L'advertising alla conquista degli over 50 [TREND]


Dopo 40 anni passati a concentrarsi sui più giovani, i pubblicitari hanno recentemente cambiato idea: i cinquantenni non sono così male. 
Il New York Times riporta che brand importanti come Kellogg’s e 5-Hour Energy Drink sembrano sempre più orientarsi verso il pubblico degli over-55, un target fin qui largamente ignorato.

A partire dagli anni ’60 gli operatori del mondo della pubblicità hanno rivolto le proprie attenzioni principalmente al pubblico dei baby boomers, il più largo segmento della popolazione americana. Così per decenni sono state coltivate e sedotte soprattutto due grandi fasce di pubblico: una più giovane tra i 18 ed i 49 anni e l’altra tra i 25 ed i 54. Il punto è che la pubblicità ha continuato a coccolare e prediligere i baby-boomers via via che questi invecchiavano: un po’ per instaurare una brand loyalty a prova di bomba, un po’ perché i giovani ad un certo punto devono essere apparsi irrimediabilmente più difficili da raggiungere rispetto agli over-50, tranquilli divoratori di ore di televisione.

Oggi i cinquantenni rappresentano il centro gravitazionale dell’economia americana e, di conseguenza, l’oggetto delle brame degli inserzionisti. La rivoluzione è di natura soprattutto economica e riguarda il rapporto tra età e potere d’acquisto: dopo l’ultima recessione ben il 14% dei giovani americani tra i 20 e i 24 è senza lavoro. La percentuale si abbassa al 6% se si prende invece in considerazione la fascia della popolazione che va dai 55 ai 64 anni. 
Stesso discorso per i compensi: un giovane guadagna una media di 454 dollari a settimana. I sessantenni circa 400 dollari in più. E spendono più di qualunque altra categoria per cosmetici, bricolage, elettrodomestici e dispositivi digitali come iPod e iPad.

Date le cifre è facile intuire a quale target molti brand decideranno di rivolgersi, spingendo le agenzie a realizzare campagne ad hoc per un pubblico più maturo. “In un certo senso rappresentano il pubblico ideale. Hanno soldi, consumano molti media, sono ottimisti e orientati all’acquisto.“ ha spiegato Stephanie Pappas della BBDO di New York.

A cambiare non sono ovviamente solo le campagne delle agenzie, ma il profilo stesso dei media. L’eta media degli spettatori dei maggiori network è notevolmente aumentata negli ultimi anni e sono molti i dirigenti esecutivi pronti a ridisegnare i propri palinsesti per intercettare questo tipo di audience.
Aalan Wurtzel – Presidente Ricerche per la NBC Universal – ha da tempo avviato studi sulle abitudini di consumo di quelli che lui definisce gli “alpha-boomers” e la sua emittente ha ultimamente cominciato ad attirarli con serie tv come “Playboy” (ambientata negli anni 60) ed “Harry’s Law” (con la 62enne Katy Bates).

Brent Bouchez, fondatore dell’agenzia Five-0, spiega che il più grande equivoco circa l’universo dei “vecchi” è pensare che vogliano fare i “giovani”. Bouchez cita l’esempio Ketel One, un brand di vodka che ha di recente trasformato la sua comunicazione per indirizzarsi verso un pubblico meno adulto. “Ho smesso di chiederla al bar. Non voglio sembrare un cinquantatrenne che fa di tutto per passare per un trentenne.” Chiamatelo old pride.

BlackBerry PlayBook: presentazione italiana [BREAKING NEWS]

Solo un paio di settimane fa abbiamo pubblicato la nostra recensione in merito al BlackBerry PlayBook (il 1° tablet di casa RIM), che verrà presentato nei prossimi giorni nelle città di Johannesburg e Dubai, facendo meta successivamente nella capitale spagnola Madrid ed infine, il 14 giugno, in Italia a Milano. L’evento sarà rivolto, previa registrazione online gratuita, alla clientela business e agli sviluppatori di apps della Mora canadese.

Nel frattempo la pagina BlackBerry ufficiale su Facebook  (che conta allo stato attuale più di 6 milioni e 750 mila fans) ha continuato a fare leva sulle doti di gaming entertainment di questa tavoletta “non solo business”.

