A Roma per parlare di Mobile al MAX Mobile As X-periences [EVENTO]

Nell’attuale contesto di crisi è necessario un forte spirito di adattamento, per poter continuare a cogliere le opportunità ancora presenti, anche dal punto di vista aziendale. Siamo nella fase della rivoluzione: è indispensabile prendere coscienza di ciò che sta accadendo per affrontarlo al meglio.

La rivoluzione a cui assistiamo è una Rivoluzione Digitale. Una rivoluzione che parte da Internet, ma che si sta focalizzando sempre più nel mobile, dove il marketing crea nuove esperienze ed opportunità per noi, che siamo i consumatori, ma anche per le imprese stesse.

Per comprenderla, per conoscere le regole e le dinamiche di questa rivoluzione, Social Brain X.0 insieme ha organizzato un evento dedicato al mondo del mobile: MAX – Mobile As X-periences, che si terrà mercoledì 10 aprile 2013 alle 11.20 presso l’Università LUISS nell’Aula Chiesa Sconsacrata (Aula 200) in Viale Romania 32 a Roma.

Michele Costabile, docente di Marketing Internazionale della Luiss aprirà i lavori e introdurrà la tavola rotonda moderata da Simonetta Pattuglia, Prof. Aggr. Marketing e Comunicazione, Economia presso l’Università degli studi Roma Tor Vergata.

Nel corso del dibattito, Mariano Tredicini, Internet Media & Digital Communication at Telecom Italia, presenterà le strategie mobile all’interno di Tim Young, mentre Gianluca Dettori, Chairman at Dipixel, illustrerà come all’incontrarsi del mobile con il mondo delle startup cambiano gli investimenti di venture capitalist.

A seguire parleranno:

Daniele Albanese, CEO di Justbit, starup italiana il cui corebusiness è lo sviluppo di app;

Alex Giordano, co-founder di Ninja Marketing e di Netnografia Digitale, che ci illustrerà il concetto di pubbliciproduttivi;

Gianluca Comin, Executive vice president External Relations at Enel Group, che ci racconterà`la sua esperienza e il punto di vista della sua azienda;

Luca Ascani, presidente di Populis, che ci racconterà come è avvenuta l’evoluzione dei media consumption all’interno del mobile.

A concludere i lavori sarà il Prof. Paolo Cellini, docente Internet Economics presso l’Università Luiss .

L’evento, aperto a tutti, sarà raccontato sui canali social di Social Brain X.0 seguendo l’hashtag ufficiale #MAXLUISS.

Chi può partecipare?

L’appuntamento è aperto a tutti.

Dove: Luiss, Viale Romania, 32, Aula Chiesa Sconsacrata

Quando: mercoledì 10 aprile ore 11.20

Perché: partecipare, conoscersi, interagire, conversare e fare networking

Partecipanti: twitteri e smartphone-dotati, appassionati di mobile, di cultura digitale e social media

Iscrizioni: per iscriversi all’evento è sufficiente compilare il modulo a questo link.

Per info: socialbrainx0@gmail.com

Luxottica: la storia di successo di un branding del tutto particolare

Luxottica: 7 miliardi di euro di fatturato, 18 miliardi di capitalizzazione, più di 500 milioni di utile netto, quotata alla Borsa di New York dal 23 gennaio 1990, è una di quelle eccellenze italiane mondiali di cui troppo poco si parla in Italia.
Proviamo a colmare questa lacuna grazie ad una fonte privilegiata che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in occasione dello IED di Roma, Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica.

Il racconto di un amore

Quando Andrea Guerra parla di Luxottica i suoi occhi ti guardano con orgoglio, passione, senso di appartenenza.. E mentre Andrea Guerra parla di Luxottica ti dispiace non lavorare per lui. Con lui.

Andrea Guerra ci tiene subito a mettere una cosa in chiaro: Luxottica è una creatura di Leonardo Del Vecchio che l’ha fondata nel 1961 ad Agordo, dove ancora risiedono i principali impianti produttivi.
Ma chi è Leonardo Del Vecchio?

Un emigrato del Sud Italia, orfano e semplice incisore. Ma con una determinazione fuori dal comune.
Sono figlie di questa straordinaria determinazione le tappe più significative dell’ascesa di Luxottica.

La decisione di quotarsi alla Borsa di New York nel 1990 poteva sembrare un passo troppo azzardato per un’azienda italiana com’era la Luxottica dell’epoca, ma Del Vecchio la ritenne una scelta irrinunciabile al fine di avere quel respiro internazionale che voleva per la sua azienda.
Ebbe ragione lui.

Così come per la rischiosa acquisizione di LensCrafters, la più grande catena ottica del mondo, o per il rilancio del marchio Ray-Ban, in dote con l’acquisto in blocco del gruppo Sunglass Hut.

