Pony Malta: una giornata differente
Simpatico spot per il soft drink colombiano Pony Malta.
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Simpatico spot per il soft drink colombiano Pony Malta.
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Ecco le slide della presentazione di Mirko Pallera al workshop organizzato dal Wommi presso il Forum della Comunicazione Digitale, tenutosi a Milano mercoledì 10 febbraio 2010.

Diciamocelo: stiamo diventando esperti di flash mobs.
Da quando Bill Wasik li ha inventati, nel lontano 2006, ne abbiamo visti tanti da T-Mobile ad Elf Yourself per non parlare di quello organizzato addirittura da Lance Armstrong, e non dimentichiamoci gli hash mobs via Twitter: da “Amazon fail” a “shame on you ABC” è stato un successo planetario. Continua a leggere
Qualsiasi donna oggi può comparire sulla copertina di Playboy? Non proprio, ma per lo meno può provarci!
Il fotografo scatta le foto attraverso la webcam, dopo di che la candidata può scegliere le migliori per il proprio book e invitare i propri amici a votare sul sito. La prossima Playboy Girl verrà scelta fra le più votate!
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Alzi la mano chi non parla nel sonno…ok, forse non ne siete consapevoli, ma capita spessissimo.
Così, oltre un anno fa, l’inglese Karen Slavick-Lennard ha aperto un blog – Sleep Talkin’ Man – in cui riporta costantemente le esilaranti frasi (alcune delle quali sui pinguini vampiri) pronunciate notte dopo notte dal marito Adam.
Inutile dirlo: il blog è stato subito un successo virale con milioni di visite; moltissimi anche i contatti sulla fan page su Facebook e sul profilo Twitter.
E’ addirittura fiorito un merchandising basato sulle sconnesse frasi pronunciate dal dormiglione. E non mancano neanche le suonerie per i cellulari.
Quindi state attenti i vostri compagni vi spiano…
L’iPhone sbarca anche nella sigla dei Simpson!
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La svedese Riksgalden dimostra che investire in alcuni prodotti finanziari può essere vantaggioso e non presenta rischi.
I loro “lottery bonds”, infatti, non solo non fanno perdere denaro al consumatore ma lo ripagano con dei premi.
E per dimostrare il funzionamento del meccanismo, l’agenzia di Stoccolma Storåkers McCann ha dato il via a questa campagna di ambient con delle vere e proprie slot machine: se si vince si ottiene una moneta di cioccolato più la restituzione della moneta inserita, se si perde viene solo restituita la monetina. In ogni caso, perdere è impossbile.
Chiaro no?
Visto qui.

La sensibilizzazione sul tema della droga ha sempre dato vita a campagne di comunicazione difficili da dimenticare. Basti pensare al terrore indotto nelle generazioni anni ’80 e ’90 dalla celebre campagna “Se ti droghi ti spegni“. Anche nel mondo del marketing non convenzionale, di conseguenza, vi sono state iniziative notevoli per parlare in modo creativo e coinvolgente di tali argomenti.

Il governo norvegese ha deciso di andare oltre: ha messo infatti in piedi un sito, dalla grande potenzialità virale, che ci porta direttamente dentro l’esperienza del consumatore di droghe. Tramite una serie di animazioni in flash e pop-up, il website simula l’impatto che le droghe hanno nel nostro apparato cognitivo. Ad esempio, la pagina della marijuana si muove a rallentatore, mentre quella della cocaina in modo frenetico. Il tutto intervallato da inquietanti messaggi e finte mail della polizia che avvertono sulle conseguenze legali del consumo di simili sostanze.

Lo sviluppo grafico del progetto, vincitore di un Cyber Lion di bronzo a Cannes, è di KITCKEN Reklambyra, agenzia di Oslo.
Una battaglia sul campo, una sul piccolo schermo: giocatori di football da un lato e pesi massimi di Madison Avenue dall’altro si sono sfidati per una vittoria a metà tra sport e pubblicità. Indianapolis Colts e New Orleans Saints si sono contesi il titolo di campioni (congratulazioni ai Saints); brand, prodotti e testimonial hanno ingaggiato una delle battaglie più epiche per conquistare i consumatori dopo il difficile momento dei consumi negli Stati Uniti.
Cosa possiamo evidenziare, dal punto di vista esclusivamente non convenzionale, nel XLIV Super Bowl? Oltre al rappresentare un tradizionale momento di inversione nelle abitudini di fruizione televisiva – poiché gli spot in onda spesso guadagnano più attenzione e visibilità del contenuto che li ospita – questo Super Bowl ha saputo reinventarsi senza spettacolarizzazioni fuori luogo, adattarsi allo scenario della comunicazione postmoderna e suggerirci qualche linea di tendenza per la brand communication.
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