Netnografia e Social Media Strategy: due chiacchere con Alex Giordano [EVENTO]

Il 3 Maggio Alex Giordano sarà al Capri Trendwatching Festival 2013 per il workshop in “Netnografia: la nuova frontiera della Social Media Strategy“.

Il workshop propone un percorso per comprendere le reali opportunità della comunicazione sul web 2.0 e per sviluppare il proprio business attraverso i Social Media, anche attraverso l’analisi di case history italiane e internazionali.

Un’ occasione imperdibile, con contenuti attuali e fondamentali per affrontare attivamente i cambiamenti del presente. Un appuntamento unico, rivolto a studenti e professionisti del settore che possono avvicinarsi ai temi complessi della netnografia con costi minimi e in una location esclusiva.

modalità di partecipazione: su iscrizione, a pagamento
costo: 40,00 euro
dove: Grand Hotel Quisisana – Capri
quando: 3 MAGGIO 2013 – ore 11,00-16,00

Per aiutarvi a capire meglio quali saranno le nozioni trattate a Capri, abbiamo intervistato Alex Giordano, co-fondatore di Ninja Marketing, direttore del Centro Studi Etnografia Digitale e co-autore insieme a Adam Arvidsson di Societing Reloaded

Quali tematiche saranno trattate durante il workshop del 3 maggio e cosa devono aspettarsi i partecipanti al workshop in netnografia del Capri Trendwatching 2013?

Cercheremo di fornire, nel poco tempo che abbiamo, delle griglie e degli strumenti per approcciare in modo strategico e scientifico operazioni di Social Media Marketing.
Troppo spesso si pensa che aprire una fan page su Facebook o un account su Twitter possa risolvere tutti i problemi della marca. Invece non è così. Bisogna capire qual è il senso che può avere il nostro agire digitale e come fare per relazionarci con i nostri pubblici in maniera non autoreferenziale per la nostra azienda (questo lo faceva la vecchia pubblicità) ma in maniera per loro rilevante.
Certamente sono tante le variabili che contano: content stategy, seo, analytic, etc… Cercheremo di capire come inquadrare strategicamente ciascuno di questi momenti.

Netnografia e social media strategy, in che modo si relazionano tra loro?

La netnografia, ovvero l’etnografia della rete, parte dal presupposto che tutto quello che noi definiamo come 2.0 non è un media su cui investire, ma un ecosistema con cui relazionarsi fatto soprattutto dalle persone che lo vivono, dalla loro immaginazione, dalle loro pratiche. La netnografia prende appunto in prestito strumentazioni tipiche dell’antropologia per creare nuove categorie analitiche che possono dare una base scientifica al nostro agire sui social media, garantendo risultati di successo.

Con la netnografia possiamo capire puntualmente quali sono i luoghi, i toni, i messaggi di comunicazione che si aspettano i nostri pubblici ed addirittura co-creare con loro prodotti gia attesi sul mercato. Una vera rivoluzione che consente di utilizzare strumentazioni della brand reputation in maniera proattiva ed efficace per la marca.

Cosa è Societing e quanto marketing c’è, se c’è, nel Societing?

A Capri presentermo anche il libro Societing Reloaded e sarà bello vedere che di marketing… Non c’è proprio niente!!! Anzi, questa nuova fase del concetto di Societing (creato nel ‘93 da Bernard Cova, Oliver Badot ed Ampelio Bucci per indicare un concetto di Marketing Postemoderno e reso celebre in Italia da Giampaolo Fabris a cui è dedicato questo volume) cerca proprio di smarcarci da un’ idea di cittadini/consumatori facendoci capire che una vera grande rivoluzione è gia pronta, ma che può scattare solo nel momento in cui noi tutti passeremo a concepirci come “pubblici produttivi”. Può sembrare tutto molto difficile e radicale, ma i nativi digitali ci penseranno a fare piazza pulita di noi strateghi del male. Ops… Pardon, del Marketing 😉

Grazie Alex, appuntamento al 3 maggio al Workshop in “Netnografia: la nuova frontiera della Social Media Strategy“.

Gli strumenti social da utilizzare per un personal branding efficace

Oggi parliamo di personal branding e di come i social media possano aiutarvi a diventare più belli, più intelligenti e trovare immediatamente il lavoro dei vostri sogni. Ovviamente stiamo scherzando 😆

Creare il personal brand perfetto non è un gioco da ragazzi, ma necessita di un’attenta pianificazione dove i socia media assumono un ruolo fondamentale.

Quali sono gli strumenti social che proprio non possono mancare nel toolkit di ogni professionista che si rispetti? Abbiamo fatto qualche domanda in giro agli ‘addetti ai lavori’ e non, per mettere nero su bianco una bella lista di social da utilizzare per il vostro personal branding e qualche consiglio pratico per sfruttarli al meglio.

