Google Glass: il futuro a vista d’occhio [VIRAL VIDEO]

Manca poco, l’attesa durata 9 mesi sta per finire, il lancio è sempre più vicino e Google non si fa mancare un teaser di tutto rispetto per raccontarci il prodotto innovativo che cova da tempo all’interno del suo Google X Lab.

È davvero difficile provare a spiegare le potenzialità di Google Glass e quindi a Montain View realizzano un preview video che mostra come potrebbero evolversi le nostre esperienze sensoriali con questo nuovo strumento. Si tratta di una normale montatura di occhiali che presenta un head up display in alto a destra ed una fotocamera. Il display è sviluppato con una tecnologia di realtà aumentata HDM (head-mounted display) e permette un’interazione tramite comandi vocali integrando le funzionalità del proprio smartphone.

I possibili usi di Google Glass all’interno delle nostre giornate sono indefinibili in questo momento: basta pensare alla registrazione video dei nostri eventi, anche o soprattutto quelli in situazioni estreme in cui l’integrazione con gli occhiali rende il recording molto più facile. Come mostrato nel video sarebbe possibile visualizzare il navigatore gps o l’aggiornamento delle informazioni utili proprio sopra il naso o effettuare una videocall interattiva dove i partecipanti hanno un punto di vista che è il medesimo del loro interlocutore.

Google è consapevole della potenza del mezzo e degli indefiniti utilizzi potenziali tanto da richiedere ai propri utenti: “What would you do if you had a glass” – cosa faresti se avessi Glass -. Tramite l’hashtag #ifihadglass è possibile indicare la propria idea e tra quelle più interessanti saranno scelti i fortunati Glass Explorer che avranno la fortuna di sperimentare per primi il tecnologico prodotto.

Il video ha una carica emozionale pazzesca, il montaggio e la musica (New lipstick – The Kissaway Trail) rendono il teasing affascinante e l’idea che qualcosa di così futuristico potrebbe essere alla portata di tutti a brevissimo rende l’attesa ancora più gustosa. La data del lancio commerciale non è nota (si parla di inizio 2014), ma rispetto alla prima comparsa in rete del Project Glass l’idea concreta di incontrare qualcuno che parli con i propri occhiali è tutt’altro che remota.

La necessità è quella di vivere momenti indimenticabili, l’esigenza è quella di immortalare questi momenti, condividerli e riviverli ad ogni replay. Il posizionamento di Google è sempre più netto nel configurarsi come fruitore principale di strumenti innovativi per rendere speciali le esperienze di vita dei propri utenti, con Glass introduce anche l’idea di un nuovo device, un cambio drastico anche nel core business che l’ha contraddistinta finora.

Google Stores in arrivo?

Google Stores: in arrivo un'altra novità firmata Big G?

Google Stores: in arrivo un'altra novita firmata Big G?

Dopo il grande successo degli Apple store – fatto che ha spinto persino Microsoft a creare una propria linea di prodotti ed aprire dei flagship store – pare che anche Google stia studiando un piano per l’apertura di negozi monomarca.

La notizia non è ancora stata confermata e pare che se anche “the big G” decidesse di iniziare l’apertura di una rete di punti vendita ciò non avverrebbe certamente entro il 2013. Dall’entrata in campo di Google nel settore dei prodotti mobile però pare che l’idea di punti vendita fisici sia stata spesso discussa, almeno secondo quanto riportato da diverse fonti.

Google Stores in arrivo?

Voci di corridoio sostengono che Larry Page, CEO di Google, non sia favorevole all’operazione, visto anche il recente fallimento (2010) del Nexus One, la cui commercializzazione è avvenuta bypassando i negozi. Con l’acquisto di Motorola l’anno scorso, però, molti a Mountain View hanno iniziato a chiedersi se proprio Motorola debba spingere i prodotti Google in store propri o debba essere Google a vendere i prodotti dell’azienda di Schamburg.

Lo scenario non è però semplice come appare: Google infatti non può e non vuole dare l’impressione di favorire Motorola più di alti produttori, come Samsung per esempio. Da questo punto di vista, lo sviluppo degli smarphone con sistema operativo Tizen da parte del colosso coreano potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella decisione.

Google Stores: in arrivo un'altra novita firmata Big G?

Il mondo mobile è però solamente una frazione dei prodotti che Google potrebbe commercializzare, soprattutto guardando al lungo termine: le nuove versioni dei Chromebooks, i prodotti dedicati all’home entertainment e alla TV, gli occhiali a realtà aumentata, senza nominare tutti i prodotti radicalmente innovativi che il segretissimo “Google X Lab” sta sviluppando da tempo.

