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Il linguaggio del piacere inclusivo e diretto: i segreti del successo di MySecretCase

Quasi 600.000 follower su Instagram e una community di oltre 130.00 fan su TikTok. Sono i numeri social di MySecretCase, il brand che ha cambiato l’immaginario sulla sessualità in Italia e il primo shop online per il piacere.

La comunicazione dell’azienda si basa su un linguaggio esplicito, non volgare, certo, ma senza giri di parole. Come l’albero di Natale (poi velocemente rimosso, ahimè) allestito nel 2013 in Corso Como a Milano e addobbato esclusivamente con vibratori e altri sex toys.

Per comprendere in che modo si possa trasformare la complessità di un argomento difficile da comunicare (anche per le policy delle piattaforme online) in un caso di successo, abbiamo chiacchierato con Norma Rossetti, CEO di MySecretCase. Ci ha spiegato come il mercato italiano debba ancora confrontarsi con diverse restrizioni rispetto all’estero, ma ci rassicura sul fatto che il futuro è più roseo, grazie alle nuove generazioni.

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Norma Rossetti - MySecretCase foto in Primo Piano

«Io ricordo quando, qualche anno fa, era praticamente impossibile ricevere un like anche dalle amiche» dice Norma «facevano fatica a mostrare gradimento e soprattutto a condividere il contenuto. Poi le cose sono cambiate: Instagram ci ha aperto le porte in questo senso, nonostante ci blocchi ancora diverse volte, ma su quella piattaforma anche le persone sono più “aperte”».

Riusciamo a immaginare un mondo in cui le persone siano talmente intimidite dai discorsi sul sesso e sull’intimità da non riuscire a commentare un post a tema sui social?

Il termine Sex Positive è comunemente utilizzato per  indicare un atteggiamento privo di giudizi morali riguardo al sesso, una mentalità aperta sull’argomento. MySecretCase è il primo shop online per il piacere ad aver creato una community online per abbattere i tabù sul sesso.

La carta vincente? Affrontare la sessualità come fattore culturale, attraverso progetti, incontri tematici online e un costante dialogo e impegno nei confronti della propria community, una delle più attive in Italia in materia di sessualità.

Il tutto attraverso un approccio che l’ha sempre vista in prima linea sui temi della diversity & inclusion e che le ha permesso nel 2021 di classificarsi accanto ad Amazon, Carrefour, Coca-Cola, Durex, Esselunga, Google, H&M, Ikea, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, Leroy Merlin, Mattel, Netflix, Pantene, Rai, Spotify, Freeda, Starbucks, TIM, Vodafone – tra le 20 aziende più inclusive secondo il Diversity Brand Index.

L’importanza di comunicare con schiettezza ai più giovani

«Il nostro focus target è storicamente compreso tra i 18 e i 35 anni: è la fascia più attiva sui social e quella che acquista i nostri prodotti. Sono loro i veri affezionati».

Non sembra però affatto improbabile che ci siano anche più giovani e giovanissimi tra i quasi 600.ooo follower solo su Instagram e gli oltre 130.000 su TikTok di MySecretCase. Come è possibile approcciarsi a queste persone in modo diretto? «Le persone da noi si aspettano esattamente quello che già facciamo: un linguaggio diretto, esplicito, senza giudizi. Vogliono che chiamiamo le cose con il loro nome, senza essere volgari ma neppure girandoci attorno. Quest’anno abbiamo lanciato TikTok e abbiamo incluso nel team una psico-sessuologa per individuare il modo più appropriato di comunicare ai giovanissimi».

E, in effetti, la comunicazione social di MySecretCase è davvero diretta, basta scorrere il feed di uno qualsiasi dei canali social per rendersene conto. Un modo di porsi che diventa anche didattico: «I pochi ragazzi che hanno avuto la fortuna di fare lezioni di educazione sessuale a scuola, hanno ricevuto alcune nozioni sugli aspetti biologici dell’atto, senza nessun accenno al piacere. Essere diretti e comunicare esplicitamente questo aspetto ci ha aiutato molto ad avvicinare le generazioni più giovani».

I dati confermano e dimostrano che la strategia ha pagato: il canale Instagram dell’azienda registra un engagement rate tra il 7 e il 10%, un numero altissimo per una pagina con più di mezzo milione di follower.

Sesso e piacere: argomenti tabù per gli algoritmi

Sulle piattaforme social riusciamo a trovare davvero di tutto: gruppi dedicati a una pluralità di argomenti anche molto discussi e sostegno a cause di ogni genere, anche borderline. Eppure, come ci conferma Norma, un argomento naturale come il sesso è ancora un territorio pericoloso su cui muoversi è complicato.

«È un po’ un terno al lotto, le parole diventano “contenuti pericolosi” che ci espongono al rischio di ban. Per questo abbiamo iniziato a “camuffare” alcuni termini, utilizzando per esempio gli asterischi. Anche i formati grafici ci pongono parecchi limiti, ma abbiamo imparato a puntare su immagini allusive e simboliche invece di utilizzare contenuti più espliciti; è una sfida per noi, perché il nostro obiettivo rimane quello di una comunicazione comprensibile e diretta».

Norma Rossetti MySecretCase 02

La spinta delle restrizioni verso il piacere

Lockdown e distanziamento sociale non hanno certo aiutato il contatto fra le persone; lo hanno anzi minimizzato fino a farlo scomparire. Eppure, questo isolamento collettivo e individuale ha generato un forte impulso per il settore dei Sex Toys, complice la principale esigenza di comprare online questo tipo di prodotti: l’anonimato.

«Per noi è stato un momento di rilancio: abbiamo registrato una crescita del 50% anno su anno. Lo considero una sorta di “richiamo alla vita”, perché tutti ci siamo resi conto del bisogno irrefrenabile di riaffermazione della vita e del piacere. Non credo si sia semplicemente trattato di una “reazione” alla noia causata dalle restrizioni, ma di un profondo desiderio di affermare il piacere e l’esistenza davanti all’onda lunga della malattia e dell’emergenza che ha coinvolto a lungo tutto il Paese e anche una conseguenza della sensazione di incertezza per quello che sarebbe avvenuto dopo».

Il mercato non è naturalmente nato con la pandemia, era in parte forse latente, composto da persone incuriosite che però non avevano mai utilizzato “giochi per adulti” o che sentivano soffocata la propria libertà sessuale. «Senza attribuirci meriti assoluti» precisa Norma <<abbiamo contribuito a guidare un po’ questo mercato, che era limitato a un immaginario volgare in cui la donna veniva strumentalizzata come oggetto del desiderio. Per fortuna col tempo ci siamo “evoluti” e siamo diventati tutti molto più inclusivi: non si parla più di maschi e femmine, ma di persone».

