Allo Iulm di Milano un Master per gestire la creatività

Allo Iulm di Milano un Master per gestire la Creatività

Noi di ninja siamo delle talpe sempre in cerca di novità, di svolte interessanti per gli styles contemporanei, insomma siamo dei paranoici artisti del vivere in mezzo alle cose.

E sappiamo quanto è difficile progettare e mettere in moto dinamiche culturali e sociali che sappiano far interessare gli individui singoli (ormai l’idea di interessare la tribù è acqua passata; oggi devi coinvolgere tutti, uno per uno, in un progetto di condivisione più che di offerta culturale) alle onde che continuamente si infrangono sulla battigia della nostra realtà quotidiana (questo svolazzo pindarico alla Prévert non me lo aspettavo).

Sappiamo soprattutto che per pensare e organizzare idee che possano essere partecipative bisogna avere un retroterra culturale e pragmatico immenso, così da poter capire dove e come si sta vivendo oggi e perché la nostra idea potrebbe attecchire.

Proprio intorno a questo saper vivere la quotidianità e prenderla in mano per modellarla sulle diverse esigenze che ci vengono in mente (o commissionate) ruota il nuovo Master di primo livello in Managemenet dei Processi Creativi dello Iulm di Milano, che si propone di formare una figura capace di lavorare al crocevia tra operatività e creatività.

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Concorso Facebook per dare il titolo adun romanzo. Vediamo chi vince.

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I due giovani autori sconociuti Alessandro Fusacchia e Davide Rubini hanno scritto un libro, una storia tra il thriller politico e l’analisi sociale che si muove all’interno delle biblioteche, ambientata tra New York e l’Atene olimpica del 2004.

Hanno dato un titolo provvisorio: “Liquore”, ma non piaceva a nessuno.

Intanto hanno trovato un editore belga,Biliki, che sta avviando una collana di testi in italiano da vendere via Internet.

Di fronte all’empasse da titolo (altro che terrore della pagina bianca, come diceva Dostoevskij, questa è fifa per la copertina), i due hanno deciso di far scervellare gli altri. Hanno aperto una pagina su Facebook e hanno indetto un concorso con questo premio: chi riuscirà a darci il titolo giusto per il nostro libro, avrà come ricompensa l'”uso” del suo nome di battesimo dato al protagonista principale della storia.

L’evento “Novel” sulla famosa piattaforma di social networking ha coinvolto inoltre come “consulenti” anche due talent scout dell’editoria italiana indipendente, Alberto Castelvecchi e Giulio Mozzi.

Oltre 550 persone, a ieri sera, hanno deciso di partecipare, e intanto sulla pagina web si allunga la lista dei titoli proposto, da “Pensiero primario” a “L’ironia del baricentro“, passando per “Se Iolanda sapesse“.

Biliki offre in lettura anche le prime tre pagine del romanzo per entrare meglio nell’atmosfera del romanzo.

Ragazzi, io gioco, il mio titolo è… no che dopo mi rubate l’idea. Vediamo chi vince.

Obama perde per il non-voto di Agostino T.

Grande video di sensibilizzazione al voto da parte del Partito Democratico americano.

Sulla scia dei fake politici come Redacted di Brian De Palma e Death of a President di Gabriel Range, ecco un piccolo filmato fake sulla sconfitta di Obama ai danni di McCain-Palin, per colpa di un singolo non-votante.

Più che altro è un video-minaccia, affinché tutti i democratici, il 4 novembre, non dimentichino di votare.

A proposito, ma voi per chi parteggiate alle elezioni americane e perché?

Restano altri tre giorni per parlarne insieme.

Il video Toe Jam dei BPA fa storia e rende artistica la censura

Se il porno-vintage è stato sbolognato da Diesel in suo già celebre video, allora è bene buttarsi nel calderone adesso che è bollente.

Ma con questo video per la canzone Toe Jam dei BPA (Brighton Port Authority), gruppo formato da Fatboy Slim e David Byrne & Dizzee Rascal, la genialità sfiora il meraviglioso.

Guardatelo e se qualcuno per il video di Diesel ha storto un po’ il naso, qui davvero non può dire nulla perché siamo su punte di arte visiva di alto livello.

www.usnews.com Buona lettura. "È un peccato per quei ragazzi del college che si stanno preparando alla noia di lavorare in un ufficio dove le visualizzazioni dei profili online sono severamente limitate o non consentite. Non lo sanno che ci sono lavori che richiedono questo tipo di cose? Sempre più i datori di lavoro ricercano competenze di social networking e cercano di occupare posizioni che richiedono la frequenza giornaliera di Facebook. E non è tutto; alla Silicon Valley, la Sicurezza e la Commissione di Cambio, hanno appena iniziato ad utilizzare Twitter. Ma questo non è solo un sogno. Il futuro di Facebook è adesso. Ecco i 7 impieghi migliori per un appassionato di Facebook:'>

I 6 migliori impieghi per gli appassionati di Facebook

I_7_migliori_impieghi_per_gli_appassionati_di_FacebookIniziamo oggi una piccola rubrica settimanale attraverso la quale cercheremo di analizzare in profondità il fenomeno Facebook e i suoi risvolti sempre più pregnanti per il mondo del marketing.

