Quo Vadis Gratis: gourmet low cost grazie a Facebook offers

Ancora ricordo la prima volta in cui acquistai un’offerta gastronomica su internet; prezzo bassissimo per un menù dalle innumerevoli portate in ristorante notevole. Sembrava che i ristoranti si stessero trasformando in luoghi accessibili a tutte le tasche. Niente di più falso!

O meglio, il ristorante abbassava il prezzo ma la qualità scendeva talmente tanto che se deve essere così piuttosto rimango a casa.

Ma il web è in costante fermento, la crisi impazza e la creatività degli chef non si ferma. Se aggiungiamo qualcuno capace di creare una strategia social, la frittata è fatta.

Così nasce Quo Vadis Gratis, la prima pagina Facebook che riunisce piatti di chef e ristoratori, offrendoli agli utenti a un prezzo vantaggioso grazie allo strumento “Offers” del social network di Zuckerberg.

Il progetto nasce a Roma e viene “consacrato” da un Big della panetteria italiana: Gabriele Bonci. L’uomo capace di fare con acqua e farina delle meraviglie al palato, ha pensato di sfruttare Quo Vadis Gratis per far conoscere la sua ultima creazione: il Porn Dog,

Una versione rivisitata dell’Hot Dog che sembra aver già riscosso successo, visti i commenti positivi sulla bacheca Facebook e le tante richieste d’offerta.

Sembra aprirsi uno spiraglio sul web per una cucina economica ma di qualità. E’ per questo che sono sempre più affamato di internet. Devo solo ricordarmi di fare una corsa al parco tra un’offerta e l’altra.

Storytelling e hardselling sembrano combinarsi per istruire il nostro palato.

Festival of Media Global 2013: le categorie degli Awards

In attesa dell’ormai prossimo inizio dell’edizione 2013 del Festival of Media Global, a Montreux dal 28 al 30 aprile, vediamo assieme quali saranno le categorie in gara durante la serata di gala finale di assegnazione degli Awards.

The Braves Best Branded Entertainment

Questa nuova categoria è nata con lo scopo di premiare casi di branded entertainment mirati all’engagement del consumatore. Vincerà il miglior esempio di branded video, entartainment o istituzionale, rilasciato online o su altre significative piattaforme. La giuria privilegierà l’eccellenza in ogni aspetto della valutazione (idea, produzione, attinenza al brand e risultati), prestando tuttavia particolare attenzione alla capacità di trasmettere informazioni rilevanti e la eco ottenuta dal brand.

Best Launch Campaign

Anche questa seconda categoria è una novità: ad essere premiata sarà la campagna che dimostrerà di avere alle sue spalle la più efficiente strategia di lancio (o il rilancio) per un nuovo prodotto, servizio o brand. La giura valuterà in particolare l’attenzione prestata per audience di riferimento e mercato d’azione. Verrà considerato anche l’utilizzo di un’abile strategia inter-media in grado di generare buzz necessario per il lancio.

Best Communications Strategy

Vincitori saranno quei brand che disveleranno un chiaro insight per i consumatori attraverso lo sviluppo di una strategia brillante e di successo sui media, con il risultato di un engagement effettivo del target. Sarà considerato ogni tipo di medium utilizzato.

Best Engagement Strategy

L’engement sopra a tutto: i giudici valuteranno i risultati effettivi delle campagne in base a metriche precise come ‘il tempo speso con il brand’, ‘numero di interazioni con il brand’, ‘quantità di download’, ‘numero di commenti’, e così via.

Best Entertainment Platform

Che sia tradizionale o di nuovo ingresso, questo premio riconosce il potere delle piattaforme di comunicazione e la progettazione necessaria per massimizzarne il valore. Al cuore del successo di una piattaforma, la capacità di intrattenere il consumatore per guadagnare attenzione.

Best Event/Experiential Campaign

Questa categoria premia quei brand in grado di rilasciare una campagna esperenziale tramite eventi, guerrilla, proiezioni, roadshows o sponsorizzazioni.

Best Social Media Campaign

Con questo premio viene valorizzata l’innovazione nei social media. Vincitrice sarà la campagna in grado di dimostrare grandi risultati: consumer driven campaigns, community building, targeting, engagement e conversational marketing strategies saranno gli esempi tra cui i giudici scoveranno la campagna vincitrice.

