare l’aspetto ludico per interagire con i propri utenti.

Create giochi, quiz, momenti di intrattenimento che ruotino attorno ai vostri utenti e ai vostri prodotti. Con o senza le Facebook App ci sono tantissime opportunità. Mettete in palio qualcosa che vi identifichi e che possa essere apprezzato dai vostri utenti (non necessariamente un vostro prodotto!).

Pochi mesi fa un’iniziativa che ha avuto molto successo è stata quella di 6sicuro, un servizio di preventivazione per assicurazioni auto e moto. I fan di Facebook, dopo aver installato l’app Facebook di 6sicuro, con la compilazione di un semplice form con i propri dati personali ed un semplice preventivo RC Auto o Moto sul sito ufficiale, avrebbero partecipato all’estrazione di fantastici premi tecnologici. Attraverso l’inserimento del numero del preventivo ottenuto nell’app Facebook hanno garantito la partecipazione esclusiva dei fan.

E adesso tocca a voi: mixate, modificate, create ma siate originali. I fan si aspettano molto dai vostri brand: non deludeteli!

Avete altre idee su cosa un’azienda debba fare su Facebook? Fatecelo sapere nei commenti!

Gamification: una nuova sfida per il mobile marketing

Con il termine Gamification si intende applicare l’insieme di tecniche e dinamiche di gioco come livelli, crediti, punti o premi a contesti esterni al gioco. Si tratta dunque, di applicare le dinamiche ludiche, per veicolare prodotti o servizi in maniera divertente e creare  del valore aggiunto. Le meccaniche di Gamification nascono dalla necessità sempre maggiore di individuare nuove forme di coinvolgimento  per i propri  clienti in grado di incentivarne la fedeltà al brand  ed una maggiore partecipazione ai processi di comunicazione.

Con la mobile revolution e tutte le sue più recenti forme (dal QR Code alla realtà aumentata) le possibilità di gamification applicate al marketing possono diventare infinite fino ad esperienze di totale interazione e immersione in ambienti di gioco.

Abbiamo già parlato più volte di campagne marketing che sfruttano app già esistenti come Instagram e Foursquare: qui vogliamo invece presentarvi due casi di gamification applicati al mobile marketing (uno estero e uno italiano) che sono dall’inizio fino alla fine pensati esclusivamente per il marchio e che non ricorrono a community già solide come ad esempio sono quelle degli Igers.

Coca Cola e i distributori automatici

Non sempre è necessario attingere infatti a strumenti di tecnologia troppo avveniristici per ottenere una strategia di gamification efficace e che lavora col mobile marketing.

Anche stavolta vi raccontiamo un esempio tratto dall’esperienza di Coca Cola: per la campagna Happiness Quest sviluppata per il mercato giapponese, Coca Cola  sta usando delle tecniche di gamification per convincere la gente ad interagire con i suoi distributori automatici. Sembra stravagante sia nel concetto e nell’esecuzione, ma il risultato è molto significativo: l’idea infatti è nata dal concetto che in Giappone le vending machine sono una parte importante della cultura di quel paese.

Coca Cola ha deciso di trasformare radicalmente il rapporto tra il fruitore e le sue postazioni dislocate sul territorio giapponese allo scopo di creare engagement, personalizzazione e una spiccata interazione.

Gli utenti sono incentivati  ​​a eseguire la scansione del codice QR dal proprio smartphone sul distributore preferito e creare la propria identità virtuale.

Gli utenti potranno avvicinarsi alla vending machine, scannerizzare il codice e dar vita ad un processo di personalizzazione della macchina stessa affidandole un nome identificativo e scegliendo tra una ventina di avatar a disposizione.

Ciò da vita ad un processo di personalizzazione della macchina stessa affidandole un nome identificativo  e il poter  scegliere il proprio avatar da una libreria di 20 disegni. Gli utenti possono eseguire la scansione di più macchine e creare un’identità unica di ogni  singola macchina come una sorta di catalogo di check-in e di uno schedario di amici virtuali.

Ogni utente è invitato a designare una singola macchina per poterla identificare come La mia macchina, che comunicherà con l’utente su un livello più personale. Tale comunicazione comprende notizie sulla campagna, informazioni meteo e tanto altro.

Il vero gioco inizia una volta che l’utente avvia il check-in alle macchine su base regolare. Ogni check-in fa guadagnare punti che possono essere spesi per personalizzare quel distributore.