Dalla trasformazione del marchio Ray-ban alle strategie interne di Luxottica

Ray-ban era stato un grande marchio negli anni ’80, i suoi occhiali venivano venduti all’equivalente degli attuali 120 euro al pezzo. La commercializzazione attraverso una rete di distribuzione non opportunamente gestita ha causato un abbassamento del prezzo sul mercato fino ad un equivalente di 30 euro e a quel punto un non adeguato riposizionamento del brand con il fardello di un pricing non appropriato ne ha causato l’inevitabile collasso.

Luxottica, subito dopo averlo acquisito, decise di ritirare il marchio Ray-ban dal mercato, facendolo diventare un cult per i collezionisti, ma per via della scriteriata diffusione del decennio precedente non diventò un prodotto di nicchia per nostalgici. Anzi venne ripresentato con una veste vintage ma rivisto per design e qualità, rilanciandolo prima sul mercato americano e poi su quello internazionale con i risultati che tutti noi abbiamo avuto modo di verificare.
Chi di voi non ha mai messo sul naso un paio di Ray-Ban Aviator per esempio?

Da questo interessantissimo esempio si evince che essendo una realtà internazionale del fashion Luxottica ha dei veri e propri centri di R&D di marketing e branding calati nella realtà sociale di ogni continente in cui vende i suoi prodotti. Evidentemente i nasi non sono tutti uguali e non solo morfologicamente.
A questo punto dello speech una domanda interessante viene posta ad Andrea Guerra: “Come tenete sotto controllo la concorrenza interna del design dei marchi che gestite?”

In effetti Ray-Ban, Persol, Prada, Oakley sono tutti marchi molto noti e se il design ed il marketing “unificato” di Luxottica dovesse decidere che “quest’anno devono andare di moda gli occhiali quadrati”, ci sarebbero una quantità mostruosa di occhiali quadrati che invaderebbero il mercato e indirizzerebbero le scelte di noi utilizzatori finali in modo quasi coercitivo o, per lo meno, in modo subdolo.

Precisa Andrea Guerra:

Innanzitutto sottolineiamo il fatto che Prada non è un nostro marchio perché il design è deciso direttamente dalla famosa maison internazionale, invece per gli altri marchi di proprietà possiamo dire che facciamo rivaleggiare i nostri rispettivi team interni in camere tenute appositamente separate e a tenuta stagna”.

A queste parole tutto ad un tratto mi è venuto in mente Steve Jobs, quando volle tener separato il gruppo Macintosh e quello che lavorava su Apple II con le conseguenze che conosciamo. Ma proprio mentre quest’immagine si faceva strada nella mia mente -e forse anche in quella di qualche altro presente-, Andrea Guerra coglie l’occasione per parlare della coesione interna di Luxottica: probabilmente non è stata una scelta casuale.

L’intelligenza di un welfare aziendale per proteggere marchi, prodotti e lavoro

Luxottica ha un forte sistema di incentivazione per tutte le divisioni aziendali, servizi di navetta per i lavoratori pendolari, alloggi convenzionati per i suoi lavoratori: un vero e proprio sistema di welfare aziendale privato.
Così facendo Andrea Guerra sposta abilmente l’attenzione sul senso di appartenenza dei lavoratori di Luxottica, tutti partecipi della mission aziendale: essere dei bottegai da esportazione, il vero made in Italy nel mondo.

E da questo punto di vista come dar torto ad Andrea Guerra quando sostiene che “Gli occhiali sono più cosmesi che accessorio. Non li vediamo come una borsetta che usiamo il meno possibile per paura che si sciupi, ma li portiamo sul nostro viso in modo che possano raccontare di noi sotto un’angolazione diversa. Chi di voi pensa di essere diverso a seconda del paio di occhiali che indossa? E chi di voi pensa di essere diverso a seconda delle cinta che indossa?”
Applausi. Lunghi applausi di tutta la sala.

Mentre in molti si alzano per stringere la mano e scambiare qualche osservazione con Andrea Guerra, resto seduto a pensare. Penso a quanto sia curioso che in un paese come l’Italia, in cui gli imprenditori e i manager si fanno vanagloria delle aziende che dirigono nei numerosi salotti televisivi, una realtà mondiale come Luxottica abbia riposto la sua fortuna nell’understatement, nello stare un passo indietro rispetto ai brand che essa stessa sostiene e quasi sempre sostanzia da dietro le quinte.

Senza far troppo rumore, quasi in silenzio, tra understatement italiano e orgoglio internazionale.

Consigli utili per scrivere le tue email

Le email sono il documento più comune nel mondo degli affari. Purtroppo, molte email sono così mal scritte che i destinatari hanno difficoltà a capire che dovrebbero fare al riguardo.

Anche tu hai sempre problemi a scegliere in che modo scrivere un messaggio? Ecco un metodo infallibile per scrivere un’email efficace.

#1 Avere una decisione specifica in mente.

L’obiettivo di una email è sempre quello di ottenere che il destinatario prenda una decisione di qualche tipo. Prima di lasciare che le tue dita tocchino la tastiera, pensa esattamente a cosa devi chiedere. E sii chiaro.

#2 Inizia scrivendo la conclusione.

