Lo sguardo poetico di Vitùc alle piccole cose della vita [VIDEO]

Molto spesso i video che circolano di più attraverso la rete sono quelli più semplici, quelli che raccontano delle piccole cose delle vita, di emozioni magari semplici ma che ci accomunano: questo caso non è diverso. Parliamo dell’ultimo video di Vitùc, filmmaker piuttosto conosciuto nel web appena tornato con “The Pleasure of“.

Questo poetico ed evocativo cortometraggio è stato girato utilizzando un iPhone 4S ed una Canon 7D. Tante situazioni diverse, tutte così familiari, tutte ritratte per brevissimo tempo, a sottolinearne il carattere quotidiano ma, tuttavia, intenso.

Particolarmente d’effetto si rivela la prospettiva utilizzata per la ripresa: l’autore focalizza l’intero significato del video nel concetto del “punto di vista”, tematica enfatizzata anche dal brano “Depende” di Jarabe de Palo che si sente in sottofondo in un paio di punti.

Che dite, può essere un piccolo promemoria prima di tornare tutti allo stress del lavoro?

Diventare Sviluppatori di App

Come Diventare Sviluppatori di App

Diventare Sviluppatori di App
Il lavoro più ambito sembra essere Diventare sviluppatori di App.  L’idea di misurare la propria creatività con un mercato  internazionale, vede nel mobile, sempre di più la frontiera dell’oro, appunto l’app economy. Dall’edicole alle scuole professionali è la  cosa più richiesta più proposta… l’ultima novità. Come è stato per  il boom dei WebMaster così sembra ripetersi il cliché dell’appista.  lol
In questi due anni, anche noi guerrieri di Ninja [Mobile] Marketing abbiamo partecipato a questo fenomeno. Si parla di scuola italiana nel produrre le app con distinzione. A giocarsi lo scettro di capitale ci sono Napoli, Milano, Roma, Venezia e questo spesso corrisponde anche con una forte concentrazione del fenomeno di nuove

Startup che propongo nuovi soluzioni e nuovi servizi proprio sulle  app. Noi ninja abbiamo accelerato l’app mania e questo fenomeno? Chissà! 😉

Noi, come guerrieri, siamo soddisfatti, perchè combattiamo per  cacciare novità e informazioni utili di questo mercato veloce, anzi no velocissimo, per voi che ci leggete anche d’estate, perché  siete la nostra comunità, una platea di professionisti, studenti, appassionati… siamo contenti che ci seguite ormai da 2 anni e vi salutiamo con questa inforgrafica, insieme ad alcuni link che presentano la nostra storia qui.

HowTo App Developer

Lorenzo Muro

Claudia Ingrassia

Francesco Piccolo

La Rude Goldberg di Lynk per il milione di fan su Facebook [VIDEO]

Lynx ha recentemente raggiunto il milione di fan di Facebook: per celebrare il successo, l’alter ego inglese di Axe ha realizzato il video “1 Million Facebook Fans Rube Goldberg Machine“.

Sebbene utilizzato spesso nei web film diffusi in rete negli ultimi mesi, il concept funziona molto bene in coppia con questo brand che, da sempre, gioca la sua comunicazione sul concetto di “effetto a catena” e di “sentirsi bene”, enfatizzato qui anche dal brand “Feeling Good” di Max and Simon.

Essendo Lynx il primo marchio della Unilever a raggiungere questo successo in UK e Irlanda, il video vuole essere ben più di una semplice formula di ringraziamento: lungo l’evolversi del macchinoso processo della Rude Goldberg i creatori hanno infatti piazzato numerosi riferimenti alla storia del brand, che solo i fan più affezionati possono riconoscere. Un esempio, le ali d’angelo della campagna “Excite“.

Il team di TMW ha impiegato tre settimane per realizzare il video, dove compaiono anche il direttore creativo Graeme Noble, il vice direttore creativo Jeff Bowerman, il copywriter Dave Parker e il planner Mike Philips. La Rude Goldberg è stata progettata da Nick Ramage.

Contraffazione e concorrenza sleale: il perché della lotta contro il falso

GDF sequestra 8 milioni di articoli contraffatti

Il nucleo delle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino ha appena concluso l’operazione denominata “Luna Rossa”, centrando un importante obiettivo per la lotta alla contraffazione.

