Instagram video: nuove emozioni per i brand e la community

Qualche giorno fa abbiamo dato l’annuncio che molti instagramers attendevano dall’uscita di Vine; che Instagram desse agli utenti la possibilità di condividere anche brevi video per raccontare in maniera dinamica le proprie emozioni.

Alcuni, più creativi di altri (o forse solo più stanchi di aspettare?) hanno utilizzato i loro scatti instagrammati per creare – con l’ausilio di prodotti terzi, come videoeditor, per esempio – dei video. Un esempio è la instagramer Rebecca Davis che per un anno ha fotografato i pendolari della metropolitana di New York, montando un piccolo capolavoro chiamato Commuters: 2012.

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Solo nei primi giorni di attività si parla di oltre 5 milioni di video caricati sulla piattaforma. Un vero e proprio boom che fa riflettere sulle possibilità di storytelling e di content curation per i brand che già sono operativi su Instagram e sulle nuove forme di relazione che si sviluppano con la community che, in maniera molto simile a quella di Tumblr, crea legami emotivi più forti rispetto ad altri social.

Filtri emozionali

Il founder di Instagram – Kevin Systrom – sembra particolarmente soddisfatto dei suoi nuovi 13 filtri per la versione video. Un po’ come “dimmi che filtro usi e ti dirò chi sei” i filtri restituirebbero a chi fruisce il video un’emozione.

Sembrerebbe, infatti, che ogni filtro (a cominciare dal naming) si riferisca ad un luogo o ad un “momento” in grado di evocare delle sensazioni. L’ottica con cui sono stati introdotti i video sulla piattaforma è proprio quella di “catturare i momenti e condividerli con gli altri”.

Semplicità, bellezza e velocità

Perché funziona ancora meglio, Instagram? Semplicemente perché non è cambiata, bensì migliorata.

Tutto è come prima, ma più di prima c’è la possibilità di registrare e condividere momenti ed eventi con gli altri facendo semplicemente tap sul nostro smartphone e registrare.

Migliorare l’immagine, far sembrare tutto più bello, modificare i video attraverso i 13 filtri che la piattaforma ci mette a disposizione è semplice e fa venire voglia anche ai più timidi di cimentarsi con la videocamera ed aggiungere una copertina selezionandola dai frame del video stesso.

Infine, la velocità: l’upload dei video è veloce (più o meno, il caricamento dipende dal numero di secondi registrati) come quando carichiamo su Instagram le nostre foto dei nostri momenti preferiti.

Legare con la community raccontadosi

Il concetto di community, con l’integrazione dei video, diventa ancora più forte: condividi, emoziona, mostra, racconta con e per gli altri. Ma non solo: Instagram vuole vedere gli utenti, far parte della loro vita, “aspetta con ansia” le vostre storie ed i vostri momenti.

E’ qui che i brand possono cominciare ad integrare la propria strategia di comunicazione, rendere la loro brand story ancora più viva, vera ed efficace e creare un maggior legame emotivo con gli utenti, raccontadosi attraverso brevi video.

Il dietro le quinte, il making of dei prodotti, la vita dei dipendenti, la storia e la vita di tutti i giorni del brand ha un grande appeal sulla community che si sente partecipe di quel flusso di immagini e ne quasi riconosce l’odore di biscotti appena sfornati se ne vede realizzare una teglia.

I primi a rompere il ghiaccio con la nuova funzione a raccontare qualcosa di sé sono stati Ben&Jerry, Quicksilver e  Tacobell (insieme a molti altri, ovviamente).

Storie semplici, istantanee del brand che si apre alla narrazione: ecco cosa potrebbe legare ulteriormente gli utenti al marchio.

Evitare spam e auto-promozione

Speriamo, come al solito con mille dubbi, nella buona fede dei marchi. Con l’introduzione di questa funzione, infatti, una volta che l’utente comincerà a seguire un brand sul suo feed cominceranno ad apparire – anche non richiesti – video e foto dell’account in questione. Starà al brand se scegliere di raccontarsi e quindi rendere l’utente partecipe della propria storia o lasciarsi andare all’auto-celebrazione e allo spam selvaggio dei propri prodotti con il risultato di spezzare la magia!

Nuove prospettive di storytelling o solita “fuffa” autopromozionale? Voi su cosa puntate? Fatecelo sapere! 🙂

Air France KLM, l'importanza dei social per le compagnie aeree [INTERVISTA]

I social media e la comunicazione digital in generale ha influenzato tantissimi mercati consumer. Cambiano le logiche di interazione, di coinvolgimento, di aggregazione valoriale intorno ai contenuti. Sul tema – solleticati dalla curiosità nata intorno alla collaborazione con il Festival di Spoleto – abbiamo intervistato Cristiana Masciarelli, responsabile Social Media per Air France KLM. I Ninja più attenti ricorderanno infatti gli splendidi esempi di comunicazione creativa portati avanti da KLM sui social: KLM Surprise, KLM Travlr su tutti. Adesso la parola a Cristiana!

