Zoe, super chitarrista metallara a 8 anni [VIRAL VIDEO]

Mentre io alla sua età suonavo solo lo xilofono di plastica, Zoe Thompson spara assoli metal di altissimo livello. Eccola in questo video alle prese addirittura con la canzone Stratosphere degli Stratovarius, solitamente roba per metallari esperti. E la piccola ha fatto il giro del web!

In questo momento pare sia proprio una moda, vi ricordate la dolce Juliet e My First Hardcore song? Anche lei 8 anni, anche lei grinta da performer consumata. Ma Zoe non suona da sola, fa parte dei The Mini Band con altri 5 bambini inglesi, tutti fra gli 8 e i 10 anni.

Anche i The Mini Band sono già un fenomeno organizzato, con tanto di Facebook, un nuovo videoclip, apparizioni alla BBC e… tra i loro fan ci sono anche i Metallica, che commentano in un altro video la loro cover di Enter Sandman. Altro che xilofono!

Loghi famosi visti da una bimba di 5 anni

La sfida di qualsiasi azienda è far diventare il proprio logo unico e inconfondibile, almeno nel target degli utenti di riferimento. Ma come si può riuscire in questo intento? E, soprattutto, partendo da cosa? La risposta unica, ovviamente, non esiste. Sarebbe troppo facile.
Un semplice test può però aiutare a capire chi ci riesce e chi meno.

Adam Ladd, designer di Cincinnati (Ohio), ha chiesto a sua figlia di cinque anni di interpretare i loghi che le avrebbe mostrato.
Secondo Jean Piaget “la conoscenza è un processo di costruzione continua” e a 5 anni si è portatori sani di ‘animismo infantile’, cioè si ha la tendenza a concepire le cose come viventi e dotate d’intenzionalità.
Il risultato del test fa sorridere ed è migliore di qualsiasi sondaggio si possa immaginare.

30 i loghi sottoposti alla figlia: Pepsi, Kfc, Starbucks, Republican Party, Disney, Monster Energy, Motorola, Apple, Bank Of America, Bell System, Boeing, Cbs, Chili’s, Google Chrome, GE, Gerber, Bp, Greyhound, Jaguar, Puma, Target, McDonald’s, Mercedes, Nbc, Nike, Panera Bread, Sony Ericsson, Xbox, Wwf, Olympics.

Tra le interpretazioni creative troviamo Google Chrome, visualizzato come un “pallone da spiaggia”, perché “i palloni da spiaggia sono molto colorati” aggiunge; oppure il logo di Greyhound, quello di Jaguar e quello di Puma che hanno stimolato la stessa reazione: “un ghepardo”; o ancora il logo di NBC, immaginato come un “tacchino molto colorato”.
Tra i loghi indovinati ci sono invece la Disney e la Apple. Una volta si cresceva a bambole di pezza e trenini, ora evidentemente a cartoni e iQualcosa.

Quali sono i tweet che amiamo (e odiamo) di più?

Twitter è ormai entrato nel cuore di molti, e si appresta a consolidare la sua posizione affermandosi come uno dei social network del 2012.

Grazie al social possiamo informarci ma anche trovare tweet completamente inutili, avere spunti molto creativi e nello stesso tempo essere sommersi da ‘spazzatura’. Naturalmente con il sistema dei follower abbiamo una certa possibilità di selezionare solo i twitteri che, secondo noi, possono interessarci o fare al caso nostro, ma non sempre riusciamo ad essere al ‘sicuro’.

A tale proposito, alcuni ricercatori statunitensi (Paul André [Carnegie Mellon University], Michael Bernstein [MIT] e Kurt Luther [Georgia Tech]) si sono divertiti per un anno ad analizzare le dinamiche di migliaia di tweet (per l’esattezza 43.738) e i pareri degli utenti, in modo da comprendere quali fossero i contenuti più e meno apprezzati. I risultati (riportati tra gli altri da Alexi Tauzin) in un grafico.

La legenda dei colori:

> In verde, i tweet che leggiamo più volentieri;

> In rosso, quelli che ci danno nausea;

> In grigio, quelli che non ci danno noie, ma nemmeno ci esaltano del tutto.

