Le migliori soluzioni antivirus per iPhone e Android

 

Virus: programmi creati con lo scopo di ottenere effetti dannosi per il sistema e per l’utente. Molto noti nel mondo dei Personal Computer, forse meno nel mondo del Mobile, vi mostreremo casi e precauzioni da prendere per non far ammalare il vostro smartphone. iPhone o Android, nessuno è immune. Preparatevi ad una discesa nel lato oscuro del mobile!

Alcuni Dati

Partiamo dai dati, pubblicati da uno dei più grandi centri di sicurezza informatica esistenti, Kaspersky Lab, che, come altri, si sta molto interessando alla sicurezza Mobile. In questo articolo ci concentreremo sui sistemi di Google e Apple, qui di seguito è riportata la situazione globale.

La progressione di minacce rilevate nel tempo

Da questi dati di fine 2010 possiamo subito cogliere alcune informazioni interessanti. Vediamo infatti come rispetto agli altri sistemi creati per smartphone, i due giganti, Andrioid e iPhoneOS siano tra quelli più sicuri, con una piccola differenza in favore della grande mela. J2ME e Sybian risultano essere i meno efficaci quanto a sicurezza, vulnerabili sopratutto ad attacchi via sms nocivi.

Casi: iPhone

Sono pochi e limitati sopratutto ai device che hanno subito un jailbreak.  La scelta di Apple di proteggere il suo prodotto, controllando ogni singola app, unita alle caratteristiche del sistema, simili a quelle del sistema per Mac, hanno per ora preservato iPhone dagli attacchi più diretti. Nei sistemi Jailbroken Duh e Ikee sono i due virus più famosi, entrambi con la funzione di rubare dati sensibili agli sfortuntati proprietari. Apple in risposta a questi due attacchi ha naturalmente attribuito la responsabilità agli utenti che hanno scelto di violare i termini d’uso, avvalendosi del jailbreak.


Casi: Android

Il market di Android nasconde potenzialmente maggiori insidie, prezzo della libertà che concede il sistema. Droid09, creato per cercare di rubare identità bancarie, Tap Snake e Fake Player sono solo alcuni esempi di software malevolo. Falling Down
Super Guitar Solo, Super History Eraser, Photo Editor, Super Ringtone Maker sono solo alcune delle applicazioni con codice malevolo all’interno, tutte prontamente rimosse ma causa di più di un grattacapo per gli utenti.

Soluzioni

Per quanto riguarda iPhone, la soluzione è decisamente semplice, non effettuare Jailbreak, (per ora?) l’unica operazione che garantisce una possibilità già nota di violare il device di Apple. Per Android invece, troviamo diverse proposte di Antivirus come Lookout, che garantiscono servizi molto utili oltre alla scansione di ogni applicazione che andremo a installare. Oltre a questo, le app descrivono sempre quali permessi richiedono, dunque quando un innocente lettore Mp3, vi richiederà il permesso di utilizzare gli sms, pensateci bene prima di accordarglielo.

Apple e immunità

“Il software di Kaspersky non arriverà mai su app store” Con questo comunicato Kaspersky diffondeva la notizia di essere stato rifiutato da Apple, con una motivazione molto semplice: non c’è alcun bisogno di un antivirus sui sistemi Applle che non hanno questi problemi. La grande mela sceglie di agire per mantenere e sottolineare un proprio vantaggio competitivo, unico nel suo genere, ma questa immunità attuale è destinata a durare? “Il sistema perfetto non esiste” recita una massima hacker: seguendo questa strategia, Apple sarà pronta ad affrontare eventuali minacce inaspettate?

Virus writers e diffusione dei SO

E’ molto semplice: i virus vengono scritti per i sistemi operativi che rivestono un interesse monetario rilevante e sono sufficentemente diffusi. Gli smartphone hanno visto ad oggi una crescita esponenziale, ecco perchè secondo le maggiori case di sicurezza informatica, nel futuro prossimo nasceranno molte nuove minacce per tutti i sistemi operativi mobile. Un ulteriore segnale della sempre crescente rilevanza che smartphone e sicurezza stanno conquistando, è proprio la creazione di soluzioni di alto livello per la sicurezza dei device, proprio come quelle che propongono sia Symantec e Kaspersky. Se siete curiosi cliccate qui o qui.

Previsioni per il futuro

Ecco cosa pensa Kaspersky in 4 punti riguardo al futuro della sicurezza degli smartphone, se volete approfondire ulteriormente, cliccate qui

  • Trojan-SMS. Non vi sono purtroppo, per il momento, presupposti che ci inducano a prevedere una diminuzione del numero di Trojan-SMS esistenti. Tra l’altro, visto che le leggi adottate in vari paesi risultano sostanzialmente insufficienti o inefficaci, i cybercriminali conservano inalterata la possibilità di avvalersi di numeri brevi a pagamento celandosi dietro il più completo anonimato.

