American Horror Story, una campagna promozionale da paura

Nata dalla visione lungimirante di Ryan Murphy, in collaborazione con Brad FalchukAmerican Horror Story è una serie tv che si distacca completamente dai tradizionali canoni televisivi. Murphy non è nuovo all’arte di sfidare la tradizione e il buon costume: lo ha fatto con lo scandaloso Nip/Tuck, con il fortunato Glee e continua tuttora con l’irriverente The New Normal.

Sembra che gli spettatori Americani siano pronti ad abbandonare il mondo ovattato e politicamente corretto dei programmi televisivi degli ultimi anni. Lo conferma il successo ottenuto da American Horror Story, la cui premier, andata in onda negli USA il 5 novembre 2011, ha totalizzato ben 5 milioni di spettatori.

Adesso, American Horror Story è alla sua seconda stagione e Murphy non accenna a smettere con le sorprese e i cambiamenti inaspettati. Quando l’emittente Fx aveva annunciato di aver ordinato una seconda stagione, ancora nessuno conosceva la grande novità: gli attori sarebbero stati gli stessi (almeno la maggior parte di loro), ma la storia sarebbe cambiata. Il pubblico non ha risentito della variazione: con degli attori cosi dotati e una regia impeccabile sarebbe stato davvero assurdo lamentarsi.

Una serie che non ha nulla di scontato o tradizionale, neanche le campagne di marketing messe in atto per la prima e per la seconda serie.

Prima stagione

La vicenda è ambientata in una casa stregata, location d’eccellenza per un horror. I protagonisti sono tutti tormentati e dalle tante sfaccettature, difficilmente ci si potrebbe stancar di loro o prevederne le mosse. I segreti sono tanti, come anche i colpi di scena. La campagna di comunicazione ha incuriosito e spaventato già prima che andasse in onda la premiere grazie a:

#Video Teaser

I video teaser sono quasi d’obbligo per un prodotto televisivo: introducono la storia, i personaggi e l’atmosfera.
American Horror Story non poteva non adottare questo metodo: nelle settimane che hanno preceduto la premiere sono stati mandati in onda dei teaser ad alto tasso di suspance, contenenti degli indizi. Trattasi di una serie di video chiamati Cello, Baby, Couples, Coffin, Lying Down, Fire, Stairs, Melt, Red Cello e Rubber Bump.

Eccone un esempio:

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#Candid camera horror

Idea che porterebbe chiunque a “morire dal ridere” è l’ American Horror Story House Call, un gioco che invitava gli spettatori a chiedere la collaborazione della redazione per mettere in atto una candid camera horror a danno di amici parenti e conoscenti. Idea originale, certamente non adatta ai deboli di cuore.

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#Tour online delle case dell’orrore

Per coloro che non si accontentano di assistere allo show, ma vogliono anche entrare nel vivo dell’atmosfera, American Horror Story ha ideato un tour online delle case dell’orrore.

Seconda stagione

Per la seconda stagione del suo terrificante show, iniziata il 17 ottobre 2012, Ryan Murphy ha ben pensato di abbandonare la storia e i personaggi della prima serie e di introdurre una nuova narrazione, dal titolo “Asylum”, ambientata nel 1964 nell’East Coast.

Murphy afferma:

Abbiamo scelto ‘Asylum’ perché non solo descrive il set – un manicomio gestito dal personaggio di Jessica Lange, che un tempo era un ospedale per malati di tubercolosi – ma anche un luogo di paradiso per i disadattati. Il tema di quest’anno sarà affrontare gli orrori della vita reale.

Anche per promuovere la seconda stagione sono state ideate alcune iniziative:

#Promo Special Delivery

Ad Agosto 2012 è stato pubblicato sulla pagina Facebook dello show il promo Special Delivery, che fornisce un’anticipazione riguardante la nuova stagione.

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#Video Teaser e teaser tv

Anche stavolta non potevano mancare i video teaser contenenti indizi (sono ben 23). Quelli pubblicati su YouTube sono stati seguiti da ulteriori due teaser, intitolati Meet the residents, andati in onda su FX il 31 agosto 2012.

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[yframe url=’www.youtube.com/watch?v=U1fKJAGvo_M’]

#Guida per i Fan

Il canale FX ha reso disponibile sul suo sito la guida per i fan da scaricare gratuitamente. La guida contiene tutte le informazioni che un vero fan deve conoscere sullo show.

#American Horror Story The Experience

Come già accaduto nella stagione precedente, American Horror Story vuole portare i suoi spettatori all’interno dello show.
Sostieni anche tu il test per conoscere il tuo stato mentale e sapere se sei destinato ad entrare nell’istituto psichiatrico diretto da suor Jude.

#Shop

Non poteva mancare il negozio online dove acquistare tutti i gadget ispirati allo show.

A quanto sembra American Horror Story ci tiene molto ai suoi fan, i quali ringraziano a suon di ascolti da urlo!

Strategie di Digital Marketing nel settore bancario e assicurativo: a che punto siamo? [INTERVISTA]

Un settore molto affascinante per chi studia e lavora nel campo del web & social media marketing è sicuramente quello finanziario, sempre più attivo e reattivo nell’utilizzo delle nuove tecnologie per azioni efficaci di marketing e comunicazione.

Temi che anche noi abbiamo cercato di affrontare in passato, proponendo alcuni consigli pratici per definire una strategia di comunicazione finanziaria 2.0 di successo e analizzando il caso (virtuoso) di We Bank. Proprio quello di We Bank è un esempio che continua a stupire, e che dimostra ancora una volta come – se ben utilizzato – il digital riesca a ‘trainare’ un business delicato come quello dei servizi finanziari.

A questo proposito vi segnaliamo la recente pubblicazione per EGEA del manuale ‘Il Marketing per le Banche e le Assicurazioni’, curato dai Proff. Fabio Ancarani e Paola Musile Tanzi e frutto del lavoro congiunto di un gruppo di ricerca SDA Bocconi.

