Bacardi proietta il sapore di Cuba sugli edifici di Vienna

 

Dopo le spettacolari proiezioni all’apertura del flagship store H&M di Amsterdam, torniamo a parlare del projection mapping e in particolare dell’azione ambient di Bacardi a Vienna dello scorso 28 Aprile.

Lo studio di motion graphic The Darkroom è stato scelto insieme allo studio di produzione Stargate Group e all’agenzia specializzata in social media Weare4, per promuovere in tutto il mondo la nuova campagna “Bacardi Together”.

Per farlo hanno deciso di proiettare sul Kursalon di Vienna la straordinaria visione del mondo Bacardi dei creativi Emma Wolf e Bruce Ferguson coadiuvati dal regista Nick Meikle.

Il brief chiedeva espressamente di incorporare nella proiezione una buona dose di cultura cubana, il Mojito, i Social Media e il mondo dei club.

Pensate siano riusciti a tradurre in proiezioni le richieste del brief?

 

CREDITS:

Project Manager: Alexander Tomez (Stargate Group)
Project co-ordinator London : Jonathan Urquhart (Weare4)
Darkroom Crew:
Production: Emma Wolf
Production Assistant: Ella Mizrahi
Director: Nick Meikle
Creative Director: Bruce Ferguson
Sound Design: Bobby Krlic
Animation Team: Stuart Wallace, Shaun Madgwick, Bruce Ferguson, Irrum Khan, Nicholas Meikle, Spencer [Rebeloverlay.co.uk]

Bolla finanziaria 2.0: i trend che non hai considerato [TREND]

Ultimamente si intensificano articoli e posts che ci portano a riflettere sull’ondata e l’entusiasmo innovativo che sta pervadendo i mercati, ultimo in ordine di tempo è un articolo del sole 24 ore in cui ci si chiede se il livello del flusso di investimenti dei Venture Capitalists in startup non sia l’inizio di una Bolla 2.0!
In realtà il livello di investimenti ha appena toccato un record, nei primi quattro mesi del 2011, secondo solamente al livello toccato nel 2000 alla vigilia della bolla dotcom.

Cinque miliardi e mezzo di investimenti in startup web-based da parte dei Venture Capitalist non sono una cifra trascurabile e movimentazioni di quel genere sono in grado di generare scosse critiche per il mercato.
Ciò che l’articolo però trascura, sono tutta una serie di altre forze che non si possono considerare sconnesse dalla questione bolla.
Valutare l’inizio di una bolla, semplicemente confrontando, peraltro in termini assoluti e non relativi, il livello di investimenti provenienti da VC in startup non è un metodo corretto, quantomeno non può considerarsi completo.

Gli attori di una bolla

Ci sono almeno altre 3 tendenze di mercato di cui in Ninja Marketing discutiamo già da tempo e che non si possono trascurare in analisi di questo tipo: il crowdfunding, gli investimenti bancari in startup come Facebook o Twitter, e l’eventuale comportamento dei portafogli di investimento.

Innanzitutto il crowdfunding, che sembra sia una tendenza verso la quale si vuole canalizzare l’investimento in startup.

Anche la regolamentazione della SEC statunitense stà cercando di allentare i limiti normativi per aprire a questa tecnica di ricerca di capitali, e la newsletter di Marco Magnocavallo ha analizzato il crowdfunding come tendenza in una delle ultime uscite.
Il fondamentale problema del crowdfunding per startup web-based, che si riscontra guardando la tendenza in ottica di bolla, è che l’investimento possa essere in qualche modo influenzato più da una tendenza ad essere Early Adopters di un determinato servizio che da una ricognizione vera e propria delle capacità redditizie di una startup.

Che le banche stiano decidendo di investire in aziende come Facebook o Twitter, Goldman Sachs e Jp Morgan non è più un mistero. In particolare è agevole ricordare che quando Goldman Sachs ha messo sul piatto l’operazione di investimento in Facebook ci sono state non poche controversie con le Authority di settore statunitensi, e le contrattazioni private del mercato “grigio” hanno fatto registrare un aumento di valore delle azioni di circa il 60% del prezzo di vendita, ancor prima che fossero immesse sul mercato.

E’ necessario inoltre prevedere i comportamenti dei Portafogli di Investimento che investono fondi provenienti dal risparmio privato e potrebbero considerare l’opportunità di riservare all’ambito startup anche una quota dei loro investimenti.
Considerando questi tre fattori aggiuntivi si possono intuire in modo più completo quali sarebbero i risultati di una bolla, oltre a capire come e quante possibilità ci sono che questa possa verificarsi.

