Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Si chiama “A series of unfortunate events” la raccolta di immagini creata dal fotografo Michael Wolf.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Le immagini non sono state scattate da lui ma prese semplicemente spulciando ogni km di Google Street View. Wolf si è reso conto come l’occhio indiscreto e indifferente delle camere di Google registrassero degli eventi accidentali e irripetibili. La quinta essenza della foto: immortalare dei momenti che non torneranno più.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Gente che è caduta come nella foto sopra oppure gente soccorsa dai passanti per un malore come si vede nella foto sotto.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Qui invece una foto a dir poco “privata”. Sono tante e incredibili le scene che Wolf ha ripreso e ci ripropone.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Ci sono anche momenti romantici e felici come questa foto rubata di un bacio, che ricorda un pò la famosa foto di Doisneau scattata a Parigi!

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Un altro fotografo, più giovane, Jon Rafman si è avvicinato a questo mondo chiamato street photography. Nel suo blog “9 Eyes” (le camere dell’occhio di Google), Rafman pubblica le immagini più incredibili trovate spulciando gli angoli più remoti del pianeta.

Interessante una sua considerazione: “Queste sono foto che nessuno ha scattato, ricordi che nessuno possiede“. Ecco la risposta a chi si domanda “Di chi sono queste foto?”

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

9Eyes

Ritornando a Wolf, è davvero un grande fotografo e grazie a Street View ha creato altri portfolio come “Paris” “Eiffel Tower” e “Fuck you“.
Spettacolare a mio avviso anche un altro lavoro non legato a Google, chiamato Transparent city.
In questo portfolio Wolf riprende con un tele-obiettivo i grattacieli delle metropoli, mettendo a nudo la quotidianietà delle persone chiuse nelle loro abitazioni o nel loro ufficio.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Transparent city

Queste foto sono talmente belle che sembrano finte.

Sfortunati eventi: le curiose e irripetibili immagini di Street view

Il pre-header, questo sconosciuto…

Prosegue la rubrica di ContactLab dedicata all’ottimizzazione di ogni elemento dell’email marketing. L’approfondimento di questa settimana ha come oggetto il pre-header, ovvero il testo editabile che precede il corpo dell’email e appare al di sopra dell’header. Seppure i vantaggi provenienti dall’inserimento di un pre-header siano innumerevoli, ancora in pochi ne sfruttano appieno le potenzialità.

Ma vediamo che cos’è…

Tra subject e body content

Chi utilizza alcune webmail (tra cui Gmail) saprà che il pre-header viene visualizzato nella inbox subito dopo il subject: si tratta quindi di un contenuto che completa l’oggetto e anticipa il messaggio complessivo dell’email, prima ancora che l’utente l’abbia aperta. L’utilizzo del pre-header è una strategia particolarmente utile nei confronti di chi consulta le email in mobilità, proprio perché alcuni dispositivi ne consentono la visualizzazione ancora prima che l’utente scelga di aprire il messaggio.

Se utilizzi uno sfondo per la tua email, ricordati di adattare il colore del testo in modo che sia sempre visibile e ben leggibile; tieni presente che, se i tuoi utenti non scaricano le immagini, il pre-header è il primo elemento che vedranno e potrà invogliarli a proseguire la lettura.

Le tipologie di messaggi

Utilizza il pre-header per completare il subject, senza ripeterti. Hai pochi caratteri a disposizione per aggiungere:
– una sintesi dell’email
– un sottotitolo
– un sommario
– una CTA con un link diretto

Nel pre-header potrai inserire messaggi di servizio, come il consiglio di aggiungere il tuo mittente alla lista degli indirizzi sicuri, il link alla versione online dell’email, la versione ottimizzata per mobile, etc. Ma ricordati che puoi sfruttare il pre-header anche per un messaggio focalizzato alla conversione: non perderti l’opportunità di un click!

Ancora A/B test

Un programma di email marketing di successo (anche in termini di ROI) è dato dalla continua ottimizzazione e test, e poi ancora ottimizzazione e test, e poi ancora…

Il pre-header è uno degli elementi chiave dell’email marketing, su cui puoi effettuare modifiche, aggiustamenti, miglioramenti fino ad identificare la tipologia di comunicazione più efficace per i tuoi utenti. Come? Ancora una volta, con gli A/B test!

10 cose da evitare per avere successo su Pinterest

Il successo e la crescita degli ultimi mesi di Pinterest, nonostante qualche critica e dubbio, sembrano non volersi arrestare. E i dati lo confermano. Dopo essere diventato il 3° social network più popolare dopo Facebook e Twitter e dopo che il GlobalWebIndex2012 ci ha rivelato che gli utenti, seppur poco attivi,  sono “spettatori appasionati di foto“, una recente ricerca di Shareaholic ha dimostrato l’ importanza di Pinterest anche a livello di traffic referral ( il flusso di visitatori che arrivano direttamente dal social network).