L’opera affronta il tema della pianificazione delle strategie di marketing nel settore bancario e assicurativo, e contiene un capitolo che esplora attraverso un’indagine l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie per raggiungere obiettivi commerciali e comunicazionali.

Abbiamo così avuto il piacere di intervistare Silvia Vianellogià contattata per l’uscita di Green Web Economics – docente SDA Bocconi e curatrice del capitolo insieme al collega Umberto Filotto. E’ nata una discussione sulla ricerca contenuta nello stesso capitolo, che apre strade innovative in tema di finanza 2.0.

Buongiorno Silvia, e grazie dell’intervista. Iniziamo parlando della popolazione su cui si basa il vostro studio.

Buongiorno a voi! L’indagine è stata condotta attraverso due diversi livelli di ricerca: una prima indagine esplorativa mediante interviste in profondità ad alcuni direttori marketing delle principali istituzioni finanziarie e una successiva ricerca quantitativa attraverso la somministrazione di un questionario strutturato. Tale fase è stata condotta attraverso interviste personali e la compilazione di questionari web-based.

Al fine di cogliere l’eterogeneità del settore finanziario e assicurativo sull’intero territorio italiano, il campione complessivo, costituito da 49 interviste valide, è piuttosto variegato. Tale campione è stato suddiviso e analizzato in due differenti sotto-campioni di analisi per evidenziare le peculiarità degli specifici mercati di riferimento, dell’oggetto sociale e della rispettiva struttura dimensionale:

  • Banche e Assicurazioni di grandi dimensioni – 24 casi (equamente ripartiti tra banche e assicurazioni)
  • Banche di Credito Cooperativo (BCC) – 25 casi

Nonostante l’ampiezza campionaria sia numericamente contenuta rispetto alla popolazione sul territorio italiano (12 su 251 banche spa, 12 su 172 compagnie assicurative e 25 su 438 BCC) si tratta di un campione statisticamente rilevante in quanto costituito dai più grandi gruppi bancari (con sei tra i primi dieci istituti italiani: Unicredit, Intesa SanPaolo, MPS, UBI, BNL e Banca Popolare di Sondrio) e assicurativi (con cinque tra i principali istituti assicurativi: Generali, Allianz RAS, Zurich, Reale Mutua Assicurazioni, AXA) sicuramente rappresentativi in termini di performance e notorietà. La quasi totalità del campione degli istituti di grandi dimensioni appartiene ad un gruppo (92%) e gran parte appartiene ad un gruppo con operatività internazionale (71%).

Dalla vostra indagine, quali sono i principali strumenti web utilizzati da banche e assicurazioni per curare i rapporti con la clientela?

Abbiamo chiesto al campione di riferimento quale tipo di social media/strumenti tecnologici siano utilizzati per la gestione dei rapporti con la clientela; sono stati presi in considerazione siti web, creazione di app ad hoc per SmartPhone e Tablet, utilizzo di Social Network (Facebook, Twitter, LinkedIn,) o di Communities, Corporate Blog, o di Canali YouTube, e così via. Quasi un plebiscito per quanto riguarda l’utilizzo del sito web: il 95,8% delle banche ed assicurazioni intervistate infatti è online (resta comunque con tutta evidenza un 4,2% che invece ancora non si avvale di almeno un sito web). Il 62,5%, dunque oltre la maggioranza di banche ed assicurazioni sia di grandi sia di piccole dimensioni o locali, ha già sviluppato un’app dedicata per smartphone e tablet.; le applicazioni per iPhone sono quelle che vanno per la maggiore, ma non solo in realtà le uniche. Molti ad esempio i casi di app anche per dispositivi Android e per altri sistemi operativi. Le funzionalità non differiscono molto tra loro.

Quali sono gli obiettivi che guidano l’impostazione di una strategia web da parte di queste organizzazioni?

Il principale obiettivo di utilizzo degli strumenti online da parte di banche ed assicurazioni emerso dalla ricerca è senza dubbio l’interesse a comunicare le attività svolte nonché le relative novità. A seguire vi è un cospicuo interesse ad utilizzare tali strumenti per aumentare la conoscenza del brand. Banche ed assicurazioni utilizzano l’online e le nuove tecnologie per rafforzare con le più svariate iniziative la customer satisfaction e la fidelizzazione della clientela; i servizi online vengono utilizzati come interessante mezzo per il post-vendita e per aumentare le vendite sui clienti attuali e potenziali; il medesimo valore si verifica con riferimento al tema della riduzione dei costi. Le nuove tecnologie inoltre devono essere guardate in una prospettiva di green marketing, ossia di diminuzione dell’impatto ambientale.

Questi strumenti sono utilizzati anche per allinearsi alle esigenze del mercato, anche se vengono di fatto considerati non appropriati per scopi di customer insight, per modifiche di prodotti esistenti o per la creazione di nuovi prodotti. Per questo la sfida in futuro sarà proprio quella di coinvolgere il network degli utilizzatori finali direttamente nella creazione dei servizi bancari ed assicurativi, così come accade già oggi in altri settori.

Avete già rilevato alcune best practice che pensate potrebbero definire presto uno standard nel settore?

Per fare qualche esempio si può prendere in considerazione il caso di Banca Sella che ha sviluppato l’app Sella.it e Sella Plus; si tratta di app disponibile anche su iPad, che si affiancano al sito mobile mobile.sella.it. Sono molte le funzionalità a disposizione per l’utente tramite l’app, che permette di visualizzare il saldo ed i relativi movimenti di tutti i conti correnti aperti presso l’istituto di credito, incluse le carte di credito; si possono inoltre disporre bonifici, giroconti e ricariche di telefonino e prepagate, ed effettuare alcune operazioni di borsa sul conto titoli. Infine è possibile accedere ad alcune news specifiche sulla banca in real time, richiedere assistenza via internet alla banca, prenotare un appuntamento presso la filiale desiderata, localizzare bancomat e filiali utilizzando la geolocalizzazione. Alcune. realtà (per esempio Cariparma, ING Direct, BNL Gruppo BNP Paribas e IWBank) optano per utilizzo dei servizi bancari in mobilità via url con microsite ottimizzati per mobile. Queste soluzioni sono tendenzialmente meno fruibili rispetto alle app native citate in precedenza ma sono comunque uno strumento apprezzato dagli utenti.

