Social Workout, l'allenamento che corre sul web

Fare attività fisica, seguire uno stile di vita salutare ed una giusta alimentazione sono tre aspetti che dovrebbero far parte del lifestyle di ogni persona, ma non è sempre così facile seguire le buone intenzioni: troppo lavoro, troppo poco tempo, poca motivazione, ma sopratutto magari poca voglia di fare tutte queste cose da solo.

E poi, troppo tempo passato davanti al pc, per lavoro, studio e svago. E se questi momenti diventassero l’occasione per organizzare l’allenamento, pianificare la propria dieta settimanale e confrontarsi con gli amici? Questa l’idea di Social Workout, che dal claim “the state of the art in beating inertia” chiarisce immediatamente la sua mission: utilizzare il web 2.0 per organizzare sfide di gruppo o individuali, su sport e alimentazione, stabilire obiettivi e condividere l’ esperienza ed i propri successi con i propri contatti.

Il primo passo è effettuare la registrazione, o accedere con il proprio account Facebook. Pochi click per completare la procedura e ritrovarsi nella propria Home Page in cui vengono riassunte tutte le informazioni relative alle attività,  sfide e obiettivi che possono essere aggiornate e condivise nel newsfeed con i nostri followers. E poi non resta che scegliere tra tre diverse attività:

Goal, un obiettivo preciso, come correre un tot di km in un giorno o in una settimana,  non bere caffè e non mangiare dolci per altrettanto tempo o perdere 3 kg: si potrà vedere l’elenco di altri utenti che condividono lo stesso obiettivo e conoscere la loro percentuale di impegno, cioè quanto manca per raggiungerlo, ma anche un log con le statistiche di tutti i propri goals. E se non si ha un idea ben precisa, si può dare uno sguardo ai goals suggeriti ed a una lista di attività.

Challenge, si tratta invece di una sfida di gruppo, condivisa da più utenti, ed è il core di Social Workout. Si può cercare tra le sfide già attive, o crearne di nuove e sicuramente alcune lasciano davvero a bocca aperta per a loro originalità!.

Super Challenge è destinato, invece, solo ha chi ha davvero una volontà ferrea e vuole raggiungere più obiettivi insieme o prendere parte a più sfide. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare!

Tutte queste attività possono essere create direttamente dall’utente, condivise ed è possibile, ovviamente unirsi ad altri gruppi. La funzione Team, inoltre, permette di creare una squadra coinvolgendo amici, colleghi, parenti, etc, oppure richiedere di partecipare a un gruppo già creato per prendere parte a emozionanti sfide Team vs Team. E’ il caso di dire, “quando l’unione fa la forza”!

Non c’è ancora un app mobile, per iPhone o Android, ma si possono conoscere le ultime news sulla FanPage di Facebook o sul Blog, ancora in beta.

Me on The Web di Google: ecco lo strumento per gestire la tua reputazione


 

Quante volte avete temuto che i vostri dati personali potessero girovagare per la rete?Adesso potete star tranquilli, arriva in vostro soccorso la nuova funzione di Google, Me on The Web, che offre la possibilità a chiunque abbia un account google, di controllare quali sono le proprie informazioni personali reperibili sul web, permettendo di tutelare la propria reputazione online da eventuali diffamazione e fughe d’informazioni.

La funzione è integrata all’interno della dashboard di Google: per utilizzarla è sufficiente inserire i propri dati personali, a quel punto Google analizzerà costantemente tutti i dati inerenti alla vostra persona, inviando degli alert via email che vi aggiorneranno sulla vostra reputazione online. Gli avvisi saranno creati ogni volta che le vostre informazioni personali saranno pubblicati da qualche parte in rete.

L’ultimo tool di Google mette a disposizione degli utenti una guida, che da indicazioni su come intervenire nel caso vengano individuati contenuti personali non graditi.
L’obiettivo di Me on The Web è dunque quello di aiutare gli utenti Google a tutelare la propria immagine, andando a colmare le lacune delle impostazioni sulla privacy, che spesso appaiono troppo permissive.

Generazioni a confronto, prima e dopo Facebook [VIRAL VIDEO]

Questi ragazzi hanno già prodotto diversi video, che ottengono sempre molte visualizzazioni. Abbiamo deciso di pubblicare l’ultimo dei loro filmati, in particolare, per due motivi: in pochi giorni ha ottenuto decine di migliaia di contatti, candidandosi a video virale, ma soprattutto perché si ricollega ad un video che Ninja Marketing vi ha proposto la scorsa settimana, “Vivere online non sempre è social“. Simili perché entrambi affrontano, sebbene da due punti di vista differenti, la tematica della socializzazione post-Facebook.

