Top 5 Horror – Aprile 2011

Nei nostri post di solito cerchiamo di mostrarvi le idee più belle trovate in rete, le più interessanti o quelle stilisticamente realizzate meglio.

Ma spesso nelle nostre ricerche ne vediamo anche altre veramente brutte, schifose e stupide e siccome non vogliamo privarvi di nulla, ecco la Top Horror di Aprile, la classifica con gli orrori del mese.

Se non avete paura dei pubblicitari, beh dovreste averne!

Animali giganteschi e molesti, magari vanno di moda…

Doppia entry, con due spot usciti nello stesso periodo e con lo stesso tema: animali impazziti. Cominciamo da Skittles che ci propone, insieme ad altri due spot assurdi in cui un arcobaleno che fa piovere caramelle è il protagonista, questi piccioni a grandezza umana che vanno a beccare i confettini colorati tra i piedi del malcapitato di turno. Poverino, magari voleva solo mangiarsi due caramelle, ma per fortuna arriva un cane (minuscolo rispetto ai piccioni) che li fa scappare tutti, rigorosamente di corsa, com’è tradizione. Uno solo pensa bene di volare per togliersi dai pasticci e non farsi “beccare”.

Molto simile, ma leggermente più estremo, lo spot di Mikado, che gioca anche con le parole. Nuts in inglese ha infatti diversi significati: noccioline (come il nuovo gusto dei Mikado, appunto), ma anche fuori di testa (come il protagonista che vuole i Mikado alle noccioline). Il risultato di questa “simpatica” trovata è uno scoiattolo gigante vandalo che va in giro a dare fastidio alla gente per strada, tirare per terra gli scaffali nei supermercati e distruggere distributori automatici.

Attente ragazze, le cuffie Zippear vi fanno ballare anche il balcone

Ecco qua il solito spot sessualmente provocatorio: un giovanotto occhialuto se ne sta lì, tranquillo su una panchina a guardare le figure su un quotidiano, quando una ragazza molto piacente, con un parco intero a disposizione, si sistema proprio davanti a lui per fare un po’ di ginnastica. Per fare ginnastica ci vuole la musica giusta ovviamente, un bel Rhythm & Boobs, e alla bella ragazza cominciano a ballare anche le boobs… ora, il prodotto mi sembra anche buono, un paio di cuffie con i sostegni che si possono staccare quando non si fa movimento potrebbero essere veramente una genialata, però, a voi pubblico intelligente chiederei: c’era proprio bisogno di tutto quel ballatoio?

Vivident Cube: La freschezza fuori di testa

Questo lo stiamo vedendo anche in Italia. La freschezza fuori di testa? Solo la freschezza, siamo sicuri? Non è che magari era un po’ fuori anche chi si è inventato questo spot, in cui vediamo esseri umani trasformarsi in Lego e fare un remake del Mistero di Sleepy Hollow, scambiandosi le teste come fossero braccialetti? A questo punto io avrei paura a comprarle, magari arriva qualcuno e mi ruba la testa per provare la freschezza della mia gomma.

Gli spot di Dairy Queen non sono solo brutti, sono proprio inguardabili!

E’ su questa falsariga che Dairy Queen ha prodotto ben TRE spot, uno più assurdo dell’altro, per pubblicizzare il suo gelato, che appunto non è un semplice gelato, è il Blizzard! A darcene dimostrazione è un allegrone che ci delizia con i suoi aneddoti: andiamo in ordine, nel primo abbiamo arcobaleni in fiamme e conigli barbieri, nel secondo pantaloni magici che si girano da soli dall’altra parte, ed infine una chitarra che suona come i versi dei delfini. Alla fine di tutti gli spot c’è il claim, azzeccato come non mai devo dire: “So good it’s ridiculous”. E’ tutto ridicolo davvero.

IKEA e la cartellonistica non vanno molto d’accordo

Dulcis in fundo, una chicca che spero seriamente sia stata colpa del grafico e non di un dipendente IKEA: nel cartellone che offre l’hot dog di manzo a soli 50 centesimi di dollaro, è stato reso chiaro (e scritto anche molto grande) che l’immagine non è a dimensione reale. Che peccato! Visto che il cartellone misura ad occhio e croce 5 metri, con qualche decina di dollari avremmo potuto risolvere il problema della fame nel mondo, magari bastava comprare venti o trenta hot dog da 40 kilogrammi. E’ proprio vero, le cose più semplici sono sempre le più assurde.