Qual è il punto della tua richiesta? La tua conclusione è una dichiarazione di ciò che desideri che il destinatario faccia, sulla base dei contenuti della tua email.
Solo una volta scoperta qual è la tua conclusione, puoi iniziare a scrivere.

#3 Struttura la tua argomentazione in blocchi.

Gli argomenti che sostengono la tua richiesta dovrebbero essere presentati in blocchi, in modo chiaro e schematico.

#4 Sostieni ciascun argomento con delle prove.

Se non provi le tue argomentazioni con dei fatti, la tua email sarà solo la tua, inutile, opinione.

#5 Ripeti la conclusione come una “call to action”.

Alla fine del messaggio, ribadisci la conclusione in modo da far capire al destinatario cosa vuoi che lui faccia, ipotizzando che ora è d’accordo con te, in base alle tue argomentazioni supportate dalle prove.

#6 Inserisci un benefit nel titolo.

Il titolo è la parte più importante di un’email, ed è per questo che va scritto per ultimo.
Deve svolgere due compiti importanti: suscitare l’interesse del destinatario in modo che l’email venga aperta e letta e implicare la conclusione che si desidera il destinatario accetti.

Ora che hai questa piccola guida,  ci auguriamo che scrivere le tue email sarà molto più semplice!

Con1Euro: le idee assurde di Daniele Doesn't Matter [VIDEO]

E voi che ci fate Con1Euro? Quattro amate YouTube star si sono cimentate in una sfida a colpi di idee. C’è chi con la moneta si fa la barba, chi suona la batteria, chi scopre nuove culture e chi cerca di conquistare una ragazza. L’importante è non porre limiti all’intraprendenza, giusto?

Noi abbiamo chiesto a Daniele Doesn’t Matter di raccontarci com’è nata la sua idea!

Impenditorialità è anche fantasia: come si riesce ad esprimere un’idea in soli 30 secondi come avete fatto nel video?

Esprimere un’idea in 30 secondi non è un’impresa semplice. Il trucco è celato dietro i punti chiave. Una volta identificate la caratteristiche chiave di un’idea, non rimane che cercare di comunicarla spingendo, appunto, sul succo della questione. Tutto quello che viene detto intorno non è nient’altro che la cornice di un quadro specifico.

L’iniziativa premia l’intraprendenza dei giovani che vogliono farsi strada, proprio come avete fatto voi, anche se con mezzi differenti. Qualche consiglio da dare?

Inseguire i propri sogni, mai arrendersi e metterci tanto impegno. Il duro lavoro e la perseveranza vengono sempre ripagati. Dal mio punto di vista e dalle mie esperienze, è una cosa matematica. Lavorando sodo ai propri sogni e alle proprie idee è quasi impossibile non realizzarle.

Il committente non era uno qualcunque, questa volta avete lavorato per la Presidenza del Consiglio e i video saranno trasmessi anche dalla Rai. Com’è andata questa esperienza?

È sicuramente un grande onore poter partecipare, come testimonial, ad un’iniziativa come questa. L’esperienza come tale, non cambia molto la classica routine. Il mondo del web e della produzione video è un lavoro come un altro. Ovviamente c’è la soddisfazione finale di vedere il proprio esecutivo realizzato e impacchettato per il pubblico.

Ottimi consigli, no? Ricordatevi che ‘con1euro’ è una campagna promossa dal Governo Italiano per far conoscere il decreto legge (per maggiori info cliccate qui), del 29 agosto 2012, sulle nuove S.r.l. ovvero le Società Semplificate a Responsabilità Limitata che consentono a chi non ha raggiunto ancora i 35 anni di età di fondare una società con un capitale minimo di un 1 euro.

Sul canale YouTube di ‘con1euro’ trovate gli altri video della campagna. Che ne dite, chi conquisterà il pubblico con l’idea più assurda di tutte?! Condividete anche voi, chissà che qualche amico non stia pensando alla sua futura impresa!

Milano, 10-11 maggio: Corso in Aula in “Social Media Marketing (Base + Avanzato)”

Ninja Academy - Social Media Marketing

Ebbene sì. Continuano, a grande richiesta, i Corsi in Aula firmati Ninja Academy!

Il segreto della formazione face-to-face è tutto lì: interagire direttamente con i docenti, intervenire con questioni e domande su misura, ascoltare i preziosi interventi dei nostri ospiti, fare vero networking con gli altri partecipanti (e gioire della convivialità dei coffee break e dei pranzetti Ninja) per tornare a casa con un bagaglio pieno di nozioni e di consigli da mettere in pratica.

Se poi siete tra coloro che vogliono imparare a sfruttare il potenziale dei Social Network (e non solo) per il proprio business allora avete fatto bingo!

Il prossimo Corso in Aula sarà infatti dedicato al SOCIAL MEDIA MARKETING, suddiviso in due giornate full immersion.

Pronti a segnarvi le date in agenda?