Tornando all’esame di alcuni esempi, Banca MPS ha predisposto due applicativi: Paskey per iPhone, visualizzabile anche da iPad, e il sito mobile (mobile.paskey.it) accessibile tramite browser da smartphone di tutti i sistemi operativi, inclusi Android e Windows Phone. Quest’app è contraddistinta da una grafica intuitiva ed è di semplice navigazione. In particolare permette ai clienti della banca, di consultare il saldo del conto corrente, nonché la lista degli ultimi movimenti disposti da tutti i conti correnti attivi presso l’istituto, anche in caso di account multipli; possono essere disposti bonifici, giroconti, e ricariche di cellulare e di carta prepagata. L’ utente può anche ricevere informazioni sulle operazioni sull’operatività tramite carta, può conoscere il saldo residuo mensile. È inoltre possibile controllare l’andamento dei titoli di borsa, effettuare operazioni di compravendita azioni o ETF sui principali mercati europei e internazionali. L’utente ha la possibilità di scegliere di volta in volta come ricevere la One Time Password (OTP) per l’accesso e l’autorizzazione delle operazioni( le possibilità offerte sono chiavetta, e-mail o via SMS).

Un’altra app interessante, che si distingue per il fattore cruciale della sicurezza, è quella proposta da UniCredit sia per iPhone che per Android. In questo caso il cliente per poter accedere ai servizi bancari tramite mobile deve attivarli online tramite internet banking, attraverso la registrazione di un numero di cellulare che viene associato all’account, specificando l’operatore di telefonia mobile. In questo modo l’utente riceve via sms il codice di attivazione. Per poter utilizzare i servizi, l’utente necessita anche di una password di secondo livello OTP (quella del token). Anche in questo caso i servizi a disposizione tramite app sono molteplici: operazioni relative al conto corrente ed alle carte, sia di credito, sia prepagate, possibilità di effettuare bonifici, giroconti, ricariche telefoniche, operazioni su azioni e ETF e trading online via mobile sui principali mercati.

Per quanto riguarda invece le assicurazioni un caso interessante è quello di Generali, con l’app ePolizza, disponibile su tutti gli smartphone oltre che su iPhone,, iPad e iPod Touch. Tra e attività possibili grazie alla geolocalizzazione è possibile ricercare l’Agenzia più vicina e le strutture convenzionate con l’assicurazione. può essere richiesto un carro attrezzi in caso di imprevisto o guasto dell’auto, può essere effettuata una segnalazione di sinistro auto,. Sempre per gli automobilisti ci sono servizi quali la consultazione delle informazioni sul traffico in tempo reale e il calcolo a titolo esemplificativo della responsabilità in caso di incidente.

All’avanguardia anche il servizio di assistenza e tutorial; i video presenti aiutano l’utente interessato all’App a scoprirne le varie funzionalità, mentre il tutorial spiega le varie funzioni. Il servizio è differenziato a seconda del dispositivo smartphone a disposizione dell’utente.

La ricerca ha anche analizzato il ruolo dei social network nelle strategie commerciali e di marketing delle banche e delle assicurazioni: il 37,5% degli operatori li utilizza per le proprie campagne di marketing. Si tratta di un dato molto significativo stante la novità dello strumento ed i vincoli che al suo utilizzo pone una stringente regolamentazione informativa e di trasparenza. Non vanno in ogni caso sottovalutate le potenzialità dei social media: basti pensare che negli Stati Uniti le banche sono al terzo posto tra i comparti merceologici che ne fanno uso. Anche in questo ambito è interessante prendere in esame l’esperienza di Monte Paschi di Siena: la pagina  Facebook è curata ed aggiornata quotidianamente, la landing page invita alla condivisione con altri utenti, come mostrato in figura 6.6, che riprende i video da YouTube. Sono stati realizzati, infatti 43 video su che hanno avuto 560mila visualizzazioni ed una elevata media di commenti (17,9). YouTube. I video spesso riprendono le campagne pubblicitarie, ma anche incontri con la comunità degli stakeholder, con interviste ai dirigenti, agli analisti ovvero sono utilizzati come veicolo per importanti informazioni al mercato.

Il caso di WeBank è invece interessante per verificare un utilizzo attivo di Twitter: Webank, che può infatti vantare una media di 19 retweet, viene usato come mezzo per ricevere informazioni sui prodotti e servizi e come social customer care.  Il capitolo 6 del libro è ricchissimo anche di altri esempi.

C’è qualche dimensione rispetto alla quale avevate attese diverse rispetto al risultato effettivo dello studio?

Quello che ci ha sorpreso è che le banche e le assicurazioni intervistate considerano cruciali web e nuove tecnologie più di quello che ci aspettavamo: praticamente un testa a testa rispetto a tutte le altre forme di comunicazione. Nonostante ciò il tema sembra non coperto adeguatamente; infatti, tra tutte le competenze citate, esso è quello in cui le banche e le assicurazioni si sentono in assoluto più in difetto rispetto a tutte le altre competenze di marketing con un dato di sintesi pari a solo 4,5 su 9.

Occorrerà certamente avvalersi delle giuste competenze e sviluppare un approccio consapevole e attento per colmare questo gap.

In base alle vostre ricerche, quale è il futuro prossimo dell’uso delle nuove tecnologie nel settore bancario e assicurativo?

Qualche anno fa, quando cominciarono a svilupparsi le tecnologie online non furono pochi quelli che preconizzarono la scomparsa nel volgere di pochi anni del modello tradizionale di banche e di assicurazione: basta filiali, basta agenti, presto, anzi prestissimo, tutto si sarebbe svolto sul web in ossequio alla possibilità di illimitata digitalizzazione dei servizi finanziari ed assicurativi.

