Vi ricordate di Diesel Island? Ne abbiamo parlato qui e qui, si tratta del concept della ultima campagna Diesel ereditiera del successo di “Be Stupid”.
Come scegliere il Presidente dell’isola degli stupidi ma coraggiosi? Una cosa è sicura: la probabilità di essere coinvolti in uno scandalo sessuale sarà un fattore critico (di successo?).
Ecco perché la pianificazione dei banner vede coinvolte, per la giornata di oggi 6 aprile, oltre alla pagina FB anche le pagine web delle principali testate di informazione (tra cui ilsole24ore.com, libero-news.it, il tempo, tgcom.it ed ilgiornale.it) dedicate alla prima udienza del processo Ruby.
Che tu abbia scandali sessuali o meno, se vuoi candidarti alla Presidenza dell’isola clicca qui!
00AikoAiko2011-04-06 12:55:072011-04-06 12:55:07Diesel Island e il media planning non convenzionale per gli scandali sessuali del Rubygate
Nell’era dei social network, delle start up nate da semplici contatti sul web e del lavoro online, immaginatevi delle offerte geolocalizzate. Be’, sì, esistono, non serve immaginarsele. Già Groupon, Bing e tanti altri si sono allineati a questa idea. Ok, allora pensate un sito di dating, schede delle persone e scelte multiple. Eh, esistono dall’alba della Rete, nulla di eccezionale. Ok, facciamo così: unite questi due ultimi aspetti, focalizzate la fantasia sugli sconti a tempo, in una precisa area geografica, inserite alcuni profili di uomini giovani che si mettono all’asta per incontrare donne che hanno voglia di divertirsi, trovare l’amore o semplicemente conoscere una persona nuova. Se l’avete in mente siete arrivati tardi lo stesso: questo luogo virtuale a metà tra social e dealing esiste già e si chiama eDealduJour.
Via la maschera e si accomodino signore, signorine e gentili interessate: eDealduJour è un sito francese nato a febbraio per creare un nuovo punto di incontro, forse un po’ eccentrico, qualcuno dirà di cattivo gusto, ma di certo originale. Gli uomini si iscrivono con un profilo dettagliato, raccontano di sè in un video, lasciano qualche fotografia e poi vengono semplicemente messi all’asta per 24 ore. Che poi non è corretto dire “all’asta”: il servizio è totalmente gratuito e resta solo una quota se si vuole sbirciare tra i profili già archiviati o avere un alert per vedere quelli futuri. L’idea originale, dicono gli ideatori, viene dal film The Bachelor del 1999 dove un divertente Chris O’Donnell va in cerca di una moglie per incassare una cospicua eredità, per poi incontrare Renée Zellweger e… questa è un’altra storia.
Ora ci si può chiedere se questa idea passerà mai le Alpi per arrivare nel Bel Paese o magari già c’è qualcuno che in America sta ultimando gli ultimi preparativi, queste cose sono tutte da vedere. Per gli uomini che sono rimasti a bocca asciutta c’è però una novità: il sito sembrerebbe già in lavorazione per scambiare le parti. Questo tipo di dating 2.0 supera forse le aspettative e magari finirà in un flop clamoroso, ma di certo qualche commento lo strappa. E forse anche qualche sorriso. Ma soprattutto: voi vi mettereste all’asta o vorreste scegliere? Aggiudicato a quella persona laggiù in fondo per…
00AkiraAkira2011-04-06 12:00:512011-04-06 12:00:51Il dating è servito: eDealduJour, il Groupon degli incontri
Nuova avventura per la viral star Dragee (confetto in inglese), che questa volta tenterà di attraversare una strada piuttosto trafficata utilizzando solo una Mentos e la forza della mente.
E’ inutile confidare nella buona riuscita di questo esperimento: il nostro eroe verrà ripetutamente investito da più auto e concluderà il suo attraversamento nel parabrezza di un autobus!
Siamo di fronte ad un nuovo viral firmato Mentos che speriamo per loro possa avere lo stesso successo delle fontane di coca-cola light.