Google Stores: in arrivo un'altra novita firmata Big G?

Per ora si tratta di pura speculazione, anche se sembra difficile che Google resti fuori dai giochi. La liquidità non è un problema a Mountain View, e se volesse, la grande G potrebbe invadere in poco tempo le nostre città con i suoi stores.

10 principi del Change Management

In ogni organizzazione, piccola o grande che sia, a un certo punto possono verificarsi delle esigenze di cambiamento per i motivi più disparati. Può dover essere necessario ridisegnare l’assetto organizzativo per servire al meglio nuovi mercati oppure può rendersi opportuno introdurre nuove regole per ottimizzare i processi interni.

Qualsiasi tipo di cambiamento ha un grosso impatto sulle persone e gestire il cambiamento vuol dire guidare queste persone dallo stato attuale a quello desiderato in maniera graduale e consapevole.

L’essere umano di per sé reagisce quasi sempre con resistenza al cambiamento in quanto abituato a svolgere determinate attività nello stesso modo da molto tempo e risulta spesso molto complicato convincere le persone a cambiare il loro modo di lavorare.
Per facilitare l’introduzione e la gestione del cambiamento Strategy+Business ha stilato una lista dei 10 principi guida del change management.

I dieci principi del Change Management

1) Gestire l’aspetto umano in maniera sistematica

Non farsi trovare impreparati davanti ai problemi creati dalle persone quando il cambiamento entrerà in atto, pianificare piuttosto in maniera sistematica tutti gli step del cambiamento e prevedere in anticipo come coinvolgere i vari gruppi di persone presenti nell’organizzazione. Ognuno dovrà essere messo in grado di svolgere il lavoro secondo i nuovi piani.

2) Cominciare dall’alto

Di per sé è difficile coinvolgere il personale di un’organizzazione per farlo impegnare in un programma di cambiamento. E’ opportuno che i segnali più importanti vengano dalle figure di vertice che devono dare l’esempio fornendo motivazione e supporto e coinvolgendo anche i livelli inferiori nel percorso di cambiamento.

3) Coinvolgere tutti i livelli

Per far sì che una trasformazione sia accettata a tutti i livelli è necessario coinvolgere tutti nel processo decisionale piuttosto che calare dall’alto un nuovo approccio comportamentale a tutti i livelli sottostanti.
Il top management dovrebbe definire le linee guida strategiche e i livelli inferiori dovrebbero declinare in maniera operativa, formando e supportando tutti i dipendenti.

4) Fornire un caso pratico

Messi davanti alla necessità del cambiamento i dipendenti inizieranno a fare molte domande e inizieranno a chiedersi se ci sia effettivamente bisogno di cambiare.
In questi casi è utile comunicare con loro fornendo uno scenario pratico che spieghi l’inevitable esigenza di cambiamento, che faccia capire che l’azienda ha i mezzi per intraprenderlo con successo e che fornisca una roadmap chiara a tutti del percorso dall’as-is al to-be.

5) Creare coinvolgimento

I leader delle organizzazioni, durante le fasi di cambiamento, devono farsi portatori delle motivazioni del cambio di direzione e devono essere abili a instaurare nelle persone che dipendono da loro un grande senso di condivisione delle scelte prese dall’organizzazione sia mettendo in campo incentivi finanziari che incentivi psicologici (per esempio il senso di appartenenza).

6) Comunicare il messaggio

Spesso accade che le motivazioni del cambiamento non siano comunicate adeguatamente a tutte le persone coinvolte, a tal fine è importante predisporre appositi canali di comunicazione che facciano arrivare le informazioni giuste alle persone giuste al momento giusto, anche a rischio di essere ripetitivi. E’ meglio ripetere il messaggio piuttosto che sottovalutare l’importanza di comunicarlo.

7) Valutare correttamente la cultura aziendale

Uno degli errore più frequenti dei programmi di cambiamento è che viene fatta troppo tardi o addirittura per niente una diagnosi della prontezza culturale dei dipendenti.
Comprendere quali sono i valori e i comportamenti aziendali percepiti dalle persone aiuta a capire quale è il gap rispetto allo stato desiderato.

8 ) Preparare un piano di transizione verso la nuova cultura aziendale

Una volta che si ha un quadro chiaro della cultura aziendale delle persone coinvolte nel programma di cambiamento allora è possibile creare azioni mirate a comunicare e far metabolizzare i nuovi valori e comportamenti che dovranno caratterizzare l’organizzazione in futuro, anche attraverso incentivi e premi verso che recepisce al meglio le nuove indicazioni.

