La cover di Gotye dei Walk off the Earth [VIDEO VIRALE]

Cinque cuori e una chitarra. No, non mi sono sbagliata: la band canadese Walk off the Earth ha trovato forse l’amore, sicuramente la fama, suonando a dieci mani una sola chitarra. Acustica. Il pezzo in questione è una cover di Gotye, la bellissima Somebody that I Used to Know. Il risultato? Più di 29 milioni di views su Youtube in meno di due settimane. Sul loro Myspace i Walk off the Earth si definiscono come uno dei pochi veri gruppi realmente indipendenti dell’industria musicale odierna. Quindi, niente promozione pagata e organizzata dalla label di turno. Il word of mouth diventa il canale di diffusione da accendere e iniziative come questa fanno parte della strategia di comunicazione fai da te per raggiungere il successo.

Gli ingredienti del video sono di prima scelta. Canzone orecchiabile ma per nulla banale, atmosfera intima e soffusa, quasi religiosa, una band unita, anche “fisicamente”, dalla passione per la musica, semplicità e sguardo dritto negli occhi dell’utente.

Una curiosità: non è l’eterea biondina ad essere il personaggio più commentato, bensì Mike Taylor, il tipo in fondo a destra che regge “solo” il manico della chitarra. Idolo!

Le locandine degli ultimi film cult diventano vintage

Che aspetto avrebbero le locandine dei film più famosi degli ultimi anni se fossero state disegnate 40 anni fa? E da chi sarebbero interpretati?  Peter Stults  ha immaginato proprio questo, proponendoci delle locandine dalla grafica vintage, con un cast di celebri attori del passato.

Il protagonista di Drive diventa il grintoso James Dean, John Wayne entra nel cast di Avatar e un neonato Tom Cruise debutta in The Hangover (Una notte da leoni), in una galleria di  posters che sembrano giunti da un universo parallelo:

Kodak, viaggio tra gli spot più celebri!

Una delle prime fabbriche Kodak in Inghilterra (1889)

E alla fine, la richiesta del temuto Chapter 11 è arrivata. Dopo un periodo di agonia il management di Kodak ha deciso di gettare la spugna e presentare la domanda di bancarotta assistita.

Strano a pensarci adesso, ma Kodak era in principio tutto ciò che oggi Google rappresenta per noi: fondata nel 1880 era nota per le tecnologie pionieristiche e per il marketing innovativo. “You press the button, we do the rest.” era il loro, meraviglioso, slogan datato 1888.

Nel 1976 il 90% delle pellicole e l’85% delle macchine fotografiche vendute negli Stati Uniti erano Kodak, e fino agli anni 90 il valore del brand era stabilmente considerato tra i primi cinque al mondo. E pensare, inoltre, che Eastman Kodak produsse già nel 1975 uno dei primi modelli in assoluto di fotocamera digitale. Quelle stesse fotocamere che, per certi versi, hanno contribuito a mettere l’azienda (che non ha saputo innovarsi) nel mare agitato dei tempi recenti. Basti pensare che, con buona pace dei puristi della fotografia, oggi il dispositivo più utilizzato in assoluto per memorizzare i nostri ricordi è l’iPhone4.

Kodak da oltre 130 anni ci ha aiutato a collezionare memorie dei momenti di vita più significativi. E con l’auspicio che questa loro lunga storia possa in qualche modo trovare un seguito, facciamo un salto nel tempo e andiamo a rivederci alcune delle più celebri campagne pubblicitarie.

A partire da quella che per chi è nato tra la fine dei 70 e l’inizio degli 80 ha rappresentato un indimenticabile tormentone:

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E che dire di quest’altra mitica sulla pellicola KodacolorII con la voce fuori campo e il rullino come unico protagonista dello spot? Con il pay off dei primi anni 80: “Kodak, è bello sapere che c’è”.

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Sempre in tema di pellicola, ecco la Kodacolor Gold.

Siamo agli inizi dei 90 ed il pay off, cantato, è forse uno dei meno riusciti di sempre: “Colore colore colore”.

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Ma Kodak non è solo carta o pellicola, ecco infatti una delle prime pubblicità dell’innovativa “Kodak Fun”, la macchina usa e getta!

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…e il Kodak PhotoCD, per guardare le tue foto “con la forza della televisione”…

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E voglio terminare con un vero classico, la pubblicità americana dei primi anni 60 in cui in 120 secondi sono racchiuse le memorie di una vita.