Quali sono le opportunità più interessanti per Air France KLM derivanti dalla comunicazione digital?

Per noi la comunicazione digitale riveste ogni giorno un ruolo sempre più importante. L’indubbio vantaggio che ha il parlare tramite i social media è quello di entrare in contatto diretto con le persone, di ascoltare e rispondere personalmente a chiunque ci contatti. Questo vale per tutti, sia che si tratti di un nostro cliente abituale, di un appassionato di aerei o di persona in cerca di qualsiasi informazione che ci riguarda. La comunicazione digitale è non solo efficace e veloce, ma è un vero e proprio specchio che rivela la percezione che il mercato ha di noi, un mondo con il quale ci confrontiamo ogni giorno per adattarci ai gusti e ai cambiamenti della nostra clientela.

KLM ha fatto scuola nell’utilizzo di Twitter per coinvolgere i consumatori. Quali sono i principali benefici per la comunicazione di una compagnia aerea dovuti al presidio dei social media?

Dal punto di vista della compagnia aerea i benefici indubbiamente attengono alla brand perception e alla brand reputation su larga scala. Quello che voglio sottolineare è però il vantaggio che ha il cliente: la reperibilità e la presenza costante di un interlocutore, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Effettivamente KLM ha fatto scuola nell’utilizzo dei social media: oggi Facebook e Twitter garantiscono una prima risposta entro un’ora e la soluzione del problema entro 24 ore! Fino a poco tempo fa’ tutto ciò era assolutamente impensabile.

Come nasce l’idea del contest “Metti in mostra la tua passione” per la promozione del Festival dei 2 Mondi?

L’idea nasce dal successo di un’iniziativa lanciata proprio lo scorso mese: in collaborazione con Lorenzo Scoles, presentatore televisivo e instancabile viaggiatore, abbiamo lanciato una comunità online di viaggiatori, www.unavolta.net , uno spazio originale, animato da video, per dare la possibilità di raccontare e condividere tramite immagini le emozioni legate al viaggio. Il successo di questa iniziativa ci ha suggerito l’importanza, in un mondo sempre più caratterizzato da comunicazione impersonale, di trovare un modo per comunicare in maniera libera e senza vincoli il nostro sentire, la nostra passione. Il contest “Metti in mostra la tua passione”, ideato assieme agli organizzatori del Festival dei 2Mondi di Spoleto, si fonda proprio su questa filosofia: è la passione che guida ogni singola scelta, consapevole o inconsapevole, che riguarda la nostra vita. Abbiamo semplicemente chiesto a quanti vogliono partecipare di mettere in mostra una propria passione tramite un video della durata massima di 45 secondi: non importa il contesto e non importa il tema, importa semplicemente la passione!

Infine: il miglior consiglio di viaggio che tu abbia mai ricevuto?

A furia di sembrar banale, accetto sempre volentieri qualsiasi consiglio che riguarda le isole greche. Anni fa’ una mia amica mi ha consigliato Skiathos, immediatamente eletto il mio posto del cuore.

Curare la propria Personal Reputation: la prima impressione conta, soprattutto online!

Curare la Personal Reputation: la prima impressione conta, soprattutto online! [HOW TO]

Curare la propria Personal Reputation: la prima impressione conta, soprattutto online!

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Le probabilità che qualcuno stia cercando informazioni su di noi sono altissime e spesso lasciamo che sia Google a gestire la nostra reputazione, non conoscendo neppure quali sono i risultati generati da Big G.

Allora chiediamoci perché la prima impressione è tanto importante. Non è un segreto che amici, familiari, curiosi e potenziali datori di lavoro cerchino tramite Google, Facebook, Twitter e LinkedIn ulteriori informazioni su di noi. Se nel caso della famiglia e degli amici è tutto più semplice, perché già ci conoscono, quando si tratta di potenziali datori di lavoro o persone interessate a lavorare con noi, è importante fare in modo che i risultati delle ricerche siano rappresentativi di chi siamo.

Ma come possiamo monitorare la nostra presenza online e migliorarla? Scopriamolo in 3 fasi!

Fase uno: scoprire dove siamo e cancellare cose imbarazzanti

Cerchiamoci su Google e Facebook!

Inizieremo con Google. Probabilmente avete già fatto una ricerca su Google del vostro nome, altrimenti fatelo subito! Digitate il vostro nome non prima di aver fatto “log out” dal vostro Google account e non perdete tempo ad andare più in là di un paio di pagine e perdete nota di ciò che si vede. Ricordate che per fare una buona prima impressione dovrete assicurarvi almeno di esserci e che sia facile trovarvi!

