Angry Birds Space, il nuovo gioco lanciato dallo spazio! [VIRAL VIDEO]

Anno 1946, lancio della prima forma di vita nello spazio: moscerini della frutta. Poi fu il turno di cani, scimpanzé e tartarughe. La lista si ferma qui ma solo fino al 22 marzo, giorno in cui saranno spediti nello spazio maialini verdi e uccellini adirati. Non si tratta di un nuovo esperimento NASA ma dell’attesissimo nuovo capitolo di Angry Birds Space presentato da un video a dir poco… spaziale!

Il filmato è girato all’interno della International Space Station (ISS) della NASA dove l’astronauta Don Pettit ci illustra, con un esempio pratico, l’esperienza di gioco senza gravità. Dopo una piccola lezioncina sulla fisica e sulla gravità il video ci mostra delle immagini di gioco del nuovo Angry Birds Space.

L’obbiettivo principale resta sempre lo stesso, sconfiggere i maialini e riconquistare le uova, ma cambiano le dinamiche del gioco: gli uccellini saranno influenzati dalla gravità dei pianeti permettendo lanci parabolici. La grafica del gioco è invariata se non per i pianeti e le bizzarre architetture.

Se vi stavate aspettando qualche effetto speciale intergalattico rimarrete forse un pò delusi, ma la suggestiva ambientazione spaziale e la simpatia di Don Pettit rendono il tutto comunque interessante e divertente. Ovviamente la Rovio non si è lasciata sfuggire l’occasione di mostrare la sua linea di gadget ispirata agli uccellini furiosi che, a detta dell’azienda finlandese, sta avendo un discreto successo.

Angry Birds, dopo aver conquistato smarphone, giochi da tavola, gadget e Youtube si appresta a conquistare anche lo spazio con il nuovo capitolo in uscita il 22 marzo.

7 brillanti marketing insight direttamente dal SXSW

Credit: Biyani Photography

In questi giorni sentite parlare su tutti i social del SXSW ma non avete avuto tempo per seguire gli eventi più interessanti? Nessun problema. A cinque giorni dal suo avvio, la webzine inc.com, specializzata in business e startup, stila una classifica delle sette migliori grandi idee, trend innovativi, e consigli su come fare business visti sinora al festival del cinema e della musica texano.

1. La tecnologia dovrebbe essere invisibile.

Amber Case, fondatrice della piattaforma di geolocalizzazione Geoloqi, nel proprio intervento di domenica, ha lanciato questa idea: le tecnologire dovrebbero essere sviluppate in modo da non essere costretti a tenere gli occhi fissi sui nostri devices costantemente. Un esempio? Vi è mai capitato di essere su un autobus sconosciuto e di dover controllare costantemente il tragitto per essere sicuri di scendere alla fermata giusta? Quello che suggerisce Case, è che dovrebbe essere il vostro smartphone ad avvertirvi nel momento in cui siete vicini alla vostra fermata, in modo da rendere la vostra vita più semplice e meno stressante.

2. Le aziende pagheranno un sacco di soldi per le vostre idee imprenditoriali

Da Microsoft a Bravo, l’edizione del SXSW di quest’anno ha saputo attirare grandi sponsor. E se è vero il rumor secondo cui la CNN intende acquistare Mashable, le grandi aziende stanno tenendo gli occhi bene aperti sugli imprenditori di startup, alla ricerca del futuro Facebook o Google.

Credit: Extreme Air Shots

3. Le mascotte fanno molto, ma coinvolgere gli utenti è ancora molto dura.

Obiettivo finale delle aziende presenti ad Austin è quello di spingere gli utenti a condividere le proprie iniziative di marketing sui propri social netwok. Ma in un tale affollamento di eventi e iniziative non è così facile e spesso le aziende si ritrovano con la classica montagna che partorisce il topolino. Per esempio, il sito di hotel scontati Room 77 ha piazzato un gigantesco lottatore di sumo all’interno della sala congressi che invitasse tutti i passanti a scattarsi delle foto con lui usando l’hashtag #SXSumo, con la possibilità di vincere un soggiorno a Las Vegas. Ebbene, nonostante le svariate migliaia di passanti, solo alcune dozzine di persone hanno raccolto l’invito.

