VIRAL MARKETING – Hotel Campari: Quando il virus non si diffonde

VIRAL MARKETING - Hotel Campari: Quando il virus non si diffonde

Riporto da [Marketing] Departure lounge:

Scrissi il 16 novembre della campagna virale Hotel Campari. Ora, a distanza di un mese vengo a sapere ( forse con un paio di settimane di ritardo ) che la campagna è stata stroncata dagli stessi strumenti che l’avrebbero dovuta far diventare, appunto, virale.

Me ne sono accorto quando, visitando Myspace, ho cercato l’account che era stato creato ad hoc dalla Campari ed ho trovato questo:

VIRAL MARKETING - Hotel Campari: Quando il virus non si diffonde

Insospettito, vado a cercare quello su Flickr:

VIRAL MARKETING - Hotel Campari: Quando il virus non si diffonde

Stessa musica anche su Del.icio.us:

VIRAL MARKETING - Hotel Campari: Quando il virus non si diffonde

L’unico sopravvissuto sembra solo il profilo su Youtube anche se forse, dico forse, prima c’erano dei video caricati.

Visto che non ero a conoscenza di nulla (nessun blog italiano aveva parlato ultimamente di questo) vado ad indagare sul fattaccio….

Il polverone sembra sia partito quando il co-fondatore di Flickr, Stewart Butterfield, si è imbatutto nella notizia della campagna di Campari sul blog Read/Write.

Nel forum di Flickr ha subito espresso la sua opinione a riguardo:

“Actually, I had just come across this article on the account. We will probably be deleting the account, but I’m curious and this is FlickrIdeas: what do YOU think about it ?”

Indubbiamente un brutto colpo per la MRM Worldwide proprio nel momento in cui annunciava il successo dell’iniziativa attraverso la sua “voce” italiana, Niccolò Magnani, su Read/Write:

“[…] The Hotel Campari website got 170,000 views – 13 percent of it from the social networking sites, which all prominently feature a banner link to the site. The social network sites have more than 3,000 “friends” and 2,500 comments across the network. The number of views across the social network sites is currently around 92,000.”

Qualcuno, però, aveva forse annunciato – o gufato – attraverso il proprio dissenso, i “provvedimenti etici” dei social network citati. Read/Write scrive:

“But there’s no arguing that as a marketing vehicle, the fake social network profiles did their bit to drive traffic and interest in the Hotel Campari website. We’re going to see a lot more of this type of usage of social networks. From a business angle, it makes sense. But on a personal level it makes me feel a little uncomfortable, because most of the appeal of social networks is that you are networking with real people. So I’m interested in knowing what Read/WriteWeb readers think about this…”

B.L. Ochman:

”The agency that created the campaign says the fake profiles drive traffic and sell product. I think this campaign is just as unethical as Wal-mart and other flogs. And that it abuses the trust upon which social media is built.”

Sono d’accordo con Mike Driehorst che non è proprio la stessa cosa paragonare l’operazione virale di Campari con il fake blog di Edelman/Walmart:

”The Edelman/Wal-Mart fake blogs were purposefully deceitful. Intended to look like a grass-roots, genuine effort. That was wrong.

However, unlike Edelman/Wal-Mart, we know from the get-go the Hotel Campari blog and the social media profiles are fake. If a blog is upfront, fake is fine. It makes it into a game. That’s what many social networking sites are about anyway — entertainment.

If a company wants to try to sell me along the way, that’s fine. Transparently fake is fine.”

Trasparenza, ecco quello che forse è mancato in quella che, continuo a credere, sia stata una bella operazione di marketing virale.

Gennaio 2007 – Il Denaro: Il marketing del futuro si ispira ai guerrieri Ninja

Il marketing del futuro si ispira ai guerrieri ninja

Viral marketing, marketing tribale, guerrilla marketing.

Sono queste le ultime tendenze e tecniche del marketing non-convenzionale alle quali si ispira l’attività del blog/osservatorio Ninja Marketing, che ha la sua base sulla costiera amalfitana.