Dopodiché controllate anche Facebook, Twitter, LinkedIn e Google+. Cercate il vostro nome, verificate che nessuno si sia impossessato della vostra personalità ed eventualmente date una ripulita ai risultati.

Nessuno ci darà mai la possibilità di spiegare le cose negative, evitiamo imbarazzi a priori, quindi.

Se doveste trovare risultati poco graditi chiedete pure a Google di rimuoverli, vale anche per Google Immagini (spesso possono essere decisamente imbarazzanti… 😉 ).  Per quanto riguarda Facebook e Twitter verificate le vostre impostazioni sulla privacy così da rendere visibile quello che vi interessa far sapere di voi e nascondere quello che preferite resti privato. Nella peggiore delle ipotesi la scelta può essere di cancellare completamente il profilo.

Google+, invece, ci permette di creare delle cerchie così da scegliere quali contenuti condividere e quali no e, soprattutto, con chi.

Per quanto riguarda Linkedin assicuratevi di condividere solo informazioni di carattere professionale e soprattutto verificate l’esattezza di quel che scrivete.

Fase due: rinforzate e migliorate la vostra presenza online

Ora che ci siamo lasciati alle spalle le cose negative, è il momento di costruire la parte positiva: facciamo sì che chi cerca trovi quello che noi vogliamo far loro trovare!

I profili social devono corrispondere all’idea che vogliamo trasmettere, dagli interessi alle competenze, le pagine aziendali connesse e qualche buona foto che parli di noi e di quello che facciamo.

Scegliamo poi i canali che fanno al caso nostro, se intendiamo intraprendere una carriera da film-maker sarà bene curare la presenza su YouTube e Vimeo, se aspiriamo a diventare scrittori un Blog curato farà al caso nostro.

Curare la propria Personal Reputation: la prima impressione conta, soprattutto online!

Inoltre, potreste decidere di rendere la vostra presenza online davvero completa con l’aiuto di siti come about.meFlavors.me o Vizify che vi aiuteranno a realizzare un vero portfolio personale, una sorta di mini sito corredato di indirizzo mail personalizzato. Avere, poi, un proprio dominio è veramente utile e accresce il vostro valore in rete. Anche in questo caso assicuratevi di aver compilato tutti i campi e di aver selezionato una foto adeguata all’immagine di voi che volete comunicare.

Ma non è tutto, cercate di fare sempre di più!

Fase tre: il meglio deve ancora venire

Curare la propria Personal Reputation: la prima impressione conta, soprattutto online!

A questo punto abbiamo fatto i compiti a casa ripulendo i nostri profili e aggiungendo contenuti interessanti. E poi? Tutto questo non basta farlo solo una volta, bisogna sempre aggiornare e migliorare seguendo la regola fondamentale della condivisione su Internet: non pubblicarlo se non vuoi che sia pubblico (Internet è grande e ha una memoria lunga).

Infine, tenete a mente che la prima impressione di voi non deve solo essere rosea e perfetta ma deve comunicare chi siete, rispecchiando il vostro carattere e i vostri ideali senza soffocare la vostra personalità!

Altrimenti finireste per essere come tanti e questo non va bene, non avrete mai una seconda occasione per fare una prima buona impressione!

Chevrolet parteciperà alla notte degli Oscar del 2014

 

Ogni anno decine di milioni di telespettatori negli Stati Uniti guardano la cerimonia degli Oscar. Per i prossimi 5 anni, Chevrolet prenderà parte alla manifestazione pubblicizzando i propri modelli durante questa notte delle stelle.

Per l’occasione ricerca cineasti indipendenti  per raccontare e celebrare momenti semplici ma significativi della vita. Durante la trasmissione che premia i migliori film dell’industria cinematografica, Chevrolet, fondata nel 1911 a Detroit e quarto marchio mondiale di automobili, darà l’opportunità ad aspiranti cineasti di avere il proprio momento di riconoscimento. Lo spot selezionato potrebbe andare in onda durante la trasmissione The Oscars sulla ABC domenica 2 marzo 2014.

Chevrolet prenderà in considerazione spot di 30 e 60 secondi raffiguranti “momenti umani significativi” in veicoli Chevy come la Cruze, Sonic, Volt, Malibu, Equinox, Impala e Silverado.

“Nella vita di tutti i giorni troviamo ed esploriamo nuove strade. Le auto Chevrolet diventano spontaneamente parte di momenti e ricordi significativi.”

A dichiararlo è Tim Mahoney, Global Chevrolet chief marketing officer.

“Speriamo che l’ingegnosità di questo programma permetta ai cineasti di catturare l’essenza di cosa significa possedere una Chevrolet per le persone in tutto il mondo.”