E al di là del successo commerciale, la vera soddisfazione è quella di aver creato un linguaggio della sessualità e, probabilmente, aver contribuito a migliorare la comunicazione su questi temi in modo informativo ed educativo.

Il piacere e l’amore al centro di ogni messaggio di MySecretCase

«Negli anni abbiamo sempre puntato a costruire un’azienda che parlasse di amore e che fosse luogo di incontro, ascolto e condivisione. Avere questo tipo di attenzione è stato sempre il nostro punto di forza. Dal punto di vista dell’advertising tradizionale abbiamo molti limiti: su Instagram non possiamo fare ADS e lo stesso accade su Facebook».

Norma definisce la mission di MySecretCase “una missione d’amore”, anche se  ammette con tranquillità che il business core è la vendita dei Sex Toys, che considera grandissimi alleati. «L’effort nella comunicazione è enorme, anche rispetto ai player stranieri, che possono permettersi un approccio completamente diverso. Sebbene i tabù esistano ancora, non abbiamo mai utilizzato un Tone Of Voice di tipo “accusatorio”: il nostro posizionamento è sul piacere, quindi parliamo di possibilità, senza entrare in polemica. Abbiamo sempre preferito posizionarci sul piacere, sul gioco e sull’intimità».

Il successo di oggi è frutto di una forte mission, un’idea chiara e concreta e tanto, tanto impegno. Ma qual è stato il punto di svolta, l’azione che ha iniziato a far scricchiolare la barriera di perbenismo nella maggioranza delle persone?

«Sicuramente il primo spot di MySecretCase del 2017: una grandissima conquista! La prima volta che uno spot di Sex Toys è andato in TV. Ci abbiamo messo un anno a convincere le reti, anche perché ci siamo presi la responsabilità di creare un prodotto senza sapere se sarebbe stato diffuso: solitamente le aziende preparano uno storyboard e lo propongono alle emittenti; lo spot viene quindi prodotto se approvato. Nel nostro caso, hanno voluto visionare direttamente il prodotto finito, quindi il rischio è stato altissimo».

Il coraggio di Norma e del suo team ha pagato: lo spot è stato un successone in grado di guadagnarsi diverse pubblicazioni sulle testate nazionali e creando uno spartiacque indispensabile verso l’affermazione del business «Questo spot ha fatto nascere il nostro primo claim veramente forte: “Vogliamo un mondo in cui le donne non sono oggetti sessuali, ma possono averli tutti”».

mysecretcase spot 2017

Una “prima volta” che ha permesso all’azienda di ampliare lo sguardo su donne molto diverse fra loro e anche con età diverse. «È abbastanza impegnativo raggiungere il target delle persone over 40, perché è più difficile sradicare il tabù in una persona adulta che ha già consolidato un’identità sessuale» ci ha raccontato Norma.

MySecretCase e il Metaverso

Rompere i tabù e farsi carico di una vera e propria missione di educazione e di apertura verso le tematiche sessuali ha sicuramente richiesto molte energie e risorse ma i risultati certificano un enorme successo. È forse arrivato il momento di “fare il salto” e approfondire il discorso con una presenza nei tanti mondi virtuali che nascono con sempre più frequenza?

Anche secondo Norma esistono diversi problemi legati alla privacy e all’identità digitale, che nel Metaverso rischiano di essere amplificati. Ma il suo approccio, come sempre, è diretto e pragmatico: «Non conosco in profondità l’argomento Metaverso, ma lo considero come una realtà parallela, non come un’integrazione della vita reale. Soprattutto dopo la pandemia, credo che il bisogno delle persone di riavvicinarsi alla natura e stare più vicine sia più forte di questa nuova tecnologia».

SaaS e Tech: il B2B Rocks va in scena a Montpellier

Una conferenza globale incentrata sulla crescita del SaaS internazionale, è il B2B Rocks che per la prima volta sbarca a Montpellier nella Regione Occitania.

Dal 9 all’11 giugno, il prestigioso hotel Domaine de Biar ospiterà i massimi esponenti internazionali del software B2B. I protagonisti della kermesse sono stati selezionati da un comitato editoriale appositamente creato per l’occasione e diretto dal presidente Colin Lalouette.

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Colin Lalouette – Presidente di B2B Rocks

Un mercato che vale 190 miliardi

Dirompente, intimo e cosmopolita allo stesso tempo, B2B Rocks è l’evento che riunisce le Rock Star del Tech e del SaaS. 2 giorni, oltre 1.500 leader, per una rassegna speciale rivolta principalmente a fondatori di startup, dirigenti, venture capitalist e a decision maker di grandi società.

Negli ultimi 10 anni, il Software as a Service ha registrato una crescita vertiginosa, arrivando ad impiegare più di mezzo milione di persone in tutto il mondo. Solo in Europa si registrano quasi 100 unicorni, vero e proprio segnale del dinamismo di questo settore.

Entro la fine del 2022, il mercato del software B2B varrà 670 miliardi di dollari, di cui 190 miliardi rappresentati dal SaaS.

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LEGGI ANCHE: Game Changing, People Centered e cosmopolita: B2B Rocks riunisce le Rock Star della tecnologia e del SaaS

I primi 10 anni di B2B Rocks

La decima edizione segna una nuova era per B2B Rocks. L’energia arriva da alcune partnership con appassionati del mondo Tech, tra cui i fondatori della startup Appvizer di Montpellier.

L’organizzazione riunisce una comunità globale di donne e uomini e si muove velocemente, al passo con il mondo digitale.

Questa versione “next generation” adotta un nuovo approccio ai format tradizionali con un taglio ibrido che mescola online e offline.

Presentati i primi nomi in programma

20 panel con un format on stage di 40 minuti in cui i protagonisti trasformano le sfide di oggi in opportunità per il domani. In scaletta anche diversi eventi collaterali che arricchiranno il festival con una buona dose di divertimento e un sano pizzico di networking.

B2B Rocks è finalmente pronto ad annunciare le prime star della sua line up. In lista nomi del calibro di Jonathan Anguelov (Aircall), Krish Subramanian (Chargebee), Kat Borlogoan (Contentsquare), Tricia Miller (Twilio), Sridhar Iyengar (Zoho) ed Heidi Elmore (Zoom).

Nell’attesa dell’inizio dei lavori del 9 giugno, si possono seguire tutti gli aggiornamenti sul sito di B2B Rocks.

Anche Ninja al B2B Rocks

Un evento prestigioso di respiro internazionale con speaker, tavole rotonde e keynote sui temi della tecnologia e del Saas. Il team e la redazione di Ninja non potevano mancare ad un appuntamento del genere: seguiremo passo passo le due giornate dell’evento raccontandovelo sul Magazine e sui nostri canali social, mentre venerdì 10 giugno alle 9.30, il CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja AcademyMirko Pallera avrà un ruolo da protagonista moderando una tavola rotonda dal titolo “How to hire & build marketing teams at different growth stages?