Nato nel novembre 2004 da un’idea del salernitano Alex Giordano e dell’emiliano Mirko Pallera che hanno scelto la costiera amalfitana come loro quartier generale, Ninja Marketing è oggi uno strumento ed un punto di riferimento per aziende ed agenzie di comunicazione che hanno voglia di rinnovare il modo di comunicare con l’utente finale cui si rivolgono.

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VIRAL VIDEO – ZunePhone, un video spoof anche per iPhone

Viral Video - ZunePhone, lo Spoof dell’iPhone Apple

Riporto da Gadget Blog:

Sono passate soltanto 24 ore dall’annuncio del bellissimo iPhone ma sembra che la concorrenza abbia già preparato una valida alternativa: lo ZunePhone.

Chiaramente si tratta di una parodia, di una burla, ma la qualità del video è talmente “elevata” che non poteva passare inosservata.

Protagonisti assoluti del filmato sono un’allegra compagnia di geek con molto tempo libero a disposizione.

Buona visione…

ZunePhone Ad: Microsoft’s answer to Apple’s iPhone

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

Nata a San Francisco nel 1992, la Critical Mass è una passeggiata in bicicletta auto-organizzata. Non si tratta di competizione sportiva, né ha fini commerciali.

Sono migliaia di persone che si danno appuntamento in un dato luogo e ad una data ora, solitamente l’ultimo venerdì del mese in varie città del mondo, per usare il proprio mezzo di locomozione preferito: la bicicletta.

I meccanismi di comunicazione alla base dell’organizzazione della manifestazione sono gli stessi delle Smart Mobs, le aggregazioni spontanee rese possibili grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

In oltre 14 anni le Critical Mass si sono moltiplicate e diffuse in tutto il mondo. A Londra come a New York, Budapest, Roma e Milano, i ciclisti urbani hanno invaso le vie delle città strappandole, per un giorno, al monopolio delle auto, allo slogan di: “We are traffic”.

Forma di rivendicazione delle strade, dunque, e occasione per una bella passeggiata in bici le Critical Mass sono manifestazioni “spontanee” dove non ci sono leader né organizzatori, ma migliaia di ciclisti per strada e basta.

Il fenomeno delle Critical Mass ha motivazioni ambientali e sociali importanti.

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

Esso può essere letto come un rifiuto dello strapotere delle automobili e dei mezzi a motore, del traffico stressante e dei problemi climatici e ambientali emergenti ormai noti. Le Critical Mass urlano la loro protesta contro la dipendenza dal petrolio e delle continue guerre per accaparrarsene il controllo del commercio.

Inutile evidenziare che tutto avviene illegalmente, senza autorizzazioni da parte delle amministrazioni locali, in conflitto con gli automobilisti e le forze dell’ordine.

Per i mezzi d’informazione si tratta di un movimento di protesta politica e sociale.

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

Del resto, è chiaro un certo legame di questi fenomeni “casuali” con i movimenti ambientalisti di ecologia sociale, a volte anche provocatori. Certo è che si tratta di una dimostrazione concreta che l’alternativa di una città più umana, bella e sana è possibile.

Basta volerlo in tanti !

Tra l’altro è anche un modo stravagante e divertente per sollecitare le pubbliche amministrazioni nella realizzazione di infrastrutture idonee, come queste benedette piste ciclabili di cui tanto si parla, ma poche se ne vedono ! Con buona pace dei PM 10 !

Alla base di tutto c’è una filosofia di vita, lo slow style, e l’amore per le due ruote.

Quel fantastico mezzo di trasporto che quando eravamo piccoli rappresentava indipendenza e libertà. Se si rompeva non dovevi gettarla via ( come questi diavoli di strumenti moderni che non conviene mai riparare ma piuttosto acquistarne di nuovi ! ), ma dovevi recarti nella bottega del vecchietto che le riparava e in pochi minuti, per qualche spicciolo, ritornava come nuova…e via verso nuove avventure !

Oggi quei luoghi con l’insegna BICICLETTE appesa fuori, magari scritta a mano, stanno rifiorendo. Milano, Roma, Bergamo, Faenza, Vicenza, Firenze, Catania, Cosenza, in molte città d’Italia si sta dando vita alle Ciclofficine.