Questa volta sono dei ragazzi, molto giovani, ad ironizzare su come in pochi anni sia cambiato il modo di relazionarsi agli altri, al mondo stesso, e in un certo senso anche di crescere. Forse è un pò esagerato pensare che Facebook rovini la gente, ma la domanda che fa da filo conduttore del video è davvero interessante: cosa c’era prima di Facebook?

Comunque la si pensi, davvero complimenti a questi ragazzi, che in chiave ironica hanno prodotto un video che contiene una riflessione ben precisa, soprattutto se pensiamo che fanno parte di una generazione spesso accusata di essere prigioniera dei social network, e per questo, poco creativa e produttiva.

Genie mp3: il player che riproduce la musica in base all'umore

L’idea è interessante, magari può allietare davvero le giornate storte oppure tirarci su di morale. Anche se mi rimane difficile capirne il funzionamento.

Si perché il designer coreano Kim Ji Youn ha realizzato un concept di lettore mp3 che riproduce la musica in base all’umore delle persone. Nessun attacco o sincronizzazione richiesta, in base a cosa capta l’umore? 🙂

Sicuramente il design è unico, con la forma conica che aiuta ad irradiare il suono e ad eliminare le casse tradizionali.

Aspettiamo delucidazioni e prezzo, soprattutto. 🙂

Il Making Of del Mountain Dew Skate Pinball [VIDEO]

In una competizione di Skate quello che conta di solito sono i trick che si riescono a portare a termine e la classe con cui li si conclude.
Poche volte accade che vi sia una particolare attenzione all’ambientazione del park per la disputa.
Ebbene, questa è una di quelle rare eccezioni!
Per l’occasione è stato allestito un pinball gigante con tanto di rampe e rail dove i concorrenti potranno sfidarsi e mostrare le loro capacità.
Il video (in time lapse) ci mostra in pochi minuti il lavoro di 17 giorni per terminare l’impresa.

Com'è nato il Nokia N9

Nuovo arrivato in casa Nokia, l’N9!

Sarà disponibile nei negozi tra qualche mese, ma ha già fatto parlare di sè al Nokia Connection 2011 di Singapore. In particolare, sembra che sia il primo smartphone di casa Nokia ad avere un design decente dopo un po’ di anni, perchè è tutto studiato appositamente per valorizzare la marcia in più che dovrebbe avere questo nuovo apparecchio rispetto agli altri: in pratica si può fare quasi tutto con un solo gesto, un semplice scorrimento del dito!

Ma chi sono io per raccontarvelo quando può farlo direttamente Marko Ahtisaari, che oltre ad avere un cognome impronunciabile è anche il Vice Presidente senior del reparto Design in casa Nokia? Il video di presentazione è anche molto suggestivo, eccolo qui:

Immagino però che se non masticate l’inglese ci avrete capito poco e niente, e da bravo ninja vi ho fatto la traduzione integrale.

“Ogni tanto arriva un prodotto che cambia la percezione di come usiamo la tecnologia, quanto può sembrare naturale. Volevamo progettare un nuovo modo di usare il telefono, e si tratta di un solo semplice gesto: uno sfioramento.

In un’applicazione, sfiorare qualsiasi lato dello schermo vi porta all’Home. Senza bisogno del tasto Home, questo schermo grande quanto il telefono ha più spazio per far risplendere le applicazioni, ed è incredibilmente facile da usare.

Abbiamo guardato alle cose più importanti che le persone hanno bisogno di fare con il telefono tutti i giorni: usare le applicazioni, ricevere notifiche e passare da un’attività all’altra. Per ognuna di queste abbiamo disegnato una schermata home.

La prima è dove si lanciano e si organizzano le applicazioni, la seconda raccoglie tutte le notifiche e i feed dei social network nella stessa schermata, è un modo semplice e veloce di essere sempre aggiornati. E la terza schermata visualizza tutto quello che avete fatto di recente, tutte le applicazioni in tempo reale, pronte a farvi riprendere dal punto in cui avevate lasciato: questo è il miglior multitasking su qualsiasi telefono.

Vado orgoglioso specialmente della fattura di questo design: il corpo è fatto con una fresa di precisione da un singolo pezzo di policarbonato che sfuma impercettibilmente in un bellissimo vetro curvo. Il display nero laminato permette ad ogni cosa di fluttuare sullo schermo.

L’N9 ruota intorno al rendere le cose più semplici, seguire i social network, navigare sul web o usare le migliori mappe in circolazione. E’ tutto qui, lontano solo uno scorrimento.”

Sarà disponibile, come avrete visto dalle immagini, nei colori nero, ciano e magenta.