Le cose non sono andate proprio così. Quello a cui oggi assistiamo è uno sviluppo inarrestabile, anche se con velocità e direzioni non corrispondenti a quelle attese, dell’utilizzo di tecnologie online da parte di imprese e clienti; occorre dunque comprendere in quale modo le politiche e le strutture di marketing facciano uso delle opportunità offerte dal web e, soprattutto, se emergano linee di sviluppo che permettano di individuare in quale direzione e con quali modelli ed intensità  banche ed assicurazioni utilizzeranno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per fare business.

In futuro sarà necessario differenziare le varie iniziative digital e relative value proposition per i clienti/utenti, tenendo però presente la crescente necessità di integrazione delle attività, viste come un continuum di servizi al cliente. Nella sezione della ricerca dedicata alle nuove tecnologie ed alla multicanalità si è cercato di comprendere se le banche e la assicurazioni abbiano sviluppato una strategia specificamente disegnata sull’utilizzo del web; per questo motivo si è innanzitutto richiesto se i servizi dedicati ai clienti online fossero differenziati rispetto all’offline.

I risultati sono molto interessanti: in quasi il 67% dei casi vengono differenziati i servizi offerti ai clienti online rispetto a quelli offerti offline mentre il 33,3% adotta un approccio omogeneo; in sintesi quindi la maggioranza degli operatori ha sviluppato una strategia commerciale differenziata e che tiene conto della diversità che caratterizza la fruizione di servizi attraverso modalità web rispetto a quelle tradizionali.

Si è  poi cercato di comprendere per quali aspetti e in quale misura i servizi online sono differenziati rispetto all’offline in relazione ai servizi offerti, alle condizioni economiche, alla personalizzazione delle informazioni e alle informazioni standard.

I risultati sono riportati nel grafico.

Il principale aspetto di differenziazione è il prezzo per il quale il valore di riferimento è infatti pari a 4,74 su 9. Per quanto riguarda il livello di personalizzazione delle informazioni fornite il valore di diversità ondine-offline è pari a 4,64 mentre per quanto riguarda le informazioni standardizzate il dato è pari a 2,73. .Per quanto riguarda il tipo di servizi offerti il valore è pari a 3.95. Online vi è infatti una maggiore possibilità di variare i servizi accessibili ai propri clienti.

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

Un negozio Duty-free, volendo introdurre l’argomento con una definizione “Wikipediana”, rappresenta un negozio al dettaglio che non applica le normali imposte locali sui beni commercializzati.
Generalmente sono negozi che si rivolgono ai viaggiatori e quindi sono comunemente collocati all’interno degli aeroporti. Tale ubicazione consente di offrire ai clienti una buona opportunità di comprare prodotti di marca a prezzi scontati, vivendo un’esperienza d’acquisto immersa in un ambiente ricercato e sofisticato.

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

Perché proprio i viaggiatori?

L’aeroporto è un luogo dove le persone hanno generalmente tempo e denaro da spendere e spesso sono alla ricerca del regalo dell’ultimo momento. Accade quindi che gran parte dei beni acquistati siano beni accessori e di lusso, i più gettonati sono soprattutto i profumi, i cognac e le cravatte arrivando anche a rappresentare dal 15% al 30% delle vendite globali di questi prodotti!
Grazie a questa scelta di target, il mercato dei Duty-free è dunque un settore che gode di buona salute, infatti, Generation stima che il giro di affari complessivo sia vicino ai 28 miliardi di dollari, suddivisi in 10,7 miliardi per i vini e gli alcolici, 9,9 miliardi per gli accessori e la moda di lusso e 6,9 miliardi per il settore dei profumi e cosmetici.

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

 

Sulla base di questo successo, quali sono le condizioni fondamentali su cui operano?

  • I prodotti sugli scaffali non sono realmente entrati nel paese in cui sono commercializzati e quindi non sono soggetti all’applicazione dei dazi.
  • La merce non passa tra le mani dei distributori nazionali e quindi il prezzo non viene caricato del margine richiesto da questi.
  • Gli operatori Duty-free devono pagare delle commissioni aeroportuali spesso superiori anche di tre volte i dazi stessi, in quanto queste rappresentano la seconda fonte di entrata per un aeroporto dopo le tasse aeroportuali e in alcuni casi, riescono anche a rappresentare più della metà delle entrate totali.

Il vantaggio sta quindi nel poter fatturare i prodotti evitando le imposte statali e soprattutto nel poter ridurre considerevolmente i costi di distribuzione.

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

Un punto vendita si apre solo su concessione e i prezzi sono sempre diversi

Gli operatori Duty-free lavorano esclusivamente tramite una concessione dell’ aeroporto ottenuta attraverso gara d’appalto. Questa concessione ha solitamente una durata che va dai 5 ai 7 anni e viene vinta dall’operatore che, sulla base delle proprie stime sul traffico aereo, il tipo di passeggeri e l’importanza dell’aeroporto, riesce ad offrire la commissione sulle vendite totali e la franchigia annua minima più alta.
Questo tipo di meccanismo fa si che i prezzi per gli stessi prodotti differiscano, anche in maniera sostanziale, da una parte all’altra del globo. Questa caratteristica dei prezzi è spesso dovuta anche da accordi con gli stessi operatori aeroportuali che strategicamente accettano commissioni inferiori per consentire di praticare prezzi più bassi e così facendo attirare più clienti-viaggiatori.

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

I principali operatori del settore sono delle vere e proprie multinazionali

Il primo duty-free risale al 1947 e venne aperto nell’aeroporto di Shannon in Irlanda. Da allora gli operatori sono cambiati diventando vere e proprie multinazionali con punti vendita in tutto il mondo. Attualmente sono solo 5 o 6 aziende che gestiscono circa la metà di tutti gli affari globali, in quanto è un mercato dove i “più grossi” riescono ad ottenere la gran parte delle gare d’appalto sfruttando la loro capacità di offrire commissioni più alte.

