Cosa sei disposto a fare per Fantastic Delites? [VIDEO]


Nel programma giapponese Takeshi’s Castle i concorrenti erano disposti a tutto pur di vincere. Il game-show ebbe un grandissimo successo soprattutto per la tematica che affrontava: cosa si è disposti a fare per vincere un premio? Anche la Fantastic Snacks ha deciso di mettere alla prova gli abitanti di Melbourne con un distributore di snack davvero… speciale.

Vuoi un pacchetto di Fantastic Delites? Allora preparati a schiacciare 100 volte il bottone rosso, a metterti in ginocchio o a ballare davanti a tutti. Ovviamente le performance sono state registrate e montate in un video che sta facendo il giro del web. L’azienda australiana ha da sempre utilizzato una comunicazione fuori dagli schemi e molto originale ma, con questa azione di marketing non convenzionale, ha centrato il bersaglio riscuotendo un notevole successo di pubblico reale e virtuale.

La Fantastic Snack ha saputo coinvolgere il pubblico con un’azione di marketing fuori dagli schemi, perché, alla fine non è importante vincere ma partecipare… o no?

Otto storie di crowdsourcing, sul web il bene vince contro il male

Il  crowdsourcing è una metodologia di collaborazione con  la quale le imprese chiedono un contributo attivo alla rete ( attraverso delle open call), delegando ad un insieme distribuito di persone, che si aggregano attorno ad una piattaforma web, lo sviluppo di un progetto o, come negli esempi che vi riporterò fra poco, la partecipazione a campagne di beneficenza. Di seguito otto storie di vera e propria gentilezza ottenuta con il crowdsourcing, così come le racconta Fast Company.

KAREN KLEIN VA IN VACANZA

Karen Klein è vedova da 17 anni, lavora in una scuola media a Greece negli Stati Uniti e vive una vita di rinunce a causa del suo unico, basso stipendio. Un giorno, mentre si recava al lavoro è stata vittima di pesanti violenze verbali da parte degli stessi bambini con cui lavorava ogni giorno. Il mondo di internet è venuto a conoscenza di questa brutta storia a causa di un video, girato e messo online dagli stessi bambini, in cui si vede Karen mentre viene ripetutamente offesa per ben 10 minuti! Il popolo del web non ha potuto non dire niente, quindi è subito partita una vera e propria corsa alla solidarietà per aiutare Karen a dimenticare l’accaduto. Max Sidorov, un cittadino comune del Canada,  lanciò la campagna “Regala una vacanza a Karen H. Klein”, sul sito IndieGoGo. In poco più di 48h il sito raccolse più di 500,000$ grazie a 24,000 donatori, molto più dei 5,000$ a cui voleva arrivare! Più di 6.000 persone firmarono anche una petizione su Change.org in cui chiedevano a Barack Obama di cancellare le tasse sul capitale raccolto per Karen.

 

BEARLOVE E’ BUONO. IL CANCRO NO

La questione nacque con la pubblicazione illegale delle strisce comiche di Matthew Inman da parte del sito FunkyJunk. Inman denunciò subito l’accaduto, ma ottenne solo la minaccia di una causa federale se non fosse arrivato a un patteggiamento che prevedeva il versamento da parte dell’autore di 20,000$.  Matthew patteggiò, ma decise di raccogliere i soldi tramite donazioni e devolvere poi la somma alla National Wildlife Federation e alla American Cancer Society. Il popolo di internet, non esitò a partecipare e soddisfò la richiesta in soli 64 minuti! Alla fine la campagna “BearLove Good. Cancer Bad” raccolse 210,294$ permettendo così a Inman di allargare la lista dei beneficiari della somma di altre due o tre enti.

