Pine-sol, spot candid con effetto sorpresa [VIDEO]

Pine-Sol, la famosissima azienda statunitense leader nel settore dei detergenti multiuso, fa parlare di sé in tutto il mondo per un nuovo divertentissimo spot che ha sorpreso davvero tutti, protagonisti compresi!

Nel video intitolato Pine-Sol Pranked, i protagonisti, rigorosamente uomini, vengono invitati a testare le qualità dei detergenti, ignari che di lì a breve diventeranno vittime a sorpresa di Lady-Pine Solin persona: Diane Amos.

Un finale con brivido assicurato che, se almeno inizialmente non diverte i malcapitati protagonisti alle prese con scope e stracci, assicura abbondanti risate a tutti gli altri spettatori.

Senza dubbio un modo originaleper pubblicizzare prodotti per la pulizia. Un video simpatico da guardare, esempio di una comunicazione vincente e a costi contenuti, e di come a volte basta tanta buona creatività e ‘pochi spiccioli’ per arrivare al successo.

Vietata la visione ai deboli di cuore 🙂

Cannes Lions: i migliori 20 spot secondo The Gunn Report

The Film Grand Prix at Cannes è un premio ancora ambitissimo per chi si occupa di spot pubblicitari anche se oggi ha perso un po’ lo smalto che negli anni lo ha mitizzato. The Gunn Report propone la sua classifica dei 20 spot che potrebbero competere al titolo “The Film Gran Prix” e permette ai lettori anche di votare online per scegliere la pubblicità che più merita il premio. Quindi ritagliatevi un po’ di tempo e giudicate da voi gli spot proposti.

1- Axe “2012”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=GwdBox6fDBE&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Ponce, Buenos Aires

COUNTRY: Argentina

2- BGH Silent Air Con “Dads In Briefs”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=wCO2bc5OzcM&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi, Buenos Aires

COUNTRY: Argentina

3- Canal+ “The Bear”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=OWOeEqyD_gM&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: BETC Euro RSCG, Paris

COUNTRY: France

4- Carlsberg “Bikers”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=RS3iB47nQ6E&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Duval Guillaume Modem, Brussels

COUNTRY: Belgium

5- Chipotle “Back To The Start”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=aMfSGt6rHos&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: CAA, Chipotle

COUNTRY: United States

6- DirecTV “Roadside Ditch,” “Dog Collar,” “Platoon”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=7udQSHWpL88&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Grey, New York

COUNTRY: United States

7- DNB NOR Bank “Finally Married”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=C_8TGTKdrlY&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Try/Apt, Oslo

COUNTRY: Norway

8- Doritos “Dip Desperado”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=9yjjAaT4u_U&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: AMV BBDO, London

COUNTRY: United Kingdom

9- ESPN “Shake on It”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=WJtk4akaEME&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Wieden + Kennedy, New York

COUNTRY: United States

10- Fernet 1882 “1882 Anxious People & Pen Cap”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=9GOZGaUjRbU&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Madre, Buenos Aires

COUNTRY: Argentina

11- Google Chrome “Dear Sophie”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=R4vkVHijdQk&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: BBH, New York

COUNTRY: United States

12- Harvey Nichols “Walk of Shame”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=kwxTf7NGVXg&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: DDB, London

COUNTRY: United Kingdom

13- John Lewis “The Long Wait”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=QIl69I5_Wjo&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Adam & Eve, London

COUNTRY: United Kingdom

14- Micasa “Marlene,” “Carlotta,” “Antonio Orlando Julian”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=2ZsSq2XBhR0&feature=player_embedded ‘]

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=uAr_XthJ8Oc&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Spillmann/Felser/Leo Burnett, Zurich

COUNTRY: Switzerland

15- Nike “Addiction”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=XPTpEkdceic&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: F/Nazca Saatchi & Saatchi, São Paulo

COUNTRY: Brazil

16- Smart Car “Going Home”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=DQTxsw7xbe0&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: BBDO Proximity, Berlin

COUNTRY: Germany

17- Sony PlayStation 3 “Michael”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=mdWkKKSckNk&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Deutsch, Los Angeles

COUNTRY: United States

18- Sunshine Sakae “Taxi”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=WpTIZK_nhx4&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: ADK, Tokyo