00Angelo GallarelloAngelo Gallarello2011-04-06 11:00:552011-04-06 11:00:55Mentos Traffic, la nuova viral star Mentos? [VIDEO]
Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle best practice per ottimizzare l'Email Marketing. Dopo aver visto come i 6 suggerimenti per un email marketing di successo e come costruire ed arricchire la nostra base di contatti, oggi parleremo di pertinenza, un concetto chiave dell'e-marketing: con l'obiettivo di fidelizzare i propri utenti, metterla in pratica significa gestire la comunicazione digitale seguendo il principio dell'invio del messaggio giusto alla persona giusta nel momento giusto.
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proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’Email Marketing. Nelle scorse settimane abbiamo visto 6 suggerimenti per un email marketing di successo (CLICCA QUI) e come costruire ed arricchire la nostra base di contatti (CLICCA QUI). Oggi invece parleremo di pertinenza.
Questo perché nell’email marketing la pertinenza è un concetto chiave: con l’obiettivo di fidelizzare i propri utenti, metterla in pratica significa gestire la comunicazione digitale seguendo il principio dell’invio del messaggio giusto alla persona giusta nel momento giusto.
La pertinenza come approccio
La pertinenza è un approccio che può determinare il successo della tua attività di email marketing. Per riuscire a metterlo in pratica è importante approfondire la conoscenza dei propri contatti aggiungendo ai dati ottenuti nella fase di acquisizione sempre nuove informazioni, in particolare legate ai comportamenti in fase d’acquisto.
Sarà così possibile segmentare ed inviare comunicazioni mirate, aumentando il coinvolgimento degli utenti. Segui il percorso di ogni utente.
Più un’offerta è pertinente, adatta all’interlocutore, più sarà efficace e porterà ad un acquisto o a un altro tipo di conversione. Prima di spedire osserva il comportamento dei tuoi contatti: ogni quanto aprono, cliccano, comprano? Che cosa? Come?
Segui i tuoi contatti in ogni fase della loro relazione con il brand. L’iscrizione alla newsletter è solo l’inizio del processo, sarà poi necessario creare e sfruttare le opportunità di interazione durante tutto il ciclo di vita dell’utente.
Alcuni esempi:
iscrizione: invia una singola email di benvenuto o una welcome series che inviti a scoprire il programma di e-mailing, la tipologia di offerte e altre informazioni utili
email post-click: costruisci messaggi con offerte focalizzate sugli interessi espressi dai singoli utenti tramite i loro click su mail precedenti
abbandono del carrello: pensa ad un messaggio non invasivo per ricreare il contatto con l’utente che lascia il sito senza perfezionare l’acquisto
dopo l’acquisto: invia messaggi di upselling e cross-selling di prodotti annessi e inviti a sondaggi di soddisfazione
Impara a testare, analizzare, ottimizzare pensando sempre al valore che i tuoi messaggi possono avere per l’utente. E non dimenticare di comunicare regolarmente, creando un appuntamento fisso con i tuoi contatti: non limitarti ad inviare e-mail commerciali ma anche informazioni utili che posizionino il brand come punto di riferimento nel proprio settore e fidelizzino.
ContactLab è un’azienda specializzata in soluzioni e consulenza di digital direct marketing, presente in Europa con uffici a Milano, Parigi, Monaco di Baviera, Madrid e Londra.
Dotata di una piattaforma sviluppata internamente, ContactLab non si limita a offrire tecnologia per la gestione delle campagne di comunicazione sui canali email, sms e fax, ma sempre più segue i propri clienti nello sviluppo di creatività e contenuti, offrendo una consulenza completa nel marketing digitale: dalla creazione di campagne di acquisizione utenti, tramite DEM, concorsi e giochi on-line ai programmi di incentivazione e fidelizzazione, tramite la realizzazione di newsletter e sondaggi online.
Ogni giorno un team di oltre 90 professionisti realizza oltre 400 campagne e spedisce più di 30 milioni di email per oltre 800 clienti in tutti i settori.
Grazie all’expertise acquisita dal 2000 ad oggi, ContactLab ha inoltre ideato e sviluppato la nuova piattaforma di benchmarking Newsletter Monitor, in grado di offrire un punto di vista privilegiato sulle strategie di email marketing dei propri competitor.
00SilviaSilvia2011-04-06 10:00:282011-04-06 10:00:28Email Marketing: la pertinenza come approccio vincente dell'e-marketing [HOW-TO]
Il soggetto della nuova campagna virale dell’associazione francese AIDES potrebbe essere il sogno di ogni uomo e, a quanto traspare dal video, anche di molte donne.