Best Targeted Campaign

Questa categoria premia le campagne che hanno identificato e raggiunto specifici pubblici, e utilizzato i dati, da quelli demografici a quelli di consumo, in modo brillante per farlo.

Best Use of Content

Content come parte integrante della strategia, dall’ad funded TV ai progetti musicali sponsorizzati. Anche campagne ‘native’ saranno considerate, come ad esempio sponsored stories, featured videos, advertorials e promoted messages attraverso i social media. La giuria premierà l’utilizzo innovativo della proprietà intellettuale.

Best Digitally Integrated Campaign

Le campagne devono sapersi integrare nel panorama digitale, dai digital media, al web, mobile, IPTV, o gaming, creando grandi esempi di affiliate marketing.

Best Use of Emerging Technology

Questa categoria è aperta all’utilizzo di ogni canale esistente, o creato dall’utilizzo di una nuova tecnologia. Saranno premiate quelle campagne che dimostreranno di aver progettato una tecnologia innovativa applicata al marketing.

Best use of Mobile

Verrà premiato l’utilizzo di canali mobile per il raggiungimento e l’engagement dei propri pubbici di riferimento.

The Creative Use of Media Awards

Parola d’ordine creatività: verrà premiato l’uso creativo del medium, al di là della tecnologia.

The Effectiveness Award

Vincitrice di questa categoria sarà la campagna che dimostrerà di aver raggiunto un importante incremento delle vendite rispetto alle attese.

The Public Service Award

Qui viene premiata la produzione di beneficio per il consumatore – che si tratti di un servizio, un prodotto tangibile, o del sostegno ad una causa sociale – e al tempo stesso la generazione di benefit per il brand.

Best Contribution to a Campaign by a Media Owner

Questa categoria riconosce gli sforzi dei media owner nel loro lavoro di connessione tra inserzionisti e pubblico. Verrà premiata l’applicazione di idee e strategie innovative, basandosi su parametri come pensiero creativo, consumer insight e il successo per il cliente.

Dal soggetto al video. Introduzione al videomaking [HOW TO]

Continuiamo a parlare di processo creativo. Dopo una considerazione sulla nascita dell’idea è bene considerare un’iniziale sistematizzazione di ciò che vogliamo: comunicare, redigere e riprendere.

Il soggetto inteso è in ambito generale, gli spunti senza dubbio provengono da quello cinematografico, ma non dobbiamo dimenticarci che le forme narrative odierne si contaminano e si mescolano facilmente: una web serie può diventare uno spot, un film un videoclip, un documentario una docu-fiction.

Ridurre all’essenziale e badare solo a poche linee guida è utile per imprimere nella mente concetti che possono essere fruibili anche in un lasso di tempo molto breve (occuparsi di videomaking significa essere sempre di corsa!).

Azioni ed immagini

Qui non v’è tempo per la profondità psicologica dei personaggi o per dettagli trascurabili, in poche pagine (dal minimo di 1 al massimo di 10 cartelle, ma il numero di 3 cartelle è più che sufficiente) dovrà essere condensato il cuore della storia. Se fossimo un’azienda questo sarebbe il core business su cui puntare. Descrivete le azioni e le connessioni logiche che ne conseguono. Devono essere ben proiettate nella mente di chi legge le immagini: il video scorre tutto in quella successione di parole e la brevità consente di percorrere agevolmente questo flusso di immagini andando dritto al sodo.

Il presente e il soggetto-oggetto.

E’ vivamente caldeggiato l’utilizzo del presente e della terza persona singolare. Il presente avvicina al lettore, la terza persona distanzia e oggettivizza; il soggetto in questo modo diviene oggetto e si concretizza. L’immediatezza ovviamente corrobora l’idea del qui e ora e dà la sensazione di seguire la storia in tempo reale.

E poi? Il confronto.