Ad agosto Pinterest ha infatti superato Yahoo, posizionandosi al 4° posto come fonte di traffico dopo Google, traffico diretto e Facebook.

E’ facile dunque comprendere come mai sul web si moltiplichino consigli e suggerimenti su cosa è meglio fare e come meglio utilizzare il “social dei pin”. Noi, ad esempio, ve ne abbiamo parlato ultimamente in Pinterest Marketing: 7 consigli per una strategia efficace e in Guida essenziale al Pinterest Marketing 😉

Ma questa volta abbiamo voluto mostrarvi “l’altra faccia della medaglia“, consigliandovi cosa non fare e i tips & tricks per evitare di commettere alcuni errori che potrebbero rendere inefficace la vostra presenza sul social network.

Sì, perchè se esserci è sicuramente una buona opportunità per interagire con i propri fan, creare awareness e, perchè no, raggiungere nuovi utenti, bisogna comunque farlo nel migliore dei modi, con la giusta strategia ed evitando quegli errori che potrebbero minare la vostra presenza. Curiosi?

1. Presentarsi con un profilo inadeguato

Le prime impressioni contano? Certo che si! Tanto nella vita reale, ancor di più in quella online. Sembra banale e ovvio ma in realtà sono molti i profili aperti che fin dal primo sguardo appaiono “poveri”, non curati, poco attraenti, disordinati e disorganizzati (ai vostri follower non piacerà sicuramente ritrovare in una board denominata “Cibi che amo” contenente immagini di spiagge e paesaggi!).

Una descrizione del profilo inadeguata e fuorviante e un’ immagine dalla qualità bassa e scadente (a proposito se non ne siete convinti date un occhio al post 5 motivi per curare la qualità di immagini e foto online) daranno di voi un’ impressione negativa, di poca attenzione e superficialità. Un primo passo falso che può spostare l’ago della bilancia dal successo all’insuccesso!

Prima di lanciarvi alla conquista di pin e board, dunque, cercate di prestare la giusta attenzione al vostro profilo: utilizzate immagini di qualità e della giusta dimensione, descrivetevi in modo chiaro cercando di trasmettere la vostra identità e il vostro valore e organizzate in modo ordinato e strategico le vostre board.

2. Non ottimizzare profilo, pin e board

Inserire una descrizione adeguata e informazioni corrette non è in realtà sufficiente se si vuole davvero creare una presenza Pinterest in grado di generare traffico.

Come riportato in The 7 biggest Pinterest Marketing mistakes and how you can avoid them risulta fondamentale ottimizzare:

  • Il vostro profilo: nella descrizione usate keyword specifiche ed in linea con il vostro tipo di business;
  • Le vostre board: assegnate le vostre board (sia quelle create da Pinterest sia quelle create da voi) alle giuste categorie;
  • I vostri pin: fate in modo che i vostri pin siano POP (properly optimized pins). Per essere tali dovrebbero includere un’ immagine accattivante in grado di attirare l’attenzione, un’ adeguata descrizione contenente keyword, hashtag e citazioni e un link di destinazione corretto dove portare l’utente interessato.

Ebbene, ottimizzate pin, board e profilo per non perdere una buona occasione di generazione di traffico interessato e di qualità! 😉

3. “Strapinnare”

E’ vero, diventare “Pinterest addicted” con la voglia compulsiva di pinnare qualsiasi immagine che ci piace e ci entusiasma, è facile ma c’è un limite da non sorpossare. Esagerare con i pin e i repin, oltre ad andare a discapito di qualità e trasmettere l’idea di superficialità e poca attenzione, è spesso irritante per chi vi segue.  Saranno contenti i vostri follower se saranno costretti, al loro prossimo log in, a passare i  primi 5 minuti a scorrere in basso la board principale per vedere pin che siano diversi dai vostri? Crediamo proprio di no!

Evitate dunque l’esagerazione ed utilizzate un pensiero strategico per meglio interagire e catturare l’attenzione degli utenti.

4. Pinnare troppo in fretta

Abbiamo già visto che pinnare è facile, divertente e può creare una certa “dipendenza” portandovi a pinnare e ripinnare moltissime foto e/o immagini in pochissimo tempo, senza prestare la giusta attenzione. Come riporta Azzurra Tecente in un post su Pinterestitaly:

“Il rischio maggiore, a mio avviso, è fondamentalmente quello della de-contestualizzazione.