Cosa sono le Ciclofficine ?

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

Una via di mezzo tra la tradizionale bottega del vecchietto di cui sopra, il magazzino dei ricambi, l’associazione culturale, il centro sociale ed il laboratorio sperimentale.

Le Ciclofficine sono luoghi dove è possibile riparare e imparare a riparare le bici. Un laboratorio dove far tornare in vita quelle rotte e abbandonate, un luogo dove poter trovare gli strumenti necessari, i pezzi di ricambio e qualcuno con le competenze adeguate che sappia curare la manutenzione e la riparazione delle bici.

Un piccolo covo dove poter condividere la propria passione per le due ruote e diffonderne l’uso. Le officine collettive sono solitamente gestite da chi le frequenta. Dove tutti danno una mano e fanno ordine e pulizia e non solo.

Quelle più attive, oltre al noleggio e alla custodia, organizzano corsi di riparazione e uso della bici per ragazzi, lezioni e campionati di ciclomeccanica, eventi culturali, come il Bicycle Film Festival, aperitivi a tema, e tanto altro.

Solo per fare un paio di esempi

L’associazione +bc di Milano è una libera unione di meccanici e inventori. Gestisce due ciclofficine sperimentali dove, oltre ad insegnare l’arte della manutenzione della bici ad adulti e ragazzi, si progettano nuove forme di veicoli a trazione umana.

Critical Mass e Ciclofficine: La Massa Critica tra slow style e amore per le due ruote

La Ciclofficina Popolare Don Chisciotte, invece, si trova a Roma. E’ un luogo di incontro, dove la bicicletta diventa il simbolo di un impegno quotidiano e punto di partenza di un percorso di riflessione sul consumo e il riciclo degli oggetti, e sulla mobilità prigioniera delle logiche di potere del petrolio.

Se siete appassionati di velocipedi e volete diventare esperti artigiani di copertoni, camere d’aria e forature, e avete una certa sensibilità per questi temi non dovete far altro che recarvi in una di queste associazioni-officine.

Hai voluto la bicicletta ???

Articolo originale di Sandra Del Giovane

VIRAL MARKETING – Misurare il Word Of Mouth – Parte I

Le strategie attraverso cui si concretizzano campagne di marketing virale sulla rete annoverano tra i mezzi principali l’uso di video e siti, di cui il blog di NinjaMarketing commenta una vasta raccolta di casi.

Le creatività virali riescono a creare quell’ambiente in cui l’ideavirus può diffondersi.

Il World Of Mouth ( WOM ) che si diffonde online, dal web ed attraverso i mezzi della rete, è misurabile attraverso sistemi di tracking più o meno sofisticati.

Le azioni di marketing virale non sono mai fini a se stesse ma rispondono sempre a precisi obiettivi. Il marketing non-convenzionale non è un marketing fatto a casaccio, “dovrebbe essere un percorso di ricerca di ”nuove strade non ancora esplorate”, come scrive Maurizio Goetz, ma il fatto che segua percorsi innovativi, azzardati ed inusuali non lo esime dal dover raggiungere un chiaro quanto difficile obiettivo: deve funzionare, come spiegano bene in una intervista Alex e Mirko.

Non tutte le strategie di marketing alternativo sono misurabili e tracciabili in tutte le loro fasi. Questo se vogliamo può essere anche considerato un pregio, una ricchezza là dove gli obiettivi siano più di tipo brand che di vendita pura ( o acquisizione di contatti ) quando un’azienda è meno vincolata e condizionata dal rapido ROI di una campagna. Se, poi, aggiungiamo che il cosiddetto marketing as usual, che vediamo concretizzarsi ad esempio negli spot televisivi, costa tanto e non può essere misurato, sarebbe opportuno riconsiderare le potenzialità del marketing non-convenzionale che, se ben studiato e realizzato, necessita di budget minori con risultati decisamente più funzionali !

