Pianificare una strategia di comunicazione finanziaria 2.0

Teoria e pratica per comunicare al meglio con investitori, clienti e risparmiatori

I social media stanno diventando sempre più importanti nella comunicazione, in tutte le sue declinazioni: lo dimostrano i dati (per esempio quelli Nielsen) sull’aumento degli investimenti e del tempo dedicato ad utilizzarli e consultarli sia da lato utente che da parte delle aziende di qualsiasi industria/dimensione.

All’interno di questo trend, ne emerge un altro di grande interesse e curiosità, soprattutto in considerazione della situazione di crisi economica in cui viviamo da anni: la crescente importanza che i social media e le piattaforme 2.0 hanno per la finanza globale.

Il ruolo dei social media nella finanza

I social media non stanno solo diventando importanti player nel mondo finanziario dal lato imprenditoriale, con la quotazione di un crescente numero di società che offrono servizi di networking come core business (e di cui vi abbiamo parlato nel post “acquisizioni, cessioni e quotazioni in borsa social”). I social media sono rilevanti anche in quanto strumenti a supporto delle attività, con almeno tre ruoli principali per il settore e gli agenti finanziari:

> Come sottolineato dal blog Socialnomics, permettono di ottenere news e informazioni in tempo reale dal mercato finanziario mondiale, indipendentemente da orari locali, distanze geografiche e altre barriere;

> Sono predittori precisi dei prezzi/costi dei prodotti finanziari scambiati sui mercati. L’importante scoperta è stata fatta qualche tempo fa da alcuni ricercatori delle Università di Indiana e Manchester, che hanno pubblicato un paper dal titolo esplicativo: “Twitter mood predicts the stock market”;

> Costituiscono una leva di interazione molto importante per istituzioni e clienti/altri operatori, utilizzabile a costi minori rispetto alla comunicazione tradizionale e grazie a cui poter stabilire un’interazione trasparente e onesta (termini troppo spesso dimenticati).

Social media e istituzioni finanziarie: i possibili utilizzi

Strettamente collegato a quanto appena scritto è il tema delle modalità di utilizzo delle piattaforme social nel mondo finanziario e bancario. In generale, Qualche tempo fa Mashable aveva individuato 5 modi relativi alle banche, di cui ne riportiamo 4 tutt’ora validi e estendibili anche alle altre istituzioni.

#1. CREAZIONE DI COMMUNITY

E’ molto difficile creare una comunità online con clienti e altri operatori, ma poco a poco le statistiche e i fatti dimostrano che qualcosa si muove: questo è molto importante perché i rapporti che la maggior parte delle persone hanno con le istituzioni finanziarie durano tutta la vita e prevedono interazioni frequenti. Tanto meglio cercare di andare d’accordo, no?

#2. SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI

I concetti di community, prosumer, etc., non valgono solo per i prodotti a grande distribuzione. Grazie ai social anche banche e società di assicurazioni possono co-creare nuovi prodotti finanziari e servizi insieme alle persone, ottenendo un output già testato e pronto ad avere successo sul mercato.

#3. CUSTOMER SERVICE

Un servizio ormai ‘tradizionale’ e molto diffuso per tante imprese industriali, e che comincia anche ad essere utilizzato in questo settore. Resta da vincere la paura del cliente e del risparmiatore a comunicare certe informazioni in maniera pubblica.

#4. PROMOZIONI E MARKETING

Un utilizzo diffuso e reso ancora più efficace dalla pianificazione di campagne cross-mediali, che coinvolgono l’online e l’offline. Può riguardare sia la promozione istituzionale basata sulla solidità dell’istituzione, il suo prestigio, etc., sia quella di specifici prodotti/servizi.

Un esempio su tutti? Viene dall’Italia e si chiama WeBank, una banca di cui abbiamo recentemente scritto e che fa largo uso dei social media in modo corretto ed efficace. La trovate da poco anche su Google+ !

Social media e comunicazione finanziaria: le buone pratiche da seguire

Sempre Mashable ha inoltre recentemente proposto 5 buone pratiche che le istituzioni finanziarie dovrebbero seguire su Facebook. La validità di quanto scritto ci permette di ampliare il discorso a tutti i social media su cui esse si posizionano.

> NON PARLATE SOLO DI FINANZA: ammettiamolo, l’argomento banca&finanza non è tra i più leggeri e divertenti al mondo, coinvolge solo alcuni soggetti. Cercate di non stancare subito le persone che decidono di seguire il vostro progetto social e costruite conversazioni anche su altri topic.

> PROGETTATE E LANCIATE CONTEST E PREMI: strettamente legato al primo punto, questa mossa vi permetterà di creare un legame con gli utenti al di là del semplice rapporto spot, di proporvi con voce umana. E questo, ce lo insegna il Cluetrain da anni, è fondamentale.

> PROPONETE CONSIGLI E OFFRITE OPPORTUNITA’ DI CARRIERA: il mondo della finanza fa sognare, è il mondo del denaro e delle grandi rendite. Chi meglio di un’istituzione finanziaria può dare consigli utili per trovare lavoro e tentare di far carriera? Se poi in azienda ci sono posizioni aperte, grazie ai social potreste raggiungere un numero di soggetti impensabile.

> SIATE COOL: ripetiamolo volentieri, nella percezione collettiva la finanza non coincide con il rock ‘n’ roll, anzi. Qualunque sia l’azione di comunicazione e l’obiettivo siate tecnici ma (quando possibile) informali, ringraziate chi vi segue e mostrate l’anima del dipendente che sta dietro il computer.

> MOSTRATE CIO’ CHE FATE DI BUONO: come ripetuto in più occasioni, le istituzioni finanziarie non sono sempre riconosciute da tutti come trasparenti e oneste. Cercate dunque di mostrare anche i lati positivi dell’organizzazione e la sua sensibilità verso certi temi. Il cause-related marketing non è mai stato così importante!

Conclusioni

Abbiamo sottolineato l’importanza crescente che i social media stanno avendo per le istituzioni finanziarie e tutti i soggetti che operano dentro e intorno ad esse, cercando di capire le buone pratiche ed i migliori utilizzi delle piattaforme. Come e quali saranno gli sviluppi futuri? Molto rosei, se le stesse istituzioni riusciranno a progettare azioni interattive che rispettino la privacy delle persone, ponendosi al tempo stesso come organizzazioni aperte e senza segreti da nascondere.

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