In Pinterest, ad esempio, sono presenti molti pin non argomentati, conteneti semplici appunti, un nome scritto al volo, una semplice considerazione (ho contato parecchi “wow” e “amazing” nella mia navigazione).”

Non fatelo! Pensate e prendete un po’ di tempo quando state per pinnare un’ immagine, leggete la descrizione, cambiatela, contestualizzatela e argomentatela, personalizzatela con keyword e hashtag ( si proprio il famoso “#”! potete scoprire come sfruttarlo al meglio in Hashtag marketing: come usare il cancelletto per creare buzz ), associatela alla categoria che meglio le appartiene e non dimenticate di inserire la fonte originale ( il link al sito web o il nome dell’autore) in modo tale che sia anche perfettamente ottimizzata 😉

In altre parole, prestate attenzione e dedicate quel po’ di tempo in più per evitare piccoli grandi passi falsi che potrebbero essere un colpo basso al vostro successo!

5. Pinnare i risultati di ricerca

Evitate di pinnare direttamente le immagini che trovate fra i risultati dei motori di ricerca (Google in primis, ad esempio, ha un ricco database di immagini). Perché, vi starete chiedendo? Perché non rimandano alla fonte originale creando un duplice problema:

  • Mancanza di credito: non viene dato il giusto riconoscimento a chi e dove è dovuto con spesso un’infrazione dei diritti di autore;
  • “Falsa” destinazione per coloro che sono interessati: non c’è nulla di peggio che vedere un’immagine che ci colpisce (un prodotto, una ricetta, un’infografica ect.), cliccare sul link ed essere rimandato alla pagina dei risultati del motore di ricerca dove non troveremo nulla che ha a che fare con il contenuto che ha interessato. E’ una delle cose più irritanti per chi vi segue e il modo migliore per perdere follower! Nell’immagine qui sotto, cerchiati in rosso, potete vedere due esempi di pin effettuati dai risultati di ricerca:

Dunque, non siate “pigri” e superficiali! Se volete pinnare un’immagine dai risultati di ricerca fate un piccolo sforzo e un paio di click in più per arrivare alla fonte originale dell’immagine. Darete il giusto credito a chi di dovere ed offrirete ai vostri follower il “luogo” giusto dove trovare ciò che cercano quando fanno pin, repin o like alle vostre foto!

6. Pinnare solo ed esclusivamente i vostri prodotti

Pinterest è assolutamente un’ ottima vetrina per mostrare e promuovere i vostri prodotti/servizi,  parlare e far parlare del vostro brand; ma attenzione, non siate sempre e solo autoreferenziali: non pinnate solo i vostri prodotti e le vostre immagini, non parlate solo di voi stessi e del vostro business. Le persone, infatti, non utilizzano Pinterest per vedere un catalogo online.

Quindi esponete i vostri prodotti, ma offrite ai vostri follower qualcosa in più. Si possono adottare 3 diversi approcci a riguardo:

  • Offrire il vero DNA del brand: utilizzare immagini per mostrare e raccontare ciò che la marca rappresenta realmente, la sua identità, il valore che vuole trasmettere e che vuole gli venga riconosciuto. Un esempio chiaro ed efficace che ci è molto piaciuto è l’approccio di Audi Italia, da sempre simbolo di avanguardia e innovazione, che ha deciso di creare una board condivisa denominata “L’avanguardia con Audi” in cui chiede agli utenti e follower di spiegare attraverso le immagini cosa rappresenta per loro l’avanguardia, invitandoli a contribuire ed interagire nella creazione della board. Co-creazione e giusta percezione valoriale quindi: niente di meglio per avvicinare la marca ai suoi utenti!
  • Sviluppare il Visual Storytelling: raccontare per immagini la storia del brand e/o dei suoi prodotti, mostrare visivamente quello che c’è alle vostre spalle, le tappe più importanti della vostra storia, le persone del passato e del presente, ciò che vi è dietro un prodotto per interessare e appasionare. Berto Salotti, ad esempio, ha dedicato una board, denominata “Sofa making“, al raccontare attraverso le immagini la creazione dei divani.
  • Coinvolgere e creare interazione: rendere le persone e i fan partecipi e attivi creando engagement, condivisione, viralità intorno alla marca e portanto allo sviluppo di comunità solide e partecipative ad essa legate. Uno dei modi migliori? Organizzare un contest! Interessanti i casi italiani di Profumerie Limoni con il contest Summer Bag e Stefanel con il Pin Foulard Contest.

