Il raid dei veterani dell'Iraq a un distributore di benzina
Io c’ho visto un grande messaggio: noi siamo solo piccoli soldatini mandati allo sbaraglioper i vostri affari “neri”. Guerrilla che fa pensare.
Io c’ho visto un grande messaggio: noi siamo solo piccoli soldatini mandati allo sbaraglioper i vostri affari “neri”. Guerrilla che fa pensare.
Come considerare il Word of Mouth, e soprattutto come pensarlo in una strategia di marketing innovativa? Il WOM è la nuova frontiera oppure un metodo come gli altri, è l’unico strumento veramente valido per diffondere i propri messaggi oppure ha grossi problemi nella sua gestione? In questo articolo mostreremo le due facce del WOM, evidenziando in primo luogo una seire di dati che Jenni Beattie ha messo insieme sulle virtù e l’importanza che ormai ha assunto il Word of Mouth in ogni processo di vendita on e off line. Nella seconda parte, posteremo un articolo di Michael Antman sui motivi a causa dei quali il word of mouth non funziona.
Partiamo con l’articolo della Beattie, uscito su Fresch Cat:
“Se vi assalgono dubbi sul potere del word of mouth (WOM) prendete in considerazione quanto segue. Sono una serie di dati presi da riviste, agenzie, interventi di grosse personalità sulla bontà del passaparola nel marketing contemporaneo:
Fake o non fake? Questo è il dilemma che sorge di fronte a questo video. È diretta emanazione virale dell’azienda produttrice o creazione di senso da parte di altri creativi?
Per me è opera Nintendo, che ha basato sull’importanza di “far sentire il fisico” la sua promozione virale.
Voi che ne dite?
Forse non servirà una campagna di guerrilla sociale a cambiare la testa alle persone e ancora meno peserà qualcosa sulle scelte degli Enti pubblici, ma mettere in evidenza nel quotidiano il disagio che un diversamente abile ha per colpa dell’incuria, della cattiva programmazione, della poca attenzione e, soprattutto, dell’ignoranza civile che in Italia regna da sempre padrona è una nota di merito che noi di ninja vogliamo sottolineare affinché si diffonda il valore di attenzione e cura del prossimo.
Contro le barriere architettoniche, i disagi urbani, lo sporco che lasciamo per la strada (che, ricordo, non è nostra), la città lombarda di Bollate ha voluto dare un segnale concreto, coordinandosi con l’agenzia MagutDesign per la progettazione e realizzazione di una campagna di guerrilla sociale.

Il RomeCamp, che si tiene a Roma il 21 e 22 novembre presso la facoltà di Economia “Federico Caffè” dell’Università Roma Tre, è un appuntamento da non perdere, una delle iniziative più importanti e di frontiera che si svolgono oggi in Italia.
Come è ricordato anche nell’intro del sito, il programma di un barcamp non è definito a priori secondo una rigida scaletta. L’organizzazione non decide nel dettaglio quali saranno gli argomenti da trattare e chi saranno i relatori: nel caso del RomeCamp, chi desidera parlare non deve far altro che affiggere all’inizio dell’evento un cartellino con il proprio nome e il titolo dell’intervento su un tabellone per occupare uno slot di 45 minuti.
L’organizzazione mette a disposizione tempo di intervento e attrezzature. Ogni esposizione non è comunque simile agli interventi da convegno, in quanto il dialogo sul tema trattato è continuo e si attiva appena qualcuno ne ha voglia.
Il RomeCamp ha come tematiche di partenza le idee che servono a migliorare la nostra esistenza sulla terra (in effetti, un gran bell’argomento). Come dice il sito: “Il romecamp ha l’ambizione di creare nuove narrazioni sui percorsi che possiamo intraprendere. Strade che abbandonano il modello dell’aumento infinito dei consumi e si indirizzano verso la sostenibilità, la qualità della vita, l’intelligenza, la sensibilità, le relazioni di collaborazione con le altre persone.”
Tra le diverse azioni collegate al romecamp, oltre ad un gruppo facebook e ad un wiki sul barcamp, il sito di Current tv ha creato una pagina ad hoc, “Invia le tue idee per il futuro”, dove già i giorni precedenti al barcamp si possono inviare idee originali che riguardano la tematica dell’evento.
I primi 30 che invieranno una idea per il futuro saranno invitati all’aperitivo che Current offrirà alla sua community, venerdi prossimo, dopo il RomeCamp, al Caffè Letterario.
Questo è il video dove i ragazzi di Roma Tre discutono dell’evento:
Quante volte abbiamo detto, con quella saggezza che ci invecchia prima della senescenza: “Ma guarda un po’ questo telefono. Ma cosa si inventeranno tra qualche anno, il telefonino che fa anche il caffè!”
Niente più battute a cui può ridere solo la fidanzata frustrata, è arrivato il telefono che fa tutto, anche il caffè.
Si chiama Pomegranate NS08 (bellissimo il color melograno) e può più di tutti gli altri telefonini attualmente in commercio. Le sue pubblicità sono in giro da poco su internet, è per questo che l’amico geek ancora non ve ne ha parlato.
