Allo Iulm di Milano un Master per gestire la creatività
Noi di ninja siamo delle talpe sempre in cerca di novità, di svolte interessanti per gli styles contemporanei, insomma siamo dei paranoici artisti del vivere in mezzo alle cose.
E sappiamo quanto è difficile progettare e mettere in moto dinamiche culturali e sociali che sappiano far interessare gli individui singoli (ormai l’idea di interessare la tribù è acqua passata; oggi devi coinvolgere tutti, uno per uno, in un progetto di condivisione più che di offerta culturale) alle onde che continuamente si infrangono sulla battigia della nostra realtà quotidiana (questo svolazzo pindarico alla Prévert non me lo aspettavo).
Sappiamo soprattutto che per pensare e organizzare idee che possano essere partecipative bisogna avere un retroterra culturale e pragmatico immenso, così da poter capire dove e come si sta vivendo oggi e perché la nostra idea potrebbe attecchire.
Proprio intorno a questo saper vivere la quotidianità e prenderla in mano per modellarla sulle diverse esigenze che ci vengono in mente (o commissionate) ruota il nuovo Master di primo livello in Managemenet dei Processi Creativi dello Iulm di Milano, che si propone di formare una figura capace di lavorare al crocevia tra operatività e creatività.



Iniziamo oggi una piccola rubrica settimanale attraverso la quale cercheremo di analizzare in profondità il fenomeno Facebook e i suoi risvolti sempre più pregnanti per il mondo del marketing.




“Il marketing è il gorilla da trecento chili del mercato musicale, ma le nuove tecnologie lo catapulteranno nell’epoca di King Kong […] In futuro la musica sarà come l’acqua”.
La notizia ha raggiunto un buon livello di diffusione (questo vuol dire che oltre ad ottimi uffici marketing, in Fiat ci sanno fare anche negli uffici stampa), 








