TechCrunch Italy, in arrivo il maggior evento europeo dedicato a digitale e startup [BREAKING NEWS]

Populis e TechCrunch inaugurano a Roma, il 27 settembre 2012, la prima edizione di TechCrunch Italy, il primo evento di TechCrunch in Italia e il più importante a livello Europeo per dimensioni e risonanza.

Al Globe Theatre di Villa Borghese, alcuni tra i maggiori esperti mondiali di tecnologia apriranno un dibattito sui cambiamenti in atto nel panorama tech e new media, un’opportunità unica di networking per scommettere sulle startup più promettenti della rete, selezionate da Mind The Bridge.

Steve Chen, co-founder di YouTube

Durante il TechCrunch Italy si aprirà un dibattito con speaker del calibro di Steve Chen, Co-founder di YouTube, Mike Butcher, Editor di TechCrunch Europe, Riccardo Zacconi, Founder di King.com, Jon Bradford, Founder di Ignite100 e altri protagonisti considerati fenomeni del web.

“La scelta di organizzare con TechCrunch un evento di questa portata in Italia parte dalla convinzione che il nostro Paese sia una fucina inesauribile di buone idee con un forte potenziale, in grado di moltiplicarsi in contesti stimolanti e aperti alla sperimentazione e al dialogo.

Vogliamo creare un’esperienza che sia davvero in grado di ispirare il cambiamento e favorire l’incontro di menti geniali italiane e investitori disposti a credere nei loro progetti.”
Luca Ascani, Co-founder di Populis

Mike Butcher, Editor di TechCrunch Europe

“In Europa ed è fondamentale trovare gli strumenti necessari per sviluppare un ambiente sempre più favorevole alla nascita di startup digitali.
Se da una parte Londra, Parigi e Berlino sono le piazze più vivaci dal punto di vista degli investimenti, dall’altra non dobbiamo dimenticare che le idee nascono ovunque e vanno coltivate e condivise nell’ambito di un ecosistema virtuoso e globale, che possa collegare progetti e capitali, dal centro alle periferie più vivaci.
Per questo motivo abbiamo pensato di partire proprio dall’Italia per dare vita ad un evento di grande risonanza, mai realizzato in Europa.”
Mike Butcher, Editor di TechCrunch Europe

“Lo sbarco di TechCrunch in Italia è un’altra tappa importante nel processo di crescente maturità e riconoscimento internazionale dell’ecosistema delle startup italiane e confidiamo che diventi un appuntamento fisso all’interno del quale presentare i migliori prodotti dell’innovazione del nostro Paese”.
Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge

Jon Bradford, founder di Ignite100

Robocop è tornato con un trailer virale [VIRAL VIDEO]

Robocop sta per tornare. Il film cult di fantascienza del 1987, diretto da Paul Verhoeven, verrà infatti arricchito di un nuovo episodio che arriverà sugli schermi la prossima estate. Nel frattempo, è stato diffuso il trailer che sul web sta raccogliendo un discreto successo.

Il promo è stato realizzato sotto forma di spot per la celebre OmniCorp, la corporation che nel film originale diede la vita a Robocop. “Thanks to OmniCorp, you can protect your city with our full line of products“: il video si riassume infatti in una presentazione di tutte le armi prodotte dalla Omnicorp, la nuova serie RC-2000, per la “sicurezza dei cittadini” e la lotta alla delinquenza.

I creatori hanno pensato anche a creare un finto sito istituzionale per l’azienda, dove viene sponsorizzata la Omnicorp e il suo ormai conosciuto obiettivo: creare androidi, frutto di un avanzato connubio tra tecnologia e biologia, che rendano il mondo un posto più sicuro. E assolutamente inquietante.

Che dite, questa campagna vi ha convinto ad andare al cinema a vedere il grande ritorno?

Facebook: 6 tipi di post che stimolano l'engagement

Mettiamo subito le cose in chiaro: aprire ed aggiornare regolarmente una pagina fan per il proprio brand non è sicuramente sinonimo di “successo”.

