LinkedIn ha aggiunto il pulsante "follow" per le aziende [BREAKING NEWS]

LinkedIn ha annunciato ieri sul suo blog il lancio del pulsante Follow Company.

Le aziende possono ora embeddare questo pulsante sui propri siti o blog, rendendo quindi più semplice seguire l’impresa anche su LinkedIn, come avviene già con Facebook, Twitter e Google+.

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Per avere il pulsante follow basta andare sulla pagina Developer e ottenere il codice da incorporare nel proprio sito o blog.

Cosa state aspettando? Fatevi seguire anche su LinkedIn!

I gelati Ben & Jerry's e il branding del futuro [INTERVISTA]

Ben & Jerry’s è un’azienda di origine americana produttrice di gelato oramai presente in Italia da circa un anno che si contraddistingue per una forte attenzione ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Oggi vi proponiamo un’intervista al brand manager di Ben & Jerry’s Italia, Tommaso Vitali. 

Quanto è stato difficile introdurre in Italia il brand Ben & Jerry’s e attraverso quali strategie si è scelto di differenziarlo dai brand competitor, anche magari interni al portafoglio prodotti Unilever?

Sicuramente non era un’operazione facile introdurre un brand americano in Italia, storicamente il mercato per eccellenza del gelato quasi come del caffè, della pizza o della pasta. E’ questo il motivo per il quale abbiamo aspettato fino al 2011 per introdurre Ben & Jerry’s in Italia. Occorreva comprendere bene quale fosse la strategia giusta per entrare in questo mercato analizzando anche i lanci del prodotto in altri mercati europei.

La strategia adottata è stata costruire il brand lentamente dando pian piano la possibilità alla gente di capirlo. Questo è un prodotto che va compreso perché diverso dalla nostra tradizionale concezione del gelato. E’ più denso, più ricco, con la caratteristica di avere grandi pezzettoni al suo interno, con gusti complessi (vere e proprie ricette) come il Cookie Dough (biscotto americano fatto a gelato) o il Cholocate Fudge Brownie. Nel frattempo poi andava spiegata quella che è la filosofia del brand e i suoi valori principali, ulteriore elemento di grande differenziazione.

In USA Ben & Jerry’s è stato associato a campagne molto sensibili alle problematiche sociali. In Italia la campagna “Good Ideas” ha mostrato come un brand può avere un effetto positivo e tangibile sulla società e allo stesso tempo ottenere i risultati sperati in termini di comunicazione. Possiamo dire che la forte attenzione alle problematiche sociali è stato uno dei principali elementi di differenziazione?

È stato ed è un elemento di differenziazione importante non solo in Italia ma ovunque è stato distribuito proprio perché i valori di cui hai parlato tu sono alla base della mission dell’azienda. I due fondatori, Ben e Jerry, nel ’78 hanno iniziato quest’avventura sulla base di un principio: ogni società ha una responsabilità, che è quella di dare qualcosa indietro alla comunità dalla quale ottiene successo.

Nel 1978 quando avevano un’unica gelateria nel Vermont il loro modo di ripagare la comunità era dare il gelato gratis a tutti per una giornata all’anno. Ancora oggi portiamo avanti questa tradizione distribuendo milioni di gelati gratis per un giorno all’anno in tutto il mondo ma soprattutto abbiamo diversi progetti su scala globale molto importanti.

Il programma Fairtrade per il commercio equo e solidale, con il quale paghiamo il giusto prezzo ai produttori che ci forniscono gli ingredienti a prescindere dall’oscillazione del prezzo delle materie prime.

Una forte attenzione a tutta la filiera produttiva, partendo dagli animali che producono il latte (ingrediente principale dei gelati), attraverso il programma di allevamento sostenibile delle mucche Caring Dairy che prevede standard di qualità elevatissimi nel trattamento degli animali. Ciò è possibile affidandosi a fornitori che rispettano i requisiti del programma, che per la produzione europea sono concentrati in Olanda.

Noi in Italia abbiamo voluto tradurre la mission a livello locale sviluppando il programma “Good Ideas” (di cui abbiamo parlato qui) affidandoci a Ninja Lab.

