Twitter sta testando una bacheca come Facebook

Una delle pecche di Twitter è che non è particolarmente intuitivo. Non ragionate da “social media manager” o da “esperti di social media” e nemmeno da twitteri appassionati. Pensate al tempo che vi ci è voluto ad imparare ad usarlo. Pensate a quel primo giorno in cui vi trovavate davanti a Twitter e non sapevate bene dove mettere le mani. Avevate voglia di imparare e ci siete riusciti. Probabilmente avevate le vostre buone ragioni per farlo. Adesso pensate ai vostri amici, pensate all’uomo della strada, che ritiene che Facebook sia già abbastanza, che non vuole essere aggiornato in tempo reale o ancor prima degli altri (sì, insomma non ha l’ansia della notizia) perché fa la sua personale “rassegna stampa” quando gli pare, che nonostante elenchiate i pregi di Twitter vi risponde: “Mmm quindi a me non servirebbe a niente!”. Oppure mettete che siate particolarmente convincenti invece e che si riusciate a farlo iscrivere. Uno, due, tre tweet e addio. Perché è questo quello che succede nella maggior parte dei casi.

Ebbene Dìck Costolo ci aveva promesso che avrebbe fatto qualcosa per accorciare il gap tra awareness ed engagement. E pare proprio che i loro user operation analyst stiano facendo dei test per consentire alle “matricole” di usare Twitter in maniera più intuitiva dall’inizio, abbassando così il tasso di abbandono.

E questo, al momento disponibile per pochi utenti, sembra essere un altro passo in questa direzione (vedi anche “3 novità per Twitter: foto, ricerca e follow button“) :

In pratica si tratterebbe di inserire lo spazio “Che c’è di nuovo?” anche nella pagina del profilo, proprio come succede per la bacheca di Facebook.

Tra l’altro, ho notato che i nuovi iscritti a Twitter abbiano difficoltà anche ad individuare menzioni e retweet. Sarebbe forse utile spostare anche queste feature nella pagina del profilo, che ne pensate? Com’è il Twitter che vorreste o che, secondo voi, una matricola vorrebbe?

La video chat arriva su Facebook [HOW TO]

Zuckerberg, con l’aiuto dei suoi collaboratori e la partecipazione del CEO di Skype, Tony Bates ha appena annunciato tre novità: chat di gruppo, nuovo design e dulcis in fundo video chat.

Era un po’ il segreto di Pulcinella. A quanto pare lo sapeva persino il suo vicino settantenne che gli dice: “Ehi Mark! Ho sentito alla radio che devi lanciare un nuovo prodotto! E’ la video chat, vero?”

Il fondatore di Facebook ha iniziato a parlare della crescita esponenziale dello sharing, che può essere rappresentata attraverso la legge di Moore. Lo scopo di Facebook è quindi quello di permettere di condividere sempre più elementi.

Presenta quindi le tre novità:

Video chat

E riguardo alla video chat afferma che loro si occupano di social network e “faremo sempre meglio di una compagnia che fa milioni di cose“. Il riferimento a Google è ovvio.

Per ora la chat è one-to-one, perché spiega, insieme al Bates “La maggior parte delle video chiamate sono one-to-one”.

Volete provare la video chat?

Basta andare online sulla chat, cliccare su un amico e e poi sull’icona “start a video call“.

Dovete scaricare il programma. Veramente in pochi secondi.

E poi chiamare.

Vediamo le altre novità.

Nuovo design

Beh, potete già vederlo. Intanto è cambiata la barra della chat in modo che vediate le persone con cui comunicate di più anche se offline per poter scrivere loro più rapidamente senza dover inviare un messaggio privato.

Chat di gruppo

E’ possibile creare una chat di gruppo in maniera istantanea, cliccando semplicemente su “aggiungimi amici alla chat”.

Avete provato già le ultime novità? Noi sì e ci piacciono da morire. Fateci sapere cosa ne pensate!

Ehm come non detto… Dà già qualche problemino… Stiamo tutti videochiamando eh?

La buona notizia è che si può registrare anche un video messaggio!

Mute Button: il silenzio in una piazza affollata [VIRAL VIDEO]

Cosa hanno in comune un uomo con un cane, una bimba in bicicletta accompagnata dalla mamma, un sassofonista, un gruppo di street dance, un uomo al cellulare, una coppia in lite, un predicatore e un uomo con gli occhiali da sole? Facile, l’intento di stupirci!
E’il nuovo video firmato Improv Everywhere: questa volta siamo a Brooklyn, al centro di Prospect Park.