Ogni brand o azienda, infatti, ha un suo pubblico di riferimento con il quale deve comunicare ed interagire per creare un rapporto bilaterale in cui l’utente oltre a ricevere contenuti risponde tramite like, condivisioni e commenti. E’ per questo che non esistono messaggi “standardizzati” con i quali potersi garantire successo e visibilità.

Utilizzare Facebook come strumento per migliorare l’engagement con i propri fan può dunque essere un’arma a doppio taglio, ed è quindi essenziale analizzare attentamente i contenuti da proporre. Ogni messaggio dev’essere frutto di un ragionamento in cui alla base c’è la coerenza dei contenuti rispetto all’immagine di marca e l’efficacia degli stessi rispetto all’attenzione e all’interazione che possiamo generare nell’utente.

Aaron Lee, Social Media Manager per Binkd Promotion, suggerisce a tal proposito 6 diversi post adatti per incrementare l’engagement con i vostri fan. Non sarà la ricetta perfetta, ma sicuramente un buonissimo inizio! 😉

Immagini

Rappresentano un elemento di forte portata simbolica. L’immagine stimola i sentimenti dei fan, facendo nascere istintivamente una sensazione, un ricordo, un’emozione. Attraverso la giusta immagine è possibile attirare istantaneamente l’attenzione dell’utente.

Ovviamente è necessaria una foto strettamente connessa al messaggio che si intende lanciare e, preferibilmente, un’immagine familiare che per l’utente sia facile associare al brand.

Le foto, inoltre, vengono statisticamente condivise più spesso di aggiornamenti di stato e link e, tramite un link di approfondimento è semplice sfruttarle per condurre i fan su altri canali legati al brand.

Messaggio da completare

Il miglior modo per creare engagement è quello di stimolare una reazione da parte dell’utente. Un post nel quale si consente al nostro pubblico di esprimere tutta la sua creatività completando una frase (e personalizzando in questo modo il messaggio) può portare ad ottimi risultati.

Didascalia per una foto

E’ il connubio tra le prime due opzioni. Anche in questo caso tutto è basato sull’interazione con l’utente che, però, non personalizza solo un messaggio, bensì un’immagine che ha bisogno di una descrizione.

In questo modo sarà possibile dapprima catturare l’attenzione dei fan tramite un’immagine accattivante, e poi richiedere loro un’interazione per donarle un carattere personale tramite una didascalia.

Domande

Può sembrare banale, ma fare una domanda è il metodo più immediato per ottenere una risposta.

Molto spesso gli amministratori di pagine sociali dimenticano di terminare il loro pensiero con un quesito per i fan, dove magari si invitano gli stessi a raccontare le proprie esperienze. Questo limita molto la portata di un post in termini di engagement, perché senza una domanda un utente leggerà il post e proseguirà oltre senza interagire. Il suo intervento, infatti, è quasi considerato superficiale da chi vuole semplicemente fare una comunicazione.

Oltre che richiedere esperienze personali o pareri complessi, si può essere anche più semplici e diretti: una preferenza secca tra due o più alternative, ad esempio, può generare una fortissima interazione perché il fan si sente chiamato in causa, ma per rispondere non ha bisogno di fare grossi sforzi.

Consigli

Dare suggerimenti utili al pubblico può aumentare molto l’engagement. In questo modo, infatti, i fan percepiranno il valore che viene dato loro e saranno quindi più stimolati ad interagire.

Ovviamente, è importante sempre mantenere il focus sul tema della pagina, altrimenti il rischio è di sfociare in un off topic che crea confusione e genera quindi risultati negativi.

Citazioni

Utilizzare una citazione come contenuto da condividere con i propri fan è un’ottima strategia di engagement. Un po’ come per le foto, anche la citazione stimola un immediato sentimento nell’utente che grazie a quelle parole può sentirsi ispirato o ritrovare un suo stato d’animo, essendo quindi più propenso a condividerla.