Appuntamento al prossimo mese con nuovi orrori pubblicitari! Anzi no, vi faccio un ultimo regalo.

Spot contro la droga con Raul Bova per protagonista

Probabilmente attirerò su di me la collera di quasi tutte le donne che ci seguono, ma dovete vederlo: non commento per non sparare sulla croce rossa, senza parole.

Click the Miss: anche il chirurgo plastico è virale! [INTERVISTA]

Dire che la chirurgia plastica è virale sembrava quasi un ossimoro fino a qualche tempo fa. Mai evocare al tempo stesso la medicina, seppur estetica, e la propagazione di un virus! Eppure la chirurgia plastica è oggi un’idea che si propaga e si diffonde veramente come il più veloce dei virus. La maggior parte delle donne e degli uomini ci pensano e se non ci pensano hanno un’opinione al riguardo, ma nessuno ne ignora le potenzialità incredibili.

Come reclamizzarla? Come pubblicizzare le doti di un chirurgo estetico? La Grey Italia ha avuto un’idea molto interessante per il chirurgo Stefanos Vourtsis, ovvero affidarsi al marketing virale ed all’engagement.

L’idea è stata infatti quella di proporre un divertente concorso di bellezza on line dove si presentano due splendide miss, una bionda ed una mora, come nelle migliori tradizioni. Al visitatore del sito www.clickthemiss.com il compito di ritoccare con un click la fisicità delle ragazze in un gioco interattivo che porta a curve sproporzionate, labbra gonfie, orecchie a sventola … fino ad un sorprendente finale.

Il claim recita “Aiuta la bellezza nel modo giusto” e la metafora appare chiara: non abuso ma uso di chirurgia. Non eccesso, fino a creare un mondo di transformers plastificati, ma proporzione. Tutto questo detto con ironia, con il sorriso sulle labbra come il coinvolgimento virale sa fare.

Non è facile affrontare questi temi con la pubblicità perché è invece semplice scadere nel cattivo gusto o nell’abuso dell’immagine del corpo delle donne. Come pure non è facile pubblicizzare i professionisti in modo adeguato: qualche anno fa questo genere di promozione era vietata in Italia e da quando è consentita c’è una certa rigidità e difficoltà a comunicare dei messaggi interessanti.

Click The Miss – Milano – Grey Italia from Ninja Marketing on Vimeo.

In questo caso non solo la campagna strappa un sorriso ma c’è anche uno spunto di riflessione sociale sul fenomeno della chirurgia plastica, al punto che molti siti e riviste dedicati al mondo femminile hanno salutato con gioia il nascere di un filone consapevole della pubblicità estetica. Il sito è stato lanciato da un evento live (ripreso anche da Repubblica.it) in un piacevole sabato milanese dove le due miss hanno simulato una divertente campagna elettorale trai passanti divertiti, invitandoli ad andare sul sito www.clickthemiss.com

A seguire l’intervista a Francesco Emiliani, direttore creativo esecutivo di Grey Italia.

Come nasce la scelta creativa di promuovere la chirurgia estetica attraverso logiche viral e di engagement?

Viviamo in un mondo volgare, popolato da annunci strillati, ragazze messe nella parte infima dell’intelletto, bassezza culturale che nemmeno un bisturi di un chirurgo potrebbe sistemare e così abbiamo pensato di stimolare una parte sempre meno praticata, quella del sorriso. La scelta del virale è nata soprattutto grazie al valore che il sito del chirurgo sta avendo negli ultimi tempi. E’ un professionista che ha capito l’importanza del mezzo e del messaggio. E così ci è sembrato naturale affidarci alla logica viral. Seguendo comunque le indicazioni del cliente che erano proprio nella via di valorizzare il web. Una comunicazione sicuramente sofisticata e certamente non trash. Merito di tutti coloro che hanno lavorato: dal regista Mauro Vecchi alla casa di produzione Cow&Boys, al musicista Vittorio Cosma. insomma, bravi e belli tutti.