Ninja Academy - Social Media Marketing

VENERDI 10 e SABATO 11 MAGGIO, dalle 9.30 alle 18.30

Tommaso Sorchiotti [Social Media Activist e co-autore del libro “Personal Branding”] e Simone Tornabene [Head of Digital di Cemit DS] vi porteranno alla scoperta dei segreti che si celano dietro alla Brand Identity, soffermandosi sull’importanza di passaparola, analisi e monitoraggio, con un occhio ai principali Social Network (Facebook, Twitter, Instagram, Tumblr, Pinterest) da utilizzare all’interno della vostra Strategia di Marketing.

Scopri il PROGRAMMA COMPLETO

La prima giornata (SMM Base) propone un percorso per meglio comprendere i concetti chiave dei Social Media. Buzz e Digital PR saranno le keyword da tenere in considerazione. Imparare ad ascoltare (per gestire e monitorare la propria reputazione) così come imparare dagli errori degli altri (per migliorarci ed essere pronti a ridimensionare una possibile crisi) sarà l’obiettivo delle prime 8 ore di lezione.

Il corso continuerà poi con la seconda giornata (SMM Avanzato) che ha il compito di approfondire l’utilizzo dei Social Media rispetto ad alcuni obiettivi di marketing specifici. Come aumentare le vendite? Come raccogliere lead? E ancora, come migliorare l’awareness del Brand o la sua reputation?

Ninja Academy - Social Media Marketing

SOCIAL MEDIA MARKETING
Base + Avanzato
[10-11 maggio 2012]


DOVE

Milano, presso Ninja Academy, Via G. Zanella 54/56

DESTINATARI

Il corso in Social Media Marketing (Base + Avanzato) è rivolto principalmente rivolto ai professionisti del marketing e della comunicazione, ad agenzie e ad aziende che ogni giorno necessitano di strategie ed azioni efficaci per raggiungere i propri obiettivi di business, ma anche ai professionisti che operano nel mercato di massa B2C in medie o grandi aziende, che già operano nel social media marketing e che vogliono sistematizzare o perfezionare le proprie competenze.

In particolare il corso è rivolto a:

Social Media Strategist | Brand & Product Manager | Marketing Manager | Consulenti di Marketing | Strategic Planner | Creativi | Account | PR Manager | Event Manager | Media Planner 

Ninja Academy - Social Media Marketing

Venerdì 10 maggio 2013
SOCIAL MEDIA MARKETING [BASE]

Docente: Tommaso Sorchiotti

L’obiettivo del modulo base in Social Media Marketing è quello di sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie a gestire le opportunità offerte dai social media in modo strategico, attraverso il corretto utilizzo dei vari canali all’interno di un piano di comunicazione integrato e la declinazione di uno stile comunicativo appropriato all’ambiente digitale.

▨ Quali sono i linguaggi, le dinamiche e le nuove relazioni del Web 2.0?
▨ Qual è il ruolo delle attività Social all’interno di una strategia di comunicazione?
▨ Come organizzare il lavoro di gestione delle relazioni online?
▨ Come elaborare un piano strategico di Social Media Marketing?

Sabato 11 maggio 2013
SOCIAL MEDIA MARKETING [AVANZATO] 

Docente: Simone Tornabene

L’obiettivo del modulo avanzato è quello di esplorare tattiche e strategie pratiche finalizzate all’acquisizione di nuovi lead o di nuovi fan, attraverso l’analisi degli strumenti più avanzati di monitoraggio e pianificazione di campagne di social media marketing e la comprensione degli aspetti di pianificazione dei contenuti (content strategy).

▨ Qual è il ruolo dei social media all’interno della strategia di comunicazione?
▨ Come acquisire più fan/follower sui social network?
▨ Quali tattiche utilizzare per raggiungere gli obiettivi di business?
▨ Come progettare un’attività di SMM e come analizzare risultati e ROI?

NINJA MASTER

Tommaso Sorchiotti

Si occupa di consulenza di marketing digitale e di progettazione di presenze, attività e strategie sui Social Media. Si è affermato come professionista nei settori della formazione e della comunicazione sui nuovi media, esplorando le ultime novità Internet per tradurle in soluzioni operative per Casinò di Venezia, Fondazione Milano, Mondadori, Condenast, Veneto Banca, Banca delle Marche, Samsung, Puma. Nel 2009 per Tecniche Nuove ha realizzato un libro dedicato ai blog dal titolo “Come si fa un blog 2.0”. Nel 2010 ha pubblicato con Hoepli il libro “Personal Branding” analizzando le nuove strategie di successo attraverso il Social Web. E’ tra i fondatori dell’Osservatorio Foursquare Italia.

Simone Tornabene

Meglio conosciuto come Mushin, nasce a Catania nel 1984 ed è un grande appassionato di Oriente, in particolare di zen e arti marziali. Lascia la Sicilia per amore di una donna e rimane a Milano per amore di un lavoro che è anche la sua passione: aiutare le aziende a dialogare con le personeHa co-fondato tre start-up (Viralbeat, Endivia e Yoc.to). Nel 2012 approda in Cemit DS (Gruppo Mondadori) come Head of Digital, continuando ad insegnare e a dividersi tra diverse università (IED, IULM, Università di Catania). E’ convinto che nella vita l’unica cosa che faccia la differenza siano le persone.

