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Zatokih
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Armstrong e un flashmob da campioni

Armstrong e un flashmob da campioniCari ninja, di flashmob vi abbiamo parlato molte volte e con numerosi esempi ma oggi vi raccontiamo di una vera e propria celebrità dello sport: Lance Armstrong.
Il sette volte trionfatore del Tour de France, infatti, lo scorso 10 settembre ha inviato questo tweet dal proprio account: “Hey LA — get out of your cars and get on your bikes. Time to ride. 7:30 tomorrow am. Griffith Park, LA Zoo parking lot. See you there”.

Chi perderebbe l’occasione di fare un giro in bici accanto al super campione?

Di sicuro non le centinaia di partecipanti che hanno pedalato con Armstrong e che si aggiungono ai ciclisti che il 25 agosto, a Dublino avevano risposto ad un tweet simile a quello di Los Angeles: “Good morning Dublin. Who wants to ride this afternoon? I do. 5:30pm @ the roundabout of Fountain Rd and Chesterfield Ave. See you there”.

Si erano presentati in 1200, pronti a compiere tre giri da 4 km ciascuno per il cosiddetto “Tour de Lance”. Hanno finito con l’essere ben nove, per la felicità dei fan del ciclista che hanno sempre confidato nella sua buona fede e non prestato orecchio alle accuse di doping.

Qui sotto un video amatoriale


mostra il passaggio della carovana al Phoenix Park di Dublino:

L’importanza e l’impatto dei flashmobs è evidentemente crescente: ci si chiede se si giungerà ad un punto di saturazione oltre il quale iniziative di questo tipo non faranno notizia perché troppo diffuse, ma difficilmente potrebbe prospettarsi uno scenario di questo tipo.

Innanzitutto perché non è detto che qualunque azione si organizzi questa raccolga poi un gran numero di gente, in secondo luogo perché il flashmob è un’iniziativa che reinventa se stessa costantemente. Silent disco, pillow fights, pedalate accanto ai campioni, danze improvvisate…quante altre possibili azioni, rese eclatanti da una massa di partecipanti, riuscite a immaginare? Bene, vi siete risposti da soli.

Smettere di organizzare flashmobs sarebbe come dire che la gente non ha voglia di partecipare, invece mai come adesso il web si rivela uno strumento di aggregazione forte ed efficace. Il tempo necessario a scrivere il tweet, non sarebbe bastato ad Armstrong se avesse voluto fare una ricerca sui possibili organizzatori di un evento del genere, prendere il telefono, comporre il numero ed esporre la proposta.

Cari ciclisti (e flashmobbers) non crediate comunque che sia finita.
L’11 settembre Lance ha inviato un nuovo tweet: “Great ride in Griffith Park. Thanks, LA! And thanks to the LAPD for the help. Off to Montreal. . .”. I ciclisti canadesi sono avvertiti!

Pubblicato il 14 ottobre 2009 - Articolo scritto da Zatokih per Home Page, Non-Conventional Events, Societing, seeding
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2 Commenti

  • Potenza del web, di Twitter e di un brand significativo come Lance Armstrong. E’ un caso rilevante in cui il celebrity marketing classico e flash mob si coalizzano. Il risultato è un interessante ibrido.

    (By the way… con Twitter uno diventa un follower di qualcuno; Lance Armstrong ha preso alla lettera il sistema: si fa letteralmente seguire in bici :)


    Pubblicato da Stefano Pace il ottobre 15, 2009 @ 18:14 pm Commenta
  • [...] visti tanti da T-Mobile ad Elf Yourself per non parlare di quello organizzato addirittura da Lance Armstrong, e non dimentichiamoci gli hash mobs via Twitter: da “Amazon fail” a “shame on [...]


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