9) Prepararsi agli imprevisti

Quasi di norma i piani di trasformazione non vanno esattamente come pianificato inizialmente, per questo è importante che i principali promotori del cambiamento raccolgano continuamente dati e feedback in grado di fornire informazioni che aiutino ad adottare misure correttive.

10) Rivolgersi all’individuo

Per quanto questo tipo di programmi si caratterizzino per il loro carattere istituzionale va comunque ricordato che il portatori del cambiamento a ciascun livello devono sempre essere disponibile ad ascoltare e motivare il singolo individuo. Ognuno si aspetta di sapere nel dettaglio come cambierà il suo lavoro e cosa ci si aspetterà da lui in futuro, per questo è utile fornire forti incentivi, quali aumenti e promozioni a chi dimostrerà di abbracciare la causa, mentre può ritenersi necessario sanzionare o rimuovere chi osta al cambiamento.

Ecco la user experience di Nivea per testare la resistenza allo stress


Tutti noi vorremmo avere un perfetto appuntamento con la persona che ci piace, eppure gli imprevisti capitano. Gaffes e incontri poco graditi possono rovinare una bella serata, soprattutto se non si è in grado di gestirli.

Così, dopo il guerrilla nell’aeroporto di Amburgo, per il mercato inglese Nivea propone un’altra classica situazione stressante: un appuntamento. E lo fa con la campagna interattiva ‘A Date To Remember’.

Ecco il trailer dell’iniziativa:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=XpO0eoh3hGs’]

Il video interattivo pubblicato su YouTube ci mostra una ragazza, Emily, al primo appuntamento con il suo ragazzo ideale. La situazione è già abbastanza stressante, ma può esserlo ancora di più grazie allo “zampino” degli utenti che, cliccando su alcuni oggetti nel ristorante, possono innescare eventi imbarazzanti.

Nonostante varie figuracce e l’incontro con uno stalker abbastanza creepy, Emily riesce a mantenere la calma. Grazie al deodorante Stress Protect, naturalmente.

Prova l’esperienza interattiva sul canale NiveaUK.

 

Credits:

Agenzia: Agency Republic
Direttore creativo: Al Campbell
Team creativo: James Hodson e Jason Keet
Direttore commerciale: Stephen Armstrong
Senior account director: Belinda Hall
Direttore marketing: Neil George
Senior brand manager: Stephen Byrne
Regia: Ben Gregor

Girlfriend in a coma: la proiezione del film e l'incontro con Bill Emmott e Annalisa Piras [EVENTO]

Sabato 23 Febbraio, ore 10.30, al Multisala Modernissimo a Napoli – Via Cisterna dell’Olio – non perdere la prima proiezione meridionale di “Girlfriend in a coma”, il documentario di Bill Emmott – ex direttore del The Economist – e Annalisa Piras.

Il film-documentario, alla sua quarta proiezione italiana, è stato censurato al MAXXI di Roma, forse proprio perchè racconta in maniera disincantata il nostro Paese visto dall’estero: un Paese in declino, afflitto da mafia, corruzione e inefficienza, ma che potrebbe rinascere grazie alla propria cultura e capacità di innovazione.

L’incontro con Bill Emmott e Annalisa Piras

Prima della proiezione in sala del film, sarà presentato “Caccia ai nuovi pionieri”, il concorso lanciato da RENA per far emergere, mettere in rete e raccontare il cambiamento, attraverso le storie di chi lo sta generando.

Per poi discutere direttamente con i due autori in un dibattito coordinato da: Alex Giordano (esperto di social innovation e fondatore di ninjamarketing), Vincenzo Moretti (Fondazione di Vittorio ed autore del libro “Bella Napoli”) e Francesco Russo (RENA) per parlare delle storie rappresentative di un Sud che con creatività e senso del futuro sta creando gli anticorpi per una visone nuova del Paese.

Il film

Annalisa Piras – documentarista e giornalista per Rai, La7 e BBC – e Bill Emmott, giornalista ed ex direttore dell’Economist (ricordate la copertina con Berlusconi “Unfit to lead Italy”?), osservando l’Italia da Londra si sono chiesti: come può un paese così bello, ricco di talenti e di possibilità sprofondare da anni, giorno dopo giorno, in un letargo sempre più profondo?

Per rispondersi e spiegarci le radici di questo declino politico, economico e sociale, hanno realizzato Girlfriend in a Coma: corruzione istituzionale, criminalità organizzata, influenza della Chiesa e ovviamente lui, Mr.Bunga-Bunga, Silvio Berlusconi, raccontati anche grazie alle testimonianze di Roberto Saviano, Umberto Eco, Nanni Moretti, Lorella Zanardo, Sergio Marchionne, Mario Monti, Cristina Comencini, Matteo Renzi, Susanna Camusso, Elsa Fornero, John Elkann e molti altri.