Invece cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Quest’anno verranno lanciati tre nuovi prodotti e continueremo a costruire la reputazione del marchio attraverso attività sul digital e below the line. Sicuramente ripeteremo la campagna “Good Ideas”, che partirà il prossimo 1° Aprile, mettendo anche questa volta a disposizione 50.000€.

Avremo anche quest’anno un evento territoriale itinerante chiamato “Scoop Tour” per cui gireremo per sei settimane l’Italia distribuendo gelati gratis da Napoli a Milano passando per le più importanti città (dal 7 di Maggio a metà Giugno). I fan del brand potranno consigliare alcune delle soste attraverso un App che verrà lanciata precedentemente sulla Facebook Brand Page.

È importante far assaggiare il gelato a più persone possibili per farne scoprire il gusto intenso. 

E’ prevista l’apertura di nuove gelaterie oltre a quella di Mirabilandia?

In realtà abbiamo deciso di concentrarci sul gelato confezionato attraverso una strategia distributiva di tipo selettivo. Il gelato non sarà ovunque ma nei punti vendita dove siamo certi che il prodotto avrà una giusta visibilità e dove verrà collocato nel migliore dei modi. Saremmo essenzialmente nei bar, anche con cabinet frigorifero dedicati (in circa 500 punti vendita) con i quali sarà possibile creare dei veri e propri Ben&Jerry’s Corner con una visibilità adeguata.

Un’altra novità importante è la scelta di un testimonial, la iena Niccolò Torielli, che sarà presente durante tutto il tour. È stato scelto perché i fondatori di Ben & Jerry’s avevano due principi: 1) Dare sempre qualcosa indietro alla comunità 2) Qualsiasi cosa facciamo, facciamola in modo da divertirci. Niccolò è stato scelto perché secondo noi riesce ad affrontare tematiche sociali importanti, come l’uso di droghe e alcol, con un taglio divertente ma allo stesso tempo immediato, raggiungendo facilmente i giovani.

Quali consigli daresti ad un giovane che studia o che si approccia al mondo e alle professioni del marketing?

Per approcciare al marketing oggi è importante la formazione accademica ma allo stesso tempo è opportuno differenziare le proprie competenze il più possibile. Bisogna avere delle skills che ci danno quel motivo in più per essere selezionati da grandi aziende.

Neanche a dirlo la padronanza delle lingue ma anche l’aver accumulato delle esperienze lavorative, anche di stage, già durante il periodo universitario; l’aver svolto degli erasmus o comunque esperienze formative all’estero che hanno permesso di acquisire un bagaglio culturale più ampio, l’abitudine ad essere aperti al mondo e verso i brand più recenti  con un focus verso il mondo digitale, un mondo tra virgolette “nuovo” ma che per molte aziende è ancora tutto da scoprire.

Questo è proprio quello che accade in Ben & Jerry’s che dedica la maggior parte degli investimenti proprio nel digital, un mondo che ti permette di conversare direttamente con il tuo consumatore. Quello che viene definito oggi lo Zero Moment of Truth, il momento zero della verità, avviene oramai sul web e ha soppiantato il momento dello scaffale. La decisione d’acquisto parte da lì ed è opportuno essere presenti al meglio.

È anche vero che alcune marche possono farlo meglio di altre, Ben & Jerry’s è avvantaggiato in questo perché ha tanto di cui parlare, dall’heritage ai valori fino ad arrivare ai progetti di sostenibilità sociale e ambientale.

Prince of Persia invade la città

Prince of Persia invade la città [VIDEO]

Prince of Persia invade la cittàVi ricordate del Principe di Persia (quello in versione 8bit dell’Apple II)? Pare sia stato avvistato saltare, bere pozioni  e tirare di spada per le vie di una cittadina israeliana.

Quel tizio in cella ha dei pixel familiari!
La performance è del gruppo israeliano Kaharat.

Trovato qui.