QUALCOSA SULL’ABORTO

Maggie Koerth-Baker,  editore scientifico di BoingBoing, scrisse un’emozionante post in cui condivise i suoi pensieri e i suoi dubbi sull’aborto. I suoi pensieri sbarcarono su Twitter ed ebbero un gran numero di condivisioni e commenti, ben 260 solo sulla pagina di BoingBoing. La conversazione che portò avanti su Twitter fu di aiuto per moltissime persone che si trovavano davanti alla difficile scelta.  Maggie, dopo i tantissimi feedback ricevuti, scrisse “Grazie a tutti quelli che hanno offerto supporto e hanno condiviso le loro storie. Questa esperienza è stata molto importante per me” Concluse con: “ Internet, I <3 you!”

XENI JARDIN CONDIVIDE LA SUA VITA

Xeni Jardin, co-fondatrice ed editor del sito BoingBoing, stava tweettando dall’ospedale in cui stava facendo una mammografia quando scoprì di avere il cancro. Una settimana dopo, postò un toccante intervento in cui incoraggiava le persone affette dalla malattia a confrontarsi e a parlare di come si potesse affrontare al meglio la malattia. Il popolo di internet rispose con grande supporto e incoraggiamento, ben 599 commenti! Jardin continuò a tweettare le sue esperienze giornaliere nonostante le difficoltà legate alla malattia.

MIKE BLOCK VUOLE SOLO 9 DENTI

Il musicista Mike Block venne investito da un taxi a Manhattan mentre attraversava la strada, si ruppe 9 denti e si danneggiò la mascella. Per pagare la sua parcella medica di ben 70,000$ il cantante, senza assicurazione sanitaria, indette una campagna tramite IndieGoGo. Offriva lezioni di musica, concerti in casa, canzoni personalizzate e altro in cambio di denaro per pagare una parte del debito di 17,000$. Raccolse tutti i soldi in sole 24h e ben 48,001$ alla fine della sua campagna! Così il musicista potè sistemare i denti e, dopo un pò di tempo, completò anche un nuovo album, originariamente intitolato “Tooth”, ma poi rinominato “Brick By Brick” per sottolineare l’importanza della partecipazione del web.

UNA BANANA SPLIT PER RYAN ROBERTS

Ryan Roberts aveva solo 21 mesi quando i medici gli diedero solo una settimana di vita a causa di un disturbo congenito al cuore. Un amico della famiglia Roberts decise così di dare vita a una pagina su Facebook sulla malattia di Ryan, in cui era contenuto un messaggio molto importante per la famiglia del piccolo “Il loro unico desiderio era quello che tutti potessero avere una banana split per cena, perchè il loro piccolo non potè mai averla”. Il co-organizzatore della pagina decise di  creare un Banana Split Party, e così fece. L’evento online venne realizzato il 7 giugno e subito, quasi 50,000 persone vi “parteciparono”. Questa iniziativa dette coraggio ai genitori di Ryan, “vedere tutte quelle famiglie e quelle facce felici attorno a una banana split mi aiuta ad andare avanti” disse Diane Roberts a TODAY Moms.

AVETE VISTO QUEST’UOMO?

Quando il regista anticonformista John Waters decise di viaggiare  negli Stati Uniti in autostop per girare il suo nuovo film “Carsick” volle condividere le sue esperienze tramite Twitter e Instagram. Grazie ai social la sua iniziativa ebbe un’enorme visibilità  e in tanti si offrirono di portalo in giro per terminare il suo viaggio. Al termine del suo viaggio il regista soddisfatto disse “ E’ stata un’esperienza unica e meravigliosa, erano tutti gentilissimi”!

AIDAN HA LA SUA BANDA

Quando ad Aidan Jack Seeger di 6 anni, venne diagnosticata la ALD, una grave malattia terminale, i suoi genitori non avevano idea di cosa stesse uccidendo il loro figlio. Dopo la terribile notizia, decisero di creare un sito e una pagina Facebook per poter avere informazioni, scambiare consigli con altre persone affette dalla malattia e condividere le loro storie. Iniziarono anche una campagna pubblica in cui veniva chiesto di sensibilizzare le persone a far controllare i proprio figli alla nascita, in modo da evitare di scoprire troppo tardi la malattia. I contenuti delle pagine su Aidan si viralizzarono in modo impressionante, portando la famiglia a decidere di estendere la campagna anche nel mondo offline con poster, banner, cartelloni e disegni artistici che vennero poi messi all’asta a New York. Purtroppo, dopo un pò di tempo Aidan venne a mancare, ma la sua memoria rimane viva ancora oggi grazie al grande lavoro della “banda” Seeger e dei loro sostenitori.