Che risultati sta avendo la campagna?

I risultati sono stati molto buoni, soprattutto calcolando che l’evento si è verificato in un sabato milanese molto affollato. La notizia è uscita come reale, ne hanno parlato quotidiani, blog, social network. La gente per strada era coinvolta e coinvolgente e le ragazze due bravissime attrici. Poi il tutto era finalizzato al gioco sul sito, dove comunque la permanenza media era sopra i 2 minuti. La cosa interessante da segnalare è che sul brief hanno lavorato esclusivamente creative donna (compresa la producer che ha seguito tutta la produzione). Quindi erano di parte, clamorosamente coinvolte e sono molto orgoglioso che loro abbiano portato questo progetto al termine. Hanno davvero creato un progetto, con un bellissimo claim finale, “Aiuta la bellezza nel modo giusto“. Appunto.

In un periodo in cui il pubblico sembra scrutare con più attenzione il ruolo del corpo della donna nell’advertising, quanto è possibile percorrere questo tema con un tone of voice ironico?

Io credo per definizione alla esagerazione o al minimalismo della reclame. Tendiamo sempre a far sorridere di più o a far riflettere maggiormente o far sorridere in modo aperto. E’ il nostro lavoro che cambia nel corso degli anni e dei tempi. Purtroppo credo che il corpo della donna sia sicuramente meno oltraggiato dalla pubblicità che da altre situazioni esterne al nostro dorato mondo. Basta leggere i quotidiani, guardare la tv, etc…

Nel mio lavoro ho sempre cercato di non usarlo in modo bieco e finalizzato solo a far “entusiasmare” il pubblico maschile. L’ironia ci salva sempre e dovrebbe salvarci sempre. Io credo che il più bel complimento che si possa fare ad una donna, almeno per me, è poterle dire “io con te sorrido, rido”. Monica Vitti ci ha fatto innamorare con Antonioni ma l’abbiamo amata quando sapeva farci muovere tutti i muscoli della faccia con le sue interpretazioni solari e gaudenti. Purtroppo in pubblicità sono spesso le “bruttine” che hanno il compito di farci sghignazzare. Noi ci abbiamo provato con due bellezze vere e proprie, addirittura con due Miss. Speriamo di esserci riusciti, almeno un pochino.

Daniel Kornrumpf e Inge Jacobsen reinventano l'arte del ricamo.

Spesso quando pensiamo al ricamo o al lavoro a maglia la prima cosa che ci viene in mente è nostra nonna, magari seduta su una sedia a dondolo intenta a decorare lenzuola e pattine o a confezionare sciarpe e maglioni che con tutta probabilità non indosseremo mai. Guardate però cosa sono in grado di creare questi artisti: Daniel Kornrumpf riesce a fare delle vere e proprie magie con ago e filo.

Le immagini sono quadri a tutti gli effetti, un microcosmo di colori e sensazioni. Date le dimensioni molto ridotte, per mostrare i particolari è necessario fare diversi ingrandimenti.
Il soggetto è delineato nei minimi dettagli e i fili assumono le caratteristiche della pennellata donandogli tridimensionalità e volume. Potremmo paragonarlo ad un moderno Van Gogh.

Questa cover di Vogue è stata invece “sferruzzata” da Inge Jacobsen, fotografo e studente presso la Kingston University, e fa parte di un’incredibile serie chiamata Thread.
Il suo lavoro è ispirato da artisti come John Baldessari, Vik Muniz, e Aliki Braine e dal loro uso non convenzionale della fotografia.
La tecnica, unica e brillante, ripropone copertine e annunci pubblicitari tratti da riviste di moda come Harper’s Bazaar e Vogue. L’alterazione dei soggetti è il punto centrale del suo lavoro, dice:

“Cucio sopra i capelli o la pelle, in segno di protesta verso le vuote immagini delle riviste di moda, trasformandole in qualcosa di unico”.

Questi artisti reinventano la fotografia, rendendola tattile. L’immagine, medium replicabile per definizione, si trasforma in oggetto unico e impossibile da riprodurre perché fatto a mano.

D’ora in poi non potremo più pensare al ricamo o alla maglia come a qualcosa appartenete al passato e al di fuori dal nostro tempo!