10 ottimi esempi di Responsive Web Design

Il Responsive Web Design è una tecnica per la realizzazione di un sito web che permette di cambiare la disposizione ed il numero degli elementi a seconda delle dimensioni dello schermo, un design dinamico che si adatta perfettamente all’utilizzo da diversi dispositivi (smartphone, tablet, netbook…)

Ne avevamo già parlato in questo post come uno dei trend del Web Design per il 2012, ecco per voi una Gallery di layout che lo hanno implementato:

Forefathers

Stonehenge Veterinary Hospital

Frontend 2011

Bloom

Reverse Büro

Cappuccino Digital

Social Marketers Summit

Warface

Atlason

Francesca Nini


I Rage Comics nella vita reale [VIDEO]

Forever alone, LOLcat e Y U NO vi dicono niente? Sono tra i più famosi meme di Internet, quei tormentoni che si propagano attraverso il web come, ad esempio, Nyan Cat. Generalmente sono a carattere comico/demenziale e stanno spopolando in rete, e soprattutto su Facebook, con innumerevoli gruppi dedicati.

Una categoria di meme sono i Rage comic, fumetti che descrivono situazioni assurde e comiche della vita comune. Il gruppo PistolShrimps ha pensato bene di ribaltare la situazione e di rendere reali i Rage Comic più famosi. Dal “me gusta”, che indica una situazione piacevole, al famosissimo “FUUU!”, che esprime il senso di frustrazione, il video mostra delle scene di vita quotidiana tipiche dei Rage comics. A livello tecnico è ben realizzato e l’effetto morphing, che trasforma i volti, risulta ben fatto e molto fedele ai fumetti originali.

Il filmato sfrutta la popolarità dei Rage comics per realizzare un filmato divertente soprattutto per chi conosce il mondo delle meme. Me gusta!

Iubenda: oggi il lancio del nuovo sito [BREAKING NEWS]


È online da oggi il nuovo Iubenda, tenuto finora segretissimo.

Ninja Marketing ha avuto la possibilità di averne un’anteprima nei giorni scorsi, così l’abbiamo provato per tutti i lettori e gli utenti ninja.

Iubenda è un generatore di privacy policy, lanciato nel 2011 attraverso un sistema virale, che funziona tramite un’applicazione web.

Si tratta di un processo guidato di generazione in tre passaggi che permette a chiunque possieda un sito web di dotarlo della sua informativa in autonomia e totale sicurezza.

“Con questa versione introduciamo i piani a pagamento di fianco alla versione free.

Tutto ciò è costato mesi di lavoro, grazie anche al supporto di 300 beta tester. Ma vi basta visitare la home page per capire quanto valore ci sia dietro, quanta cura e quanta maniacalità”

Come al solito, ci si deve iscrivere e poi compilare una scheda relativa la descrizione del portale al quale intendiamo applicare la privacy policy.

La standardizzazione delle caratteristiche di base costituiscono una garanzia di precisione a cui si aggiungono lingue multiple, personalizzazione del servizio secondo le proprie esigenze, aggiornamento in remoto.

In pochi click, si ottiene il proprio documento, grazie ad un bottone si inserisce direttamente sul nostro sito e la policy può restare integrata nella cloud di Iubenda.

I suoi punti di forza maggiore sono eleganza, intuitività, eccellenti servizi premium e precisione maggiore che con qualsiasi altro mezzo.
Dietro al nuovo Iubenda c’è una qualità molto alta e come davvero poche volte la bellezza e la fruibilità del sito colpiscono almeno quanto l’intuizione imprenditoriale, se non addirittura di più.

All’utilità oggettiva del servizio, oggi arricchito da un’offerta maggiore, si unisce una user experience di alto livello, finalmente sotto gli occhi di tutti.

Complimenti al team di Iubenda.

Le strategie di marketing di Pinterest

Una bacheca virtuale, delle immagini da attaccare. Una mania esplosa negli ultimi tempi, destinata a incrementare. Questo è Pinterest.

Nato da un’azienda di Palo Alto è riuscito a raggiungere ottimi numeri in pochissimo tempo, contando circa 11 milioni di utenti registrati. Come già anticipato, la vera e propria Pinterest mania è esplosa negli ultimi mesi, portando il nuovo social network a crescere del 145% dall’inizio del 2012. Inoltre, sembra che Pinterest sia popolato per l’82% da donne.