In generale lo studio rileva che, secondo i twitteri, il 41% dei contenuti condivisi merita di essere letto. Andando più nello specifico, l’analisi mostra come i tweet più apprezzati siano quelli che stimolano i follower con domande e questioni, notizie fresche e contenuti informativi. D’altra parte vengono ‘detestati’ più della media tweet che manifestano semplicemente la presenza dell’utente (un esempio italiano potrebbe essere #buongiorno!).

La ricerca analizza anche i check-in di Foursquare pubblicati su Twitter e ritenuti davvero insopportabili (a meno che non valorizzino un avvenimento o una venue speciale: concerto, conferenza, etc.).

Ecco le categorie tematiche dei contenuti più e meno apprezzati.

Da questi dati, Megan Garber di The Atlantic ha provato a cimentarsi nella scrittura di un esempio del tweet peggiore al mondo. Mica male eh? Il tono è tipicamente anglo-americano, ma se ne vedono tanti simili anche in Italiano 🙂

Dopo i primi anni in cui, vista la novità dello strumento, si poteva twittare qualsiasi contenuto ‘senza pudore’, il mezzo e i suoi utenti sono diventati ormai maturi e le scremature di tweet (e follower) più facili. Il consiglio che sembra comunicare l’analisi? Su Twitter la qualità vince sulla quantità! E la questione è rilevante anche per aziende e brand: non è raro vedere marche che twittano contenuti inutili, troppo auto-promozionali, noiosi…

Una passeggiata sulla chiglia della vela Hugo Boss

Lo skipper britannico Alex Thomson è uno dei più quotati talenti della vela internazionale. Impegnato nella classe IMOCA 60 – spesso definita la “Formula 1“ del mare – Thomson vanta una delle più longeve e invidiate sponsorizzazioni nella storia della vela e sport in generale.

Stiamo parlando del solido rapporto del velista con HUGO BOSS, che va avanti dal 2003.

Il 2012 vedrà Thomson battersi per diventare il primo velista d’Oltremanica a vincere la più estrema fra le regate oceaniche: la Vendée Globe, la corsa intorno al mondo in solitario, senza tappe e senza assistenza che parte il 10 novembre 2012 da Les Sables-d’Olonne, in Francia. Attualmente solo il 50% dei tentativi di portarla a termine ha avuto successo.

Unica e singolare, come la regata, è stata la prestazione di Thomson per promuovere i nuovi occhiali“ALEX 99” firmati HUGO BOSS.
Vestito di tutto punto con occhiali da sole della collezione BOSS Black eyewear, lo skipper britannico si è esibito in una spericolata “passeggiata” sulla chiglia del suo IMOCA 60.

Uno yacht in fibra di carbonio che pesa otto tonnellate, una moto d’acqua spinta da un motore da 255 cavalli-vapore, 45 anni complessivi di navigazione a bordo e un tipo un po’ pazzo in completo nero: questi gli ingredienti del successo di questa avventura spericolata!

Un’azione simile era diventata popolare qualche anno fa grazie alla diffusione in tutto il mondo dell’emblematica immagine in cui Alex appariva impegnato a tenersi in equilibrio sulla chiglia del suo 60 piedi “HUGO BOSS”.

“Peccato che tutti supponessero che quell’immagine fosse ‘photoshoppata’.E così mi sono deciso a dimostrare che si sbagliavano organizzando un nuovo tentativo.”

Sicuramente, molto più facile a dirsi che a farsi.

Infatti, per navigare alla velocità necessaria per poter tenere la chiglia fuori dall’acqua quel tanto che basta per permettere ad Alex di salirci su, ci vogliono circa 18 nodi di vento, mare piatto e uno skipper con nervi d’acciaio.

“Viene il giorno che ci svegliamo con le giuste condizioni meteo, allora suoniamo l’allarme, ci diamo da fare per preparare la barca, recuperare il pilota della moto d’acqua e quello del gommone d’appoggio, il
fotografo, la troupe tv… Poi infilo il mio abito e sono pronto, ma il vento cade. È andata così più di una
volta: prima devi far tutto in fretta e poi ti tocca lasciar perdere, un tira e molla continuo.”

Ma questa volta il risultato è stato davvero stupefacente e quindi non ci resta che proporvi l’imperdibile spettacolo!