Attraverso le citazioni, in pratica, coinvolgiamo il pubblico ponendoci ad un livello personale in cui il fan si riconoscerà nel brand tramite le parole scelte.

Queste le 6 tipologie che sembrano più valide: se volete saperne di più su come creare un post efficace e stimolante, qui trovate diverse altre informazioni utili.

E voi invece? Quali strategie utilizzate per coinvolgere i vostri fan?

EuroViral 2012: La contaminazione si avvicina! [EVENTO]

Il primo festival europeo dedicato alla creatività virale si terrà tra circa 2 mesi , precisamente il 7 e l’8 settembre, a Burgas in Bulgaria… facciamo un applauso e un in bocca al lupo alla prima edizione di EuroViral!

Ormai da tempo cerchiamo di carpire la formula segreta della viralità, e questa volta ci proveranno i partecipanti europei, russi, balcani e della CIS, alla ricerca della campagna digitale ideale capace di assicurarci infiniti like e agevolare la promozione/ la popolarità del brand.

EuroViral 2012: Attention! Contageous virus > No risk for your health

Workshop, dibattiti, tavole rotonde, una sessione con tutti i video del festival, la tanto agoniata premiazione, ma anche party, aperitivi e gala.

Internet come uno spazio e un’opportunità per la creatività, la transizione dal testo verbale al video messaggio, Marketing e le emozioni, il Marketing virale contro quello tradizionale, le limitazioni della vita privata e degli spazi pubblici, la viralità online come condivisione sociale di emozioni, quanto costa un like e qual è il suo valore per il popolo di Internet?

Questi saranno i temi affrontati dagli speaker internazionali e dalla giuria del’EuroViral 2012, tra cui esperti in marketing, pubblicità, design e comunicazione: Stefania FussiViralbeat, Mirko Pallera e Adele SavareseNinja Marketing, Gianni Catalfamo Ketchum Pleon, Alain Heureux IAB Europe, Aleksandr ZagorskyDepot WPF, Yanina DubeykovskayaEuroViral Festival, Evgeny BoychenkoMoscow Business School.

I premi

Una competizione dedicata sia ai professionisti del settore, sia agli amatori che potranno scegliere fra 30 categorie: 20 per i video, 5 per la musica e 6 per la pubblicità.

Tre premi per ciascuna categoria che aspettano solo di essere conquistati, ma attenzione, potrete iscrivere i vostri lavori qui entro il 31 luglio!

E per tutti i Ninjetti, uno sconto del 50% in caso di nomination di un video di advertisement professionale! Per i dettagli, contatta vifestival@gmail.com!

Vi ricordiamo inoltre che fino al 15 luglio potete partecipare anche al contest che dà la possibilità ai non-professionisti di partecipare gratuitamente e di vincere o una somma in denaro o un soggiorno in hotel; se ricordate ne avevamo parlato qui.

Se vuoi partecipare solo come spettatore del Festival puoi farlo ugualmente e goderti tutti i momenti di incontro con gli esperti internazionali, iscrivendoti qui!

Facebook e il caso della sostituzione massiva degli indirizzi mail

Facebook email bug

A tutti sarà capitato ultimamente di consultare le proprie informazioni personali nell’area apposita del proprio profilo facebook e di aver notato qualcosa di strano alla voce “indirizzo mail“. Perché a questa voce è stato inserito l’indirizzo con @facebook.com? Da quanto tempo è così? Chi ha avuto l’autorizzazione di cambiarlo sul mio profilo personale senza chiedere alcun permesso?

Molte domande come queste sono state poste da migliaia di utenti all’assistenza Facebook nei giorni scorsi per capire il motivo di tale sostituzione non richiesta. Le segnalazioni si sono trasformate ben presto in lamentele, provenienti da tutto il mondo, e il caos si è scatenato sul social tutto blu.