Gioca infatti su una personificazione piuttosto insolita l’idea dell’agenzia parigina TBWA: un pene tuttofare e senza dubbio geniale. Walter si fa furbo, per dirla alla Littizzetto: risolve formule matematiche con sorprendente facilità, dipinge, scrive bestseller, può disinnescare ordigni esplosivi e, quando si tratta di ottemperare a compiti più tradizionali, non dimentica di proteggersi indossando il preservativo.
Anche questa volta si è scelto il registro ironico per parlare ai giovani di un argomento delicato come la prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili. Aides infatti non è nuova a questo tipo di campagne: ricordate questo bel video, uscito giusto un anno fa?
Molto divertente e, si auspica, efficace!
00Arianna RossiArianna Rossi2011-04-06 09:30:502011-04-06 09:30:50AIDES presenta il pene ingegnoso! [VIRAL]
Quante volte vi siete incavolati per la perdita di tempo nel cercare un brand su Foursquare?
Io milioni di volte e voi (siate sinceri 😀 ) ?
Finalmente Foursquare ha lanciato una nuova Page Brands Gallery, come il nome stesso suggerisce, è una vetrina digitale di tutte le Brand Page di Foursquare e si possono ottenere suggerimenti e altri contenuti – ma soprattutto trovare e seguire il nostro Brand preferito. Il nostro lovemark (es. Ninjamarketing, Gucci, La Chiesetta, ecc.)
La pagina include anche un semplice strumento di ricerca in base a popolarità, tendenza o new entry. Inoltre ti suggerisce anche le pagine più popolari tra i tuoi amici.
Queste piccole migliorie, a mio avviso, sono da considerarsi come “pietre miliari” all’interno dell’ormai ovvia strategia di potenziamento di Foursquare.
L’intento è migliorare / intensificare l’intreccio relazionale tra utenti e brands. Ricordiamoci che su Foursquare sono presenti al momento circa 1.350 brands, ma la maggior parte degli utenti non è follower proprio per la difficoltà nel trovare i brands.
Page Brands Gallery è sicuramente un buon inizio. Ma il team di Foursquare dovrà fare molto meglio, cercando di facilitare questa operazione anche su mobile.
671 milioni di kg di plastica prodotti ogni anno nel mondo e più di 400 milioni di bottigliette di plastica che galleggiano su ogni km quadrato di oceano: sono dati che dovrebbero attirare la nostra attenzione e farci pensare, ma è veramente così? Questo video, girato dai ragazzi del gruppo “Testé sur des humains” in un centro commerciale del Quebec, mostra con particolare acutezza come, anche nelle più piccole azioni quotidiane, le persone siano indifferenti a questa problematica ambientale; ma proprio tutte???
00KiokoKioko2011-04-05 18:00:312011-04-05 18:00:31Riciclare la plastica: un Flash Mob per sensibilizzare [VIDEO]
Mentre vi scrivo, Amazon mi informa di aver gentilmente alleggerito la mia carta di credito per aver aderito al crowdfunding di un documentario dedicato a Minecraft – anzi al suo creatore. Questa però è la fine dell’articolo. Iniziamo con ordine.
L’idea di scrivere un post su Minecraft mi è venuta leggendo il pezzo della nostra Aiko sulle strategie di branding e cross-medialità legate al famoso Angry Birds. Entrambi i “titoli” sono due successi con la particolarità che se l’ascesa del secondo sembra il frutto di una ordinate e ben congegnata strategia, il primo deve la sua sorte a dinamiche del tutto opposte.
Per dare un assaggio della pervasività del fenomeno a quanti non ne avessero mai sentito parlare, un amico qualche giorno fa mi raccontava di un server dedicato in ufficio usato per giocare con i colleghi a Minecraft durante la pausa pranzo. Solo roba da nerd?
Cos’è Minecraft?
“Minecraft is a game about placing blocks to build anything you can imagine. At night monsters come out, make sure to build a shelter before that happens.”
Si tratta di un enorme sandbox in soggettiva, totalmente aperto con una grafica a blocchi tridimensionali in cui l’unico vostro scopo sarà esplorare per raccogliere oggetti (a blocchi 🙂 ), assemblarli e costruire il vostro personalissimo mondo.