Per la prima volta, in un progetto che vede la collaborazione tra Chevrolet e MOFILM (una comunità creativa globale), un comitato di celebrità e professionisti di spicco sarà di supporto nello sviluppo delle sceneggiature che verranno inviate.

La giuria include Jon Landau – produttore di Titanic ed Avatar e vincitore degli Academy Award; Spike Lee – regista, produttore, scrittore, attore; Tim Mahoney di Chevrolet; Linus Karlsson – Chairman e Chief Creative Officer, Global Brands dell’agenzia Commonwealth.

Il programma si svolgerà da giugno a novembre 2013. I cineasti che sono interessati alla consulenza ed al supporto del comitato di esperti devono inviare le loro sceneggiature entro il 16 agosto 2013. L’azienda automobilistica aveva già rivolto la propria attenzione al vasto pubblico per produrre lo spot “Happy Grad”, trasmesso nel 2012.

La risposta degli italiani alla crisi: 300.000 aspiranti imprenditori

300.000. É questo il consistente numero degli aspiranti imprenditori nell’Italia della crisi.

Il sondaggio  è stato condotto da Italia Startup, l’associazione, formata da imprenditori, studenti, investitori, ricercatori, industriali, startupper, enti e aziende, che si struttura come una piattaforma indipendente e collettiva dove raccogliere i progetti e le strategie per creare anche nel nostro Paese un ecosistema imprenditoriale competitivo, in collaborazione con Human Highway, società esperta in soluzioni di ricerca.

200.000 euro per gli aspiranti imprenditori

Pur partendo dalla premessa ipotetica di una cospicua eredità dallo “zio d’America”, l’analisi rivela che il 18,8%, degli intervistati desidera supportare un’iniziativa imprenditoriale: il 16,5% degli aspiranti imprenditori vorrebbe utilizzare i soldi per un proprio progetto, mentre il 2,3% li impiegherebbe in un’impresa di amici e conoscenti.

D’altra parte, l’idea di lanciarsi nel complicato mondo del business, per oltre il 40% del campione non è solo l’improvvisata risposta ad un sondaggio poco realistico, ma fa riferimento ad un progetto già ben definito o ad attività  avviate.

Altro aspetto positivo emerso dall’indagine è senza dubbio la precisa individuazione del settore di intervento dell’idea di business: ben l’82,6% ha rivelato di averlo già identificato, nel settore commerciale (27%), nella ristorazione (21,3%), nel turismo (21,4%). Il 25% dei giovani imprenditori, in particolare quelli con una età compresa tra  i 24 e i 35 anni, sono attratti invece dall’informatica e della new economy, mentre il 33,7% , aspira a creare impresa nel settore manifatturiero.

Dove reperire il capitale?

Ritornando alla premessa proposta nel sondaggio, cioè ricevere una cospicua somma di denaro, è facile identificare come fattore inibitore di questa potenzialità imprenditoriale inespressa, la mancanza di fondi e la difficile reperibilità di finanziamenti per dare vita al proprio progetto.

Anche la complessa congiuntura economica del momento assume un ruolo importante nel bloccare la spinta propulsiva dell’iniziativa imprenditoriale personale in favore, invece, di meno rischiose (in linea teorica) prospettive di investimento quali l’acquisto della prima casa o l’estinzione di un mutuo.

Crowdsourcing, venture capital e business angels

Passando dalle ipotesi alla realtà quotidiana degli aspiranti imprenditori, una volta individuata l’idea vincente e stilato un business plan coerente, la maggiore difficoltà con cui scontrarsi rimane la scarsità di capitale iniziale e una sostanziale estraneità ai meccanismi di crowdsourcing e venture capital, oltre che la reale problematicità dell’accesso a  finanziamenti e agevolazioni pubbliche.

Una possibile alternativa ai complicati percorsi burocratici tipici dell’economia italiana per accedere ai fondi, è quella dell’iniziativa privata, attraverso la creazione del rapporto startupper-business angel: un finanziatore privato può mettere a disposizione, oltre al capitale necessario a far partire l’impresa, il know how tecnico e manageriale, nonché una rete consolidata di contatti, alla ricerca di un profitto ma anche di nuove sfide personali, rivestendo un ruolo attivo nella gestione del business, oppure semplicemente fornendo gli strumenti necessari alla startup.

Per dare solo un’idea dell’enorme potenziale del sistema del finanziamento privato abbinato ad iniziative imprenditoriali vincenti, che spesso si struttura in veri e propri business angel network,  è sufficiente ricordare alcune grandi realtà che in un modo o nell’altro sono state finanziate da capitali privati in fase di startup, come Facebook, Dropbox, Yahoo e Amazon.

Che ci sia o meno un angel, l’unica alternativa concreta alla instabile situazione economica, quindi, è trasformare le proprie idee in realtà produttive, con tanto lavoro, un pizzico di fortuna e molto ottimismo.