Con questo geniale smartphone non solo si può solo chiamare, mandare messaggini, navigare in rete e viaggiare con il Gps. Oltre a queste tecnologie, il super-cellulare prodotto da un’azienda canadese è in grado di preparare il caffè (all’americana), diventare un traduttore universale, fungere da videoproiettore e persino da rasoio, o in alternativa, da depilatore elettrico per le gambe. Con questo aggeggio multifunzionale è possibile persino suonare l’armonica.
Finalmente il telefonino che può tutto, per un futuro sempre mobile.
Ci avete creduto? No!. Certo, in effetti l’enfasi anche se velata non poteva promettere niente di buono. Il Pomengrate NS08 è il fulcro di una campagna virale che ha uno scopo molto diverso: promuovere la regione canadese della Nuova Scozia attraverso l’attenzione che un telefono del genere può attirare in tutti gli utenti web.
È solo uno specchietto delle allodole, o meglio, è uno spunto virale per una tracimazione di senso altro. O almeno così si dice in gergo.
La campagna sarà anche bella, lo spunto addirittura geniale nella sua capacità di spiazzare, ma i tagliaboschi della Nuova Scozia giustamente si sono chiesti: “Ma che c’entra un telefonino factotum per promuovere la nostra terra (al di là di un velato richiamo al melograno che lì abbonda e alla sigla NS= Nuova Scoazia)?”. Il non-convenzionale quando si scontra con il buon senso a volte arrossisce.

Questa sì che è voglia di fare formazione come si deve. Meet The Media Guru è un programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale (citiamo solo alla rinfusa: Bill Moggridge, Vincent John Vincent e Joichi Ito aka Joi Ito, che sarà il prossimo) declinata secondo le direttive del mondo professionale e non solo, in quanto molti incontri verteranno su argomenti sicuramente capaci di coinvolgere il grande pubblico attraverso la messa in circolo di idee che riguardano le tematiche hot del momento.
Il progetto è di MGM Digital Communication, realizzato in collaborazione con la Mediateca di Santa Teresa – Sezione Digitale della Biblioteca Nazionale Braidense.
L’obiettivo dichiarato di Meet the Media Guru è proporre sul territorio milanese un appuntamento costante di dibattito con le voci più eminenti della cultura digitale e dell’innovazione in ambito internazionale.
Inoltre ad affiancare le inziative di base ci sono una serie di opportunità molto interessanti: la partnership internazionale con la rassegna Face au Present-Troisieme Oeil/Anomos-Mosign del Centre Georges Pompidou di Parigi.
L’MMG live, con una redazione che segue gli eventi, commenta e diffonde in tempo reale nella rete.
L’MMG Executive, con incontri a tema per target specifici, in collaborazione con associazioni, università, istituzioni.
Ultimamente io e Mirko, sia per deformazione professionale sia per motivi legati al nostro prossimo lavoro editoriale, ci stiamo interrogando molto su cosa sia realmente virale!
Il lavoro è lungo e difficile e sicuramente non riguarda esclusivamente il magico mondo del marketing, anzi di grande aiuto, come sempre, sono le riflessioni del caro amico Sean Moffit, il quale sostiene che: “Gli esseri umani sono come un branco di animali, a cui non piace sperimentare le cose da soli e neanche pensare di fare qualcos’altro se gli altri vanno nella direzione opposta”.
Di seguito vi elenco quelle che Sean ci suggerisce come le 20 cose tra le più contagiose al mondo. Sicuramente non è una lista esaustiva, voi cosa aggiungereste?
E, soprattutto, perché?
Un quadri-tributo a John Williams, compositore eccezionale che ha saputo scalfire l’immaginario collettivo globale come forse nessuno con i suoi temi per il cinema.
La produzione dell’autore è sterminata e spazia dal cinema, alle sigle ufficiali per le Olimpiadi, dalle serie tv, alle sigle per trasmissioni, oltre a brani sinfonici e concerti per strumento solista.
Ha scritto tutte le colonne sonore dei film di Steven Spielberg, tranne quella di “Duel” e de “Il colore viola”.
Williams è il primo compositore di musiche da film a coniugare, nei concerti dal vivo, immagine e musica. Infatti Williams ha caratterizzato i suoi concerti inserendo degli omaggi e dei brani medley accompagnando l’orchestra a tempo con un montaggio video proiettato in diretta.
E nel 2002 ha toccato l’apice, quando per i 20 anni della realizzazione di E.T. L’Extraterrestre, ha suonato per l’intera durata del film in sincro con la pellicola. Beh, è un po’ quella che succedeva prima del 1928 e de “Il cantante di jazz”, primo film muto, ma l’effetto, racconta chi c’era, è stato speciale.
In questo video, arrivato a quasi due milioni di views, il ragazzo in quattro parti canta a cappella i grandi successi cinematografici di Williams. E lo fa molto bene.
Ma ad attirare è la particolarità del canto o le melodie di Williams?
Come leader nella fornitura di software social networking, gli esperti della Telligent sono all’avanguardia nelle tecnologie avanzate del Web 2.0. Nel seguente articolo, discutono del modo in cui l’emergere del social networking sta modificando rapidamente il mondo del marketing. Un articolo perfetto per le nostre frontiere e per le ricerche di molti nostri lettori.
Premessa
La Forrester Research definisce il social networking come segue:
“Una struttura sociale nella quale la tecnologia conferisce potere alle comunità e non alle istituzioni.”
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