The Dog Strikes Back, Volkswagen ritorna [VIRAL VIDEO]

Googlando la parola “dieta” escono circa 140.000.000 risultati. Ormai la cura per il corpo e la ricerca del peso forma è un’ossessione dei giorni nostri. Non c’è da stupirsi, quindi, se al centro dello spot Volkswagen c’è proprio la voglia di mettersi in forma e di tornare più belle di sempre. Il tutto è ancora più interessante se a farlo è un cane.

Il video vuole lanciare la nuova Volkswagen Beetle e lo fa mostrandoci la vita di un cane in sovrappeso che, per correre dietro alla nuova auto, decide di rimettersi in forma con esercizi, dieta e tanta dedizione. Le sedute di allenamento sono esilaranti così come l’espressività del cagnolone. Il finale dello spot ci mostra un cane in forma che insegue una Beetle nuova nel design, sottile il messaggio: abbiamo lavorato sodo per presentarci con un “fisico” nuovo. Il video ci mostra una seconda conclusione in cui si cita il film Guerre Stellari (tema molto caro al regista).

In pochissimo tempo il filmato ha avuta un gran numero di visualizzazioni, questo grazie al talento del regista Lance Acord (lo stesso dello spot del bambino vestito da Dart Fener) insieme alla casa di produzione Park Pictures. La presenza di una tematica molto forte, come quella della forza di volontà per cambiare e migliorarsi, applicata al migliore amico dell’uomo ha creato un cocktail unico e divertente: impossibile non innamorarsi del cane che si guarda allo specchio e si vede grasso!.

Impariamo ad usare Twitter, al Twitter Tips & Tricks! [EVENTO]

Anche voi dopo la registrazione al famoso social network dell’uccellino azzurro vi siete chiesti:<<Ok… e ora che si fa?>>?

Ebbene, ammetto di essere passata anch’io in questa fase di confusione, ma se neanche i nostri post  vi hanno illuminato il cammino nel mondo di Twitter… non disperate!
Domani, 4 febbraio, vi aspetta il corso-apertivo “Twitter Tips&Tricks”!

Di cosa si tratta?

Twitter Tips & Tricks sono degli appuntamenti a cadenza mensile dedicati a tutti coloro vogliano comprendere al meglio le potenzialità del famoso social network, davanti ad un drink e con la partecipazione di esperti del settore.

In pratica, dei corsi di autoformazione (e non) sull’uso di Twitter, dai primi passi fino ad arrivare a task professionali!

 

Il tema

Il tema del  #TTT03 di domani sarà l’Algebra di Twitter con ospite Hassan Bogdan Pautàs (@TorinoAnni10).

L’ideatore del libro “Algebra Twitter – Il manifesto” proverà a spiegarvi, prima in maniera teorica e poi pratica, i cinque assiomi: brevità, leggerezza, esattezza, visibilità, e molteplicità, per rendere un semplice messaggio di 140 caratteri davvero efficace.

Dove

L’evento si terrà contemporaneamente in tre città italiane:
Lecce: Libreria Ergot – Piazzetta Falconieri s.c.
Roma: Arci forte Fanfulla – Via Fanfulla da Lodi, 5
Torino: About:Blank – Via Belfiore,50/a

Ma naturalmente tutti attenti al profilo Twitter dell’evento!

Come partecipare

Per partecipare dovete registrarvi qui, portare qualche euro con voi (circa 7€), giusto per il costo dell’aperitivo, e naturalmente il vostro smartphone per provare gli insegnamenti acquisiti e twittare in diretta tutti gli aggiornamenti!

E per chi non fosse in zona domani alle 18:30 basterà seguire la diretta dei partecipanti all’hashtag #TTT03!

Siete pronti a diventare dei Twitter sensei?

Arte Fiera: l'arte contemporanea invade Bologna [EVENTO]

Si è conclusa la 36esima edizione di Arte Fiera, che come ogni anno ha regalato alla città di Bologna numerose esposizioni di opere d’arte contemporanea e installazioni. L’evento si è svolto principalmente nei padiglioni di Bologna Fiere, ma l’intera città si è ritrovata ad essere protagonista grazie agli eventi collaterali:

Arte Fiera OFF con oltre 100 eventi organizzati a Bologna e in Emilia–Romagna tra mostre, film, incontri, festival di arti, performance d’artista

Art First progetto di Arte Fiera in collaborazione con il Comune di Bologna che ha trasformato la città in un affascinante scenario in cui interventi site specific di artisti italiani e internazionali, hanno tracciato un percorso ideale in cui il visitatore è stato invitato alla scoperta di 11 luoghi e palazzi storici di Bologna, la sezione, curata da Julia Draganovic, quest’anno è stata intitolata “A bordo del Cuore d’Oro”.