Partecipa!

Non perdete questo appuntamento che guarda con criticità il nostro Paese ma che è pieno di speranza.

Partecipa gratuitamente all’evento, prima però registrati qui fai presto i posti sono limitati!

I 12 lavori più strani del mondo

I 12 lavori più strani del mondo

E’ un lavoro duro ma qualcuno lo deve pur fare“. Alcune di queste occupazioni sono effettivamente molto singolari, e qualcuna rischia di farci scappare anche un sorriso, tuttavia ragionando sul loro perché sono sicura che anche voi, come la sottoscritta, ne apprezzerete la particolarità nonché, per alcuni versi, l’utilità.

La classifica dei lavori più insoliti di tutti i tempi

1. Pusherman
Nelle fermate della metropolitana del Giappone, in particolare a Tokio, i “buttadentro” sono pronti a spingere con tutta la loro forza folle intere di giapponesi dentro le cabine della metro, fino a schiacciarli come sardine.

I 12 lavori più strani del mondo

2. Consulente filosofico
Nata in Germania nel 1981, questa disciplina è arrivata in Italia nel 2000 e dove ha riscosso un notevole successo. Il consulente filosofico corrisponde, in ambito lavorativo, all’amico saggio sempre pronto a dare consigli ed aiuto quando si deve affrontare qualche problema.

I 12 lavori più strani del mondo

3. Raccoglitore di gomme da masticare e graffiti
Quante sono le panchine, muri, edifici, monumenti imbrattati di chewing-gum e graffiti. Secondo me dovrebbe essere gli stessi “artisti incivili” a passare le loro giornate a porne rimedio, invece ci sono delle figure apposite che ripuliscono la città.

I 12 lavori più strani del mondo

4. Cercatore di palline da golf
Tiri imprecisi e improbabili, tra boschi, sabbia o lago che fanno perdere centinai di palline da golf, per fortuna c’è chi si prodiga per ritrovare le “palline sperdute” cercando far diminuire gli sprechi.

I 12 lavori più strani del mondo

5. Moderatore di assemblee condominiali
Le assemblee condominiali possono essere peggio di un incontro di pugilato! E’ inutile consegnare la propria delega al vicino, prima o poi si deve affrontare lo scontro. Per cercare di limitare i danni, molti si rivolgono a moderatori esterni con il compito di ristabilire calma e razionalità quando la situazione inizia a degenerare.

I 12 lavori più strani del mondo

6. Babysitter per struzzi
Questo operatore sta seduto nel recinto degli struzzi e controlla che non accada nulla di grave, vista la loro tendenza all’aggressività.

I 12 lavori più strani del mondo

7. Eiaculatore di tori
E’ pratica comune provvedere con la fecondazione assistita all’ingravidamento delle vacche. Un veterinario, specializzato in questa pratica, ha anche il compito di raccogliere il seme del toro con tecniche e strumentazioni particolari.

I 12 lavori più strani del mondo

8. Manichino vivente
Immobili, dritti, inespressivi personaggi dietro le vetrine che prendono il posto dei corpi di plastica dei manichini. Nel 2011 anche la Coin utilizzò due ragazzi in costume da bagno come manichini viventi, con l’obiettivo di attirare l’attenzione della gente ma ottenendo l’ira funesta della CGIL.

I 12 lavori più strani del mondo

9. Luxury bed tester
Chi dorme non piglia pesci, ma bei verdoni! Lo può confermare una giovane ragazza inglese, Roisin Madigan, che nel 2009 si è prestata come tester per letti particolarmente lussuosi che vengono poi utilizzati negli hotel d’alto livello.

I 12 lavori più strani del mondo

10. Pulitori di schermi IMAX
L’IMAX è un sistema di proiezione della pellicola cinematografica che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza e una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione convenzionali. Gli schermi IMAX sono quindi giganti ed estremamente delicati, è normale che l’addetto alla loro manutenzione debba essere è necessariamente una figura competente.

I 12 lavori più strani del mondo

11. Usability tester per videogames
Al di là delle caratteristiche tecniche, grafiche ed informatiche che sono necessarie per creare un videogioco, è importante anche chiedersi cosa di prova nel momento del gioco vero e proprio. Le “competenze” degli videogame usability tester furono richieste ad esempio quando venne lanciato World of Warcraft.