Le app per usare il nostro smartphone in modo creativo

Gli smartphone sono esplosi nel mercato dei cellulari e hanno quasi completato  la loro scalata: è praticamente un dato di fatto infatti che quasi tutti hanno uno smartphone.

Tuttavia la maggior parte dei possessori di uno smartphone continuano ad utilizzarlo al 10% delle sue potenzialità. Per questo motivo vogliamo aprirvi gli occhi su quali sono i risultati che potreste raggiungere se utilizzaste il vostro device in modo veramente…cool!

Vi presentiamo dunque alcune app che hanno funzionalità a dir poco eccezionali e di cui va apprezzata specialmente la creatività.

1) Un’app per accendere l’automobile

Esistono tantissime auto che hanno dei controller per l’accensione e lo spegnimento da remoto ma i telecomandi utilizzati hanno il limite di poter funzionare soltanto a distanza limitata.

Ecco perché interviente Viper SmartStart, un’app gratuita che consente di accendere e spegnere la propria auto con sistema Viper SS installato. Potrete accendere (o spegnere) la vostra auto da ovunque ci sia una connessione Internet, anche dall’altra parte del mondo.

Pensate un po’, siete in una stanza in una torrida giornata di lavoro: potrete così avviare il motore e l’aria condizionata dalla vostra postazione in modo da entrare in auto e trovarla freschissima.

Naturalmente non è tutto quello che luccica. Infatti Viper SmartStart funziona solo negli USA ed ha bisogno ovviamente anche di una  kit di ricezione GSM e di controllo per il veicolo che deve essere installato da un professionista sulla vettura che desideriamo controllare a distanza.

Il kit per l’auto è disponibile in due modelli da 299 $ per le auto già predisposte per la soluzione Viper, oppure nel pacchetto più costoso da 499 $ per tutti gli altri.  Vi lasciamo con un video di presentazione:

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Compatibile con: iOS, Android, blackberry

2) Un’app per indentificare tutto!

Hai dimenticato il nome di un’oggetto? Vuoi evitare di chiamare tutto “coso o cosa“? Usa Google Goggles e permetti al più grande motore di ricerca online di ricordarselo per te.

Con questa app vi basta scattare una foto all’oggetto “sconosciuto” con la fotocamera del vostro smartphone e poi caricarla sul web attraverso Google Goggles.

La foto è poi confrontata con il database delle immagini del motore di ricerca per fare un identificazione veloce una volta trovata la gemella giusta. Questa app è particolarmente utile anche per tradurre un testo in lingua straniera. Eccovi una dimostrazione:

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Compatibile con: iOS, Android

3)Un’app per fare un Karaoke Party

Ti piace cantare in compagnia degli amici? Con l’aiuto di Karafun, potrai avere sempre nella tasca una console portatile per il karaoke .

Per un costo mensile di $ 9.99 è possibile accedere a una qualsiasi delle 9.000 canzoni di una libreria online di musica e con una grande varietà di generi.

Se non sei completamente karaoke addicted ma vuoi solo passare una serata piacevole con gli amici troverai anche la versione da 5,99 $ per un utilizzo di 48 ore.

Durante la riproduzione della musica, il testo della canzone viene visualizzato sullo schermo e potrete scatenarvi a cantare insieme…basta essere sicuri di avvertire i vicini prima!

Compatibile con: iOS, Android

4) Un’app per fare beneficenza…dormendo!

Chi è che la mattina non ha problemi a alzarsi dal letto? La soluzioni per noi pigroni arrivano dal fantasioso Giappone e prendono il nome di Morning + e MorningBomb.

Morning + è un’applicazione per smartphone che se non ti alzi in tempo, automaticamente preleverà una somma di denaro dal nostro conto corrente: i soldi verranno devoluti in beneficienza. Un buon motivo per punire la pigrizia aiutando il prossimo.