7. Non scrivere la “description”

E’ vero, Pinterest è principalmente un visual social network in cui le immagini la fanno da padrona ma non sono le uniche con cui potete e dovete comunicare. Anche Pinterest ci offre infatti l’opportunità di aggiungere una description” ai nostri pin. Perchè  allora non sfruttarla in modo ottimale, secondo una buona strategia di content curation?

Ecco alcuni tips &tricks che potete seguire a tal proposito:

  • KISS (Keep it short and simple): non dilungatevi troppo, non copiate un intero post del vostro blog o un intera descrizione del vostro prodotto dal sito, non esagerate con aggettivi e superlativi. Al loro posto chiarezza, frasi brevi e semplici che vadano dirette al punto!
  • Hashtag, keyword e citazioni: scegliete con attenzione le keyword più significative e interessanti, anticipandole con un # o hashtag che, facilitando l’indicizzazione del contenuto nel motore di ricerca interno di Pinterest,  vi permetterà di ottenere visibilità, buzz e diffusione. Utilizzate inoltre le “citazioni“, digitando “@+nome“, in questo modo l’utente, ricevendo una notifica via mail, avrà la possibilità di interagire e comunicare con voi.
  • Call-to-action: incuriosite, fate domande, chiedete un parere, proponete un gioco, coinvolgete, offrite agli utenti un contenuto che li spinga ad agire.

Insomma, anche nel social network delle immagini un” buon copy” ha un ruolo di tutta importanza! 🙂

8. Non essere “social”

Una delle critiche che viene spesso alzata nei confronti di Pinterest è la mancanza di interazione in termini di conversazione, da collegare anche al punto 6.

Come ovviare? Ricordandovi di essere voi i primi ad essere “social”: pinnate, ripinnate, mettete i like ma soprattutto commentate, taggate altri pinners con il “@+nome”, ringraziate per i repin e i like, fate domande, proponete una call-to-action che spinga le persone a conversare con voi. Un esempio ci viene di nuovo da Audi Italia e le sue board!

Possiamo notare come i livelli di interazione e conversazione sono tutt’ altro che minimi. Voi cosa ne dite?

9. Non usare le board condivise

Pinterest offre l’opportunità di creare delle board aperte dove, oltre a voi, anche gli utenti potranno aggiungere pin personali alla vostra bacheca. Un modo ottimale di aprirsi agli utenti, alla loro partecipazione e collaborazione in un’ottica sempre più di co-creazione e co-generazione.

Un esempio? La board Africa&Colors di Alberta Ferretti, dove gli utenti, dopo aver ricevuto l’invito, hanno la possibilità di pinnare foto ed immagini che ricordano il tema Africa che ha ispirato la collezione Spring Summer 2012 di Alberta Ferretti.

Ecco il valore aggiunto che Pinterestitaly ha ritrovato nell’utilizzo delle board condivise:

  • unire le competenze;
  • condividere con gli utenti valori o temi specifici collegati ad un brand;
  • aumentare i follower;
  • essere sempre aggiornati.

10. Non monitorare, tenere traccia e analizzare

Se da un lato il successo o l’insuccesso del vostro profilo su Pinterest, come per qualsiasi social, è dato dalla capacità di creare interazione, scambio, conversazione, dall’altro è importante monitorare, tener traccia, analizzare per poter capire se la direzione intrapresa è quella giusta e, in caso contrario, trovare il modo per migliorarsi strada facendo.

Ci sono diversi strumenti che possono aiutarvi in questo obiettivo. Il nostro consiglio è utilizzarli in modo combinato, per non gettare al vento i vostri sforzi e massimizzare i risultati: Pinreach, PinPuff, Google Analytics, Pinerly.

E voi? Leggendo l’articolo avete scoperto di aver commesso uno o più di questi passi falsi? Oppure  conoscete altri piccoli grandi errori e avete voglia di darci qualche consiglio per superarli? Sono i benvenuti! 🙂

YouTube: come inserire i sottotitoli nei propri video in più di 300 lingue

I video hanno il grande pregio di poter comunicare efficacemente un messaggio e di far vivere emozioni vivide allo spettatore.

Nonostante però la qualità e la bellezza di un video, non è detto che questo diventi virale e/o raggiunga un grande numero di persone. La domanda cruciale diventa allora una sola: come si può fare aumentare il numero di visite e spingere il buzz?

Non bisogna innanzitutto dimenticare che i video sono potenzialmente esposti a chiunque nel mondo, ma non sempre sono ricercabili o comprensibili soprattutto per la lingua. E noi italiani lo sappiamo bene 🙁

La settimana scorsa lo staff di partner e creator YouTube ha pubblicato sul proprio blog un post, “Build a global audience on YouTube by translating your captions”, che presenta una novità molto importante: la possibilità – grazie a Google Translate – di inserire i sottotitoli nei propri video in più di 300 lingue (qui la lista completa).

