Street guerrilla per i dvd del Pirata

Quest’azione di guerrilla è un po’ vecchia ma siccome è interessante, la segnaliamo.

Per ricordare a tutti gli appassionati di ciclismo che dal 22 maggio 2008 sarebbe uscito in edicola, allegato alla Gazzetta dello Sport il dvd sulla vita del Pirata, l’agenzia G-Com sceglie come media l’asfalto e prende a modello i numerosi fans che ad ogni tappa scrivono pensieri e ricordi sui loro campioni preferiti.

Le frasi scelte per le scritte da asfalto sono state: “Come te nessuno mai”, “Da elefantino a Pirata, poi Leggenda”, “Giro + Tour = dvd”, “Il tesoro del Pirata è in edicola” e altre frasi, alcune che sono servite più per fare immaginare l’uomo e l’atleta, altre soltanto per ricordare l’appuntamento in edicola.

Non rifiutarlo! Il social guerrilla si espande

Stranamente d’estate le aziende sonnecchiano un po’ e le azioni di guerrilla da segnalare scarseggiano oppure riproducono vecchi metodi e stilemi che ormai danno anche un po’ noia a chi se li trova di fronte oppure per chi li deve commentare.

Un’azione interessante invece viene da un ente pubblico, la Provincia di Milano, che attraverso una strategia semplice e poco costosa (come insegnano i manuali di marketing non-convenzionali, almeno quelli buoni) ha realizzato una campagna di grande impatto “scenografico” cittadino e sicuramente di coinvolgente interesse per chi ha il piacere di assistervi.

Sui cestini della spazzatura di buona parte della città meneghina sono stati installati dei fiocchi, simili a quelli che si mettono sulle porte delle case quando nasce un bambino, di colore blu e rosa con un messaggio ben evidente e comprensibile: “NON RIFIUTARLO!”

Al di là della bella iniziativa promossa dalla Provincia di Milano, attraverso un servizio chiamato Madre Segreta, a sostegno della maternità, quello che vogliamo sottolineare dando visibilità a questa azione è il ruolo sempre più importante che il social guerrilla sta assumendo nell’autopromozione degli enti pubblici.

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pubblicare così com'era su ninjamarketing.it, perché le sue parole pesanti e vere onoravano le nostre a volte futili discussioni. Questa è la risposta di Till Neuburg alla nostra richiesta: 1) Le "cose vere e pesanti" sono tutte state soppesate attentamente. Ma, per onestà, dichiaro che per alcuni dettagli mi trovo esattamente nella posizione in cui si trovò Pier Paolo Pasolini quando sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974 commentò le stragi di Stato di quegli anni: "Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere". (...) " Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi. Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale". 2) Citando il durissimo-lucidissimo profeta PPP, non compio un atto di immodestia ma, semplicemente, di convinta aggregazione. '>

Risposta di Till Neuburg alla nostra richiesta di pubblicazione del testo

Dopo che abbiamo ricevuto la mail di Till Neuburg e dopo averla letta in un silenzio che sembrava irreale per un’agenzia di marketing, abbiamo subito chiesto il permesso a Till di poterla pubblicare così com’era su ninjamarketing.it, perché le sue parole pesanti e vere onoravano le nostre a volte futili discussioni.

Questa è la risposta di Till Neuburg alla nostra richiesta:

1) Le “cose vere e pesanti” sono tutte state soppesate attentamente. Ma, per onestà, dichiaro che per alcuni dettagli mi trovo esattamente nella posizione in cui si trovò Pier Paolo Pasolini quando sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974 commentò le stragi di Stato di quegli anni:

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere”. (…) ” Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi. A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per
definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale”.

2) Citando il durissimo-lucidissimo profeta PPP, non compio un atto di immodestia ma, semplicemente, di convinta aggregazione.

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Il Volo del'Angelo: sport estremo e salvaguardia territoriale

Chi dice che la Lucania è terra dimenticata sbaglia. E di grosso.

È proprio da quelle terre che salta fuori un nuovo sport estremo (che farà contenta la nostra scavezzacollo Korura), una nuova possibilità di sprecare adrenalina e spararsela nei condotti coronarici.

L’idea si chiama “Volo dell’Angelo” e consiste nello scivolare lungo un cavo d’acciaio sospeso tra le vette di due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa, effettuando appunto il Volo Dell’Angelo.

L’idea di fondo non è solo far scatenare la paura adrenalinica attraverso questo Bungee jumping orizzontale, ma attraverso di esso creare una fruizione innovativa del patrimonio ambientale del territorio, rispondendo ad una nuova esigenza di intendere il tempo libero e lo svago.

Il sito dell’iniziativa è corredato da un blog in cui si possono descrivere le proprie esperienze e una galleria fotografica dove inserire le immagini scattate prima, durante e dopo il volo.

Qui a Ninja Marketing parecchi lo vorrebbero provare, ma è bello parlare.

Sul mio biglietto da visita ci stampo la faccia

Accade così, in tutti i convegni, feste di amici, re-union scolastiche, c’è sempre qualcuno che per primo inizia a trafficare nel portafogli. Tre secondi e via che scivola il suo biglietto da visita “dott/ing/gran.figl.di../ecc” da mostrare agli amici come testimonianza dell’achievement nel campo lavorativo.

A cui segue il balletto di biglietti da visita. Cardiologo, Criminologo, Urologo, Tecnico degli impianti di spurg.. [no forse questo no..] Tutti uguali nella loro forma rettangolare, nei loro caratteri corsivi, e nel loro layout di stampa. Peccato che alla fine, con le tasche piene di carte, nomi, indirizzi e numeri di telefono, non si sia in grado di attribuire ad ognuna di esse l’identità a cui sono collegate.