4. Foursquare sostiene di avere ancora la possibilità di essere redditizio

Coi suoi 15 milioni di utenti, è il più diffuso social network di geololalizzazione, ma a molti ancora non è chiaro, nonostante i 50 milioni investiti finora dai venture capitalist, come Foursquare possa portare profitto. Il fondatore Dennis Crowley ha dichiarato che Foursquare ha ancora molte potenzialità in termini finanziari. Un esempio su tutti: si sta vagliando la possibilità che un esercente possa pagare per mandare notifiche ai clienti che hanno fatto check-in nel proprio esercizio al fine di invitarli a ritornare.

trade show

credit: merrick ales

5. Il governatore del texas parla di twitter

In un’intervita con Peter Hamby della CNN, ha dichiarato di usare il proprio account twitter di persona il più delle volte, cosa che sarebbe anche riconoscibile dai frequenti errori di digitazione. Il governatore pensa che sia uno strumento molto utile la parte più giovane dell’elettorato.

6. Puoi costuire un ufficio super cool ovunque

Questa la lezione che ci ha lasciato Rackspace, i cui uffici sono stati allestiti in un vecchio mall abbandonato, il riadattamento degli spazi ha dato vita ad un risultato davvero scenografico.

Credit: JoJo Marion

7. Occorre essere preparati a tutto

Questo il monito del blogger Howard Greenstein, grandi eventi come l’SXSW possono avere un sacco di imprevisti, preparatevi ad ogni evenienza!

Mood retrò per Marni at H&M Uomo

I capi della capsule collection di Marni per H&M sono diventati un must have per ogni fashion victim, uomini compresi. La forte personalità di queste creazioni, fatta di colori decisi, forme retrò e stampe ricercate rivive in questo shooting realizzato dal fashion photographer Lorenzo Marcucci.

Il protagonista di questi scatti, liberamente ispirati agli anni 70′, è il famoso modello Ton Heukels.

 

Ikea ed i guanti per il touch "fai da te" [VIDEO]

Per il lancio del suo nuovo catalogo in versione iPad, Ikea ha pensato ad un’iniziativa (in collaborazione con l’agenzia SMFB) che ha riscosso molto successo.

Ikea ed i guanti per il touch "fai da te"

In pratica ha lanciato un nuovo prodotto, i guanti BERÖRA (che significa “touch”). Insieme ai guanti un kit per cucire: grazie al filo conduttore, i guanti diventavano perfetti da usare per dispositivi touchscreen.

Quindi anche con il freddo le persone hanno utilizzato i dispositivi touch.

In due settimane sono stati venduti 12 mila kit ed il catalogo Ikea è balzato in prima posizione nell’app store.

Ecco il video:

Addio CocaColla… si riparte da Collater.al! [INTERVISTA]

Dopo il caso Coca Cola/CocaColla (ricordate l’articolo “Coca Cola è davvero un brand pop?”) , in molti avranno pensato cosa ne sarebbe stato del blog italiano dedicato al design, all’arte e alle tecnologie. Quale sarebbe stato il suo futuro? Ce l’avrebbe fatta a rinascere in una nuova veste? Andate su www.collater.al e giudicatelo voi! Eh già, la redazione di CocaColla ha saputo vincere i limiti di tempo e lo shock del contatto ravvicinato con una multinazionale e ha continuato il bellissimo progetto cominciato da anni con un nuovo nome… e tanti fan affezionati!

Noi Ninja abbiamo così avuto il piacere di intervistare Emanuele Fontana, uno dei fondatori storici del progetto, per parlare proprio di questa nuova avventura: non perdetevela!

 

Ciao Emanuele! CocaColla ha avuto il supporto di testate, persone e progetti: vi aspettavate tanti gesti di solidarietà? Che cosa secondo voi ha mosso ‘gli animi’ delle persone?

Buongiorno a tutti! La reazione delle persone ci ha indubbiamente colpito: le nostre comunicazioni uscite dopo la ricezione delle lettere di Coca Cola avevano come obiettivo fare conoscere il caso, ma da lì a immaginare 3 giorni di trending topic su Twitter, 700 nuovi iscritti alla nostra newsletter nei primi 4 giorni e la triplicazione dei follower, la strada è lunga! In particolare abbiamo apprezzato molto l’articolo del Corriere, la prima testata che ha parlato di noi e che ci ha fatto capire l’ampiezza dell’accaduto, e uno dei primi retweet di Emergency; ma è stato graditissimo anche il vostro articolo così come quelli di Wired, GQ, Panorama…

Negli ultimi giorni c’è stato qualche ‘dietrofront’ da parte di Coca Cola?