Inserire i sottotitoli in più di 300 lingue: ecco come funziona!

Vediamo allora come sfruttare al meglio questa bella opportunità.

Innanzitutto è indispensabile avere una traccia scritta del proprio video (se non l’avete pronta, può essere una scocciatura farlo a mano, ma sicuramente ne vale la pena). Passate poi a “Gestione Video” su Youtube e cliccate su “Richiedi traduzione”. Scegliete la lingua in cui volete tradurre e cliccate su “Avanti”.

YouTube creerà automaticamente un documento con la traccia tradotta; ma si sa, con le traduzioni automatiche non si è mai troppo sicuri sulla loro correttezza, così la piattaforma ha pensato bene di dare la possibilità agli utenti di correggerle. Come? Vi basta aprire il documento e invitare chiunque ad aiutarvi nella traduzione, oppure potete darci un occhio voi stessi.

Nel caso sceglieste questa seconda opzione, dopo aver selezionato la lingua, YouTube aprirà la traccia dei sottotitoli con il tool di Google Translator, in modo da tradurre il testo più velocemente.

I sottotitoli però funzionano bene quando sono sincronizzati al video. Per questo motivo su YouTube è possibile editare la traduzione facendo scorrere il video, oppure accedere alla preview prima della pubblicazione.

Una volta terminato il tutto, cliccate su “Pubblica” e la vostra traduzione sarà ora accessibile insieme al vostro video.

I vantaggi dei sottotitoli: audience e facilità di ricerca

Inserire i sottotitoli nei propri video di YouTube non significa solo aiutare i visitatori stranieri a comprenderli meglio, ma li rendono anche più facilmente ricercabili.

Se volete vedere come escono i sottotitoli, date uno sguardo a Life in a Dayil primo social movie prodotto proprio grazie alla community YouTubetradotto in 26 lingue! 🙂

Candidati come Speaker per La Battaglia delle Idee!

Hai un’idea che ha funzionato, sai formare talenti e sai come si arriva al successo? Sai cosa vuol dire vivere una vita da innovatore? Sei un esperto di marketing, coding&design o business?

Proponiti come speaker per il barcamp del 12 ottobre, in occasione de La Battaglia delle Idee!

Per permetterci di selezionare il tuo speech, ecco cosa devi fare:

1: Prenota un Ticket Speaker su Eventbrite

Lo trovi qui, ma affrettati perché i posti sono limitati!

2: Invia la proposta di speech via mail

Invia ad adele at ninjamarketing punto it entro questo venerdi’ 5 ottobre, alcune informazioni. Ogni speech puo’ durare massimo 15 minuti e va inquadrato all’interno di uno fra tre ambiti: marketingcoding&designbusiness. Cerchiamo consigli pratici, guide e tutorial dedicati a startupper, innovatori digitali e non.

Da inviare via mail:
Titolo dell’intervento e ambito in cui si inserisce
Breve descrizione del contenuto (3-4 righe)
Slide/canovaccio di testo<
Eventuale preferenza vincolante di data 12/13.
Che la #battle12 abbia inizio!

TEDx Bologna: Passione e creatività si incontrano il 13 ottobre! [EVENTO]

Dal 1984 TEDTechnology, Entertainment, Design – dà voce alle “idee che meritano di essere diffuse”.

Da TED, nasce TEDx: l’evento annuale in cui le eccellenze in campo artistico, tecnologico, sociale e di business che sono riuscite ad unire passione e creativà, si incontrano e mescolano le proprie idee.

TEDx Bologna: 13 ottobre – Passione e creatività

E proprio “Passione e creatività sono le parole d’ordine nel TEDx di quest’anno.

Il prossimo appuntamento italiano, previsto sabato 13 Ottobre a Bologna, vi aspetta le tre sessioni scelte per questo appuntamento: Passione tecnologica, De modernae creatività e The ispiring generation.

Tanti i protagonisti di questo appuntamento imperdibile:

Francesco Baschieri – fondatore dell’innovativa radio web Spreaker, Cristiana Collu – direttrice del Mart di Rovereto, Alberto Cottica – autore di Wikicrazia e consulente del Consiglio d’Europa, Elena Favilli – recente vincitrice di Mind the Bridge con la sua app per Ipad “Timbuktu”, Flavia Marzano – presidente degli Stati Generali dell’Innovazione e Advisor Board di Expo 2015, Alberto Masetti -co-fondatore del primo The HUB in Italia, David Orban – docente e consigliere della Singularity University e Cecilia Strada, presidente di Emergency e poi tanti, tanti altri!