COUNTRY: Japan

19- The Guardian “Three Little Pigs”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=vDGrfhJH1P4&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: BBH, London

COUNTRY: United Kingdom

20- Toshiba LED Bulbs “With 10 Years Of Life”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=N4QpaBrBfwk&feature=player_embedded ‘]

AGENCY: Dentsu, Tokyo

COUNTRY: Japan

Netnografia dell’Italia StartUp Open Day: per una nuova economia epica

Pochi giorni fa il Centro Studi Etnografia Digitale ha pubblicato il paper relativo all’analisi qualitativa e quantitativa del flusso comunicativo su Twitter che procedeva contemporaneamente con l’evento Italia StartUp Open Day dello scorso 26 maggio, presso H-Farm.

Qualcosa di simile era stato già fatto analizzando il Tweetstorming sul tema #startuptime, organizzato l’11 maggio da RENA e CSED ed animato dal guru della Silicon Valley Ben Casnocha.
Vediamo quindi di cosa si tratta e perché ci interessa.

L’analisi dell’hashtag #isday

Una premessa: un TweetStorming è il modo per affrontare in maniera immediata e sintetica un tema di attualità, attraverso l’interazione in real time della voce degli esperti, dei partecipanti ad un evento o degli appassionati fino ai semplici curiosi e, in questo momento, in Italia gli unici ad occuparsi di analisi del fenomeno sono proprio il Centro Studi diretto da Alex Giordano insieme all’Associazione Rena.

In questo caso, lo studio è stato svolto su un campione di 1500 tweet convergenti attorno l’hashtag #isday ed è presentato in due parti:

– la prima illustra l’analisi quantitativa e la mappatura visuale del flusso individuato che evidenziano le reti semantiche, gli influencer e le loro interazioni

– la seconda parte consiste invece in un’analisi qualitativa mirata ad individuare le principali linee discorsive emergenti dal flusso conversazionale.

Ve ne consiglio la lettura perché è una bella panoramica di riflessione sul tema tenuta dal polo più concreto delle idee, degli attori e dei processi effettivamente in gioco nello scenario italiano, in virtù proprio della mission stessa dell’evento in questione: l’incontro ed il confronto diretto tra nuove realtà produttive del paese e istituzioni.

#isday si configura, infatti, come un primo tavolo di lavoro aperto tra startupper nostrani – già operativi nel campo dell’innovazione, del digitale e dell’imprenditoria con lo scopo finale di definire un “piano operativo” congiunto dove “il futuro del paese passa per le StartUp”.

Così il nostro Alex Giordano ha deciso di condividere con noi quest’analisi, soprattutto è perchè proprio da quel dibattito, quello emerso dai flussi di comunicazione dal basso, che per gioco sono nati gli spunti del suo contributo sottoforma di provocazione, pubblicati su CHEFUTURO! in seguito all’evento.

Una provocazione che vuole prendere atto della possibilità dei cittadini di essere ascoltati e considerati, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie e metodologie come quelle utilizzate per questa ricerca, e che vuole spingere proprio i cittadini a varcare le colonne d’Ercole dell’ovvio, “giocando” ad immettere nell’infosfera (nella società) semi di vera innovazione, nella piena consapevolezza che è proprio nella società stessa che vanno ricercati gli anticorpi per uscire dal fallimento del presente.

Un gioco-provocazione quello dell’Assalto agli Intoccabili che ha aperto un bel dibattito, denso di commenti tutti di grandissimo valore, che ancora una volta ci indica che la strada giusta da recuperare è quella della dialettica, quella non di un contenuto che rappresenti verità assoluta da sposare o da rigettare, ma la strada per la costruzione e la condivisione di un metodo condiviso che alla quale siamo tutti invitati a partecipare.

Un dibattito al quale intendiamo anche noi continuare a dare il nostro contributo, soprattutto ridistribuendo questa ricerca nella rete stessa.

Pieni di riconoscenza per il valore che l’intelligenza collettiva può dare a quella che per noi continua ad essere una questione della Polis e non solo del mercato, e pertanto una questione che non potrà essere risolta da nessuna singolarità, da nessuna istituzione, da nessun gruppo di guru e da nessun supereroe se lasciati soli a loro stessi.