Cannes Lions 2013: categorie e vincitori dei Gran Prix

Anche l’edizione 2013 dei Cannes Lions è giunta al termine, edizione speciale per il Festival della Creatività più importante al mondo che ha spento 60 candeline. In questa occasione ci apprestiamo a mostrarvi le campagne vincitrici degli special awards, i Gran Prix Lions, categoria per categoria. Qualora la vostra curiosità vi spinga a volerne sapere di più sui “medagliati“, vi invitiamo a recarvi sul e fare una vera e propria scorpacciata di marketing di alto livello.

BRANDED CONTENT & ENTERTAINMENT LIONS – The Beauty inside

Prima categoria e primo Gran Prix ricevuto da Intel e Toshiba, due aziende che hanno deciso di entrare in partnership per questa campagna davvero suggestiva nella quale hanno creato una mini-serie web nella quale viene narrata la storia di Alex, un ragazzo che ogni giorno si sveglia con sembianze diverse, e delle implicazioni che ne derivano da questa sua abilità di mutaforma. La serie ha ottenuto circa 70 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo ed ha avuto la singolare caratteristica di avere il pubblico come facente parte del cast. Alex infatti, ad ogni cambio d’aspetto, registrava dei piccoli filmati dal suo labtop e questi filmati sono stati registrati dai fans della serie i quali, con questo stratagemma, hanno interpretato a loro volta Alex nei suoi viaggi in giro per il mondo.

Di seguito il video, realizzato dagli organizzatori dei Cannes Lions, nel quale viene mostrata e descritta la campagna :

CREATIVE EFFECTIVENESS LIONS – Heineken’s legendary journey

Questo award se lo è aggiudicato la Heineken per la sua capacità, attraverso la campagna Legendary Date, di incrementare il valore intrinseco dell’azienda grazie ad una iniziativa di natura globale nella quale i consumatori da tutto il mondo potevano “costruirsi” il loro appuntamento da sogno utilizzando una band messa a disposizione dal birrificio olandese per dedicare una serenata al proprio compagno/a.

CYBER LIONS – The Beauty Inside

Toshiba ed Intel hanno realizzato un doblete aggiudicandosi il Gran Prix anche per la categoria Cyber. Complimenti a loro per il successo di The Beauty Inside, numeri alti e partecipazione globale, cos’altro da aggiungere ?

DESIGN LIONS – The Selfscan Report

Grande successo e Gran Prix per la sezione Design per Auchan la catena di supermercati transalpina che con la sua campagna The Selfscan Report è riuscita ad ottimizzare due aspetti della new economy : l’impatto ambientale unito alla semplicità del digitale. Garantendo ai consumatori facilità di accesso ai contenuti relativi all’azienda Auchan ha ridotto drasticamente la produzione di stampe per i suoi report, favorendo la trasparenza nei confronti della clientela.

DIRECT LIONS – Dumb ways to die

Premio davvero speciale per questa campagna di sensibilizzazione per gli incidenti sulle linee di metropolitana in Australia. Al fine di ridurre il numero di vittime e feriti è stata posta in atto una campagna integrata di tutto rispetto che ha ruotato intorno ad una canzone intitolata modi stupidi per morire . Il video, in stile cartoon e dal motivetto paradossalmente molto allegro, nel giro di un week end ha avuto oltre 25 milioni di visualizzazioni su Youtube. Una volta diventato fenomeno virale in rete, si è passati ad altre piattaforme, dalla radio alla tv, ad alcuni ambient che rimandavano tutti al sito della campagna.

Risultato ? Oltre il 21% di incidenti in meno in metro ed un Lions strameritato.

FILM CRAFT LIONS – Meet the Superhumans

Spot realizzato per le Para-Olimpiadi Londra dello scorso anno, Channel Four ha deciso di dedicare agli atleti il medesimo spazio e considerazione rispetto ai loro colleghi normo-dotati, enfatizzando quanto lo spirito competitivo, la dedizione e la voglia di eccellere siano le medesime, unite ad una forza di volontà ed una passione per la vita di gran lunga superiore.

FILM LIONS – Dumb ways to die – The beauty inside

Avevamo parlato di doblete per l’Intel ? Chiediamo perdono, The beauty inside, assieme a Dumb ways to die, è riuscita nel conseguire una tripletta aggiudicandosi anche questo Gran Prix.

GRAND PRIX FOR GOOD – The ant rally

Premio anche per il WWF che ha festeggiato così i suoi cinquant’anni di lotta per la natura. Il progetto, denominato The ant rally è stato incentrato sulla lotta di classe da parte degli essere più operosi del pianete, le formiche. Grazie ad un video diventato subito virale, hanno mostrato al mondo la protesta per un mondo più a misura di insetto….dall’advertising all’antvertising !