Come sempre al TEDx il possibile si intreccia con il reale generando un’infinità di mondi possibili.
E proprio ad incarnare il filo che lega il presente e il futuro, il simbolo scelto per la manifestazione di quest’anno è “Lo scriba del XXI° secolo” di Simona Ragazzi, che unisce contemporaneo e arcaico.

Suggestiva la sua voce narrante del trailer dell’evento…date un’occhiata!

Dopo aver visto il video sicuramente non vedete l’ora di raggiungere l’ex fabbrica di piastrelle decorate a mano che incarna la volontà di rinascita dell’intera città di Bologna, che dopo i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la riportò in vita.

E allora fatevi un giro virtuale nel programma che vi aspetta e poi gambe in spalle il TEDx 2012 e le sue suggestioni creative vi aspettano al Loft B-e20 in via Barozzi 3 i/n chiaramente a Bologna.

“Dovete provarci, e andare incontro al futuro con la speranza e con la determinazione non tanto di credere alle nuove idee, quanto di fuggire dalle vecchie”.

Stampa lenticolare: la creatività tecnologica al servizio di Karim Rashid

La nuova frontiera per la comunicazione stampata? Secondo l’azienda italiana TreD è la tridimensionalità. Oggi più che mai comunicare efficacemente è una necessità e la stampa lenticolare H3D® System, sviluppata da TreD, consente di ottenere effetti di animazione e di movimento che catturano l’attenzione dell’osservatore veicolando al meglio il messaggio, sia esso pubblicitario o artistico.

Ricordate le card nelle confezioni di merendine che cambiavano immagine muovendole? La stampa lenticolare riprende lo stesso principio, con una qualità decisamente migliore e applicando questi effetti anche su vaste superfici. I materiali lenticolari (interamente riciclabili e quindi ecosostenibili) consentono di dare l’illusione della tridimensionalità con profondità e nitidezza, facendo vedere all’occhio sinistro un’immagine diversa da quella vista dall’occhio destro, oppure permettendo di vedere immagini diverse al variare del punto di vista.

Con l’intento di rispondere alle esigenze del mercato di una maggiore tridimensionalità, un movimento sempre più articolato ed un materiale ultra-sottile è stata ideata la nuova linea di prodotti Extra (XD® Extra Depth, XM® Extra Motion, XS® Extra Slim) in grado di compiere una vera e propria magia in pochi millimetri di spessore.

Le applicazioni di questa tecnologia sono infinite, e oltre ai brand famosi, anche artisti da tutto il mondo hanno percepito le potenzialità di questo strumento, che può rivelarsi un supporto all’avanguardia per la produzione artistica.

Il designer americano Karim Rashid, spinto da un costante desiderio di incorporare tecnologie innovative nella sua produzione artistica, si è avvalso più volte della stampa lenticolare H3D® System per la realizzazione delle sue opere, ne sono un esempio il progetto realizzato per la stazione della metropolitana di Napoli e la mostra attualmente in corso presso la GERING & LOPEZ GALLERY EXHIBITIONS di New York, da cui sono tratte le immagini che vedete in questa pagina. Ovviamente per essere apprezzate appieno le opere andrebbero viste dal vivo, per rendersi conto della straordinaria tridimensionalità che si fonde perfettamente con il mix di pittura, scultura, disegno e digital design, che offrono uno spettacolo coloratissimo e coinvolgente per lo spettatore.

Gli effetti 3D e di animazione impreziosiscono il loro supporto e conferiscono valore aggiunto agli oggetti, pur nella loro semplicità di realizzazione ed installazione:

Numerosi altri artisti utilizzano la stampa lenticolare, come Ara Starck, che ha inserito dei quadri lenticolari nella sua personale parigina e Annette Meyer che in occasione della sua mostra intitolata “Icon Dressed-Body Wrapping” esposta al Trapholt Museum (Danimarca) ha realizzato un progetto lenticolare integrando più elementi di grande e piccolo formato.

Ancora una volta il Made in Italy riesce a farsi apprezzare nel mondo, ed a contraddistinguersi per la resa estetica e l’alto contenuto tecnologico.

Mangiare sostenibile: si può fare impresa creando valore per sé e la collettività

Sapevate che investendo alla fonte, noi consumatori possiamo abbassare drasticamente il costo dei generi alimentari e stimolare la stabilità finanziaria delle fattorie che producono i prodotti che desideriamo avere?
Vi piacerebbe a quel punto entrare in contatto diretto con aziende agricole e acquistare, magari sotto forma di abbonamento, le loro ceste di prodotti d’eccellenza?