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Per un percorso retrospettivo sugli spot d’oltreoceano vi consiglio l’eccellente selezione curata da AdvertisingAge.

The Bark Side, nuovo promo galattico Volkswagen [VIRAL VIDEO]

L’accoppiata vincente Volkswagen e Star Wars ha messo a segno un altro colpo. Con l’aggiunta di un nuovo elemento: cani. A un anno di distanza dall’uscita dal viralissimo “The Force“, arriva “The Bark Side“, che si preannuncia come un altro grande successo per l’azienda tedesca.

Una dozzina di cani che “abbaiano” il famoso tema sonoro di Guerre Stellari non è certo da tutti i giorni, anche se il nesso tra automobili e questi talentuosi amici a quattro zampe non è ben chiaro. Ma Volkswagen promette che presto tutto avrà senso: l’efficacissimo promo è infatti un teaser per il Game Day di quest’anno, in attesa del quale è possibile “creare un invito intergalattico” all’evento dal sito dell’azienda, dove assisterete ad un intro assolutamente degna della saga di Lucas.

Curiosi?

Sony Tablet S, multimedialità a tutto tondo! [NINJA REVIEW]


Siamo finalmente pronti a raccontarvi il testing del Sony Tablet S, modello “16 GB 3G”.

L’Unboxing


Procediamo innanzitutto nel vedere cosa racchiude il packaging del tablet, che si presenta graficamente ineccepibile.
Sotto al vano rialzato, in cui è alloggiato con cura il device, troviamo in dotazione: La cinghietta,  il cavo di alimentazione (con tanto di marchietto impresso Sony sul corpo frontale dell’alimentatore), la guida introduttiva e la documentazione di garanzia.
Insomma tutto nella norma, escludendo l’assenza del cavo dati, pensato come accessorio.

Prime impressioni / sensazioni dei materiali usati

Le dimensioni in centimetri sono rispettivamente di 17.4 x 24.1, e con un certo stupore notiamo come lo spessore non è uniforme ma bensì varia dai 20.6 a 10.1 mm.

Una scelta estetica decisamente non convenzionale, che tutt’al più presenta vantaggi più o meno evidenti, tra cui la possibilità di appoggiare il tablet sul tavolo senza bisogno di supporti esterni che ne rendano più accessibile e semplice la visualizzazione e digitazione del display.

La qualità generale del rivestimento è ottima perché trasmette sensazioni gradevoli di robustezza ed eleganza, come la particolare cover posteriore al tatto ruvida.

L’alloggiamento laterale della scheda dati 3G si trova accanto all’uscita cuffie, sotto uno sportellino in cui sarà necessario la prima volta inserire uno spillo o un graffetta nel foro per espellere il vassoio della SIM.

Non è stato semplice riuscire ad aprire questo stesso sportellino dell’alloggiamento SIM, si sono presentate delle difficoltà dovute alle sue linguette in modo che potesse chiudersi correttamente, soprattutto dopo aver inserito la scheda della memoria SD che è posta adiacente allo slot del vassoio 3G.
Sportellino che comunque sia dovrete per forza di cose aprire.. sempre se desidererete collegare l’opzionale cavo dati all’ingresso micro-USB.

Nell’insieme Sony Tablet S risulta  essere piacevole e pratico da impugnare, nonostante i suoi 598 g. di peso, riuscendo a garantire un inaspettato senso di leggerezza.

Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche


Il display è un LCD di 9,4 pollici1280×800 pixel, con retroilluminazione LED. Il processore è un dual-core NVIDIA Tegra 2 è da 1 Ghz  e RAM da 1 GB. La memoria interna è da 16 GB, espandibile con memorie SD (e Micro-SD con l’apposito adattatore) fino a 32 GB. La fotocamera posteriore è da 5 Mega pixel con risoluzione 2592×1994, mentre quella anteriore è da 0.3 Mega pixel con risoluzione VGA. supporta la registrazione video in HD a 720p. Oltre al Wi-Fi, lo specifico modello da noi testato può connettersi alla rete in 3G.
L’autonomia della batteria può raggiungere le 2 giornate usando intensivamente il dispositivo,
spegnendo il dispositivo durante la notte.

Il sistema operativo Android Honeycomb 3.2

Il browser per la navigazione internet del sistema operativo Android nella versione nativa Honeycomb 3.2 si dimostra efficiente e veloce, sia in modalità Wi-Fi che 3G. Le funzionalità principali saranno le medesime della corrispondente versione Windows di “Google Chrome”.