Se salvare il mondo non è ancora abbastanza per tirarci fuori dal letto, lo stesso autore geniale della precedente app ne ha creata una seconda chiamata, MorningBomb, una sveglia che non si spegne fino a quando non abbiamo percorso una determinata distanza da casa nostra.

L’applicazione invia automaticamente inoltre una notifica al vostro Twitter account per annunciare al mondo che “non siamo in grado di svegliarsi e ci vergogniamo“.

Entrambe le applicazioni sono state create dallo sviluppatore giapponese Takuya Sato: ovemai voleste complimentarvi con lui vi lasciamo il suo contatto Twitter. Attenti però…parla solo in giapponese!

Compatibile con: iOS, Android

 5) Un’app per controllare l’acidità del latte

Un gruppo di sturtupper  ha ricevuto il premio Quirky + GE Project per aver inventato un bricco del latte intelligente: questa brocca per il latte è un contenitore di vetro che si inserisce su di una base intelligente.

The Milkmade (questo è il nome del bricco) è in grado di controllare l’acidità e la temperatura del latte utilizzando sensori appositi. Il sensore di peso nella base vi dirà anche quanti bicchieri di latte abbiamo lasciato.

Vi starete chiedendo: cosa c’entra lo smartphone con tutto ciò? Beh, non solo si può accedere a tutte queste informazioni  in remoto da un’applicazione gratuita per iPhone, ma se il latte diventa acido, il sistema invia un messaggio al nostro device avvertendoci del “pericolo imminente”. Ecco un video di presentazione:

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Compatibile con: iOS

Siete rimasti stupiti da quante cose un’app può fare e di come l’uso del vostro smartphone possa davvero essere stimolante e creativo?

Quali di queste app vi ha colpito? Ne conoscete di altre ancora più fantasiose?

Creare musica usando un controller NES [VIDEO]

I video virali degli ultimi anni ce l’hanno insegnato: si può fare musica usando davvero di tutto. Questa volta è un controller NES ad essere stato trasformato in un MIDI device da Side Brain, musicista elettronico.

I suoni dei videogiochi diventano l’anima di questa singolare “beatbox”, miscelandosi perfettamente in un brano stile dubstep che gli amanti del genere apprezzeranno sicuramente.

Vecchie tecnologie, dunque, che si prestano sempre più spesso ad utilizzi nuovi e creativi: vi ricordate della “Marcia Imperiale” di Star Wars suonata con dei floppy disk? O i più futuristici quadrotors che suonavano il tema di James Bond?

Kids, il nuovo spot della P&G per le olimpiadi di Londra 2012

P&G continua la sua marcia d’avvicinamento verso le Olimpiadi di Londra con la sua campagna social. Tutto è cominciato con la messa in onda del primo spot dedicato alle famiglie degli atleti, quel “Best Job” di cui ci siamo occupati qualche mese fa.

Per il secondo spot è stato scelto il nome “Kids”, realizzato dal regista pluripremiato Daniel Kleinman, e come ci suggerisce il titolo, ruota su una prospettiva molto particolare degli atleti che si apprestano, a partire dal 27 Luglio, a competere negli impianti londinesi.

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La carrellata di piccoli atleti impegnati in ogni genere di disciplina olimpica coinvolge oltre 240 bimbi provenienti da 16 nazioni, una sorta di richiamo globale volto ad uno sguardo più puro (e verrebbe da dire autentico) nei confronti della manifestazione sportiva per eccellenza.

Ha avuto un impatto notevole anche sui familiari di alcuni campioni, vi riportiamo come esempio quello di Ileana Lochte, madre di Ryan, 6 volte medaglia per gli Usa nel nuoto :

“La prima volta che ho visto lo spot mi sono riaffiorati tanti ricordi di Ryan da bambino, mentre saliva sul blocco di partenza…”

Lo spot in sintesi, ripercorre quel filo conduttore che unisce tutta la campagna “Grazie di cuore, Mamma”, con l’intento di riscoprire i valori autentici dello sport, privandolo di quell’iper-professionismo schiavo della prestazione e dei ricavi riportando l’attenzione sull’importanza dell’attività fisica nel percorso di crescita di ciascuno.