  • Aumento del numero di minacce informatiche rivolte alla piattaforma Android. Il sistema operativo mobile sviluppato da Google sta acquisendo un grado di popolarità sempre maggiore; ciò andrà ovviamente a riflettersi sulle attività condotte dai criminali informatici.

  • Aumento del numero delle vulnerabilità rilevate nelle varie piattaforme mobili e presumibile conduzione di attacchi informatici tramite lo sfruttamento di tali falle di sicurezza. Fino ad oggi non è stato registrato alcun attacco di particolare rilievo che si avvalesse di una qualche vulnerabilità critica. Una di queste vulnerabilità – una falla di sicurezza individuata in iOS il 4 agosto scorso (il relativo aggiornamento è stato poi rilasciato il successivo 11 agosto) – poteva condurre all’esecuzione di codice arbitrario all’interno del sistema operativo. Nel caso in cui l’utente avesse cercato di aprire un file PDF appositamente predisposto, ciò avrebbe potuto provocare uno stack overflow e permettere quindi l’esecuzione nel sistema di codice arbitrario con i privilegi più elevati. E’ stata tuttavia effettivamente utilizzata tale vulnerabilità per la conduzione di attacchi informatici nei confronti degli smartphone? Ciò che possiamo dire di sicuro è che, per il momento, non sono stati registrati incidenti di tal genere. Si sa tuttavia, per certo, che la vulnerabilità sopra descritta è stata invece utilizzata per semplificare considerevolmente le procedure di jailbreak degli smartphone.
  • Aumento del numero degli spyware commerciali. Tale genere di software può essere impiegato per monitorare l’attività di terzi – ad esempio a fini di spionaggio industriale o per ottenere informazioni segrete (relative, per esempio, alle corrispondenze intrattenute).

Parlando di sicurezza, in conclusione, non possiamo che consigliarvi di prendere tutte le misure necessarie in relazione all’uso che fate dei vostri device: se per lavoro o per scelta mantenete dati sensibili sui vostri sistemi mobile, dare un primo sguardo a sistemi avanzati di protezione è sicuramente una buona scelta.

 

 

, che si stanno molto interessando alla sicurezza Mobile.

5 modi per aumentare i Follower di Twitter [HOW TO]

Il grande problema di Twitter, si sa, è l’engagement come faceva notare anche Dick Costolo nel suo keynote al WMC (vedi il post “I momenti più emozionanti del World Mobile Congress 2001“).

Sebbene i twitteri siano in aumento infatti, il tasso di abbandono continua ad essere alto. Non c’è da stupirsi: a Twitter manca quella reciprocità immediata che c’è su Facebook. Con il social network di Mark Zuckerberg se ti chiedo l’amicizia, siamo entrambi amici, siamo allo stesso livello. Su Twitter invece il “follow back” non è affatto scontato, il che può dare un senso di leggera frustrazione per i novellini, che non sono abituati a tale dinamica e che magari considerano Twitter come una specie di Facebook ma solo con gli stati. Invece Twitter è qualcosa di diverso. Come spiegava il Kevin Thau, il VP di Twitter, non si tratta di un social network, “Twitter è per le news. Twitter è per i contenuti. Twitter è per l’informazione” (vedi anche: “Cos’è e come si usa Twitter [PRIMI PASSI]“).

Detto ciò, proviamo a superare il disagio della mancanza di follower con i consigli di Dan Zarrella (vedi il post: “[Infographic] 5 scientifically proven ways to get more followers“).

1. Fai vedere chi sei

Quando ti iscrivi a Twitter, viene richiesto di inserire biografia, foto e sito. Inseriscili! Non tutti lo fanno e chi lo fa ha più follower.

2. Smettila di parlare solo di te stesso

Twitter non è Facebook. A meno che tu non sia già una star, è improbabile che alla gente interessi che cosa fai. Quindi condividi notizie e riduci i tweet su te stesso.

3. Non rispondere a tutti

Limitati a rispondere solo quando ritieni che possa essere interessante. Chi ha un numero maggiore di follower non risponde a tutti. Come dire, bisogna tirarsela un po’.

4. Presentati autorevolmente

Se sei un esperto nel tuo campo, non esitare a dirlo.