Una strategia marketing certamente insufficiente a contrastare l’attuale dominio commerciale del concorrente diretto: l’iPad 2. Ricordandovi a tal proposito che attualmente il PlayBook presenta l’univoca connessione dati solo tramite Wi-Fi, la mancanza di un client email nativo e del PIM e la mancanza dell’emulatore nativo per le apps Android. Dei considerevoli punti deboli, adeguati a neutralizzare ampiamente le ottime caratteristiche tecniche del prodotto.

Comunque sia l’evento di presentazione, denominato “Meet The BlackBerry PlayBook“, sarà coadiuvato dal team italiano di Adobe e si svolgerà presso il Centro Svizzero di via Palestro 2-4 a Milano, dalle ore 15:00 alle ore 20:00.

Il “tutto condito” però dalla fastidiosa attesa di non sapere tutt’oggi una data di uscita ufficiale per il nostro Paese.

I partecipanti al meeting dovranno scegliere a priori, tramite l’apposito form, a quale delle 2 sessioni prendere parte (“Business” o “Tecnologica“).  Non dimenticando di inserire uno specifico codice PIN, esclusivamente generato dal proprio smartphone BlackBerry.

Dunque con questa iniziativa il team italiano di RIM (che cura direttamente la fan page BlackBerry Italia su Facebook) sarà riuscito questa volta a stare al passo dei tempi dal punto di vista della comunicazione sui social network? Ovviamente la risposta è: No.

Nessun tipo di accenno all’evento. Non sorprende allora come ancora non sia stato rimosso (dal sito ufficiale BlackBerry di riferimento in lingua italiana) il fuorviante video di paragone contro l’iPad (1!).

E se a tutto queste nostre considerazioni volessimo abbinare il recente rumor (comprovato da diverse foto) di  “1°esemplare italiano” di PlayBook da 16GB proposto al pubblico a ben 699 euro! (Ricordando che in America viene venduto a 699 $ la versione da 64GB)…

Beh, in quest’ultima circostanza vogliamo davvero sforzarci di credere che sia stata solamente una pessima trovata commerciale di cattivo gusto, e dal carattere meramente speculativo, di una nota catena nazionale di elettronica…

Stay Tuned, Stay Ninja! 😉

Scegli il target dei tuoi post su Facebook [HOW TO]

Facebook ha una feature per scegliere il target dei post sulla tua pagina, in base alla posizione geografica e alla lingua. L’utilizzo di questa opzione rende visibile il post soltanto agli utenti che rientrano nell’area geografica selezionata o che parlano la lingua scelta.

Vediamo come procedere. Prima di tutto, scrivi il tuo post e scegli “personalizzata”:

E’ possibile scegliere il target attraverso tre semplici impostazioni:

– per posizione geografica, indicando il paese o i paesi:

– per città, se nell’opzione precedente hai indicato un unico paese:

– per lingua:

E’ sicuramente uno strumento utile per quelle aziende che hanno un’unica pagina di Facebook ma sono presenti in diversi paesi e hanno utenti che parlano diverse lingue. In questo modo, quando lo riterranno opportuno, potranno riferirsi soltanto al target a cui sono veramente interessati senza “spammare” la home di Facebook degli altri con i propri feed.

E voi che ne pensate?

100 anni di Marshall McLuhan: Le Tappe Italiane del Tour Mondiale

Tour per l’anniversario Mashall McLuhan il padre del Villaggio Globale

Marshall McLuhan 1911-2011. 100 anni di cambiamenti. 100 anni da ricordare e rivivere attraverso convegni organizzati in tutto il mondo: Brasile, Polonia, Spagna, Francia, Canada, Germania e Italia.

Il tour in Italia è partito da Bologna, continuerà a Napoli e ancora a Roma. Noi di Ninja Marketing ci saremo e parteciperemo con dei nostri contributi e con delle sorprese. 😉

Video di auto presentazione di Derrick de Kerckhove allievo Marshall Mcluhan, promotore del Mcluhan Program di Toronto e Autore degli incontri mondiali [prodotto per MeetTheMediaGuru].