Questi ragazzi si sono dati appuntamento nel parco e hanno iniziato a rumoreggiare tra un’attività e l’altra, come sempre accade nei parchi pubblici. In realtà, il ragazzo con gli occhiali è un Live Button: gli occhiali sul naso implicano rumore, gli occhiali sulla testa silenzio assoluto.
Al segnale i ragazzi continuavano la loro attività, ma completamente in silenzio, provocando reazioni stupefatte e sgomente tra gli ignari passanti. Tra cani silenziosi, predicatori muti, silenziosissimi ballerini e sassofoni afoni la gente si è divertita di fronte a questa scena surreale! Un vero e proprio tasto “mute”, legato agli occhiali del giovane.

Il Gladiatore diceva “al mio segnale scatenate l’inferno”, a Brooklyn si dice “al mio segnale scatenate il silenzio!”.

Google Plus: ecco l'applicazione per Android!

Dopo il lancio della closed beta di Google plus, vediamo insieme come Big G ha deciso di muoversi  sul mobile. Sembra che siamo all’alba di una dura lotta nel mondo dei social network, il +1 sta sempre più prendendo la forma di un peso massimo della rete!

Android App

Ad accogliere l’utente nell’app è una schermata “bianco-Google” molto semplice, vengono visualizzati solo gli elementi essenziali, vediamoli uno a uno.

Cerchie

Le cerchie sono uno dei nuovi concetti introdotti da Google+ , si tratta in definitiva di un modo per suddividere in gruppi i propri contatti, vedremo alcuni esempi già impostati ma sarà possibile senza difficoltà creare le nostre. Nella versione mobile bisogna dire che, rispetto a quella web, si apprezza meno questa caratteristica.

 

Stream

Lo stream è letteralmente il flusso di informazioni che vengono divise su Google+ , con pochi tap è possibile aggiungere post allo stream, foto, o informazioni sul luogo dove ci si trova. Spostando la finestra a destra o sinistra le informazioni verranno organizzati secondo criteri temporali o di vicinanza.

Huddle

Molto utile, consente di organizzare una chat veloce con le proprie cerchie, attraverso pochi tap

Profilo

Qui vengono raccolte tutte le informazioni che abbiamo deciso di condividere, come foto, informazioni di contatto e simili.

Istant Upload

E’ una delle opzioni più interessanti da segnalare, si tratta della possibilità di uploadare sul social network, in ambiente privato, foto e video

iPhone Google+? Bisogna ancora attendere per l’app su iOS

Ancora Google+ non è presente sullo store di Apple, ma l’app è effettivamente stata inviata per l’approvazione. Accetterà la grande mela l’ultimo prodotto di Big G?

 

L’app di Facebook?

Non c’è alcuna discussione, rispetto l’app per facebook, google+ vince su tutta la linea. Big G ha fatto tesoro, probabilmente, di tutto ciò che si è detto fin ora in questi ambiti: il mix con la propria esperienza ha generato, per ora, un ottimo inizio.

Parlando proprio di Facebook, attendiamo tutti quanti le novità in risposta a questa minaccia diretta, promessa a stretto giro direttamente da Palo Alto. Per ora Mark si esprime solo così in merito.

Link all’app Google+

Qui di seguito trovate il link all’applicazione, ancora però è in closed beta: è necessario infatti avere un invito per poter assaggiare questa succosa novità.

 

Cuscini geek, la creatività è comoda

Comodi comodi, state comodi. Sappiamo che siete dei geek appassionati di gadget, soprattutto quelli che vi ricordano le vostre passioni (o i vostri “dolori”, se usati nel posto di lavoro). Ad esempio, ricordate il cuscino a forma di iPhone?

Bene, oggi vi mostriamo dei cuscini creativi dedicati alla fotografia ed ai software legati al fotoritocco ed al mondo della grafica.

Prima parlavamo di passioni: questi cuscini sono dedicati agli obiettivi delle fotocamere, quelle che ci accompagnano nei nostri momenti d’ispirazione.

Canon 50mm f/1.8 II

Costo di 47 $.

Canon 24-105mm f/4 L

Costo di 82 $.

Nikon 35mm f/1.8

Costo di 47 $.

Mentre quando parlavo di “dolori” mi riferivo ai programmi che molti di voi usano in ufficio: un cuscino dedicato a loro può farvi diventare più buoni. 🙂

Sono dedicati alla Suite di Adobe.

Creative Sleep

Costo di 15 $.

Facebook. La Storia

Nata come l’esperimento di uno studente di college, in poco più di cinque anni Facebook è diventata un gigante da 500 milioni di utenti. È cresciuta a un ritmo vertiginoso come poche altre aziende nella storia ed è ormai parte integrante della vita sociale non solo degli adolescenti, ma di centinaia di milioni di adulti in tutto il mondo. Si sta diffondendo ovunque, con effetti imprevedibili: fino a diventare un fattore decisivo dell’azione politica, dalla Colombia all’Egitto, agli ultimi eventi in Medio Oriente.