Racconta ad un amico il tuo soggetto, in modo poco dissimile da come lo hai impostato. Pensi che il tuo soggetto possa davvero funzionare ed essere strabiliante? Condividi il tuo pensiero e non iniziare ad andare in visibilio se il tuo interlocutore ti fa: “Grandissima idea!”. Probabilmente mente. Potrai iniziare ad essere entusiasta solo nel momento in cui c’è curiosità negli occhi di chi ti parla, il tuo amico fa domande, ti dà suggerimenti, perché vorrà dire che è entrato nel meccanismo della storia e tu sei riuscito a comunicare il tuo progetto. Se durante il tuo racconto ti viene chiesto:“E poi, che succede?” allora sei proprio sulla strada giusta. Se non funziona rivedi il soggetto e cambia amico!

Sintetizzando, l’essenzialità, l‘immediatezza e il confronto sono i tre concetti attorno cui il nostro soggetto potrebbe ruotare. Voi avete altri spunti?

ProxToMe: l'app per condividere contenuti in prossimità

All’inizio era l’esigenza di un DJ, Andrea Motto, che sentiva il bisogno di comunicare con il proprio pubblico. Poi è diventata un’app che consente di scambiare file in prossimità. E’ nata così la startup ProxToMe, fondata, assieme ad Andrea (CTO, Ingegnere Informatico, in passato PM in Acus S.r.l.), da Carlo Capello (CEO, Ph.D. in Ingegneria Gestionale, in passato advisor I3P di startup per le attività di fundraising) e Adriano Marconetto (Executive Chairman, imprenditore seriale che ha quotato la sua prima startup Vitaminic e ne ha portate altre sul mercato con successo).

Assieme hanno portato ProxToMe al South by Southwest, il festival di cinema, musica e tecnologie digitali che si svolge ogni anno ad Austin, Texas. Dal 10 al 13 Marzo hanno infatti presentato ProxToMe all’interno del Trade Show di SXSW Interactive, mentre nei prossimi mesi l’app sarà utilizzata dai Motel Connection durante il loro tour (in partenza il 4 aprile da Milano) per inviare contenuti audio durante i concerti al pubblico e ai giornalisti.

Come funziona dunque ProxToMe e come è andata l’avventura di tre italiani negli Stati Uniti? Ce lo siamo fatti raccontare da Carlo.

Cos’è ProxToMe?

ProxToMe (www.proxtome.com) è la prima app mobile per distribuire contenuti agli utenti intorno a te, in tempo reale. Disponibile per iOS e Android, ProxToMe implementa un motore proprietario di prossimità che consente al dispositivo di rilevare gli utenti in prossimità (circa 80 mt) e stabilire una comunicazione a livello server. Utilizza Facebook per l’autenticazione e Dropbox come memoria in cloud. È semplice, veloce e non usando il GPS ha un basso impatto sulla batteria.

Funziona così: l’utente la accende, scopre gli utenti intorno a sé, ne seleziona uno, alcuni o tutti e, istantaneamente, scambia messaggi e i file che ha sul suo Dropbox, singoli file o cartelle intere, contenuti di qualsiasi tipo e dimensione.

L’interazione poi continua fuori dal campo della prossimità con tutti gli utenti aggiunti alla lista contatti.

Come è nata l’idea?

L’idea nasce da Andrea, oggi CTO di ProxToMe. Durante le sue serate da DJ ha sempre cercato modi semplici e rapidi per raccogliere le informazioni delle persone in sala e poter interagire il giorno dopo.

Essendo uno smanettone informatico la sua risposta all’annosa ricerca è stata: il motore di prossimità. Da una tecnologia siamo poi arrivati a ProxToMe.

Ci sono volute tante giornate di brainstorming, altrettante di esposizione delle idee a chiunque incontrassimo. Fino a quando abbiamo individuato quella con una proposizione di valore più chiara e concreta: distribuzione di contenuti in prossimità.

Quali sono le prospettive/difficoltà per una startup che nasce in Italia?

Mi limito a guardare in casa ProxToMe e faccio una doverosa premessa: gli “early adopter” e i partner tecnologici/finanziari che possono farci scalare in fretta sono tutti nella Bay Area (California).

Quindi, le difficoltà per noi in Italia consistono nell’assenza di un tale tessuto, il che si traduce in un’oggettiva difficoltà a fare di ProxToMe una start-up che cresca molto e velocemente. Per superare questa difficoltà abbiamo subito costituito ProxToMe, Inc. e sviluppato il business a San Francisco.