I 12 lavori più strani del mondo

12. Baba turistico
Il Baba è un santone indiano, fumatore di erba. In India si è soliti elargire molte offerte a questi guru, e purtroppo capita spesso di incontrare dei cosidetti “fake Baba” che fingendosi degli asceta ottengono denaro ed attenzione soprattutto dai turisti occidentali.

I 12 lavori più strani del mondo

Vente-privee.com: quando l'eCommerce favorisce anche i mercati "esclusivi" [I Parte]

Torniamo a parlare di eCommerce e, stavolta, vi propongo una case history completamente diversa dalle precedenti.
Inseriamo per la prima volta nelle nostre analisi il ruolo marketplace nella crescita delle marche, le quali non vendono online solo tramite i propri e-shop, ma possono aumentare il valore del proprio business utilizzando appunto risorse importanti come il marketplace. Si tratta cioè di una piazza di negozi, un mercato virtuale in cui si possono trovare diverse tipologie di negozi o tipologie di prodotti, nella gran parte dei casi a prezzi molto convenienti.

Quindi introdurre lo studio dei marketplace di successo ci permette di capire in che modo sia i venditori, sia gli intermediari, riescano a crescere.

vente-privee.com è uno di questi: creatore e leader mondiale delle vendite-evento online, lavora sul concetto di “esclusività” che ha permesso alla società di realizzare nel 2012 un fatturato lordo di 1,3 miliardi di euro, con una crescita del +22%, ovvero il doppio rispetto a quella del 2011. Parliamo cioè di 6100 vendite-evento (+40% vs 2011) in Europa, di cui 917 in Italia (+80% vs 2011) realizzate in collaborazione con oltre 2000 top brand internazionali di vari settori.
E per gli amanti del mondo mobile, aggiungo che il sito realizza un quarto del suo fatturato proprio attraverso gli acquisti effettuati da smartphone e tablet.

Un successo che deriva da tre fattori principali che siamo riusciti a farci spiegare in dettaglio direttamente da Julien Zakoian, direttore marketing di vente-privee.

Come funziona il format delle vendite-evento?

Le vendite evento online, le flash sales, nascono proprio grazie a vente-privee.com nel 2001 su intuizione di Jacques-Antoine Granjon (fondatore, presidente e direttore generale di vente-privee.com) e i suoi sette soci che già da oltre dieci anni erano coinvolti in società di destoccaggio per grandi marche.

Fino alla fine degli anni ‘90 le marche smaltivano i propri stock passando per i grossisti. Nel 2001 vente-privee.com si inserisce nel mercato offrendo ai brand un concetto totalmente innovativo introducendo l’idea di vendita-evento, legandola a quella di esclusività:
ogni giorno il sito propone, infatti, prodotti a prezzi fortemente scontati e competitivi vendite-evento in collaborazione con i più noti brand. Un numero definito di vendite all’anno (al massimo 2 o 3 per marca), una durata dell’operazione limitata (in media da 3 a 5 giorni) e un accesso riservato ai soli membri del sito.

Tutto questo permette di proteggere e valorizzare al meglio l’immagine delle marche che scelgono vente-privee.com come canale di comunicazione e commerciale integrativo.

Un esempio di newsletter- invito alle prossime vendite-evento

L’idea delle vendite-evento online è stata quindi del tutto rivoluzionaria: nel 2001 vente-privee.com ha dato vita a un business model unico e innovativo, mettendo a disposizione delle marche una vetrina virtuale di qualità, assolutamente affidabile e garantita che permette loro di raggiungere, in occasione di ogni vendita, oltre 18 milioni di iscritti, generando una visibilità enorme per il brand che, in termini di notorietà, accresce il suo valore.

L’eco di comunicazione delle flash sales è enorme in quanto vente-privee.com agisce come un potente media: sul nostro sito ogni giorno registriamo 2,5 milioni di visitatori unici a livello globale. Ciò permette ai brand di farsi conoscere, rinforzare la propria notorietà e immagine, arrivare dove non arriva il retail offline. Una marca proposta da vente-privee.com acquisisce fino a 41 punti di notorietà presso i nostri membri grazie ad una nostra vendita.

Quali sono i criteri di selezione e scelta dei prodotti e dei brand offerti su vente-privee.com?

Per noi vale il motto “we love brands”: il sito è nato prima di tutto per le marche, perciò l’attenzione rivolta ad esse e al servizio svolto è altissimo.
Facciamo una forte selezione per collaborare con i brand più noti a livello internazionale e proporre prodotti che rappresentino la loro identità, in modo da assicurare un’operazione di successo, creando nel contesto per le aziende tutta la campagna di comunicazione ad hoc, prodotta anch’essa interamente all’interno della nostra azienda.