In realtà abbiamo avuto fin da subito uno scarsissimo livello di comunicazione con Coca Cola, il minimo: solamente le prime due lettere e poco più, nessun dialogo diretto.

CocaColla ha cambiato nome e prosegue con un altro progetto, Collater.al: a cosa si deve la scelta del nuovo nome?

Come ormai tanti sanno, CocaColla è diventato Collater.al: abbiamo chiuso un capitolo importante della nostra storia per un effetto collaterale, che ci ha portato a dismettere il progetto. Abbiamo scelto il nuovo nome da una parte per creare una continuità con il passato e con la colla, per ricordarci chi eravamo, ma dall’altro lato abbiamo voluto far passare il senso di una nuova avventura nata appunto dagli effetti collaterali.

Avevate preso in considerazione il consiglio dato da molti fan di diventare PepsiColla? Se no, perchè?

No, abbiamo voluto dare un taglio netto: non ci piaceva l’idea, CocaColla era un nome originale e non volevamo continuare a scimmiottarlo, abbiamo preso il momento come un’occasione per fare rebranding. Certamente se Pepsi ci avesse contattato con un’offerta ci avremmo pensato seriamente, ma ci piace comunque l’idea di essere indipendenti e decidere in modo autonomo.

Collater.al rispecchia in tutto e per tutto CocaColla oppure ci sono elementi di differenziazione/innovatività?

Quando è scoppiato il caso pensavamo già a un ‘CocaColla 2.0’, stavamo facendo i primi ragionamenti. Ci siamo trovati con solo 15 giorni di tempo per creare qualcosa di nuovo, abbiamo fatto un gran lavoro per migrare il sito nella nuova piattaforma adattando un po’ i contenuti e optando per un background e un body il più minimali possibili. Non c’era materialmente il tempo per fare un progetto completamente nuovo o fortemente innovativo rispetto a ciò che eravamo.

La redazione è rimasta la stessa o ci sono state uscite e/o new entry?

Il blog è nato da 7 amici catanesi. Nel tempo due sono usciti, e ora siamo in 5 con tanti collaboratori in tutta Italia. Dopo il caso nessuno è andato via, anzi: c’è stata una grande dimostrazione di compattezza e affetto da parte dei collaboratori già attivi, e abbiamo anche avuto tante nuove offerte di collaborazione.

Progetti futuri: avete già in mente qualcosa di nuovo e che si possa anticipare ai lettori?

Il nostro resta un progetto giovane e auto-sostenuto. Tutti abbiamo un passato di blogger locali, crediamo di dovere ancora crescere in ciò che stiamo facendo, per ora non c’è nessuna idea di creare una community più allargata e/o trasformarci in qualcos altro. E’ anche vero che per ora ci abbiamo pensato poco, non è mai così immediato portare delle modifiche radicali…

Salutiamoci con un’osservazione: tra i tanti che vi hanno sostenuto, qualcuno vi ha anche attaccato. Cosa vi sentite di dire a queste persone, alla luce di quanto è successo e del “nuovo corso”?

In tutti questi dibattiti avuti nelle ultime settimane possiamo dire che il 95% delle persone ci ha sostenuto, mentre un 5% no: qualcuno ha sottolineato l’aspetto che CocaColla ha agito a scopi commerciali. Queste persone hanno perso quella che è l’idea di fondo del nostro progetto, basata sull’autoproduzione e l’autosostentamento. Non c’è nulla di commerciale, la registrazione del marchio è stata fatta soprattutto per la voglia di avere un piccolo prodotto nostro e nulla più. Ecco, questa utenza ha un po’ sbagliato il tono dell’interpretazione e ci spiace: né CocaColla né Collater.al sono nate per motivi commerciali, così come il caso con Coca Cola non ha nulla a che vedere con operazioni pianificate di rebranding!