Marketing non-convenzionale

Espressioni come word-of-mouth, viral marketing, guerrilla marketing, ambient advertising, marketing tribale, buzz marketing, future o edge marketing sono passate dall’essere astruse definizioni di eccentrici guru del marketing d’oltreoceano ad oggetto di pubblicazioni scientifiche e di seminari. Il marketing sta cambiando per adeguarsi ai rapidi mutamenti della società.

Ci troviamo di fronte ad uno scenario mutato con nuovi paradigmi di riferimento, con un sistema in crisi con un pubblico di ex-consumatori, sempre più critici e consapevoli. Gli strumenti, le teorie le tecniche finora utilizzati nel marketing si rivelano inadeguati ad intercettare persone ormai impermeabili ai messaggi pubblicitari. Questo libro illustra con taglio critico le principali tecniche del marketing non-convenzionale (virale, guerrilla, tribale ecc…) e codifica in 10 punti strategici il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” marketing.

Brossura: 278 pagine
Editore: Il Sole 24 Ore (24 novembre 2008)
Collana: Marketing & comunicazione
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8883639812
ISBN-13: 978-8883639814
Peso di spedizione: 281 g

Acquistalo su Amazon.

La campagna Budweiser per i mondiali di calcio [SPECIALE WEBBY]

I Mondiali di calcio, si sa, sono un’occasione per godersi tanti incontri spettacolari, gustarsi grandi gesti tecnici e – raramente – scendere in piazza a festeggiare la vittoria finale, come nel caso della nostra Italia nel 2006.
Un evento atteso in tutto il mondo anche per la capacità di unire, appassionare e far incontrare persone di tante nazionalità differenti proprio nel nome dello sport e del divertimento.

Su quest’adagio la Budweiser, la più nota casa produttrice di birra al mondo, ha realizzato in occasione della Coppa del Mondo di calcio 2010 un’imponente campagna di comunicazione, che partiva da una capillare azione attraverso spot istituzionali e affissioni in tutto il mondo per arrivare a far “dialogare” i tifosi attraverso il socialnetworking, e non soltanto sul calcio giocato.

 

La campagna BudUnited

BudUnited, questo il nome della campagna, ha ricreato lo spirito inclusivo di uno stadio multicolore e multietnico come quello del SudAfrica 2010, andando a proporre un contesto – veicolato attraverso Internet e in particolare dai social network – che potesse rafforzare la brand image di Budweiser come “collante” anche fra tifosi e cittadini di nazionalità diverse.

Così è nata l’idea di realizzare BudHouse, un reality show collegato a doppio filo con l’evento sportivo, che raccontasse il mondiale dal punto di vista del tifoso.

Questo speciale show è stato seguito oltre che su un canale YouTube (http://www.youtube.com/budunited), anche attraverso una pagina su Facebook (http://www.facebook.com/BudUnited) e un account Twitter (http://twitter.com/budunited), attorno ai quali orbitava un reticolo di comunicazione fatto dei concorrenti dello stesso reality, che possedevano a loro volta profili personali sui due principali social network. Un tentativo di convertire nel mondo digitale i rapporti sociali che gli ospiti della BudHouse vivevano nella realtà, rendendo ancora più coinvolgente l’esperienza dello spettatore.

La casa, simile a quella di CineCittà dove sono ospitati i concorrenti del Grande Fratello nostrano, era ovviamente localizzata in SudAfrica.

Gli ospiti erano 32 provenienti da 32 paesi diversi: fra una partita e l’altra si cimentavano in prove le quali venivano commentate attraverso Twitter e Facebook dagli spettatori.

C’erano eliminazioni? Certo, e dipendevano dalla propria nazionale: quando una squadra veniva estromessa dalla Coppa del Mondo, anche il concorrente di quel Paese doveva lasciare la BudHouse.

Ma la campagna BudUnited non finiva qui, anche perché i 32 tifosi avevano parte attiva anche allo stadio, durante gli incontri sportivi. Sul sito della Fifa, infatti, si poteva trovare la sezione dedicata al man of the match, il miglior giocatore di ogni partita. Ebbene, a premiare dopo il match il calciatore scelto dal pubblico era proprio uno dei partecipanti al Reality Show della Budweiser.

