Google+: il nuovo social network di Big G sfida Facebook [BREAKING NEWS]


Dopo vari rumors, dichiarazioni e smentite, l’annuncio ieri sul blog ufficiale della casa di Mountain View: “We’d like to bring the nuance and richness of real-life sharing to software. We want to make Google better by including you, your relationships, and your interests. And so begins the Google+ project”.

Dopo più di tentativo di scarso successo come quelli di Google Wave e Buzz, l’introduzione di Google+1 e del servizio di ricerca What do you love?, Big G lancia un progetto che è una vera e propria sfida dichiarata a Facebook. La battaglia si gioca soprattutto sul campo della privacy, un po’ bistrattata dal social network di Zuckerberg e che invece Google promette di aiutarci a salvaguardare.

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Ecco le sezioni che compongono Google+:

Circles: il concetto di “cerchia di amici” applicata al software, permette di raggruppare i propri contatti in diverse categorie e scegliere con quali di queste condividere un certo tipo di informazioni

Sparks: genera un feed di contenuti altamente provenienti da tutta la rete riguardanti gli argomenti che sono stati aggiunti ai propri preferiti

Hangouts: una sorta di video chat che combina l’incontro casuale con il video in diretta multi-utente.

La versione +Mobile, disponibile su Android Market e sul Web per cellulari (e presto nell’App Store), comprende:

Location: permette di aggiungere la propria posizione geografica ad ogni post

Instant Upload: aggiunge istantaneamente le foto appena scattate a un album privato sulla cloud e le rende disponibile su tutti i dispositivi dell’utente

Huddle: un sistema di messaggistica di gruppo.

Al momento Google+ si trova in fase di test, denominata Field Trial, ed è disponibile (come ormai di consueto) solo su invito. La strategia di Big G è sempre stata quella della sperimentazione, con numerosi lanci di prodotto che si è cercato di testare direttamente sul mercato.

E voi, siete già a caccia della vostra Google+ Invitation?

I migliori giochi per Ps3, Xbox e Pc: Call of Duty Black Ops

Il Videogioco “Call of Duty: Black Ops” è un conclamato gioco di guerra (sviluppato da Treyarch e pubblicato da Activision Blizzard) uscito negli USA ed in Europa il 9 Novembre 2010.

Appartiene allo specifico genere FPS (First-person Shooter, ossia Sparatutto in Prima Persona) di matrice bellica.
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Le vicende storiche sono incentrate negli anni ’60 all’inizio della Guerra Fredda, in cui si potranno rivivere tutta una serie di operazioni militari, che cercheranno di sabotare le mire espansionistiche dell’Unione Sovietica e nel cercare di cambiare parte della storia dei suoi alleati, come la Cuba del giovane Fidel Castro, svolgendo anche una buona parte della sua storia direttamente nel pericoloso Vietnam, per evitare infine l’invasione dei sovietici ai danni dell’America presieduta da John F. Kennedy,

I giocatori nella modalità giocatore singolo prenderanno le parti di 2 personaggi principali: Alex Mason (Capitano dei Corpi Speciali MACV-SOG) e Jason Hudson (Agente speciale CIA).

7° capitolo della serie Call of Duty, nel 2010 “Black Ops” è stato (secondo il Guinnes World Records) il gioco più venduto di tutti i tempi incassando ben 650 milioni di dollari a soli 5 giorni dal suo rilascio e superando il miliardo di dollari qualche giorno prima di Natale.

Il videogame è strutturato da una campagna offline single player insieme alla modalità multigiocatore competitiva più anche una “campagna cooperativa zombie”.

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Disponibile in lingua italiana, per PS3, Xbox 360, PC,  Wii e DS.
Nella versione PC necessità dei seguenti requisiti minimi: Sistema operativo Windows Vista/XP/7; 2 GB di Ram; Processore Intel Core2 Duo E6600 o AMD Phenom X3 8750; Spazio su disco di 12 GB; Scheda Video con Shader 3.0 e 256 MB NVIDIA GeForce 8600 GT o ATI Radeon X1950Pro; Audio con DirectX 9.0c.

Segnaliamo che sullo store online nazionale di GameStop si presentano tutt’oggi i seguenti prezzi: a 59.98 euro, l’edizione base per PC e Wii, disponibile però in pochi pezzi; a 49.98 euro l’edizione base per PS3, disponibile sempre in pochi pezzi, e per Xbox 360.