Ancora una volta si tratta di assaltare i miti. Dobbiamo lavorare tutti a creare nuovi immaginari e nuove possibilità di metafore. Nuovi miti per una nuova contemporaneità che ci abituino a ri-considerarci parte di un sistema e non solo degli individui (consumatori).

Con questa ricerca e con queste provocazioni si è inteso dare un contributo per smuovere le acque in favore di una nuova economia epica. Niente paura, anche questa volta Ulisse tornerà a casa.

Ma se siamo tutti bravi, questa volta non lo farà più da solo.

Pane, Web & Salame: le migliori campagne social da assaporare con una fetta di pane [EVENTO]

Mercoledì 20 giugno non perdetevi l’irresistibile terza edizione di “Pane, Web & Salame”!

L’appuntamento nato nel 2010 dall’idea di Alessandro Mininno, Davide Dattoli e Fabrizio Martire per parlare di web, innovazione, marketing e business davanti ad una fetta di pane; perchè si sa, si ragiona meglio a pancia piena!

Quest’anno l’incontro si svolgerà, dalle 9 alle 18, presso il ristorante Castello Malvezzi via colle San Giuseppe,1 – come sempre a Brescia.

Una giornata ricca di interventi, per chiacchierare sui social media e fare del buon networking con tema principale: le migliori campagne dell’ultimo anno che hanno utilizzato i social media, raccontate dai diretti interessati (più di 20) tra una fetta di salame e un bicchiere di vino.

“2012 Odissea nei Social” Dove siamo e dove stiamo andando? di Simone Tornabene, Mondadori
“The Online Experience Design of Fabrica ” di Omar Vulpinari, FABRICA
“luca defino di Social@Ogilvy” di Luca De Fino, Head of Social@Ogilvy
“Ben & Jerry’s for Good Ideas” di Stefania Fussi, Viral Beat
“Gilda35 e le Twitstar” di Giovanni Scrofani, Gilda35
“CIRCLEME: creazione di un brand social” Giuseppe D’Antonio, Circleme
“trasFORMAZIONE” La cultura digitale al servizio delle social imprese di oggi (e di domani) di Giorgio Soffiato, Digital Accademia
“ U10 Tweetbook ” un progetto di editoria online basata su Twitter (come mai l’abbiamo fatto, come funziona e dove, pensiamo, ci porterà) – di Michele Aquila

E tanto altro vi aspetta, e naturalmente una pausa panino con pranzo offerto da Castello Malvezzi e vino offerto da Villa Crespia.

I posti sono sold out, ma questo non vuol dire che le frontiere del “Pane, Web & Salame 3 – Un Bel Tagliere di Storie dal Web” siano chiuse al mondo, anzi! Potrete seguire l’evento su Twitter al profilo @pane_web_salame o tramite l’hashtag #PWES, oppure su Facebook.

Oppure potete supportare i ragazzi di PWES aiutandoli a creare il panino più grande del web, aggiungendo un ingrediente con un commento, un tweet o una mail.

Questo è proprio il momento di dire… tu non hai fame?!

30 annunci creativi con protagonisti i cani

Non è un caso se il cane sia universalmente considerato il migliore amico dell’uomo.
Il canis lupus familiaris, questo è il suo nome scientifico, ha vissuto accanto alla nostra specie per migliaia di anni e col tempo, alcuni cani sono diventati vere star, protagonisti di film e telefilm e anche modelli per le pubblicità.

Ecco alcuni annunci pubblicitari originali, creativi ed ironici che hanno come protagonisti i cani.

La gallery è stata proposta su Puromarketing.com

DigitalMed Workshop, in arrivo la terza edizione [EVENTO]

Sta per partire la terza edizione del DigitalMed Workshop, il laboratorio di progetti destinato ad architetti, designer, ingegneri e a tutti gli interessati a pratiche innovative e interessanti come la digital fabrication, il mapping e la visualizzazione dati, oltre che all’uso dei software Rhino e Grasshopper.  Ospitato nel Complesso Monumentale di Santa Sofia a Salerno, il Workshop prevede un lavoro sulla città e sulla riqualificazione di alcune parti di essa, che è poi il pretesto per mettere in pratica direttamente nella realtà i concetti appresi durante le ore di lezione.

Ma cosa si impara veramente in workshop come questi e quali sono gli argomenti trattati? Lo abbiamo chiesto ad Amleto Picerno Ceraso di Aramplus, organizzatore dell’evento.