>>Non perdere l’occasione di partecipare a B2B Rocks! Iscriviti subito<<

canon plotter grafici copertina

Stupire ed emozionare con il colore: come farlo brillare nella stampa di un progetto digitale

I colori hanno una grande importanza nella nostra vita. Il colore guida, molto più di quanto immaginiamo, la nostra percezione delle cose: tanto più è brillante, più il nostro sguardo viene attratto e si sofferma a cogliere dettagli, sfumature, forme alla ricerca di armonia, identificazione e piacere.

Oggi ancor di più, quando si tratta di acquistare un prodotto o scegliere un servizio, il colore fa la differenza. Quando decidiamo se affidarci o meno a un professionista, l’idea che ci facciamo di lui e di quello che ha da offrire per migliorare la nostra vita è influenzato dal linguaggio cromatico.

Ecco perché, per chi si occupa di grafica e stampa, studiare associare e centrare il colore perfetto (e la resa sul supporto in cui verrà impresso) equivale a trovare il tanto ambito Sacro Graal del linguaggio visivo.

<< Scopri come far brillare i colori delle tue stampe per grandi formati>>

L’importanza del colore tra passato e presente

Per un professionista dell’immagine è fondamentale riuscire a catturare il colore. Pittori, fotografi, designer. Tutti hanno come obiettivo quello di stupire ed emozionare attraverso la giusta associazione cromatica per una specifica scena, immagine o campagna di comunicazione: un processo fisico che produce uno straordinario risultato viscerale.

Un codice che comunica uno stato d’animo e cerca di parlare al cuore delle persone attraverso gli occhi.

Oggi molti graphic designer sono cresciuti lavorando solo su digitale e difficilmente si interfacciano con la stampa e con la rappresentazione del colore su supporti materiali. Questo si trasforma inconsapevolmente in un vero e proprio tallone d’Achille per il professionista.

I colori sono infatti la prima cosa a cui un grafico deve prestare attenzione quando stampa un design. Deve sempre preoccuparsi che il colore scelto sia stampato con la resa di cui hai bisogno per evitare errori imperdonabili, talvolta drammatici per una campagna pubblicitaria.

Se oggi chiedessimo a Michelangelo, Raffaello o Leonardo di produrre un progetto di comunicazione visiva per la stampa saprebbero scegliere correttamente lo strumento tecnico adatto a riprodurre i fantastici risultati raggiunti oltre cinquecento anni fa? Sarebbero in grado di trovare la stessa perfezione nella riproduzione visiva?

serie plotter canon

Se dovessero stampare un progetto digitale per grandi formati, probabilmente sceglierebbero la nuova gamma di plotter grafici imagePROGRAF GP di Canon. Non è uno scherzo: il motivo risiede tutto nella tecnologia che risalta la brillantezza del colore.

I plotter grafici imagePROGRAF GP-2000 e GP-4000 rappresentano l’ultima frontiera della tecnologia di stampa per grande formato perché supportano l’utilizzo di inchiostro fluorescente a pigmenti ad acqua.

Sono macchine capaci di dar vita a un’esplosione di colori con una gamma estremamente ampia e una straordinaria qualità di stampa.

Anche gli studenti di NABA, Nuova Accademia di Bella Arti, hanno potuto toccare con mano l’effetto stupefacente ottenuto con i plotter Canon tramite i quali hanno realizzato le campagne di comunicazione integrata nell’ambito di “Come Back Brighter“, il progetto formativo presentato alla fiera del printing e converting Print4All di Milano è stato realizzato per Canon e la gamma di laptop ConceptD di Acer.

Progetti grafici con una qualità di stampa superiore e una straordinaria vivacità, nitidezza e dettaglio grazie all’inchiostro a pigmenti per colori ad alto impatto e di ultima generazione.

Come Back Brighter canon imageprograf gp 4000 plotter grafici

Il segreto della brillantezza dei colori: i plotter grafici imagePROGRAF GP

Gli inchiostri a base acqua sono così definiti poiché sono idrofili e composti da soluzioni colorate sciolte in acqua. Quando l’inchiostro viene impresso sul foglio questo tende ad assorbire in profondità sia l’acqua che il composto colorante che si distribuisce tra i vari strati, fissandosi. Si può dire che l’inchiostro combina la propria colorazione con gli strati più superficiali del foglio.

Canon non poteva scegliere momento migliore per presentare questo vantaggio tecnologico che tanto avrebbero apprezzato i maestri del colore del passato: come dimostrato nel corso del progetto formativo “Come Back Brighter”, l’uso di colori brillanti come il rosa fluorescente è un vero e proprio invito al ritorno dell’esuberanza cromatica in una quotidianità quanto meno opaca, una sorta di Rinascimento cromatico dopo anni di restrizioni e distanziamenti legati alla crisi pandemica.

Il vantaggio tecnico dei nuovi plotter Canon puntano a (ri)affermare il valore di una stampa di qualità creata con strumenti all’avanguardia.

Se il mondo della comunicazione e del printing desidera davvero raggiungere un marketing mix sostenibile tra online e offline – tra digital e stampa – il successo dipenderà prevalentemente da creazioni di valore e non dal volume e la quantità di stampe effettuate.

<< Guarda i vantaggi tecnici della nuova gamma di plotter grafici imagePROGRAF GP >>

inquinamento decentralizzazione

Decentralizzazione e industria tradizionale: perché l’inquinamento tra le due non può essere paragonato

Crypto, NFT, blockchain, metaverso, smart contract, DeFi e DAO sono tutti prodotti della nuova filosofia alla base della decentralizzazione, che rompe definitivamente gli schemi del vecchio web a favore del web3.

Queste nuove tecnologie fanno già parte del nostro quotidiano e nel prossimo futuro si integreranno sempre più nella nostra società e nella nostra vita, ponendosi in parte in forte contrasto con un problema a cui tutti oggi siamo molto sensibili come la tutela dell’ambiente.

Vediamo quali punti di contatto può avere la decentralizzazione con la green economy e come in un breve futuro riuscirà ad evolversi riducendo il più possibile il suo impatto ambientale ed essere quindi sempre più sostenibile.

Perché ne parliamo

Numerosi sono i dibattiti riguardanti l’impatto ambientale dei sistemi basati sulla decentralizzazione rispetto a quelli tradizionali, per l’appunto centralizzati, ma per poter effettuare un confronto analitico ed oggettivo che riguardi ad esempio gli scambi effettuati in criptovalute e quelli con moneta FIAT, dobbiamo chiamare in causa la teoria sui costi di transazione.