Per dare il tocco finale e coinvolgere ancora di più il mondo dei Social, è stata realizzata anche un’app di Facebook per modificare la proprio foto, “Paint Your Face”, che permetteva di “pitturare” il proprio viso con la propria bandiera, tipo William Wallace in Braveheart.

I risultati

I numeri di BudUnited sono stati incredibili: 4.2 milioni di views per il canale di YouTube nelle 5 settimane del mondiale, meglio anche di Adidas, Nike e Coca Cola; la prima pagina Facebook al mondo per numero di fan fra i produttori di birra, 2,7 milioni di foto “modificate” con l’app Paint Your Face per un totale di 200 milioni di social media impressions, oltre che – ovviamente – un dato non trascurabile: 6 birre su 10 che son state vendute durante il mondiale erano Bud.

Niente male, vero?

Escalator Adv: quando le scale mobili incontrano i brand

Se non l’aveste notato, l’adv è ovunque!

Tranquilli, non siete in The Truman Show. E’ solo che ai pubblicitari non piace la monotonia cittadina, le metropoli grigie, senza colori. Ecco perchè proprio su quella roba comoda, ma noiosa (pensiline, metropolitane, ascensori) si scatena la creatività unconventional! Le scale mobili non fanno eccezione. 30 secondi di pura attesa. Una fase di stand-by che le agenzie non si sono fatte scappare e che hanno spudoratamente preso di mira. Curiosi di vedere le campagne più interessanti? Eccole per voi, scelte in giro per la rete da NM.

1 – Stabilo

2 – Head&Shoulders

3 – Pantene

4 – Gilette Venus

5 – Duracell

6 – Hopi Hari Theme Park

7 – Haribo

8 – Hyundai

9 – Sushi Roll

10 – Coca Cola

{noadsense}

Le applicazioni educative per iPhone finaliste ai Webbys [SPECIALE WEBBY AWARDS]

Ecco le 5 migliori app ufficialmente in nomination per conquistare l’ambito Webby Awards, categoria Educational & Reference! In fondo all’articolo potete trovare i link diretti per scaricare le app da iTunes.

American Museum of Natural History Collections: Dinosaurs

Ottocento immagini raggruppate fino a formare il più famoso dei dinosauri, una guida interattiva da godersi durante la visita al museo o direttamente a casa propria, quindici storie approfondite riguardo ai reperti del museo, podcast ed altri extra. Tutto gratuito. Cosa aspettate a scaricarla?

California Academy of Sciences: Field Guide to Golden Gate Park

Visitare il Golden Gate Park con il vostro iPhone vi darà sicuramente enorme soddisfazione. Questa applicazione, già premiata in diversi ambiti, mette a disposizione del visitatore una scelta di funzioni veramente interessanti: Field Guide, per informazioni scientifiche su fauna e flora, Mappa del Parco interattiva e Tour guidati. Il tutto è reso interessante dalla possibilità di salvare e segnalare ad altri utenti i propri avvistamenti o tour preferiti.

GE Ecomagination iAd

Ecomagination, un app educativa per grandi e piccini che parla in modo del tutto particolare di energie pulite e rinnovabili. Da provare.

HowStuffWorks App

Questa app è un ottimo aggregatore di fatti, curiosità, podcast ed extra del famoso sito “HowStuffWorks”, è disponibile sia per iPhone che per Android

Monkey Mayhem

Collegata allo Zoo Australiano Taronga, questa app è pensata per i più giovani e consente di raccogliere diverse informazioni, video ed extra durante la visita al parco, con specifico scopo educativo.   Cinque app veramente degne di nota, chi si aggiudicherà il premio nella notte dei Webby Awards, il prossimo 13 Giugno? Puntate i vostri browser qui per saperne di più!