La stessa attenzione viene rivolta ai nostri membri, per i quali lavoriamo per proporre eventi sempre nuovi e di altissima qualità. Il posizionamento del sito, in particolare in Italia, è piuttosto alto e ci rivolgiamo ai brand leader di ciascuno dei settori che trattiamo.

In che modo vente-privee.com collabora con le aziende italiane?

L’Italia rappresenta indubbiamente un mercato nel quale il concetto di Made in Italy è molto ricercato ed apprezzato.

Ad oggi collaboriamo con brand italiani di numerosi settori come ad esempio alta moda, pret à porter, gioielli, accessori, complementi e oggetti di arredo per la casa, design, tessile, illuminazione e molto altro ancora. L’Italia è un Paese particolarmente sensibile alla moda ed in generale è spinto dalla ricerca di prodotti di qualità, spesso legato a un marchio conosciuto, ottenibile a condizioni eccezionali su vente-privee.com.

Dal punto di vista del vantaggio offerto alle marche italiane, non solo diamo loro l’opportunità di aumentare notorietà e traffico sul punto vendita fisico, ma anche di godere di una un’enorme piattaforma di visibilità internazionale visto che il nostro sito è presente in otto Paesi in Europa e negli USA.

Per vente-privee.com l’Italia quindi è un mercato strategico a livello di fatturato e di crescita, contando che nel 2012 abbiamo realizzato in Italia 917 vendite (+80% vs 2011) con oltre 1.800.000 prodotti venduti. A livello globale collaboriamo con 2.000 marche di cui 290 italiane e tra queste il 90% è venduto da vente-privee.com a livello internazionale.
In Italia, vente-privee.com sta sviluppando verticalmente tutte le categorie merceologiche offerte e ne sta sviluppando di nuove, come ad esempio il vino, il ticketing o i viaggi, ovvero settori non prettamente collegati al concetto di stock.

Visto l’eccellente savoir-faire di vente-privee.com, sia dal punto di vista logistico, di servizio ai clienti e marketing in generale, in che modo avete raggiunto questo sucesso?

vente-privee.com nasce con un impianto di forte valore BtoB evoluto in BtoBtoC. Questo è un passaggio fondamentale per delineare l’unicità del nostro modello e del nostro modo di comportarci nelle nostre modalità di business: collaboriamo direttamente con le marche per la valorizzazione del loro stock e rendere loro un servizio efficiente e proficuo.

Il nostro modello si basa sull’”offerta”: il positivo riscontro che riceviamo dai nostri membri è la conseguenza diretta del lavoro che facciamo a monte.
Siamo creatori di eventi per le marche e per i nostri membri lavorando con estrema trasparenza e grazie alla nostra credibilità, competenza ed efficacia, creiamo rapporti a lungo termine con i brand, di fiducia e soddisfazione, tant’è che uno studio recente commissionato ad Ipsos in Europa conferma che il 99% delle marche nostre partner intendono proseguire con noi la loro collaborazione e ci raccomanderebbero ad altre marche.

Ci mettiamo al servizio delle marche e garantiamo per esse il massimo livello di qualità e immagine nei confronti dei nostri iscritti: per questo ogni funzione viene realizzata da vente-privee.com e al proprio interno. Nessuna attività viene esternalizzata, per questo motivo possiamo farci garanti della qualità del nostro sito in ogni minimo dettaglio: dalla creazione e gestione della vendita alla logistica, dal marketing al servizio clienti.

La logistica, ad esempio, gioca un ruolo fondamentale: vente-privee..com dispone di 12 piattaforme logistiche altamente automatizzate (di cui 8 in Francia, 2 in Germania, 1 in Spagna e 1 in Italia) che coprono una superficie totale di 160.000 mq realizzando quotidianamente oltre 75.000 spedizioni con picchi di 120.000 al giorno.

La Digital Factory è il primo centro di produzione audiovisivo in Europa. Sorge su una superficie di 3.800 mq ed è al servizio dell’impianto creativo per le marche, producendo tutto il materiale fotografico per le vendite e video, per i trailer di presentazione. La Digital Factory dispone di 60 studi fotografici che producono ogni giorno fino a 15.000 foto. Disponiamo anche di 5 studi di registrazione, dove i nostri musicisti e sound designer realizzano ogni mese 60 colonne sonore originali che fanno da sottofondo ai trailer.