Art White Night, che si è svolta il 28 gennaio, è stata una vera e propria Notte Bianca dell’arte, grazie all’apertura gratuita fino a mezzanotte delle installazioni di Bologna Art First, dei musei cittadini, delle mostre, delle gallerie d’arte, dei negozi, a cui si sono aggiunte eventi, iniziative, videoproiezioni e party ovunque in città.

Inoltre quest’anno Arte Fiera ha ampliato il suo raggio d’azione alla comunicazione 2.0 introducendo la possibilità di partecipare agli eventi a 360 gradi, grazie al reclutamento di social media reporter volontari , iniziativa che ha avuto un enorme successo grazie alle centinaia di condivisioni sui canali social.

Noi Ninja non ci siamo fatti scappare l’evento e siamo andati in giro a scoprire i talenti artistici di Arte Fiera:

Blue&Joy

Rispettivamente Fabio La Fauci e Daniele Sigalot: le loro opere sono quadri, disegni, collage, installazioni e oggetti, e non di rado fanno ricorso a materiali inconsueti quali bottoni, pillole di medicinali e monete. Il progetto ruota intorno a due pupazzi, Blue e Joy appunto, e le loro scoraggianti avventure, e si sviluppa attraverso media distinti, che vanno dalla pittura, alla fotografia, alla scultura, fino ai mosaici, per poi estendersi al mondo dell’editoria e a quello del digitale.

Cecilia Paredes “Meditative Mermaid”

L’artista peruviana dipinge il proprio corpo con lo stesso design della carta da parati, riesce così a mimetizzarsi diventando lei stessa opera d’arte.

Alessandro Lupi “Sospensione”

Lupi utilizza per costruire le sue opere, chiamate densità fluorescenti, fili di poliestere dipinti uno ad uno con pigmenti fluorescenti e/o fotoluminescenti ed illuminati da luce nera di Wood, l’effetto soprattutto dal vivo è spettacolare!

Federico Pietrella

L’artista presenta dei dipinti con un “pennello” particolare, infatti osservando attentamente possiamo vedere che l’intero dipinto è creato da timbri datari. Una tecnica che ricorda la typo design.

Cyrille Andre

L’artista ha creato delle sculture in resina raffiguranti persone (insieme a una Ninja 😉 )

Twitter per raccontare lo sport [INTERVISTA]

La notizia è di qualche giorno fa, ma l’idea è talmente buona che non ci siamo limitati a una semplice cronaca.

Un’intera squadra di volley su Twitter: proprio così, e non per gioco, ma per raccontare com’è essere atleti di uno sport così coinvolgente come la pallavolo.

Ne avrete sicuramente sentito parlare, stiamo parlando della PM Volley di Potenza, che milita nel campionato B1, girone B: ogni giocatrice ha un proprio account Twitter stampigliato sulle magliette di gioco con il quale può dialogare con i propri tifosi, parlare degli allenamenti e presentare i match.

Un modo nuovo, insomma, per comunicare l’agonismo e i valori che stanno dietro a una società sportiva. Ma qual è l’intento di un’operazione così innovativa?

L’abbiamo chiesto ad Alessandro De Vito, il chief marketing officer  di Ecosunpower, azienda che si occupa di energie rinnovabili e che è main sponsor della PM Volley.

Buongiorno Alessandro, raccontaci: qual è il filo conduttore, l’obiettivo del progetto?

Buongiorno a tutti! Il filo conduttore di questa campagna è il tribal marketing: voglia che attorno agli account di Twitter e al dialogo si formi una tribù che condivide i valori della squadra e del mainsponsor. Nello sport in particolare forse è questo il quid in più, e se si realizza questo aspetto un domani si potrà raggiungere l’obiettivo di integrare sul serio l’aspetto on line e off line, che è l’intento di tutto il progetto. Far diventare ad esempio tutto ciò che è merchandising patrimonio del tifoso, renderlo identificativo di una tribù che a monte è unita dalla condivisione dei valori della squadra e dell’azienda, nel nostro caso ad esempio il rispetto dell’ambiente, che caratterizza la Ecosunpower e che ha scelto a partire da questo gennaio di sponsorizzare per questa e la prossima stagione la PM Volley.