 

Grazie Emaunele! I presupposti per un altro, grande progetto sembrano esserci tutti: serietà, determinazione, creatività. Che dire, lunga vita a Collater.al e complimenti ai ragazzi per la capacità d’iniziativa!

Kids Business Cards, Ogilvy realizza veri biglietti da visita per bambini

I bambini si sa hanno una marcia in più. E quando si parla di creatività spesso sono proprio i più piccoli ad avere le idee più inaspettate e geniali.

E’ quello che deve aver pensato Red Baloon, una scuola d’inglese per bambini, che con l’agenzia Ogilvy & Mather Brasile ha ideato la campagna Kids Business Cards. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione, realizzato in Brasile, volto ad aumentare la percezione dell’importanza di conoscere la lingua inglese per il futuro professionale dei più piccoli.

Tutto inizia da una semplice domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”. Una domanda posta ai piccoli allievi delle ventisei scuole Red Baloon sparse in tutto il Brasile.

Il risultato è stato incredibile, i piccoli allievi si sono superati con delle professioni letteralmente esilaranti; c’è chi ha deciso di voler intraprendere la carriera del medico-cantante, chi del cacciatore di dinosauri, e ovviamente non poteva mancare un’aspirante Ninja.

Dopo aver realizzato alcune simpatiche interviste, raccontate nel video qui sotto, sono stati creati dei veri e propri biglietti da visita per bambini.

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Ogni biglietto da visita era personalizzato e sul lato opposto conteneva il claim della campagna: “Any Dream starts with English”.

Quale modo migliore per creare una stretta connessione tra brand e cliente, se non diventare un punto di partenza per i suoi sogni?

Con questi biglietti da visita Red Baloon ha invertito il classico flusso di comunicazione decidendo di partire dai suoi piccoli clienti. Il resto è stato fatto dall’entusiasmo dei suoi 12.000 studenti che hanno fieramente distribuito i loro biglietti da visita veicolando, in maniera diretta e spontanea, il messaggio presso i propri pari.

La scelta vincente di Red Baloon in questa campagna è stata quella di fermarsi ad ascoltare i suoi piccoli clienti, dare voce ai loro sogni e coinvolgerli nella creazione del suo progetto di senso. In pratica la sintesi perfetta di quello a cui ogni strategia di marketing moderno dovrebbe puntare.

I risultati? Un incremento del tasso di iscrizioni dell’11% e una maggiore consapevolezza dell’importanza della lingua inglese, non solo tra i più piccoli, ma anche nei loro genitori.

Create! Disponibile versione ebook e magliette per i Creator

 

Cari Guerrieri! Il nuovo libro di Ninja Marketing, in libreria dal 21 febbraio è da oggi disponibile anche in ebook. Lo sapevate?

Lo trovate su:

– Amazon in versione per Kindle)

– Feltrinelli in versione epub oppure su BOL

Scrivi una recensione e indossa la maglietta!

E se avete già letto il libro e avete voglia di dire la vostra sappiate che per le migliori recensioni ci sono anche le magliette di Create!

Tutte le istruzioni su come e dove scrivere le vostre recensioni le trovate nel blog di Create! qui! Per ora diteci, bianca o blu?

I migliori giochi per Android tablet: Need for Speed “Shift” HD

Il videogioco “Need for Speed: Shift HD” è un’applicazione gaming del genere Racing, per tablet, pubblicata dalla nota casa sviluppatrice statunitense Electronic Arts.

Abbiamo avuto modo di testare il gioco nella versione Android mobile appositamente ottimizzata per Sony Tablet S.

Potremo scegliere tra 20 specifici veicoli (con licenze ufficiali) divisi in 4 differenti fasce, tra cui:  Volkswagen Golf GT, Porsche Cayman S e 911 GT2, Audi R8, Mercedes-Benz Sl65 AMG, Ford GT, Lamborghini Gallardo e Murciélago, Pagani Zonda F, Maserati MC12 Gt1 e BMW M3 GT2.

Specifiche del sistema hardware utilizzato

Queste le caratteristiche tecniche del nostro testing: CPU: Processore dual-core NVIDIA Tegra 2 da 1 GHzMemoria1 GB di RamSchermo: Display tattile LCD da 9,4 pollici con risoluzione 1280×800, retroilluminazione LED.  Sistema OperativoAndroid Honeycomb 3.2 .