Nasce jenuinō

All’interno di un ambizioso progetto marketing “social oriented”, che punta a dare risposte alle esigenze del nuovo consumatore, nasce jenuinō, una startup che si definisce “un movimento dal basso”, appena lanciato e presentato alla Luiss di Roma.

Sviluppato su un’idea iniziale di Giacomo Bracci, ora supportato anche da Marco Visibelli e Alex Giordano, dire che opera nel settore agricolo-alimentare è piuttosto riduttivo, perchè la commercializzazione dei prodotti tipici, focus del progetto, è legata a biodiversità, tradizioni locali e un nuovo modo di concepire gli spazi urbani grazie alla tecnologia.

Uno dei punti di forza di questa impresa sociale è

accorciare la filiera raggiungendo direttamente i consumatori finali (famiglie, ristoranti, mense, catering) che siano in grado di riconoscere ed apprezzare il valore nutrizionale e genuino delle nostre produzioni più qualificate.

La Vision è passare concretamente dalla dimensione del consumo alla dimensione dell’esperienza d’acquisto, con particolare cura degli aspetti culturali e sociali che danno vita ai prodotti immessi nel mercato.

La Mission del progetto è quindi partecipare nello sviluppo di un futuro sano e sostenibile, aiutando a coltivare e produrre cibo con la massima integrità morale ed etica mediante la partecipazione attiva alla nostra comunità.

Abbiamo chiacchierato con Giacomo per capire meglio il meccanismo di jenuinō e questo è il frutto della nostra discussione.

Cosa fa concretamente jenuinō?

Ha innanzitutto rilevato un intreccio di problemi legati al nostro stile alimentare e quindi di acquisto dei beni primari, legati alla classica diversità dei modelli urbano e contadino.

Partendo dal presupporto che per ogni euro speso, solo 18 centesimi vanno al produttore, mentre i restanti 82 si ‘perdono’ in intermediari, pubblicità e comunicazione, jenuinō vuole compiere un’inversione di tendenza, ponendosi come facilitatore tra le famiglie che producono e le famiglie che consumano, accorciando appunto il più possibile questa filiera e garantendo qualità e totale trasparenza nei processi produttivi, nella comunicazione, nei trasporti.

Ma se ci facciamo caso, infatti, da una parte ci siamo abituati a non mangiare più prodotti genuini, dall’altro abbiamo visto entrare in crisi le aziende agricole e le fattorie a gestione familiare, di cui le nostre comunità locali continuano ad essere piene nonostante tutto, perchè non abbiamo trovato un modello di successo per mettere in commercio quanto producono.
Noi allora ci siamo posti prima di tutto come movimento culturale che, attraverso l’utilizzo dei nuovi mezzi di informazione, vuole ricreare una consapevolezza intorno alla filiera dei prodotti di ottima qualità.

Secondo noi è attraverso l’acquisto prepagato dei prodotti che si desidera ricevere sulla propria tavola, quindi permettendo l’organizzazione della produzione a monte, si mette il fattore in condizione si chiedere sempre meno liquidità alle banche (avendo un mercato sicuro dall’inizio della stagione), di rendersi autonomo e concentrarsi su ciò che sa fare meglio, ovvero coltivare prodotti di altissima qualità.

Chi sono quindi i suoi clienti?

Sono due i gruppi di clienti a cui ci rivolgiamo: le famiglie, che si abbonano, e le aziende, con le quali lavoriamo a stretto contatto per migliorare costantemente il loro prodotto. Proprio oggi ero in un azienda di dolci fantastici che sostituirà la loro farina 00, che fa male ai celiaci, con una farina macinata a pietra jenuinō, fatta di grani antichi come abbondanza e gentil rosso: ecco in una sola mossa come riusciamo ad impattare il mercato, mangiando bene e sostenendo le aziende, dalla produzione alla commercializzazione dei prodotti.

In che modo viene gestita la filiera?

Tutto il progetto prevede la creazione di uno specifico social network in cui le aziende verranno inserite gratuitamente per interagire con migliaia di utenti, fornendo notizie sui propri prodotti ed i propri servizi (agriturismo, corsi, didattica, feste ed eventi in genere), le proprie peculiarità e le proprie storie, puntualmente aggiornabile.

Abbiamo già sperimentato attraverso un evento, quello dello scorso 21 e 22 settembre presso l’Università Luiss, nostra partner del progetto, che le aziende sarebbero interessate ad operare insieme a noi.

Pensate che al lancio di jenuinō hanno partecipato 72 aziende con 54 campionature: per noi é stato un successo considerando che, oltre a quelle presenti, avevano già aderito all’iniziativa altre 33 – per un totale di 105 – aziende che, per motivi di lavoro (in molti casi la vendemmia!), non hanno potuto presenziare all’incontro conoscitivo.