Tra i maggiori operatori del settore troviamo:

1) DFS Group Ltd, una divisione del gruppo LVMH con sede a San Francico e 150 negozi sparsi per il mondo.

2) Nuance , un operatore con sede a Ginevra che opera maggiormente in Europa, Stati Uniti e Australia, tramite vendite sia nei negozi a  terra sia negli shops in-flight su più di 20 linee.

3) Heinemann, duty-free specializzati nella vendita di cibo e tabacchi che opera principalmente in Germania e Austria con sedi in Spagna, Portogallo, Miami e New York.

4) Lotte duty-free, un operatore non convenzionale in quanto i negozi sono presenti nei centri città ma i prodotti comprati vengono consegnati ai clienti una volta a bordo del proprio aereo.

5) Dufry, un gruppo che opera nei principali aeroporti di ogni stato ed è presente anche con attività duty-free per crociere nei porti.

6) Dubai airport è il più grande duty free al mondo, opera in un solo aeroporto con vendite stimate attorno ai 45 milioni di euro!

Duty-free shops: come funzionano e chi sono i principali operatori

Obama e i pannolini, l'aspirina ed Amnesty: i migliori annunci stampa della settimana

Anche questa settimana abbiamo setacciato il web alla ricerca dei migliori annunci stampa pubblicati in giro per il mondo. Tra corse presidenziali, mal di testa e campagne social tocca a voi adesso giudicare i creativi d’oltreconfine.

And the winners are…

Huggies – May the driest candidate win

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Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Chicago, USA
Executive Creative Director: Joe Sciarrotta
Group Creative Directors: Chris Turner, Dave Metcalf
CD/Art Director: Vince Soliven
CD/Copywriter: Andrew Gall
Art Director: Pat Seidel

Aspirina – Grande problema, grande mal di testa

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Advertising Agency: Almap BBDO, Sao Paulo, Brazil
Chief Creative Officer: Marcello Serpa
Executive Creative Director: Luiz Sanches
Creative Directors: Marcos Medeiros, Andre Kassu, Renato Simões
Copywriter: Ana Carolina Reis
Art director: Marco Monteiro
Account Directors: Wilson Pereira, Calebe Ferres, Fabiana Santucci

Land Rover – Animal instinct

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Advertising Agency: Greekvertising, Athens, Greece
Creative Director / Art Director: Alessio Criscuoli
Copywriter: Naya Koutroumani
Photographer: Pantelis Zervos
Illustrator: Pantelis Zervos

Amnesty International – Libertà di parola

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Advertising Agency: McCann, Berlin, Germany
Chief Creative Director: Bill Biancoli
Creative Directors: Tilo Endert, Erik Gonan
Art Directors: Hugo Rohrbeck, Benjamin Möller, Jens Böckmann
Copywriter: Christian Netter
Photographer: Markus Bachmann
Account Direction: Nadine Lange
Post production: PX1
Producer: Karin Frey
Advertiser’s Supervisor: Anne-Catherine Paulisch

Dank! (2nd hand furniture) – Rivisitazione vintage

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Advertising Agency: DDB&Co. Istanbul, Turkey
Creative Director: Karpat Polat
Art Director: Cihangir Gümüş
Copywriter: Melih Ediş
Illustrator: Cihangir Gümüş
Published: 2012

RioSport – Resurrezione sportiva

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Advertising Agency: Giovanni+Draftfcb, Brazil
Creative Director: Felipe Rodrigues
Art Directors: Felipe Gomes, Thiago Di Gregorio
Copywriters: Daniel Japa, Otto Pajunk
Illustrator / Photographer: Iluminata

Toyota – A Toyota is forever

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Advertising Agency: Badillo Nazca Saatchi & Saatchi, Puerto Rico
General Creative Director: Juan Carlos Rodriguez
Creative Director: Juan Camilo Valdivieso
Art Director: Alfredo Ledezma
Copywriters: Madeline Hidalgo, Juan Camilo Valdivieso
Illustrator: Massivo 77

Micro Progress, la Onlus che ti aiuta a dare "Credito alle tue idee"

Micro Progress Onlus lancia un’interessante iniziativa finanziata dalla Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dell’Azione “Bando delle idee“.

Cos’è?

E’ un concorso completamente gratuito rivolto ai giovani con età compresa tra i 18 e i 35 anni che risiedono nel Lazio. L’obiettivo è quello di supportare i partecipanti nello sviluppo delle idee, favorendo la nascita di progetti innovativi e originali. In particolare si cercano progetti attenti alle esigenze del territorio e che siano sostenibili, non solo economicamente, ma anche dal lato ambientale e sociale.

Aree tematiche

Micro Progress ha fissato quattro aree di interesse: sport, ambiente, cultura e cittadinanza attiva.

Pechè iscriversi?

I partecipanti potranno contare su:

# Formazione e assistenza per la fase iniziale e lo sviluppo dell’idea

# Supporto da parte di un team di esperti di amministrazione, finanza, team building, giurisprudenza, comunicazione e start-up, nonché da professionisti esperti nelle varie aree tematiche

# Co-creazione dei business models dei gruppi partecipanti

# Valutazione del proprio lavoro da parte di una giuria di imprenditori, accademici ed enti erogatori

# Per i finalisti: visibilità e presentazione del proprio progetto a una platea investitori, rappresentanti delle istituzioni, istituti finanziari, accademici, esperti del settore, imprenditori e aziende interessate.

Per partecipare

Giovani creativi, prendete la vostra idea e iscrivetela seguendo questi semplici step:

(1) Registratevi al sito e entrate nella community;
(2) Compilate il vostro profilo;
(3) Inserisci la tua idea scegliendo uno dei 4 ambiti previsti o offri la tua collaborazione a un’idea;
(4) Formate il vostro gruppo (minimo 4, massimo 5 persone) e iscrivetelo alle selezioni

Non vi resta che lavorare per provare a fare della vostra idea un impresa!