High Speed Photography: i fiori d'acqua di Jack Long

La High Speed Photography, o fotografia ad alta velocità, è un genere di fotografia che, se praticato con abilità, assicura risultati davvero spettacolari.

Il fotografo Jack Long ha utilizzato questa tecnica per la raccolta fotografica “Vessels and Blooms”: getti d’acqua colorati danno vita a straordinarie composizioni floreali:

Le 13 catene di distribuzione più etiche al mondo

Tra chi predica bene e razzola male, c’è anche chi vuole decisamente razzolare bene.

E’ il caso di 13 aziende scelte tra le 145 sottoposte al vaglio dell’ Ethisphere Institute di New York che promuove la Responsabilità sociale d’impresa. I criteri che hanno permesso la selezione delle aziende sono stati basati su reputazione, curriculum etico, corporate governance, leadership nel mercato e responsabilità sociale.

Scopriamo insieme quali sono gli “Ethical Retailers“.

Kesko

Con più di 1000 negozi nel mondo targati K-food, ha ottenuto il premio per la migliore Corporate Governance in Finlandia e per l’ottavo anno consecutivo è rientrata tra le 100 aziende più sostenibili al mondo.

Safeway Inc.

Seconda catena di Supermercati più grandi dell’America, con 1702 punti vendita tra Stati Uniti e Canada, la catena di alimentari, ha recentemente collaborato con il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per dare vita ad un programma che favorisca gli americani nella scelta di cibi sani e inciti ad un’alimentazione corretta.

 Soane

Il più grande datore di lavoro privato del Portogallo si è aggiudicato nel 2010 l’ambita Certificazione internazionale per la Qualità e l’igiene dei prodotti alimentari.

The Co-Operative Group

In quinta posizione tra i retailers alimentari britannici, Co-operative sostiene comportamenti aziendali etici. I promotori sono gli stessi membri e  proprietari dell’azienda (un po’ come funziona nelle nostre cooperative).

Wegmans

Un’azienda con 77 punti vendita a gestione familiare, tra New York, Pennsylvania, New Jersey, Virginia, Maryland e Massachussets. Wegmans è stata nominata, insieme ad altre 100 aziende, tra le migliori compagnie in cui andare a lavorare.

Whole Food Market, Inc.

 

Con più di 300 negozi in 38 stati, Whole Food rientra a pieno titolo tra i più grandi negozi degli Stati Uniti. Distributori di prodotti biologici e naturali, è stato scelto per l’attenzione rivolta alla protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.

Costco

Il più grande rivenditore in assoluto negli Stati Uniti con gli stipendi ai lavoratori più elevati pur registrando un fatturato minore. E’ stato inserito tra le aziende più ammirate al mondo.

Marks and Spencer

L’azienda si divide tra prodotti alimentari e abbigliamento di lusso. Nel 2007 ha presentato un piano di espansione di 5 anni nel quale si proponeva di orientare la propria produzione al minor spreco possibile, volta all’etica e alla promozione della salute.

Target

Target è il secondo discount degli Stati Uniti. Nel 2011 ha ottenuto il 23° posto su Forbes tra le compagnie con la migliore reputazione d’America.

Best Buy

Gestore di più di 4000 punti vendita nel mondo, il rivenditore di elettronica di consumo è arrivato al 40° posto per la protezione ambientale nella lista stilata dal Nation’s Leading Green Power.

Office Max

 

Con ben 1000 punti vendita tra Stati Uniti e Messico, dal 2007  il distributore di articoli per uffici ha preso parte al programma “Adotta una Classe“, fornendo materiale per le scuole una volta l’anno.

Petco

Con il quartier generale a San Diego, questo distributore di forniture per animali domestici conta a più di 1000 sedi negli Stati Uniti. Petco dal 2004 è diventato promotore delle adozioni degli animali domestici con il programma “Think Adoption First“, aiutando più di 3 milioni di animali a trovare una sistemazione.