Come unire due successi in un solo video: Mad World MineCraft Typography [VIRAL VIDEO]

Sono tanti, sparsi in rete, i video che usano la tecnica di “motion typography“, che miscelano cioè animazione e testo. Ma questo, in particolare, sembra aver affascinanto diversi utenti di Youtube. La grafica e l’ambientazione sono infatti le stesse di un videogioco di successo, Minecraft, i cui fan sono sicuramente stati attirati dalla curiosa accoppiata sfoggiata in questo breve filmato. La scelta del brano è sicuramente azzeccata: un mondo come quello di Minecraft, dove l’ambiente cambia creandosi casualmente all’inizio di ogni nuova partita, non può che essere definito un “Mad World“…

Trova il Business Partner ideale nel marketplace di Whoisper. [CASE STUDY]

Che i marketplace fossero la mia passione si era capito, ma oggi diventa ancor più interessante analizzare i modelli di business delle startups, sopratutto a fronte delle riflessioni che negli ultimi tempi hanno pervaso le comunità per startuppari italiani, su quest’onda ho quindi deciso di analizzare Whoisper: il marketplace, made in italy, in cui puoi incontrare il partner commerciale più adatto alle tue esigenze.
Si tratta dunque del primo sistema di micro intermediazione Business to Business che tramite un linguaggio universale è capace far dialogare i differenti soggetti aziendali fornendo tutte le informazioni necessarie a ridurre drasticamente tempi e costi di ricerca e selezione di partner ed opportunità come descritto dal portale aziendale.

Business Intelligence per la riduzione dei costi


Microintermediazione vuol dire riduzione dei costi collegati al prodotto finale, Whoisper infatti agisce all’interno della soglia dei costi aziendali legati alla ricerca di partner commerciali, stimati attualmente intorno al 30%, ciò significa che utilizzando questo tipo di sistema sarà possibile ridurre quella soglia di costi sino al 6%.
Il funzionamento prevede un sistema di ricerca e selezione delle informazioni, che permette ad un cliente di entrare in contatto solamente con i partner commerciali che rispondono esattamente ai criteri di ricerca impostati.
Whoisper inoltre non è contornato da barriere all’ingresso, è facilmente utilizzabile attraverso un normale browser web, quindi senza la necessità di settare ed implementare applicativi ERP, ma è possibile ricorrere all’utilizzo di applicativi di questo tipo nel momento in cui il traffico commerciale generato da questa rete diventi il principale strumento di acquisto o vendita dei prodotti.

Ricordi il mercato perfetto?

Chiunque ha passato almeno una notte pre esame a studiarlo, considerando sopratutto che era irrealizzabile per mancanza di informazioni adeguate e circolanti nel mercato, con whoisper ci si avvicina alla perfezione.

Il sistema informativo di Whoisper, infatti, consente ai player che usufruiscono di questo marketplace di interagire con le informazioni di mercato che sino ad ora erano erogate attraverso costose agenzie, queste informazioni consistono sostanzialmente di due aspetti principali, le informazioni che consentono di effettuare ricerche preventive di mercato e informazioni specifiche riguardo un player particolare.

Le ricerche preventive di mercato consentono ad un acquirente o un venditore di simulare in vitro una determinata offerta o una determinata proposta d’acquisto che viene plasmata e definita in base ai numeri di mercato accumulati nel database di Whoisper, ciò è un vantaggio estremo non solo per i player del mercato ma per il mercato intero: immaginiamo di poter condurre ricerche di mercato in un tempo pari all’1% di quanto siamo stati abituati a fare sino ad ora, sarà possibile plasmare, modificare e generare offerte market-modeled in breve tempo, con conseguente aumento delle interazioni e con la risultante di mercati più dinamici.

L’altro aspetto fondamentale delle informazioni che Whoisper mette a disposizione dei player è un sistema di rating, che potremmo comparare al sistema di feedback di Ebay, un sistema tale da permettere di conoscere una sintesi storica delle operazioni di mercato svolte da un determinato fornitore o acquirente, che ci permette di scegliere al meglio il partner e giungere più semplicemente ad una scelta consapevole quanto rapida.

I vantaggi per gli attori di mercato

Cogliere le opportunità prima e più rapidamente è la chiave per orientare un business in un mercato, l’analisi delle informazioni e la capacità di interpolare tra queste per delinearne un trend di fondo è fondamentale per attuare strategie di posizionamento di mercato: in questo senso è disponibile un sistema di analisi e controllo di specifici mercati di interesse del player, in grado di monitorare la dinamica commerciale particolare di un microambito per l’individuazione di nuove strategie di posizionamento e azione volte al miglioramento delle performance aziendali.