EARLY BOOKING E SCONTI SPECIALI

Entro martedì 30 aprile potrete acquistare il corso con la promozione scontata: 449 € + IVA per una giornata (anziché 499 € + IVA) e 799 € + IVA per entrambe (anziché 899 € + IVA)!

Il consiglio? Non dimenticate gli sconti di gruppo: vige la regola “più siete, meno spendete”!

Ninja Academy - Social Media Marketing

Il team Ninja Academy rimane a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Email: info[@]ninjacademy.it
Telefono: 02 40042554 oppure 346 4278490

Vi aspettiamo.

Knowledge for change.
Be Ninja!

Ninja Academy - Social Media Marketing

Alla Lettera: il ristorante torinese dedicato alla tipografia

Quando sotto la Mole il gusto si trasforma in design, allora stiamo parlando di “Alla Lettera”, il nuovo ristorante torinese dedicato alla tipografia.

Il locale è frutto dell’iniziativa di Marco Bonomi, imprenditore torinese della ristorazione e ideatore di alcuni dei locali cittadini più noti agli appassionati della pizza come Amici Miei e Il Padellino.

Bene, questa volta da buoni Ninja siamo andati a provare per credere: un vero guerriero non si tira indietro di fronte a nessuna sfida, men che meno a quelle culinarie.
È un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo!

“Alla Lettera” si trova nella meravigliosa cornice torinese di piazza Bodoni, uno dei luoghi più poetici del capoluogo piemontese. E non a caso, ad ispirare la progettazione dei locali – curata dallo studio yet|matilde– è stata proprio la figura del noto stampatore piemontese Giambattista Bodoni, inventore dell’omonino carattere tipografico. Una qualità di alto livello che vale anche per la grafica, accuratissima, firmata dall’elegante studio torinese Undesign.

Il locale ci accoglie con un design apparentemente minimalista sui toni positivo/negativo o black/white, ma costellato di piccoli capolavori tipografici. Pareti, porte, piccoli corners, zone o salette intime: ogni angolo è una sorpresa dedicata a un font, a un carattere particolare, a una composizione creativa che coniuga grafica, tipografia e design.


Ogni singolo ambiente è un omaggio al mondo della stampa a caratteri mobili: una “continuità metamorfica” che varia proprio come le matrici tipografiche. Il menu diventa un vero e proprio magazine, un manuale di composizione grafica, in cui i piatti sono affiancati alla descrizione dei font che hanno fatto la storia dell’editoria.


“Alla Lettera” tuttavia non è solo un omaggio alla tipografia delle origini, ma è uno spazio creativo anche dedicato all’innovazione grafica e artistica: dislocate nelle sale, sono disposte sapientemente alcune installazioni degli studi e degli artisti torinesi più all’avanguardia: Bellissimo and the Beast, ToDo, /LAM, Civico13, Sergio Cascavilla, Borromeo & De Silva.

“La tipografia è una pizza” è la frase che ci accoglie quando ci accomodiamo su una delle sedie al nostro tavolo. Niente di più corretto.

Ebbene, se il gusto di design è tipicamente Italic, la qualità gastronomica è Bold: piatti della migliore tradizione partenopea (sì amici ninja, la pizza è buonissima) a cui si aggiungono due chicche, ovvero la tipica focaccia ligure al formaggio e la tigella modenese.

Amici lettori, vale la pena farci un giro, parola di ninja!

Raccomandazioni e conoscenze, quanto pesano per trovare lavoro

Cercando lavoro vi è capitato di mandare dei CV, telefonare a dei contatti per farvi suggerire qualche azienda, società, ecc, a cui mandarlo e sentirvi rispondere: “Sì, potresti inviarlo all’azienda X, ma…lo conosci il Capo?…perchè altrimenti difficilmente avrai qualche chance”.
A me è capitato, e non solo una volta.

Può cambiare il soggetto; puoi non dover conoscere il Capo o Presidente che sia, bensì il Responsabile HR o anche il dipendente che ha una voce in capitolo all’interno del team o, ancora meglio, il personaggio pubblico che tutti tengono in considerazione perché poi avranno diritto a chiedere favoritismi su altri fronti. Insomma, non è necessario che tu conosca il “Boss”, ma qualcuno lo devi pur conoscere se vuoi entrare in un luogo di lavoro, almeno, così oggi tristemente appare.

Porte sbarrate, quindi, ai CV di migliaia – magari..qui si tratta di milioni! – di neolaureati, masterini, dottori di ricerca e tutti i componenti dello squadrone dei giovani disoccupati italiani. Ingresso libero, invece, al CV della persona che ti raccomanda, se ne hai una.
E’ una burla? No, ahimè, è la realtà che nel 2013 noi giovani ci ritroviamo davanti, anche se ha origini ben più remote.

