Fenomenologia delle strategie non convenzionali al cinema: gli utenti esercenti

Cari ninja, qualche tempo fa vi avevamo parlato di alcuni casi significativi di distribuzione di audiovisivi su mezzi e con modalità non esattamente convenzionali.

Oggi vogliamo spostare il discorso sull’aspetto promozionale per capire davvero cosa stia accadendo.

Intanto, abbiamo una certezza: gli hoax (mal fatti) ci hanno stancato. Nel 1999 The Blair Witch Project (Daniel Myrick, Eduardo Sánchez) ha fatto scuola, nel 2009 – appena dieci anni dopo – Il quarto tipo si è preso una multa e tanta derisione.

L’horror di Olatunde Osunsanmi è, infatti, costruito come un mockumentary à la The Blair Witch Project, Cloverfield (Matt Reeves – 2008), REC (Jaume Balagueró, Paco Plaza – 2007) e District 9 (Neil Blomkamp – 2009).

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Incredibile: per RollingStone la politica supera il Rock!

Provocatorio e aggressivo il copy dello spot realizzato da D’Adda, Lorenzini,Vigorelli per l’edizione italiana di Rollingstone.

Che ve ne pare? A me piace, anche se sembra quasi creato ad hoc per dar vita all’ effetto-polemica

Trovato qui

Antenne e specchietti: innovazioni nel car-advertising.

Vi proponiamo due spunti notevoli di azioni ambientali sulle automobili. Le macchine parcheggiate nei centri urbani sono da tempo considerate uno dei veicoli principali (perdonate il gioco di parole…) per la comunicazione di guerrilla.

La prima viene da Milano, per promuovere Urban Island 09, un blog che raccoglie le iniziative relative al mondo di design e arte nel quartiere Isola di Milano. Giocando sul concetto di “isola”, si è scelta la metafora della canna da pesca: alle antenne delle automobili viene quindi applicato un galleggiante, con messaggio annesso.

La seconda viene dalla Francia. Per mettere in evidenza il produttore di cornici L’Eclat du Cadre, la BDDP & fils di Parigi ha pensato di utilizzare gli specchietti delle macchine parcheggiate.

La fonte, in entrambi i casi, è adsoftheworld. E proprio leggendo tra i commenti del popolare sito sull’advertising, sorgono due grossi dubbi.

Il primo: in diversi casi tra i commenti si legge “Dont’ touch my car!”, ossia “non toccate la mia macchina”. Piuttosto prevedibile, dato che non si tratta di un semplice volantino sotto il tergicristallo, ma di oggetti applicati anche ad apparati delicati dell’autovettura (come l’antenna).

Secondo dubbio: è possibile comunicare al target giusto? Pensiamo ad una donna di mezza età, magari casalinga, che esce dal parrucchiere e si trova una campagna per un blog sul mondo dell’arte: comprenderà il messaggio? Lo ignorerà o andrà su tutte le furie?

Queste erano le mie perplessità: voi che ne pensate?

La divisione dei beni? Prima c'è quella del biglietto da visita!

Non è la prima volta che, nell’ultimo periodo, si parla di biglietti da visita geniali: da quelli inviati assieme ad un dito a quelli da grigliare.

Quindi questo di certo non vi sconvolgerà. Ma rimane comunque un oggetto interessante, in linea con le diavolerie inventate di recente per assecondare il crescente numero di divorzi.

L’avvocato divorzista James Mahon si è affidato all’agenzia John St. di Toronto per farsi fare un biglietto da dividere in due: una parte per lui e una per lei! Ma non preoccupatevi, hanno preso precauzioni: i contatti telefonici e mail sono stampati due volte…

Nuovi trend di marketing: il pluriball-adv

Alfred Fielding e Marc Chavannes, nel lontano 1957, non pensavano che avrebbero dato pane per i denti di molti creativi del nuovo millennio. Con la loro Sealed Air Corporation, infatti, diedero alla luce una scoperta sconvolgente: il pluriball.

Detto anche bubble wrap, è il materiale da imballaggio più comodo ed economico, ma è anche un oggetto che intrattiene grandi e piccini: quando si tratta di schiacciarne le palline si vorrebbe andare avanti per ore e ore.

Un simpatico esempio è questo calendario, uscito l’anno scorso.

Di recente, un’intera via in Inghilterra è stata ricoperta di questo materiale. Il tutto per promuovere i servizi di Confused.com, portale web dell’oltremanica che compara differenti assicurazioni trovando la più economica. La via non era casuale: Somerville Road, nel Worchester, ribattezzata accident road, è la via dove si sono registrati più incidenti d’auto in tutto il regno. Gli oltre 1500 metri quadri di pluriball utilizzati per questo ambient dovrebbero risolvere le cose…

Uscendo dalla logia “pluriball = protezione” e soffermandosi solo sul valore ludico delle bolle, troviamo diversi esempi eccellenti. Wirz BBDO Network di Zurigo ha sfruttato il materiale magico per l’ente turistico svizzero Braunwald Tourism. L’idea, che vi abbiamo mostrato recentemente, era decisamente accattivante: il cartellone invitava a respirare l'”aria di montagna” imprigionata dentro le migliaia di palline.