La Onlus

Micro Progress Onlus é un’associazione senza fine di lucro nata a Roma nel 2004 con lo scopo di realizzare e promuovere progetti di microcredito e microfinanza sia internazionali che nazionali.

Attività dell’associazione

> sviluppo e sostegno all’autoimprenditorialità;
> ricerca di strumenti e metodi innovativi di inclusione finanziaria;
> promozione del microcredito;
> facilitazione dell’accesso al credito a persone solitamente escluse dal canale bancario ordinario, e relativa assistenza durante le pratiche di richiesta di un prestito;
> assistenza tecnica e consulenza ai beneficiari del microcredito, dallo studio di fattibilità, al
monitoraggio fino all’analisi d’impatto (progettazione del business plan);
> alfabetizzazione finanziaria.

Progetti in corso

@ Re-Lab: start up your business
Promozione dell’iniziativa imprenditoriale dei titolari di protezione internazionale.

@ Make – Microcredito Empowerment & Innovation
Supporto alle micro-imprese in fase di start-up, in collaborazione con il fondo di microcredito della Regione Lazio

@ Ricerca sulla microfinanza islamica
Possibilità di introduzione dei principi etici della microfinanza islamica in Italia.

@ Dai credito alle tue Idee
Concorso e percorso formativo di promozione dell’autoimprenditorilità giovanile.

Le iscrizioni per il concorso scadono il 15 novembre, se hai un progetto iscriviti e prova a “dare credito alle tue idee”!

Adattare il lavoro da freelance a 5 tipologie di personalità

Non riesci a decollare come freelance? forse è solamente colpa tua, o meglio, della tua personalità. Ovviamente, in un rapporto lavorativo, dovrebbe essere messa al primo posto la qualità del lavoro svolto, ma a volte, la personalità può essere un grande ostacolo che può creare moltissimi problemi. Di seguito analizzeremo 5 tipologie di personalità e cercheremo di spiegare quali sono le sfide specifiche a cui vanno incontro.

IL PERFEZIONISTA

Appartieni a questa categoria se cerchi costantemente i difetti nel tuo lavoro e non ti risparmi nemmeno per quello degli altri! Tendi ad avere altissimi standard di qualità e ad essere molto pignolo con i dettagli. Le piccole cose contano e tu lo sai bene.
Ovviamente quando un cliente richiede precisione e cura tu sei la persona perfetta, gli garantirai un lavoro al top e sarai felice di presentarglielo con perizia e fierezza.

Una sfida che i perfezionisti devono superare è sicuramente quella delle deadlines. La loro pignoleria li porta a revisionare costantemente il lavoro e questo può causare un ritardo nella consegna. Devono imparare a capire quando il loro lavoro è buono abbastanza per il cliente.
Un secondo problema risiede nel fatto che finiscono per essere ipercritici sui loro lavori e tendono a scovare difetti che magari non sono evidenti o importanti per gli altri.

IL SOCIEVOLE

Fai parte dei socievoli se fai amicizia con ogni persona che incontri. Piaci subito a tutti e ami passare il tempo con loro per poter magari conoscere anche i lori amici! Questa categoria brilla nel networking e riesce a costruire relazioni profittevoli con chiunque. Ovviamente saranno poi avvantaggiati nel trovare sempre nuovi clienti per cui lavorare.

La sfida per eccellenza che devono superare è sicuramente quella di terminare il proprio lavoro. Spesso i socievoli sono tentati a spendere tutto il loro tempo con gli amici, magari davanti ad un caffè, o sui social networks.

La seconda sfida verterà sulla fiducia. Grazie alla naturale predisposizione nel voler aiutare gli altri, i socievoli potrebbero trovarsi di fronte persone poco affidabili. Devono cercare di essere molto attenti e, in caso di sospetti, devono assicurarsi sempre di proteggere e tutelare il loro lavoro.

IL RIBELLE

Sei un ribelle se non puoi sottostare alle regole e alle restrizioni di un lavoro a tempo indeterminato. Sei dotato di un’intelligenza particolare e di brillanti idee, però spesso non riesci a comunicarle in modo adeguato e finisci per perdere la pazienza con il tuo interlocutore. Hai bisogno di lavorare da solo ed a casa tua, in modo che tutto sia sotto il tuo controllo.

I clienti attivi che vogliono sempre avere l’ultima parola non vanno d’accordo con i ribelli. Devono trovare clienti che non vogliano essere coinvolti in tutti gli step e che diano carta bianca per il progetto.
La vera sfida risiede nel trovare la pazienza e la calma per affrontare clienti che vogliono essere coinvolti e informati su ogni minimo cambiamento nel progetto. I ribelli non devono mai metterla sul personale, è solo lavoro!

IL MANIACO DEL CONTROLLO

Vai fuori di testa se non riesci a tenere tutto sotto controllo, odi delegare il lavoro ad altri e sei pignolo su ogni aspetto del tuo business. Questa categoria è composta da degli ottimi project manager, sanno sempre come migliorarsi e le naturali doti di organizzazione sono il vero punto forte su cui basare un business profittevole.

La prima sfida sarà quella di sforzarsi a delegare e a non pretendere di fare tantissime cose in poco tempo. Un altro punto dolente sono gli imprevisti. La loro pignoleria quasi maniacale li porterà a stendere un piano di emergenza e magari anche a stanziare dei budget speciali. Ottima cosa non c’è dubbio, ma non possono controllare qualsiasi cosa ed è possibile che prima o dopo succederà qualcosa di imprevisto che non sapranno subito affrontare. Prima accetteranno questo aspetto della vita lavorativa, prima riusciranno a risolvere i problemi.

IL TIMIDO

Siete sempre un pò in disparte, preferite starvene per i fatti vostri e vi viene l’ansia quando dovete incontrare un cliente per discutere del lavoro? Non preoccupatevi perché anche voi avete tanto da offrire.