Da dove è nata l’idea?

Dall’esigenza di creare un nuovo modo di comunicare e interagire con le atlete, che diventano veicolo del nostro messaggio e dei nostri valori e per contemporaneamente creare un’integrazione fra i canali on e off line. L’idea alla base è quella di associare a una comunicazione basata sul web tutto ciò che è live, creando così dinamiche sostanzialmente basate sulle tecniche di ambient e street marketing.
Stampigliare gli account Twitter è il primo passo per realizzare a tutti gli effetti una sorta di campagna trans mediale, che non sarà incentrata solo su Twitter ma che si baserà su molti altri social network e non solo, rendendo possibile all’utente l’acquisizione di informazioni da ogni singola esperienza vissuta all’interno del media.

Tutte le atlete possedevano un account Twitter? Chi ne era sprovvista, come ha accolto l’iniziativa?

Tutte le ragazze sono state entusiaste fin dall’inizio dell’operazione. Solo in 2 non avevano un account, le altre lo possedevano ma non lo utilizzavano: per questo le abbiamo aiutate, facendo una sorta di briefing sull’utilizzo della piattaforma, cosa che facciamo settimanalmente ancora oggi per illustrare loro le potenzialità dello strumento.
Ciò che vogliamo raggiungere è la formazione di una massa critica intorno al mondo delle atlete, e Twitter ci può aiutare in questo: il secondo step della campagna sarà trasferire questa massa critica anche sulle altre piattaforme sociali, andando a coprire il target in ogni suo segmento e profilo.

Possono scrivere ciò che vogliono, immaginiamo.

È importante sottolinearlo anche per spiegare meglio lo spirito della campagna: le ragazze sono libere da vincoli di contenuto, pubblicano ciò che vogliono. È stato chiesto loro di trasferire la loro esperienza quotidiana – di donna, o di atleta, non importa – al grande pubblico, in modo che il pubblico sia coinvolto nella loro vita quotidiana, integrando il flusso di informazioni della comunicazione “convenzionale”. Le abbiamo invitate a usare il loro linguaggio, proprio per rafforzare questo aspetto personale, evitato volutamente il trasferimento del codice comunicativo “istituzionale” delle aziende, delle società, in quello che in realtà è un contesto espressamente personale. Nei prossimi giorni attiveremo anche @PMVolley, l’account Twitter della società stessa per fare il livetwitting delle partite, e la stessa strategia verrà adottata per raccontare i match.

Perché Twitter e non un altro social network?

Abbiamo scelto Twitter per partire perché è lo strumento più immediato e più semplice da utilizzare. Certo, sfruttiamo l’onda emotiva che stiamo vivendo, dove Facebook è un po’ svuotato dall’emozione che ha motivato le persone ad entrarci in questi anni. Twitter poi è un information media, utilizzato soprattutto per fare informazione e informarsi. Facebook sfrutta dinamiche meno veloci e basate più sulla sfera sociale di una persona, e forse aveva caratteristiche meno indicate per l’obiettivo che volevamo raggiungere. Ci interessa aggregare per target e non per conoscenza di persone, sotto un certo punto di vista.

Pensate comunque a progetti futuri su Facebook?

Facebook non è una seconda scelta, ci arriveremo: le modalità saranno replicate anche lì, ma con modalità più profilate su quel social network. Una volta creata massa critica, ogni piattaforma che sarà utilizzata sarà utile, basta sfruttarne le caratteristiche residenti in esse.

Siete una società sportiva: secondo voi quest’approccio “2.0” servirà anche per far sentire più vicini i tifosi e quindi aiutare a raggiungere maggiori risultati sul campo?