INNOVATION LIONS GRAND PRIX – Cinder

Cinder nasce come software di supporto per la Apple. In poco tempo, questa risorsa open source si è fatta strada nel mercato mondiale per quanto riguarda progetti per mobile, installazioni visive, applicazioni per il web, diventando una risorsa primaria per tutti i creativi.

MEDIA LIONS – Why wait until it’s too late

Award vinto dalla compagnia di assicurazioni funerarie DELA grazie a questa iniziativa grazie alla quale i clienti hanno potuto dedicare un pensiero speciale ai propri cari sì, ma non in circostanze assai più piacevoli rispetto a quelle nelle quali l’azienda è solita intervenire. Un successo che ha generato un incremento del 96% in termini di affiliazioni su Facebook raddoppiando anche gli accessi al sito web aziendale durante il periodo di attività della campagna.

MOBILE LIONS -TXTBKS

Gran Prix aggiudicato dalla Smart Communications per il suo progetto per l’educazione nelle Filippine. Facendo fronte al grave problema del peso eccessivo dei testi scolastici per i bimbi, l’azienda leader nelle telecomunicazioni del paese ha deciso di convertire centinaia di testi scolastici in un formato leggibile dai cellulari di vecchia generazione. Si è garantito così alle famiglie l’accesso all’istruzione anche in caso di reddito insufficiente per l’acquisto di uno o più tablet, con una significativa diminuzione dei danni allo sviluppo dovuto da cartelle e zaini dal peso gravoso per un fisico in formazione, e la salvaguardia della vegetazione visto il crollo delle stampe.

OUTDOOR LIONS – Bench/Shelter/Ramp

IBM si è aggiudicata questo Gran Prix per le sue installazioni nei luoghi pubblici. Ci siamo già occupata di questa campagna grazie ad per cui vi rimandiamo alla sua analisi per prendere visione dei vincitori di questa categoria.

PR LIONS – Dumb ways to die

Altra affermazione per la campagna delle linea di metropolitana australiane, meritata senza alcun dubbio anche e soprattutto per la capacità di aver intercettato tutta una fascia di pubblico (soprattutto under 30) che in genere presta poca attenzione ai messaggi di servizio/sicurezza diffusi nelle stazioni e che purtroppo sono in cima alle statistiche per incidenti e decessi dati da imperizia e disattenzione.

PRESS LIONS – Time – Surfer – Wallpaper – Wired Magazine – New Yorker

Grand Prix equamente suddiviso da 5 diverse testate per le loro copertine nelle edizioni per mini I-PAD della Apple.

PROMO & ACTIVATION LIONS – Immortal Fans

In Brasile uno dei maggiori problemi per la sanità nazionale è quella derivante dalla donazioni di organi. Il culto dei propri cari ed una scarsa informazione contribuiscono a far sì che poche famiglie autorizzino l’espianto per salvare altre vite che non siano quelle di un proprio congiunto. Lo Sporting Recife, sfruttando la passione della propria tifoseria, ha quindi dato vita ad una campagna per favorire l’incremento dei donatori meritando, oltre che questo award, anche un encomio per l’iniziativa.

RADIO LIONS – Dumb ways to die

La canzone alla base di tutta la campagna per la sensibilizzazione dei fruitori della metro vince questo Gran Prix.

TITANIUM AND INTEGRATED LIONS – Dumb ways to die – Real Beauty Sketches

Un Leone per due questo award che va sia alla campagna dumb ways to die, di cui vi abbiamo parlato già a lungo in questo post, sia alla Dove del gruppo Unilever con la sua campagna Real Beauty Sketches nella quale, attraverso l’utilizzo di più piattaforme secondo i dettami delle moderne campagne integrate, ha mostrato alle donne di tutto il mondo come la loro bellezza sia assai più grande di quella che sentono di possedere.

Per le ultime due categorie in concorso, gli SPECIAL AWARDS e gli YOUNG LIONS, esse avranno lo spazio necessario in un futuro post, per ora abbiamo cercato di offrirvi una panoramica più che dettagliata su tutti i premi assegnati, quindi rimanete sulle nostre tracce e stay tuned on NM !!

Nokia trasforma gli Apple users in zombie [VIDEO]

Qualche settimana fa Nokia aveva attirato la nostra attenzione con “Don’t fight. Switch“, lo spot in cui gli invitati di un matrimonio iniziano a darsele di santa ragione litigando a proposito dei loro dispositivi, Apple o Samsung. Il passo successivo è stato quello di rilasciare “Don’t Flash. Amaze“, il cui protagonista viene accerchiato da un gruppo di zombie, che non sono nè morti, nè affamati. Sono flashati.