E deve essere proprio per questo che ad Emerson Taymor è venuta l’idea di creare un biglietto da visita pop up, che lo raffigurasse per intero.

L’effetto “vuoto di memoria” è scongiurato.

L’effetto boom, con giovani neo-laureate “casualmente” ritratte in pose
ammiccanti e brazilian bikini…

Giuseppe Corvino

Quattro anni senza Enzo: il dolore e la rabbia di Till Neuburg

Due giorni fa Till Neuburg, Consigliere Art Directors Club Italiano e Maestro Ninja ad honorem, ci ha mandato questa lettera. Dentro c’è il dolore per la scomparsa di un amico, Enzo Baldoni, e la rabbia per la solita verità negata.

La pubblichiamo così com’è, senza interventi ne sumussamenti, solo con una premessa (che noi però inseriamo alla fine della lettera): quando le parole dicono la verità, intorno deve esserci solo silenzio.

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Pechino 2008: un cartone per cambiare le cose (magari)

I XXIX° Giochi Olimpici svolti in terra cinese, come tutti ben sappiamo, sono stati caratterizzati dalle forti critiche rivolte al governo di Pechino per non aver rispettato le promesse fatte al momento dell’assegnazione dei Giochi.

Il vicepresidente di Pechino nell’aprile del 2001 aveva detto: “assegnando i Giochi a Pechino aiuterete lo sviluppo dei diritti umani”.

Le Olimpiadi si sono concluse ed il tema rimane sempre di grande attualità. Tutte le critiche e le contraddizioni non si sono fermate neanche durante lo svolgimento delle competizioni sportive.

Per sollevare la questione e porre ancora più enfasi a questo tema di grandissima attualità (come se ce ne fosse di bisogno) ci ha pensato la Tilapia Animation Studios realizzando un cartoon in 3D (scritto da Nicola Barile e diretto da Ivan Cappiello) dove un bambino tibetano sfida l’imponente “macchina da guerra” dimostrando che qualcosa può cambiare.

Tommy.tv apre le porte del narrowcasting marketing

Il fenomeno delle web tv è in continua espansione e sta scalando le vette dell’interesse da parte degli utenti web. Abbiamo a disposizione numeri già soddisfacenti, ma soprattutto stime per il futuro che indicano come le web tv possano diventare dei media fondamentali per l’entertainment globale e per una nuova forma di narrowcasting marketing.

Prima di adesso, poche iniziative erano state sviluppate da marchi commerciali in questo senso, mentre molto si è puntato sullo sfruttamento della condivisione di risorse video su piattaforme 2.0.

La prima azienda non di broadcasting a puntare forte sulla web tv è Tommy Hilfiger che, con l’obiettivo dichiarato da sempre di interessare e coinvolgere le nuove generazioni, i nuovi consumatori e per quanto riguarda il consumo media, i nuovi fruitori dei contenuti mediatici, ha deciso di aprire un canale televisivo su Internet ad altissima tecnologia.

Tommy.tv, realizzato in associazione con una grande corporation come Sony BMG, guarda dichiaratamente agli standard di contenuto e stile delle reti musicali per giovani, ma è aperto in un’ottica di piena partecipazione degli utenti.

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Trailers FilmFest premia anche le locandine

Torna il Trailers FilmFest, il festival italiano che premia i migliori trailer cinematografici e, da quest’anno, un premio andrà anche alla migliore locandina della stagione cinematografica.

Le locandine, dopo anni di magra in cui si è puntato di più sulla promozione tradizionale con la iperpresenzialità degli attori-testimonial in televisione, sono tornate uno strumento fondamentale per far conoscere e riconoscere il film, nonché un prodotto artistico di culto per chi ne riconosce le qualità.

Ne sono la prova le nostre città, mai tanto ricche di manifesti e locandine cinematografiche affisse per strada o nei luoghi di passaggio come aeroporti e stazioni.

Sul sito del concorso, in collaborazione con MyMovies.it, sono state votate dagli utenti le 15 migliori locandine dei film italiani usciti in sala da agosto 2007 ad agosto 2008. Trailers FilmFest e MyMovies consegneranno il premio all’art director del poster vincitore durante la premiere del festival che si terrà a Catania dal 25 al 27 settembre 2008.

Make History: user generated advertising della Lee

Chi di voi non ha mai pensato che non sarebbe poi tanto male capire cosa ci circonda, quali sono le nostre prospettive, come vediamo il mondo attraverso gli occhi degli uomini che vivono la realtà.

L’idea di costruire un sito che faccia storia perché ci parla della storia che ci unisce tutti è un’idea che ondeggia nella testa di un sacco di creativi e studiosi di mezzo mondo e tanti si sono buttati in questa impresa, secondo loro, inenarrabile.

E via con una serie di prelibatezze tecniche e scelte di contenuto di altissima portata filosofica, per autodichiararsi alla fine di tutto centro semantico del nuovo mondo e vero specchio dei tempi che corrono. In molti casi si è cercato di fare il passo più lungo della gamba, investendo in know how esageratamente specializzato, ma che non possedeva in nessun senso le concezioni 2.0 ormai essenziali per esistere ed essere un riferimento nel mondo web.

Un po’ ce lo aspettavamo, ma non eravamo poi tanto convinti, che un sito del genere non fosse il frutto delle riflessioni dei centri di cultura internazionali, né dei dipartimenti delle università, ma semplicemente un tassello della strategia a largo raggio di un’azienda con grandi creativi.

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