Allo stesso tempo, l’Italia è anche un’opportunità come mercato target. E certamente vogliamo giocare da protagonisti, forti anche del sentirci un po’ a casa!

Com’è andata la vostra esperienza al SXSW?

Alla grande! SXSWi è stato fondamentale. Quando ci siamo uniti lo scorso Aprile 2012 come team di co-fondatori, abbiamo fissato un primo obiettivo di breve termine: essere a SXSWi 2013 con la App sul mercato, una base utenti dignitosa, i media che avessero già annunciato al mondo che esistiamo. Da quell’obiettivo abbiamo costruito tutto a ritroso: business plan, roadmap di sviluppo, e chiaramente tutta l’execution settimana per settimana.

Se oggi sei una start-up digitale (mobile e non) che tratta in qualche modo contenuti, SXSWi è l’evento dell’anno a cui bisogna partecipare. La comunità tecnologica, i geek sono tutti lì, stampa compresa. Mescolati con chi opera a vario livello e titolo nelle industrie della musica e film.

È una pioggia di feedback e contatti dal valore inestimabile. E la sera si mangia tanto BBQ e ci si diverte anche parecchio (cosa che non guasta)!


Quali sono i vostri prossimi passi nello sviluppo della vostra startup?

I prossimi mesi sono dedicati a sviluppare il business. Target: mondo degli eventi musicali. A fianco della app per gli utenti finali ci sarà un pannello web-based per gli artisti (ossia i nostri clienti).

Gli artisti potranno gestire i contenuti da distribuire ai concerti, consultare le informazioni raccolte sugli utenti e le statistiche di utilizzo dei contenuti inviati, concerto per concerto, e interagire con i fan anche quando l’evento è terminato. USA e Europa come primo passo. Poi apriremo ad altri mercati geografici.

Se volete provarla durante un evento, la vostra occasione è dunque il tour dei Motel Connection.

Le sedie-icona del design nelle illustrazioni minimal di Andrea Locci

Armchair, Mezzadro, Chair One: le sedute che hanno fatto la storia del design raccolte in un vero e proprio dizionario illustrato.

La serie Please, have a seat di di Andrea Locci è una raccolta tematica, aggiornata settimanalmente, di illustrazioni dal tratto minimal che ha come soggetto le sedie-icona del design. L’idea del progetto nasce dal desiderio di celebrare le sedute dei designer cult, sviluppando un’educazione al design del prodotto, ridotto ai minimi segni e corredato da poche informazioni base (il nome del designer, il nome della sedia e l’anno):

A lezione di Email Marketing da Oreo

“The new world order of communications today incorporates the whole of the way people are interacting with brands right now. Once the blackout happened, no one was distracted — there was nothing going on. The combination of speed and cultural relevance propelled it the forefront.”  

Queste le parole rilasciate a  Wired  da Sarah Hofstetter, presidente dell’agenzia 360i, che si è occupata del tweeting per Oreo durante l’ultimo Super Bowl.

La vicenda è ormai conosciuta: durante la partita si è verificato un “power outage” (blackout) e mentre tutte le aziende entravano nel panico pensando ai tanti $ spesi per l’evento più atteso dell’anno, c’è stato qualcuno che ha saputo sfruttare a proprio vantaggio l’imprevisto e questo qualcuno è stato Oreo.

Grazie ad un social media team preventivamente organizzato, composto da 15 persone tra cui copywriters, stratega pubblicitari e alcuni artisti pronti a reagire ad ogni situazione in meno di 10 minuti, sono stati in grado di non lasciare che il buio calasse anche sui famossissimi biscotti. Ed è bastato un Tweet “Power out? No problem. You can still dunck in the dark”  per ottenere in pochi minuti più di 16.000 Retweets, 6.000 Preferiti!!!

Cosa dovremmo imparare dall’esperienza Oreo?

1) Essere Tempestivi

Un messaggio (sia esso basato sulla classica mail, o che si tratti di strumenti legati al mondo social) inviato tempestivamente ad una mailing list – magari dopo un grande evento – può ottenere una percentuale di click-through superiore (rapporto tra il numero di click ottenuti su un messaggio pubblicitario e il numero di visualizzazioni del messaggio pubblicitario stesso) rispetto ad una normale newsletter settimanale. L’importante è possedere una mailing list definita e un software che riesca ad innescare in poco tempo l’invio in modo da riuscire a sfruttare il vostro “momento Oreo“.