Quali sono gli assi nella manica di un professionista? E’ fondamentale essere diversi dalla concorrenza, sollecitare chi vi segue a lasciare dei feedback ed avere un piano di comunicazione che utilizzi come leve la chiarezza, la coerenza e la costanza.

Vediamo come applicarli ai social media da inserire nella vostra “cassetta degli attrezzi”.

Blog personale

Se il vostro nome è già un’autorità del settore, beati voi! Ma i comuni mortali che vogliono affermarsi come professionisti accreditati devono necessariamente comprarsi un bel dominio – ci sono tante offerte vantaggiose in giro – e cominciare a scrivere. Come?

Utilizzando una di quelle piattaforme di blogging come WordPress, Blogger o Tumblr, facili da installare e pronte in pochi minuti per andare online.

Qualche raccomandazione: articoli brevi, chiari e semplici, basteranno 300 parole per gli addetti ai lavori per capire di che pasta siete fatti e, soprattutto, utilizzate le vostre esperienze e conoscenze personali per dare linfa al blog.

Facebook

Avere un’account personale è un conto, creare una pagina Facebook dove condividere contenuti e promuovere sé stessi è un altro.

Un account pubblico e professionale richiede una cura ed una costanza differenti: esso infatti è visibile ai motori di ricerca e vi rende facilmente raggiungibili. Cercate di essere differenti e posizionatevi al centro di un buon network (sfruttando soprattutto i gruppi che Facebook mette a disposizione).

Può essere utile connettere il blog alla vostra pagina personale per condividere gli ultimi articoli scritti, fare domande a chi vi segue per mantenere un’interazione costante e linkare gli altri profili social che utilizzate per la vostra presenza online.

Twitter

Se – come sostiene Mirko Pallera – “Facebook ti rende come una vecchina affacciata alla finestra” Twitter “ti mette al centro di una grande piazza”.

Iscrivendosi pubblicamente a Twitter si ha la possibilità di condividere e ricevere le ultime novità del settore sempre prima degli altri e rappresenta un ottimo strumento per monitorare gli influencer e i brand che vogliamo tenere d’occhio (fondamentali sono le liste che ci permettono di organizzare i contatti).

Non dimenticate di incorporare i collegamenti al blog che curate e di evitare di condividere un’informazione solo perché vi è apparsa nello stream, ma postate sempre e soprattutto contenuti di qualità (almeno provate a leggerli prima!). Eviterete così di apparire come degli spammer e verrete notati per la bontà di quello che postate.

LinkedIn

Essere iscritti a LinkedIn per un professionista è ormai la regola. Si tratta, infatti, di un vero e proprio curriculum online che permette di essere collegato ai network professionali che ci interessano e di partecipare attivamente ai vari gruppi cui ci si può iscrivere.

Tuttavia, la piattaforma può essere ulteriormente ottimizzata per le proprie necessità: visualizzare gli ultimi post del blog, collegare il proprio account Twitter e caricare le vostre presentazioni PowerPoint.

SlideShare

Creare delle presentazioni su argomenti che si conoscono particolarmente bene (che siano destinati a dei corsi o degli speech poco importa).

Mettere a disposizione le proprie conoscenze porta 2 vantaggi: promuovere il proprio punto di vista e fare networking.

Altri social

La partecipazione attiva ad altri social – per così dire – ‘di nicchia’ (Instagram,Tumblr, Flickr, ecc.) consente di ottimizzare le piattaforme in modo tale da permettere a chi desidera seguirvi di essere parte attiva della discussione contribuendo con contenuti ed idee (una volta iscritto).

Voi, invece, quali strumenti utilizzate per il vostro personal branding? Ne abbiamo dimenticato qualcuno? Si accettano suggerimenti! 😉

Ikea "lotta" con i nani da giardino [VIDEO]

Quando pensate ad arredamento e giardino, qual è la cosa più kitsch e old style che vi viene in mente? I nani da giardino, vero? Epitome di un corredo decisamente di scarso appeal estetico, Ikea ha scelto proprio come loro per incarnare il concetto di ‘vecchio da scalzare’ rispetto ai nuovi dettami dell’esterior design nel nuovo spot “Time For Change“.

Se dei nanetti avete un’idea tutto sommato tenera, trattandosi di esserini colorati e allegri, siete sulla strada sbagliata: lo sa bene la coppia protagonista del video che, intenta ad ammodernare il giardino di casa, è costretta ad ingaggiare una lotta all’ultimo sangue (o meglio, pezzo di porcellana) contro le statuette che hanno preso vita e sono ben decise a non abbandonare il loro regno, da anni incontrastato.

La storyline alla “Gnomeo e Giuletta” del primo advert per l’arredamento da giardino Ikea è stata ideata dall’agenzia Mother London.

HackInThebox: online i materiali dei vari talk

HackInTheBox: online i materiali dei vari talk

HackInThebox: online i materiali dei vari talk

L’HackinThebox è una delle conferenze sulla sicurezza digitale più importanti al mondo. Giunta ormai alla sua quarta edizione, la manifestazione si compone principalmente di una serie di talks che mettono al centro la protezione dei dati, dei sistemi e di qualsiasi device digitale che permea la nostra vita quotidiana.