La visualizzazione dei testi e dei contenuti multimediali durante la navigazione risulterà sempre all’altezza della situazione, grazie al reattivo e sensibile touchscreen del display TruBLack.

Il multitasking è funzionale ed intuitivo, basterà cliccare sul tasto laterale destro della barra inferiore per visualizzare una serie di piccole finestra-anteprima delle applicazioni in uso, che non ci hanno generato alcun rallentamento.

Multimedialità nell’uso casalingo

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Gradevole la personalizzazione grafica del player musicale, in cui ci siamo divertiti ad ottimizzare la qualità audio per differenti generi musical tramite l’equalizzatore nativo.

Gli altoparlanti stereo sono risultati ottimi, mentre la sera abbiamo optato per degli auricolari, riuscendo così ad acquistare una maggiore profondità sonora.
Anche il lettore video è risultato all’altezza della situazione, regalandoci tante soddisfazioni.

Inoltre è presente un telecomando infrarossi, che abbiamo settato con facilità per la TV e l’impianto stereo.

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PlayStation Gaming Entertainment 


Altra bella chicca di questo tablet è la compatibilità con gli storici giochi PlayStation.
Tra cui troviamo preinstallati Crash Bandicoot e la possibilità di scaricare gratuitamente dal PS Store: Destruction Derby, Cool Boarders, Everybody Golf 2, Jet Rider e Kula Word.
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In aggiunta presinstallato abbiamo avuto il piacere di giocare al più recente Pinball Heroes, che senza ombra di dubbio possiamo definire come il più bel gioco da flipper che sia stato mai realizzato per tablet Android, sia per grafica che per gameplay … non a caso certificato PlayStation!

Giudizio complessivo

Abbiamo gradito parecchio la qualità della retroilluminazione LED durante l’utilizzo serale, infatti nonostante ci sia capitato un uso prolungato e continuo di diverse ore del tablet, non ne abbiamo risentito in termini di stanchezza agli occhi come invece può accadere utilizzando, sempre di sera, il notebook per molte ore di fila.

Nonostante abbiamo operato spesso e volentieri con rete Wi-Fi, la connettività 3G che abbiamo lasciato sempre attiva ci è ritornata molto utile. Dimostrandosi veloce, eccetto ovviamente con lo scaricamento di alcuni programmi di grandi dimensioni come le applicazioni da gioco.
Quindi è bene considerare il 3G non un optional, ma qualcosa che completa e perfeziona l’usability anche quando stiamo a casa o in ufficio.

In definitiva, questo tablet è un ottimo prodotto con cui consultare il web, ascoltare musica e giocare.
Staremo comodamente distesi sul letto o sul divano mentre accederemo ai nostri siti preferiti, in maniera riposante e piacevole   😉

Ringraziamo Sony  per averci inviato il tablet in modo che potessimo svolgere al meglio questo atteso testing ufficiale.

Con Marc Jacobs e Levi's, l’immagine è di moda

Alcuni hanno detto che il 2012 sarà l’anno delle immagini e, visto il grande successo che stanno avendo siti e applicazioni di photo sharing, dal più famoso Instagram al più nuovo Pinterest, non a caso li abbiamo inserito nella lista dei 5 social network del 2012.

Vi abbiamo già proposto alcuni esempi su come è stato utilizzato Instagram per promuovere il proprio brand e, in vista del Corso in Social Media e Fashion Marketing, abbiamo deciso di proporvi due dei tanti esempi di campagne promosse da aziende di moda che si svolgono attraverso la condivisione di foto.

Marc Jacobs #MARCFAM

Come utilizzare e unire tutte le foto che i fan condividono sulle brand page aziendali nei vari social? A Ottobre Marc Jacobs ha creato una pagina all’interno del proprio sito dove tutte le foto e i video pubblicati sui vari social contenenti l’hashtag #MARCFAM vengono automaticamente pubblicati.

“Dal lancio dell’e-commerce su marcjacobs.com lo scorso anno, abbiamo sperimentato qualche modo divertente per generare entusiasmo ed interesse tra i nostri clienti, ma non abbiamo mai utilizzato foto, video, social media e campagne e-mail tutti insieme fino a questa campagna” dichiara Daniel Plenge, Web/Digital Manager di Marc Jacobs.