In cosa consiste e come si differenzia da Facebook:

Per coloro che ancora non si fossero addentrati nel nuovo mondo di Pinterest, riporterò la definizione presente sul sito ufficiale:

Pinterest lets you organize and share all the beautiful things you find on the web. People use pinboards to plan their weddings, decorate their homes, and organize their favorite recipes.
Best of all, you can browse pinboards created by other people. Browsing pinboards is a fun way to discover new things and get inspiration from people who share your interests. To get started, request an invite.

Se non bastasse c’è anche un simpatico video che può chiarirvi ulteriormente le idee.

How To Pinterest from Braid Creative on Vimeo.

Insomma, Pinterest sembra essere un social diverso rispetto ai suoi antecedenti.
Puntando sulle immagini, rende il processo di condivisione semplice e senza confini. Si ritorna alle bacheche in sughero sulle quali si attaccano foto, cartoline, pensieri e idee, portando questa pratica nell’universo virtuale.

Su questa nuova piattaforma non sono le parole ad essere in primo piano, ma le immagini. La possibilità di creare un numero infinito di board rende Pinterest adatto ad ogni sorta di utilizzo.

Si parte dell’uso personale, che può riguardare tanto la classica costruzione dell’identità quanto la necessità di raccogliere ispirazione per arredare la nuova casa, fino ad arrivare all’utilizzo lavorativo. È possibile dar vita a veri e propri cataloghi di prodotti o anche di lavori effettuati, approfittando di un modalità gratuita e originale per pubblicizzare la propria attività. 

I numeri provano che gli utenti apprezzano la novità e non sono gli unici: anche Mark Zuckerberg ha dato vita alla sua pinboard personale. Il suo profilo non è un fake, perché l’account è stato verificato mediante Facebook.

La possibilità di loggarsi tramite il social network più conosciuto e utilizzato al mondo conferisce un ulteriore vantaggio al neo-nato Pinterest, permettendogli di affiancarlo, integrandosi ad esso e facendo leva sulle caratteristiche che da esso lo distinguono.

Perché condividere immagini?

Le immagini sono evocative, ma anche dirette. Possono racchiudere un ricordo, un sogno, un sentimento, una passione, un interesse, un’idea, un pensiero e, spesso, dicono molto più di quanto non riescano a fare le parole. A questo si aggiunge l’istinto umano di collezionare cose.

Sfruttando l’influenza che le immagini hanno sulla mente umana, Pinterest ci permette di creare dei veri e propri collage, tramite i quali possiamo esprimere la nostra identità, le nostre passioni, i nostri interessi, i nostri sogni.

Il Dottor Christopher Long, professore di psicologia dei consumi presso la Ouachita Baptist University, spiega che, al contrario di Facebook, Pinterest è un rifugio dalle situazioni sentimentali, dai check-in, dalle foto di bambini. Inoltre egli, ironicamente afferma:

Pinterest è un luogo dove possiamo dimostrare: se non fosse per tutte le situazioni mondane in cui mi trovo e che posto su Facebook, questo (ciò che pinno su Pinterest) sarebbe quello che starei facendo e consumando.

Se ancora non siete iscritti, potete farlo andando qui

Costa Crociere: la tragedia cambia la comunicazione web? [CASE STUDY]

È di questi minuti la notizia che Costa Allegra, imbarcazione della flotta della Carnival e “sorella” della tristemente nota Costa Concordia, ha subito al largo delle Seychelles un incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi come nel caso dell’incidente avvenuto un mese fa al largo dell’isola del Giglio.

Su Twitter una delle twittere più influenti, Domitilla Ferrari alias @semerssuaq scriveva questo:

 

Già, una riflessione assolutamente giusta che riguarda anche la social sfera.

La pagina Facebook di Costa Crociere in Italia si era proposta nei mesi scorsi come un ricettacolo di colori e gioia per gli occhi, riproponendo lo spirito più entusiasta della vacanza che la Carnival propone nei propri pacchetti vacanze.
Dopo l’incidente del Giglio, però, la comunicazione è cambiata orientandosi più che alla mission vera e propria a una gestione oculata della brand image, più che mai danneggiata dal caso Schettino.