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Napoli – La scuola del sapere digitale

A Napoli l’incontro si svolgerà il 30 maggio, alla sede In Campus, invia Mezzocannone 14, dalle 10 alle 13. Norman Doidge ci parlerà di come cambia il cervello sotto l’impattodei media, si discuterà poi, insieme a Bruce Powe, di McLuhan, Bruno, Vico e Joyce. Interverranno i professori Enrica Amaturo, Rosanna de Rosa e Mauro Calise, della Facoltà di Sociologia Federico II di Napoli.

Dopo una pausa pranzo sarà dato spazio ai giovani con i “connected intelligence workshops”, moderati dai vari professori presenti all’evento. E infine assisteremo alla chiusura del professor Alberto Abruzzese. Durante il convegno il professor Derrick de Kerckhove ci illustrerà un film/ipertesto composto di intervistesulla Scuola del sapere digitale di Napoli.

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Roma – The future of the future is the present

Il giorno seguente i McLuhan fellows saranno nella capitale per discutere insieme a Derrick de Kerckhovedell’evento McLuhan: Tracce del Futuro “ The future of the future is the present”.

Ci saranno inoltre: Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale,Francesco Passerini Glazel, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Norman Doidge, ricercatore inpsichiatria e psicanalisi per il Columbia University, Philippe Cahen, autore del libro “Segnali deboli”, GiulioAnselmi, presidente Ansa, Paolo Liguori, direttore TgCom, Abdullah Alrefaee, professore di New Media (Al-Imam Mohammed Bin Saud Islamic University, Saudi Arabia). Modera il convegno il professor Gianpiero Gamaleri. L’appuntamento è fissato dalle 10 alle 18 in via Salaria 113, al Centro congressi di Scienze dellacomunicazione e ricerca sociale “la Sapienza” di Roma.

Articolo prodotto in collaborazione con Mariateresa Caliendo

Ecco un ultimo video per ricordare Marshall McLuhan.

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Leave your footprint: a Milano l'evento ad emissioni zero

Il Consolato degli Stati Uniti di Milano ha da pochi giorni aperto il blog Green2B, dedicato ai temi del green: l’intento è quello approfondire gli argomenti legati alla sostenibilità e alla coscienza ambientale attraverso una serie di iniziative durante tutto l’anno 2011.

Si parte con l’evento free di Martedì 24 Maggio presso lo Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele. Dalle 18.00 in poi Sissi Semprini presenterà tre ospiti che hanno tentato l’esperimento della vita a impatto zero a New York City e in Italia: il No Impact Man Colin Beavan, in collegamento a zero emissioni dagli Stati Uniti, e on site Paola Maugeri e Claudia Greenkika Selvetti.

Durante la serata, i designer Denise Bonapace e Peter Bottazzi esporranno due opere come esempio di innesti di vita su mobili abbandonati.

L’hashtag dell’evento è #greenfootprint, se volete partecipare dal vivo all’evento, è sufficiente registrarsi su Smappo, altrimenti è possibile seguire l’evento in streaming sul blog Green2B.

Internazionali di Tennis, party Sony Ericsson per Xperia Mini e Xperia Mini-Pro

I Ninja non dormono. Mai.

Escono dall’ufficio la sera (si, anche i Ninja hanno un ufficio, ce l’ha anche Superman, d’altronde) e si aggirano per le città circospetti e silenziosi.

A Roma poche sere fa c’è stato il tradizionale appuntamento con gli Internazionali di Tennis e gli eventi ad esso collegati; i Ninja erano lì a sbirciare tra feste, cerimonie e avvincenti match sulla terra battuta, ospiti di Sony Ericsson che ha approfittato dell’evento per festeggiare l’arrivo degli ultimi nati in casa Mobile: Xperia Mini e il suo alter-ego Pro, fratellini minori dell’Xperia Play, nati sotto il segno di Android (Gingerbread nella fattispecie).