Nei depositi scoperti, localizzati principalmente a Napoli, Roma e Venezia, sono stati trovati oltre otto milioni di articoli contraffatti, che spaziavano dagli orologi dei più noti marchi Rolex, Cartier, Tag Hauer e Chopard alle calzature Hogan, Nike, Adidas, fino agli occhiali Rayban e Safilo.

L’operazione ha portato inoltre all’arresto di sette membri dell’organizzazione ed alla denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Roma di altri quattordici affiliati.

Maxi sequestri nella Chinatown milanese

Il 23 Agosto nella Chinatown di Milano ed in zona Buenos Aires, le forze dell’ordine hanno compiuto diverse operazioni volte al sequestro di oltre 45000 di articoli contraffatti.

Le varie operazioni hanno portato al sequestro di 12mila foulard a marchio Louis Vuitton e Burberry, 25000 braccialetti in tela Cruciani che venivano venduti dai titolati cinesi dei negozi al costo di 3 euro. Sono stati sequestrati anche gioielli contraffatti della linea Dodo di Pomellato, bracciali con il cuore della linea Ops Objects e pile a bottone contenenti una quantita’ di cadmio dieci volte superiore al consentito.

I titolari degli esercizi commerciali perquisiti sono stati denunciati per contraffazione e ricettazione.

I recenti fatti di cronaca dimostrano che la contraffazione costituisce un vera e propria piaga per il nostro Paese. Vi proponiamo le risposte alle domande più frequenti sull’argomento per cercare di capirne di più.

La lotta alla contraffazione: i dati del 2012

53 milioni sono i prodotti sequestrati nei primi 7 mesi del 2012

6000 le persone denunciate

94 gli aresti, nel 41% dei casi si tratti di italiani

7300 i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, circa 35 al giorno.

La FAQ sulla contraffazione

Che cosa s’intende per merce contraffatta?

“Per merce contraffatta, o counterfeit trademark goods, si intende il prodotto, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio commerciale identico ad uno validamente registrato per lo stesso tipo di prodotto o, comunque, un marchio che non ne possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali” (definizione Reg. (CE) n. 1383/2003).

Quali sono i prodotti maggiormente contraffatti?
I cinque prodotti maggiormente contraffatti o piratati a livello mondiale sono: gli oggetti in pelle, le sigarette, i giocattoli, i CD e i DVD e i tessili.

Ci sono rischi per il consumatore?

Determinati prodotti, si pensi ad esempio ad alimentari, farmaci, giocattoli o all’abbigliamento, potrebbero comportare rischi per la salute di chi li consuma. Ci sono moltissimi casi di allergie causate dalle tinture utilizzate per l’abbigliamento, oppure danni anche gravi a causa di giocattoli fabbricati con materiale infiammabile.

Quali sanzioni sono previste per chi acquista merce contraffatta?

La sanzione per chi acquista merce contraffatta (senza averne accertata prima la provenienza) va da 500 a 10.000 euro, con la confisca obbligatoria dell’oggetto dell’illecito. La sanzione pecuniaria è maggiore (da 20.000 fino ad 1 milione di euro) se l’acquisto è effettuato da un soggetto diverso dall’acquirente finale.

Perchè è importantere combattere la contraffazione?

Il fenomeno comporta conseguenze per (a) le imprese copiate e (b) lo Stato, ma costituisce anche e soprattutto un crimine contro (c) la società civile.

(a) La vendita dei prodotti contraffatti danneggia economicamente le imprese vittime del furto sia attraverso una perdita diretta sul fatturato, dovuta alla quota di mercato sottratta dalle aziende del falso, sia una perdita indiretta dovuta ai danni arrecati all’immagine dell’impresa.

Le aziende lavorano alla reputazione del proprio marchio per anni e investono importanti somme di denaro in per migliorare sempre più i loro prodotti.
Chi falsifica immette sul mercato prodotti simili, ma di qualità scadente.

Il consumatore spesso non sa distinguere l’originale dal falso, per questo identificherà come responsabile della sua esperienza negativa l’impresa “in regola”, scegliendo di non acquistarne più i suoi prodotti.