Promettiamo ai lettori che tutti questi dati e notizie verranno poi accorpate in un unico paper, che inseriremo tra i gadget, che farà il punto della situazione del fenomeno Facebook.

Iniziamo con un articolo di Liz Wolgemuth, tratto dal sito www.usnews.com

Buona lettura.

“È un peccato per quei ragazzi del college che si stanno preparando alla noia di lavorare in un ufficio dove le visualizzazioni dei profili online sono severamente limitate o non consentite. Non lo sanno che ci sono lavori che richiedono questo tipo di cose? Sempre più i datori di lavoro ricercano competenze di social networking e cercano di occupare posizioni che richiedono la frequenza giornaliera di Facebook. E non è tutto; alla Silicon Valley, la Sicurezza e la Commissione di Cambio, hanno appena iniziato ad utilizzare Twitter.

Ma questo non è solo un sogno. Il futuro di Facebook è adesso. Ecco i 7 impieghi migliori per un appassionato di Facebook:

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4 non-conventional advertising

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Continuiamo, grazie alla nostra collaboratrice Reikamina, a proporvi nuove pubblicità non convenzionali che arrivano da tutto il mondo. Ecco le migliori della settimana (nell’enfasi del non-convenzionale, ho pensato di inserire in testa al post un’immagine che fa parte di questo strano e pazzo mondo. Spero vi piaccia).

Ironia, simpatia ed ilarità per il sintetico ma efficace spot della Durex. Grande semplicità con un forte impatto: su una pagina a sfondo celeste si legge: “Per tutti quelli che usano i prodotti dei nostri concorrenti: buona Festa del papà!”

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Gioca invece sul tema della sicurezza, per dare un messaggio ben preciso, di sicuro e forte impatto, mescolando ironia e insegnamento, lo spot americano contro la guida in stato di ebbrezza.
L’ America è costellata di cartelli delle “3 D”, ossia i “Don’t Drink & Drive“, posizionati sul ciglio della strada per ricordare di non guidare dopo aver bevuto alcolici.
Posizionare i cartelli lungo la strada potrebbe essere però un messaggio che arriva troppo tardi, per questo il messaggio è stato stampato sui tappi delle bottiglie di birra, in modo che l’avviso non sia solo tempestivo, ma mostri anche metaforicamente come potrebbe ridursi una macchina dopo un incidente stradale, metafora resa dal tappo piegato in due dopo esser stato stappato.

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Creata per Marquee Room la pubblicità soprannominata “Popcorn Beer”. La pubblicità rappresenta infatti un bicchiere pieno di pop corn ma sul quale è disegnato un bicchiere di birra.
Al Marquee Room, bar del teatro The Uptown a Calgary in Canada, avevano un problema: gli spettatori che frequentavano il teatro, non facevano altrettanto con il bar.
Così ecco la trovata: disegnare la deliziosa birra che i clienti si stanno perdendo, sul bicchiere dei pop corn, per ricordare loro cosa potrebbero trovare andando al bar Marquee Room.

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Molto originale e divertente l’idea per pubblicizzare un centro di Yoga: sono state distribuite delle cannucce sulle quali è stampato il corpo di una donna all’altezza della parte piegabile della cannuccia: immediato l’impatto! Imparando lo Yoga il proprio corpo diventerà a tutti gli effetti snodabile!

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Articolo di Reikamina

Whassup pro Obama

Charles Stone nel 1999 era un copy per la DDB Chicago e cercava di tirare fuori qualcosa per la Bud. All’improvviso gli venne in mente di girare un video demenziale con i suoi amici, così per vedere se poteva andare. Il titolo provvisorio era: Whassup (che significa “come butta” nello slang hip hop molto in voga)

Visto il risultato, Charles presenta il video all’azienda che lo accetta, puntandoci molto.

Dopo pochi giorni di tv, il video divenne un tormentone nazionale negli U.S.A. e a Cannes riceve l’ovazione più grande mai tributata a video pubblicitari. Whassup è stato un ciclone, e anche l’antesignano di Cadbury gorilla.

Adesso i ragazzi di Whassup ci riprovano con il remake del commercial per cambiare le cose, votando Obama. Otto anni fa tutti erano allegramente indaffarati a far nulla, in un’America senza grandi attese. Adesso tutto è allo sfascio completo. Grande remake.