HackInThebox: online i materiali dei vari talkLa mission dell’HITBSecConf è quella di diffondere, discutere e condividere le conoscenze che ruotano intorno al mondo della sicurezza, con accento sui metodi di difesa e perché no, attacco.Quest’anno gli interventi tecnici si sono focalizzati sopratutto sulla sicurezza relativa a strumenti che usiamo più o meno di frequente.

Daniel Mende, con “Paparazzi over IP“, si è concentrato sulle fotocamera con connettività Wi-fi built-in per metterne in luce alcuni problemi relativi alla protezione dei dati.

 

Bob Lord, direttore della sicurezza informatica di Twitter, invece ha spiegato come è fondamentale rimanere al passo con gli hacker su base giornaliera. E’ una vera e propria corsa contro il tempo!

HackInThebox: online i materiali dei vari talk

L’intervento che ha ottenuto un successo mediatico maggiore è stato, però, quello di Hugo Teso,  Remotely Hijacking an Aircraft with a phone, con il quale si dimostrava quanto possa essere “semplice” dirottare un aereo a distanza usando un telefono. Ovviamente l’intervento ha scatenato molti dubbi in merito, con una serie di articoli in risposta alle tesi dell’autore.

Al di là dell’utilità o meno di determinate tecniche, HackInThebox si riconferma come una delle conferenze più importanti e interessanti su un tema che pian piano invade la vita anche dell’utente comune. Sicurezza è una parola chiave che sperimentiamo ormai anche nel nostro vissuto tutto al digitale.

Per chiunque volesse approfondire sono online una serie di materiali, tra cui gli appunti dei talks. Una buona occasione per avere spunti in modo gratuito e semplice su un tema così importante.

PIAF 2013: scopriamo il programma

Cresce l’attesa per la terza edizione del PIAF, il Festival dell’Advertising che si svolge a Praga e che ogni anno diventa un punto d’incontro per i creativi di tutto il mondo.

Il PIAF è innanzitutto competizione, a cui è possibile iscriversi fino al 25 aprile. Una giuria di esperti premierà i lavori più creativi di quest’anno, suddivisi in quattro macro-categorie: creative branding marketing and sales; art of delivery; idea – strong, brilliant, working; special prizes.

Il Festival permette anche di incontrare professionisti del settore della comunicazione, imparare da loro e scoprire i trend che caratterizzeranno i prossimi mesi.
Dopo aver approfondito la conoscenza degli speaker di quest’anno, scopriamo di cosa ci parleranno durante i due giorni ricchi di eventi.

Il 21 maggio sarà caratterizzato da conferenze sulla comunicazione pubblica e istituzionale, con case study provenienti da Repubblica Ceca, Svezia, Francia, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti.

Le emozioni domineranno il secondo giorno, in cui si potranno ascoltare grandi professionisti come Chris Garbutt, Chief Creative Officer di Ogilvy Francia, Sebastian Billing, Global Communication Director di Absolut/Pernod Ricard e Christoph Nann, Executive Creative Director di Serviceplan, parlare dell’utilizzo delle emozioni in pubblicità.

Marek Hlavica, direttore del Festival, ha dichiarato: “Siamo molto entusiasti di parlare delle emozioni nella pubblicità durante il PIAF di quest’anno. Le emozioni regolano il nostro mondo e la nostra industria e abbiamo bisogno di imparare in che misura, perché e come lavorare con le emozioni a nostro vantaggio. Il nostro obiettivo è quello di evocare emozioni e provocare nelle persone delle reazioni spontanee. Mostreremo ai partecipanti come costruire forti legami emotivi tra brand e clienti. Il PIAF celebrerà le emozioni da tutti i punti di vista, per tutto il giorno “.

Quest’anno l’Italia è rappresentata da tre relatori d’eccezione. Si comincia con il panel Emotions In Marketing di Mirko Pallera, in cui il Co-founder e Strategic-Creative Director di Ninja Marketing parlerà di come la creatività possa incoraggiare e ispirare le persone. Sergio Spaccavento, Associate Creative Director presso Bcube Italia ci ispirerà con la sua presentazione Humor in Advertising e il suo approccio alla “vendita con le risate.” Il cast italiano prosegue con Francesco Simonetti, Vice Creative Director di Leo Burnett Italia e il suo panel Beauty Of Second, in cui  parlerà della campagna interattiva ideata per Montblanc.

Oltre agli italiani, ci sono tanti altri appuntamenti da non perdere! Date un’occhiata al programma e correte ad iscrivervi.

I Google Glass rivoluzioneranno l’email marketing

Gli occhiali per la realtà aumentata a cui il colosso di Mountain View sta lavorando da tempo promettono di rivoluzionare la nostra esperienza tecnologica come, e forse più, di quanto fece a suo tempo l’iPhone.