(b)Anche per quanto riguarda lo Stato possiamo distinguere diversi aspetti negativi: un danno economico diretto dovuto alla totale evasione fiscale e contributiva, una serie di costi sociali,ovvero il mancato rispetto di norme per la sicurezza sul lavoro e il danno di immagine per il Paese.

La presenza in Italia di un così elevato mercato del falso scoraggia gli investimenti esteri nel nostro paese e rovina la reputazione delle aziende che esportano il Made in Italy rispettando le regole.

(c) La lista degli aspetti che danneggiano la società civile è lunga: sfruttamento del lavoro nero, complicità forzata richiesta a chi lavora, produzione di denaro “in nero”, con conseguente riciclaggio di denaro sporco, senza considerare che la contraffazione costituisce per la criminalità organizzata un’area di investimento più sicuro rispetto alle altre attività come lo spaccio di droga, della gestione della prostituzione e del gioco d’azzardo, del controllo dell’immigrazione clandestina e del lavoro nero.

E allora pechè c’è tutta questa differenza di prezzo?

Il mancato pagamento delle tasse, l’utilizzo di materie prime scadenti e tutto ciò di cui abbiamo parlato, consentono a chi falsifica di offrire prodotti a prezzi stracciati , operando una concorrenza sleale nei confronti di chi rispetta tutte le leggi del mercato.

Veramente preferiamo risparmiare rischiando di prenderci un’allergia o facendo chiudere la fabbrica che fa tutto in regola? Fateci sapere cosa ne pensate!

L'università a portata di app

@Thinkstockphotos

 

Agosto è il mese del caldo e delle spiagge affollate, ma anche dei pensieri ansiosi degli studenti.

L’estate tra gli Esami di Stato e il primo anno di Università è quella che tutti ricordano con più inquietudine. Dopo le settimane di studio, i giorni dedicati ai percorsi tematici, i tre esami scritti e la prova orale il meritato riposo è incombente. E invece no, ecco nuove sfide in agguato dietro l’angolo.

L’università da scegliere, la città nuova da esplorare, una casa da cercare, studiare per i test d’ingresso e un marasma di altre cose a cui pensare. In realtà, è possibile rendersi la vita studentesca più semplice grazie a molte applicazioni: oggi vi proponiamo le migliori che abbiamo scovato sullo store Apple.

Istudiez Pro

Una volta aver fatto l’iscrizione all’Ateneo d’interesse e aver superato il test d’ingresso non c’è bisogno di sentirsi spaesati, esistono tante altre applicazioni che possono essere utili.

Istudiez Pro è la timetable per gli studenti compatibile con tutti gli iDevice, dal vostro iPhone all’iPad  e che esiste anche per Mac, permettendovi la sincronizzazione tra i diversi dispositivi.


È possibile personalizzare il proprio orario in maniera accurata inserendo il titolo del corso, il nome del docente, la localizzazione delle lezioni, il rilevamento degli appelli e persino la registrazione del voto d’esame.

Una volta istallata l’app sul proprio device, nell’interfaccia Smart Today avrete a disposizione una visuale giornaliera della propria giornata universitaria, con i periodi di sciopero o interruzione delle lezioni. Un vero e proprio calendario interattivo multifunzionale che, grazie ad un gradevole design, risulta molto apprezzato ed utilizzato dagli studenti. Prezzo: 0,79 €

Cliccate nelle immagini qui sotto per le versioni dell’app a pagamento e lite:

 

Libretto

Libretto è l’applicazione per gestire con facilità il proprio Libretto Universitario.
È possibile inserire informazioni sul numero dei Crediti Formativi di ogni esame (CFU), la data dell’appello e il nome del professore che svolge il corso.

Inoltre, è possibile calcolare il periodo totale di frequenza dell’università, il calcolo del probabile mese di Laurea valutando il numero di crediti già superati e quelli ancora da superare, e il voto minimo necessario per riuscire a mantenere una determinata media.
Dimenticatevi tutte i calcoli approssimativi ottenuti con le calcolatrici, Libretto, con il suo appeal personalizzabile con il logo della propria università, provvede già a tutto.

Può succedere di non aver portato con se’ il proprio device, Niente paura, con la versione online dell’app è possibile consultare gli esami ovunque e in qualsiasi momento. Prezzo: 1,59 €

Cliccate nell’ immagine qui sotto per la versione dell’app a pagamento:

 

 

 

Penultimate

Penultimate è l’applicazione che ti permette di prendere appunti, crea schizzi, aggiungere le note alle foto e condividere le proprie idee in università, in viaggio o comodamente a casa.