Per il periodo natalizio il brand ha voluto focalizzarsi sull’idea di riunire famiglia e amici e sulla felicità nel dare, nel ricevere e nell’aprire i regali. Il messaggio era semplice: far parte della famiglia Marc Jacobs per le vacanze.

Prima di attivare la campagna, per creare awarness, è stato chiesto ai clienti – attraverso campagne mail, aggiornamenti di stato sui social media e video – di unirsi alla “famiglia” Marc Jacobs durante le vacanze.
In seguito tutte le foto taggate con #MARCFAM sono state pubblicate sul sito, dove si possono visualizzare, ingrandire, condividere e likare: quelle con più “Like” vincono alcuni articoli firmati Marc Jacobs!

Ad oggi sono state pubblicate più di 1.500 foto e il sito continuerà a funzionare nel 2012, per permettere agli appassionati del marchio e ai clienti di continuare a far parte della Marc Jacobs Family.

Levi’s  #IAMLEVIS

Levi’s è alla ricerca di volti nuovi da tutto il mondo. Il casting si svolge attraverso Instagram ed è rivolto a persone “che ogni giorno “vanno avanti” nei loro obiettivi con il cuore aperto.”

“La nuova collezione Levi’s è stata pensata per voi e vorremmo che siate voi a rappresentarla. Potresti essere tu, potrebbe essere qualcuno che conosci, potrebbe essere qualcuno che ti piacerebbe conoscere. Invia le tue foto e mostraci il volto della nuova collezione Levi’s.”

L’annuncio, pubblicato sul blog, sta riscuotendo grande successo, tanto che i commenti al post sottolineano il fatto che Instagram sia un’app per iPhone e quindi non utilizzabile da tutti. In attesa che i rumors sull’arrivo dell’applicazione sia per Android sia per Windows Mobile si avverino, Levi’s invita a far pubblicare la propria foto su Instagram da qualche amico con iPhone 😀

Non c’è scadenza per partecipare, la selezione sarà continua per i vari progetti Levi’s quindi, cosa state aspettando? Potreste essere voi il volto della prossima campagna Levi’s!

Ambient Advertising, creatività al potere nel mondo reale

Una affissione pubblicitaria di norma, è intesa affinché sia possibile la sua integrazione nel reale. E’ pensata, costruita e realizzata attraverso competenze, studi di settore, capacità operative ed organizzative. Ci sono però forme di advertising che, pur rimanendo frutto di un lavoro ad alto tasso di professionalità, sembrano volutamente scomporre lo spazio in cui si inseriscono, o addirittura modificarne la percezione tradizionale.

Parliamo dell’ambient advertising, una forma di pubblicità tra le più innovative. L’ambient adv fonda su alcuni principi fondamentali, consta nel poter essere trovato in posti nei quali non ci aspetteremmo di trovarlo, oppure in luoghi “standard” per le affissioni ma sotto forma di oggetti teoricamente fuori contesto (o sovra/sotto dimensionati).

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la complessità del rapporto tra il messaggio della pubblicità e la forma che esso assume. Perchè, come possiamo osservare dagli esempi proposti in questa pagina, un ambient adv risulta efficace nel momento in cui oltre ad aver attirato l’attenzione, si inserisce con un messaggio pubblicitario appropriato nonostante la sua collocazione apparentemente estranea al contesto in cui prende forma.

Una difficoltà doppia rispetto alla consuetudine visto e considerato che si tratta di un vero e proprio salto doppio dal reale al paradossale per terminare poi al verosimile e colpire nel segno.

Per dirla tutta sono quasi sempre fuori scala ! Va detto che questa considerazione è valida per gli ambient adv da esterni (la peculiarità di quelli da interni è più nella posizione ai limiti dell’assurdo nella quale vengono affisse); come vediamo dalle foto, tutto è più grande di quello che dovrebbe essere, gli ambient sono piccole intrusioni di un mondo colorato e gigante all’interno di una realtà (specie quella metropolitana) che si svolge su una scala di grigi tutta uguale e nella quale ci si sente piccoli piccoli.

Gli ambient adv invece ribaltano le proporzioni sulle quali il mondo reale prende luogo, lo invadono in un’esplosione di tonalità accese, una sorta di aumento entropico nel sistema chiuso nel quale prende vita (il suo set).

Una scelta come da facile deduzione voluta e ricercata, perché se c’è una cosa che connota senza alcun dubbio l’ambient advertising è quella di colpire al primo sguardo, sempre e comunque, prima ancora di veicolare il messaggio in esso contenuto.