I Google Glass trasferiranno l’intera esperienza contemporanea del pc o del mobile sulla faccia dell’utente. Tutte le app, le foto e le mail che leggiamo sul display del computer o dello smartphone saranno fruite sulle lenti display degli occhiali: un modo completamente nuovo di pensare il rapporto tra individuo e device.

I nuovi occhiali di Google supporteranno una serie di funzioni avanzate come la ricerca online, i social media, la video chat. Tra le funzioni base ci sarà sicuramente la possibilità di consultare l’email, cosa che ha infiammato subito l’immaginazione di chi si occupa di direct marketing, spingendoli a chiedersi quali saranno gli sviluppi dell’email marketing con l’introduzione dei Google Glass. I nuclei di riflessione sono almeno tre.

Come l’email marketing può sfruttare i Google Glasses

Continuità online-offline

L’introduzione dei Google Glass si tradurrà automaticamente nella creazione, a vantaggio dei marketer, di un nuovo bacino di utenti potenziali. Sicuramente si avrà la possibilità di raggiungere tutte le persone che indossano gli occhiali di Big G.

Considerando poi che gli occhiali per la realtà aumentata saranno in grado di far girare ogni sorta di app, potrebbero essere perfetti per raccogliere adesioni e sottoscrizioni offline. Si potrà, per esempio, far girare un’app come OnSpot Social per acquisire l’email dei propri clienti nella sede fisica della propria attività.

Focalizzazione dell’attenzione

La migrazione di tutta l’esperienza online sulle lenti display degli occhiali intelligenti significherà un aumento esponenziale dell’attenzione che gli utenti destinano ad ogni attività.

Molte delle distrazioni che attualmente competono nel delirio multitasking del desk o dello smartphone saranno semplicemente eliminate. Sulle lenti display comparirà un messaggio alla volta, il che significa massima attenzione al messaggio commerciale di una email.

Email marketing design

Una delle più grandi sfide poste dall’introduzione dei Google Glass sarà sicuramente la progettazione di un’interfaccia grafica ottimale per il tipo di esperienza di visione offerto dagli occhiali intelligenti. In che modo il dispositivo renderizzerà l’HTML? Supporterà i CSS? Come dovrà essere strutturata una email per avere la certezza che essa sia non solo ben impaginata, ma incisiva e indurre alla conversione? Sono tutte domande che riguardano il campo della progettazione visiva e che non hanno ancora risposta.

È difficile prevedere del tutto l’impatto che i Google Glass avranno sull’email marketing. Di certo apriranno scenari entusiasmanti per marketer e designer.

Philips Hue: il nuovo sistema di illuminazione domestica a LED

Philips Hue: il nuovo sistema di illuminazione domestica a LED

Philips Hue: il nuovo sistema di illuminazione domestica a LED

Poter interagire con la luce, decidendo colori e sfumature o semplicemente programmare accensione e spegnimento: Philips ci porta a scoprire nuovi mondi, facendoci sperimentare e giocare con l’illuminazione domestica grazie ad una lampadina innovativa.

Abbiamo avuto il piacere di provare “Hue“, il nuovo sistema di illuminazione domestica pensato da Philips per creare e controllare la luce attraverso il proprio smartphone o tablet personalizzando l’illuminazione per soddisfare a pieno il proprio stile di vita e quello della propria famiglia.

Con la sua luce LED ad alta qualità e basso consumo, Philips Hue permette di regolare la tonalità di luce bianca o di creare luce di qualsiasi colore. Inoltre è in grado di:

– Salvare gli effetti luminosi preferiti o un momento particolare del giorno per ogni stanza e poterli richiamare in un istante;
– Usare qualsiasi foto dal proprio telefono come una tavolozza di colore per “pitturare” le stanza con la luce e far rivivere così i propri ricordi;
– Regolare la luce bianca passando da una luce calda, come quella di una candela, ad una fredda e vibrante;
– Creare atmosfere integrando il proprio arredamento con i colori dell’arcobaleno;
– Controllare e monitorare l’illuminazione in remoto quando non si è in casa, sentendosi sempre sicuri e tranquilli;
– Programmare i timer per gestire al meglio la routine giornaliera della luce domestica;
– Lasciare che la luce crei un risveglio rigenerante o aiuti la famiglia ad addormentarsi.

Hue: Philips ed il nuovo sistema di illuminazione domestica

Tutti i diritti riservati a Philips Communications

Jeroen de Waal, Head of Marketing & Strategy di Philips Lighting ha commentato: “Philips Hue è una vera rivoluzione nell’illuminazione – un modo completamente nuovo per sperimentare e interagire con la luce. Come i telefoni, i media e l’intrattenimento sono stati rivoluzionati dalla tecnologia digitale, adesso possiamo personalizzare anche l’illuminazione e godere così di infinite applicazioni. Philips continua ad innovare e a ridefinire le possibilità della tecnologia LED, e con Hue non offre soltanto un’ottima qualità della luce, ma anche la dimostrazione di come l’illuminazione può essere digitalizzata e integrata con il nostro mondo domestico per semplificare e migliorare le nostre vite”.