Le opzioni dell’inchiostro gel e del gessetto danno reale veridicità e leggibilità a qualsiasi calligrafia. È possibile scrivere o disegnare a colori oppure con il classico inchiostro nero.

In più, esistono tre diversi stili di foglio fotorealistico. Nel caso in cui quest’ultimi non dovessero soddisfare le proprie esigenze, all’intero della Cartoleria dell’applicazione si posso scaricare altre tipologie.

Penultimate permette di dividere in differenti cartelle gli appunti presi, in modo tale da non confondere una materia dall’altra.

In più, l’opzione di trasformare delle singole pagine o degli interi taccuini in formato PDF contribuisce alla collaborazione tra colleghi che in ambito universitario è sempre fondamentale. Prezzo: 0,79 €

Cliccate nell’ immagine qui sotto per la versione dell’app a pagamento:

 

DocsToGo


DocsToGo
è un’altra app molto quotata tra gli universitari poiché permette di modificare, creare e visualizzare file Word, Excel, PDF, PowerPoint, iWork e molti altri.

Ormai in commercio da 11 anni, DocsToGo  è un must per molti studenti che studiano o lavorano ai propri elaborati fuori casa durante le pause tra le lezioni. I tanti anni di rodaggio, hanno fatto sì che l’applicazione possa essere sempre più efficiente e completa per qualsiasi lettura di file. Prezzo: 7,99 €

Cliccate sull’immagine qui sotto per la versione dell’app a pagamento:


 

 

 

 

 

Questi sono solo alcuni esempi delle tante applicazioni disponibili sul mercato, basta consultare l’Apple Store e scaricare quella che fa al caso vostro, in base alle proprie esigenze e alla facoltà frequentata.Caro studente, niente più incubi d’ora in poi le apps hanno la risposta ai tuoi problemi.

#Riseabove Nike, la campagna-racconto di Michael Jordan

Michael Jordan presenta la campagna #RiseAbove. La stella del basket americano racconta storie di ragazzi e persone comuni che amano il basket al punto tale da voler sfidare convenzioni etiche e sociali, difficoltà fisiche, limiti culturali.

L’agenzia Blast Radius ha realizzato diversi cortometraggi il cui obiettivo è quello di far comprendere che le regole sociali e culturali che impongono il decalogo delle cose che si devono o non devono fare può essere superato. Una campagna di marketing non convenzionale, quella di Jordan, che cerca di sfidare l’impossibile. Punta alla speranza e alla forza che lo sport riesce a dare a tutti, senza differenze.

Ma vediamo meglio alcuni dei video. Il primo, qui in basso, intitolato #RiseAbove Expectations racconta la storia di una ragazza irachena che cerca di sfidare le convenzioni sociali per giocare a basket. Tutti le dicono che il basket è solo per gli uomini e che le donne possono praticare tale sport soltanto a casa. Laylan è la capitana della squadra di basket dell‘American University of Iraq (AUIS) e afferma:

Noi siamo pronte a giocare a basket, siamo donne forti, siamo amiche, siamo una vera squadra. Tutte abbiamo sogni!”.

Nel secondo, dal titolo #RiseAbove Limits, si racconta la storia del giovane Scott Odom, sopravvissuto al cancro con un’amputazione, che supera i propri limiti fisici per poter giocare a basket. Lo sport diventa una vera e propria terapia.

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L’iniziativa #RiseAbove, oltre ai cortometraggi, include anche una sfida attraverso Instagram dove i fan possono caricare delle proprie foto.  Il tema è far vedere se stessi e come si può trionfare giocando a basket e superando le differenti avversità della vita. La foto dovrà essere taggata con l’hashtag #riseabove. Le foto che riscuoteranno maggior successo saranno inserite in una gallery sul sito di RiseAbove.

E’ proprio vero: la passione non ha limiti!

Professione Content Provider: quale piattaforma fa al caso vostro? [INFOGRAFICA]

Lasciateci indovinare: siete appena tornati dalle vacanze/ferie e avete creato la vostra bella to do list contenente i buoni propositi per ‘il nuovo corso’. E tra questi c’è anche la volontà di irrobustire la vostra presenza social, nell’obiettivo di ampliare la vostra gamma di contatti e – perché no – le opportunità professionali. Oppure siete già professionitsi del settore, ma la sosta vi ha fatto comunque pensare a nuove idee e alternative che non vedete l’ora di mettere nero su bianco.

Se le nostre ipotesi sono giuste, vi trovate di fronte a un primo, importante problema: dove cominciare a pianificare la vostra personale strategia di content marketing? I servizi certo non mancano, dai social network simmetrici/asimmetrici (pensiamo a Twitter) passando per le varie piattaforme di blogging in circolazione.

Per aiutarvi nella scelta e nello stesso tempo augurarvi un buon rientro, ecco allora un’infografica che può fare al caso vostro. La parte dedicata a Facebook, Twitter e Pinterest è forse un po’ old style nell’idea che su Facebook siamo collegati solo con i nostri amici, ma vale comunque come efficace ‘specchietto’ generale.

Se invece siete già online, impegnati nella gestione di uno o più di questi servizi, diteci: quali preferite e per quale motivo? Avete già sperimentato uno o più sfidanti dei social network oggi più diffusi (e di cui parleremo ampiamente nei prossimi giorni)?

Ceglie Food Camp: il raduno dei food blogger a Ceglie Massapica [EVENTO]

Lunedì 20 agosto si è svolto il Ceglie Food Camp, che ha richiamato food blogger, travel blogger ed appassionati di enogastronomia da tutta Italia per parlare di km0 e scoprire qualità e tradizioni dei prodotti tipici locali.

Lo scopo dell’evento, organizzato da Webinfermento ed S&L e patrocinato dal Comune di Ceglie Messapica, è quello di riflettere sul valore del prodotto locale e sul contributo che i food blogger possono dare alla diffusione della cultura del km0 e del consumo consapevole. Un barcamp su questo tema non poteva avere scenario migliore di Ceglie, punta di diamante della gastronomia pugliese con i suoi prodotti di alta qualità tra cui il biscotto di Ceglie e il pomodoro fiaschetto, entrambi Presidi SlowFood.


Il barcamp, previsto per il tardo pomeriggio, è stato preceduto da un tour enogastronomico di Ceglie, con degustazione presso alcune eccellenze locali come il forno da Sisina, i ristoranti Cibus e Botrus e la Masseria Montedoro.


Tra una cucchiaiata di pampanella ed un morso al biscotto cegliese, food e travel blogger avevano le mani indaffarate tra foto da scattare con Reflex e smartphone, appunti da prendere, impressioni da condividere su Twitter, Facebook e Co…questo non è stato possibile: il 3g purtroppo latita nella maggior parte dei vicoli bianchissimi di questa bellissima cittadina e non c’è wi-fi, un rifugio perfetto per chi vuole “disconnettersi” per qualche giorno e rilassarsi lontano dalla tecnologia, ma un piccolo tallone d’Achille nell’ambito di un evento dedicato ai blogger.

Nonostante questo, nell’arco della giornata sono state caricate 186 foto su Instagram con gli hashtag #cegliefoodcamp, #visitceglie e #walkinceglie per l’InstaFood Contest lanciato per l’occasione. La giuria, rappresentata da Instagramers Bari, ha infine premiato due tra le 5 foto che hanno ricevuto più like.

A fine giornata, tutti i partecipanti si sono radunati al Castello Ducale per il barcamp moderato dalla wine journalist Antonella Millarte e preceduto dalla presentazione del libro “Fornelli in Rete” di Francesca Martinengo. Gli interventi di food e travel blogger sono stati molto interessanti e hanno spaziato tra i temi della gastronomia, del blogging e del web 2.0. Ecco tutti gli speaker con relativi contributi:

  • Prodotti a km 0 – le responsabilità di un foodblogger – Giulia Scarpaleggia, Jul’s Kitchen
  • Il km 0 da regola ad eccezione – Pietro e Francesca, Singerfood
  • Al gusto non si comanda – Manila Benedetto, Gnammm!
  • La rivoluzione economica comincia a tavola – l’antispreco in attesa del 2014 – Nicola Difino, FoodingSocialClub
  • Il destination blog come strumento per raccontare storie del territorio – Marzia Kellar
  • Gnammo: eventi casalinghi per la diffusione del km0 e della tradizione – Walter Dabbicco, Gnammo
  • Aggiungi un posto a tavola che c’è un blogger in più – Eleonora Tramonti, Il Turista Informato
  • Gli ingredienti giusti per la ricetta del web – Francesca Campigli, Il Turista Informato

La giornata è stata davvero memorabile, sia per i partecipanti che hanno scoperto in Ceglie una città ricca di gusto e tradizione, che pone la massima attenzione nella qualità e tracciabilità dei suoi prodotti, che per Ceglie stessa che ha aperto le sue porte a chi ha fatto della passione per il viaggio e per il buon cibo un mestiere e può essere ambasciatore del messaggio che la città intendeva mandare con questo evento: il km0 e il consumo consapevole sono una scelta possibile, la migliore che si possa fare a tavola e non solo.

Top app per il ritorno dalle vacanze

Il caldo attanaglia ancora le grandi metropoli e molti di voi ci stanno leggendo dallo smartphone gustando un mojito sotto l’ombrellone, ma il calendario non mente: tra qualche giorno l’estate sarà finita e si porterà via le ferie. Non perdetevi d’animo: il segreto per un gran ritorno a casa è cogliere tutto ciò di positivo che c’è intorno a noi e, ovviamente, dare il massimo di sin da subito! I mobile device possono essere dei grandi alleati per il nostro back to work, ed è per questo che, dopo la top app per un’estate mobile, vi presentiamo la top 5 app per il ritorno dalle vacanze: un app per ogni passo fondamentale.

Mantenere la linea

Non importa se avete trascorso una vacanza avventurosa o un periodo di riposo e “degustazioni”: mantenere la linea è per molte persone il primo passo verso l’accettazione di sè.

  

Tra le varie fitness app che abbiamo provato, “Personal Trainer” è la più coinvolgente. Grazie ai due personal trainer virtuali, Jack e Sofia, potremo allenarci come in un vero centro di aerobica, con la possibilità di più di 1000 esercizi diversi. L’app è freemium: la maggior parte dei contenuti è gratis, mentre gli esercizi più sofisticati vanno sbloccati a parte.

Ritrovare l’equilibrio interiore

Se è vero che con la nostra prospettiva del mondo possiamo cambiare il destino nostro e delle persone che ci circondano, è importante ritrovare il nostro equilibrio interiore.

   

“99 meditation seconds” è quello che fa per noi: l’app si basa sull’assunto che la meditazione non è una questione di tempo, ma di profondità, ed infatti per utilizzare quest’app servono pochi secondi al giorno. Quotidianamente ci verrà chiesto di scegliere tra una delle tante carte che l’app ci propone, secondo il tema che avvertiamo più vicino in quel momento. Quando la carta si gira, viene rivelato un epitaffio che si ispira alle antiche tradizioni meditative. La versione a pagamento costa 1,59 euro e contiene 99 epitaffi casuali, la versione gratuita ne contiene 22.

Aumentare la produttività

I primi giorni di “back to work” possono essere molto duri, perchè bisogna riprendere i progetti lasciati in sospeso prima delle ferieo bisogna iniziarne di nuovi.

   

Prendere nota dei cambiamenti avvenuti o archiviare i nuovi progressi può essere un aiuto fondamentale nei primi giorni. “Notes Plus” è il non-plus ultra della produttività: grazie ad un’interfaccia semplice, intuitiva e allo stesso tempo versatile e potente, quest’app ci permette di prendere appunti in maniera molto simile al Galaxy Notedella Samsung. Quest’app ha solo due grandi difetti: è disponibile solo per iPad e costa €5,99. Nonostante questo, chi l’ha scaricata ha sempre dato un giudizio molto buono.

Procedere per mappe mentali

Armonizzare i processi rende il carico di lavoro dei primi giorni più sopportabile, e ci permette di creare il nostro “metodo su misura” per dare il massimo.

   

iThoughts, disponibile sia in versione normale che in HD, permette di costruire mappe mentali per dar luce ai nostri pensieri, creare organigrammi, cronogrammi, mappe dei processi, organizzando le proprie idee. La versione standard costa €5,99, ed è compatibile con iPhone, iPod e iPad, mentre la HDcosta €7,99 ed è esclusivamente per iPad.

Rilassarsi

Esasperarsi e consumare più energia di quanta ne serve per fare lavori in modo veloce e raffazzonato non porta mai a buoni risultati. E’ evidente che, a volte, prendersi una pausa dal lavoro (senza sfociare nel lassismo) aumenta la produttività totale.

Quale modo migliore per rilassarsi da questo caldo se non guardare un freschissimo acquario tropicale? Grazie a 3d Aquarium potremo coltivare un acquario HD, selezionando le varietà di pesciolini, dando loro da mangiare e giocandoci. L’app ha anche la funzione notturna, e quando si tocca il touch screen i pesciolini reagiscono come se stessimo toccando il bordo di un acquario. L’app completa costa €1,59, mentre la versione lite è gratis, ma ha una gamma limitata di pesciolini. Ovviamente il paniere delle app non finisce qui: ce ne sono tante altre che ci permettono un ritorno a casa più “soft”. Voi con quale app vi state “separando” dalle vacanze? Fateci sapere nei commenti, e speriamo che Settembre ci porti tante belle soddisfazioni e novità! Intanto qui sotto vi lasciamo i link alle App presentate nell’articolo.

              

Nuove divise ecosostenibili per McDonald's [INTERVISTA]

Se qualcuno tra voi fortunati è stato a Londra per seguire le Olimpiadi 2012, sicuramente avrà notato qualcosa di strano all’interno della catena più famosa al mondo di fast food. Stiamo parlando di McDonald’s e della sua nuova linea di divise ecosostenibili. Le nuove uniformi sono state create dall’agenzia inglese Hemingway Design, uno studio creativo famoso per le sue scelte “green”.

Le divise sono state realizzate attraverso il riciclo delle vecchie uniformi, e i grembiuli non sono solo in plastica reciclata ma sono anche reciclabili. Il tocco di design ovviamente non manca, le divise sono semplici ma con uno stile unico e molto “british” ed i colori giallo senape e verde cetriolo rendono le uniformi appetitose!

Qui di seguito un piccola intervista intervista a Wayne Hemingway che con il suo team ha cambiato veste al personale di Mc Donald’s:

Hemingway Design è una agenzia creativa multidisciplinare, quali sono gli ingredienti principali che rendono i vostri lavori unici?

Nella nostra agenzia creativa noi prendiamo soltanto i progetti che realmente possono avere un impatto positivo sulla società. Crediamo che il design possa veramente migliorare le cose che contano nella vita.

Realizzare le nuove divise eco per il marchio Mcdonald’s sarà stato sicuramente un progetto interessante e ardito, perché avete accettato?

Mc Donald’s si è veramente impegnata a trasmettere e a creare un pensiero sostenibile, spingendosi oltre i loro limiti, preoccupandosi del loro personale e impegnandosi a progettare.

La sostenibilità è uno dei  capisaldi della vostra agenzia. Per il progetto Mcdonald’s in che modo siete riusciti ad unire l’idea con la fattibilità?

Lavorare insieme per la creazione del ciclo chiuso di produzione (closed loop) alle uniformi del personale da McDonalds è un elemento degno di plauso, ed è un progetto a lungo termine che siamo stati in grado di far partire durante la nostra collaborazione.

A colpo d’occhio, sembrerebbe che il classico capellino da baseball sia stato sostituito da un delicato cappellino alla basco.  Il look delle nuove divise ha ben poco di “americano”, quali elementi avete rinnovato e quali invece avete eliminato?

Abbiamo ritenuto che le uniformi dovessero avere un nuovo restyle per riflettere i nuovi formati di progettazione europei dei ristoranti, ed anche far emergere e consolidare che Mc Donald’s è una vera attività di ristorazione e che è seria riguardo al cibo.

A cosa vi siete ispirati per la creazione delle divise?

Ad un classico ed intramontabile design “modernista”, qualcosa che riflette la giovinezza e il “colore” del marchio.

Questa nuova linea, che tra le altre cose valorizza il personale di McDonald’s, troverà spazio anche fuori dall’Inghilterra?

Al momento solo in Inghilterra.

Non basta essere creativi per riuscire a realizzare dei bei progetti. Qualche suggerimento per i giovani designer?

Bisogna immergersi in quello che ci eccita, lavorare sodo ed essere coraggiosi!