Mentre a 39.98 euro l’edizione base per DS, ma al momento non disponibile; a 89.98 euro la Hardened Edition: l’edizione limitata per Xbox 360 e PS3, che comprende una speciale medaglia, l’esclusivo completo speciale per l’avatar su Xbox LIVE o PlayStation Home, più 4 mappe giocabili in cooperativa.

Per gli appassionati più incalliti a 149.98 euro la Prestige Edition: l’edizione speciale sempre per Xbox 360, al momento non disponibile, e per PS3, che comprende il vero modellino radiocomandato del veicolo di sorveglianza RC-XD  (con schermo TFT retroilluminato da 2 pollici 220×176 incorporato sul radiocomando, audio e video trasmessi al radiocomando fino a 60 metri di campo), insieme a tutti i contenuti della Hardened Edition).

E’ opportuno sottolineare come il brand “Call of Duty: Black Ops” presenta oggi ben 8 milioni e mezzo di fan su Facebook.

Numeri da record per un videogame da record.

Un titolo violento che sa mostrarci, senza mezze misure, come sia  fin troppo facile per i gamers dei giorni nostri “sparare” ai propri nemici virtuali nel cruento campo di battaglia.

Titolo che dall’altro canto ha saputo mostrare al meglio un dettagliato comparto grafico 3D nella gestione delle luci e nella profondità visiva, con realistiche esplosioni e armi molto dettagliate. Il tutto intervallato da superbe scene cinematografiche, facendo anche uso della tecnologia motion capture (molto simile a quella utilizzata nel film Avatar di James Cameron) per rendere al massimo la maggiore espressività dei volti dei personaggi.

Inoltre da martedì 28 Giugno 2011 è disponibile in anteprima su Xbox LIVE la 3° espansione ufficiale di Black Ops: “Annihilation”. Dopo “First Strike” (1 Febbraio 2011) ed “Escalation” (3 Maggio 2011).

Acquistabile per 1200 Microsoft Points (14 euro circa). Presto disponibile pure per PS3 e PC.

Questo nuovo pacchetto di contenuti giocabili (detti “DLC”) contiene 5 nuove mappe: “Hangar 18” (all’interno della base militare segreta Area 51), “Drive-In”, “Silo” (ambientato in una base missilistica sovietica segreta) e “Hazard” (le 4 mappe multigiocatore) e “Shangri-La” (l’ultima nuova ambientazione per combattere gli zombi in una giungla esotica).
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Non resta che aspettare  l’8 Novembre 2011 per il nuovo titolo della saga Call of Duty, chiamato: “Modern Warfare 3”.. sarà anch’esso un videogame da record d’incassi?

Stay Tuned..   😉

Il Papa e il suo primo tweet

Se è vero che non si può non comunicare e soprattutto che se non si comunica c’è il rischio che qualcun altro lo faccia per noi, la scelta di Papa Benedetto XVI di twittare ha perfettamente senso.

Del resto ci sono da tempo account falsi di Joseph Ratzinger su Twitter. E poi se lo fa Obama perché lui dovrebbe esimersi? In fondo si tratta sempre di un capo di stato, che come ha spiegato al Corriere vuole “essere là dove gli uomini si trovano“, così come le aziende dovrebbero essere là dove ci sono i consumatori, e i politici là dove ci sono i cittadini.

E così lui da ieri ha inizio a benedirci anche su Twitter e noi potremmo avere la nostra dose di religione quotidiana comodamente attraverso il sito di microblogging, magari tra lady Gaga e Perez Hilton.

Ecco il primo tweet del Papa. Era indeciso tra i due punti e la virgola. Perfezionista.

Il tutto coincide con il lancio del portale ufficiale della Santa Sede, The Vatican Today in cui trovate anche gli altri canali social, Youtube, Flickr e naturalmente Facebook. Insomma se c’è sempre una buona scusa per non andare a messa la domenica, non ci sono più scuse per non seguirlo.

Ecco il video dal canale Youtube del Vaticano che testimonia lo storico evento:

I 15 Viral sui gatti che rendono fieri di avere un cane [VIRAL VIDEO]

I gatti sono indubbiamente le stelle di Youtube.
E c’è chi per celebrarli ha deciso di creare questa Top 15 dei video più visti di sempre e con le gag
più spettacolari.