Il kit base (ampliabile fino a 50 lampadine) di Philips Hue comprende:
– 3 lampadine Hue da 600 lumen (equivalenti ai tradizionali 50 Watt);
– Ogni lampadina copre tutte le tonalità di bianco e una vasta varietà di colori e consuma l’80% di energia in meno rispetto a una lampadina tradizionale;
– Un sistema di gestione per comandare facilmente le lampadine;
– Un alimentatore per il sistema di gestione Hue;
– Un cavo LAN per connettere il ponte Hue al router;
– Istruzioni per l’applicazione da scaricare.

Philips Hue: il nuovo sistema di illuminazione domestica a LED

Tutti i diritti riservati a Philips Communications

Sviluppi futuri? Ovviamente già in cantiere, vista l’apertura di un programma dedicato agli sviluppatori di software: con il lancio di un’interfaccia di programmazione aperta (API) per Hue e con il rilascio di guide e librerie all’interno del kit per gli sviluppatori di software iOS, Philips ha rafforzato il suo impegno nell’aiutare la comunità degli sviluppatori che potranno da oggi programmare con Hue.

Ad esempio degli sviluppatori esterni hanno già creato applicazioni che integrano Hue con la musica, per creare un effetto di suono coinvolgente abbinato all’illuminazione, dove la luce segue il ritmo della musica. Sono state create anche applicazioni di temporizzazione dell’illuminazione che si integrano con il sistema di calendario di un computer o di un telefono!

Piacevolmente sorpresi dalla novità, passiamo a dare qualche giudizio complessivo sul kit e sul funzionamento.

Pro: vi dirò la verità, sembravo un bambino mentre cambiavo i colori delle lampadine creando atmosfere diverse in casa. Colori realistici e risposta delle lampadine praticamente in real time. Montaggio ed utilizzo del kit facile e veloce. App intuitiva, mentre sul sito (nell’area community) è possibile scaricare altre ambientazioni create dagli utenti.

Contro: a tutti gli effetti è difficile trovare difetti. A parte qualche piccolo bug (ad esempio nell’app per Android, rilasciata da qualche settimana, non si possono programmare accensioni/spegnimenti) risolvibile con degli aggiornamenti, probabilmente è il prezzo la barriera iniziale più forte. Lo starter kit (3 lampadine, router) costa 199,95 euro ed ogni lampadina aggiuntiva costa 59,95 €.

Dove acquistare Philips Hue? Disponibile solo negli store Apple, in esclusiva.

Dove Real Beauty Sketches: cambia il modo in cui ti vedi [VIDEO]

“Women are their own worst beauty critics. Only 4% of women around the world consider themselves beautiful. At Dove, we are committed to creating a world where beauty is a source of confidence, not anxiety. So, we decided to conduct a compelling social experiment that explores how women view their own beauty in contrast to what others see.”

Le donne sono le più dure critiche di sè stesse. Solo il 4% delle donne al mondo si considera bellissima. In Dove, lavoriamo per creare un mondo dove la bellezza sia fonte di autostima, non ansia. Così, abbiamo deciso di realizzare un efficace esperimento che esplora il modo in cui le donne si vedono, in contrasto con quello che vedono gli altri.

La nuova campagna Dove tende a esplorare come le donne vedono la propria bellezza in contrasto a cosa vedono gli altri. Un esperimento realizzato dall’agenzia  Ogilvy & Mather e comunicativamente riuscito tanto da attirare l’attenzione di milioni di visualizzazioni in pochi giorni. Ma non solo, come ogni viral video di tutto rispetto, ha anche creato l’ effetto parodia; infatti un gruppo di youtubber americani ha immediatamente colto nel segno creando la parodia dal lato maschile e dunque come gli uomini vedono se stessi.

L’esperimento è semplice: hanno chiesto ad un artista forense, un ritrattista della polizia, di realizzare due ritratti per ogni donna. Uno sulla base dell’autodescrizione delle stesse. Ed una basata invece sulle indicazioni date da una persona estranea, che ha potutto osservare per qualche momento le future ‘ritratte’. Il risultato è alquanto interessante.

L’originale campagna di Dove è basata sulla percezione della propria bellezza, ponendo l’attenzione sull’incongruenza tra come le donne si vedono e come le vedono gli altri. In “Real Beauty Sketches” le protagoniste in alcuni casi si emozionano nello scoprire quanto belle, più sorridenti, più felici appaiono a soggetti estranei.

Tra la stragrande maggioranza di commenti positivi alla campagna, c’è chi ha osservato come si tenda tuttavia a sottolineare che l’autostima femminile debba necessariamente passare attraverso la percezione della bellezza, come se intelligenza, determinazione, e via dicendo, non bastassero. Un esempio:

Fuori da ogni dubbio, tuttavia, lo spot riesce a comunicare un messaggio forte e stilisticamente davvero espressivo. Cosa ne pensate?