Chi seglie di partecipare a Workshops come il nostro non lo fa per vezzo formativo, o per aggiungere credits ad un CV. In genere le persone che seguono questi workshop sentono un profondo gap, una scollatura tra l’approccio concettuale e pratico, tra le tecniche e le pratiche in loro possesso per la gestione di un progetto (di architettura, sociale, economico, costruttivo) e la realtà come noi la conosciamo nella sua attuale complessità.

Per penetrare in profondità il cambiamento di prospettive e di scenari che un partecipante, non necessariamente architetto, vive attraverso l’esperienza del workshop è necessario quantomeno avere una vaga idea di quello che oggi sta accadendo nell’ambito scientifico e filosofico in generale ed in tutte le sue declinazioni architettoniche, costruttive, economiche, sociali, politiche, comunicative, ambientali e comunque in tutti gli ambiti della vita dell’uomo. Tutto è riportato ad una idea di realtà descritta e studiata come un sistema complesso all’interno del quale noi ci muoviano, produciamo, inneschiamo flussi di azioni e comunicazioni che contemporanemente rimodulano il sistema stesso. L’approccio alla complessità riesce oggi a fornire un set di strumenti e tecniche che meglio rispondono alle domande della nostra realtà.

L’eredità che ci portiamo sulle spalle come figli di una cultura determinista/positivista nell’approccio scentifico culturale si sta scardinando, portandosi dietro la rovinosa decadenza di professionalità iperspecializzate, di cuture autoreferenziali e di formazione fatta da istituzioni che somigliano sempre più a genrontocomi. In questo il nostro Workshop non ha la pretesa di dare risposte, ha l’ambizione di fornire punti di vista molteplici, molteplici racconti della realtà, interventi sul territorio intelligenti e smart, che travalicano ambiti disciplinari e creano relazioni tra differenti piani di significato della realtà.

Il DigitalMed Workshop dura 11, dal 13 al 29 luglio, giorni ed è suddiviso in tre moduli indipendenti che si svolgeranno nei fine settimana. La prima fase, dal 13 al 15 luglio, tratterà del mapping, ovvero della raccolta, manipolazione, visualizzazione e gestione dei dati (3 giorni); la seconda parte, dal 19 al 22 luglio, sarà dedicata al design parametrico e all’uso dei software Rhino e Grasshopper (4 giorni) mentre la terza, dal 26 al 29 luglio, sarà incentrata sul laboratorio progettuale e fabbricazione digitale e sull’uso della cnc. knk cutter (4 giorni).

Per chi volesse ulteriori informazioni, ecco il programma completo del Workshop con tutte le indicazioni utili sulla location e i costi!


È .catholic il nuovo possibile gTLD del Vaticano

Il 13 giugno ICANN ha rivelato le aziende che sarebbero disposte ad acquistare i nuovi gTLD che affiancheranno i tradizionali .gov, .com e altri.

Da questa lista risulta che il Vaticano sia pronto ad acquistare il dominio .catholic. Pare che l’acquisto del dominio ammonti a 185.000 dollari.

La Chiesa Cattolica è già presente in rete con il dominio nazionale .va (Vatican). Perché tanto interesse per questo nuovo dominio? Monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha spiegato che l’utilizzo del nuovo gTLD autenticherebbe la presenza della Chiesa Cattolica su Internet. L’utilizzo sarebbe concesso soltanto a «istituzioni e comunità che hanno riconoscimento canonico».


A differenza di altri domini che interessano a più di un’azienda, come .lol, .catholic interesserebbe soltanto al Vaticano che, dunque, non dovrebbe avere difficoltà a ottenerlo – costa soltanto 185.000 dollari. Una sorte un po’ diversa è capitata a .church, richiesto da due aziende.

L’introduzione dei nuovi gTLD svecchierà il modo di navigare, fermo (con eccezione per la navigazione mobile via app) al 1984, e renderà più chiaro il livello di navigazione e la nostra posizione nell’immenso oceano di pagine web.

Le aziende che hanno richiesto i nuovi gTLD hanno grandi capacità economiche e non avranno problemi nell’acquisto. Non hanno assolutamente bisogno della nostra benedizione… ops!