Ad ogni check-in con un distributore si otterranno 20 punti spendibili per acquistare nuovi crediti virtuali utili per la personalizzazione dell’avatar del proprio distributore: dunque dotarlo di scarpe, sfondi, particolari come capelli, barba, ecc.

Ad esempio effettuato un check-in nel giorno di Natale si ottiene il “Merry Christmas” badge; oppure con 20 check-in nell’ora di pranzo  il “lunch time” badge. Intrigante anche l’aggiunta dello “Stamp Rally”, il trofeo virtuale più difficile da collezionare in quanto richiede un check in in varie location della nazione espressamente ideato per l’utenza più fedele.

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Seat Pagine Gialle

Per l’Italia vi raccontiamo invece SeatConnectionGame (sviluppata dall’agenzia Monforte Srl): una caccia al tesoro mobile giocata contemporaneamente in tutta Italia.  Per partecipare bastava formare una squadra, scaricare le app di Seat Pagine Gialle o accedere al sito mobile e creare un proprio account, armarsi di smartphone ed esser più veloci degli altri ovviamente!

Il contest si è svolto il 18 maggio 2013, ha visto la partecipazione di 1500 iscritti, 400 team in totale di cui 40 sono arrivati al traguardo. In un sol giorno 4000 foto sono state scattate dagli smartphone dei partecipanti! Per Seat Pagine Gialle l’obiettivo più importante raggiunto non è stato solo il numero di partecipanti e quello relativo ai download delle app, ma anche il numero di esercizi commerciali coinvolti (2mila circa).

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Di sicuro siamo solo agli arbori di questa nuova frontiera di engagement: nei prossimi anni di certo si svilupperano nuove forme di engagment sempre più mirate ad una integrazione bilaterale tra consumatore finale e marketing innovators, che renderanno sempre di piu le tecniche di Gamification in grado di coinvolgere le persone, anche nello svolgimento delle attività quotidiane.

Ghepardi, peti e cani 4×4: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni Venerdì proponiamo i migliori annunci stampa della settimana selezionati con cura per voi! Farvi divertire, sorridere, emozionare è il nostro obiettivo primario. Pronti? Check this out!

Renault: Cheetah

È un missile? No, è un ghepardo! No, è la pubblicità della Mégane!

Questa divertente campagna stampa di Renault vuole sorprenderci tramite il senso di movimento istantaneo che si crea attraverso l’immagine. I personaggi e gli oggetti presenti nella scena sono di per sé rapidissimi ( missile a reazione, un ghepardo e un atleta/ Bolt) ma hanno una velocità non comparabile a quella dell’auto pubblicizzata che, come ci suggerisce la headline va da 0 a 100 km/h in 6 secondi netti!

Advertising Agency: Y&R, Israel
Chief Creative Officer: Benni Bronski
Creative Director: Dror Nachumi
Art Directors: Shay Israel, Asi Gurtenberg
Copywriters: Oren Ben-Naim, Oz Frenkel

 

Mitsubishi Pajero Full: Dogs

Ecco cosa succede quando il lusso incontra il 4×4. Si parla di un’auto, ma anche in questo caso il Pajero Full non è mostrato, bensì sostituito da un giovane cagnolino che rappresenta sia il lusso (razza del cane)  sia l’off road (sporcizia del pelo). Il muso del cane è felice e soddisfatto dell’avventura appena intrapresa e il suo sguardo che si incontra con il nostro rende la situazione divertente.

Advertising Agency: Agencia Africa, Brazil
Executive Creative Director: Sergio Gordilho
Creative Directors: Sergio Gordilho, Waldemar Franca, Carlos Fonseca
Copywriter: Carlos Fonseca
Photographer: Marcos Mendes

Lefax: Fast food flatulence, Chicken/Pig

Dovreste evitate ristoranti come questi se soffrite di ehmmm….flatulenza. Se invece non potete fare a meno del vostro pollo speziato e del maiale barbecue, fatevi furbi: portate sempre con voi gli enzimi lenitivi della Bayer! Davvero una via creativa e leggera per parlare di un problema concreto e imbarazzante. Geniale l’uso delle nuvole!