Probabilmente una delle sfide più grandi dei timidi risiede nel networking e nella presentazione di loro stessi e dei loro lavori. Non devono disperare, perché molto spesso sono i clienti a parlare all’infinito e preparare una piccola presentazione di loro stessi, magari breve e concisa, sarà vista come cosa gradita.

Per risolvere il problema del networking c’è internet! Ormai le interazioni profittevoli si muovono online, grazie ai social networks e ai siti dedicati. Quindi non basta altro che sedersi davanti allo schermo del pc e iniziare a creare una catena di relazioni tranquillamente rintanati a casa.

E voi, a quale categoria appartenete?

Si avvicina il Cristal Festival: ecco i giurati italiani! [EVENTO]

Manca poco più di un mese all’inizio della dodicesima edizione del Cristal Festival che si terrà a Crans Montana – Svizzera – dal 12 al 16 dicembre.

E’ quindi alle porte l’ormai celebre evento internazionale della pubblicità che vede 13 competizioni alle quali poter iscrivere il proprio lavoro, tra cui: Brand Entertainment & Contents, Digital & Mobile, Media, Production, Film, Radio, Putdoor, Press, Print Craft, Consumer Marketing, Integrated, Design e la nuovissima Future is Now.

La giuria

172 i giurati totali che avranno l’arduo compito di valutare ed eleggere i migliori lavori con realizzazione dal 1° novembre 2011 al 30 novembre 2012, che oggi è l’ultima data utile per iscrivere… e provare ad aggiudicarsi il Grande Premio Cristal!

Tra i tanti giurati (che trovate tutti qui) ci sono anche rappresentanti italiani dell’Art Directors club e IAB Italia:

Paolo Iabichino Executive Creative Director di OgilvyOne e OgilvyAction Italy
Sarà giurato nella giuria Digital & Mobile presieduta da: Mark Beeching, Worldwide Chief Creative & Strategy Officer di Digitas

Alex Brunori Executive Creative Director at McCann Worldgroup
sarà giurato nella giuria Integrated presieduta da: Erik Vervroegen, International Creative Director – Publicis Worldwide

Sofia Ambrosini founder & Creative Director di FRECCIA AMBROSINI VOLPI
sarà giurata nella giuria Print Outdoor & Design presieduta da: Adrian BOTAN, VP Creative Excellence – McCann Erickson CEE

Michelangelo Cianciosi Executive Creative Director di VerbaDDB
sarà giurato nella giuria Film& Radio presieduta da: Christophe Lafarge, Co-President – H Agency

Tutto a dimostrare il grande rilievo internazionale che ha l’evento.

Ma non solo competizioni!

Chi vorrà potrà partecipare all’evento visto i tanti appuntamenti imperdibili – oltre alle premiazioni – con keynote, tavole rotonde, diversi panel e sessioni e cocktail e Gala, il tutto nella splendida cornice delle Alpi svizzere!

Per tutte le informazioni sull’accrediti e l’alloggio visitate il sito qui.

I touch point nell’email marketing


La rubrica di ContactLab sull’ottimizzazione degli elementi dell’email prosegue con un nuovo approfondimento dedicato alla creazione di touch point, o punti di contatto.

L’email come digital facilitator

Alla base di ogni strategia, considera che l’email può svolgere il ruolo di digital facilitator all’interno dell’ecosistema online (e non solo).
In una strategia multi-canale, ovvero integrata, l’email può essere collocata al centro dell’intera comunicazione. Questo significa che potrai veicolare gli utenti verso altri ambiti (sia online che offline), ampliando i punti di contatto. Sfrutta tutto il potenziale dell’email come ponte tra le diverse iniziative: moltiplicare le occasioni di contatto significa anche aumentare le probabilità di click da parte dell’utente.

Il menu nell’header

Abbiamo già visto come l’introduzione del menu nell’header dell’email possa favorire il traffico verso il proprio sito web, con un vantaggio specifico per chi ha un portale e-commerce. Questo è appunto un esempio di come aumentare i punti di contatto da/verso altri ambiti, all’interno del contesto digitale.

Email marketing & social media

I due canali possono essere complementari ed offrire diverse opportunità di comunicazione. Le principali modalità di integrazione dall’email ai social media sono due:
– opzione follow
Se la tua azienda è presente nei canali social con account corporate, perché non utilizzare anche l’email per invitare potenziali follower a seguirti?
Il messaggio può essere standard (Follow us, Seguici su…) e anticipare la presenza sui diversi canali social (Twitter, Facebook, LinkedIn, Pinterest, YouTube, Foursquare…).
Potrai inserire le icone dei diversi social nell’header o nel footer dell’email, rendendolo un elemento ricorrente nel layout delle tue comunicazioni. In questo modo, potrai incentivare gli utenti a seguirti anche in quell’ambito digitale, grazie alla presenza di link indirizzati ai diversi canali.
– opzione share
Se tra gli obiettivi della tua comunicazione c’è anche la divulgazione dei contenuti o delle offerte veicolate tramite email, potrai inserire l’opzione di share this sui diversi canali social.
In pochi click, gli iscritti alla tua newsletter potranno condividere con la propria cerchia di amici messaggi ad hoc. Rispetta le caratteristiche specifiche di ogni contesto social per predisporre correttamente i contenuti per la condivisione (solo testo; testo, immagine e link; …).

Per veicolare iniziative speciali sui social media, cogli tutto il potenziale dell’email marketing.
Se ad esempio hai raggiunto un numero significativo di fan sulla tua fanpage corporate, comunicalo anche agli iscritti della tua newsletter! Sempre nell’ottica di costruire una strategia integrata, sviluppa la storia del tuo brand nei diversi ambiti, per l’engagement degli utenti.
Per stimolare gli utenti a diventare fan della tua pagina corporate su Facebook, puoi anche utilizzare promozioni speciali: offri ai tuoi utenti la possibilità di accedere in anteprima alla vendita di un particolare prodotto. Allo stesso tempo, favorisci la registrazione alla newsletter: invita i tuoi utenti a far parte del tuo programma email, magari offrendo loro un particolare codice promozionale in esclusiva.