Giubileo di Diamante: tutto il merchandising per la Regina

In nome dell’Austerity che contraddistingue il popolo britannico, Londra festeggia il Giubileo di Diamante della sua Regina. L’occasione ha reso ghiotti i “migliori designer” che hanno saputo dare sfoggio alla propria creatività senza alcun limite. Dagli stampini per gelatina alle auto tipiche inglesi passando per canovacci, tazze e macarons ed arrivare a sacchetti per vomitare con stampato il volto della Regina. Questo ed altro per onorare Sua Maestà Elisabetta II nel suo Giubileo di Diamante.

Abbiamo deciso di riportarvi la Top 12 dei prodotti realizzati appositamente per questo impareggiabile evento, ma saranno tutti davvero “all’altezza”?

Custodie iPhone-Blackberry e classici portachiavi

Mulsanne Diamond Jubilee Edition Bentley

In tiratura limitata 60 auto, una per ogni anno di  monarchia della Regina. Segni distintivi: una carrozza d’oro reale applicata sul cruscotto e ricamato sul poggiatesta.

Ma’amite

Il lievito Marmite punta sul gioco di parole per portare The Queen sui tavoli e nei piatti dei londinesi.


Heinz Baked Beans

Heinz punta tutto sul Retrò anni ’50 per celebrare il Giubileo di Diamante riutilizzando la grafica utilizzata per il 60° anniversario dell’azienda nel 1952.

Canovacci by Peter Gander

Realizzati come se fossero carte da gioco e striscioni giocosi, i canovacci di Peter Gander riportano fedelmente il profilo della Regina e sono accompagnati da frasi celebrative.

Francobolli con il profilo della Regina

Anne-Narie Stijelja, docente presso la Scuola Moderna di Bedford, ha realizzato un ritratto fedele al profilo della Regina su un francobollo d’epoca. L’immagine è stata inclusa nel libro intitolato “Le Cartoline del Giubileo”, ed è attualmente esposta al Centro d’Arte Bedford.

Vivienne Westwood

Attingendo al guardaroba della regina, la stilista inglese celebra il Giubileo con una collezione limitata di abiti da cocktail e abiti formali.

Thè delle Indie Orientali

Foglie raccolte dall’albero piantato direttamente dalla Regina Elisabetta in Sri Lanka nel 1954. La confezione nemmeno a dirlo argentata, sapientemente combinata con cucchiaini anch’essi d’argento .

Macarons Ladureè

Quale biscotto migliore di un Macarons per accompagnare il thè delle cinque?

La boutique Ladureè celebra l’anniversario con una scatola dei dolciumi francesi tutta dedicata alla regina.

Harrod’s festeggia il giubileo in Vetrina

31 Corone commissionate a Designer di successo come Sir Paul Smith, Lanvin, The Rug Company, Globetrotter, William Curley e altri ancora. Il legame tra Harrod’s e la Regina va oltre il semplice tributo di zuccheri e colori (visto che alcune di queste corone sono commestibili) ma risale alla creazione di un abito di raso che nel 1953 Normann Hartnell realizzò in occasione dell’incoronazione di Elisabetta.

 

Lydia Leith pensa al prima e al dopo

In occasione del Giubileo di Diamante la designer ha pensato “al prima e al dopo” realizzando la formina Jelly Mould e il Sick Bag. Non preoccupatevi la traduzione è esatta, si tratta di sacchetti per vomitare, qualora le celebrazioni dovessero essere alquanto coinvolgenti!

Una nuova tecnica di arte contemporanea: l’arte virtuale in Second Life [GUEST POST]

di Ivonne Citarella – Second Lifer e Sociologa collaboratrice con il CNR

E’ sempre una grande emozione incontrare gli artisti di Second life, italiani o stranieri che siano, perché la loro creatività è entusiasmante e coinvolgente. Mostre, opere, contest, allestimenti si susseguono continuamente e gli artisti – intendendo pittori, scultori e artisti digitali – creano opere su opere arricchendo Second Life di prodotti a dir poco stupendi e innovativi.

Cosa vuol dire creare un’opera in Second Life? Vuol dire usare lo strumento /SL sperimentandolo senza fine, esaltandone le potenzialità con  la propria creatività, uno stimolo continuo.