Quando parliamo di costi di transazione facciamo riferimento a tutti quei costi che sono legati all’organizzazione di una specifica attività.

Questi costi si dividono in due differenti entità di costo che sono: i costi ex ante, che vengono sostenuti prima della transazione e i costi ex post, che invece sono sostenuti dopo la transazione.

I costi di transazione sono i costi che devono essere sostenuti per realizzare uno scambio, un contratto o una transazione economica in genere; questi rappresentano i costi d’uso del mercato.

Costa più una transazione in Bitcoin o Ethereum o una transazione in Euro

Se pensiamo a quanto costa produrre ad esempio un mouse per computer, immaginiamo al costo di stampa del suo involucro, ai costi dei componenti elettronici ed ai costi per il suo assemblaggio, all’energia necessaria per la produzione del bene.

Questi costi in economia si definiscono costi marginali, ossia il costo dell’ultima unità prodotta, per farla molto semplice.

Come vediamo non sono stati presi in considerazione tutti quei costi, definiti fissi, che sono stati necessari per rendere possibile la produzione dei mouse.

Grazie a questo esempio ci rendiamo conto che se prendiamo in considerazione i soli costi energetici marginali non effettuiamo una valutazione corretta e oggettiva per confrontare i costi connessi alla finanza centralizzata rispetto quella legata all’ecosistema decentralizzato.

Il mondo decentralizzato di cui abbiamo parlato all’inizio richiede dei costi in sicurezza e replica per rendere la blockchain affidabile. Viene da sé che è richiesta molta energia a livello di transazione e l’attività di mining richiede energia che viene distribuita su tutte le transazioni.

L’energia richiesta per una singola transazione rappresenta solo una piccola parte rispetto alla totalità dei costi.

Entriamo nel dettaglio delle differenze tra i costi della centralizzazione rispetto alla decentralizzazione. Partiamo dal presupposto che le odierne infrastrutture centralizzate tramite “l’economia di scala” riescono a ridurre i costi di transazione, sulla base del presupposto che maggiore è la dimensione produttiva, maggiori sono i volumi produttivi, minori sono i costi di produzione.

Per la finanza centralizzata tutto ciò si traduce in:

  • costruire uffici finanziari e filiali locali dalle quali operare;
  • gestione e leasing dei datacenter e di tutta la struttura informatica;
  • manutenzione e protezione delle strutture fisiche;
  • impiego di personale (interno ed esterno) per tutte le attività a tutti i livelli;
  • reti di intermediari su scala globale;
  • mantenimento di riserve auree e di asset vari;
  • riunioni, meeting, spostamenti fisici di personale, ecc.

Ovviamente, è impossibile catalogare tutte le aree di costo in un semplice articolo, ma di sicuro non possiamo dire che una transazione su un circuito finanziario come quello VISA possa nella sua essenza avere un costo basso.

In media, il costo effettivo di una transazione tramite carta di credito si aggira tra il 2% e il 3% sul valore della transazione effettuata presso il commerciante.

Ovviamente le carte di credito rappresentano solo una parte della finanza centralizzata, se a queste aggiungiamo le transazioni sui mercati azionari, obbligazionari e di qualsiasi altra entità, le transazioni mobiliari e immobiliari, quelle assicurative, compensazioni nazionali ed internazionali e chi più ne ha più ne metta, sono richiesti trilioni di dollari per sostenere quell’esercito permanente che tiene in vita la finanza centralizzata (al pari dei miner che tengono in vita la blockchain).

ARK Investment Management LLC, società di gestione degli investimenti con sede negli Stati Uniti, ha di recente pubblicato una ricerca dove mette a confronto i costi energetici connessi al processo di mining (estrazione) di Bitcoin (fondamentale per il mantenimento della finanza decentralizzata DeFi), con l’estrazione dell’oro e con la finanza centralizzata.

Costi energetici Finanza centralizzata e decentralizzata - decentralizzazione

Perché è importante comprendere la questione

L’evoluzione della DeFi  vedrà proprio nell’anno corrente una crescita decisiva dovuta in particolare all’evoluzione e introduzione nella blockchain degli smart contract.

L’importanza della decentralizzazione, garantita da un numero sempre più crescente di utenti, è legata ad una serie di vantaggi rispetto alla finanza tradizionale quali: poche barriere all’ingresso, garanzia dell’anonimato, maggiore rapidità di esecuzione dei contratti, riduzione dei costi di transazione, estrema varietà delle applicazioni disponibili.

Il grafico che segue, fornito da DefiLlama, rappresenta la crescita negli ultimi anni del valore di tutte le attività che sono attualmente oggetto di partecipazione in un protocollo specifico.

Attenzione, il valore rappresentato non è il numero di prestiti in essere, ma l’importo totale dell’offerta sottostante che viene garantita da un specifica applicazione.

Questo parametro, molto importante è detto Total Value Locked (TVL).

Andamento Total Value Locked (TVL) - decentralizzazione

Negli ultimi due anni i ritmi di crescita sono stati a dir poco impressionanti come evidenziato dal successo riscosso dai Total Value Locked i quali esprimono il valore totale degli assets depositati nei protocolli della DeFi che dal 2020 a oggi sono passati da meno di 1 miliardo di dollari a circa 230 miliardi di dollari.

Total Value Locked (TVL)

A seguito di questa crescita, gli esperti prevedono che la domanda di compensazioni di carbonio aumenterà di un valore compreso fra gli 1,1 miliardi e 3,6 miliardi di tonnellate all’anno entro il 2050. Non poco, se pensiamo che la domanda cumulativa dal 2005 al 2021 è stata di poco superiore a 1,7 miliardi di tonnellate.

Decentralizzazione: a che punto siamo

L’evoluzione della tecnologia legata al mondo della decentralizzazione diventa sempre più efficiente con il passare del tempo.

Fino a qualche anno fa le piccole transazioni in Bitcoin venivano eseguite singolarmente al pari delle altre, mentre oggi si tende a raggrupparle, rendendo più smart ed efficiente il loro processo di esecuzione.

Ancora, la blockchain di Ethereum sta migrando verso soluzioni basate sul Proof of Stake che richiedono molta meno energia (si stima solo 1% di energia) rispetto a Proof of Work e sempre in proof of stake sono oggi gestiti gli NFT e lo stesso metaverso, come WAX, Flow oppure Immutable X.

DEFINIZIONI

Proof of Work (PoW) e Proof of Stake (PoS) sono due algoritmi utilizzati per ottenere il consenso distribuito, gestire e validare le transazioni da parte di tutti i nodi della blockchain.

L’algoritmo PoW i blocchi vengono estratti mediante una pratica definita mining che richiede molta energia ed è utilizzata da Bitcoin. Ethereum, con il nuovo aggiornamento denominato Casper, utilizzerà la PoS dove i blocchi non vengono estratti ma coniati e questo abbatte i costi energetici.