Oltre alla parte single player, sono possibili sessioni in multiplayer e tempo fa si vociferava addirittura di una ipotetica modalità sperimentale – hardcore mode – da mettere i brividi ache ai più arditi giocatori (in pratica, persa la vita, il giocatore vede il proprio mondo cancellato del tutto – non male come premio ai vostri sforzi, no?).
Per farvi capire di cosa stiamo parlando, date un’occhiata qui di seguito (per una lista esaustiva cliccate qui):
Ricostruzione di Columbia dal trailer del videogame Bioshock Infinite:
Monopoli (il gioco da tavolo):
The ISS Enteprise direttamente da Star Trek:
Il Taj Mahal:
Minecraft: alpha, beta e numeri
La versione alpha di Minecraft (€ 9,99 invece dei € 20 della versione full) è stata lanciata nel giugno 2010. A settembre dello stesso anno, dopo una piccola vetrina free-to-play, il titolo registrava un picco di 25mila acquisti in 24 ore.
Un mese dopo essere passato alla fase di beta (€ 14,95), le vendite raggiungevano il milione e questo senza avere un publisher e senza campagne pubblicitarie, ma per esclusivo merito del word of mouth generato dagli utenti e da qualche articolo comparso su portali specializzati o per il clamore destato da qualche caso speciale.
Oggi, i dati ufficiali parlano di più di 6 milioni di utenti registrati, di cui il 29,14% ha comprato il gioco. Attorno a questi numeri si costruisce una community davvero ampia di giocatori e modder che mettono a disposizione skin per i personaggi, mappe e oggetti per rendere il processo creativo ancora più efficace e trasversale.
Le stranezze di Minecraft in 8 punti
Da cosa dipendere il successo di Minecraft? Tadhg Kelly di Gamasutra ha affrontato la questione provando o focalizzare in otto punti gli aspetti più interessanti dell’ascesa di questo singolare caso:
1. Distribuzione per mezzo di un semplice download: il gioco non si installa, non si usa Steam e non è un’app (per quanto una version iOS sia stata recentemente annunciata). Niente di più lontano rispetto a quanto un videogiocatore sia abituato a fare.
2. Per giocare occorre una user ID, informazione che il sito ufficiale (una di quelle pagine dell’alba del Web – puro html e grafica spartana) è poco incline a fornire.
3. L’acquisto non si fa attraverso decremento di punti (come succede per Xbox Live). Solo Paypal con una procedura poco friendly che non è stata esente da intoppi: il 25 agosto 2010 Paypal bloccava l’account dello sviluppatore Markus Persson impedendogli di mettere le mani sui $ 750.000 raccolti. “Come può una singola persona accumulare così velocemente una cifra simile?”, deve essersi chiesto qualcuno di Paypal che temendo una truffa bloccò i fondi. Una simile somma non poteva che essere la dimostrazione di quanto buono fosse il gioco.
4. Nessuna introduzione. Nessun tipo di istruzione. Nessun preambolo che prepari al mondo che vi si parerà davanti.Vi ritroverete subito in un mondo fatto di blocchi squadrati potendo contare su niente di più che il vostro intuito.
5. La grafica è basica e veramente lontana da quella qualità a cui giochi molto più seducenti ci hanno abituato.
6. L’unica pubblicità che il gioco ha ricevuto è stata diretta conseguenza del “fattaccio” con Paypal.
7. Nessun materiale “pubblicitario” o “promozionale”. Solo da poco una società è stata costituita in cui lo sviluppatore è affiancato da un paio di amici.
8. Tecnicamente ostico. Volete giocare in multiplayer? Rispetto a Mac, l’ambiente Windows è quello più confortevole: dovrete solo andare su Google e cercare l’IP di un server Minecraft dedicato…ammesso che tutti sappiano cosa sia un server multiplayer e un IP.
Perché Minecraft funziona?
Sempre secondo Tadhg Kelly, Minecraft funziona per quattro semplici motivi che provo a riassumere:
1 – E’ un gioco solido con il giusto bilanciamento tra creatività e sfida. Un universo in cui è possibile creare qualsiasi cosa con quel tocco stravagante che la grafica a blocchi (a cavallo tra cubismo – nel senso letterale – e fascino 8bit) sa regalare. Uno strumento per sperimentare, in cui il peso non è sulla vittoria, il superamento degli ostacoli o il raggiungimento degli obiettivi ma nella connessione che si crea tra il gioco stesso e il giocatore come risultato di un rapporto espressivo.