David Kirkpatrick, giornalista di lungo corso ed esperto di tecnologia, ha potuto contare sulla piena cooperazione dei dirigenti e collaboratori di Facebook per ricostruire l’affascinante storia dell’azienda e dell’impatto che ha avuto sulle nostrevite. Kirkpatrick ci racconta le origini di Facebook,i motivi del suo successo, le prospettive per il suo futuro. Ne ripercorre i trionfi e le battute d’arresto, offrendo ai lettori un ritratto a tutto tondo di Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato: figura centrale nell’ascesa strepitosa della sua azienda, da Harvard a Wall Street,passando per il mondo.

Com’è riuscito un ragazzo di diciannove anni a fondare una startup che ha trasformato il Web?
E com’è riuscito a farla espandere fino alle attuali, smisurate dimensioni? Kirkpatrick racconta come Zuckerberg abbia rifiutato caparbiamente di scendere a compromessi, concentrandosi sulla crescita anziché sul profitto e affermando che Facebook doveva “dominare” la comunicazione via Internet. E così, insieme a una cerchia ristretta di collaboratori,ha dato vita a un’idea che ha trasformato la natura stessa delle interazioni sociali in tutto il mondo: un’azienda che è diventata onnipresente nel marketing, ha alterato la dialettica politica, ha cambiato il modo in cui facciamo business e persino il nostro senso di identità.

Autore: David Kirkpatrick
Brossura
Editore: HOEPLI (1 giugno 2011)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 882034811X
ISBN-13: 978-8820348113
Peso di spedizione: 581 gr.

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L’abbronzatura artificiale non è bella! [VIRAL VIDEO]

Estate: tempo di sole, mare, vacanze e… ovviamente di tintarella!

… e per chi in vacanza ancora non ci può andare o, magari, non ci andrà proprio?

Ovviamente si rimedia prendendo d’assalto i Solarium della propria città! E così, largo a: lettini, trifacciali, docce solari e quant’altro ci venga offerto dall’ultima frontiera dei ritrovati del mondo dell’abbronzatura artificiale.

… ma siamo davvero sicuri che non sia dannoso per la salute?

Ecco, quindi, un video realizzato dalla Canadian Dermatology Association  per spiegare che esporre la propria pelle a trattamenti dannosi non è “bello”!

Perché è necessario sapere che, in seguito a studi condotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato provato che le radiazioni ultraviolette dei Solarium non solo possono causare un invecchiamento precoce della pelle, ma possono arrecare danni ben più gravi come  tumori della pelle e melanomi (considerato tra le più gravi forme di cancro del derma).

Esistono poi vari elementi che possono maggiormente predisporre a tali rischi come, ad esempio, l’esposizione ai raggi ultravioletti prima dei 30 anni o il possedere una carnagione molto chiara. Per questo motivo, a sfatare una serie di luoghi comuni sull’argomento (come ad esempio che l’abbronzatura sia una protezione dai raggi solari), la Canadian Dermatology Association offre  la possibilità di reperire tutte le informazioni necessarie e utili sul proprio sito Web.

Infine, per far comprendere che non si tratta di casi accaduti solo a pochi e particolarmente sfortunati, sempre sul sito è stata raccolta una serie di testimonianze di donne che probabilmente non credevano sarebbe capitato proprio a loro.

E siccome noi Ninja a voi ci teniamo, (e non vorremmo finiste come nel video!) augurandovi buone vacanze vi invitiamo, quindi, a pensare un po’ meno alla tintarella e un po’ di più alla vostra salute: la cosa più “bella” che possiate mai sfoggiare!

Comunicare con Twitter

Twitter si è affermato in pochi anni come sinonimo di comunicazione e di conversazione in tempo reale in rete. Messaggi di 140 caratteri, sintetici quanto carichi di significato, capaci di trasmettere con rapidità notizie, stati d’animo, opinioni o testimonianze su fatti o eventi che accadono in questo istante, in ogni parte del mondo. Per comunicatori, aziende, giornalisti, professionisti o semplici cittadini, Twitter è il modo più semplice per essere sempre aggiornati, dal computer o dal telefono cellulare, su cosa sta succedendo nel mondo, attraverso il filtro costituito da persone, testate giornalistiche, aziende o istituzioni che godono della nostra fiducia e attenzione. Dalle Nazioni Unite alle grandi multinazionali, da Repubblica al ristorante sotto casa, dallo sportivo famoso al British Museum, su Twitter si trovano informazioni costantemente aggiornate, pubblicate dalla viva voce dei protagonisti, senza mediazioni o filtri, se non quello creato dai nostri interessi personali. Con Twitter è possibile diffondere comunicazioni e ricevere preziosi feedback da un pubblico interessato, costituito da persone, potenziali consumatori, clienti e giornalisti, con i quali entrare in relazione e conversare in libertà. Twitter unisce, in un unico strumento, tutto quanto è necessario per attivare una strategia volta al marketing dell’ascolto, alla promozione attraverso contenuti originali e a un servizio clienti evoluto.