Vediamo di fare una fotografia più accurata della situazione.

La disoccupazione in Italia: quali i numeri?

I dati Istat relativi al mese di febbraio (ultima rilevazione ufficiale) parlano di una disoccupazione dell’11,6%, in aumento di 1,5 punti nei dodici mesi. A febbraio dell’anno scorso il tasso di disoccupazione si attestava al 10,1%. Nell’arco di un anno i disoccupati sono aumentati di 401.000 unità, portandosi a 2,971 milioni.
I dati Reuters parlano di stime negative per tutto il 2013, con una media annuale intorno all’11,7%-11,8% e possibili rialzi nella seconda metà dell’anno.

E non siamo “quelli” messi peggio in Europa. Bruxelles diffonde dati allarmanti per tutta l’Eurozona: nei 17 Paesi della zona euro, infatti, la disoccupazione a febbraio ha raggiunto il record del 12%, con oltre 19 milioni di persone senza occupazione.

Il quadro ha delle tinte scure, ma peggiorano se all’assenza dei posti di lavoro aggiungiamo anche il fatto che quelli che ci sono vengono assegnati senza criteri oggettivi di merito o procedure di selezione aperte.

La raccomandazione è la piaga moderna dell’Italia degli aspiranti “lavoratori”

La cara vecchia raccomandazione – la parola giusta detta dalla persona giusta per ottenere il desiderato posto di lavoro – a quanto pare è una prassi a cui ricorre un italiano su cinque per trovare lavoro. Ed è il Nord-Italia ad avere il primato nazionale.

Non sono numeri gettati qui per caso, ma sono dati ufficiali Eurispes contenuti nel 25° Rapporto Italia.
Su un campione di 1.500 persone intervistate, il 21,2 % ha ammesso di essere ricorso alla propria rete di conoscenze per riuscire a trovare lavoro.

Questo malcostume che rischia di affossare il Paese, e con esso promettenti giovani che nient’altro avranno da fare che preparare le valigie ed emigrare, si concentra più al Nord che al Sud.
Mentre il 17,2% dei cittadini meridionali e il 12,1% degli isolani intervistati ha dichiarato di avere trovato lavoro aiutato dalla spintarella, il dato arriva fino al 25,5% dei cittadini del Nord-Ovest ed al 20,8% nel Nord-Est.

La meritocrazia non manca solo da noi: Spagna e Francia ci seguono a ruota

L’Italia non è la pecora nera dell’Europa da questo punto di vista.
In Spagna il 95% degli impieghi è frutto di “conoscenze” e a dirlo è il Prof. Allard della IE Business School di Madrid. Si chiama “enchufismo”: contano più le conoscenze giuste che i meriti personali.
Non è diverso in Francia: un Professore di Sociologia della Sorbonne, il Prof. Amadieu, il 70% dei francesi accede al lavoro grazie alle conoscenze.

La Germania sembrava essere un’eccezione se non fosse che qualcuno testimonia il contrario: un membro di “Class of 2012”, ingegnere con tanto di Master, ha dichiarato di aver assistito ad episodi in cui una conoscenza ha aperto una porta che altrimenti sarebbe rimasta chiusa. Ma qui si parla di episodi isolati, non realtà diffusa.

In Gran Bretagna la spintarella conta più che altro per accedere ai posti più prestigiosi. Figuriamoci; noi in questa sede stiamo parlando dell’ ABC, non di tutto l’alfabeto!
La best practice sembrerebbe rimanere l’America, Regina del merito.

Raccomandazione? no. Referenze? sì

In fondo potrebbe non essere cattiva prassi fare accompagnare il proprio curriculum da una “lettera di raccomandazione” (che è cosa diversa rispetto alla “raccomandazione”) se questa garantisce le competenze e la serietà di un giovane valido e non è, invece, un lasciapassare per un incompetente.

In America i nostri “cugini” fanno application ai vari posti di lavoro, che siano nel mondo accademico o in quello aziendale, nel pubblico o nel privato, accompagnati da una o più lettere di referenze che il docente universitario o magari il mentor che li ha formati in sede di stage o altri preparano per convalidare quanto riportato nel CV ed avvalorarlo con un giudizio personale, di cui ci si assume la responsabilità.

Sarebbe così difficile adoperare questo sistema invece che la “parolina” che senza un minimo di controllo diventa “pratica illecita”?

Non vanno bene gli eccessi in entrambi i sensi, ovviamente.
Una meritocrazia fine a se stessa rischia di diventare discriminante ed alimentare gli stereotipi, pertanto occorre sempre che sia supportata culturalmente. Ma ancora siamo lontani dall’eccesso meritocratico, pertanto…indignamoci e iniziamo a rimboccarci le maniche.