Questo è il video della campagna Bud:

molto più di un mero prodotto commerciale da acquistare e possedere. E sì perché un tempo la musica era originale e irripetibile, pura arte e servizio di intrattenimento. Su questa falsariga, si basò lo star system, da Elvis a MTV... sistema dove però la carenza di spazi rispetto alla profusione di prodotti artistici, impone (o meglio, imponeva) ad ogni rivenditore di esporre solo i beni di punta, in modo che aggregassero il pubblico attorno a pochi scaffali moderatamente capienti. Oggi, nell’epoca dell’abbondanza teorizzata dal già citato Kusek, torna ad avere importanza l’accesso, più del possesso. Non si tratta più di trovare il rivenditore che possiede questo o quel cd in chissà quale paesello, il consumatore odierno non è così impulsivo come quello che dieci anni fa comprava ad occhi chiusi "l'ultimo di X".'>

Alla fine dell'hittismo: riflessioni sulla musica e la discografia contemporanee

Alla_fine_dello_hittismo_riflessioni_sulla_musica-e_la_discografia_contemporanea_1“Il marketing è il gorilla da trecento chili del mercato musicale, ma le nuove tecnologie lo catapulteranno nell’epoca di King Kong […] In futuro la musica sarà come l’acqua”.

Con queste parole, David Kusek profetizzava nel 2005 le coordinate del cambiamento all’orizzonte, ed effettivamente in atto ai nostri giorni: accedere a contenuti musicali non è mai stato così semplice; milioni di tracce periodicamente sfornate dagli addetti ai lavori, con la relativa possibilità di entrare direttamente in contatto con i publisher e musicisti, sono un’esperienza sempre più paragonabile ad una vera e propria prestazione d’opera, molto più di un mero prodotto commerciale da acquistare e possedere.

E sì perché un tempo la musica era originale e irripetibile, pura arte e servizio di intrattenimento. Su questa falsariga, si basò lo star system, da Elvis a MTV… sistema dove però la carenza di spazi rispetto alla profusione di prodotti artistici, impone (o meglio, imponeva) ad ogni rivenditore di esporre solo i beni di punta, in modo che aggregassero il pubblico attorno a pochi scaffali moderatamente capienti.

Oggi, nell’epoca dell’abbondanza teorizzata dal già citato Kusek, torna ad avere importanza l’accesso, più del possesso.

Non si tratta più di trovare il rivenditore che possiede questo o quel cd in chissà quale paesello, il consumatore odierno non è così impulsivo come quello che dieci anni fa comprava ad occhi chiusi “l’ultimo di X”.

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ripulita da insozzature televisive che ormai danno noia solo a pensarci. Il contest "8inpunto" ha come idea quella di creare il primo web-serial brandizzato basato sulla partecipazione attiva degli utenti, facendo leva sulla capacità del brand di proporre “active entertainment” a prescindere da contenuti puramente commerciali. In dettaglio “8inpunto” è un serial dove gli autori e gli utenti giocano insieme, una sfida online e reale che per due mesi coinvolgerà 8 ragazzi a bordo di due Grande Punto MY 2008. In una prima fase del progetto, attraverso il sito http://www.8inpunto.it/, gli utenti potranno candidarsi a diventare protagonisti del web-serial attraverso un vero e proprio video casting online (la citazione è proprio il provino per il Grande Fratello, stando davanti alla webcam di casa propria o in una delle video-station adibite per l'occasione anche in librerie e centri commerciali)oppure votare su un “wall interattivo” scegliendo tra tutti i candidati gli 8 protagonisti di “8inpunto”. '>

8inpunto, il primo web seriale 2.0

8inpunto_il_primo_web_seriale_2.0_1La notizia ha raggiunto un buon livello di diffusione (questo vuol dire che oltre ad ottimi uffici marketing, in Fiat ci sanno fare anche negli uffici stampa), Fiat lancia il primo web serial partecipativo con tanto di casting e backstage incorporato.

L’idea è buona e figlia dell’era big brother, ma sembra ripulita da insozzature televisive che ormai danno noia solo a pensarci.

Il contest “8inpunto” ha come idea quella di creare il primo web-serial brandizzato basato sulla partecipazione attiva degli utenti, facendo leva sulla capacità del brand di proporre “active entertainment” a prescindere da contenuti puramente commerciali.

In dettaglio “8inpunto” è un serial dove gli autori e gli utenti giocano insieme, una sfida online e reale che per due mesi coinvolgerà 8 ragazzi a bordo di due Grande Punto MY 2008.

In una prima fase del progetto, attraverso il sito http://www.8inpunto.it/, gli utenti potranno candidarsi a diventare protagonisti del web-serial attraverso un vero e proprio video casting online (la citazione è proprio il provino per il Grande Fratello, stando davanti alla webcam di casa propria o in una delle video-station adibite per l’occasione anche in librerie e centri commerciali)oppure votare su un “wall interattivo” scegliendo tra tutti i candidati gli 8 protagonisti di “8inpunto”.

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Quando un minus diventa un plus

Smith & Nephew Wound Management in Italia è l’azienda leader riconosciuta del mercato delle medicazioni avanzate.

Con questo video di ottima fattura l’azienda vuole tranquillizzare i suoi pazienti, mostrando come il minus di una protesi può diventare un plus in diverse discipline sportive.

Un video scelto soprattutto per l’ottima 3D animation e per il tema, difficile da rendere accattivante.