Misurare una campagna virale sul web

diffusione virale

La misurazione della propagazione di un messaggio, un link, un video tramite email si avvale di tecniche di misurazione come gli email embedded programs che tracciano semplicemente:

• Il delivery ovvero la quantità di email inviate;

• Il tasso di apertura delle mail, quindi quante mail sono state aperte ( si presume lette );

• Il Click Through Rate, ovvero la percentuale di quelli che hanno cliccato sul link della mail, percentuale che varia molto a seconda di fattori diversi come la call to ation, la creatività ecc.;

• Il Tasso di conversione, ovvero la percentuale di utenti che effettua la action desiderata ( registrazione, inoltro ad un amico, acquisto, ecc. ).

Ulteriori statistiche monitorano anche le mail visualizzate over time, le fasce orarie di visione, la diffusione geografica tramite il SFR ( Send a Friend Rate ), i comportamenti virali ( email viste in attachment o direttamente sul sito internet del cliente ), il tipo di client usato per riprodurre il video ( Quicktime, Windows Media Player, Realplayer, Winam etc. )

Il monitoraggio di un viral video

Videovirali

I filmati visti in streamming sui canali come YouTube, i video di Google o i video di Libero misurano sia gli inoltri là dove sia intergrato al termine del video il meccanismo del send a friend, ma anche:

• Il numero di visualizzazioni intese come impressions totali;

• Le visualizzazioni date dagli utenti unici;

• La popolarità e il gradimento dati dai commenti al video, fino a che punto è stato visualizzato il video, quindi se è stato fermato o messo in pausa prima del termine ( quest’ultima tecnica implementata sui video e presentata allo Iabforum da Libero ).

Il monitoraggio di un viral site

cheorae

Il monitoraggio di un sito virale non è null’altro che un sito internet che integra i sistemi di monitoraggio di web analysis, dai log file server al tracciamento dei cookie ( con tutti i limiti insiti in questo sistema ).

Esso consiste nella:

Identificazione della sessione, ovvero quelle attività eseguite da un operatore durante una singola visita ad un sito web;

Analisi dei clickstream, cioè del sentiero seguito dal visitatore attraverso un sito che contiene la sequenza delle azioni ( click ) intraprese.

Ambedue queste attività supportano la continua ottimizzazione della campagna nel caso si verificassero cosiddetti colli di bottiglia nella navigabilità di un sito.

La creatività di un sito è importantissima per alimentare l’effetto virale ma se il sito non è usabile e accessibile gli utenti scappano !

Misurare il Buzz in Rete

Vignetta_passaparola

Il Data Mining permette di misurare diversi parametri della propagazione del WOM con un livello d’accesso alle comunicazioni personali elevato e qualitativamente migliore rispetto a questionari, interviste e focus group.

Il Word Of Mouth che si sviluppa sulla rete è misurabile per:

Intensità-Frequenza-Dispersione della “notizia”;

Ampiezza della diffusione;

Rilevanza degli argomenti;

Durata temporale della popolarità;

Distribuzione per aree geo-linguistiche di diffusione;

Velocità e Dinamicità di propagazione.

La diffusione di una campagna virale si avvale spesso della propagazione che avviene attraverso blog, newsgroup, forum ovvero di tutte le conversazioni che avvengono online.

”The Internet, far more than any other medium, has given consumers a voice, a publishing platform and a forum where their collective voices can be heard, shared and researched.”

Segue la seconda parte: VIRAL MARKETING – Misurare il Word Of Mouth – Parte II

Il caso Chevy Tahoe: Ambientalismo, Compensazione e User DE-Generated Advertising

User Generated Adv - Il caso Chevrolet Chevy Tahoe

Nel marzo 2006 Chevrolet GM ha coinvolto i suoi consumatori nel progetto di una campagna do-it-yourself. Nell’ambito di una partnership con lo show televisivo “The Apprentice”, Chevy ha indetto così il contest Build your own CommercialRealizza il tuo Spot personale – allo scopo di promuovere il Suv Tahoe.

I consumatori sono stati invitati a realizzare il proprio spot in digitale a partire da una serie di clip e di colonne sonore tra cui scegliere sul sito dedicato al Suv Tahoe, da arricchire poi con elementi testuali ideati liberamente.