Di conseguenza, tramite la PoS, i soggetti che possiedono una partecipazione significativa vengono selezionati su base pseudo casuale per coniare i blocchi e aggiungerli alla blockchain.

Oltre ai due algoritmi di consenso sopra citati va aggiunto anche il Proof of Authority (PoA) il quale si basa sul fatto che i nodi necessari per certificare le informazioni siano dei nodi fidati. In questo modo, per certificare le azioni quindi non serviranno più enormi calcoli, ma solo la fiducia di questi nodi riconoscibili tramite nome e cognome, che hanno l’autorità di creare i blocchi validandone le transazioni.

Tra le blockchain che oggi garantiscono un consumo minimo di energia va annoverata la rete Polygon, mentre tra le criptovalute più green vanno citate Cardano, Stellar, Solana, Algorand e altre.

Stellar Lumens fa uso del PoS con consumo energetico stimato per transazione a 0,00003 KWh, ma il vero campione delle cripto eco sostenibili è dato da Algorand che oltre a sfruttare a pieno la PoS garantisce un consumo energetico stimato per transazione a 0,000008 KWh.

È utile sapere che Algorand nasce da un idea di un italiano, Silvio Micali matematico, crittografo e informatico italiano, professore d’informatica presso il Laboratorio d’Informatica e Intelligenza Artificiale del MIT di Boston.

Algorand ha ottenuto lo status di Carbon Neutral nell’aprile 2021 grazie a una partnership con ClimateTrade, che tiene traccia delle emissioni di carbonio.

Prospettive a breve e a lungo termine sulla decentralizzazione

Possiamo dedurre che per ridurre le emissioni di CO2 create dalle criptovalute basterebbe cambiare il protocollo di funzionamento e gli  algoritmi di consenso.

Cosa molto facile a dirsi, ma molto difficile da attuare tanto che la rete Ethereum, per dirne una, ci sta provando da tempo, ma il progetto è slittato più volte.

Altro problema, molto più rilevante e di natura economica è data dal fatto che abolendo la Proof of Work i minatori che negli anni hanno sostenuto forti investimenti per componenti hardware si troverebbero da un momento all’altro con una grande quantità di capacità produttiva inutilizzata, difficilmente vendibile anche nel mercato dell’usato, essendo processori dedicati solo al mining.

Proprio per risolvere questo problema molti governi iniziano a prendere in considerazioni soluzioni come la carbon tax che resta lo strumento principe per contenere le “esternalità negative ambientali”.

L’idea è quella di tassare chi svolge attività professionale di mining oppure tassare le transazioni di criptovalute che operano direttamente o indirettamente tramite la Proof of Work.

Ad oggi, considerando lo stato dell’evoluzione del sistema finanziario decentralizzato rispetto quello centralizzato, possiamo dire con certezza che il costo energetico marginale del decentramento è probabilmente più alto per transazione rispetto ai costi energetici marginali di quello centralizzato, ma sotto il profilo dei costi totali (costi variabili + costi fissi), quelli legati alla decentralizzazione sono probabilmente già molto più bassi, e senza ombra di dubbio è probabile che i miglioramenti tecnologici che ci attendono nel breve periodo consentiranno di ridurre anche i costi marginali.

rai cinema metaverso the nemesis

Anche Rai Cinema è entrata nel Metaverso su The Nemesis

Rai Cinema è stata tra le prime media company ad investire nell’universo virtuale e ora fa il suo ingresso nel Metaverso, proseguendo in quella direzione di ricerca e sperimentazione iniziata nel 2019 con il lancio di una App VR tutta italiana.

L’obiettivo è quello di mettere in contatto il cinema con nuovi spettatori, stare al passo con le nuove frontiere dell’innovazione tecnologica per cercare di incontrare i gusti del pubblico più giovane ed ampliare l’esperienza cinematografica in tutte le sue forme.

rai cinema metaverso

Lo spazio di Rai Cinema su The Nemesis

Il progetto è stato possibile grazie all’accordo con The Nemesis, la piattaforma online italiana di intrattenimento 3D che ospita il primo Metaverso di Rai Cinema.

Un ambiente totalmente gratuito e accessibile da pc o da smartphone senza necessità di registrazione dove gli utenti potranno immergersi in uno spazio completamente dedicato al cinema nel Metaverso, vedere gratuitamente contenuti cinematografici, vivere eventi in streaming e interagire con poster e oggetti iconici del cinema per un’esperienza esclusiva e coinvolgente ed esplorare, attraverso il proprio avatar, l’isola dedicata.

LEGGI ANCHE: Creator Economy e Decentralizzazione come base per la costruzione del Metaverso

Anche Diabolik nel Metaverso

rai cinema metaverso diabolik

Nel Metaverso di Rai Cinema, spazio anche per il Museo Nazionale del Cinema di Torino con la possibilità di visitare la Mostra 3D ispirata al film Diabolik dei Manetti bros.

Il re del terrore sarà protagonista anche di una challenge che vedrà i giocatori sfidarsi per vincere l’accesso alla visione di uno special cut inedito, realizzato durante la lavorazione del primo capitolo del film, e la skin di Diabolik.

Questo progetto è stato reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione con la casa editrice Astorina.

In occasione dell’incontro di presentazione il 23 maggio alle 15.00 c’è stata una speciale pre-apertura del Metaverso per giornalisti e ospiti e dalla mezzanotte è partita la sfida dei giocatori per aggiudicarsi il primo NFT di Rai Cinema.

Successivamente verranno programmati contenuti esclusivi all’interno di un vero e proprio Auditorium virtuale, in primis la serie Tools of trade sui mestieri del cinema, una produzione Cannizzo con Rai Cinema.

La serie, proposta in tagli brevi e riformattata ad hoc sul canale TikTok di Rai Cinema, ha avuto un enorme successo tra i più giovani con oltre 1.000.000 di visualizzazioni in pochi mesi.

Buyer Personas Template: impara ad usare il tool definitivo per individuare il cliente ideale

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi. L’argomento di questa puntata è dedicato alle Buyer Personas, scopriremo cosa sono, come individuarle con un Template pratico e come applicare un approccio data driven grazie ai giusti tool di analisi.

A parlarne con noi  Michaela Matichecchia,Consulente in Web Marketing e Comunicazione online .

Non perderti i punti salienti dell’intervista:

  • Cosa sono le Buyer Personas
  • Come creare le Buyer Personas con il Buyer Personas Template
  • Applicare un approccio data driven grazie ai giusti tool di analisi

lead generation - intervista ad armando biondi

Individuare i lead più qualificati tra i prospect: intervista ad Armando Biondi

Il contesto macroeconomico spinge le aziende a rendere più efficienti tutti i processi. Gran parte dell’attenzione va rivolta all’individuazione dei lead più interessanti e sui quali conviene puntare subito, sulla base dei criteri di frequency e recency.