Seguendo le importanti informazioni in proposito che Punto Informatico ha riportato nel suo blog, la motivazione pare sia da riscontrare in un bug, che avrebbe causato la sostituzione massiva degli indirizzi mail tradizionali, inseriti dall’utente sul proprio profilo, con quelli @facebook.com. Ma le ‘magagne’ non finiscono qui: pare infatti che gli utenti si siano lamentati anche per il fatto che queste mail non funzionassero. Oltre il danno, la beffa, dunque. Sì, perché con l’indirizzo Facebook i messaggi non sono mai arrivati a nessun utente nella casella inbox. Dunque di fatto la sostituzione automatica delle mail con l’indirizzo Facebook non solo ha violato la privacy degli utenti (sappiamo bene come questo tema sia caldo sul social network) senza chiedere alcun permesso, ma si è rivelata uno strumento totalmente inutile, in quanto non funzionante.

Tra i tanti disservizi creati da questo bug improvviso, ecco la dichiarazione di una dipendente Adobe, che sul suo blog personale ha scritto:

“Oggi un mio collega ha scoperto che le informazioni relative al mio contatto di cui lui disponeva sono state aggiornate senza nessun avviso, in modo da sostituire il mio tradizionale indirizzo di posta con quello di Facebook. E, cosa ancora peggiore, i messaggi non sono nemmeno nell’apposita casella Facebook. Ho controllato: spariti nel nulla.”

Dunque, quale via di uscita? La soluzione più semplice è sicuramente andare a sostituire manualmente, sul proprio account Facebook, l’indirizzo impropriamente modificato con quello corretto, che vogliamo sia presente tra le informazioni della nostra timeline. Ma pare che questo non risolva il problema. infatti, anche andando a rimuovere manualmente l’indirizzo @facebook.com, facendo un refresh del proprio profilo, alla voce Informazioni compare di nuovo la stessa mail appena rimossa, e non quella corretta.

Un’altra dichiarazione di un utente inviperito su Slashdot, riportata sempre da Punto Informatico:

“Ho sincronizzato il mio telefono con Facebook per molti tra i miei contatti, e ora mi ritrovo con una rubrica piena di email fasulle”
Il problema evidenziato sui dispositivi mobile è infatti notevole, poiché il bug che ha causato il disservizio preleverebbe dalle informazioni dell’utente l’ultimo account inserito, ossia @facebook.com, e non quello impostato come “E-mail principale” nel pannello di gestione delle proprie informazioni personali su Facebook, rendendo così essenzialmente inutile la sincronizzazione degli utenti in rubrica con le rispettive mail.

A quanto pare, il caos generato dalle Facebook mail fuori controllo ha causato notevoli disservizi, e anche se la sostituzione degli indirizzi era già stata annunciata ad Aprile, come strumento in grado di portare più traffico sui siti aziendali aumentando inoltre la possibilità di connessione tra utenti, sembra che la decisione non sia stata accolta con il successo sperato, soprattutto per il malfunzionamento del sistema e per la mancanza di avvisi preventivi. I responsabili del sito affermano che presto la situazione sarà ripristinata e il bug (vero o presunto) verrà risolto. Speriamo!

Intervista breve a Robert Kozinets sulla netnografia [ESCLUSIVA]

social brand insightL’appuntamento con la netnografia di questa settimana vede protagonista probabilmente la voce più autorevole di questo metodo di ricerca su base etnografica applicata al marketing, Robert Kozinets. Vediamo cosa ci racconta sull’analisi netnografica il professore canadese.

GreenPeace cerca casa per gli orsi polari [VIDEO]


C’è sempre una grande confusione tra Artide ed Antartide. L’Artide si trova a nord ed è conosciuto anche come Polo Nord. Non ha un’estensione definita perché non è uno stato e ospita, oltre alla volpe artica e le foche, anche l’Orso Bianco. Sfortunatamente questa incredibile zone si trova in forte rischio ecologico ma GreenPeace non si da per vinta e, grazie ad una campagna virale, vuole raccogliere le firme per rendere l’Artide un santuario globale da proteggere e rispettare.