Per promuovere le caratteristiche tecniche della fotocamera del nuovo Lumia 925, Nokia porta in scena una massa di “camminatori” dagli occhi rossi, ridotti in questo stato dalla luce troppo potente di un flash, in particolare dell’iPhone, dispositivo che gli zombie stringono nella mani.

Già in occasione del precedente spot il nostro Masa Akamuri aveva sottolineato come Nokia stia da tempo portando avanti una strategia comunicativa volta alla rappresentazione parodistica dei prodotti dei competitor. La tattica alla base di questo nuovo video non cambia, spingendosi anche alla satira nei confronti degli Apple users, ritratti come zombie senza volontà e con istinti e comportamenti “da branco”. E in più in questo video scompare il divertimento, il clima diventa più cupo, i colori più scuri.

Per quanto al termine dello spot una modesta headline ci reindirizzi alla casa finlandese, il messaggio che rimane è comunque inevitabilmente rivolto ad Apple, a cui Nokia continuare a legare a doppio filo la propria comunicazione.

Cosa ne pensate di una strategia di questo genere? Alla lunga paga, o stanca il consumatore? Riesce a fidelizzare e “galvanizzare” gli utenti Nokia, o distoglie l’attenzione dal brand stesso?

Statwolf, l'analisi dei dati e la strategia crowdfunding

Data analyst e market analyst costituiscono una professione molto ricercata, soprattutto nei paesi anglosassoni, il cui compito principale è il rilevamento e l’analisi dei dati di utenti e consumatori per utilizzarli in vastissimi campi di applicazione. Il lavoro dell’analista perciò è quello di selezionare e combinare i dati per trasformarli in informazioni.

La web analytics di conseguenza, di cui ci occupiamo oggi presentando il lavoro si Statwolf, è uno di questi campi di applicazione e ha ricadute importanti sul business dell’eCommerce, della Lead generation, dell’ Advertising o del Customer support.
Ecco perché allora oggi proveremo ad approfondire questa esperienza attraverso un nuovo punto di vista, adatto anche agli utenti senza esperienza di data mining che sono però interessati all’estrazione di conoscenza su uno specifico argomento.

Cosa fa Statwolf (che gli altri non fanno)

Lavoriamo alla strategia, alla comunicazione o all’integrazione dei processi aziendali? Molti professionisti e molte aziende si occupano come noi di enormi quantità di dati e a volte (troppo spesso) con poco senso su come estrarre informazioni vitali per la propria impresa. Ma non c’è un modo migliore? Sì. E sicuramente allora vi farà piacere scoprire questo nuovo servizio: StatWolf, un data analyst automatico in grado di capire che genere di dati stiamo osservando.

Detta in termini molto spiccioli, Statwolf riconosce l’informazione nascosta nei nostri dati e trova il modo migliore di estrarla e lavorarla con l’algoritmo che meglio si adatta al nostro caso, e alla fine ci presenta ciò che stavamo cercando, pronto per essere utilizzato al meglio ai fini del nostro lavoro, grazie anche alle opzioni di editing e personalizzazione grafica.

Statwolf è quindi un’analista di dati che vive nel nostro browser e permette agli utenti di caricare su fogli di calcolo i propri set di dati come testo, immagini o audio che vengono analizzati con l’assistenza di un “sistema di raccomandazione tecnica“, un motore in grado di interpretare e tradurre le esigenze anche del professionista non esperto in materia statistico-analitica.

Inoltre, abbiamo la possibilità di utilizzare una suite integrata di strumenti di editing per creare report, presentazioni, infografica e cruscotti personalizzati, perché la tecnologia alla base di questo approccio consente anche la creazione di documenti interattivi, come presentazioni con grafici cliccabili e molteplici funzionalità di drill-down.

Per dare un veloce sguardo al futuro, sono tre le sfide principali dello sviluppo di StatWolf: prima di tutto l’usabilità, per nascondere la complessità delle tecniche con un approccio “amichevole” alla piattaforma, poi la costruzione di una solida infrastruttura IT in cloud ed infine soddisfare un pubblico estremamente diversificato, dal biologo al giornalista. Ma per crescere Statwolf ha bisogno anche di qualcos’altro…

“Crowdfunding in progress!”

Adottando una strategia fundrasing, il team di StatWolf ha ideato una campagna di finanziamento per lo sviluppo del servizio, offrendolo a tutti coloro che vogliano contribuire a diffondere la sua iniziativa e vincere così un abbonamento a vita a Statwolf.

Il progetto della raccolta fondi è stato creato sulla piattaforma Indiegogo, su cui è appunto possibile contribuire con una donazione.

Manca ormai meno di un mese alla chiusura della campagna crowdfunding. Non lo volete gratis un analista personale dei vostri dati?

Instagram vs Vine: chi vincerà la guerra dei mini clip?