Se ne vedono di tutti i colori: gatti che suonano il piano, gatti super affamati , gatti che saltano fuori dalle scatole come ninja,gatti intenti a guardare la tv…
Insomma, tutti i video che,a guardarli, ti fanno sentire fieri di avere un cane !

Ecco la top 14 in ordine decrescente (il 15° è in testa al post !):

Visto Qua

Perché la tenerezza è virale [TREND]


Devo smetterla. Devo smetterla. Ormai ho bisogno di una dose ogni giorno. In un angolo del mio schermo c’è sempre una piccola finestra aperta con il video di un gattino che scivola a testa in giù lungo un pendio. Oppure quello del cucciolo che ha un incubo. Se faccio i conti, in tutto il tempo passato a guardare video come questi avrei potuto scrivere una trilogia di romanzi.

La blogger Dory Cann-Harris racconta sull‘Observer della sua morbosa passione per il grande culto collettivo di questi anni: i video che ritraggono piccoli animali in atteggiamenti buffi o singolari. Una vera e propria mania di massa, un fenomeno senza precedenti e assolutamente affascinante per quanto concerne le dinamiche della comunicazione viral. Al momento, per fare un esempio, il breve video di un cucciolo di panda che starnutisce conta 106 milioni di visualizzazioni: i direttori creativi di tutto il mondo ammazzerebbero per numeri così.

http://www.youtube.com/watch?v=FzRH3iTQPrk&feature=player_embedded

Quelli di maggior successo sono ovviamente i video in cui i cuccioli assumono comportamenti che riconosciamo come umani: un pinguino che gongola mentre viene grattato affettuosamente oppure un cagnolino che fissa pensierosamente uno specchio. Piccoli, teneri e un po’ umani. Come se fossero cartoni animati.

http://www.youtube.com/watch?v=0pK8dplyTHM&feature=player_embedded

La scienziata dell’evoluzione Marina Cords, riprendendo le teorie di Lorenz, ha spiegato che a rendere queste immagini così irresistibili sono proprio i tratti infantili dei corpi degli animali (testa e occhi grandi, faccia rotonda), caratteristiche somatiche che innescano istintivamente un desiderio di affetto, possesso e protezione. Degli studi del 2009 hanno inoltre dimostrato che il cervello di un adulto, nel momento in cui si concentra su un bambino, rilascia determinate sostanze chimiche che generano piacere. E’ la prova definitiva: i cuccioli generano dipendenza.

Eppure restano dei motivi di perplessità. Innanzitutto di tipo animalista. La condivisione globale di questi video ha determinato negli ultimi anni un’enorme richiesta di cuccioli in tutto il mondo. Un mercato impazzito in cui gli animali vengono spesso allevati e venduti in condizioni precarie. E sono molti quelli che muoiono nei trasferimenti da una sede all’altra.
Poi ci sono gli scrupoli, diciamo così, morali. Far indossare un tutù ad un cane appare obiettivamente una patetica forma di sadismo. E in generale sono molti i video in cui gli animali vengono costretti ad acrobazie e stranezze al solo fine di “spremere” tenerezza a tutti i costi, trattando i cuccioli da inconsapevoli fenomeni da baraccone. La cute-dipendenza genera mostri: non staremo esagerando?

Pubblicità vintage per tecnologia moderna

Vintage: attributo che definisce le qualità ed il valore di un oggetto prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e che può altresì essere riferito a secoli passati senza necessariamente essere circoscritto al Ventesimo secolo. Gli oggetti definiti Vintage sono considerati oggetti di culto per differenti ragioni tra le quali le qualità superiori con cui sono stati prodotti, se confrontati ad altre produzioni precedenti o successive dello stesso manufatto, o per ragioni legate a motivi di cultura o costume. (cit. Wikipedia)

Ma come sarebbero stati i manifesti pubblicitari dei nostri Social Network preferiti, oppure quelli di un MacBook o della Playstation 3 se fossero stati realizzati cinquant’anni fa? Su worth1000.com si sono divertiti ad immaginarli, e a giudicare dal risultato direi che sarebbero stati proprio spettacolari. Vi lascio alla carrellata di immagini, buon divertimento!

 

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5 mosse per convertire intefacce IOS in Android UI

Grazie al recente enorme successo di Android, molte software house stanno convertendo le loro applicazioni sviluppate per iPhone in modo da renderle disponibili anche sul market di Google. Quanto è complicato questo procedimento? Quanto lavoro potrebbe richiedere? Vediamo cinque semplici mosse.