Ne abbiamo parlato con Armando Biondi, CEO e Co-Founder di BreadcrumbsIO, company americana con sede a San Francisco che si occupa di Lead Scoring e permette alle aziende di “fotografare” l’istante in cui un prospect è particolarmente interessante per la conversione in cliente.

Armando sarà anche tra gli speaker di B2B Rocks, un evento di nuova generazione che riunisce le Rock Star della tecnologia e del SaaS. Nel 2022, il valore cumulativo del mercato del software B2B non sarà inferiore a 670 miliardi di dollari, di cui il SaaS rappresenterà 190 miliardi: ha infatti registrato una crescita a due cifre negli ultimi dieci anni e dà lavoro a più di mezzo milione di persone.

B2B rocks montpellier

Il Keynote di Armando Biondi, dal titolo “Revenue 101: the playbook for startup growth“, è programmato per giovedì 9 giugno e conterrà preziosissimi insight e consigli per aziende e startup racconti nella sua lunga esperienza in AdEspresso prima, in Hootsuite poi e in Breadcrumb.IO adesso.

Dal 9 all’11 giugno, il rinomato “Domaine de Biar” accoglierà i migliori decision-maker internazionali nel settore del software B2B: un evento pensato per i fondatori di startup, dirigenti di scale-up, venture capitalist e decisori strategici. Il focus del 2022 sarà la crescita internazionale, l’audacia e l’inclusività. Questo evento di nuova generazione, sostenuto dalla French Tech, si allontana dai formati tradizionali con un formato ibrido online/offline e contributi simulcast dal vivo dai cinque continenti.

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Quali sono i vantaggi pratici di individuare i lead più qualificati tra i diversi prospect e quanto è importante per le aziende oggi?

È fondamentale, particolarmente in un contesto di efficienza di business. Le company e le organizzazioni sono sempre molto focalizzate all’acquisizione, ma acquisire clienti è sempre molto costoso e progressivamente competitivo Per cui, avere un meccanismo che ti consente non solo di acquisire nuovi clienti ma anche  di massimizzare ed estrarre il potenziale non solo dei clienti futuri, ma anche di quelli presenti e passati diventa un’opportunità di crescita estremamente importante.

Un altro aspetto è quello dell’efficienza: ogni business in qualunque momento della sua vita si trova davanti a competing priorities, più priorità di quelle che si possono gestire e soddisfare. Da un punto di vista “sales vs marketing”, tu magari hai un marketing engine che sta generando, centinaia, migliaia, decine di migliaia di bit al mese e dall’altra parte hai un team marketing che deve prioritizzare a cosa fare attenzione, quando e su quale potenziale cliente. Per cui il tema diventa fondamentale in questo senso.

Sui costi di acquisizione diventa importantissimo: è in realtà un macrotrend che esiste da molti anni ed è destinato a durare. Infatti oggi è esacerbato dal contesto macro economico a causa dei costi di acquisizione in crescita costante, della competizione con gli altri business e da inflazione e stock market.

In questo nuovo playground vincono le company che riescono ad acquisire clienti in maniera efficiente ed estrarre il massimo valore possibile dal punto di vista della lead generation.

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In che modo la marketing automation può alimentare il team sales

In maniera un po’ controintuitiva, il tema non è necessariamente abbassare i costi di acquisizione ma riuscire a permettersi il costo di acquisizione più alto, che implica un’efficienza interna di business nei processi, un price point di un certo tipo e la capacità di competere su segmenti di mercato che sono ad alto valore. Più puoi fare questo, più puoi tenere il costo di acquisizione alto.

Detto questo, il tema marketing automation è senza dubbio uno degli elementi chiave: mentre 10 o 15 anni fa si aveva a disposizione un tool che fungeva da source of truth per la company, che era il CRM, oggi i diversi dipartimenti hanno vari tool come source of truth ed è necessario farli funzionare insieme. Questo crea la necessità di un tessuto connettivo tra questi tool esistenti in grado di risolvere tutta una nuova categoria di problemi che si presentano oggi agli operatori moderni. Questo è proprio uno dei motivi per i quali abbiamo creato Breadcrumbs.IO.

breadcrumbs armando biondi - individuare i lead più qualificati

Quali sono i dati utili e necessari per un’attività di lead scoring efficace?

Quello che raccomandiamo e che vediamo fare agli operatori più sofisticati è mettere insieme i dati che si hanno a disposizioni su diverse repository e organizzarli sulla base di due dimensioni più una.

La prima dimensione è il concetto di fit o ICP (ideal customer profile), cioè le caratteristiche del cliente, del buyer, dello user dal punto di vista di profilo e di company. Ad esempio, una company con un certo fatturato o basato su una certa geografia; oppure un ruolo che ha un certo livello di seniority o che appartiene a un determinato departimento.

La seconda dimensione è il concetto di activity: cosa le persone stanno facendo nelle tue online properties. Per esempio qualcuno che visita la tua pagina di pricing, un’altra persona che converte da trial a pagante, una terza persona che attiva una nuova trial, tutte della stessa company e sono tutte interazioni che avvengono nello stesso mese, hai a disposizione tutta una serie di touchpoint che questo prospect sta facendo con te, che se fatti emergere in maniera organizzata ti dà un idea di potenziale di upsell expansion. Senza un tessuto connettivo diventa molto più complicato.

Come si attribuisce un punteggio dinamico a un prospect

Questa è proprio la terza dimensione: è il tema timeliness e della short life. Qualunque operatore sa che fare follow up a un prospect oggi rispetto a farlo tra tre settimane fa molta differenza. Per cui, il concetto di dinamicità legato alla recency and frequency, non è ancora del tutto integrato negli attuali standard, mentre invece qualunque operatore dovrebbe avere interesse a seguirlo.

Per questo intendiamo lo score dinamico come un punteggio che cambia sulla base del tempo e sulla base della frequenza delle interazioni, che possono influenzare la conversazione a nostro favore in quel dato momento.

Insieme al concetto di fit, quello di activity crea un diagramma che ci permette di individuare i prospect più interessanti in quel momento, escludendo i cluster a basso valore.

individuare i lead più qualificati

Puoi anticiparci qualcosa del tuo intervento al B2BRocks?

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Il tema sarà Secret Playbook to Revenue Acceleration, ci saranno tutta una serie di insight che abbiamo messo insieme in questi anni. Come team ci occupiamo di questo da molti anni e ci siamo trovati a fare le stesse attività in company diverse, cosa che ci ha portato a pensare che ci fosse un prodotto che poteva essere pensato e automatizzato. Gli insight che ci hanno permesso di arrivare a questo prodotto sono ciò di cui parleremo; sono cose che si possono mettere in pratica senza la necessità di essere operatori sofisticati nel pensare a come accelerare la crescita.