C’è un grande seguito della squadra, considerando che Potenza è una realtà se vogliamo piccola abbiamo ottimi numeri. I media locali hanno grande attenzione per la PM Volley: ciò che facciamo servirà per agevolare il dialogo fra i tifosi e le loro beniamine. Per ora siamo in uno scenario informale visto il contesto, e questo facilita l’integrazione fra on line e off line, cioè fra l’incontro nella social sfera e ciò che si può vivere ai bordi del campo da gioco. Il contesto in questo aiuta a ritrovare con facilità il personaggio che si può incontrare in ambienti “live”, come se la social sfera fosse un prolungamento dell’esperienza che si vive nella vita reale. Un obiettivo che nel mondo dello sport, ad ogni livello, si sta cercando di raggiungere, perché avvicinare atleti e tifosi rende tutto più vero. Ovviamente, questa strategia faciliterà a far uscire i nostri “brand” (PM Volley ed Ecosunpower) anche in ambienti e contesti diversi rispetto a quello di Potenza, approfittando delle trasferte della squadra.

Si può dire che la vostra società sia precorritrice di un certo tipo di utilizzo dei social network: quest’approccio così innovativo potrà sconfinare anche in altre discipline, una su tutte il calcio dove molte società stanno implementando le azioni di social media management?

Io ne sono convinto. Il mondo del calcio e dello sport sta sempre più ponendo al centro queste modalità di comunicazione. In Italia per certi versi è difficile cominciare a ragionare per i crismi che ci siamo dati con il nostro progetto, però è un settore sicuramente in espansione che prenderà sempre più il centro della scena.

La PM Volley esiste da circa 30 anni. Siamo sicuri che con la strategia messa in campo da Ecosunpower e dal team di Alessandro, i prossimi 30 saranno sicuramente raccontati con una modalità nuova, efficace e vincente!

Fashion e mobile: la ricetta giusta per smartphone di lusso

L’abbiamo ribadito più volte, lo smartphone è l’oggetto trend in motion del secolo. Essendo trendy ha normalmente attratto a sé le attenzioni di un settore apparentemente lontano da quello della telefonia: quello della moda.

Da un po’ di anni a questa parte si  è assisito infatti a una lenta ma efficace “infiltrazione” del mondo fashion in quello degli smartphone. Questo per un duplice motivo: da un lato le case produttrici sanno che una versione speciale griffata può avere un prezzo superiore  e il produttore può guadagnare nuovi clienti tra i consumatori sensibili alle grandi firme; dall’altro le case di moda hanno percepito l’importanza  di sfruttare lo strumento di comunicazione più utilizzato del millennio per pubblicizzare il proprio marchio e aumentare la fedeltà dei consumatori verso il brand.

Andiamo a vedere fin dove si è spinta questa nuova “corrente” guardando assieme alcuni modelli di fashion smartphone  extralusso.

LG Prada 3.0 – prezzo 599€

Lo smartphone con OS Android uscito in italia il 24 gennaio 2012 ha attirato l’attenzione di molti per essere al momento l’unico smartphone sul mercato nato dalla collaborazione con un brand premium.

PRADA phone by LG 3.0  unisce lo stile elegante della nota casa di moda con la tecnologia LG, ed è il terzo telefono risultante dalla partnership tra PRADA e LG che ha già in passato riscosso un ampio successo.

Eccovi un video di presentazione.

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Tag Heuer “Link”  – prezzo a partire da 4700€

Lo smartphone creato dalla famosa azienda svizzera produttrice di orologi di lusso ha anche esso un “comune” OS Android ma non è un dispositivo per tutte le tasche.

La particolarità di questo device sta nella sua estetica, dove potrete ammirare tutti materiali assolutamente degni della parola lusso: decorazioni in pelle di alligatore o lucertola e diamanti, e base in titanio o oro. Chiaramente in base alla vostra scelta il prezzo lieviterà…

Ecco a voi un video del primo vero smartphone svizzero di lusso:

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Serie Dior Touch Phone –  prezzi a partire da 3900€ fino a 85.000€

Pochi mesi fa la casa di moda di Christian Dior  ha rilasciato una collezioni di cellulari eleganti ed extralusso fatta con materiali preziosi, un prodotto che ben riflette lo spirito del marchio fashion. Ogni device di questa serie ha una struttura costituita da 99 pezzi assemblati a mano mescolando zaffiro, cristallo, acciaio, oro, diamanti e madre perla.

Il più costoso della serie è il Diamond Reverie: un vero e proprio “gioiello” tecnologico in oro bianco, 46 pezzi di madreperle e 1539 diamanti per un costo totale di ben 85.000 €. Si può optare anche per la vesione “più economica”, quella senza diamanti che costa circa 3.900 €.