Autore: Luca Conti
Brossura: 326 pagine
Editore: Hoepli (1 aprile 2010)
Collana: Web & marketing 2.0
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8820343762
ISBN-13: 978-8820343767
Peso di spedizione: 499 g

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Webseries su Facebook: Teen Wolf di MTV lancia sulla pagina del suo sponsor

MTV e AT&T si sono uniti per dare agli utenti dei contenuti extra per la serie “Teen Wolf”. Il meccanismo che hanno scelto è quello dello streaming su Facebook, una tendenza di cui abbiamo già discusso e che sembra affermarsi in modo trasversale sia per film, che per programmi televisivi, che per video online.

La serie in questione “Search fo a Cure”, diffusa in sei episodi settimanali, espande la serie televisiva con corti episodi di tre minuti e suggella la partnership tra il network televisivo e il suo sponsor visto il modo in cui la pagina Facebook dove i video risiedono sia di fatto un’estensione del sito di MTV, che ospita i video e verso il quale AT&T rimanda.

Ma attenzione, se da una parte diventare fan della marca pare un prezzo ragionevole per accedere a dei contenuti di qualità, va notato come di fatto in questa strategia Facebook non è altro che un segmento dei suoi utenti.

AT&T infatti non sfrutta nessuna delle specificità sociali del social network e non offre nessuna possibilità di fare conversazione o aumentare il proprio coinvolgimento interagendo con altri e con il contenuto. Di fatto Facebook viene usato solo per raggiungere il segmento di audience più giovane al quale la serie e MTV mirano.

Va quindi fatta la differenza tra streaming su Facebook e social streaming su Facebook: non tutti i video su Facebook sono social.

L'impatto dei social network finalmente sbarca sugli strumenti Google Analytics

La svolta “social” di Google, che ha raggiunto il suo apice nel lancio di Google+, ha portato ad inevitabili ripercussioni (e sviluppi) anche sugli strumenti di Google Analytics e Google Webmaster Tools.

Google Analytics, in particolare, ci offre quella che è probabilmente la novità più gustosa: Social Plugin Tracking. Lo strumento consente di valutare quello che è l’impatto sociale del proprio sito web attraverso un’analisi che spazia dai nuovissimi +1 di Google ai classici Facebook Like e i tweet.

Social Plugin Tracking genera tre report:

1.Social Engagement: che tiene traccia delle modifiche di comportamento dei visitatori provenienti dagli strumenti di condivisione. In particolare analizza il tempo di permanenza sul sito, il numero di pagine visitate, il bounce rate, ecc.

2.Social Action: che come si intuisce facilmente tiene traccia di tutte le azioni di condivisione “social” che avvengono su un sito web, ed è quindi direttamente proporzionale all’implementazione dei diversi strumenti sul sito.

3.Social Pages: che genera un dettaglio circa gli accessi che le singole pagine ricevono grazie all’utilizzo di funzioni sociali.

 

Le novità non si fermano qui. In particolare, proprio in relazione al lancio di Google+, nei Google Webmaster Tools si è realizzata una sezione totalmente dedicata al nuovo strumento “+1”, che fornisce report dettagliati sull’impatto che il nuovo strumento sociale made in Mountain View (e fulcro del nuovo Google+ con una funzione pressoché simile ai primi “mi piace” di Facebook) ha sulle visite del proprio sito web.

I dati sono diversi e molto interessanti: anzitutto si valuta l’influenza diretta che il +1 ha sul sito in termini di clic ricevuti (detta Clickthrough Rate o semplicemente CTR). In pratica si valuta la quantità di +1 ricevuti su una determinata pagina, tenendo presente anche i “click” non influenzati dal nuovo pulsante.

Inoltre, sono stati aggiunti un Activity Report ed un Audiance Report dedicati alle visite ricevute. Il primo serve a visualizzare il numero di +1 ricevuti in totale, mentre il secondo si concentra sui dati demografici e geografici degli utenti che hanno utilizzato il pulsante sul sito web per diffonderne i contenuti.

Forse con un po’ di ritardo, e non a caso in concomitanza con la fase d’implementazione di Google+, gli strumenti di analisi tengono finalmente conto dell’impatto dei Social Network nella diffusione di un sito web. Appare chiaro, comunque, che questo tipo di scelta è anche fortemente commerciale: per il lancio di Google+ non può esserci spot migliore del mostrare quanto questo strumento possa essere impattante sul successo del nostro sito web.