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Ai due mini e al più altolocato Xperia Arc (fresco di lancio) è applicata la stessa tecnologia degli schermi Bravia di Sony, che permette di avere una risoluzione realmente sensazionale per un display così ridotto e rende l’esperienza di gioco meno piatta e più simile a quella che regala “mamma” Play (Station)

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I dispositivi sono ovviamente votati e devoti alla fede dei social network, e alla gestione delle app.
Il Pro in particolare, è più adatto allo scopo, infatti oltre al touch screen è dotato di tastiera scorrevole, funzionale per chi abitualmente gestisce dallo smartphone i propri contenuti social.

Particolarmente interessante la funzione (anche questa del Pro) che permette di scrivere un testo su una schermata generica e decidere in seguito se questo sarà un sms, una mail, un tweet, uno status di facebook e via dicendo…o se condividerlo contemporaneamente con tutte le proprie reti.

Anche su Xperia Arc l’integrazione contatti Rubrica/Facebook è praticamente totale, segno che anche per i telefoni di fascia più elevata, l’elemento social non può e non deve essere trascurato.

Nella notte romana qualcuno sussurrava che il futuro sarà verde-Android e che gli omini verdi faranno presto scorpacciate di mele…

Intanto un’altra notte è passata, i Ninja sono già pronti per il prossimo party, per la prossima sfida.
…sarà la vostra?

 


Corona Save the Beach e l'hotel fatto di rifiuti [VIDEO]

In occasione del corso in Green Marketing della Ninja Academy che ospiterà Johon Grant, guru internazionale del Green Marketing vi proponiamo il video di un’iniziativa che non smette di far scalpore: L’Hotel di spazzatura realizzato da Corona Save the Beach.

L’idea di Corona Save the Beach, in lotta contro l’inquinamento e il degrado delle spiagge, è quella di mostrare alle persone la quantità di rifiuti che possono essere ritrovati sulle spiagge e quanto si possa fare con il riciclo “le nostre future vacanze potrebbero essere compromesse se non facciamo qualcosa per salvare le spiagge”

È a Roma che nel 2010 l’Hotel di spazzatura, un hotel fatto interamente da rifiuti, viene realizzato per la prima volta, in occasione del 5 giugno, giornata mondiale a favore dell’ambiente.
L’evento ripreso dalle televisioni di tutto il mondo ha dato la possibilità di far conoscere di più i rischi dell’inquinamento ambientale. Tra gli ospiti dell’Hotel anche personaggi famosi.

Quest’anno anche Madrid ha fatto da scenario allo stravagante hotel che speriamo continuerà a far parlare di se e della sua importante missione!
Sul sito ufficiale è possibile seguire tutte le iniziative curate da Corona Save the Beach un progetto realizzato dal famoso brand Corona.

GoodWork: YouTube sbarca a Cannes con un contest benefico

Internet e i social network offrono moltissime soluzioni ai creativi di tutto il mondo per contribuire, con le proprie idee, ad alimentare quelle azioni che possono aiutare a comunicare e spiegare principi e messaggi legati ad attività benefiche, cause nobili e iniziative umanitarie, come la cura di malattie gravi o la pace, l’istruzione obbligatoria o la divulgazione scientifica.

È partendo da questi presupposti che YouTube, in occasione del  58esimo Advertising Festival of Creativity di Cannes (i Leoni d’Oro della Pubblicità) ha lanciato un’interessante iniziativa che dà spazio a quest’utilizzo così nobile della Rete e delle sue potenzialità: la YouTube Good Work Competition.

 

Ma cos’è esattamente GoodWork? Come dice il titolo, è un vero e proprio contest, dove ogni video maker concorre con un video – della durata massima di un minuto – che ha come obiettivo quello di sensibilizzare il pubblico del web sulle tematiche che le no profit partecipanti propongono con le loro iniziative.

Sì, perché un creativo che si iscriveva al contest poteva “pescare” i brief su cui lavorare già nel portale messo a disposizione da YouTube, seguendo semplicemente le “indicazioni”:

 

Una sezione dove registrarsi, uploadare e condividere il proprio brief, per le noprofit; una sezione dedicata ai creativi, suddivisa in otto categorie “tematiche” (human rights, education, environment, povertry development, arts and culture, animal protection/rights, social justice/civil rights, others) dove scegliere il brief da sviluppare. E ovviamente, uno spazio dove visionare tutti i lavori realizzati.