Molti artisti, già tali nella Real life, ma anche nati in Second Life, sono rimasti affascinati dalla peculiarità di questa tecnica virtuale 3D, che va considerata al pari di altri tecniche artistiche. Infatti, è proprio quest’ultimo l’aspetto che va sostenuto, quello cioè della consapevolezza dell’ingresso nello scenario artistico di questa nuova tecnica, figlia dell’epoca digitale di cui siamo testimoni, una svolta che va incoraggiata proprio perché rappresentativa dell’arte contemporanea e della quale gli artisti di Second Life ne sono validi promotori e sostenitori.

Ma prima di addentrarmi tra le fila dei numerosi artisti e della loro arte ho voluto incontrare Marina Bellini aka Mexi Lane, veterana Second Lifer, regista e autore. Dal 1994 svolge numerose attività in rete, come la gestione di community, di blog e siti istituzionali, e di eventi sulle tematiche del digitale.
In Second Life gestisce “MIC – Imagin@rium”, un progetto che, passato per i Musei in Comune di Roma, è in via d’estensione verso i media tradizionali, per la divulgazione delle attività d’arte e cultura che si svolgono nei mondi virtuali.

Le ho chiesto quindi come, secondo lei, si possa  riuscire a valorizzare l’arte prodotta nei mondi virtuali e questa è la sua idea:

“La diffusione tramite il web è fondamentale, tuttavia toccherebbe anche ai media tradizionali darsi da fare per divulgare questo tipo d’innovazione culturale e artistica. Da parte mia sto portando avanti un progetto con la Rai, ma i tempi sono lunghi e la situazione attuale li diluisce maggiormente. Inoltre, se da un lato c’è grande interesse per queste nuove forme d’arte, dall’altro c’è anche molto timore. Qualsiasi cosa se non la conosci ti fa paura, ma basterebbe un pizzico di consapevolezza in più del cambiamento in atto. Dall’avvento della rete il mondo è cambiato, tuttavia c’è ancora chi pensa che se ne possa fare a meno, o comunque non vuole guardare ciò che sta accadendo. E il senso della rete non è esserci, ma fare. Per i media tradizionali produrre con la rete sarebbe l’unica svolta possibile: valorizzarne i contenuti e prendere atto che le vecchie guardie della televisione sono ormai tramontate e dovrebbero essere in minoranza rispetto alle novità. Professionalità ce ne sono e tante, e la formazione sarebbe comunque più veloce. La stessa rete ci ha aiutato a modificare le nostre capacità di apprendimento, poichè tutto si basa sulla velocità e l’immediatezza. Se oggi non si valorizza ciò che di buono viene prodotto in rete significa che si sta vivendo fuori dal tempo, dallo spazio, dalla realtà. Che non è affatto “virtuale”.”

MIC – Imagin@rium è una land dove ad un artista, ogni 40 giorni, è data la possibilità di costruire una grande installazione e dove si sono raggiunti dei risultati di pubblico straordinari: fino a 20mila visitatori al mese, provenienti da ogni parte del mondo, numeri che superano i visitatori di un Museo come il Napoleonico o il Bilotti di Roma. Questo conferma come l’interesse internazionale sia molto vivo in questi luoghi “virtuali” dedicati all’arte. Installazioni come “La grande Astrazione Celeste” che dal Macro Testaccio è migrata in Second Life, grazie ad una ri-creazione di Merlino Mayo, ha avuto più visitatori che non al museo da cui è partita e a costo quasi zero.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=7MeffEGi0og’]

Ma gli stessi gestori dei Musei invece di fare una riflessione profonda su certi risultati preferiscono girare la testa dall’altra parte. C’è una nota frase di Albert Einstein che oggi, soprattutto in relazione a ciò che si produce nei mondi virtuali, dovrebbe essere presa seriamente in considerazione: “l’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione“.

Marina Bellini è entusiasta dei progressi che si stanno compiendo inworld, affermando che:

“l’evoluzione delle piattaforme cosiddette virtuali, con lo sviluppo degli sculpt e delle mesh, permettono oggi la realizzazione di opere molto più solide e quindi sensibili ai chiaroscuri, maggiormente immersive ed emozionanti. Gli artisti che operano in Second Life stanno sperimentando le nuove tecniche e man mano si vedono risultati eccellenti, sia iconografici che di contenuto.”