Il servizio clienti ha vinto per il quarto anno consecutivo il premio come “Best Consumer Service” nelle categorie vendita evento e vendita a distanza in Francia e per il secondo anno in Spagna: 120 persone rispondono in 5 lingue diverse alle richieste dei nostri iscritti, via email e telefono.
Inoltre è stata eletta per il terzo anno “Insegna di moda preferita dai francesidavanti a grandi nomi della distribuzione come Zara o Galeries Lafayette. Questi riconoscimenti sono molto importanti per la nostra azienda, che pone l’innovazione al centro della sua strategia: nel 2012 vente-privee.com oltre 28 milioni di euro sono stati allocato in per ricerca e sviluppo, impiegando per questa funzione oltre 150 persone, con l’obiettivo primario di proporre alle marche e ai membri soluzioni sempre più ottimali.

Il Marketing è anch’esso uno dei nostri pilastri. Con una base membri di dimensione europea forniamo alle nostre marche un report strategico riguardo a ciascuna vendita, con dati e informazioni fondamentali per il loro business. Per questo vente-privee.com viene scelto dalle aziende non solo come partner commerciale ma anche di comunicazione e di test per lancio di prodotti a livello locale od internazionale.

Qualche anticipazione sulle prossime strategie per “perfezionare” la vendita?

Sì: vente-privee.com agisce attraverso un impianto creativo molto impattante garantendo allo stesso tempo il più alto livello di informazione per un’esperienza di shopping. Le vendite innanzitutto sono corredate da trailer video realizzate dai nostri motion designer, da immagini evocative della marca per presentare ogni sezione della vendita.

I prodotti sono presentati costruendo un’alborescenza logica che facilita la navigazione e gli abbinamenti. Ogni prodotto viene da noi fotografato e presentato con attenzione in ogni dettaglio. Le schede tecniche raccolgono informazioni complete ed attinenti, complete fino alla manutenzione o al lavaggio.

Permettiamo ai nostri membri di essere informati se viene venduto il loro brand preferito o un particolare tipo di prodotto con la funzione My Alert. Abbiamo poi creato un sistema “pop up” che avverte le shopaholic prima dell’apertura della vendita da loro segnalata.

Siamo pionieri nel mobile commerce, con la prima App lanciata già nel 2010 e continuamente implementate per ogni sistema operativo. Oggi per noi il mobile commerce genera il 26% del fatturato, siamo assolutamente all’avanguardia anche in questo canale. Come sul sito web, anche per gli smartphone abbiamo costruito una mobile shopping experience dove il “look and feel” è assolutamente coerente con il sito, offrendo lo stesso livello di qualità di immagini, contenuti e navigazione “user-friendly”, garantendo inoltre il massimo livello di servizi come le modalità di pagamento e la massima sicurezza in termine di data treatment.

L’obiettivo generale è quindi quello di migliorare continuamente il nostro servizio per le marche e per i membri in un’ottica multicanale.

(continua)

Microsoft accusa Gmail di spiare gli utenti

Puntare sulle caratteristiche distintive del prodotto per sottrarre quote di mercato a quel colosso da 425 milioni di utenti che è Gmail sarebbe stato poco incisivo. Allora meglio giocare duro tentando di mettere in cattiva luce l’avversario.

Deve essere stata questa l’idea dei creativi di Microsoft impegnati nell’ideazione dello spot per il lancio di Outlook.com, il nuovo servizio di posta elettronica che entro l’estate prossima sostituirà completamente Hotmail.

“Non farti fregare da Gmail” (Don’t get scroogled by Gmail) è l’idea sui cui è costruito tutto lo spot. Protagonisti una coppia di giovani: controllando la posta, Jeff nota all’improvviso un annuncio pubblicitario molesto. Susan gli spiega prontamente che Google scandaglia ogni sua mail per offrigli pubblicità mirate. Tutto molto diretto, semplice e didascalico.

Intervistato da Adweek.comStefan Weitz, senior director dei servizi online di Microsoft, ha dichiarato:

“Abbiamo osservato cosa sta accadendo a Google con le gaffe sulla privacy. È una questione che non prendono chiaramente sul serio come dovrebbero. È importante che i politici lo notino”

Lo spot di Microsoft ha infatti una doppia ambizione: incidere sulla percezione del consumatore medio che, nella maggior parte dei casi, vive beatamente ignaro dei pericoli che Gmail può costituire per sua la privacy, ma anche sensibilizzare lobby e politici di Washington.

Lo spot è dalla sua parte confortato dai dati statistici. Secondo un sondaggio commissionato dalla stessa Microsoft risulta infatti che il 70% degli utenti non era a conoscenza dell’utilizzo da parte di Google dei dati presenti nelle email private per la profilazione pubblicitaria e che l’88% disapprova la pratica.