5. Evita tweet negativi

Sebbene non ci siano dati empirici, si sconsiglia di tweettare commenti sgradevoli, tristi, aggressivi. La maggior parte degli account con il maggior numero di follower evita i tweet di questo tipo.

Nota: Debbie Downer è un personaggio del SNL.

Parcheggiatore ubriaco in Brasile: è solo una candid [VIDEO]

Magnifico guerriglia marketing in due locali brasiliani realizzato dall’agenzia Olgyvi. Cosa fareste se un parcheggiatore palesemente ubriaco dovesse parcheggiare la vostra auto?gliela affidereste? probabilmente no, ed è questo il messaggio che vuole trasmettere questa campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool “Non lasciare mai che un guidatore ubriaco prenda la tua auto. Nemmeno se quel guidatore sei tu”. Più chiaro di così?!

Trovato qui.

Windows o Mac: che identità hai? [INFOGRAFICA]

Pc o Mac? Bel dilemma, anche se per molti magari la risposta sarà facile. Ma in cosa si differenziano le persone che usano il Pc da quelle che usano il Mac?

A parte le vendite nel quarto trimestre del 2010 (90% Pc contro 10% Mac), sapevate che i Pc-user preferiscono il Pinot Grigio mentre i Mac-user il Chianti? E che il 69% dei primi preferirebbe guidare una Harley mentre il 52% dei secondi sceglierebbe una Vespa?

Queste ed altre curiosità sui due mondi da sempre “in conflitto” nella seguente infografica:

The stars on Facebook, il video dedicato agli stereotipi [VIRAL VIDEO]

Quante volte, da quando abbiamo un profilo Facebook e lo usiamo con regolarità, abbiamo criticato e commentato le azioni abituali di amici e parenti, sempre pronti a mettere un like dappertutto o a farsi foto ovunque essi siano?

Prima di etichettarci come paranoici, pensiamo che non siamo stati gli unici ad accorgerci delle abitudini altrui: anche le aziende sono sensibili a quello che succede sul popolare social network! Continua a leggere

Send button e nuove funzioni dei gruppi di Facebook!

Niente gita fuori porta per il team di Facebook. Ieri infatti ha introdotto delle novità interessanti che riguardano i nuovi gruppi e la possibilità di introdurre il Send button all’interno di un sito.

Il Send button

Con il button Like è possibile condividere un link esterno direttamente sul proprio profilo di Facebook. Adesso grazie al button Send possiamo condividere il link in privato, inviandolo quindi all’inbox di Facebook o all’email di un nostro amico o ancora ad un gruppo di amici, come potete vedere nell’immagine sottostante. Niente male, vero?

Per aggiungere il send button, già adottato tra 50 importanti siti, guarda le istruzioni nel blog dei developers di Facebook.

Le nuove funzioni nei gruppi

I nuovi gruppi, introdotti lo scorso ottobre, ci sono piaciuti parecchio. Tant’è vero che in soli 6 mesi ne sono nati più di 50 milioni. Ecco perché il team di Facebook ha pensato di aggiungere nuove funzioni:

Questions, grazie al quale è possibile fare dei piccoli sondaggi all’interno del gruppo anche semplicemente per mettersi d’accordo sul club in cui andare (per maggiori informazioni su Questions, leggi: “La sfida a Quora: Facebook lancia la nuova versione di Questions” e “Facebook Questions da oggi è anche in Italia“)

Album, non più solo singole foto. Adesso è possibile condividere nel gruppo anche interi album.

Gli amministratori possono approvare i nuovi membri del gruppo.

– Nelle prossime settimane sarà reso noto come fare l’upgrade dei vecchi gruppi.

– Il Send button come scrivevo sopra permette di condividere link esterni con il gruppo.

– Dulcis in fundo, la mia novità preferita: la ricerca all’interno del gruppo. Così non impazzirò più a cercare un vecchio post.

Non avete ancora creato un gruppo? In questo video il team di Facebook vi incoraggia a farlo:

Festival delle Città Impresa 2011 – "Far Viaggiare le Idee" [EVENTO]

Come viaggiano le idee? Prendono autobus, metropolitane e treni o mettono “semplicemente le ali”? Il Festival delle Città Impresa -“Far Viaggiare Le Idee”, in scena dal 27 Aprile al 1° Maggio, esplorerà le diverse modalità di viaggio delle idee e si articolerà in un insieme di iniziative, incontri e riflessioni di carattere economico, culturale e artistico, su una pluralità di questioni connesse al tema della mobilità persone, merci e naturalmente di idee.