Il povero orso bianco rischia l’estinzione e, visto che gli umani non stanno dando una mano, è costretto a trovare da solo una nuova casa, magari in città. Questa l’idea alla base del toccante video che GreenPeace sta facendo girare nella rete. Un filmato a cui hanno partecipato grandi nomi come Jude Law, i Radiohead e, per la versione italiana, Margherita Buy. Come fare per aiutare l’orso? Semplice, basta firmare la petizione online e, per i più volenterosi, fare una donazione per la causa.

Lo scioglimento dei ghiacci, le perforazioni petrolifere, la pesca industriale e addirittura la guerra stanno cambiando radicalmente l’ecologia dell’Artide e mettono a rischio non solo la vita degli animali ma anche la nostra. “Il ghiaccio  in cima al mondo – si legge sul sito – riflette nello spazio molto del calore del sole, contribuendo così a raffreddare il nostro pianeta, stabilizzando il clima da cui dipendiamo per le coltivare il nostro cibo. Proteggere il ghiaccio significa proteggere tutti noi.”

Finalmente si ha la possibilità di cambiare le cose, di dimostrare che l’uomo non sa solo distruggere e usurpare ma anche proteggere e tutelare. Bastano pochi clic, senza impegno, per fare una buona azione, io l’ho già fatto e tu cosa aspetti?

I 10 prodotti più venduti della storia

Alcuni prodotti hanno successo, altri no.
Poi, ci sono quelli che danno il via ad una tendenza, diventando parte di una cultura.
24/7 Wall St. ha stilato una classifica dei 10 prodotti più venduti della storia.

10 – PlayStation

più di 300 milioni di pezzi venduti

La prima edizione della console marcata Sony è stata messa sul mercato nel 1995. Solo cinque anni dopo arriva la PS2, destinata a diventare la console più popolare di tutti i tempi, con più di 150 milioni di pezzi venuti. Nel 2006 è la volta della PS3, che totalizza più di 300 milioni di vendite.
La PlayStation ha puntato su giochi di successo come Final Fantasy, Grand Theft Auto e Gran Turismo.

9 – Lipitor

più di 125 miliardi di dollari incassati

Lipitor è un farmaco che aiuta a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue. Creato da Warner Lambert e prodotto da Pfizer, dal 1997 al 2011 (ultimo anno di proprietà del brevetto per Pfizer) ha incassato più di 125 miliardi di dollari, pari al 20-25% del totale fatturato di Pfizer in tutto il periodo di produzione del Lipitor.

8 – Toyota Corolla

39 milioni di vetture vendute

Dall’inizio della sua produzione, nel 1968, Toyota Corolla è passata per ben 11 versioni e ha venduto circa una vettura ogni 40 secondi.

7 – Star Wars

4.54 miliardi incassati al botteghino

Il primo film della saga ha debuttato nelle sale nel 1977, incassando più di 1.4 miliardi di dollari. L’intera saga, composta da 2 trilogie, ha guadagnato circa 4.54 miliardi di dollari. E non abbiamo parlato dell’intero franchising che gira intorno a Star Wars.

 

6 – iPad

67 milioni di device venduti

Il primo iPad è stato messo sul mercato in Aprile 2010. Attualmente siamo giunti alla terza generazione di un device portatile che ha ottenuto da subito un successo eclatante. Basti pensare che, da quando è stato proposto ai consumatori, ne sono stati venduti più di 67 milioni di pezzi. Precedentemente, Apple aveva impiegato circa 24 anni per vendere lo stesso numero di computer.

5 – Videogiochi Super Mario Bros.

262 milioni di unità

Il personaggio di Mario è apparso per la prima volta nel videogioco Donkey Kong del 1981. L’idraulico italiano era destinato alla celebrità infatti, da quel momento in poi, è stato protagonista di tantissimi videogiochi. Particolarmente popolare è la serie di titoli che fanno capo a Super Mario.