Gli States aprono al Crowdfunding

A testimonianza che forse una bolla 2.0 è lungi dal verificarsi c’è invece un provvedimento, attualmente in corso di valutazione presso la SEC statunitense, che stà cercando di aprire il più possibile al crowdfunding, agendo principalmente su di un fronte: si stà cercando di innalzare il limite di 500 azionisti per l’obbligo di diffusione di dati finanziari sensibili riguardo le aziende.
Questo significa che le startup potrebbero divenire canali di investimento, senza dover adempiere agli obblighi normali cui adempiono le imprese che vogliono reperire fondi da privati.

Aumentando quel limite per le startup potrebbe essere più conveniente ricevere fondi da più azionisti con investimenti più bassi, aspetto tutt’altro che trascurabile se si considera che Facebook stà cercando in tutti i modi di tenersi sotto il limite proprio per evitare di diffondere dati finanziari giudicati sensibili.

Questo comporterebbe dunque, una riduzione delle informazioni circolanti riguardo una determinata azienda, lasciando ai manager della stessa potere discrezionale riguardo la scelta delle informazioni da divulgare o meno. Immaginate ora cosa potrebbe accadere se si applicasse questo tipo di sistema al Crowdfunding. La scarsità di informazioni potrebbe dar vita ad un meccanismo perverso in cui i fondi si potrebbero reperire occultando magari informazioni preziose. Non dimentichiamo che lo scandalo Parmalat iniziò esattamente in questo modo.

Le bolle sono sistemiche!

La bolla dipende dunque da una serie di aspettative che si vengono a creare rispetto all’andamento futuro previsto per una determinata azienda e ovviamente dalle informazioni che circolano sull’andamento corrente della stessa che possono indurre un investitore ad investire o disinvestire in questa.Nel 2000 alla vigilia dello scoppio della famosa bolla dotcom si era venuta a creare una previsione di valore troppo più alta di quello che si sarebbe potuto poi verificare nella realtà, e il valore che un investitore avrebbe ragionevolmente potuto aspettarsi dall’investimento, diveniva talmente alto quanto surreale semplicemente sulla base delle supposizioni su quello che sarebbe stato il ruolo del web nel futuro.

Al momento del formarsi della bolla dotcom, nel 2000, si consideravano sufficienti visite e permanenza dei visitatori sul portale come condizioni per generare revenues, il tempo ha dimostrato che quei parametri, in se, non sono un tratto distintivo di una startup web-based di successo, o almeno non lo sono se non li si inserisce in un contesto in cui si è in grado di far generare revenues e profitti derivanti dall’utilizzo dei servizi del portale.

La speculazione che gonfia i prezzi e crea appunto le “bolle” è di per sé qualcosa di effimero, aleatorio, che però sposta grandi quantità di denaro su titoli che non sono in grado di garantire rendimenti adeguati poiché non generano valore per il mercato, ma allo stesso tempo, le bolle sono in capaci di sottrarre risorse a quelle attività che invece si propongono di creare valore.

La ricerca sempre più attenta, quasi ossessiva di un alto tasso di crescita, nella misura in cui questo sia più alto non di un periodo precedente ma degli altri rendimenti di mercato contemporanei, ha spesso fatto credere che la ricchezza si potesse creare attraverso meccanismi di alta finanza, e sappiamo bene quanto questo tipo di teoria sia sbagliata e potenzialmente dannosa. E’ stato dannoso alla fine del 2008 quando è esplosa la bolla dei derivati, può essere altrettanto dannoso oggi.

La value proposition: medicina Ninja

In Ninja Marketing abbiamo da sempre considerato la creazione di valore quale condicio sine qua non per essere presenti ed operare in un mercato, e credo che la risposta sulla possibilità che una bolla possa riformarsi dipende proprio da questo punto.
Qualche settimana fa ho scritto un post, un piccolo HOWTO per startuppers che spiegava come testare una startup al fine di valutarne la cosiddetta “value proposition” ovvero la capacità della stessa di inserirsi in un mercato e di generare valore per il mercato intero.

Partendo proprio da quelle considerazioni ritengo che l’unico vettore di una crescita reale, anche finanziaria, sia la ricerca dell’innovazione, e che questa possa risiedere in startup che siano realmente in grado di generare prodotti e servizi innovativi attraverso business models economicamente sostenibili.
Detto questo, i Venture Capitalists hanno affilato le armi e sono perfettamente in grado di distinguere una startup innovativa, l’ombra di una nuova dotbolla è forse proprio lo sperone in grado di frenare eccessivi entusiasmi a riguardo.