Inoltre distribuisce una linea di prodotti, ovviamente sempre destinati agli amici animali, realizzati con materiali riciclati o recuperati.

Ten Thousand Villages

Oranizzazione no-profit per la distribuzione di prodotti artigianali dei paesi in via di sviluppo. Gli artigiani contribuiscono al sostentamento di base con prodotti alimentari, alloggi, istruzione e assistenza sanitaria.

Social web e mobile: ecco come gli utenti guarderanno le Olimpiadi 2012 [INFOGRAFICA]

Le Olimpiadi di Londra 2012 sono ormai alle porte: dal 27 Luglio fino al 12 Agosto ci sarà l’occasione di seguire l’importante competizione! Ma – vista la crisi e la non facilità a raggiungere la blindatissima capitale britannica – come fare a partecipare stando comodamente sul divano?

Come spesso succede, la risposta vien dal web 😉 Tra la scorsa edizione di Beijing e questa, c’è stato infatti un cambiamento rivoluzionario del ‘consumatore delle Olimpiadi’: molto più connesso via mobile e attivo sui principali network, con una grande volontà di seguire gli atleti e le partite in modo social. Pensate che i tablet non esistevano nemmeno!

Di questo – ma non solo – tratta la bella infografica ripresa da Mashable, creata seguendo dati Nielsen, eMarketer e Forrester. Buona lettura!

NAB: un’azione di real-time guerrilla per premiare l'onestà

Al giorno d’oggi trasmettere un valore come l’onestà non è molto semplice per una banca, è per questo che la National Australia Bank ha realizzato a Melbourne una brillante campagna dal titolo “Honesty shouldn’t go unrewarded” (traducibile come: “L’onestà dovrebbe sempre essere ricompensata” ).

L’azione è stata semplice ed intelligente: dopo aver posizionato degli oggetti smarriti all’esterno di un centro commerciale i clienti onesti, che li restituivano all’apposito banco, venivano gratificati da una serie di “sorprese” all’interno del centro.

Dopo aver effettuato la restituzione l’ignaro cliente veniva immerso in un’azione che potremmo definire di real-time guerriglia. Nel corso di una classica passeggiata al centro commerciale la “vittima” si trovava di fronte ad una svariata serie di contenuti personalizzati, con tanto di nome e foto, che ponevano la sua onesta e il suo gesto al centro dell’attenzione.

Che faccia fareste voi se vi trovaste di fronte a una serie di affissioni con il vostro volto? o ancora meglio di fronte ad un noto notiziario che parla del vostro gesto altruistico?

Beh probabilmente pensereste di essere in un altro mondo! Un mondo che riconosce e gratifica anche i gesti più semplici ma ricchi di valore, come l’onesta dimostrata nel restituire un oggetto smarrito.

Lo scopo di quest’azione di guerriglia marketing era proprio questo: far vivere all’ignaro cliente una profonda esperienza di marca e trasmettergli in maniera spontanea e naturale i suoi valori; e dalle facce dei clienti che hanno partecipato l’azione sembra essere perfettamente riuscita.

I fattori che hanno sancito il successo di questa campagna sono sostanzialmente due: porre al centro dell’attenzione il cliente e veicolare valori di marca e non prodotti. Con quest’azione la famosa banca australiana sembra dire “è questo il mondo che vorrei per i miei clienti”, e chi non vorrebbe un mondo come questo?

E voi che ne pensate? Eccovi il video virale realizzato per la campagna:

Fare soldi lavorando per se stessi

Solopreneur”: un termine ormai di uso comune nei Paesi di lingua anglosassone, ma poco udito in Italia.
Eppure ce ne sono tanti in giro. Si tratta di tutti gli “entrepreneur” che lavorano da soli, costruendo il proprio business per se stessi.
Secondo il detto “chi fa da sé fa per tre”?