Ma cosa accade nel momento in cui un ambient adv viene proposto in interni o in altro loco ?

Qui di seguito vi proponiamo due esempi chiarificatori di quanta creatività sia posta in essere in un A.A.

Sono due pubblicità “dimostrative” che abbiamo già mostrato ai nostri lettori in un recente articolo a cura di Hachiko. La Kvällspressen Impact, società svedese che si occupa di comunicazione, illustra come meglio non si potrebbe in che maniera possano essere applicati i principi dell’ambient per le aziende.

In questi esempi possiamo osservare come la posizione dei possibili adv sia il frutto di un’analisi comportamentale del target di riferimento (un pubblico piuttosto ampio), facendo leva sull’istinto di osservare le selle delle biciclette parcheggiate sulle strade oppure la riservatezza nel tenere lo sguardo basso da parte degli uomini nel momento in cui utilizzano un bagno pubblico.

Gli svedesi poi sintetizzano tutta la loro capacità di adattamento al contesto per le loro campagne in questo video promozionale :

Insomma l’ambient advertising si prefigge lo scopo di pubblicizzare un prodotto spingendosi sempre un passo oltre il possibile. Per quanto si possa “schematizzare” il processo creativo d’origine e cercare di individuare una metodologia comune, quello che davvero risulta indiscutibile è l’unicità di ogni singola campagna, in un rapporto che potremmo definire di uno ad uno.

Dalla singolarità di un prodotto scaturisce la singolarità di un A.A., risultato di un flusso creativo che spinge in una determinata direzione in rapporto al messaggio di fondo che la pubblicità stessa deve veicolare.

Non è una semplice operazione fantasia al servizio del marketing, ogni ambient adv ha al suo interno l’intento di sorprendere si colui che la guarda (come ogni forma di pubblicità che si rispetti), ma a questo si coniuga SEMPRE il tentativo di alterazione della percezione e di interpretazione del contesto. Può farlo in maniera diretta (osserviamo l’esempio del ventilatore qui in basso che ha letteralmente ribaltato una vettura per la sua potenza) oppure suggerire un secondo piano di lettura dell’esistente (l’ambient della Ducato offre lo spunto per pensare agli oggetti di un magazzino su come siano trasportabili da una vettura, nonostante il contesto sia di immobilità)

 

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta (con gli Anonymous al comando)

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta (con gli Anonymous al comando)

Direttamente dagli USA arriva la notizia bomba: l’Fbi ha chiuso i due servizi di file sharing più usati al mondo, Megavideo e Megaupload (quest’ultimo per esempio è il tredicesimo sito più visitato a livello mondiale con 50 milioni di visitatori al giorno e rappresenta il 4% del traffico totale su Internet)!

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta (con gli Anonymous al comando)

L’accusa è quella di violazione di copyright e delle leggi anti pirateria: i due siti avrebbero causato una perdita di oltre 500 milioni di dollari per le compagnie e le major.

L’Fbi ha dichiarato di aver arrestato il fondatore Kim Schmitz e altre tre persone, mentre gli indagati in totale sono sette.

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta (con gli Anonymous al comando)

La notizia si è diffusa con una rapidità assoluta, rimbalzando davvero da una parte all’altra del mondo. Le reazioni non si sono fatte attendere: quelle degli utenti, privati di un porto sicuro dove poter usufruire di contenuti e quelle dell’organizzazione degli Anonymous.

Proprio loro, famosi per i loro attacchi per difendere la libertà della Rete, stanno “radendo al suolo” decine e decine di siti tra i più importanti, reputati responsabili dell’azione contro Megaupload.

Su Twitter (ormai assoluto dominatore per le news) i Trend Topic mondiali sono dominati proprio da riferimenti a tutto quello che sta succedendo:

#Megaupload
#Anonymous
#opAnonymous
#TangoDown

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta

Addirittura, con un tweet gli Anonymous annunciano che Megaupload è disponibile ad un nuovo indirizzo: megavideo.bz

Megavideo e Megaupload chiusi: il Web in rivolta

Wikipedia, alla pagina Anonymous, riporta subito un aggiornamento della situazione: “il 19 Gennaio 2012, in seguito alla chiusura di Megaupload e Megavideo da parte della FBI, gli hacker di Anonymous, come segno di protesta, rendono impossibile l’accesso ai seguenti siti web: www.justice.gov (Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America), www.universalmusic.com (Universal Music Group), www.riaa.com (Recording Industry Association of America), www.mpaa.com (Motion Picture Association of America) e molti altri.