Ambientazioni e Gameplay

Potremmo dare sfoggio delle nostre capacità di guida virtuale sui circuiti delle città di Chicago, Londra e Tokio con 7 singole prove per tracciato.

La cosiddetta prova del circuito presenterà l’obiettivo di “restare 1° per un giro” e “battere il record sul giro”.
Mentre la prova dello sprint avrà l’obiettivo di “non uscire di strada”, “tenere la traiettoria ideale” ed “eseguire una gara perfetta”.
Poi potremmo intraprendere la prova del duello piloti, che consisterà nell’obiettivo di superare e distanziare un singolo avversario, “battere il record sul giro”  e “non uscire di strada”.


Facendo pratica, e migliorando ulteriormente il nostro stile di guida, avremo anche la possibilità d’effettuare la prova del duello esibizione, che presenterà l’obiettivo di fare del proprio meglio arrivando nelle prime posizioni del podio.
Avremo anche la possibilità d’affrontare la prova delle eliminatorie con l’obiettivo di “restare 1° per un giro”.


Decisamente interessante sarà pure la prova a tempo con l’obiettivo di arrivare nelle prime 3 posizioni battendo specifici record.
Infine, la spettacolare prova della derapata ci porrà l’obiettivo di accumulare determinati punteggi per raggiungere i primi 3 ambiti “piazzamenti podio”.


E dopo aver completato tutte queste molteplici prove che metteranno a dura prova i nostri riflessi, in aggiunta potremmo intraprendere il cosiddetto Tour Mondiale sempre con altrettante 7 singole prove.

Per andare avanti nella modalità carriera sarà quindi necessario acquistare nuove  macchine, migliorandone opportunamente le performance tramite appositi potenziamenti  all’accelerazione, alla velocità massima, alle sospensioni ed aumentando la carica nitro disponibile.

Comandi di gioco e touchscreen

Abbiamo preferito settare la “sensibilità inclinazione” dell’accellerometro al massimo, in modo che potesse garantirci una reattività adeguata nella risposta dei comandi in gara.
I comandi del touchscreen si dividono in 4 categorie (di cui tre corrispondo a dei precisi livelli di difficoltà in gioco):

  • Principiante, questa modalità prevede l’attivazione dell’assistenza e l’uso della trasmissione automatica.. ideale per iniziare e prendere pratica.
  • Professionista, questa difficoltà prevede sia la disattivazione dell’assistenza che l’uso della trasmissione manuale.. la sfida definitiva!
  • Esperto, questa difficoltà prevede ancora una volta la disattivazione dell’assistenza ma ripristina l’uso della trasmissione automatica.. la concentrazione sarà sempre messa a dura prova.
  • Personalizzato, categoria settabile a proprio piacimento, potendo tra l’altro attivare o disattivare anche il freno automatico e la traiettoria ideale.

Giudizi e voto complessivo

Grafica: 8.5
Pregevole la definizione degli adesivi sulle autovetture e  gradevole la resa dei colori personalizzabili.
Il gioco di luci della parte superiore delle gallerie trasmette un ottimo senso di realismo.
La definizione dell’asfalto mentre si corre è molto buona e dettagliata.

Sonoro: 9
La musica presente nel gioco è ricca di brani orecchiabili che ben si sposano al ritmo delle gare.
Un’opportuna immersione sonora che sa regalare la giusta carica.

Gameplay: 9
Modalità di guida coinvolgente e divertente.
Nonostante non ci sia una modalità multiplayer, non se ne sente la mancanza.
Intraprendere una corsa è un’autentica esperienza di simulazione.

Bisognerà stare attenti nel saper dosare la propria carica nitro (e conservarla opportunamente per l’accelerazione sui rettilinei). Sarà importante evitare di derapare eccessivamente, riuscendo a stare in scia agli avversari che inseguiamo, ma soprattutto fare un uso accorto del freno.

VOTO COMPLESSIVO: 9 su 10
La gaming experience in Need for Speed: Shift HD riesce ad essere all’altezza delle aspettative dei piloti virtuali più esigenti.
Nel suo insieme possiamo affermare che si tratta di un gioco di corse unico ed univoco per tablet, che saprà rendere felici  tutti quei giocatori che esigono un maggiore realismo ed una precisione simulativa davvero fedele.