Diciamo che il “solo business” e “self business” attrae data anche la facilità nel realizzarlo. Ormai si può creare un business “home made” grazie ad internet, veicolarlo grazie alla potenza dei social network, risparmiando nei costi di gestione e godendo della libertà data dall’ anelata “autonomia”.

Ma mentre un entrepreneur mira a creare un business espandibile che un giorno possa camminare con le sue gambe attraverso la guida di un team, prevedendo ex ante una possibile vendita futura, acquisizione, o altra modalità di “exit”; un “solopreneur” porta avanti se stesso prima del business, si concentra sul personal branding, con la naturale conseguenza di ridimensionare le opportunità di espansione della sua “self-made company”.

In alcuni casi la “solopreneurship” e’ il primo stadio del processo che porta al successo di una startup, secondo i 7 stadi riportati su infusionblog.com e Funders and Founders. Alcuni, però, non proseguono nell’iter e si fermano al primo gradino.
Questo “egocentrismo imprenditoriale” funziona sempre? Si è sicuri che lavorare “solo” porti al successo e sia profittevole? E con la “scalability” del business come la mettiamo?

Alcuni suggerimenti da Suzanne Duret attraverso la voce di Marla Tabaka, business coach e writer per Inc.com, possono aiutare ad espandere il proprio “solo business”.

Cogliere il meglio dalla propria “indipendenza imprenditoriale”

Mettere il massimo impegno nel proprio business, dedicando anche oltre il ragionevole tempo al lavoro può aumentare le probabilità di successo. Lavorare da soli non implica che si lavori di meno, anzi!

Essere indipendenti comporta dei vantaggi, ma c’è anche il rovescio della medaglia. Un esempio? Lavorando da soli si riducono i conflitti che normalmente sorgono in un team, ma allo stesso tempo vengono meno le occasioni di confronto e, quindi, di crescita, dato che dai conflitti spesso nascono opportunità di miglioramento della propria idea e delle proprie logiche strategiche.

Valutare l’outsourcing come un’opportunità per fare meglio

Non si può fare sempre tutto da soli. Occorre capire quando è il momento di esternalizzare alcuni servizi o prodotti per il proprio business. Alcune attività, come la creazione di un sito web, il content management o la contabilità, possono essere fatte meglio, in meno tempo e a costi contenuti rivolgendosi a terzi.

Fornitori di servizi esterni possono diventare una fonte di entrata, oltre che un braccio destro per realizzare il vostro business, per esempio pagando un affitto per la necessità di locali o infrastrutture, o impegnandosi per attrarre nuovi clienti perché percepiranno magari una fee, ecc.

Ricorrere a prodotti/servizi combinati

Il “solo business” può crescere anche riproducendo il core product o service. Come? Se il vostro business prevede la realizzazione di programmi di gruppo o eventi, realizzare un prodotto audio o video vi permetterà di fare economie di scala ed espandere il business.

Affidarsi ai social media

Ormai è impensabile fare a meno di uno o più profili social per promuovere il proprio business. Preventivare un lasso di tempo giornaliero da dedicare ai social aiuterà a penetrare il mercato ed ottenere visibilità, abbattendo i costi pubblicitari.

Essere flessibili

Matureranno nuove idee dentro di voi e cambieranno le esigenze del mercato lungo il percorso che si sta seguendo. Avere una visione lungimirante e comprendere che occorre rimodellare i propri obiettivi di business nel tempo è un ingrediente chiave per non fossilizzarsi e camminare verso il successo.
In questo senso, fare ricerche di mercato è indispensabile per capire dove ci sono margini di miglioramento e come possono essere colmati.

Celebrare i propri successi

Non dimenticarsi mai che la gratificazione personale è fondamentale per mantenere alto l’entusiasmo. Porsi delle milestone e festeggiare il raggiungimento di ognuna, seppur non accompagnata sempre da un ritorno economico, motiva ad andare avanti nel cammino e credere nella propria mission imprenditoriale.

Uscire dalla nicchia

Se possibile, valutare l’ingresso in nuove nicchie di mercato per attrarre nuovi e diversi clienti, diversificando il target ed espandendo, quindi, le opportunità.