Gekko Docet

Concludo con la riflessione finale del film “Wall Street, Money never sleeps”, con l’augurio che l’ondata di innovazione sia considerata una risorsa da mettere a disposizione delle popolazioni e non un sistema per far innalzare i picchi dei grafici di Bloomerg:
“Qual è la definizione di follia? E’ il ripetere continuamente la stessa azione e aspettarsi un risultato diverso. Se è così quasi tutti noi siamo folli, ma non nello stesso momento. E confidiamo proprio in questo, ma questo modo di vivere può durare se sempre più individui impazziscono nello stesso momento? Diventa, come ha detto Gordon (Gekko, ndr) sistemico, come il cancro. E poi che succede? Come ho detto, la madre di tutte le bolle è stata l’Esplosione Cambriana, è successo per caso più di 500 milioni di anni fà. Gli scienziati non si spiegano come accadde, sanno solo che fu un attimo, e da quel momemto all’improvviso apparvero milioni di nuove specie. Quindi, in questo senso, le bolle sono evolutive, eliminano il superfluo, sfoltiscono il gregge, ma loro non muoiono, tornano sotto forme diverse! E quando esplodono portano sempre a un cambiamento, dando vita ad una nuova era.”

Partecipa al contest creativo e vinci lo Sziget Festival 2011!

Cari Guerrieri,

vi ricordate che l’organizzazione dello Sziget Festival, insieme a Polkadot Magazine, L’Alternativa e noi di Ninja Marketing vi offre la possibilità di andare a Budapest?

Tutto quello che dovete fare è vincere il contest creativo: Postcards from Heaven vi chiede di creare un set di tre cartoline a tema per rappresentare lo spirito del festival… grafici, partecipate numerosi e potreste vincere un abbonamento per tutta la rassegna con annesso campeggio!

Tra l’altro, il contest chiuderà il 5 giugno, quindi non perdete tempo e mettetevi all’opera!

Quest’anno, tra gli altri, sui vari palchi ci saranno nomi del calibro di Chemical Brothers, Gogol Bordello, Smash Mouth, Sonata Arctica, Motorhead e Judas Priest, oltre ai nostri Verdena.

Insomma, si tratta di un’occasione veramente da non perdere. Potete trovare tutti i dettagli sulla pagina dedicata al contest di Polkadot e scaricare il kit per partecipare da questo link.

Per i nostri più affezionati lettori, le sorprese relative allo Sziget Festival 2011 non finiscono qui, stay tuned! 😉

Come si vota con amore? lo spiega un video! [REFERENDUM]

Un modo divertente per ricordare a tutti noi di andare a votare per il referendum del 12/13 giugno 2011.
“Gli italiani a letto… lo fanno come si deve” Sembrerebbe un amplesso che termina con un orgasmo, invece la coppietta del video sta votando con amore e trasporto i quesiti del referendum.

Non so quanti degli Italiani che voteranno “SI” proveranno la stessa emozione ma sarebbe molto divertente ascoltare simili suoni provenire dalle cabine elettorali.
Il video è stato ideato da Giancarlo Falconi e Fabio Fidanza di Macaroni Bros.

Due gustose novità per i tag su Facebook

Da qualche giorno taggare su Facebook è diventato ancora più semplice e divertente.

La prima grande novità riguarda il “Photo tagging“. Gli sviluppatori hanno reso disponibile dall’11 maggio una feature che farà felici soprattutto i grandi brand presenti sul Social Network: la possibilità di taggare nelle proprie foto (o in quelle dei propri amici) delle Facebook Page, per il momento solo appartenenti alle categorie “Persone” e “Marchi e Prodotti”, nonostante gli sviluppatori ci informino che in poco tempo la funzionalità dovrebbe essere estesa anche a tutte le altre.

Il metodo resta identico:

  • Una volta sulla foto, basta cliccare su “Tagga la foto”;
  • Nel campo “Digita un nome o tag” inserire il nome del prodotto o del personaggio pubblico che si vuole taggare (ad es: Coca Cola);
  • “Tag Completato”.