2 – Il gioco punta tutto sulla condivisione. Come altri giochi hanno fatto, anche in questo caso si parla di strumenti da condividire, ma il grosso delle creazioni degli utenti viaggiano su Youtube come video: non si tratta quindi di uno sharing puramente strumentale ma – ancora – come forma meramente espressiva in grado di attivare meccanismi di viralità per raccontare storie e dar loro vita attraverso processi di collaborazione e costruzione collaborativa tra gruppi di giocatori.
3 – Minecraft ha una connotazione tipicamente anti-marketing collocandosi sul fronte opposto rispetto ai blockbuster e andando a rinfoltire il gruppo di giochi indie – Braid, World of Goo, ecc. – che hanno di fatto infiammato i giocatori annoiati da sequel milionari sempre uguali.
4 – Riprendendo il punto precendente, Minecraft ha successo perché ascolta il mercato: è innanzitutto un gioco per PC gamer. Ha un’identità ben precisa. Sa che i videogiocatori sono spesso raccolti in entità tribali e sceglie bene a chi rivolgersi, di chi saziare gli appetiti. Uno sviluppatore come Markus che viene dalla scena dei coder old school, una pagina di puro e semplice codice html, una grafica in blocchi 16×16 e il buzz delle comunità e dei siti di nicchia specializzati hanno permesso al gioco di raggiungere dritto il cuore dei suoi adepti.
Solo questione di fortuna?
Se la fortuna è passeggera, Minecraft e la storia del suo sviluppatore continuano a durare. Il gioco e Markuss hanno parlato dato vita a un discorso che ha messo lo sviluppatore a capo di un vero e proprio movimento. La vera forza di Minecraft è quella di essere allineato al suo target che risponde in perfetta risonanza sotto forma di un movimento culturale che qui ritrova i suoi caratteri preminenti, i soli in grado di rappresentarli.
Una storia che è in procinto di diventare un documentario prodotto dall’americana 2PP che su Kickstarter – non a caso un piattaforma non-convenzionale – ha raccolto $ 210.297 (rispetto ai $ 150.000 necessari) e 3631 finanziatori i per regalare un altro tassello di questo incredibile racconto dal titolo “Minecraft – The Story of Mojang AB“.
00Ketto ShiKetto Shi2011-04-05 15:00:452011-04-05 15:00:45Minecraft e la storia di Mojang AB. Il video gioco di successo che non sfrutta il personal branding.
Per incentivare i clienti al consumo delle famose chicken nuggets, la Leo Burnett ha creato una campagna ambient per McDonald’s davvero d’effetto: grandi installazioni a forma di ciotola da salsa che simulano il movimento di ascensori di grandi centri commerciali.
L’idea è quella di rappresentare l’immersione delle crocchette di pollo nella salsa e..stimolare l’appetito 😀 !
Facebook ha rilasciato la versione 3.4 della sua applicazione per iPhone. Le novità introdotte da questa versione sono:
Mappe in Luoghi
Possibilità di fare il Check-in nei luoghi degli eventi a cui avete dato l’adesione
Possibilità di eliminare i contatti dal proprio elenco di amici
Perfezionato la struttura dei feed con le notizie
Potenziato il sistema notifiche
Le nuove funzionalità degne di essere menzionate di focus, sono la possibilità di eliminare un contatto dai propri amici direttamente dal telefono.
Allo stesso modo, aggiunta la vista mappa dei check-in alla sezione luoghi in cui ti registri. Gli utenti quindi possono fare possono passare da “Attività” e “Mappa” per visualizzare le opzioni checkins nella vista elenco standard o passare a vederle su una mappa.
Altra bellissima novità è la possibilità di effettuare un check-in quando ad un evento a cui si è stati invitati. Attenzione perché la feature funziona correttamente solo se vicini al luogo dell’evento.
Infine, quante volte non avete ricevute le notifiche in tempo? Oppure non vi sono state mai segnalate? Adesso, pare che con questa nuova versione siano state migliorate sia la gestione delle notizie che delle notifiche (ora non più fantasma, si spera!)
Le nuove caratteristiche introdotte cercano di migliorare l’esperienza utente, agevolando l’utilizzo mobile. Il Mobile continua ad essere una priorità importante per Facebook, rivelando che 250 milioni di persone utilizzano attivamente Facebook tramite dispositivi mobili su base mensile.