Degli oltre 270 video uploadati, ne verranno selezionati 5 per la fase finale.

La giuria che valuterà gli elaborati è composta da Agnello Dias, chairman e co-fondatore di Taproot India; Keith Ho, executive creative director di Grey Hong Kong; Jens Mortier, creative director di mortierbrigade; Tom Hauser, interactive creative director di Crispin Porter + Bogusky; Meera Sharath, executive creative director UK di Momentum Worldwide; Gerry Human, executive creative director di Ogilvy & Mather Worldwide.

La deadline per presentare i propri lavori era il 15 maggio scorso: i 5 vincitori verranno annunciati il 28.

Il primo premio in palio è un pass valido per ogni evento, seminario e workshop del festival, comprensivo di vitto e alloggio. Mica male, vero?

Planking, l'ultima pericolosa moda lanciata su Facebook [VIRAL VIDEO]

La nuova “moda” che sta diventando un caso in Australia si chiama Planking, che tradotto letteralmente significa “fare la tavola“. Coinvolge persone di ogni sesso ed età e non richiede l’utilizzo di particolari strumenti, se non il proprio corpo.

Le regole del gioco sono poche e semplici: basta stare distesi, con le braccia lungo i fianchi, immobili e senza alcuna espressione sul viso, in posti “originali” e insoliti, farsi fotografare e pubblicare la foto su Facebook. Le fotografie più strane e curiose sono destinate alla viralità.

In poche settimane la pagina ufficiale “Planking Australia” ha raggiunto i 119.000 fan e le foto che vi sono caricate ritraggono persone distese veramente ovunque, nelle ambientazioni più insolite: binari, cornicioni e persino le auto della polizia.

Peccato che, come al solito, la ricerca dell’estremo, dell’insolito e dello stupefacente da “gioco” possa trasformarsi in tragedia: è di 3 giorni fa la notizia della morte di un ventenne australiano di Brisbane (a est dell’Australia) caduto dal settimo piano di un palazzo mentre si faceva fotografare da un amico, sdraiato sulla ringhiera di un balcone (leggi l’articolo di Michela Pacella Facebook, “planking” diventa tragedia: cade dal balcone e muore).

Ed è di ieri la notizia di un altro ventenne di Inverell, (sempre nell’est dell’Australia) in coma a causa del planking: stava “facendo la tavola” steso sul bagagliaio di un autovettura..in movimento(leggi l’articolo di Michela Pacella : Planking su Facebook, seconda vittima: 20enne in coma).

Quindi via libera al divertimento “non conventional”, quello che stupisce il popolo della rete e che permette di guadagnarsi quei 5 agognati minuti di celebrità; attenzione però a non mettere a repentaglio la propria vita. “Divertente” non è necessariamente sinonimo di “pericoloso”!

Una proposta di matrimonio su grande schermo [VIRAL VIDEO]

Matt e Ginny. Una coppia come tante altre. Almeno fino a quando l’originale proposta di matrimonio di lui non è stata pubblicata su Youtube e il video è diventato un virale in piena regola, con già ben 3 milioni di visualizzazioni.
Certo una proposta di questo tipo non è da tutti i giorni, ed è comprensibile che nascano tante conversazioni intorno ad un fatto del genere.

Se c’è una cosa che forse lascia un pò pensare, è il fatto che per essere un video “amatoriale”, pensato per chiedere alla fidanzata di sposarlo, questo filmato è andato ben oltre le mura di Youtube: i due ragazzi hanno un sito dedicato (sul quale hanno inserito un form per le richieste di contatto da parte della stampa), profilo Twitter, e hanno fatto più di un’ospitata in talk show americani.
Dunque, efficace personal branding in stile reality o semplice passione mediatica per una storia romantica?

Ma del resto, il titolo del film è “Making the Movies Jealous“: probabilmente milioni di donne si saranno emozionate davanti a questa storia d’amore, degna di un film… e probabilmente gli uomini stanno pregando in silenzio che le loro fidanzate non vedano mai questo video!