1 – I bottoni devono rimanere in alto

E’ importante considerare che i device  Android hanno alcuni pulsanti touch-fisici, montati proprio nella parte inferiore del telefono. Questa caratteristica comune rende molto difficile la navigazione all’interno di un app se i comandi a schermo vengono inseriti in fondo: si rischia ogni volta di toccare quelli fisici per errore.

2 – Non sono necessari bottoni per tornare indietro

Chi usa un android, ha a disposizione un pulsante per tornare indietro direttamente sul device, molto comodo e usato. Dunque non è necessario mettere dei pulsanti per tornare indietro nell’interfaccia grafica.

3 – E’ bene usare le icone di Android

Per tutti le operazioni più comuni, Android fornisce un set di icone gratuite. Ne è un esempio il pulsante “share” rappresentato dalle due frecce divergenti. Gli utenti usano e si aspettano questo tipo di icone, che dovrebbero essere presenti, se necessarie, in ogni app. Si dovrebbe scegliere di creare icone creative solo in applicazioni che ne possano trarre un reale vantaggio, maggiore rispetto all’incremento di usabilità dato dall’uso di elementi familiari.

4 – Android’s Intent al posto di interfacce specifiche

Si tratta della funzione che permette, attraverso un solo pulsante, di collegare le funzioni di altre applicazioni a quella che stiamo visualizzando. L’esempio più comune è il tasto “share via…” che una volta attivato mostrerà diverse opzioni, come Facebook, Twitter e altri. Il vantaggio chiaro di questa funzione è risparmiare all’utente diverse mosse per eseguire la stessa azione.

5 – Usare le action bar è una buona idea

Essendo la funzione più identificabile di Android, usarla renderà la vostra App immediatamente riconoscibile come membro della famiglia del robottino verde. L’abitudine degli utenti a usarle e l’icremento dell’usabilità fanno delle action bar una buona scelta. A ogni modo, si tratta di una modifica all’interfaccia che deve comunque essere pensata per incrementare l’user experience.

Conclusioni

Teniamo certamente conto del fatto che una conversione non sarà mai allo stesso livello di un app completamente creata per un sistema specifico. Queste cinque mosse, possono rappresentare un modo rapido per raggiungere velocemente il market di android, magari in attesa di una versione della vostra app dedicata, ma per creare una vera user experience sarà necessaria una seria pianficazione.

Luca Conti, il primo blogger italiano embedded in Afghanistan

Il noto blogger italiano Luca Conti, giornalista de Il Sole24Ore e di Pandemia, in questi giorni è in viaggio in Afghanistan al seguito delle truppe NATO in veste di blogger embedded, il primo in Italia.

Lo scopo del reportage, come racconta lui stesso in un suo post su Pandemia, è quello di visitare “i cosiddetti PRT, Provincial Reconstruction Team, ovvero gruppi di lavoro promossi dalla NATO (e dal governo USA) e composti da militari, diplomatici ed esperti con l’obiettivo di agevolare la ripresa post bellica in aree instabili.

Curioso, non trovate?

Eppure non è il primo caso di giornalisti indipendenti invitati ad accompagnare per un certo periodo le truppe regolari nelle operazioni belliche: fin dalla seconda invasione in Iraq, la Rete ha infatti giocato un ruolo determinante nel racconto della guerra.

Per questo, negli ultimi anni giornalisti “non convenzionali” come Luca sono stati chiamati a fare una cronaca di cosa capiti in scenari bellici simili al paese asiatico.

I blogger embedded sono invitati a raccontare quello che Luca indica come “l’altro lato della medaglia”, ossia i successi in ambito civile di una delle guerre più controverse e cruente degli ultimi 40 anni.

Gli strumenti per la cronaca di questo viaggio tutt’altro che facile sono il suo blog, http://www.pandemia.info/, ma anche – e forse questa è la parte più interessante – i suoi profili Facebook e Twitter, oltre che dal suo album fotografico di Flickr (di seguito, uno scatto opera dello stesso Luca Conti!).

Documenti e testimonianze autentiche e non censurabili, spiega il blogger marchigiano nella presentazione di questa missione, nello spirito del giornalismo embedded indipendente: lo stesso comando NATO ha assicurato massima libertà d’espressione e di cronaca, proprio per non alimentare dubbi che il racconto inviato dal Fronte sia pilotato e parziale.