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Il tema generale è che il mondo i cui viviamo oggi è molto più complesso, veloce e dinamico rispetto a 10 anni fa e nuovi problemi richiedono nuove soluzioni e nuovi framework. Data la crescita esponenziale dei Big Data, serve mettere insieme questi dati in un modo che abbia senso e che permetta di crescere più velocemente.

Anche Ninja al B2B Rocks

Un evento prestigioso di respiro internazionale con speaker, tavole rotonde e keynote sui temi della tecnologia e del Saas. Il team e la redazione di Ninja non potevano mancare ad un appuntamento del genere: seguiremo passo passo le due giornate dell’evento raccontandovelo sul Magazine e sui nostri canali social, mentre venerdì 10 giugno alle 9.30, il CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja Academy, Mirko Pallera avrà un ruolo da protagonista moderando una tavola rotonda dal titolo “How to hire & build marketing teams at different growth stages?

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foto ninja gruppo

Vuoi lavorare con i Ninja? Cerchiamo un Training Assistant – Digital Marketing!

Ninja Academy, la scuola che sta rivoluzionando l’alta formazione professionale rendendola accessibile e democratica, vuole ampliare il team: apriamo una posizione di tirocinio curriculare come Training Assistant in area Digital Marketing per la unit Corporate Training.

La risorsa, supervisionata dall’Head of Corporate Training, si occuperà di assistere la progettazione dei corsi di formazione sui temi del marketing erogati nelle aziende.

Cerchiamo persone motivate, con la passione per il marketing digitale e per la formazione. Lavorare coi Ninja è un vero e proprio stile di vita, perché è un’azienda che investe nei tuoi obiettivi personali e professionali: avrai strumenti per costruire il tuo personal brand e lavorerai al centro della formazione digitale in Italia.

Questo lavoro fa per te se:

  • sei un appassionato di marketing e di digitale: divori libri, newsletter e podcast a tema;
  • ti piace il mondo della formazione online e vuoi toccare con mano questo settore;
  • vuoi immergerti in una community unica di docenti, professionisti, imprenditori e manager motivati a scambiare conoscenza ed esperienze;
  • sei in grado di gestire diversi progetti in contemporanea, impostando e rispettando deadline;
  • vorresti fare carriera in una realtà dinamica e stimolante.

Ti occuperai di:

  • curare la progettazione didattica dei progetti formativi aziendali in area Digital Marketing, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di una clientela B2B;
  • interfacciarsi con docenti ed esperti di digital marketing italiani per definire programmi e materiali didattici eccellenti ed allineati alle richieste dei clienti;
  • utilizzare tool di creazione quiz e test, analizzare i learning analytics e i questionari di feedback.

Il tirocinio curriculare potrà essere svolto in Remoto, presso la sede di Ninja Marketing oppure in modalità ibrida. Sarà considerata come plus la disponibilità a lavorare a Milano.

Obiettivi formativi

  • Apprendere come relazionarsi con gli stakeholder a vari livelli di un’organizzazione;
  • Approfondire le basi del Digital Marketing;
  • Apprendere a progettare percorsi formativi aziendali in area marketing.

Competenze da acquisire

  • Progettazione Didattica;
  • Relationship Management;
  • Data Analysis ;
  • Comunicazione e Coordinamento.

Si richiede:

  • Buona conoscenza delle discipline del Digital Marketing: content, seo, social media, eCommerce, marketing automation, etc.;
  • Buona conoscenza ed utilizzo dei principali strumenti di lavoro da remoto (Google Drive, Slack, etc.);
  • Skill di coordinamento.

Come inviare la candidatura?

Clicca qui e compila il form selezionando Training Assistant – Area Digital Marketing.

In alternativa, invia la tua candidatura a:  con oggetto: “Training Assistant Digital Mktg 2022”.

digital marketing

5 Free Webinar per trovare la tua strada nel Digital Marketing

Chi lavora o vuole lavorare nel Digital Marketing da un lato ha l’esigenza di specializzare il più possibile le proprie competenze per rendersi indispensabile per le aziende, dall’altro ha la necessità di acquisire competenze trasversali per progettare strategie digitali a 360 gradi.

Questo concetto è spiegato bene con la metafora “T-Shape”: la barra verticale della lettera T indica le skill relative al campo specifico; la barra orizzontale, invece, rappresenta l’abilità a lavorare e ad applicare le proprie competenze anche su discipline diverse da quella in cui si è esperti. Avere competenze a forma di T ci aiuta a lavorare meglio con gli altri, ad ampliare i progetti e ad essere un punto di riferimento per tutto il team.

Ma, prima ancora, è fondamentale quando bisogna compiere una scelta per il proprio futuro e occorre avere più strumenti possibili a disposizione per non sbagliare.

LEGGI ANCHE: T-shaped: perché il mondo ha bisogno di persone con competenze “T”

Webinar gratuiti per orientarsi nel digital marketing

Il digitale offre una miriade di opportunità e sbocchi professionali se si possiedono le giuste competenze e la consapevolezza della strada che si sta percorrendo. Dai social media al copywriting, passando dall’eCommerce, ci sono infinite possibilità per chi ha un’attitudine digital e una predisposizione a questo settore.

Ma come fare a capire qual è il percorso giusto?

Per rispondere a questa domanda, Ninja ha programmato un ciclo di webinar gratuiti, per lasciarsi ispirare dalle esperienze e dalle storie di chi ha raggiunto i propri obiettivi sul campo.

Il ciclo di eventi live è dedicato a studenti universitari, neolaureati, consulenti, manager, freelance, e a tutti colori che hanno voglia di intraprendere una carriera nel digital marketing o di farla evolvere.

<< Registrati gratis al ciclo di Live Event “Così ho capito che il Digital era la mia vocazione” >>

Il primo live webinar si terrà martedì 24 maggio alle 13:00: 3 Ninja che hanno trovato la loro strada nell’industria digitale racconteranno le loro storie:

martedì 24 maggio ore 13:00

Così ho capito che il Digital era la mia vocazione

Domenico Romano, CEO Fandango Club Creators

Evelina Saltalamacchia, Consulente Digital Marketing e Social Media Manager

Mario Di Girolamo, Business & Growth ZERO

Conduce Mirko Pallera

Gli eventi continueranno nei martedì successivi fino al 21 giugno:

martedì 31 maggio ore 13:00

Chi è il Social Media Manager e perché è il lavoro più bello del mondo

Gaia Spizzichino – Founder di Normalize Normal Homes

Sara Macchi – Social Media Manager Freelance

Emanuela Falco – Formatrice & Social Media Manager

Conduce Mirko Pallera

 

martedì 7 giugno ore 13:00

Chi è il Digital Strategist e perché è il lavoro più bello del mondo

 

martedì 14 giugno ore 13:00

Chi è l’eCommerce Manager e perché è il lavoro più bello del mondo

 

martedì 21 giugno ore 13:00

Chi è il Copywriter e perché è il lavoro più bello del mondo

 

Non perdere gli appuntamenti per lasciarti ispirare da professionisti e case study e trovare le chiavi di ricerca giuste per riconoscere la tua vera vocazione nel Digital e qual è per te il lavoro più bello del mondo.