Nata, ha dichiarato il Direttore Generale Ed Peper, come tentativo di assumere una posizione trasparente, aprendosi al dibattito con i propri i clienti, questa campagna user generated si è rapidamente rivelata – …ma ne siamo proprio sicuri ? – una pericolosa arma a doppio taglio, trasformandosi in una crociata ambientalista anti-SUV.

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VIRAL SITE & VIDEO – Too Much Detail: Casio definisce ogni dettaglio…pure troppo!

VIRAL SITE & VIDEO - Too Much Detail: Casio definisce ogni dettaglio…pure troppo!

La Casio per il lancio della nuova fotocamera digitale Exilim EX-Z1000 ha pensato bene di realizzare un mini sito virale per l’occasione.

Too Much Detail è il mini sito dedicato alla nuova fotocamera Casio Exilim EX-Z1000 che vuole richiamare l’attenzione degli utenti sui dettagli.

Too Much Detail ripropone la sempre buona e pratica idea di far provare e conoscere il prodotto agli utenti facendoli divertire e giocare. Il prodotto – la fotocamera in questo caso – svolge un ruolo fondamentale nella grafica e nel contenuto del sito, pur non essendo quest’ultimo dedicato alla mera presentazione tecnica finalizzata alla vendita.

L’idea di Too Much Detail è intuitiva perché permette agli utenti di partecipare ad un semplice giochino, Find Dad’s Big Banana, sfruttando le qualità della fotocamera che, con un obiettivo da 10.1 Mega Pixel, riesce a zoommare all’inverosimile mantenendo alta la definizione dell’immagine.

E’ proprio per questo che Casio pone l’accento sui dettagli e sulla ricerca di quelle piccolezze che, in ogni momento, potrete ritrarre nelle vostre foto.

Se guardate bene…scoprirete piccoli dettagli molto familiari nelle vostre foto !

Guardate il video di seguito prestando la giusta attenzione ai dettagli, poi seguite il link sotto e, una volta arrivati su Too Much Detail, cercate e trovate la Banana di Papà !

Occhi aperti, mi raccomando…e fateci sapere che fine ha fatto la banana !

Too Much Detail

Trova la Banana di Papà su Too Much Detail !

Esercizi Tai Chi Ch'uan: Un rimedio contro la vecchiaia che avanza!

In questo tempo frenetico il pensiero lento, che Sukàmi auspica essere uno dei trend del 2007, in alcuni momenti della nostra giornata dovrebbe concretizzarsi anche nel movimento lento.

Gli esercizi T’ai Chi Ch’uan proposti nel libro di Marshall Ho’o, T’ai Chi Ch’uan: The 27 Forms, sono praticati, come spiega Qix, dai monaci asiatici per mantenersi in salute e vengono eseguiti ripetendo ogni movimento da dieci a trenta volte, mattina e sera. Continua a leggere

in merito al dilagante fenomeno del social router diffusosi grazie alla brillante intuizione della società spagnola FON. Condividere la propria connessione senza fili con chiunque voglia sfruttarla e usufruire della connessione degli altri foneri in ogni luogo e in ogni momento: è questa l’idea alla base del fenomeno FON. Anche NinjaMarketing.it ha la febbre fonera generata dal virus del social router che sta infettando tutta la Rete e ogni angolo del mondo.'>

Movimiento FON: Sale la febbre fonera e in Rete dilaga il virus del social router

Movimento FON: Dilaga il virus dei social router

Riporto dal TGcom:

La FON-mania contagia l’Italia

“Sono oramai migliaia in tutta Italia, paladini del navigare gratuitamente e ovunque: sono i foneros, internauti che hanno deciso di condividere la propria connessione a banda larga per abbattere i costi e navigare ovunque a zero spese.

L’idea è semplice: ogni fonero, appartenente cioè alla comunità virtuale di FON, mette a disposizione la propria connessione internet wi-fi a tutti quelli che nel mondo decidono di fare altrettanto. In questo modo, secondo l’ideatore di FON, Martin Varsavsky, si riuscirà a “coprire” ogni angolo del globo, e ogni fonero potrà muoversi all’interno della propria città ( solo a Roma ci sono più di 200 foneros ), oppure viaggiare da un Paese all’altro, avendo sempre la possibilità di “agganciarsi” e sfruttare una connessione gentilmente offerta da un altro compagno di FON.