Il festival, alla terza edizione, nasce con l’intento di creare un laboratorio di sperimentazione che stabilisca relazioni tra mondi possibili e realtà rispondendo concretamente alla necessità di costruire concretamente un assetto metropolitano innovativo e policentrico. L’obiettivo strategico è realizzare e dare solidità, attraverso la candidatura di Venezia con il Nordest a Capitale Europea della Cultura 2019, a quella rete che vede già il coinvolgimento organizzativo di ben 300 soggetti istituzionali, associativi e di impresa che ha portato al successo del Festival delle Città Impresa nelle passate edizioni.

Da Trento a Trieste, dunque, in una calda settimana primaverile, grandi ospiti nazionali ed internazionali , (come il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, e il direttore dell’Economist, John Micklethwait, tanto per citarne alcuni) si confronteranno sui concreti progetti di sviluppo imprenditoriale e culturale dei diversi “quartieri-impresa” coinvolti.

Un Festival che promuove, attraverso l’elemento culturale, le città e le imprese, valorizzando la ricchezza della produzione culturale in ogni ambito della vita economica e sociale e che offre nel contempo una riflessione sullo sviluppo futuro di questa area del Paese.
Il programma completo è consultabile qui e se il NordEst è “fisicamente distante”, “Telecomincontra” permetterà la diffusione in streaming su tutto il territorio nazionale dei video più significativi del Festival.

L’appuntamento per l’apertura del Festival è fissato per il 26 Aprile 2011 alle ore 17.00 a Trento

Gli eventi sono aperti a tutti sino ad esaurimento posti, ma è possibile garantirsi l’ingresso, compilando il form corrispondente all’iniziativa a cui si intende partecipare.

Google Video chiude: download disponibile fino al 13 maggio!

Venerdì scorso gli utenti di Google Video hanno ricevuto una mail particolare, al contempo addio e avvertimento: tutti coloro che hanno caricato clip sulla piattaforma hanno tempo fino al 13 maggio per scaricarli, prima della chiusura della sezione e della perdita dei file. E’ così che Google chiude la sua sezione dei video per lasciare tutto il lavoro a Youtube, acquistato già nel 2006. Il 29 aprile il sito Google Video non sarà più visibile, mentre la funzione di download sarà ancora disponibile per un paio di settimane per consentire agli utenti di recuperare i lavori qualora non fossero stati salvati prima. Forse molti di questi utenti sposteranno semplicemente i loro video su Youtube che sarebbe la scelta più ovvia e scontata: oggi il social network conta quasi 150 milioni di utenti che caricano circa 35 ore di video al minuto. Resta chiaro che i 2 milioni di clip di Google Video non potevano reggere il confronto per molto tempo (in realtà non si poteva caricare file già dal maggio 2009)… e che l’azienda preferisca recuperare spazio dai server per migliorare altre prestazioni. La domanda è logica: Youtube è davvero l’unica alternativa sul mercato? Che dire di Vimeo? Senza contare che anche SlideShare da alcuni mesi ha implementato la sua sezione. E voi che ne pensate?

Su Mashable recuperiamo il testo originale della mail inviata venerdì agli utenti di Google Video:

From: “Google Video”
Date: Apr 15, 2011 9:56 PM
Subject: Google Video Hosted Content To Be Removed After May 13

Dear Google Video User,

Later this month, hosted video content on Google Video will no longer be available for playback. Google Video stopped taking uploads in May 2009 and now we’re removing the remaining hosted content. We’ve always maintained that the strength of Google Video is its ability to let people search videos from across the web, regardless of where those videos are hosted. And this move will enable us to focus on developing these technologies further to the benefit of searchers worldwide.

On April 29, 2011, videos that have been uploaded to Google Video will no longer be available for playback. We’ve added a Download button to the video status page, so you can download any video content you want to save. If you don’t want to download your content, you don’t need to do anything. (The Download feature will be disabled after May 13, 2011.)

We encourage you to move to your content to YouTube if you haven’t done so already. YouTube offers many video hosting options including the ability to share your videos privately or in an unlisted manner. To learn more go here.
Here’s how to download your videos:

1. Go to the Video Status page.
2. To download a video to your computer, click the Download Video link located on the right side of each of your videos in the Actions column.

Once a video has been downloaded, “Already Downloaded” will appear next to the Download Video link.

If you have many videos on Google Video, you may need to use the paging controls located on the bottom right of the page to access them all.
Please note: This download option will be available through May 13, 2011.
Thank you for being a Google Video user.

Sincerely,
The Google Video Team

Subvertising e parodia della marca negli Honest Logos di Viktor Hertz.