L’evento, diventato sempre più massiccio, in poche ore si è trasformato nell’attacco del gruppo Anonymous e hacker in generale più grande e importante mai realizzato sul web. C’è chi l’ha soprannominata la W W W W W ovvero la World Wide Web World War. Secondo un sito di informazione Anon russo ci sarebbero stati oltre 30.000 computer collegati da cui partivano gli attacchi DDoS ai più importanti siti internazionali governativi e federali“.

In molti giudicano la chiusura dei due siti come i primi provvedimenti delle nuove leggi americane contro la pirateria (le ormai note SOPA, Stop online piracy act e PIPA, Protect IP act).

Si preannuncia una lunga lotta tra le forze dell’ordine e Anonymous. Ma una cosa è certa: possiamo dire che una cosa del genere non si era mai vista prima!

The Day The LOLcats Died, musica contro il SOPA [VIDEO]

Nelle ultime ore la Rete intera si è mobilitata contro l’approvazione del SOPA, la legge americana nata come progetto anti pirateria ma interpretata dalla gran parte degli utenti soprattutto come fonte di forti limitazioni alla libertà sul web. Grande libertà d’immaginazione, invece, non è certo mancata a Zachary Cohn e al team di LaughPong, che insieme hanno creato questa cover della celebre “American Pie” di Don McLean, debitamente rivistata per l’occasione.

Se la versione orginale del 1971 celebrava tristemente “il giorno in cui la musica morì”, i versi di oggi fanno esplicito riferimento ad una verosimile condanna della Rete, nel caso in cui la legge venisse approvata.

“Our web means more than lawyers, lobbies and lies. So speak up before the Internet dies”.

La nostra rete significa più di tante leggi, lobby e menzogne. Quindi fate sentire la voce prima che Internet muoia. Ecco il messaggio diretto di una protesta certo ironica e originale, ma al tempo stesso severa. E profondamente sentita, così come gli autori hanno dichiarato a Mashable, sostendo di aver scritto, registrato e prodotto canzone e video quasi d’impulso, il tutto in un centinaio di ore.
Ma del resto è questa una delle più grande forze della Rete. Mobilitare le persone.

Desigual, i clienti restano di nuovo in mutande

Ve ne abbiamo parlato già nel 2010, “Entra casi desnudo, sal vestido” (Entra nudo in negozio, esci vestito)  è il motto della campagna di marketing non convenzionale Desigual ideata con l’intento di incrementare la brand awareness e chiarire ancora una volta la volontà di configurarsi come azienda atipica, che dà ad ognuno la possibilità di esprimere la propria personalità e unicità attraverso l’abbigliamento.

Dopo New York, gli Undie Party firmati Desigual hanno fatto tappa a Barcellona, Madrid, Lisbona, Londra, Stoccolma, Berlino e Bucarest, creando grande attenzione mediatica e un enorme successo di pubblico attorno agli happening.

Il trionfo dell’iniziativa ha spinto Desigual a ripetersi, questa volta facendo tappa a Lione per inaugurare i saldi invernali. Ancora una volta l’esito è stato altamente positivo: alle 8 di mattina, con una temperatura di soli 5 gradi, dinanzi allo store Desigual si affollavano oltre 300 ragazzi in biancheria intima.

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La campagna ha avuto inizio su Facebook dove l’invito a recarsi presso lo store Desigual della propria città è stato colto da migliaia di persone. La singolarità dell’evento ha alimentato notevolmente il buzz e le adesioni ottenute in città così diverse culturalmente tra loro provano che i giovani ammirano chi coglie e apprezza l’unicità.

D’altronde Desigual non è nuova alle iniziative non convenzionali: ne sono un esempio il Kiss Tour 2010 e la campagna Happy Hunter.

Ancora una volta la realtà quotidiana diventa il miglior strumento di promozione per aziende che sanno mettersi in gioco. Il mezzo per dare visibilità positiva al brand è la creatività, accompagnata dall’atipicità e da un pizzico di coraggio. Il risultato è una reazione a catena che si diffonde in maniera virale in tutto il mondo al prezzo di circa 16.000 indumenti regalati a clienti attuali o potenziali.

E voi cosa ne pensate? Siete pronti a spogliarvi?