Sigarette elettroniche: un business con pro e contro

Gli inglesi le chiamano e-cig, ma noi le conosciamo come sigarette elettroniche.

I vip inneggiano alle sigarette anti-tabacco; tra i tanti internazionali, tra cui Leonardo Di Caprio, Uma Thurman e Lindsay Lohan, ne abbiamo anche di nostrani che hanno addirittura aperto degli “e-cig shop”, vedi Luca Argentero, o hanno lanciato un personale marchio di e-cig, vedi Vasco Rossi con Il Blasco.

1500 negozi, decine di brand nazionali registrati (Smoke, Smooking, E-Smoke, All Smokers Club, i più comuni), 4 mila posti di lavoro generati, oltre 250 milioni di fatturato generati nel 2012 per 2 milioni di consumatori (che hanno già provato o intendono provare le nuove cig). Di questi il 18% sono soggetti tra i 30 e i 40 anni, mentre il 20% appartiene alla fascia over 45.

In Italia tutto è partito da Torino nel 2010 con l’apertura del primo negozio di e-cigarettes italiano; dopo la crescita è stata inarrestabile.
I produttori di sigarette elettroniche ritengono che a fine 2013 i fumatori abituali – meglio chiamarli “svapatori”, dato che non si produce fumo, bensì vapore – saranno 2 milioni (su 10,8 milioni di fumatori abituali).

Meno fumatori abituali e l’erario piange

Se i 2 milioni di futuri “svapatori” previsti a fine 2013 passassero realmente dalle bionde tradizionali alle “e-cig”, considerando una media di 5,00 euro a pacchetto per un pacchetto mediamente consumato al giorno, lo Stato, il cui incasso è pari a 0,88 cent di IVA più 2,93 euro di accise, quindi 3,80 euro a pacchetto, avrebbe un mancato incasso di 7.600.000 euro al giorno, quindi di oltre 2 miliardi e mezzo in un anno.

Il danno per il monopolio dei tabacchi c’è e, infatti, i dati finora raccolti sul 2013 lo confermano. Dalle accise sul consumo di tabacchi lo Stato ha perso più di 100 milioni nei primi due mesi del 2013 (-7.6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e con il passare dei mesi la perdita di incassi cresce allo stesso ritmo con cui aumenta il numero di fumatori convertiti a “svaporare”.

Il fisco piange ed i consumatori – i fumatori “pentiti” – ringraziano, dato che per loro si registra un risparmio del 70% sulla spesa mensile. Infatti, un fumatore con un pacchetto al giorno arriva a spendere al mese 140 euro circa; uno “svaporatore”, invece, sostenuto l’investimento iniziale per l’apparecchio tra i 30 e gli 80 euro, spende al mese circa 25-30 euro per 5-6 flaconi di ricarica per il liquido che alimenta il meccanismo alla base delle e-cigarettes.

Il successo delle e-cig e la minaccia per le multinazionali del tabacco

Il business delle sigarette elettroniche può essere potenzialmente uno squalo a danno del mercato delle multinazionali del tabacco. Molte si stanno infatti organizzando diversificando la produzione ad aprendosi all’elettronica per mettere di canto la vecchia nicotina.

Philip Morris, per esempio, prevede di lanciare una versione salutista con il marchio Marlboro nel 2016; Imperial Tobacco ha acquistato azioni di un’azienda produttrice; Japan Tobacco International ha siglato un accordo commerciale con una società di “nicotine vaporizers”. Ci sarà un boom ed inizieranno anche i primi cartelli da parte dell’OMS sulla quantità di nicotina (18mg/ml come concentrazione uniforme).

Il successo delle sigarette elettroniche sarebbe dovuto, secondo l’Huffington Post, al risparmio per le tasche dei consumatori, la possibilità di fumare nei luoghi pubblici e al chiuso (Trenitalia, NTV e Alitalia hanno però vietato l’uso sui loro mezzi), e i vantaggi per la salute (ma siamo sicuri che è proprio così?). Questo dal punto di vista della domanda.

Dall’occhio opposto, i produttori, il vantaggio risiede nella possibilità di non sottostare a tutte le regolamentazioni che “soffocano” i produttori di tabacco e poter pubblicizzare il prodotto come un qualsiasi bene di consumo. In Italia anche Gerry Scotti ha dedicato un apposito inserimento commerciale alla e-cig “Ovale”.

Le regolamentazioni potrebbero proliferare a poco a poco per ridurre la concorrenza. Già si era provato ad imporne la vendita solo in farmacia e sono partite denunce sulla tossicità ed i rischi del prodotto non supportate da studi clinici. D’altronde lo Stato vuole conservare il suo monopolio e i nuovi competitor risultano scomodi, pertanto l’Antitrust sarà chiamata ad intervenire e fare luce.