Gli ingredienti per conquistare gli internauti quindi ci sono tutti, e infatti anche in Italia si sta diffondendo una vera e propria “febbre fonera” tra quanti hanno sottoscritto un abbonamento flat 24 ore su 24 per il computer di casa pur utilizzandolo solo per poche ore al giorno, e magari sono costretti a pagare di nuovo quando hanno bisogno di connettersi fuori dalle mura domestiche.

Con Fon l’accesso agli hot spot ( punti di accesso per navigare in wi-fi, anche in un parco pubblico ) non è più un problema economico, perché appunto la connessione, e i suoi costi, sono condivisi. Insomma, perché pagare per un accesso internet quando si è lontani da casa, se già paghiamo la nostra connessione casalinga ?

In FON esistono tre tipi di utenti: quelli più “generosi”, chiamati Linus, che condividono tutto senza esigere nulla in cambio se non, ovviamente, altrettanta generosità da parte degli altri foneros. Ci sono poi i Bill, per chi vuole ottenere un guadagno dalla condivisione della propria connessione: in questo caso non si ha libero accesso agli altri hotspot ma si percepisce il 50% degli introiti generati dalla vendita dei pass attraverso il proprio punto di accesso. Infine ci sono gli Alien, ovvero gli utenti non foneros che trovano un hotspot di FON e possono acquistare un pass per navigare al costo di 3 euro per un giorno o 10 euro per 5 giorni.

Diventare fonero a tutti gli effetti è facile, basta acquistare on-line il router, che Varsavsky ha battezzato “La Fonera”, a circa 30 euro. Attenzione però, perché anche qui il mondo di Fon spiazza gli internauti offrendo periodicamente in regalo un certo numero di router. A Natale ad esempio il blog italiano di FON, in collaborazione con wikio.it ha offerto un apparecchio gratis ai primi 1.000 internauti che ne avessero fatto richiesta via mail.

E una volta diventati foneros, come si fa a sapere dove sono i nostri compagni con le loro preziosissime connessioni wi-fi ? Basta consultare la mappa di FON e il gioco è fatto.

Unico tasto dolente per gli amanti di FON sono le difficoltà incontrate con la legislazione italiana. Se qualcuno si connette attraverso la nostra linea e scarica, ad esempio, materiali illegali, potremmo essere infatti noi ad essere perseguiti. Inoltre non tutti gli abbonamenti internet permettono il “subaffitto” della propria linea ad altre persone fisiche e/o enti. Quindi, prima di “fonarsi”, è necessario informarsi bene, magari facendo un giro sul blog italiano.”

Per approfondire l’argomento ecco a voi il podcast dell’intervista all’ideatore di FON, Martin Varsavsky, realizzata da Lele Dainesi per Nova24 Ora!.

Intervista: Martin Varsavsky racconta il futuro di FON.

E tu cosa hai deciso, sei pronto a diventare un fonero ?

Impatto, Dubbio, Crisi: La creatività di Amnesty International

Impatto, Dubbio, Crisi - Amnesty International

Amnesty International ha sviluppato una guerrilla tutta sua, la Amnestyrrilla.

Una guerrilla che non vuole solo impressionare o sbalordire il pubblico con grandi effetti speciali, ma ogni volta che si ripresenta sotto i nostri occhi di spettatori occidentali, rappresenta una vera e propria bastonata, perchè ci mette in crisi, ci fa perdere l’equilibrio e ci mette nella condizione di ripensare non solo al mondo che ci circonda, ma soprattutto a noi stessi.

Una guerrilla davvero impegnativa, concettuale, che ci porta a rivedere e a mettere in discussione tutti i nostri punti di riferimento, le nostre convinzioni, perché non entra solo nella nostra quotidianità, ma entra proprio nel nostro intimo, nel nostro io interiore scuotendolo.

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