4 – Michael Jackson Thriller

110 milioni di album venduti

Thriller ha dato tantissime soddisfazioni al Re del Pop Michael Jackson. È stato uno dei primi album ad utilizzare i video musicali come strumento promozionale, è diventato l’album più venduto di tutti i tempi in appena un anno, ha vinto otto Grammy Awards nel 1984 e sette delle canzoni incluse nell’album sono rimaste per lungo tempo nella top ten delle hits.

3 – Harry Potter

450 milioni di libri venduti

Il primo libro della serie, Harry Potter e la pietra filosofale, è stato pubblicato nel 1990 negli Stati Uniti. Il libro ottenne un successo istantaneo, così come gli altri romanzi della serie. Gli incassi totali della serie di Harry Potter ammontano a circa 7.7 miliardi di dollari. L’ultimo libro, Harry Potter e i Doni della Morte, ha battuto un grande record: più di 11 milioni di copie vendute nelle sole 24 ore successive al suo rilascio.

2 – iPhone

250 milioni di device venduti

iPhone è lo smartphone più venduto al mondo, con 250 milioni di pezzi in appena cinque anni e un incasso di 150 miliardi.

1 – Cubo di Rubik

350 milioni di pezzi venduti

Creato da Ernő Rubik nel 1974, la licenza del Cubo Magico fu acquistata  nel 1980 da un produttore americano di giocattoli, che lo ribattezzò Cubo di Rubik. Alcune ricerche rivelano che almeno un quarto della popolazione mondiale ha tentato di risolvere il rompicapo che ha mantenuto la sua popolarità intatta nonostante siano trascorsi molti anni dalla sua invenzione.

Tweetsolidale: cinguettate per aiutare la ricerca!

La lotta contro il cancro è una di quelle battaglie che necessitano sempre di nuove energie per proseguire. La ricerca ha in questi anni mosso molti passi in avanti, ma – come si suo dire in questi casi – c’è ancora molto da fare: per questo le donazioni possono essere una risorsa importante per gli scienziati e i medici.

I social network più frequentati possono veicolare bene un messaggio che miri a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, e in questo post vogliamo presentarvi il caso del progetto #TweetSolidale, un bel modo di utilizzare il sito di microblogging più famoso al mondo, Twitter.

L’iniziativa mira ad aiutare la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ente che gestisce l’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo, a reperire fondi attraverso micro-donazioni di 2 euro elargite da privati. L’idea è veicolare un messaggio contenuto in un unico post, che rimandi al sito di Paypal dove poter offrire il proprio contributo.

#Tweetsolidale è un progetto ideato dal Special Team di Pasquale Diaferia ed Eugenia Morato (che ha anche fatto parte della squadra di Ninja Marketing, e questo non può non renderci felici!) che mira a valorizzare la capacità di comunicare attraverso dinamiche virali di Twitter e che trasforma ogni utente in una sorta di fundraiser per conto della stessa Fondazione.

Ma non finisce qui, perché oltre allaccount Twitter, la Fondazione per la Ricerca sul Cancro si è dotata di un sito istituzionale,di blog, una brand page Facebook e un canale YouTube, che potranno aiutare chi vuole informarsi e magari dare una mano a conoscere tutte le iniziative di questo ente così importante.

Quindi, amici lettori, armatevi di… Twitter, e postate a più non posso sui vostri profili questo tweet:

Oggi puoi sconfiggere il Cancro anche con Twitter. Insieme possiamo vincere! http://bit.ly/HkHXvN Dona 2€ a @FPRConlus con un #tweetsolidale!

E, ovviamente, donate!

Loghi famosi: com'erano ieri e come appaiono oggi

Alcuni loghi sono così famosi che è impossibile guardarli e non pensare subito al brand che rappresentano.

Ma com’erano questi logotipi in origine? Per alcuni il cambiamento è stato minimo, per altri si tratta di una vera e propria evoluzione, molto spesso in direzione di un aspetto sempre più minimale.

Da Apple a Firefox, da Lego a Kodak, ecco i loghi più popolari al mondo, com’erano ieri e come appaiono oggi.