I canali social di Luca agevoleranno la diffusione delle informazioni, confermando quella funzione sociale e informativa che sempre più ci stiamo abituando ad attribuire ai vari social network che adoperiamo ogni giorno per comunicare.

Luca rimarrà in Afghanistan diverse settimane: se volete scoprire “l’altro lato della medaglia”, non vi rimane che connettervi!

The Italian Experience: l'emotional engagement di Lavazza

Continua e si arricchisce sempre più l’iniziativa di consumer engagement The Italian Experience di Lavazza.

La piattaforma digitale ideata e gestita da Bright.ly mira a creare una vera e propria community in cui stranieri e italiani si possano confrontare su tutto ciò che riguarda il Made in Italy.
Una modalità 2.0 oriented per rafforzare le conversazioni attorno al lifestyle italiano, le passioni, l’amore, l’amicizia, il cibo, il divertimento e molto di più.

Ma spieghiamo meglio le modalità di questa seconda edizione de “The Italian Experience”:

Verranno scelti 2 protagonisti stranieri i cui video richiesta saranno in evidenza sul sito ufficiale e su Facebook e Twitter. A questi potranno rispondere attraverso video creativi e originali i membri italiani della community.

Il video risposta dell’italiano più votato vincerà un viaggio per due persone a New York o a Londra, ma soprattutto incontrerà il protagonista straniero e lo condurrà in un intenso ed emozionante viaggio alla scoperta dell’autentica cultura italiana.

Gli incontri verranno documentati e pubblicati in forma di episodi (per vedere i quattro episodi del 2010 clicca qui).

Novità principali di questa seconda edizione:

– Un sito web completamente rinnovato
– Un solo “video richiesta” alla volta in evidenza
– Protagonisti stranieri da tutto il mondo e non solo dall’Europa
– Integrazione totale con i social media

Attualmente è stato nominato il primo vincitore di questa seconda edizione: il video risposta di Stefano a Liz da New York.

Prossima tappa italiana della troupe The Italian Experience per raccogliere nuove “risposte” alle video richieste sarà il 4 Luglio a Riccione.

Brands & Social Media: nasce l'osservatorio sulle aziende italiane

Digital PR – agenzia specializzata nello studio e nell’utilizzo delle più nuove forme di comunicazione digitale – e OssCom – centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica – hanno presentano la settimana scorsa “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”, una ricerca che “si propone come punto di osservazione sulle iniziative di comunicazione nei social media in Italia da parte di 100 aziende attraverso una mappatura analitica delle loro attività online”.

Sono stati analizzati i profili aziendali ufficiali istituzionali in lingua italiana di 100 aziende fra le più rilevanti per il mercato italiano in cinque settori: Consumer Electronics, Automobili, Banche/Assicurazioni, Retail/Grande Distribuzione e Servizi.

La ricerca ha analizzato la comunicazione sui quattro canali social più utilizzati nel mercato italiano: blog aziendali, Facebook, Twitter e Youtube.

Gli obiettivi specifici della ricerca sono: “l’analisi del grado di esposizione delle aziende sui social media; la verifica della coerenza delle iniziative proposte; l’identificazione degli spazi, delle modalità di interazione e di comunicazione con gli utenti.”

Il 22 giugno è stato pubblicato il primo report relativo al settore Consumer Electronics che comprende 20 aziende attive nella produzione di personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, televisori, stampanti e consolle per il gioco.

Da quest’analisi sono emersi alcuni trend:
•    Facebook si conferma come il luogo privilegiato per la comunicazione aziendale;
•    emerge una strategia multicanale e multimedia anche nel mondo social;
•   le aziende non si limitano a presidiare il mondo social, ma sono “attive” pubblicando almeno un post al giorno e partecipando ai dibattiti che si svolgono sulle proprie bacheche;
•    il blog aziendale perde d’importanza rispetto agli altri canali di comunicazione social.

Qui trovate l’infografica relativa al settore Consumer Electronics.

I prossimi report saranno pubblicati rispettivamente: a Settembre il settore Automobili, a Ottobre il settore Banche/Assicurazioni, a Novembre il settore Retail/Grande Distribuzione e a Dicembre il settore Servizi.

L’intero rapporto di questa prima ricerca dell’osservatorio è disponibile sul sito di Digital PR e su quello dell’Università Cattolica.