Per capire meglio questa variazione, basta leggere questo post, pubblicato dopo l’incidente della Costa Allegra di oggi:


Mentre questi sono i post che sono stati pubblicati nei giorni scorsi:


Una serie di comunicati stampa continui, atti ad aggiornare sullo stato dell’arte del recupero della nave e per rispondere ad alcune tesi ritenute non veritiere, come ad esempio i servizi della trasmissione televisiva “Striscia la notizia”.

Di tutt’altro tenore le pubblicazioni fatte ad esempio sulla pagina di Costa Crociere per il Nord America, dove ancora rimane quell’aura di piacere e di bellezza tipica della narrazione di una vacanza da sogno:


Tolti i due commenti pubblicati sotto l’ultimo post, nessun accenno all’incidente delle Seychelles. Stessa latitanza sulla pagina fan della Carnival, la “casa madre” di Costa Crociere:


Siamo quindi di fronte a una gestione “asimetrica” della comunicazione sui social media, che viene – passateci il termine – geolocalizzata e indicizzata rispetto al pubblico che si ha di fronte. La tragedia della Concordia, lo ricorderete, fu ripresa in tutta Europa come esempio negativo; eppure nonostante la notizia sia sparita dai tg (come fisiologicamente capita nella normale politica del “villaggio globale” di McLuhaniana memoria)  se non per farci capolino una volta ogni tanto, il fatto è rimasto a disposizione degli utenti proprio in un luogo come Facebook, seguito passo dopo passo e gestito in maniera assolutamente disponibile, lasciando campo libero ai commenti e alle riflessioni degli user.

Colpisce questa asimetria proprio per la cura con cui anche un episodio come quello capitato alla Costa Allegra sia seguito dalla redazione che cura la pagina fan di Costa Crociere Italia, cosa che neanche la stessa casa madre Carnival riesce a fare.

Un vero e proprio tentativo di mostrarsi partecipativi e disponibili, che mira a rafforzare l’immagine demolita dalle malefatte del capitano Schettino.

Una scelta che ci sembra assolutamente funzionale allo spirito con cui gli user – e in generale il target di riferimento – si possono avvicinare a un brand come Costa Crociere, e che fa risaltare ancor di più quei commenti dal tono polemico e indignato che si possono leggere negli altri ambienti social che abbiamo citato.

Voi cosa ne pensate?

Il 29 febbraio c'è il bloggin day per Rossella Urru

Un appello ‘ad hashtag e post unificati’ per chiedere la liberazione immediata di Rossella Urru: la cooperante italiana  rapita nel sud dell’Algeria la notte fra il 22 e il 23 ottobre 2011. L’ iniziativa è stata lanciata in Rete con l’intento di sensibilizzare i media e l’opinione pubblica a parlare  il più possibile dell’argomento.

In Rete le notizie hanno una rapida diffusione e il buon vecchio passa parola è il mezzo più efficace per contaggiare viralmente le persone, difficilmente raggiungibili o semplicemente distratte dall’eccessivo carico di informazioni.

Qualche giorno fa la nota comica Geppi Cucciari aveva dedicato una parte del suo intervento a Sanremo alla volontaria. Sono tanti i cooperanti in mano a gruppi terroristici o dissidenti, ma se non se ne parla si rischia che questi vengano abbandonati a se stessi.

Solo dopo l’invasione di link e condivisione della notizia in Rete qualche TG ha deciso di parlarne.

Ad esempio, sfruttando la sua popolarità, Fiorello si è mobilitato per la giovane 29enne sarda chiedendone la liberazione. Il video postato su Twitter ha fatto si che si parlasse del caso anche al Tg5 e al Tg2.

Sono in tanti i blogger che hanno risposto al bloggin day ( lo trovate qui ) per sostenere la cooperante in mano ai suoi rapitori da 118 giorni. Twitter e gli altri media sociali servono anche per sostenere iniziative del genere.

Quindi blogger e non, alziamo la voce!

Chi non ha un blog può comunque dedicare un post a Rossella su Facebook o su Twitter. Gli hashtag da utilizzare su Twitter sono #freerossellaurru e #rossellaurru.