Viktor Hertz, fotografo freelance e graphic designer con la passione per il cinema, la musica e i video divertenti di YouTube, ha avuto un’idea geniale: ha rivisitato i loghi di alcuni importanti brand creando la loro versione “onesta”, almeno secondo la sua personale interpretazione 🙂

Il risultato è una gustosa serie di parodie che sta già facendo il giro del web, un esempio iconico di subvertising in cui la mano del designer crea un’opera a metà tra il puro divertimento e la creazione di uno spazio critico, quasi un invito alla riflessione sui valori rappresentati da brand ormai sempre più presenti nella nostra vi(s)ta quotidiana.
Have fun! 😉

E voi che ne pensate?

Se volete vedere gli altri interessanti lavori di Viktor Hertz, qui in basso trovate i link.

Meal Snap: La migliore App U.S. per controllare il contenuto calorico del cibo

Gli orari sregolati di una vita piena di impegni, sempre di corsa tra lavoro, università e passioni da rincorrere, quasi sempre vuol dire mangiar fuori, prestando sempre meno attenzione a mantenere una linea fisica accettabile. Noi di Ninja Marketing abbiamo pensato che parlare di questa app fosse non solo tremendamente interessante, ma anche doverosamente giusto.

Meal Snap promette di far parlare di se grazie alla possibilità di fornire il contenuto calorico di ciò che stiamo mangiando soltanto scattando una foto!

Tutto quello che bisogna fare è infatti mettere nell’obiettivo del vostro iPhone il pranzo, aggiungere una descrizione sommaria, un commento, qualsiasi cosa vi venga in mente, e lasciare che il sistema lavori per fornire l’output nutrizionale. Ed il gioco è fatto!

Potete ovviamente tenere traccia dei progressi nel tempo del apporto giornaliero di calorie che prevede la vostra dieta. Progressi condivisibili ovviamente su Facebook, Twitter e Foursquare.
In rete allora, si è scatenata una vera bagarre per scoprire come funzioni in realtà quest’app. Infatti l’aggettivo che più comunemente si trova nelle reviews associato a Meal Snap è magic.
Meal Snap è stata creata dall’azienda leader nello sviluppo di soluzioni software per il settore health & fitness, sia su web che su mobile, Daily Burn. L’azienda americana ci ha davvero tenuto a mantenere il riserbo sul suo funzionamento. Spiegato molto sommariamente dal suo ceo Andy Smith – “The database can quickly help identity the food, how many calories there are, proteins, fat, carbs, vitamins, whatever you may want to know. Users can then choose to share what they’ve eaten on Twitter or FourSquare, leading to social accountability”.
Sostanzialmente ogni volta che un utente invia una foto, l’app la confronta con un database di circa 500,000 cibi. Quando trova un riscontro, restituisce un alert che presenta un range entro il quale il contenuto calorico di ciò che si sta mangiando dovrebbe attestarsi. Detta così sembra poca roba, invece testando l’app (oggi ancora solo per il mercato americano) si nota che la capacità di riconoscere i cibi è strabiliante. Così come il calcolo delle calorie. Una delle recensioni più interessanti trovate in rete, è quella fatta da Mike Hsu che riporta una serie di prove molto molto interessanti.

Si parte infatti con il bacon grigliato. Semplice da riconoscere, nessun problema. Funziona!
Si passa poi all’anguria, anche qui nessun problema. Ma Mike inizia a porsi delle domande interessanti – Se inserisco un pezzo di melone nella vodka, sarà capace lo stesso di calcolare le calorie? Ecco un muffin. Facile vero? Sbagliato. Come ha fatto a capire che non si tratta di un semplice muffin al mirtillo ma un muffin di mirtillo e crusca?

Ovviamente, Mark ha approfondito la cosa. Ad esempio, testando cose che non sono propriamente cibo, come quelle che vedete in foto. Risultato? Per ognuna di esse è stato “was not food”.
Tirando le somme, bisogna riconoscere che questa app è molto interessante. Anche perché la Daily Burn era già uscita in precedenza con un’app simile (omonima tra l’altro), che non aveva sfondato in quanto si basava sulla necessità di dover fotografare il codice a barre del prodotto che si stava per mangiare. Ovviamente, la cosa è macchinosa e non sempre eseguibile, mentre con Meal Snap l’approccio è stato totalmente rivoluzionato, puntando sulla fruibilità e la velocità di risposta.
Ad occhio possiamo dire che Meal Snap è un’app destinata a far parlare di sé, sia perché viene sempre data molta importanza alla linea al giorno d’oggi, per questioni di salute o per semplice benessere fisico, e poi perché… si avvicina il tempo della prova costume!!!

Ecco dove trovare l’app:

Meal Snap - Calorie Counting Magic