Restando sul tema fermate dell’autobus, abbiamo altri due super-big brand: il primo è Sony PlayStation, che in Malesia ha giocato sul piacere che si prova a premere le bolle  paragonato al premere i tasti del joystick.

Il secondo è NIVEA, che in collaborazione con TBWA Toronto ha fatto toccare con mano ai passanti il drammatico problema della cellulite.

A questo punto si può affermare che c’è un deciso trend creativo che vede il bubble wrap come elemento dominante della comunicazione non convenzionale. Conoscete altri esempi? Segnalateceli!

Hacker TV, Internet e la libertà

Hacker TV è un video che risale al 2006, quando l’Italia non era ancora campione del mondo, Google non possedeva ancora Youtube e pochissimi di noi sapevano dell’esistenza di uno degli argomenti di discussione preferiti dai nostri politici e giornalisti: Facebook.

Eppure questo video, a quattro anni dalla sua realizzazione, è tremendamente attuale. In particolar modo oggi, giorno in cui apprendiamo della condanna di tre dirigenti di Google in merito al processo Google/Vivi Down.

In merito alla vicenda, visto che abbiamo già ampiamente espresso la nostra posizione nel post di Kiko Hattori Hanzo, preferiamo citare una frase dal video che vi abbiamo mostrato:

Così come non potete accusare l’aria per il suono che trasporta, non potete accusare la Rete di trasportare bit negativi

Non potremmo essere più d’accordo…

MiTo e Space Invaders: gli alieni sono arrivati a Londra


Vi ricordate del mitico Space Invaders, padre degli Arcade games?

Alfa Romeo ha improvvisato una gigantesca sessione di gioco, con tanto di proiezione su muro,  per il lancio dei modelli MultiAir di MiTo.

L’iniziativa, pubblicizzata come “the first interactive gaming projection in the UK“, si richiama alla pubblicità televisiva lanciata qualche mese fa ed ha avuto il suo avvio a Londra, fuori dalla Truman Brewery, ma il tour proseguirà anche in altre città del Regno Unito.

Le donne inglesi? Per eMarketer sono vere comunicatrici digitali

Che Internet e le tecnologie digitali in generale abbiano di fatto cambiato le nostre vite è una verità ormai condivisa. Inizia quindi a diventare quasi superfluo leggere ricerche e statistiche che dimostrano quanto il Web sia cresciuto, quante persone sono online e quante lo diventeranno nei prossimi mesi o anni.

Quello che invece diventa interessante a questo punto è capire come reagiscono e si adattano alle nuove tecnologie i diversi segmenti della popolazione, di volta in volta analizzati a seconda di differenti variabili socio-demografiche.

Ultimamente ci siamo imbattuti proprio in una di tali ricerche e, trovandola interessante, ci fa piacere condividerla con voi, usandola magari come spunto per un paragone con le realtà di voi lettori. O meglio lettrici, visto che la ricerca di eMarketer della quale stiamo parlando riguarda le donne inglesi.

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Angel_F: il 5 marzo la presentazione del diario di una giovane intelligenza artificiale

Il 5 marzo 2010 a Roma a partire dalle 18.30 presso i locali del FLEXI libreria-caffè (via Clementina 9, rione Monti) AOS (Art is Open Source) in collaborazione con FHF ItaliaThe Hub Roma presenta Angel_F. Diario di un Intelligenza Artificiale di Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD) e Oriana Persico (penelope.di.pixel)

Angel_F è la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll. A tre anni dalla sua nascita, il piccolo racconta il suo primo anno di vita e le sue avventure in rete nel mondo fisico sotto forma di un particolare “Diario” che vi abbiamo presentato anche su Ninjamarketing.

Presenta il volume: Derrick de Kerckhove.

Ne discutono insieme agli autori: Arturo di Corinto, Monica Mazzitelli, Marco Scialdone, Valentina Tanni e Luigi Pagliarini.

Special guest: Les Liens Invisibles con Seppukoo.com

Performance & installation: “Nephogram+Angel_F” (Nephogram and Angel_F) – “Seppukoo.com” (Les Liens Invisibles) – “Listening” (Salvatore Iaconesi)

La svolta di Obama: non più social network ma social media

Spesso vengono utilizzati come sinonimi, ma a guardar bene non lo sono. Tanto è vero che l’amministrazione di Barack Obama ha deciso di sostituire il temine “social network” con “Social Media” per riferirsi ai vari Facebook, Twitter e compagnia.

A prima vista può sembrare un cambiamento marginale ma, come fa giustamente notare Marco Pratellesi, così non è. Per la Casa Bianca questi sono i nuovi mezzi di comunicazione di massa ai quali guardare per l’informazione del futuro, dato che oggi per milioni di persone i social media sono la principale fonte di informazione.

Di conseguenza, come spiega la new media director Katie Dowddobbiamo portare l’informazione, i nostri atti amministrativi dove le persone vivono e discutono, perché questa è la strada per ampliare ed arricchire la nostra presenza ed avere una relazione diretta con la gente”.

Obama si conferma forse il primo “Internet president”, attento come mai era successo prima al web e soprattutto al suo popolo: una svolta non da poco.