Se le attività commerciali rappresentano il 30% dei costi aziendali di cui l’80% (pari al 24% del costo del prodotto) sono dedicati alla ricerca di partner e opportunità, da oggi sarà possibile ridurre i costi aziendali, in modo da avere più spazio di posizionamento sulla soglia di prezzo del singolo prodotto, oltre ad avere maggiori risorse da poter investire in innovazione e sviluppo del prodotto e nell’aumento di valore dello stesso.

L’innovazione Open Source, motore della startup


La start-up fa parte di un progetto estremamente ampio e complesso che prevede l’introduzione nel mercato mondiale di innovative tecnologie informatiche in grado di aumentare la competitività di aziende di qualsiasi tipo e dimensione. Il capostipite è Whoisper, un sistema basato su un linguaggio universale in grado di comunicare con qualunque tecnologia e che verrà presentato allo SMAU di Padova il 4-5 Maggio 2011 ed a Milano il 19-21 Ottobre 2011, ancora una volta i Ninja fanno da talent scout nel mercato ;-).

Ogni transazione viene gestita da applicativi sviluppati con la collaborazione di una numerosa comunità che spontaneamente e quotidianamente ne migliora la qualità, le prestazioni, la sicurezza e l’affidabilità dei processi.

Il sistema operativo è Debian. Per la parte transazionale dei processi viene utilizzato il database opensource Postgresql:è affidabile, veloce e spesso precursore di funzionalità avanzate che poi vengono riportate sugli altri database commerciali.Il portale e le API sono sviluppate con Python, un linguaggio in sempre più rapida evoluzione e primo in termini di “nuove adozioni” in questi anni: è supportato da quasi tutti i provider che forniscono infrastrutture di Cloud Computing.Le API sono costruite con filosofia REST, interfacciabili quindi con il 99% dei linguaggi di programmazione che hanno già librerie valide e production ready in breve tempo. I formati supportati dalle API sono XML, JSON e YAML, ulteriore valore aggiunto alla flessibilità del servizio. Tutto il sistema propositivo e predittivo, che sono poi è il cuore pulsante dell’intero sistema, è stato realizzato attraverso algoritmi generati dai fondatori della start-up.

Il futuro finanziario della startup

Il piano economico e finanziario è stato realizzato da esperti analisti finanziari che collaborano con il progetto. Una volta terminati i test di mercato e trovato il giusto investitore di riferimento, i fondatori prevedono una graduale introduzione prima in Italia/Europa e successivamente in tutti gli altri paesi.
Il calcio per giungere allo SMAU e dar vita al processo innovativo vero e proprio è arrivato da Startup Business Network, e probabilmente il futuro vedrà Whoisper con gli applicativi EDI4 ridefinire le abitudini di mercato ed i sistemi di business intelligence.
Dunque, il mercato futuro non possiamo che guardarlo più semplice e dinamico, e le startup saranno costrette ad interagirvi attraverso sistemi di questo tipo.
Stay Tuned 😉

Aruba va a fuoco, problemi per molti siti italiani

Uno dei principali Internet Service Provider italiani, a causa di un incendio, ha smesso di fornire il servizio a moltissimi siti. Ed in rete subito sono arrivati i primi commenti, molti ironici.

Da Aruba fanno sapere che il problema è partito da un principio d’incendio sulle batterie degli UPS (Uninterruptible Power Supply), l’apparecchiatura che si usa per mantenere l’alimentazione elettrica costante e senza interruzioni.

Per precauzione tutti gli hosting/domini sono stati “spenti”, e non ci sono state perdite di dati.

Dall’account Twitter di Aruba, aperto per l’occasione ed arrivato subito ad oltre 3200 follower (probabilmente non proprio felicissimi), sono stati segnalati i problemi:

Poco dopo le 10 il primo segnale di risveglio, sempre twittato:

Il sito di Aruba sembra al momento raggiungibile, si aspettano novità (ed intanto si sente già parlare di denunce, class action, ecc).

[Update] Il ticket per seguire gli update in tempo reale di Aruba è: https://ticket.aruba.it/News/news.aspx