Se siete interessati alle schede tecniche chiedete pure alla sezione mobile :), ma posso dirvi che avrà una fotocamera da 8 MegaPixel, sarà disponibile nelle versioni da 16 e 64 GigaByte di memoria ed utilizzerà il sistema operativo MeeGo. Insomma, un prodotto all’insegna della semplicità. Che ve ne pare?

Nokia è veramente morto? [Infografica]


Siamo proprio sicuri che il gigante della telefonia Nokia sia proprio morto? E’ presto per celebrare un funerale: godetevi questa infografica perchè l’azienda finlandese è ben lontana dalla tomba!

 

Hackmeeting 2011: via all’apprendimento collettivo [EVENTI]

hackmeeting_2011

Cominciamo con il dare le uniche indicazioni certe di questo evento.
Da Venerdì 24 a Domenica 26 giugno 2011. Firenze. Csa Next Emerson, via di Bellagio 15.
Di cosa stiamo parlando??? Signori ecco arrivato il momento di HACKMEETING 2011.
Ora capirete che il“certe” del primo rigo connotava un evento in continua evoluzione!!!
Come ogni anno, infatti, l’attivissima comunità hacker organizza un incontro di controcultura per scambiarsi idee, suggerimenti e per condividere momenti indimenticabili.

Tutto assolutamente in autogestione.
Durante l’anno, infatti, neanche a dirlo, i smanettoni si tengono in continuo contatto tramite mail, post, piccioni viaggiatori virtuali e quant’altro. Ma poi arriva un momento in cui bisogna mischiare i sudori, riempire il quotidiano collettivo.

E quindi meeting…..
Una tre giorni pienissima di cose interessanti…ci vuole una super forza, e non solo mentale per stare dietro a tutto, quindi, cominciate a fare flessioni ed allenate i polmoni.
I seminari sono tanti: si parlerà di tecnologie, connettività, hardware ma anche di temi legati al sociale e all’uso politico dei nuovi media. L’elenco completo (sin qui, con gli hacker è tutto in continua evoluzione) lo trovate qui.
Ma questo non è un incontro per “soli smanettoni”; sono previsti, infatti, una serie di incontri warm-up di avvicinamento all’hackmeeting.

Le attività non conoscono tempo e spazio, notte o giorno, qui o lì, è tutto possibile. Quindi chiaritevi bene le idee su cosa volete fare prima di andarci…dopo sarebbe troppo tardi l’emozione di assistere a tanta vivacità culturale potrebbe farvi indebolire le coronarie e annebbiarvi il cervello!

hackmeeting_2011E se fino a questo punto avete immaginato la comunità hacker come dei duri impenitenti che non hanno rispetto di nulla …bhè vi siete sbagliati venite a dare un’occhiata e scoprirete che si cibano di focaccine autoprodotte e scolano bicchieri ecologici in un’atmosfera che sa più di allegro convivio che di covo piratesco.

Certo non pensiate che prima di andare a letto si rimbocchino le copertine a vicenda però. Si può dormire dove si vuole, come si vuole e con chi si vuole. Il Next Emerson è immerso in un ampio giardino alberato dove si può piantare la tenda e dormire se si ha voglia e tempo. La notte, infatti, non spegne affatto i riflettori, anzi. Le ore si animano di seminari in penombra dal sapore di sogno collettivo, si gioca, si balla, ci si diverte insomma.

Come detto l’evento è completamente autogestito, non ci sono organizzatori e fruitori ma solo partecipanti che possono proporre nuove attività.

Chiaramente l’ingresso è gratuito, all’entrata ci sarà una sottoscrizione libera per contribuire alle spese di organizzazione dei tre giorni e del warm-up.

Per ulteriori info fatevi un giretto qui.

Foursquare: i brand manager adesso possono modificare le pagine

Torniamo a parlarvi di Foursquare e delle sue brand page perché ci sono novità in vista.

All’inizio erano semplici pagine, di poco più strutturate rispetto a una pagina utente. Avevano un header in alto e una box sulla destra in cui veniva inserita una breve descrizione del brand e si diceva a grandi linee come si poteva restare in contatto tramite Foursquare con il brand stesso.

Pian piano le brand page si sono evolute, ma i gestori della pagina dovevano sempre rivolgersi allo staff di Foursquare per poter modificare il box informativo e l’header.

Ma tutto questo rappresenta ora il passato. Forte dell’importanza sempre maggiore che i brand danno alla geolocalizzazione – e al social network che su questo tema ha fatto il suo core business -, Foursquare ha, infatti, da poco lanciato un tool che permette ai gestori della pagina di un brand di fare le modifiche in piena indipendenza dallo staff di Foursquare.