In conclusione, ringraziamo per lo svolgimento di questo testing ufficiale sia EA Mobile, per averci mandato il gioco, e sia Sony per averci messo a disposizione il tablet.

Il link al gioco Android dallo store Google Play:

Best practice e falsi miti del lancio di un prodotto

La strategia di lancio è un’arte che richiede un’attenta analisi delle scelte da compiere per proporre un prodotto al pubblico, scelte che, nel caso in cui risultino sbagliate, possono compromettere il successo del prodotto stesso. Vediamo quindi 3 best practice e 3 falsi miti del lancio di un prodotto.

Best practice

1. Gestire il lancio con una strategia per step
Non limitarsi a immaginare il lancio come una semplice data in cui si renderà disponibile il prodotto, piuttosto concentrarsi su un approccio per step.
I momenti in cui dividere la strategia potrebbero essere pre-lancio, lancio e post-lancio.

Il pre-lancio si caratterizza per essere il momento in cui il prodotto non è ancora in vendita, ma si cominciano a fornire notizie, indizi e anticipazioni per creare un po’ di aspettativa.
Il lancio è il momento in cui si rende disponibile il prodotto per l’acquisto, è inaugurato spesso da un evento stampa e si cerca di invogliare i clienti all’acquisto.
Infine il post-lancio è il momento in cui attivare promozioni speciali, raccontare storie di successo e lavorare sulla fidelizzazione.

2. Costruire un’offerta sinergica con gli altri prodotti
Se l’azienda non è mono-prodotto può essere utile fin da subito costruire un’offerta del prodotto che metta in correlazione il nuovo prodotto con quelli già esistenti.

Molte aziende di cosmetici, ad esempio, invogliano l’utente a provare il prodotto in combinazione con altri dello stesso brand per ottimizzarne il risultato.

3. Creare il giusto mix tra canali online e offline
Oggi i canali digitali offrono una visibilità e una capillarità che non ha nulla da invidiare ai canali tradizionali quali televisione, radio e giornali, anzi, per alcuni prodotti internet è il canale preferenziale.

iProspect ha stimato che circa il 40% delle persone che fanno una ricerca online su un prodotto sono influenzate da canali offline.
Ne risulta che un’ottima strategia di lancio deve trovare il giusto equilibrio nell’uso dei canali online e offline se vuole raggiungere i migliori risultati.

Falsi miti

1. Quando il prodotto è pronto può essere lanciato nel mercato
Innanzitutto non basta il prodotto per essere pronti al lancio, va creata anche l’offerta, ossia un “pacchetto” che oltre al prodotto include anche le politiche di prezzo e di distribuzione, i servizi post-vendita, la garanzia e quant’altro.

Inoltre, se il prodotto in questione è nuovo, non sempre c’è un mercato ben definito in cui lanciarlo, piuttosto possono essere presenti dei piccoli gruppi di individui interessati all’offerta in questione e che dovranno essere “trasformati” in un vero e proprio mercato decodificando il bisogno che il prodotto va a colmare.

2. E’ meglio lanciare il prodotto con un prezzo basso per renderlo più attraente
Il prezzo ha sempre un impatto psicologico sul cliente e svendere un prodotto trasmette un’idea di basso valore all’utente finale.
Il venditore deve fare di tutto per far sì che il compratore comprenda il valore aggiunto del prodotto, che ne percepisca le qualità e la capacità di soddisfare un bisogno ben identificato.

Se il prodotto viene venduto esaltandone le sue caratteristiche non è necessario lanciarlo a un prezzo più basso di quanto effettivamente vale e il cliente attento saprà percepirne pienamente il valore.

3. Il migliore canale di vendita è quello dei rappresentati che lavorano su commissione
In molti casi è preferibile evitare canali di vendita indiretti, come quello dei rappresentanti, per almeno due motivi.

Il primo è che il cliente vuole un contatto diretto con chi ha creato il prodotto e tendenzialmente non si fida di un venditore terzo.

Il secondo è che un rappresentante pone enfasi sull’atto della vendita e non sull’offerta, tendendo a lasciare in secondo piano quella che per chi gestisce l’azienda è una priorità: mettere in risalto come le caratteristiche del prodotto soddisfano un bisogno del cliente.