Memore dell’esperienza passata, e delle polemiche sul versante privacy, Facebook ci comunica già all’atto della presentazione di questa interessante novità che la privacy delle nostre foto non è in pericolo: anzitutto, la nostra foto nella quale è stata taggata la pagina non finirà nella bacheca della fan page, ma solo nella sezione “Foto”. Ovviamente questo se la nostra foto è visibile a tutti; se abbiamo ristretto la visibilità limitandola solo ai nostri amici, la foto non sarà per nulla visibile nella pagina taggata.

Da sottolineare la possibilità di taggare tutte le pagine dei brand e dei personaggi che appaiono nelle nostre foto anche quando non ne siamo fan. Una mossa astuta dell’azienda di Palo Alto, che migliora l’esperienza ludica lato utente e fa crescere l’opportunità di diffusione del brand lato business, in un’ottica di visibilità del marchio e di conseguente aumento dell’investimento in advertising su Facebook (basti pensare all’incredibile numero di foto caricate ogni giorno).

Seconda novità d’interesse è l’implementazione del tag senza l’ormai famosa @. La nuova funzione è case sensitive, cioè è sufficiente scrivere il nome del nostro amico in lettera maiuscola ed immediatamente ci si presenterà la lista di nomi che è possibile taggare. La vecchia chiocciola è ancora funzionante, ma la sua estinzione è prossima. In più, rispetto al passato, si potrà cancellare il cognome dal tag lasciando il solo nome, per un effetto estetico del tag migliore e più funzionale.

Il nuovo metodo di tagging è valido sia nel classico status, sia nei commenti. Anche in questo caso è possibile taggare delle Facebook Pages, ma solo se presenti tra i nostri contatti (in pratica, solo le pagine di cui siamo fan).

Birò: tecnologia e comunicazione in movimento

Quando la tecnologia incontra la comunicazione, quando l’energia pulita fa incontrare i centri storici delle nostre città. Birò è tutto questo: è il 1° scooter elettrico a quattro ruote ad emissioni zero: zero consumo di benzina, zero inquinamento.

Amico dell’ambiente e delle Zone a Traffico Limitato all’interno delle quali in molte città può girare liberamente senza restrizioni, Birò è il più piccolo veicolo elettrico a quattro ruote sul mercato, ideale per muoversi con stile nel traffico urbano.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=c721CwCqAjs’]

Ma Birò è stato valorizzato anche per altri usi, non solo quelli strettamente di circolazione. Infatti in molti casi è stato sfruttato come veicolo di comunicazione mobile e per il noleggio.
Per esempio Casa Facile, che durante il Salone del Mobile di Milano ha utilizzato Birò come mezzo green per segnalare al grande pubblico del Fuorisalone 2011 le proprie iniziative.

A Pisa, ad esempio, ad un passo dalla celebre torre, Birò Rent Pisa mette a disposizione 18 Birò, che sono l’ideale per visitare la bella città toscana in tutta sicurezza. Oltre al noleggio breve, è possibile riservarsi Birò per periodi più lunghi, in questo caso personalizzandolo e utilizzandolo come veicolo di comunicazione mobile.

Mentre a Torino è appena partito un esperimento analogo dai volumi ancora più grandi: CityGo, società che si occupa di rimessaggio, noleggio e vendita di veicoli elettrici, ha pensato ad un car sharing privato: presso la sua sede gli utenti possono parcheggiare la propria auto e noleggiare un Birò per girare liberamente in città.

Che ne pensate di questi mezzi ad energia pulita? Li sfruttereste come veicoli di comunicazione?

Umbria on the Blog premiato al FORUM PA 2011


Umbria on the Blog premiato al Forum PA 2011 di Roma: il progetto dedicato al turismo – nato due mesi fa – e promosso da Confindustria Umbria ha ricevuto ieri un prestigioso riconoscimento come uno dei sei migliori contributi nella sezione “Turismo & Cambiamento: il viaggio dell’innovazione”, promosso dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo e dal Comitato Innovazione del Ministro del Turismo, in collaborazione con FORUM PA.

La call è stata introdotta e condotta da Edoardo Colombo, Coordinatore Comitato per l’Innovazione nel Turismo – Ministro del Turismo; dopo sono intervenuti Giampietro Vecchiato e Giovanna DeGrassi, rispettivamente VicePresidente Ferpi e Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il premio è stato ritirato dall’intero staff  di Umbria on the Blog e naturalmente non poteva mancare il nostro ninja Alessio Carciofi aka Sutsukai, ideatore e project manager del progetto realizzato.