Email marketing: le 10 regole fondamentali

Le 10 regole dell'email marketing

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Progettare delle campagne di email marketing è diventato un compito complesso: ogni internauta in italia riceve circa una decina di mail al giorno, ed i numeri possono crescere per gli utenti più attivi. Secondo le ricerche ogni navigatore è iscritto mediamente a 6-7 newsletter, fattore che sommato alla cronica carenza di tempo si traduce in una riduzione della soglia d’attenzione.

Molte mail vengono cestinate senza neanche essere aperte, mentre altre vengono aperte ma lette distrattamente. Ottenere un open-rate e un click-rate alto non è semplice, ma ci sono accorgimenti che non dovrebbero mai essere sottovalutati quando si inviano delle mail. Scopriamo i 10 suggerimenti da seguire!

Email marketing: le 10 regole fondamentali

1.Personalizzare le email

Inviare delle email personalizzate non significa solamente intestarle all’attenzione di una persona in particolare, ma anche fare in modo che riceva delle comunicazioni che lo interessino. Oggigiorno entrambe le operazioni sono possibili e relativamente semplici grazie a software per il CRM che sono in grado di segmentare la propria audience ed automatizzare l’invio di newsletter altamente personalizzate.

2. Limitare l’invio di email

Le aziende che inviano troppe comunicazioni via mail ottengono, come unico risultato, tassi molto alti di cancellazione dagli elenchi, oppure, nella migliore delle ipotesi, che le mail vengano ignorate o cancellate. A seconda dell’attività che svolge l’azienda, gli esperti consigliano un massimo di 2-3 invii al mese, un numero di comunicazioni che difficilmemte disturberà, ma che sarà sufficiente per ricordare ed informare.

3. Evitare le email troppo lunghe

Come sottolineato in precedenza le persone hanno sempre meno tempo per leggere le email, per cui non conviene inviare tante informazioni o testi lunghi. Piuttosto è meglio scrivere poche parole ma significative, organizzate in: titolo, sottotitolo, elenchi puntati o numerati. Si possono eventualmente includere testi brevi o links che rimandino ad un sito Web.

Email marketing: le 10 regole fondamentali

4. Anche l’occhio vuole la sua parte

Le probabilità che una mail attiri l’attenzione di chi la riceve aumentano se essa è anche visivamente attraente, con foto e colori. Bisogna però considerare sempre di non rendere la mail troppo pesante, o la lentezza nel caricamento scoraggerà il potenziale lettore.

5. Conoscere il proprio target

Le email sono uno strumento per comunicare, ed ogni persona, secondo la propria età, professione, cultura o livello di istruzione utilizza dei codici di comunicazione diversi. Una mail indirizzata ad un’audience di professori universitari avrà quindi un tono ed un linguaggio molto diverso rispetto ad un messaggio inviato a delle casalinghe. È bene tener presente queste variabili quando si progetta una campagna di email marketing, o si correrà il rischio di non essere compresi dal proprio target.

6. Includere i contatti

Alle email vanno sempre aggiunte le informazioni per contattare il mittente. All’audience deve essere concessa infatti la posibilità di contattare l’azienda tramite posta elettronica, Skype o telefono. Ciò non è solo utile a fini commerciale ma ha la funzione di rassicurare il lettore.

Email marketing: le 10 regole fondamentali

7. Rendere facile la cancellazione

L’unica cosa più fastidiosa di una procedura di cancellazione difficile o farragginosa è non dare questa possibilità. Ogni mail dovrebbe contenere un link grazie al quale è facile disiscriversi da una newsletter o da una mailing list. Forzare i clienti a ricevere delle mail è inutile e controproducente.

8. Considerare il timing

Un’ottima mail inviata nel momento sbagliato è inutile. Ogni persona ha abitudini diverse, ma tendenzialmente è sconsigliabile inviare comunicazioni il lunedì ed il venerdì, perché sono giorni in cui le persone potrebbero avere diverse mail importanti a cui rispondere sul lavoro. I giorni centrali della settimana potrebbero essere i più indicati ed è meglio fare in modo che i destinatari ricevano la mail durante la mattinata.

Email marketing: le 10 regole fondamentali

9. Analizzare e migliorare

Le campagne di email marketing hanno il pregio di poter essere analizzate in maniera molto precisa. Per questo motivo è bene sfruttare fino in fondo questa opportunità, stabilendo delle metriche e monitorandole nel tempo. In questo modo si potrà capire l’impatto di ogni campagna e analizzarla per poter effettuare dei miglioramenti in futuro.

10. Avere chiari obiettivi e strategie

Non bisogna mai dimenticare che l’invio di email deve essere strumentale al raggiungimento di precisi obiettivi e non fine a se stesso. È importante che le campagne siano disegnate seguendo le linee imposte dal piano marketing o comunque che seguano una certa coerenza con gli obiettivi di comunicazione dell’azienda.

Wes Anderson e Roman Coppola presentano L'Eau di Prada: Candy [VIDEO]

Continua il trend di Prada di assoldare registi famosi per interpretare l’anima del suo brand. Dopo Roman Polanski con “A Therapy” è il turno di Wes Anderson e Roman Coppola con  Prada Candy. 