L’email come ponte

In questo approfondimento abbiamo dato rilevanza a due ambiti (sito web e canali social), ma le possibilità sono più ampie.
Non dimentichiamo infatti che l’email può fare da ponte anche verso altre iniziative, come ad esempio il lancio di un concorso online.
Un altro esempio: invita i tuoi utenti a compilare un survey online per raccogliere i loro feedback sull’esperienza di acquisto. O ancora: se vuoi invitare i tuoi utenti ad un evento sul territorio o in un punto vendita specifico, veicola l’iniziativa via email. Le potenzialità possono essere molteplici…

Il suggerimento è quello di strutturare una strategia integrata e quindi sfruttare tutti i punti di contatto dall’email ad altri contesti!

DC Comics svela il restyling del suo logo

 

Passano gli anni e come tutti i grandi marchi anche la DC Comics si rifà il look e di conseguenza anche la comunicazione. L’autore di questa nuova veste è lo studio Landor, in particolare l’Art Director Michael Lin.

 

Subito possiamo notare la modernizzazione del logo e la comparsa del logotipo, ma soprattutto una cosa che colpisce molto è la totale possibilità di personalizzare il logo. Uno dei principali motivi del restyling è stato il legame troppo stretto del vecchio logo con la grafica editoriale, mentre oggi la DC Comics è un’azienda multimediale, il cui logo cattura la duplice identità dei protagonisti e rivela un mondo di narrazione sconfinato, svela un mondo dove l’oscurità, l’ottimismo e il supernaturale coesistono.

 

 

Ovviamente nella presentazione del nuovo logo, sono state introdotte le nuove grafiche sia dei prodotti che di possibili stand, e c’è da dire che è stata fatto un ottimo lavoro. Si può notare come l’elemento portante sia questo velo che scopre il mondo DC, che sia una pagina di un device mobile, che una statua di un personaggio.

 

 

 

Molto interessante anche il biglietto da visita, semplice e pulito. Bandiera a destra, grazie al peso del font si mette a fuoco subito il nome sul biglietto, peccato che non è stato possibile averlo sotto mano per poter sentire il tipo di carta usata.

 

In conclusione  ritengo quella della DC Comics una scelta azzeccata e visto il lavoro svolto dallo studio Landor, penso che le immagini parlino da sole.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

Oggi volevo parlarvi di DuckDuckGo, un motore di ricerca lanciato nel lontano 2008, ma che sta riscuotendo un successo sempre maggiore, sancito recentemente anche dalla partnership tra questo ed il celebre sistema operativo Open Source Linux Mint. Tra le  ragioni dell’ascesa di DuckDuckGo ci sono le perplessità sullo strapotere di Google e sulle sue policies, che stanno interessando sempre più persone.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

La grande G è nota infatti per immagazzinare e utilizzare a fini commerciali gran parte delle informazioni dei propri utenti. La profilazione di Google si concretizza inoltre nel fatto che, quando facciamo una ricerca, il motore restituisce risultati diversi a seconda di come siamo “schedati”. Se da un lato questo ci restituirà risultati più in linea con il nostro modo di essere, c’è chi preferisce invece ottenere dei risultati oggettivi, slegati da quelle che possono essere le sue precedenti ricerche.

In questo contesto, DuckDuckGo si è proposto come un motore di ricerca innovativo, che rispetta la privacy, perché non immagazzina e non diffonde i dati dei suoi utenti, così come non filtra i risultati adattandoli a colui che svolge la ricerca.

DuckDuckGo, il motore di ricerca che rispetta la privacy (ma non solo)

DuckDuckGo però non si accontenta di competere con Google solo in merito a questi aspetti, ma sta implementando funzioni sempre nuove, come per esempio il comando “bang“. Questo comando prevede che quando un utente svolge una ricerca ed aggiunge un punto esclamativo seguito dal nome di un sito Web, viene reindirizzato automaticamente a quel sito e può consultare all’istante i risultati della ricerca.

Se ad esempio digito la chiave di ricerca “Smartphone !facebook” su DuckDuckGo, il motore di ricerca mi reindirizzerà automaticamente alla mia pagina personale restituendo come risultati delle pagine Facebook, proprio come se mi fossi connesso e avessi utilizzato la funzione “cerca” del social network. Lo stesso comando è utilizzabile anche per altri siti Web famosi, come Wikipedia, eBay, Twitter, Amazon ecc.

DuckDuckGo ha lanciato anche un progetto di sviluppo di componenti aggiuntivi tramite una sezione chiamata DuckDuckHack, grazie alla quale si possono proporre o creare nuovi goodies per il motore di ricerca.

Il modello di sviluppo, a detta degli stessi sviluppatori,  vuole ispirarsi al framework tramite il quale vengono sviluppate le componenti aggiuntive del browser Firefox. DuckDuckGo infatti utilizza anche diverse componenti Open Source, che permettono una buona interazione con tutti i programmatori che vogliono contribuire al progetto DuckDuckHack.

Non da ultimo, DuckDuckGo ha eliminato lo scorrimento delle “pagine” dei risultati, per cui i siti web restituiti dalla ricerca scorrono all’infinito, eliminando “la sindrome da prima pagina”, fatto che esorta gli utenti ad una ricerca più estensiva.

Per i più tecnici, il funzionamento dell’engine di DuckDuckGo è basato su un incrocio di diverse fonti, tra le quali si possono citare Yahoo! Search BOSS, Wikipedia, Wolfram Alpha e DuckDuck Bot. DuckDuckGo utilizza inoltre dati provenienti da siti che pubblicano contenuti tramite crowdsourcing (come la stessa Wikipedia), in modo da evitare posizionamenti falsati da politiche volte a migliorare artificialmente la pagerank dei stiti.

Dopo tutte queste informazioni non vi resta che provarlo, DuckDuckGo: potete aggiungerlo al vostro browser predefinito, oppure scaricare l’app per smartphone e tablet.

Buona navigazione 😉