Ninja Marketing, media partner del progetto ,  ha creduto in Umbria on the blog sin dai suoi esordi in rete, apprezzandone soprattutto la dimensione social sfruttata in modo nuovo ed efficace per promuvere il territorio.

Oltre ad avere creato un intenso buzz in rete sull’Umbria e le sue bellezze, Umbria on the Blog ha il merito di aver importato per la prima volta in Italia il blogger trip,  invitando per un week end sul territorio 12 travel blogger italiani in modo “da far vivere loro delle esperienze” che potessero poi tradursi in post “emozionali” sia nei loro blog che negli altri canali social. L’iniziativa ha ottenuto un ottimo buzz nel Rete, se si contestualizza il fatto che non sono stati destinati budget ai Paid Media , ottenendo  risultati sorprendenti, al punto tale che realtà oltreconfine si stanno interessando al format.

Alessio Carciofi aggiunge:

 

“la comunicazione turistica deve cambiare perchè  la società  è cambiata e con essa il turista, riteniamo che oggi le destinazioni siano frutto di  racconti,  e comunicare un territorio vuol dire “attivare” una conversazione, non autoreferenziale ma autentica e soprattutto “orizzontale”, dove tutti siano testimoni di una destinazione attraverso i social network e gli UGC, sostituendo così i “vecchi” testimonial.  Ringrazio tutti i media partner da Trivago a Zoover, ma soprattutto Ninja Marketing che non ha esitato a “sposare ” l’iniziativa e tutto il team  che costantemente lavora al progetto con grande passione. Cambiare si può, basta volerlo”

 

Gli altri progetti premiati sono stati: “Exploro.it” del Comune di Roma, “Blue4promo” dell’Ente parco nazionale della Sila, “La gestione della reputazione online della Città di Milano: un approccio innovativo alla sentiment analysis automatizzata” del Comune di Milano, ”Leonardo e Vigevano” del Consorzio AST – Agenzia per lo Sviluppo Territoriale e “Voglio Vivere Così” della Fondazione Sistema Toscana.

 

ph credits Mario Mele e Marzia Keller

Barbie e Ken tornano insieme grazie ai social media: l'epilogo della campagna Mattel

Come alcuni di voi avranno appreso (non senza un pizzico di sorpresa), Barbie e Ken, la coppia più glamour del mondo delle bambole in plastica, si erano “lasciati” nel 2004, dopo ben 43 anni insieme. Noi di Ninja Marketing ve ne avevamo parlato un po’ di tempo fa, in occasione del lancio della nuova campagna Mattel.

In concomitanza con il cinquantesimo anniversario di Ken e della presentazione di Sweet Talking Ken, la Mattel ha dato il via a una grandiosa operazione di marketing per riunire la sua iconica coppia. La campagna, articolata intorno alla domanda “Should Barbie take Ken Back?” (Barbie dovrebbe riprendersi Ken?), si è strutturata attraverso azioni integrate online e offline. Fulcro della campagna è stato il BarbieandKen.com, dove era possibile votare se Barbie avesse dovuto riprendersi Ken oppure no (ora che la campagna è finita, l’indirizzo riporta alla pagina Facebook di Barbie), mentre sugli account Facebook, Twitter e Foursquare dei due personaggi è stato possibile seguire i tentativi messi in atto da Ken per riconquistare la sua bella e le reazioni di lei. Anche il mondo dell’online dating è stato coinvolto, con un video postato sul canale YouTube di Barbie che mostra Ken creare un profilo su Match.com (solo per scoprire che Barbie è la sua anima gemella…), mentre su Hulu è stata lanciata la web series Genuin Ken, con otto ragazzi a competere per il titolo di “The Great American Boyfriend”.

In collegamento con le azioni portate avanti sui social media, la Mattel ha intrapreso una serie di iniziative offline, che includono i classici billboard, una pubblicità a pagina doppia su Us Week, Catch Me If You Ken, l’evento organizzato durante la Fashion’s Night Out di New York cui ha partecipato un gruppo di modelli vestiti da Ken, e la realizzazione di una speciale cupcake dedicata a Barbie che Magnolia Bakery ha venduto nel giorno di San Valentino.