Il tentativo dei due registi è di immergerci in un’ atmosfera surreale e fuori dal nostro tempo, incarnando nello stile lo spirito di Prada e nell’azzardo la proposta di una storia non stereotipata per il mondo dell’advertising.  Anderson  ha già in precedenza diretto spot per Ikea, Hyundai, America Express e altri ancora, in cui la riflessione sul cinema è un must.

Anderson e Coppola vengono da precedenti collaborazioni cinematografiche come “Il treno per darjeeling”, “Moonrise Kingdom” e uno spot per Stella Artois “Apartomatic”.

Anche in questo caso Anderson non ha potuto evitare di fare cenno in Prada Candy al cinema; nel primo episodio infatti  la storia si conclude  in una meravigliosa sala cinematografica dove Lea Seydoux (Candy) mangia con gusto dei pop-corn assistendo allo spettacolo.

Mentre negli altri spot di Anderson il riferimento al cinema era più riflessivo (Ikea) o  meta-cinematografico nel caso di America Express, in Prada Candy è un’allusione ad un mondo lontano, uno sguardo quasi nostalgico.

Un romanticismo rivisitato in chiave “moderna” dove la storia d’amore diventa un menage a trois o semplicemente la passione di Anderson per la simmetria supera quella visiva e raggiunge quella narrativa?

Ancora una volta il piacere di vedere piccoli capolavori di grandi registi che giocano con il mondo dell’advertising!

Facebook e Android: welcome Home!

E’ appena terminato l’evento tanto atteso che ha spiegato finalmente lo sposalizio preannunciato tra Android e Facebook. Un Mark Zuckerberg emozionatissimo ha annunciato la grande novità così: “oggi parleremo di qualcosa che trasformerà ogni vostro telefono Android in un device social”.

Andiamo subito al centro delle novità: la prima si chiama Facebook Home e la seconda è targata HTC , si chiamerà First, uno smartphone che costerà 99,00 dollari e sarà disponibile dal 12 Aprile in esclusiva con AT&T. Il primo smartphone firmato Facebook, ma in un modo diverso da quello a cui i vari rumors ci avevano fatto pensare e ora vedremo perché!

Facebook Home

Mark ci tiene a precisare subito: non si parla di un’app o di un telefono, non solo almeno… si parla di una nuova esperienza, tutta social. Ecco perché ha ricordato alla platea la mission di Facebook: permettere a tutti di condividere e rendere il mondo più aperto e connesso!

Home è un “livello” software progettato per le piattaforme Android, non è infatti una semplice app ma un’estenzionedi Android, un passo avanti per il social network che finora l’OS di Apple non aveva permesso.

Arriverà il 12 aprile sul Play Store e inizialmente funzionerà con gli Htc One e One X, e i Samsung Galaxy S3, S4 e Note.

Perché Facebook Home? Per Zuckerberg finora le interfacce utente sono state disegnate pensando alle app: Facebook Home invece sposta la sua attenzione sulle persone.

Con quest’ottica, facebook Home permette di trasformare il vostro tempo su cellulare in un’esperienza totalmente diversa: chat e notifiche saranno completamente integrate nella Homescreen con un’interfaccia che come vedete dall’immagine qui sotto è totalmente nuova, “disegnata” sulle persone e totalmente pensata per un uso da touchscreen.

Quello che ancora di più definisce la differenza con una qualsiasi app è che Facebook Home è un’interfaccia che vi permette di swippare dall’Home alle altre app grazie all’integrazione di un App Launcher.

Ancora di più riguardo alle notifiche di Facebook, soprattutto quelle che riguardano la messagistica: i messaggi vi arrivano tramite popup anche mentre siete su un’altra app, Instagram ad esempio.

I messaggi più nello specifico arrivano grazie ad una funzione, Chat Heads, un sistema di notifiche a comparsa sempre visualizzabile e che vi permette di vedere direttamente la foto del profilo di colui/colei/coloro che vi hanno scritto!

Cover Feed

Vi abbiamo detto oggi che si passa in media 127 muniti al cellulare, tra email e giochi; dunque le notifiche compaiono nel tempo in cui voi giocate o leggete altro. Ecco perché Facebook Home comprende anche Cover Feed: grazie a questa funzione gli aggiornamenti di stato vengono visualizzati con una foto di copertina in background e l’aggiornamento di stato di fronte in modo che la notifica prende il centro del vostro schermo.

Tramite Cover Feed sarà possibile ricevere gli aggiornamenti dei vostri amici anche direttamente nella schermata di blocco del telefono. Per commentare e fare ILike basterà  a quel punto fare doppio tap sullo schermo.

HTC First

E’ HTC l’azienda che ha progettato il primo smartphone, First appunto, che si può dire davvero “social”  ed è il CEO dell’azienda di Taiwan a presentarlo, Peter Chou.

First è il primo smartphone ad essere dotato della nuova UI Facebook Home nativamente. Ecco il video che vi mostra in anteprima First:

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