La guerra tra i giganti dei Social Media Facebook e Twitter, si arricchisce di un nuovo tassello: dopo l’acquisizione di qualche mese fa di Vine da parte della piattaforma di micro-blogging, è arrivata la risposta di Zuckenberg: Instagram può ora registrare video.

Ma quali sono le differenze tra queste due Mobile App? Andiamole ad analizzare e scopriamo chi è il vincitore!

La durata

La feature che balza subito all’occhio: i 6 secondi di Vine sono stati più che raddoppiati da Instagram, che porta la durata del video a 15 secondi! Una scelta che amplia non solo la durata dei video ma anche le possibilità stilistiche: addio all’ansia da prestazione!

Tap and play

Una volta che si registra un video con Vine, il dado è tratto: non si può tornare indietro. Instagram da invece la possibilità di cancellare i frame che non ci piacciono e registrare nuovamente la parte del video che ci interessa!

Filtri

Qui entra in gioco la caratteristica che ha reso Instagram la killer app che è oggi: sono stati realizzati 13 nuovi filtri appositamente per i video. Twitter ha deciso di non introdurre invece filtri come invece ha fatto per l’app mobile, seguendo l’esempio di Instagram.

Sharing

In questo caso, per la prima volta in questo articolo, spezzo una lancia a favore di Vine: mentre Instagram resta un mondo chiuso in quanto è possibile visualizzare i video solo nella App o nella versione desktop, Vine permette lo share anche su un sito web tradizionale, aprendo insomma un mondo di possibilità per chi è interessato a fare uno share più massiccio dei video.

Timeline

Anche qui, per ora Vine resta un passo avanti rispetto ad Instagram: quest’ultimo infatti non permette ancora di scegliere di visualizzare solamente i video e non le foto, cosa che con Vine ovviamente non accade.

In definitiva

Nonostante nel mio articolo abbia parlato in maniera apparentemente più positiva di Instagram, il mio giudizio non è completamente a sfavore di Vine: su questo Social Network è infatti possibile trovare user che sono davvero interessati a postare e visualizzare video, spesso anche di qualità. Instagram invece è un mondo nato per un altro scopo e con altri canoni, che sta ancora sperimentando l’utilizzo dei video.

Una cosa è però sicura! Fossi nei panni dei Social Media Manager di un’importante Brand Page già attiva sull’app posseduta da Facebook, non avrei dubbi a puntare su Instagram invece che su Vine: la fan base è nettamente più ampia e le possibilità di raggiungere un bacino di utenti più attivo è più grande, rendendo più facile applicare strategie di Mobile Marketing.

Il futuro insomma è dalla parte di Instagram e Mark Zukenberg e soci che hanno probabilmente trovato un’altra gallina dalle uova d’oro. Vine ha perso un’occasione non aggiungendo i filtri alla App dal principio, dando quindi un vantaggio consistente al nuovo aggiornamento di Instagram.

E voi, quale App preferite?

App of the Week: Orario treni, viaggia sempre informato!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week! Orario Treni è l’app Android per la ricerca degli orari dei treni italiani e per consultarne la posizione in tempo reale…per non perdere mai più il treno!

Un’app immancabile, con tante funzionalità e disponibile in due versioni: Lite e Pro. A differenza di altre app, come ad esempio Prontotreno (app ufficiale Trenitalia S.p.A.) che raccoglie esclusivamente orari e tragitti della linea Trenitalia, Orario Treni racchiude le info su diverse compagnie ferroviarie, tra cui Trenitalia, Trenord, NTV Italo e Arenaways.

Tra le tante funzioni, le più importanti sono sicuramente la possibilità di effettuare ricerche sugli orari, oltre che di poter acquistare biglietti direttamente dall’app (l’app infatti si collega al sito ufficiale di Trenitalia per l’acquisto con carta di credito); quella di essere aggiornato in tempo reale su eventuali ritardi o cancellazioni e di salvare gli orari per poterli consultare in modalità offline in un secondo momento. Nella versione Pro, avrai ancora più vantaggi. Ad esempio, potrai scaricare diversi widget per l’homepage del tuo device, avrai a disposizione un servizio di notifiche programmate su arrivi e partenze dei treni da te impostati, potrai aggiungere i treni sul tuo calendario ed avere info dettagliate su eventuali scioperi, oltre che essere sempre aggiornato sulle ultime news di Trenitalia, Trenord e Italo.

Inoltre, avrai la possibilità di modificare una prenotazione già acquistata o di aggiungere treni e stazioni preferite all’interno dell’app. Tutto questo potrà essere condiviso sui principali Social Network, sia nella versione Lite che in quella Pro. Orario Treni, un’app di grande successo tra i pendolari italiani, è disponibile a titolo gratuito (versione Lite) ed al prezzo di € 1,99 (versione Pro completa) su Google Play, per gli smartphone con sistema operativo Android.

Versione Lite:

 

Versione Pro: