Il mouse che si adatta alla mano del giocatore: Level 10 M!

Basta mouse in plastica o piccoli mouse da portatile. La mano dei videogamer deve essere coccolata! Oggi vi portiamo alla scoperta di Level 10 M!

Da profano di videogiochi (ma blogger in simbiosi con il portatile) comprendo comunque i dolori della povera mano del geek (e non pensate male, mi riferisco all’infiammazione al tunnel carpale dovuta proprio al mouse). Mi sembra dunque doveroso comunicare l’esistenza di questo mouse che, a prima vista, sembra qualcosa uscito da un film di Lucas (meno che un mouse).

Level 10M è un mouse che si adatta alla mano del giocatore abituato a lunghe performance. Altezza e angolazione devono essere regolate manualmente.

Clic compulsivo? Fortunatamente il mouse è in alluminio, caratteristica che lo rende molto resistente nonostante la struttura aperta, pensata per contenere il surriscaldamento.

Questo mouse ergonomico è realizzato da Tt eSports in collaborazione con DesignWorksUsa (Gruppo Bmw) e costa 90 dollari.

Sì, 90 dollari. Che convenga spegnere il computer?

Memolane, alla scoperta del social service dedicato al nostro passato [INTERVISTA]

Amici Ninja, conoscete Memolane? E’ un progetto davvero interessante di cui vi avevamo parlato ormai un anno e mezzo fa e che permette di “ordinare” e “navigare” la nostra vita online.

Grazie al servizio gli utenti non hanno solo la possibilità di navigare nel proprio social-passato, ma anche di condividere le storie con i propri amici.

L’argomento e l’idea vi stuzzicano? Ecco allora per voi l’intervista a Benjamin Kimo Twichell, Marketing Director di Memolane. Abbiamo approfittato della fantastica opportunità per parlare del progetto, ma anche dell’importanza dello storytelling e dei ricordi, in un mondo che cambia rapido. Buona lettura!

Buongiorno Ben, benvenuto. Memolane in Italia è probabilmente ancora un servizio di nicchia. Presentiamolo ai nostri lettori!

Buongiorno a tutti! Memolane è una piattaforma che permette di far convergere e centralizzare 16 differenti social media in una singola timeline (lane). Questa può essere filtrata tramite parole chiave, range temporali e servizi, creando un’esperienza divertente e di valore per l’utente. La distinzione fondamentale in questo caso è che Memolane non è un altro servizio di social networking, ma interagisce con quelli a cui la persona è già registrata.

Memolane permette così di riscoprire i ricordi più belli con gli amici. Se un utente è collegato a un amico anche su Facebook, entrambi possono automaticamente collaborare insieme alle lane, scambiandosi contenuti.

Le stesse lane possono poi essere embeddate su altri spazi web, diventando così molto utili per musicisti, atleti o chiunque altro attivo sui social media e che possiede un sito web. Includere la lane permette al soggetto di presentare tutti i contenuti condivisi sui social media aggiornati automaticamente sul website.

Come è nata l’idea di Memolane?

Al nostro CEO Eric Lagier l’idea venne in mente mentre usava l’applicazione Apple Time Machine, che permette all’user di vedere una visual timeline di tutti gli hard drive data. Memolane trasporta questo sul web, aggiungendo una presentazione dei vari social data.

Memolane è un bellissimo diario digitale: quanto è importante trattenere e ‘salvare’ i ricordi oggi, in un tempo dove il ciclo di vita dell’informazione è breve e le notizie si muovono continuamente?

E’ fondamentale. Sinceramente non penso di avere nemmeno una foto stampata mia. Questo non significa che non apprezzi i miei ricordi, che anzi reputo davvero preziosi. E non sono l’unico ad averli trasportati in formato digitale. Prima di Memolane questi erano sparsi in rete in modo disorganizzato: Memolane li ha riuniti insieme per me.

In Memolane avete scoperto l’importanza dello storytelling prima dell’avvento della timeline Facebook: quanto pensi che Zuckerberg si sia inspirato a Memolane nel pensarla?

Siamo molto fieri di avere anticipato e realizzato l’idea della timeline prima di Facebook. Ma non possiamo prenderci alcun credito. Molte idee più o meno consapevolmente sono riprese e adattate da altre grandi idee viste in giro. Può essere che la timeline Memolane abbia inspirato Mark, ma personalmente penso sia improbabile. Sfortunatamente, non lo sapremo mai.

Come abbiamo detto, Memolane stressa il potere dello storytelling. Quanto pensi che questa tecnica sia importante per il successo delle strategie di digital marketing?

Ci sono diversi pensieri a proposito delle migliori azioni di digital marketing. Qualunque sia la strategia, è importante creare un brand e un’identità dietro ai prodotti o servizi offerti. E Memolane permette di farlo, indipendentemente che se ne faccia un uso personale o professionale. C’è la necessità di raccontare le proprie storie.

Avete in serbo nuovi progetti per Memolane? Quale sarà il suo sviluppo futuro?

In questo periodo abbiamo due progetti schedulati. Continuiamo a lavorare per inserire i ricordi sulla lane, con differenti formati e cercando di renderli più belli e fluidi. Continueremo anche a rendere il sito e l’intero servizio più social, divertente e intuitivo.

Inoltre, stiamo attuando un processo di redesign e miglioramento del Memolane embeddato sui siti web. Seguiteci e ne vedrete delle belle. Ci farebbe anche davvero piacere ascoltare e ricevere feedback dagli utenti e i gestori di website, a proposito di feature e opzioni che vorrebbero inserite negli sviluppi futuri del Memolane embeddato. Per qualsiasi idea o proposta, non esitate a scriverci.

Di giorno, Benjamin Kimo Twichell lavora come Direttore Marketing in Memolane, una tech startup con sede a San Francisco, impegnandosi per gestire il continuo sviluppo dei servizi social. Di notte, Benjamin occupa il tempo ascoltando, apprezzando e componendo musica

Rivoluzione energetica con l’autoricarica di eRALOS3

La sensibilità “green” cresce sempre di più ed un segnale, tra gli altri, è dato dal maggior spazio che viene dedicato (anche nella nostra sezione) alle tematiche connesse alla green economy, lo sviluppo sostenibile, ecc.

Fare innovazione tecnologica oggi non significa solo navigare nel mare del web e del mobile. L’innovazione tecnologica ed il “fare impresa” possono sposarsi in uno scenario “verde”, mettendo insieme design, moda, energia pulita con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.

Abbiamo un esempio degno di nota nel mercato italiano che ha seguito l’onda green: eRALOS3 è l’etichetta di un’innovazione tecnologica preziosa per salvaguardare l’ambiente, rendendo ogni individuo “energeticamente autonomo”.
Scopriamola!

“Your Connectivity and Green Energy anytime and anywhere”

“Ti serve un caricabatterie?” – “No, grazie. Io mi autoricarico”.
A breve risponderemo così quando sperimenteremo la comodità ed i benefici che eRALOS3 è pronta ad offrirci grazie alla rivoluzione energetica che ha messo in moto.

I prodotti eRALOS3, realizzati con celle fotovoltaiche flessibili e capaci di convertire l’energia solare in energia elettrica, possono essere facilmente applicati su capi d’abbigliamento, accessori e tanti altri oggetti, al fine di ricaricare il proprio smartphone o altro tipo di dispositivo elettronico portatile.

Il primo prodotto è SolarWriting, un’ innovativa cella solare fotovoltaica ibrida basata su una tecnologia di cui è stato già depositato il brevetto.
Ma il team sta lavorando già sull’engineering di un nuovo prodotto, SolExMa, che in realtà rappresenta la versione rivisitata di una prima variante. Ciò per rendere la SolarWriting tascabile e meno complessa in termini produttivi, così da sfruttarne le applicazioni su ogni tipo di oggetto “indossabile”.
La formula è top secret, in quanto il brevetto è in fase di scrittura e verrà depositato a breve.

Che significa “SolarWriting”?

Giuseppe Suriani, CEO di eRALOS3, ci spiega la tecnologia SolarWriting:

La nostra idea è partita dall’esigenza di poter ricaricare sempre il proprio cellulare, facendo a meno dell’antiestetico ed ingombrante caricabatterie.

Le celle fotovoltaiche tradizionali, non avrebbero assicurato il giusto impatto estetico.
Il silicio, materiale inorganico di cui è ricoperta la superficie di un modulo fotovoltaico tradizionale, presenta delle caratteristiche di rigidità non adatte agli obiettivi prefissati. In compenso, la sua efficienza di conversione è superiore rispetto a quella che presentano i materiali organici, i quali, però, sono maggiormente flessibili
” spiega Suriani.

La conciliazione delle caratteristiche elettriche dell’uno con quelle meccaniche degli altri ha assunto i connotati di un blend a base di polimeri plastici e componenti inorganiche. Una cella di 200 centimetri quadrati esposta al Sole per circa 2 ore e mezzo in perfette condizioni di irraggiamento può ricaricare uno smartphone. Per un lettore di file mp3 bastano 90 minuti“.

Questa è la next generation del fotovoltaico, con materiali abbondanti in natura quali i raggi del sole e gli atomi di carbonio.

Non ci sono competitor? Sì (tra gli altri, Flisom, Powerfilm, Heliatek), ma il vantaggio di eRALOS3 è che il prodotto è più facilmente commercializzabile, esteticamente più gradevole ed abbatte i costi di produzione.

Ieri, oggi e domani

Due ingegneri microelettronici, un fisico ed il prezioso aiuto del CNR per sviluppare la tecnologia proprietaria alla base del business eRALOS3.

Due mesi trascorsi in Silicon Valley grazie al trionfo al Mind the Bridge 2011, con l’opportunità di presentare la propria idea a Stanford per poi farla viaggiare a New York; la vittoria al Wind Business Factor 2011 tra 162 startup.
Successi ottenuti perché dietro un nome che incuriosisce c’è un progetto ambizioso che si è sviluppato in tre anni (dalla fine del 2008) con 100mila dollari spesi sino ad oggi, ma con la necessità di circa 1 milione di euro per spiccare il volo.

Non si può non credere in un progetto simile, quindi non ci sono dubbi sulla disponibilità di investitori per spingere avanti la startup e dimostrare che “green si può!”

Google Plus ha compiuto un anno: alcune statistiche e una bella novità

Qualche giorno fa Google+ ha compiuto un anno e, che piaccia o meno, in questi 12 mesi ha fatto molto parlare di sé. Già alcuni mesi fa ne avevamo approfittato per proporvi qualche interessante statistica.

Google+, grazie anche all’integrazione con Gmail, ha raggiunto i 250 milioni di utenti, 150 milioni di questi attivi ogni mese. Un dato molto interessante se si considera – come fa notare Vincenzo Cosenza – che supera il numero di utenti attivi mensilmente su Twitter, fermo a 140 milioni.

Quest’anno di vita di G+ è stato caratterizzato da aspettative, successi ed errori. Gli ultimi aggiornamenti, però, sono indicativi del fatto che la direzione sia quella giusta: dal live streaming gratuito attraverso gli hangout alle pagine locali, non dimenticando le nuove versioni per Android e iOS che hanno migliorato e di molto la grafica ma soprattutto l’usabilità da mobile, punto a favore di G+ rispetto a Facebook (chi non ha imprecato almeno 10 volte perché l’app di Facebook non funziona? 😉 )

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Per il proprio compleanno G+ ha annunciato l’introduzione degli Eventi, una nuova funzionalità che sfida apertamente gli eventi Facebook.

Purtroppo, sul Web le sfumatura e la sostanza degli avvenimenti della vita reale si perdono.

Pensate: gli strumenti online per l’organizzazione di eventi non sono altro che moduli web, in cui ci viene chiesto: “Parteciperai?”. E peggio ancora, si rivelano inutili quando più ne avresti bisogno, ovvero quando inizia l’evento.

Nella vita reale pianifichiamo, festeggiamo e ci teniamo in contatto. Il software dovrebbe rendere tutto ciò ancora più bello, ed è esattamente questo lo scopo degli Eventi Google+.

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Gli Eventi Google+ vi permettono di creare e inviare bellissimi inviti, tra cui:

  • Temi cinematografici per la vostra gita al mare, per il brunch della domenica o per a partita (e molto altro ancora)
  • Possibilità di allegare un video di benvenuto da YouTube
  • Animazioni straordinare che rendono gli inviti ancora più piacevoli

Inoltre, gli eventi di Google+ appaiono automaticamente su Google Calendar e gli aggiornamenti degli invitati arrivano istantaneamente nello stream.

Una funzionalità interessante degli eventi è inoltre la possibilità di condividere le foto scattate durante l’evento utilizzando la modalità Party:

Dopo aver attivato la modalità Party sul dispositivo mobile, tutte le vostre nuove foto vengono aggiunte all’evento in tempo reale. E man mano che gli altri attivano la modalità Party, sempre più foto diventano visibili all’istante per tutti gli invitati. In questo modo gli Eventi Google+ danno un ritmo visivo alla vostra festa. In più abbiamo aggiunto anche una “slideshow in diretta” che potrete proiettare durante l’evento.

E una volta finita la festa?

Basterà visitare la pagina dell’evento, dopo che è terminato, e vedrete tutte le foto scattate e i commenti degli invitati, ordinati in ordine cronologico. Potrete anche sfogliarli per popolarità, nome del fotografo e tag con pochi clic. È facile, coinvolgente e, in una parola, fantastico.

Siamo sicuri che anche il prossimo anno sarà pieno di novità per G+, proprio come lo è stato questo 😉

Google+ ha fatto tanta strada in un anno, ma sappiamo che ce n’è ancora molta davanti a noi.

Abbiamo la fortuna di poter contare su una community di persone attente e impegnate, con cui stiamo costruendo qualcosa di speciale. +1 persona alla volta.

10+ pubblicità che hanno cambiato il tuo modo di pensare

Esistono pubblicità che rimangono impresse nella nostra mente per sempre, esistono jingle che vengono riproposti da secoli e poi esistono pubblicità che diventano parte integrante della vita quotidiana e del modo di pensare. Quante volte abbiamo usato un’ espressione rubata alla pubblicità?

Di seguito vi proponiamo una scorpacciata di pubblicità che appartengono all’immaginario globale:

Il tipo sulla sinistra è Lord Kitchener appartenente all’esercito britannico, incominciò ad apparire per il Regno Unito all’inizio del primo conflitto mondiale nel 1914. Il suo collega è lo zio d’America, Sam che ha tratto ispirazione da Kitchener.

Questa è da manuale di pubblicità. L’opera di Bernbach non va descritta va solo contemplata.

“Spesso una damigella ma mai una sposa”, è una frase divenuta celebre grazie a questa campagna Listerine.

Un diamante è per sempre!

La pausa caffè nasce nel 1952, o meglio le si da un nome: “coffee break”, è il termine coniato da Pan American per definire questo momento di relax dagli affari.

Questa delle Camel segna la fine della pubblicità per il tabacco, un mondo senza comunicazione che nonostante tutto continua a galoppare senza perdere colpi.

1992. Benetton reinterpreta la Pietà per sensibilizzare le masse verso i malati di HIV.

Sino al 1997 l’advertising del mondo tecnologico non era associato alla creatività. Poi arriva Apple con il suo “Think Different“.

Questa pubblicità “social” del 1983 consiglia di non far guidare chi ha bevuto, a portarli a casa ci pensano gli amici.

Questa è per tutti gli amanti del diritto dell’informazione e della comunicazione: ora sono più chiare le norme anti diffamazione.

Con Nike il mondo diventa un videogame [VIDEO]

Immaginate di poter correre per la città raccogliendo monetine, infilandovi nei tubi e combattendo i vostri nemici. Il mondo dei videogame che diventa realtà. È quanto succede nel nuovo spot dedicato ai dispositivi Nike+.

Mario Bros, Donkey Kong e NBA Jam: il brand ha scelto un concept dall’effetto assicurato (che segue tra l’altro un filone di virali che sul web va davvero forte), un pó perché presente nell’immaginario di tutti noi, un pó perché in grado di stimolare quella vena di competizione che da piccoli abbiamo sviluppato proprio davanti ai videogame.

Obiettivo della campagna è infatti invitare tutti gli atleti ad allenarsi ‘sfidandosi’ gli uni con gli altri, confrontando performance e risultati tramite la app proprietaria e i social network. Come annunciato sul sito dedicato, prossimamente sarà possibile partecipare a delle vere e proprie ‘missioni’.

Con questo ultimo video Nike prosegue il suo cammino verso un’integrazione sempre più incisiva tra abbigliamento sportivo e tecnologia, una strategia di business di successo avviata oramai da qualche anno, e che si è recentemente arricchita, esattamente il 29 giugno, di due nuove piattaforme, ovvero Nike+ Basketball e Nike+ Training.

La colonna sonora, più adatta che mai al concept, è “Pushing too hard” di The Seeds.

God Save the Queen, il renaming del Big Ben

(Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

E’ proprio vero, gli inglesi non perdono mai occasione di far sentire il loro amore per la patria. In questo caso si tratta di un’operazione di re-naming che, se da un lato può stupire, in realtà è solo l’ennesima dimostrazione di una fede granitica nella propria immagine comunicativa.

Il brand Londra è associato a moltissime immagini. Una di queste è la Tower of London. Ma se pensate all’Inghilterra qual è la prima associazione che la vostra mente compie? Se dovesse pensare ad una persona che possa impersonificare la Gran Bretagna intera? Braveheart? l’ormai estinto Tony Blair? il nuovo Brown? Lady D? Elton John? Una serie di personaggi che fanno ed hanno fatto la storia del Paese anglosassone. Ma nulla può sconfiggere la Regina. L’inno nazionale inglese ha ancora il titolo di “God Save The Queen”, non dimentichiamolo.

E’ per questo che si è deciso, in onore della Regina Elisabetta II per il suo 60esimo anno di regno, di operare un re-naming del famoso Big Ben, che da ora in poi si chiamerà “Elizabeth Tower“. La proposta è stata accettata dalla Camera dei Comuni: operazione di marketing con sapiente strategia di re-naming o azione non coscienziosa?

La "Mappe" del tesoro, Apple pirata della geolocalizzazione!

Gli amanti di iPhone e iPad sono già ben informati: Apple lancerà il suo sistema di mappe e i fan di Google Maps dovranno familiarizzare con la nuova proposta targata mela.

La Mappe del Tesoro, Apple pirata della Geolocalizzazione!

Apple infatti mette le mani su una feature irrinunciabile per gli smartphones, l’ingrediente primario di tutti i servizi geo-based e delle imminenti innovazioni nello scenario mobile.

Non ci stupiamo quindi se il gigante ha sentito il bisogno di allungare le mani: il messaggio che arriva è che la mappe non sono qualcosa in più ma tutto.

Ecco quindi perché questa potrebbe essere l‘ennesima mossa azzeccata della casa di Cupertino:

Potere

Se le mappe non sono più un accessorio secondario, Apple non può lasciare più il potere a un attore esterno, specie a un partner pervasivo come Google.
Nella tech-war del 2012 il presidio della geolocalizzazione è critico, Apple vuole senz’altro il suo avamposto.

La Mappe del Tesoro, Apple pirata della Geolocalizzazione!

Presidio

La sicurezza delle informazioni sembra essere prioritaria rispetto alla completezza delle features.
Apple non vuole competere immediatamente a 360° con i prodotti già on line, ma farà del security control la sua eccellenza. Non mancheranno comunque pinch, zoom, capactià multi touch, imagery fotorealistica ed eleganti funzioni 3D ( chiamato Flyover).

Azione

Se pensate a quello che vorreste fare con uno smartphone la quasi totalità delle azioni vi portano a cercare un luogo in tempo reale.
I mondi che si aprono passano tutti attraverso le mappe: social, shopping, travel, recensioni, realtà aumentata…

La Mappe del Tesoro, Apple pirata della Geolocalizzazione!

Interfaccia & Experience

Visualizziamo la realtà intorno a noi, mentre l’avviciniamo.
L’interazione con le mappe media con la realtà locale, e diventa un meccanismo di rendering, per citare Alastair Goodman CEO di Placecast, una company specializzata in local-based marketing.

L’integrazione profonda con iOs è la carta vincente, dice infatti Goodman a Fast Company”Whether that’s turn-by-turn navigation using Siri, whether that’s integrating your calendar and email so that if you hover over an address and a map immediately pops up, and it can create directions-all of that kind of functionality at the OS level is the direction that this is going.”

La Mappe del Tesoro, Apple pirata della Geolocalizzazione!

La Guerra a Google

E’ chiaro ormai che i grandi player si stanno allargando ben oltre le proprie aree di competenza.
Le mappe sono il nuovo terreno di gioco, per tutto quello che on top alle app di localizzazione può essere costruito e monetizzato.

Le due grandi sono destinate a competere, e considerato che metà degli utenti di Google Maps possiede un device Apple, questa è davvero una minaccia di guerra!

Social media marketing: lo stato dell'arte aggiornato all'estate 2012

Social Media Marketing

Eccovi un prezioso punto fermo sull’Industria del social media marketing, il suo stato dell’arte fotografato a questa caldissima Estate 2012.

Si tratta di una serie di slide di rendicontazione semestrale su tutti i social media, contenenti le informazioni e le evoluzioni del mercato; utile a brand manager, social media manager, webmarketer, etc. La presentazione – ricca di statistiche aggiornate e nuovissime rilevazioni – è stata redatta da Esteban Contreras (Social Media Marketing Manager @ Samsung USA) e dedica un particolare focus agli strumenti social media mobile.

Eccovi anticipate alcune informazioni sui contenuti di questa social media trend analysis:
  • grafico del tempo speso sui social media
  • tabella con la misurazione degli utenti (facebook, youtube, zinga, LinkedIN, twitter, etc)
  • strategie SoLoMo delle Startup
  • evoluzioni degli utenti sui social più grandi: facebook, youtube, twitter

Una vera arma kunai per i guerrieri Ninja che sotto questo sole cocente studiano per migliorarsi sempre: fatene buon uso 😉

Kunai aka @killermedia

 

Perché le routine mattutine uccidono la creatività

La routine mattutina dell’uomo moderno è generalmente accompagnata da una variabile onnipresente: la fretta.
Spesso i minuti che intercorrono tra il primo squillo della sveglia e la chiusura della porta di casa (a proposito, avete preso le chiavi?) sono pochissimi. In strada, si corre rapidamente verso il luogo di lavoro, ascoltando in sottofondo i notiziari in radio, per poi arrivare in ufficio e tuffarsi nella routine lavorativa, magari sbirciando i titoli dei quotidiani sul tavolo dell’ingresso, e sorseggiando un altro caffé.
Ma la routine mattutina dell’uomo moderno concilia con la coltura della sua creatività?

Come evidenziano diversi studi scientifici, le nostri abitudini mattutine sono esattemente l’opposto di quanto neuroscienziati e psicologi cognitivi definiscono  “buona prassi” per promuovere uno stile di pensiero creativo. I ricercatori Mareike Wieth e Rose Zacks, in uno studio pubblicato l’anno scorso sulla rivista “Thinking and reasoning”, affermano che le idee più fantasiose trovano terreno fertile quando siamo “sconnessi” e non focalizzati su un compito. In quei momenti, i processi mentali che inibiscono la nascita di pensieri irrilevanti o distraenti sono più deboli, e lasciano spazio alla creazione di connessioni inaspettate e spesso stimolanti.

Le persone più “assonnate” presentano un “focus attenzionale più diffuso”, spiegano i ricercatori, che “li porta ad accedere a un network più ampio di conoscenze. Questa estensione determina un aumento delle capacità di problem solving creativo”. Non dare opportunità alla nostra mente di sintonizzarsi in modo graduale sulla realtà estena ci priva della possibilità di conoscere le soprendenti soluzioni creative che può offrirci.

Ma cosa possiamo salvare della nostra normale routine mattutina?

I viaggi pendolari, pieni di file in macchina e mezzi pubblici affollati, non aiutano la creatività.Il cortisolo, ormone dello stress, danneggia la mielina, una guaina che circonda la maggior parte delle fibre nervose e permette di garantire un’alta velocità di trasmissione dell’impulso nervoso. Questo può provocare un rallentamento della velocità di trasmissione con cui il segnale è trasmesso tra i neuroni, diradando le possibilità di veder nascere un’idea geniale.

Un recente studio pubblicato in “Psychological Science” ha messo in luce che l’esposizione a video dal contenuto triste rende le persone meno abili nel problem-solving creativo rispetto a quelli che assistono a un video dal contenuto positivo. “Un umore positivo”, spiega il coautore dell’articolo, Rudy Nadler, “aumenta la flessibilità cognitiva”, mentre un umore negativo restringe i nostri orizzonti mentali. Per la cronaca, il video visto dai partecipanti all’esperimento era un breve clip di un neonato che ride.

Una buona abitudine da mantenere, a detta degli esperti, è il rito del caffè. La caffeina non solo ci rende più reattivi, ma aumenta, a livello cerebrale, il rilascio di dopamina, neutrasmettitore che influenza la motivazione e il sentimento di ricompensa quando abbiamo una buona idea.

>Quindi, cosa dovremmo fare per massimizzare il nostro potenziale creativo?

Svegliarci qualche minuto prima e rimanere a oziare nel letto, inseguendo i nostri pensieri senza imbrigliarli, magari con taccuino e penna accanto per annotare le nostre ispirazioni. Restare qualche minuto in più sotto la doccia, congedando i pensieri lavorativi a favore di qualche momento in più di dilatazione mentale. Evitare di soccombere alla “rabbia del pendolare”, ma fare lunghi e profondi respiri. E una volta arrivati in ufficio, manteniamo l’unica sana abitudine e beviamoci una buona tazzina di caffé, magari guardando un video di sottofondo.

La ricerca psicologica per anni si è avvalsa di video per esplorare le reazioni emotive umane: in questo caso la rete ci viene incontro, lasciandoci a disposizione milioni di video a cui attingere, grazie a Youtube, per risvegliare la nostra creatività e ispirazione, ogni mattina.