E come si relaziona con il mondo dell’eCommerce?

Noi facciamo sistema-prodotto. Vendiamo cioè un prodotto (le ceste), un servizio (la consegna a casa) e un ecosistema esperienziale (la piattaforma social, il fatto che puoi prenotare corsi in fattoria, alloggiare in agriturismo, fare la vendemmia, la transumanza, quindi co-creare con noi il prodotto) facendoti vivere insomma un’esperienza rurale completa, dalla terra alla tavola.

Il valore aggiunto di jenuinō rispetto ad altri e-commerce é che le ceste sono altamente personalizzabili, cioè che l’utente può ricevere a casa un vero e proprio servizio di nutrizionismo a domicilio, quindi ad esempio se sei celiaco avremo la cura di non venderti prodotti contenenti farine o se soffri di pressione alta non ci verrà in mente di proporti salumi nella cesta.

La principale differenza fra jenuinō e le altre piattaforme risiede in un algoritmo proprietario capace di adattarsi automaticamente al gusto del nostro abbonato, riconoscendo, anticipando e perfezionando i suoi gusti, offrendo quindi un’esperienza unica, capace di intrecciare traduzione e innovazione grazie al supporto tecnologico.

Cosa prevede adesso la timeline del progetto?

jenuinō partirà già da novembre con la consegna settimanale su Roma e Firenze di ceste di prodotti tipici certificati o comunque garantiti, cioè esenti da prodotti chimici, tutti provenienti dalla Maremma.
Il progetto é stato presentato comunque a livello nazionale, infatti sta partendo anche a Bologna, Milano e Salerno.
Intanto stiamo anche lavorando alla versione italiana del video che vi abbiamo mostrato e ci farà piacere essere raggiunti anche sulla Fanpage e su Twitter.

E voi, invece, cosa ne pensate di quest’idea? Vi piacerebbe portarla anche nella vostra comunità? Contattateci e vi aiuteremo a mettere insieme tutte le sinergie per sviluppare con successo il vostro progetto!

La Sagrada Familia diventa Ode à la vie [VIDEO]

Una Sagrada Familia illuminata da immagini a colori. Questa è la grande novità della festa de La Mercè 2012 di Barcellona, il Festival annuale che dice addio all’estate e dà il benvenuto ai mesi più freddi.

L’ospite speciale di questa edizione è stata senza dubbio la città di Montreal, la quale rende orgogliosamente omaggio all’invito offrendo uno spettacolo multimediale sulla facciata della Natività della Sagrada Familia, simbolo culturale della capitale catalana.

Artisti visionari e maghi visivi sono le giovani menti creative che compongono la Moment Factory, un’azienda canadese leader nella produzione di videomapping ed installazioni multimediali, che conta ad oggi più di trecento spettacoli in tutto il mondo.

Sedici proiettori, per uno spettacolo illuminotecnico davvero impressionante, psichedelico, che attraverso tecniche di video-mapping e il sistema di playback X-Agora, colorano le note del brano Ode à la Vie, animando la Sagrada Familia in memoria dell’irrefrenabile e selvaggio istinto creativo di Gaudì.

Se non avete avuto la fortuna come me di essere a Barcellona durante quei giorni, potete gustarvi lo spettacolo nel video.

iPhone5, lo scherzo ai fan in fila [VIRAL VIDEO]

In fila per ore in attesa dell’apertura del negozio per aggiudicarsi l’ultimo nato di casa Apple, hanno assistito attoniti e impotenti alla scena che mai avrebbero voluto vedere. Ma niente paura, è solo un perfido e riuscitissimo scherzo!

Una candid geniale quella messa in rete dal canale YouTube Awesomeness Tv. Un finto commesso Apple semina il panico fuori dal negozio ancora chiuso facendo cadere rovinosamente al suolo le scatole piene di iPhone5.

Espressioni di puro terrore quelle dei presenti, miste a rabbia e sconforto nel vedere andare in frantumi il loro sogno tecnologico. Uno scherzo di cattivo gusto a detta di tutti i presenti alla ‘lunga notte dell’iPhone5’. Stando ai milioni di commenti al video, invece, uno scherzo meritato e dovuto a tutti quelli che, sprezzanti della crisi economica di livello mondiale, non hanno comunque rinunciato al privilegio di essere tra i primi possessori del nuovo melafonino.

E non è l’unico scherzo ai danni dei fan dell’iPhone5. Molto divertente anche il video sul telefono ritrovato a terra!