Jil Sander Mobile – prezzo 300€

La stilista tedesca Jil Sander, famosa  per il suo design minimalista e raffinato, ha annunciato in novembre un nuovo smartphone in accordo con LG Electronics  montante  il Windows Phone 7.5 OS. Lo smartphone è in vendita sul sito della casa di moda e nelle varie boutique della casa di moda.

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Esteticamente, il Jil Sander Mobile riprende il blu elettrico – colore caratteristico della casa di moda – sia nell’aspetto esterno dello smartphone che nella ricca gamma di accessori.

L’applicazione “Jil Sander” installata all’interno permette una continua interazione da parte dell’utente con la casa di moda e comprende un menu shopping, una vera e propria guida per l’utente all’interno della boutique virtuale della stilista e al suo store online.

iPhone Diamond Rose Edition – prezzo 6 milioni di euro

Stuart Hughes, ideatore di tanti modelli lussuosi di iPhone e iPod, presenta l’iPhone Diamond Rose Edition un esemplare in edizione limitata di iPhone 4: la scocca è stata infatti è tempestata di 500 diamanti e rifinita in platino .

I modelli di iPhone modificati dall’imprenditore inglese Stuart Hughes, sono il più bel desiderio degli amanti del lusso sfrenato e fan della Mela, che possono cosi avere un iPhone davvero esclusivo: è stato infatti prodotto solo in 2 esemplari.

Versace Unique – prezzo 5.500€

Annunciato in Gennaio 2011 e disponibile da Giugno 2011, questo smartphone è molto alla moda ma senza eccessi. Versace lo ha infatti sviluppato sull’idea del “less is more” ovvero meno c’è meglio è. Il quadrante è inserito in una montatura in oro ed è disponibile nella versione in pura ceramica high-tech o in quella laccata, mentre il touchscreen è in cristallo zaffiro, impossibile da graffiare. Sul retro compare la Medusa in rilievo, simbolo della Maison Versace.

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Il device è disponibile in vendita nelle butique Versace di tutto il mondo e nei negozi più esclusivi di gioielleria e orologi con un prezzo di base di 5.500 euro

Amarcord: Motorola Razr V3i Dolce & Gabbana (gold) – prezzo di lancio 590€

Il precursore di questo nuovo trend furono Motorola e Dolce & Gabbana che nel 2006 annunciarono il lancio della limited edition del RAZR V3i: una nuova collaborazione che armonizzava il grande successo dell’elegante Motorola RAZR con lo stile eccentrico di Dolce & Gabbana. Lo smartpone presentava una esclusiva finitura dorata, uno sfondo personalizzato con screensaver, un esclusivo tono di accensione e spegnimento, una particolare suoneria polifonica e  uno speciale videoclip che illustra i 20 anni di storia del marchio Dolce & Gabbana. Ogni cellulare era un vero pezzo da collezione grazie all’esclusivo numero di serie inciso sul retro. Lo smartphone ebbe grande successo divenendo appannaggio di una nicchia ristretta di amanti del marchio, disposti a tutto pur di ottenere l’ennesimo status symbol.

Conclusioni

Cosa è che rende questi smartphone speciali e costosi? Al di la dei materiali esosi – ma sicuramente non efficaci – perché le persone sono disposti a spender così tanti soldi?  Dal punto di vista hardware questi device non presentano infatti particolari vantaggi rispetto a quelli più economici ed “anonimi” ad eccezione del mero fattore estetico (i normali non luccicano). Dal punto di visto software scopriamo che la maggior parte dei terminali monta  Android o Windows, sistemi operativi disponibili anche su cellulari da 80€.

Capisco che molte persone  per quanto riguarda la moda attribuiscano al marchio la miglior qualità del capo indossato e lo preferiscano (anche questo discutibile) ma per quanto riguarda i cellulari questo concetto, come abbiamo dimostrato, non può assolutamente essere vero. La soluzione a questo dilemma è dunque solo una: la firma viene vista come uno status symbol e il lusso sfrenato come una gratificazione personale. In sostanza in questi device è la firma stessa a dare valore aggiunto al prodotto e porta i consumatori a pagare cifre che non rendono giustizia al reale valore oggettivo dello smartphone.

Voi invece quanto sareste disposti a spendere pur di avere uno smartphone disegnato da uno stilista?

Se ne conoscete altri segnalateli pure nei commenti!