A supporto della campagna Microsoft ha creato un apposito sito, www.scroogled.com, e ha pianificato inserzioni pubblicitarie sulle maggiori testate nazionali come il Wall Street Journal e il New York Times.

Il sito incoraggia le persone a commentare su Twitter, a condividere le loro esperienze, sottoscrivere una petizione contro Google e ovviamente passare al più rispettoso Outlook.

La risposta del re dei motori di ricerca non si è fatta attendere. Contattata da ABC News in merito all’iniziativa di Microsoft, Samantha Smith, portavoce dell’azienda ha dichiarato.

“La pubblicità fa sì che sia Google che molti altri servizi offerti siano gratuiti. Lavoriamo duramente in modo che le inserzioni siano sicure, non intrusive e rilevanti.”

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

Presentata ieri notte al PlayStation Meeting di New York la nuova Playstation 4: sostituisce la Ps3, apparsa ormai nel lontano 2006, ed offrirà oltre ad un hardware rinnovato anche un nuovo controller e la piena compatibilità con la tecnologia ad alta definizione 4K.

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

I dirigenti della casa giapponese hanno fatto sapere che funzionerà attraverso un network gestito con tecnologia Gaikai. La novità più importante sembra essere proprio quella che circolava in rete da qualche giorno, ampio spazio alla condivisione social e si inizierà a giocare immediatamente, senza tempi di scaricamento dei contenuti.

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

Per ora non si hanno dettagli sul nuovo design della Playstation 4 (che probabilmente verrà svelata solo al prossimo E3), sappiamo però molto sul nuovo controller che è stato chiamato ufficialmente Dualshock 4.

PS4 caratteristiche

PS4 Caratteristiche tecniche

  • x86-64 AMD “Jaguar” 8-core CPU
  • 8 GB unified GDDR5 RAM
  • AMD Radeon GPU potenziata
  • Hard Disk SSD integrato
  • Blu-ray optical drive
  • USB 3.0
  • Bluetooth 2.1
  • Gigabit Ethernet
  • 802.11b/g/n wifi
  • HDMI, analog video, digital optical audio

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

Caratteristiche Controller Dualshock 4

  • Il nuovo sensore integrato offre un controllo del movimento a elevata sensibilità.
  • Maggiore interazione grazie al touchpad installato sulla parte anteriore del controller.
  • Casse e microfono integrati.
  • Le due levette analogiche del controller sono state ottimizzate per offrire la massima precisione.
  • Tasto Share per condividere i propri progressi attraverso i social network
  • Una Led Light Bar situata nella parte superiore del controller si illumina con i colori dei personaggi del gioco in modo da poter facilmente identificare il tuo.
  • Assieme al controller è stata sviluppata una nuova fotocamera in grado di rilevare la posizione del Dualshock 4 tramite la LedLight Bar.

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

Ovviamente Sony non ha voluto far mancare le presentazioni dei giochi che accompagneranno il lancio della nuova PlayStation 4. Tra i titoli più attesi segnaliamo:

  • Killzone: Shadowfall
  • Knack
  • Drive Club
  • The Witness
  • inFAMOUS: Second Son

PlayStation 4: una realtà "misteriosa"!

La data di uscita è stata confermata, Natale 2013!
Il prezzo? Se i rumors saranno confermati si aggirerebbe sui 50.000 yen (circa 400 euro), non male per portarsi a casa l’ultimo gioiello di Sony.

Coca Cola Zero e la festa a sorpresa al college [VIDEO]

Un tradizionale week-end di festa quello trascorso in numerosi college danesi per festeggiare l’inizio del nuovo semestre. Tutto regolare, se non fosse per il sorprendente risveglio che Coca-Cola ha voluto riservare loro!

Svegliati da una falsa esercitazione antincendio (unico modo per buttarli giù dal letto) e radunati al freddo nel cortile ecco che, al loro rientro, il college si trasforma in un vero e proprio paradiso.

Musica lounge in tutti gli ambienti, fumanti hamburger e patatine Cock’s & Cows per tutti i gusti. Una zona attrezzata per provare il nuovo gioco di PlayStation3, una zona massaggi per rilassarsi prima dello studio e le migliori anteprime in una attrezzatissima zona cinema. E ovviamente, fiumi di Coca-Cola Zero ovunque…

Una trovata a dir poco geniale che invita ad ‘assaggiare le possibilità’ come alternativa ad una ‘tradizionale’ vita studentesca. Un bel suggerimento che sicuramente seguiranno in tanti …