2) Abbattere i costi si può!

Quando si parla di eventi in cui il costo medio per uno spot da 30 secondi è di 3,8 milioni di dollari, sembra quasi impossibile pensare di ottenere risultati con un piccolo budget. E invece, questa esperienza dimostra che il marketing può essere efficace anche senza costare una fortuna, si pensi che i costi di trasmissione del messaggio Oreo sono stati pari a zero ed il risultato è stato quello di essere, probabilmente, il miglior annuncio della serata!

3) Praevidet ac providet

Campagne pubblicitarie in real-time non sono del tutto nuove, ma non sono così comuni come dovrebbero essere.

Cosa sarebbe accaduto se Oreo non avesse avuto un account Twitter, e tanto meno un numero così elevato di followers? Per quanto il team sia stato bravo e tempestivo, senza la folta platea di followers, non avrebbero ottenuto gli stessi risultati.

Questo deve fungere da monito per le aziende che ancora non hanno intrapreso una strategia social e/o che non abbiano ancora realizzato una mailing list. I clienti vanno incoraggiati (e corteggiati) a seguire un brand! Senza questi ingredienti applicare la filosofia (vincente a quanto pare) del Carpe Diem è praticamente impossibile!

4) K.I.S

Questo acronimo derivato dal linguaggio informatico sta per “Keep it Simple“: Falla Semplice! Già perché i nostri utenti non concedono molto tempo prima di cestinare un messaggio. Per quanto sia grande la tentazione di condividere contenuti intelligenti, è necessaria una buona dose di semplicità per massimizzare il tasso di apertura di una mail o per la condivisione di un testo. Perciò: titoli brevi e concisi!

Come sostenuto dal prof. Jonah Berger della Wharton business school (University of Pennsylvania) nel suo libro “Contagious: Why Things Catch On”: “sebbene sia difficile stabilire se questo tweet geniale sarà capace di incrementare le vendite di Oreo, fa sicuramente sembrare il brand più intelligente, più interessante e raffinato e quindi in termini di brand equity è forse più efficace che un banale spot per la tv“. Per cui non lasciatevi cogliere impreparati da quell’attimo fuggente e coglietelo al volo; rimarrete stupiti dai risultati!

In conclusione volendo citare ancora Wired“Touchdown: Oreo”.

Il nuovo passaporto finlandese si sfoglia come un flipbook [VIDEO]

Quando pensiamo alle lunghe file alle quali dobbiamo sottoporci per ottenere dei documenti d’identità, la sensazione che si insinua in noi non ha certo nulla a che fare con l’allegria. Potrebbe essere differente, d’ora in poi, per i cittadini finlandesi.

Il nuovo passaporto del paese noreuropeo infatti nasconde una simpatica sorpresa: le pagine possono essere sfogliate a mò di flipbook che mostra un alce in movimento.

London goes Into Darkness, la capitale si trasforma [VIDEO]

Pochi giorni fa il WWF ha celebrato il suo annuale Earth Hour, evento di sensibilizzazione pubblica e sociale nato che, invitando famiglie e imprese a spegnere fonti di luce non essenziali per un’ora, vuole accrescere la consapevolezza su un tema di grande rilevanza come il cambiamento climatico. Nella capitale inglese, l’evento si è trasformato in un’occasione unica di promozione per Star Trek Into Darkness, il più recente film della famosa saga, in uscita a maggio.

Sfruttando la luminosità di decine di quadrocopters, i creatori della Paramount Pictures in collaborazione con Ars Electronica Futurelab e Ascending Technologies hanno illuminato il buio cielo intorno alla Tower Bridge, oscurata per 60 minuti, creando il logo della famosa Federazione a quasi 100 metri di altezza. Ovviamente i piccoli velivoli sono stati alimentati ad energia verde, con batterie caricate utilizzando gli impianti di rinnovabili austriaci.