Advertising Agency: BBDO, Duesseldorf, Germany
Creative Directors: Christian Mommertz, Sebastian Hardieck, Carsten Bolk, Wolfgang Schneider
Art Director: Klaus Meurisse
Copywriter: Christian Mommertz
Illustrators: Stefan Kranefeld, Klaus Meurisse

BOSCA Ceramic Knife: Carrot/Steak

Le verdure e le bistecche non sono mai state più rilassate di così! Colpa dei soliti coltelli in acciaio che non riescono a imprimere forza alle pietanze e a tagliare a dovere! La ditta Bosca sostiene che “un coltello leggero non è un vero coltello”, promuovendo così le proprie lame in ceramica che immaginiamo essere più pesanti e affilate.*

Advertising Agency: La Familia, Santiago, Chile
Executive Creative Director: Miguel Angel Barahona
Creative Director: Gabo Cantallopts
Art Director: Victor Torres
Copywriters: Miguel Angel Barahona, Javier Latorre
Illustrator: Patricio Vera

Batelco: Stadium/Concert

La tecnologia di trasmissione dati 4G sta prendendo piede anche in Bahrein dove la compagnia di telecomunicazioni Batelco sta promuovendo il proprio servizio e i nuovi device abilitati LTE.

Molto interessanti questi annunci stampa che mettono in risalto gli eventi sportivi e musicali on-line che grazie alla grande velocità raggiunta dalla nuova tecnologia potranno essere vissuti intensamente e in maniera immersiva.

Advertising Agency: Unisono, Manama, Bahrain
Executive Creative Director: Liam Farrell
Creative Group Head / Art Director: Marcus Koskinen
Copywriter: Ahmed Waheed Hamdy
Illustrator / Photographer: Aleksei Segodin

 

*Grazie a Giammarco per la segnalazione e rettifica.

Be the king of your content: 10 mosse di SEO copywriting

Be the king of your content: 10 mosse di SEO copywriting

Be the king of your content: 10 mosse di SEO copywriting

Content (new and relevant) is the king! Una cosa è certa: nessun algoritmo di Google potrà mai distruggere la vostra creatività. Generare costantemente contenuti nuovi e attinenti al sito a cui appartengono è l’unico modo per essere ben letti da altri utenti e dai motori di ricerca.

Ne sono passati di algoritmi sotto gli spider da quando si praticava il keyword stuffing. Adesso Google è diventato molto sofisticato e non tiene in considerazione solo la presenza di parole chiave all’interno del testo ma anche la qualità, la corposità, la freschezza, i backlink e la condivisione social dei contenuti.

Insomma, scrivete per i lettori e non considerate Google un freddo algoritmo, ma il più attento dei vostri lettori!

Per fare chiarezza su cosa funziona nel SEO copywriting versione 2013, ContentVerve.com ha realizzato una infografica con 10 suggerimenti preziosi per fare rankare i vostri contenuti.

I 10 SEO comandamenti

1. Scrivi per gli esseri umani, ma ottimizza per i robot.
2. Non infarcire il contenuto delle keywords per le quali vuoi posizionarti.
3. Utilizza sinonimi, espressioni equivalenti, modi alternativi per esprimere le keywords scelte.
4. Usa l’operatore tilde ~ di Google per trovare keywords correlate alle tue.
5. Scrivi articoli corposi, approfonditi e di qualità.
6. Sfrutta le keyphrase più lunghe e specifiche, convertono meglio delle keyword generiche.
7. Rispondi alle domande frequenti dei tuoi utenti/clienti, probabilmente altri utenti faranno le stesse domande a Google e troveranno le risposte nel tuo sito.
8. Condividi il tuo contenuto e chiedi agli influencers di condividerlo su social, blog, newsletter.
9. Crea un profilo Google Plus e collegalo ai contenuti che crei.
10. Compila il tag Title e il metatag Description non solo per farli leggere a Google ma anche per invogliare gli utenti a cliccare, in quanto rappresentano la call to action verso il tuo sito nelle SERP.

Alcuni strumenti possono supportare nell’applicazione di questi comandamenti:
1. Google Plus Autorship: per collegare il proprio profilo Google+ ai contenuti creati.
2. Google keyword tool: per trovare parole chiave correlate a quelle scelte.
3. Google trends: per cercare nuovi contenuti di cui trattare in caso di blocco del web writer.

Content is the king, ma sempre più vengono premiate le capacità dell’autore. In fin dei conti, nel SEO copywriting, così come in ogni altro ambito lavorativo e umano, quello che premia è la curiosità, l’empatia verso gli altri e l’originalità.

Insomma… Be the king of your content!

http://contentverve.com/seo-copywriting-10-tips-content-ranks-infographic/