Ebbene, siamo lieti di annunciarvi che non solo Barbie e Ken sono tornati insieme, ma la campagna si è rivelata un vero e proprio successo per Mattel.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=F0IQBgfphk4&feature=player_embedded’]

Durante il “periodo del corteggiamento” (da fine gennaio al 14 febbraio), il numero di fan della pagina Facebook di Barbie è aumentato del 34%, l’engagement in commenti, like e share di ben il 200%, mentre il BarbieandKen.com ha collezionato 5 milioni di pageview e centinaia di migliaia di utenti hanno votato se i due sarebbero dovuti tornare insieme oppure no. Il 14 febbraio, giorno della riconciliazione, le parole “Barbie” e “Ken” sono state tweettate ogni due minuti, e #BarbieandKen è stato il trend topic in 15 città, tra cui New York, Los Angeles, Dallas, Atlanta, Chicago e San Francisco. I due personaggi condividono ora gli account Facebook e Twitter, “Hopefully forever”, ha tweettato Ken.

The strategy was to leverage Barbie and Ken’s various social channels to authentically share moments and insights into their romance as they began to find their way back to each other and emerge as the ultimate Roman-TECH couple,” spiega Lauren Bruksch, director di Marketing – Barbie per Mattel.

E a noi, non resta che brindare a Barbie e Ken happily ever after…

It Gets Better Project, Google contro la discriminazione sessuale [VIRAL VIDEO]

Ieri la nostra Elena Chiolo aka Kioko ha pubblicato un bellissimo post contro l’omofobia, “Stand Up agaist Homophoby: la vittoria della tolleranza“.

Anche oggi vi proponiamo qualcosa di simile, parlando di un progetto che Google Chrome ha deciso di supportare, “It Gets Better“. Il suo ideatore, Dan Savage, crede fermamente nell’importanza di un uso corretto e consapevole del Web, per migliorare le proprie vite e quelle degli altri: in particolare dei giovani omosessuali che non hanno il coraggio di dichiararsi, perché terrorizzati dalle minacce di bullismo (molto frequenti soprattutto negli States, con conseguenze spesso tragiche, come il suicidio).

Sul sito leggiamo:

Growing up isn’t easy. Many young people face daily tormenting and bullying, leading them to feel like they have nowhere to turn. This is especially true for LGBT kids and teens, who often hide their sexuality for fear of bullying. Without other openly gay adults and mentors in their lives, they can’t imagine what their future may hold. In many instances, gay and lesbian adolescents are taunted — even tortured — simply for being themselves […] While many of these teens couldn’t see a positive future for themselves, we can. The It Gets Better Project was created to show young LGBT people the levels of happiness, potential, and positivity their lives will reach – if they can just get through their teen years. The It Gets Better Project wants to remind teenagers in the LGBT community that they are not alone — and it WILL get better.

Il video, come del resto l’intero progetto, ha già raccolto un notevole successo, anche se non mancano certo pesanti critiche, anche tra i commenti di Youtube. Questo è uno dei tanti argomenti sui quali in Rete si fa gran battaglia, pro o contro.

Google si è esposta, appoggiando il progetto e realizzando questo video, e abbracciando al contempo un tema più ampio ma certamente connesso: l’utilizzo del Web per scopi sociali. La frase finale è emblematica, ed è quello in cui noi, al di là di tutto, crediamo: the web is what you make of it.

Elezioni Amministrative 2011 e il Viral DNA [VIDEO]

Appello ai Giovani, andate a Votare!!!

Ogni elezione è una storia a sé. Ogni elezione richiede l’impegno di tutti a dare nuove energie e nuove direzioni!

Da Sinistra a Destra o da Destra a Sinistra… l’importante è andare a votare! Votate Votate Votate 😉

Come Si VOTA

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=nY7ksFKsHyw’]

In queste elezioni c’è un buon modo di votare, quello di produrre con un solo gesto più messaggi. Unire un voto realistico, votando un Candidato a Sindaco proposto dagli schieramenti più forti, a un voto morale a sostegno di chi, partendo dalla rete, prova a cambiare le cose dal basso e con nuove forme di politica partecipativa.

Abbiamo scoperto ieri sera girando per delle piazze che c’è chi ha studiato il nostro Ninja Viral DNA e l’ha provato a mettere in pratica. Il Movimento 5 stelle Napoli.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=xEXr3_deELA’]

Ringraziamo Dario Carotenuto (Candidato e Autore insieme a Giorgio Molfini) per la ricetta svelata 😉

Sta succedendo qualche cosa di Straordinario?

Pubblichiamo il loro video perché ci hanno confessato di aver cercato di applicare i consigli e le nozioni che trovano quotidianamente su ninjamarketing e perché non nascondiamo la nostra simpatia per un movimento nato dal basso, fuori dalle lobby di potere, dall’energia dei giovani e di persone autentiche.

BeNinja!