“Siamo davvero onorati di andare ‘nell’oscurità’ (going ‘Into Darkness) assieme al resto del mondo per supportare l’Earth Hour. È davvero una buona cosa essere associati ad una causa tanto notevole.” John Fletcher, Director of Marketing per Paramount Pictures UK

App Made in Italy: GialloZafferano, l'app per i Food Lovers

App Made in Italy è la rubrica di Ninja Marketing dedicata alle migliori app italiane: con il nostro Tamoshikuto conosceremo più da vicino le agenzie e i professionisti che operano nel settore Mobile qui nel Bel Paese!

Il nome GialloZafferano di sicuro non vi è nuovo: in Italia è il portale più noto per gli amanti della cucina, che vanta una community attivissima e  che a conferma di ciò nel 2012 ha vinto i Macchianera Awards come miglior sito. Sonia Peronaci è la chef dalla cui penna digitale è nato GialloZafferano ed è il volto principale delle videoricette di successo del portale.

Dietro questo successo però c’è anche Banzai  Media, società che fa capo a Banzai Spa, realtà italiana attiva nel mercato Internet e focalizzata sui settori eCommerce e Media.

Banzai a fine 2012 colleziona un altro successo: le app GialloZafferano (in fondo trovate il link per il download), che contano migliaia di download, vengono citate dal Wall Street Journal tra le app di riferimento per chi viaggia in Italia. Per la nostra rubrica App Made in Italy non potevamo dunque lasciarci scappare questo successo: abbiamo così intervistato Fabrizio Grea, responsabile portali Banzai Media e Mario Capocaccia, responsabile mobile Banzai.

Banzai sta contando molti successi soprattutto con progetti innovativi sul Food e vanta una buona sinergia tra tecnologia e qualità dei contenuti editoriali. Su cosa scommettete oggi?

F.G.: Banzai Media ha nel Food un  valido posizionamento  sia  con GialloZafferano sia con Cookaround, ma mi preme sottolineare che il successo di Banzai Media va molto al di là del settore cucina grazie alla leadership nei femminili del portale PianetaDonna, alla leadership sul segmento dei giovani con il portale Studenti e nell’ambito delle news 2.0 con Liquida e Giornalettismo.

Banzai scommette oggi sempre di più sulla qualità e sul posizionamento distintivo dei propri portali e sul fatto che siano perfettamente fruibili su ogni terminale. Grazie, infatti,  alle versioni responsive e alle molte applicazioni che abbiamo rilasciato, la  quasi totalità dei nostri siti è perfettamente accessibile anche in mobilità.

Passiamo a GialloZafferano: un progetto nato da un blog, quello di Sonia Peronaci, e che è diventato un sitoweb di successo ed oggi un’app apprezzatissima. Quali sono gli ingredienti vincenti di GialloZafferano?

F.G.: Non è facile parlare di singoli ingredienti per interpretare il successo di GialloZafferano ma prendo volentieri in prestito la metafora del mondo della cucina per spiegare  meglio la filosofia del portale. Come sa bene chi cucina, i singoli ingredienti di una ricetta, anche se ottimi, non riescono da soli a rendere eccellente il piatto finale, serve infatti il tocco sapiente di un valido Chef  per essere sicuri del successo.

Nel caso di GialloZafferano si è realizzata la combinazione vincente: l’abbinamento di singoli ingredienti di ottima qualità (la redazione, i fotografi, i videomaker, gli aiuti cuochi, il team tecnico e il costante supporto di Banzai) con la geniale mano della Cuoca, Sonia Peronaci,  ed il supporto del suo compagno Francesco. Sonia e Francesco con la loro enorme passione per la cucina e una grande forza di volontà hanno davvero saputo realizzare la formula vincente.

Come avete pensato il design dell’app rispetto al sito, che è una piattaforma, ricordiamo, che contiene molti contenuti multimediali?

M.C.: L’app, che poi sono tante diverse app sulle varie piattaforme, doveva essere “GialloZafferano sempre con te” senza per forza essere tutto quello che si trova nel sito. Anzi, da tutte le nostre analisi, abbiamo continue conferme che le app di successo sono quelle che riescono a rispondere al meglio ad una singola esigenza dell’utente; noi volevamo diventare la risposta alla domanda “Che cosa metto in tavola stasera e come la preparo?”, immaginandoci sia il momento dell’esplorazione, ritagliato nel tragitto tra casa e lavoro o in altri piccoli tempi morti della giornata, che quello della preparazione vera e propria, con lo smartphone o il tablet appoggiati vicino al tagliere.