Fa bene o fa male? Luci ed ombre sui risvolti dell’e-cig per la salute

Sicuramente rispetto ad una sigaretta “old style” la sigaretta elettronica fa meno male.
Il condensatore della sigaretta elettronica produce soltanto vapore, propilene glicolico, glicerina vegetale e (solo se l’e-fumatore la introduce nella miscela) nicotina in quantità variabile. Assenti catrame, monossido di carbonio e altre 4000 sostanze che compongono le classiche bionde. Inoltre, mancando la combustione, il rischio cancerogeno è ridotto.

Intanto per evitare che si diffondesse tra i giovani la moda di provarla (della serie “tanto male non fa”) come apripista verso una futura abitudine al fumo classico, invogliati anche dall’effetto emulativo dei tanti vip che la sponsorizzano come qualcosa che va di moda, la e-cig è stata vietata ai minori di 18 anni.

Diciamo che finora gli studi sono pochi e non trattano tutti i vari tipi di liquido contenuti nelle e-cig in commercio. Sì la nicotina inalata è inferiore, ma non sempre entro il limite tollerato per la salute, anzi le e-cig riattiverebbero l’abitudine al fumo, rappresentando un serio pericolo per i giovani (dati contenuti nel Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità del Dicembre 2012).

A tal proposito il Policlinico di Catania, nello specifico il gruppo di ricerca condotto dal Prof. Polosa, ha condotto uno studio clinico che ha valutato gli effetti in termini di riduzione della dipendenza tabagica su un arco di 6 mesi, analizzando un solo tipo di sigarette elettroniche, occorre precisarlo. Per conoscere i risultati dello studio si propone l’intervista radiofonica al Prof. Polosa.

Sicuramente, in mezzo a tanti dubbi che restano da chiarire, sia chiara almeno una cosa: la sigaretta elettronica non è la soluzione per il benessere, ma solo un male minore per chi non è ancora riuscito a rinunciare al vizio.

Sostegno alle PMI: bandi, agevolazioni, finanziamenti

Dal rapporto Financing SMEs and Entrepreneurs 2013 diffuso dall’ Ocse, emerge che le Piccole e Medie Imprese costituiscono l’80% della forza lavoro in Italia, esprimendo enormi potenzialità per l’economia del Paese, ma che rimangono tuttavia inespresse anche a causa della scarsità di credito erogato, ben lontano dalle quote attribuite alle PMI in altri paesi europei.
Sappiamo ormai bene quali siano le strade intraprese in questo senso attraverso il Decreto Sviluppo che non ha dato risposte a una grossa fetta dell’imprenditoria italiana, lasciandola dubbiosa e scontenta.

Infatti, come analizzato in un articolo di recente pubblicazione sul Sole 24 ore, solo il 18% del credito è destinato alle aziende (contro il 79% della Svizzera e il 78% della Corea), nonostante le numerose indicazioni del quadro strategico europeo per lo sviluppo e l’innovazione delle PMI.
Nella relazione 2013 dello Small Business Act, l’importanza socio-economica delle imprese di piccole e medie dimensioni è ribadita, pur con la presa di coscienza della necessità di intraprendere nuove azioni volte a migliorare il contesto imprenditoriale per accrescere la competitività delle aziende, volano di crescita economica, creazione di nuovi posti di lavoro e apertura a nuovi mercati.

Poiché i dati sulle aziende italiane mai così in crisi come oggi ci spaventano, riteniamo doveroso dedicarci pricipalmente a loro.
Quindi per non lasciarsi sfuggire le occasioni di finanziamento disponibili, ecco qui di seguito una nostra selezione dei bandi più interessanti rivolti alle PMI.

Qualificazione energetico-ambientale e sviluppo sostenibile

1. Fondo rotativo di finanza agevolata per la green economy

Dove: Emilia Romagna
Scadenza: 29 Aprile 2013
L’obiettivo è incrementare gli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso la produzione o l’autoconsumo, ma anche promuovere la nascita di nuove imprese operanti nel campo della green economy.

2. Agevolazioni per la realizzazione di interventi di risparmio energetico negli edifici esistenti

Dove: Piemonte
Scadenza: a sportello
Rivolto alle imprese di gestione energetica, il bando prevede contributi per interventi di manutenzione e ristrutturazione per la riqualificazione energetica di impianti ed edifici esistenti.

3. Fondo di rotazione e contributi in conto capitale per investimenti realizzati da PMI e finalizzati al contenimento dei consumi energetici

Dove: Veneto
Scadenza: 30 Giugno 2015
Il fondo della linea di intervento sulla “produzione di energia da fonti rinnovabili ed efficienza energetica” punta a migliorare i rendimenti energetici degli impianti attraverso l’adozione di soluzioni che sfruttino le fonti rinnovabili e i sistemi di generazione non tradizionali.