Dalla pagina delle impostazioni è possibile ora caricare una nuova immagine per l’header, modificare la descrizione e molto altro.  Il geo-social network ha, inoltre, deciso di standardizzare il formato del box contenente la descrizione. Ci sarà il posto per il titolo in grassetto, una descrizione, un link all’account Twitter del brand e, infine, ci sarà la possibilità di inserire fino a 3 link (per il sito, la pagina di Facebook, etc).


Quest’evoluzione della brand page ha come principale obiettivo quello di dare una maggiore flessibilità ai brand nella modifica dei loro contenuti su Foursquare ma anche – cosa non da poco – ridurre la mole di lavoro che lo staff di Foursquare si è trovato a dover gestire, manualmente, con il boom di richieste da parte dei brand per poter cominciare a promuovere la propria attività e creare promozioni ad hoc su Foursquare.

Siamo sicuri che questi cambiamenti, senza dubbio miglioramenti non di poco conto per coloro che gestiscono una brand page, sono il segnale che i numeri del fenomeno della geolocalizzazione continuano a crescere (vedi anche: “Foursquare ha superato i 10 milioni di utenti [INFOGRAFICA]“), così come aumentano i brand che fanno richiesta per aprire una propria pagina su Foursquare.

Nei giorni scorsi, infatti, Pubblicità Italia ha riportato i dati di una recente ricerca Gartner (vedi anche Il Boom del Mobile Advertising), da cui emerge, come sostiene Stephanie Baghdassarian – research director di Gartner –, che i brand apprezzano sempre di più il geo-local-marketing e l’adv ad esso collegato perché permettono un coinvolgimento degli utenti in modo più mirato.

E come abbiamo ricordato pochi giorni fa su Ninja Marketing (vedi anche Gamification: Fabio Viola ne parla su Ninja Marketing)  il tema della Gamification contribuisce a dare al tutto il senso di sfida che tanto ci fa divertire.  Come sanno bene i Foursquare addicted… procacciatori di badge e conquistatori di majorship a suon di check-in 🙂

Social network di quartiere: OhSoWe e NeighborGoods

Anche per chi vive lungo lo stesso isolato, comunicare online può risultare decisamente più comodo. Nascono così piattaforme dedicate alle pratiche di social networking tra vicini di casa e persone che vivono nella stessa area. Noi di Ninja Marketing vi abbiamo già parlato di EveryBlock, social lanciato da MSNBC.com, realtà operativa nel settore del giornalismo online.

Oggi vorremmo parlarvi di due nuovi social network nati negli Stati Uniti, OhSoWe e NeighborGoods. Entrambi sono accomunati da un’idea di fondo molto semplice: quante volte ci capita di avere bisogno di oggetti o strumenti che adoperiamo solo per poco tempo? E quanti invece giacciono inutilizzati nelle nostre cantine o soffitte? Allora, perché non metterli a disposizione di tutto il vicinato?

Condividere l’uso di alcuni oggetti può aiutare a risparmiare denaro, risorse e può contribuire a rafforzare i legami di quartiere: partendo da questi presupposti, NeighborGoods offre uno spazio virtuale in cui è possibile proporre gli articoli che si ha intenzione di mettere a disposizione della comunità e, viceversa, trovare quelli di cui si ha bisogno, classificati in base alla categoria merceologica cui appartengono e la zona geografica in cui è possibile reperirli. Si tratta, sempre e comunque, di un prestito, e i proprietari dei vari utensili possono decidere se fornirli gratuitamente o farsi pagare una somma, se condividerli solo con i propri conoscenti oppure tutta la comunità. Gli utenti possono inoltre creare dei gruppi dedicati (pubblici o privati), operazione, questa, per cui NeighborGoods richiede il pagamento di una somma che va dai 6 ai 36$ mensili. L’iscrizione alla community è invece assolutamente gratuita.


Se NeighborGoods si focalizza sullo scambio di oggetti, OhSoWe, creato dal fondatore di OpenTable, Chuck Templeton (insieme al co-founder Arun Sivashankaran), oltre a facilitare la condivisione di strumenti, incoraggia la discussione e il coinvolgimento su base locale. Il sito si compone di tre sezioni: Neighbors, Communication e Shareables. Neighbors include gli elenchi di persone che vivono vicino (il cui indirizzo è verificato da OhSoWe), Communication è una bacheca pubblica a disposizione dei vari Neighborstead (gruppi che è possibile creare all’interno della community sulla base non solo della distanza geografica, ma anche degli interessi condivisi o di iniziative portate avanti in maniera congiunta), mentre Shareables è lo spazio dedicato allo scambio vero e proprio.

Pare, insomma, che il martello che ci serviva a puntellare la nostra libreria o il tavolo da giardino adatto al barbecue della domenica si possano reperire con semplice click. Non ci resta che vedere se i vicini di casa avranno voglia di prestarci i loro attrezzi o i loro mobili da giardino.