Il nostro primo sforzo è stato quindi decidere a che cosa rinunciare; una volta chiarito questo, abbiamo aggiunto la funzione di lista della spesa, utilissima su uno smartphone, e shakerato con energia.

Oggi, tra format televisivi di successo, blog e app, è davvero foodmania: come fare a distinguersi in questo settore soprattutto nel campo delle applicazioni mobile?

M.C.: Lo spazio è molto affollato e si trova di tutto, dai ricettari da chef esclusivo che non riuscirai mai a preparare davvero alle raccolte copia-incolla pubblicate da sviluppatori indipendenti. Ma un conto è avere tanti download, un conto avere gli utenti davvero connessi tutti i giorni.

Se la grande visibilità che Sonia ha saputo conquistare, non solo sul web, ci aiuta sul primo punto, l’incredibile attività dei nostri utenti si spiega solo con la qualità delle ricette. Per qualità intendo soprattutto l’equilibrio tra bontà della ricetta e garanzia che con le nostre istruzioni verrà proprio così anche a te.

Chi si vuole distinguere non dovrebbe puntare solo sulla quantità o sull’uso di personaggi televisivi, ma sull‘eccellenza in un campo più ristretto, oppure sull’innovazione nell’uso. Ad esempio, sono ancora pochi e timidi gli esperimenti di vera interazione social.

In ogni caso, dopo il lancio ci vuole tanto lavoro e tanta passione altrimenti anche il più bel prodotto perde presto il suo appeal.

Banzai non è però solo Food: avete sfornato app orientate al mondo femminile, alla stampa, ai giovani, alla salute. Senza svelare il vostro ingrediente segreto, c’è comunque una ricetta che potete consigliare a chi lavora con il mobile marketing?

M.C.: Semplicità, flessibilità e sperimentazione. Soprattutto nel mondo delle app, è impossibile prevedere a tavolino il successo di un nuovo prodotto. Meglio metterne subito in campo il nucleo centrale ed essere pronti a rimettere in discussione tutto.

Allora, è venuo anche a voi un po’ di languorino pensando a tutte le ricette di queste app? Noi intanto ringraziamo Banzai e ci vediamo al prossimo appuntamento con App Made in Italy!

Pagine Facebook: novità per commenti e immagini

Facebook non ci lascia mai senza novità, le ultime riguardano le pagine.

Per quanto riguarda i commenti, Facebook attiverà la possibilità di rispondere direttamente ai singoli commenti, in modo tale che chi vuole potrà rispondere direttamente al commento desiderato, evitando, come spesso accade, colonne interminabili di commenti senza senso, mischiati senza ordine e che soprattutto, molto spesso portano a fraintendimenti su chi ha risposto a cosa.

E per chi gestisce pagine con migliaia di fan? Accadrà semplicemente che i commenti con le maggiori risposte e quindi il maggior livello di engagement verranno poste in evidenza in alto, in modo tale da poter anche evitare di leggere centinaia di commenti non proprio utili o interessanti.

Ma le novità non finiscono qui: nel dicembre 2012 è entrata in vigore nella policy di gestione della pagine Facebook la regola per cui le immagini delle pagine non devono contenere dei testi in misura superiore al 20%, la regola vale, così come descritto nel riquadro di assistenza di Facebook, anche per “i post promossi, inserzioni sull’installazione di applicazioni, offerte o qualsiasi altra inserzione o notizia sponsorizzata con posizionamento all’interno della sezione Notizie”.

Vediamo alcuni esempi accettabili:

Esempio di testo inferiore al 20%

Esempio accettabile di testo inferiore al 20%

Ed eccone alcuni inaccettabili:

Esempio inaccettabile con testo superiore al 20%

Esempio inaccettabile con superficie superiore al 20%

Le immagini da esempio sono state prese direttamente dalle linee guida di gestione immagini delle pagine di Facebook che consiglio comunque di leggere attentamente e di rileggere soprattutto periodicamente in quanto molte nuove regole vengono inserite e/o modificate.