Sviluppo produttivo e occupazione

4. Iniziative di localizzazione, ampliamento e ammodernamento di unità industriali, attraverso l’utilizzo di Contratti di Sviluppo Locali

Dove: Abruzzo
Scadenza: 31 maggio 2013 (a sportello)
Il bando dell’Assessorato allo Sviluppo Economico è finalizzato ad agevolazioni finanziarie per il rafforzamento della struttura produttiva regionale, con particolare riferimento alle aree di crisi.

5. Aiuti alle piccole imprese per progetti integrati di agevolazione

Dove: Puglia
Scadenza: a sportello
L’azione intende creare occupazione, stabilità sociale e dinamismo economico, incentivando le piccole imprese pugliesi a consolidarsi, espandersi ed innovarsi, favorendo in particolare la partecipazione femminile nel mondo del lavoro.

6. Concessione di aiuti a favore di imprese a sostegno dell’occupazione

Dove: Toscana
Scadenza: 31 Dicembre 2013
L’avviso regionale mira all’inserimento, la qualificazione delle competenze e al reimpiego di giovani, donne e lavoratori con contratto a tempo non indeterminato da un lato, di lavoratori in mobilità lavoratori licenziati e lavoratori in età avanzata dall’altro.

7. Incentivi per l’impresa sociale

Dove: Lazio
Scadenza: a sportello
L’avviso pubblico finanzia progetti di investimento e sviluppo delle imprese sociali con lo scopo di sostenere le persone non autosufficienti, favorire l’inclusione degli immigrati, prevenire fenomeni di dipendenza, favorire l’inserimento sociale e lavorativo delle persone svantaggiate.

8. Sostegno agli investimenti di piccole imprese commerciali

Dove: Liguria
Scadenza: 15 ottobre 2013
Il bando è diretto alla riqualificazione, ristrutturazione e trasformazione delle piccole imprese commerciali per il miglioramento dell’attività, per opere di carattere edilizio o per l’acquisto e l’installazione di impianti, arredi e attrezzature.

Innovazione

9. Lazio Open Data PMI

Dove: Lazio
Scadenza: 30 Giugno 2013
La Regione Lazio promuove la realizzazione, da parte di piccole e medie imprese laziali, di progetti per lo sviluppo di software e servizi capaci di valorizzare l’accesso libero ai dati.

10. Aiuti alle PMI per l’acquisizione di servizi qualificati

Dove: Toscana
Scadenza: scadenza quadrimestrale – 30 Aprile – 31 Agosto – 31 Dicembre 2013
La Regione Toscana concede aiuti alle imprese per il sostegno di progetti di investimento innovativi immateriali, con particolare riferimento a quelli finalizzati all’acquisizione di servizi avanzati e qualificati.

11. Innovazione e competitività

Dove: Liguria
Scadenza: 10 Maggio 2013
L’azione è volta ad agevolare gli investimenti finalizzati all’introduzione di prodotti, processi o servizi nuovi e migliorati, dal punto di vista tecnologico, produttivo, commerciale, organizzativo e gestionale per un miglioramento dell’efficienza produttiva e dell’impatto ambientale.

12. Bando PIA innovazione 2013

Dove: Umbria
Scadenza: 2 Settembre 2013
Il bando sostiene le PMI che vogliano realizzare investimenti connessi ad innovazioni di prodotto e di processo, in particolare quelle che industrializzano i risultati di progetti di attività di ricerca e sviluppo sperimentale.

Imprenditoria femminile e giovanile

13. Agevolazioni alle imprese femminili di Teramo

Dove: Abruzzo
Scadenza: 31 Ottobre 2013
L’aiuto promosso dalla Camera di Commercio di Teramo ha lo scopo di sostenere la diffusione della cultura imprenditoriale, contribuire a combattere la disoccupazione femminile e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

14. Incentivi imprese femminili e giovanili Benevento

Dove: Campania
Scadenza: 15 Luglio 2013
Il contributo finanzia, a fondo perduto, le PMI di giovani fino a 35 anni e di donne fino ad un massimale di 150.000 euro.

15. Incentivi imprese femminili di Pordenone

Dove: Friuli Venezia Giulia
Scadenza: 15 Maggio 2013
L’avviso mira a valorizzare le imprese femminili attive in qualsiasi settore e iscritte alla Camera di Commercio di Pordenone che fanno dell’innovazione una leva di successo.

E per scoprire i nuovi bandi in uscita, consultate periodicamente anche questa sitografia continuamente aggiornata

Perché nonostante le difficoltà a reperire fondi per le nostre attività imprenditoriali e commerciali, e nonostante la maggior parte della comunicazione del momento sia concentrata sul tema startup, sono davvero molto numerose le occasioni di accesso a finanziamenti e agevolazioni grazie ai bandi promossi da Regioni, Camere di Commercio e Province dedicati all’imprenditoria tradizionale.

www.pmi.it
www.finanziamentopmi.it
www.europedirect.regione.lombardia.it
ec.europa.eu/small-business
www.bandieagevolazioni.it

In bocca al lupo… e fateci sapere se vi sono serviti! 🙂