E per quanto riguarda il machinima?

Marina Bellini, da esperta video maker e di mondi virtuali quale è, bene individua quali siano i fattori frenanti che non permettono di cogliere al massimo le potenzialità del machinima affermando:

“le installazioni tridimensionali e immersive realizzate nel metaverso sono difficilmente attuabili nel mondo reale, se non per mezzo di cospicui finanziamenti che raramente si trovano.

Tuttavia sostiene che la divulgazione di un’opera realizzata in un mondo virtuale può contare sulla diffusione nel web tramite machinima e fotografie (snapshot), strumenti con i quali è possibile anche far migrare fuori dalla rete le stesse opere. Inoltre, proprio date le elevate potenzialità la Bellini ritiene che manchi lo sviluppo delle tecniche di ripresa e montaggio, così come anche  della fotografia che richiede un attento utilizzo delle inquadrature e delle luci.

“un machinima girato con un unico piano sequenza, ottenuto dal mouse 3D, è difficilmente efficace per mostrare un’installazione. Senza soffermarsi sui dettagli, agire su campi e controcampi, si avrà un risultato globale che non aiuterà a comprendere i significati stessi dell’opera ed auspica la formazione di videomaker consapevoli. Il machinima che nasce “dal basso” può sembrare apparentemente interessante, ma alla base esistono le stesse regole che valgono per il cinema tradizionale. Se non si conoscono quelle regole e non le si applicano non c’è un buon risultato. Chi gira machinima deve guardare molto cinema, seguendo innanzitutto dove si trova la cinepresa e come sono stati fatti i tagli in fase di montaggio.
Io consiglio sempre di guardare Alfred Hitchcock: un classico Maestro dal quale si possono catturare le basi essenziali delle tecniche di ripresa e montaggio. Guardando s’impara e non costa niente”.

Approfitto dell’occasione per ringraziare Marina non solo per la disponibilità concessami ma soprattutto per tutti i progetti che fino ad oggi ha portato avanti  e per quelli futuri nei quali tutti i Second Lifers, italiani e stranieri, confidano.

Se è vero che le potenzialità di Second Life sono a portata di tutti è altresì vero che per sfruttarne al massimo le potenzialità occorrono fondi e formazione, supportati naturalmente dalla voglia di osare e sperimentare. Quindi divulghiamo e appassioniamoci!

 

Ivonne Citarella

Twitter: nuova integrazione su Facebook per una maggiore visibilità dei contenuti

Da qualche giorno gli aggiornamenti di stato su Facebook tramite Twitter contengono link per hashtag e anteprime di immagine. Come riportato da The Next Web, Twitter ha infatti recentemente apportato modifiche all’integrazione del suo social network su quello di Zuckerberg, in modo da offrire un’esperienza più ricca ai propri utenti.

Le modifiche e le nuove funzioni riguardano in particolar modo i link a hashtag, nomi utenti, immagini e supporto alle brand page. La nuova integrazione permette infatti di postare un tweet nello status di Facebook con i contenuti multimediali quali appunto immagini, url e menzioni.

Se sfruttavate già l’integrazione, forse non riuscite ancora a beneficiare di queste novità: in tal caso basta andare sulle impostazioni del proprio profilo Twitter e scollegare e poi ricollegare gli account.

L’aggiornamento funziona davvero bene: se ad esempio si invia un tweet linkando un articolo, l’integrazione trasforma automaticamente l’url nella miniatura d’immagine dell’articolo su Facebook.

La nuova feature permette quindi di dare maggiore visibilità non solo ai propri cinguettii, ma anche a Twitter nel complesso: molti utenti Facebook potrebbero così decidere di creare un nuovo profilo sulla famosa piattaforma di microblogging.

Se le modifiche possono essere positive per alcuni, possono comunque essere negative per altri. Spesso infatti si utilizzano le due piattaforme in maniera diversa proprio perché ci si rivolge ad audience diversi. In altre parole, non è detto che i nostri numerosi tweet siano rilevanti per i nostri amici Facebook. Tuttavia una maggiore visibilità dei tweet potrebbe dimostrarsi interessante per altri tipi di utenti, più orientati al business o alle fan page.

Ad ogni modo la novità appare significativa e di grande utilità. Voi cosa ne dite ?