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crollo terra luna

Crollo dell’ecosistema Terra-Luna: cosa è successo

Le giornate del 10 e 11 maggio 2022 passeranno alla storia come le più disastrose per il mondo delle monete virtuali (sia stablecoin che cripto). A farne le spese è stata, in particolare, TerraUSD, che in 24 ore ha perso il 65% del proprio valore arrivando a 0,3 dollari e perdendo quindi l’ancoraggio al dollaro USA. 

Peggiore sorte ha subito la sua collegata Luna, che nello stesso lasso di tempo ha perso il 95% del proprio valore passando dai 119 dollari del 05/04/22 agli attuali 4,77 dollari.

 

Perché ne parliamo

La notizia ha fatto il giro del mondo e tutti ne parlano, dai consumatori alle istituzioni, associando l’ecosistema Terra-Luna alla Lehman Brothers. Ovviamente, il lato peggiore di questa situazione coinvolge le persone che hanno perso i propri risparmi, che sono migliaia e in gran parte piccoli risparmiatori senza alcuna tutela o protezione.

Cerchiamo di capire cosa sia successo e in che modo tutelare i piccoli risparmiatori per il futuro.

Caratteristica di ogni stablecoin è quella di essere sostenute da un bene di riserva come l’oro oppure il dollaro USA, come nel caso delle più importanti quali Tether e USDC.

 

 

Nel caso di Terra e Luna la stabilità e il rapporto 1:1 con il dollaro USA non è dato dall’accantonamento di riserve, ma viene gestito tramite la sua collegata Luna, definita anche come  token di governance.

In poche parole, per creare più TerraUST si devono bruciare token Luna, e viceversa, il tutto  gestito da un algoritmo (da qui la definizione di stablecoin algoritmiche) che solo fino a pochi giorni fa era tra le 10 maggiori criptovalute per capitalizzazione di mercato.

Queste stablecoin algoritmiche, ricordiamo, rappresentano un connubio tra matematica e algoritmi informatici per creare una valuta digitale che simula il comportamento del dollaro con un valore e rapporto 1:1 con il dollaro americano a cui dovrebbe essere ancorato.

Cosa ha portato al crollo del sistema Terra-Luna

Tra le cause di questo crollo, oltre ai deludenti risultati finanziari di Coinbase, principale piattaforma di scambio in USA, un bug nell’ algoritmo che gestisce il rapporto tra TerraUsd e Luna; in particolare, questo presunto malfunzionamento sarebbe in quella parte dell’algoritmo che decide di  attivare la copertura di TerraUSD , quando necessario, attraverso l’utilizzo del token Luna, posseduto da una fondazione, la Luna Foundation.

Qualche giorno prima la fondazione aveva comunicato di garantire il rapporto 1:1 tra TerraUSD e dollaro USA tramite una serie di prestiti del valore complessivo di 0,7 miliardi di dollari a società di trading OTC (over the counter) e altri 0,7 miliardi di dollari in Bitcoin.

A questo si aggiunge l’azione della società Anchor, azionista di Terra-Luna che ha raccolto più di 14 miliardi di dollari offrendo interessi al tasso del 20% a coloro che effettuavano investimenti nei prestiti a TerraUSD.  

Tutto ciò ha generato un ribasso del valore di TerraUSD e l’algoritmo ha spinto eccessivamente sulla vendita del token Luna per recuperarne il valore. Le vendite di Luna sono aumentate vertiginosamente fino a deprezzarla dai 119 dollari di una settimana fa a poco più di zero. 

Le contromisure finanziarie poste in essere da Do Kwon, creatore di Terra-Luna, e dal suo staff tecnico hanno portato alla decisione di sostenere il “peg” di TerraUSD con le loro riserve di Bitcoin. In breve, sono stati usati dei Bitcoin per riacquistare TerraUSD, il risultato, disastroso, ha portato alla svalutazione di Bitcoin (-8,7%) riducendo il suo valore al di sotto dei 29.000 dollari trascinando nel crollo anche altre criptovalute.

 

La reazione della Securities and Exchange Commission

Quanto successo pone l’attenzione di tutti sulla necessità di una regolamentazione delle criptovalute in generale, dato che come ribadito in questi giorni dalla Securities and Exchange Commission (SEC) tramite un comunicato ufficiale, ”gli utenti di cripto asset non hanno protezioni in caso di bancarotta”.

Un’affermazione del genere, in un momento storico come questo, non può non scatenare il panico e in effetti nella maggior parte delle giurisdizioni non vi è una specifica normativa primaria o regolamentare che sia in grado di disciplinare l’esistenza e gli effetti delle criptovalute.

Conclusioni e prospettive a breve termine

Concludendo, un passo in avanti lo sta facendo proprio l’ Europa con l’approvazione del MiCA (Market in Crypto Asset Regulation) del 14 marzo. Il MiCA, ha il compito di disciplinare solamente tematiche fiscali e regolatorie delle crypto mentre la tematica ambientale correlata al mining sarà lasciata ad un’altra commissione.

Negli USA, il Presidente Joe Biden punta alla regolamentazione del settore in 6 punti fondamentali:

  • protezione dei consumatori e degli investitori;
  • stabilità finanziaria;
  • perseguimento degli illeciti finanziari;
  • leadership USA nel sistema finanziario globale e competitività economica;
  • inclusione finanziaria;
  • innovazione responsabile.

L’Italia presenta un certo ritardo rispetto agli USA e all’UE, con normative di riferimento poco chiare e la mancanza di qualsiasi disposizione di carattere fiscale dedicata agli asset crittografici, e ovviamente, alle criptovalute in primis.

L’assenza di un pacchetto normativo ad hoc, rischia di farci mancare l’opportunità di inserimento e di sviluppo in un settore che vede un giro d’affari stimato in circa 3 mila miliardi verso la fine del 2022, per le sole criptovalute. E questo, senza considerare il mercato in crescita costante di altri asset, come gli NFT.

In particolare l’ interesse primario in Italia è legato esclusivamente alla regolamentazione fiscale delle criptovalute, ma non alla tutela e protezione dei consumatori e degli investitori.