top CEO più seguiti su LinkedIn

Chi sono i CEO italiani più seguiti su LinkedIn nel 2022: ecco la classifica

Per il terzo anno la società di consulenza di reputazione digitale Pubblico Delirio ha pubblicato il suo report annuale sulla comunicazione su LinkedIn dei CEO delle più grandi aziende che operano in Italia. La mappatura classifica i trenta leader apicali con più follower, per poi approfondire le loro strategie e risultati. Del panel di 275 aziende, il numero di CEO presenti su LinkedIn è indicativamente stabile rispetto al 2021 e si attesta al 71% del totale.

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Tanti i settori rappresentati nella Top 30, aggiornata al 30 giugno 2022: il Finance si conferma il più presente con ben 7 manager, in crescita rispetto al 2021 dove erano solo quattro. Poi Energy & Utility con 5 e Automotive e Retail con 4. Per la prima volta anche il settore Food&Beverage con ben 3 CEO in classifica. Grande assente di quest’anno il Pharma, anche per i cambi al vertice.

ceo più seguiti su LinkedIn

I 10 social CEO più seguiti su Linkedin nel 2022

Continua ad aumentare in maniera costante la media dei follower dei trenta CEO più seguiti: 29.300 quest’anno, ben 7.100 in più rispetto all’anno scorso e 14.700 rispetto al 2020. Dato influenzato dai primi tre che da soli coprono il 32% del totale dei follower della Top10: Stephan Winkelmann di Automobili Lamborghini (121.600, +42.000), Luca De Meo di Renault Group (93.900, +30.400) e Nerio Alessandri di Technogym (69.900, +17.800), sul podio al posto di Marco Alverà (70.700 follower, +14.700), uscito dal panel avendo di recente lasciato la guida di Snam.

I tre leader tengono a distanza Giampaolo Grossi di Starbucks Italia, che con 18.600 nuovi follower raggiunge quota 48.500 e conquista il quarto posto (+4 posizioni rispetto al 2021), Corrado Passera di illimity Bank (45.700, +7.100) e Francesco Starace di Enel (44.400, +5.000) che si scambiano la posizione rispetto al 2021.

Per la prima volta nei 10 anche una donna: Cristina Scocchia, che da Kiko Milano passa a illycaffè e che scala quattro posizioni con 20.400 nuovi follower per un totale di 41.700. Chiudono la Top 10 Claudio Descalzi di Eni (41.200, +4.600), Andrea Pontremoli di Dallara (33.500, +8.400) e Bartolomeo Rongone di Bottega Veneta (30.700; +11.700) . Scivola invece fuori dai dieci Francesco Pugliese di Conad (29.400, +5.000).

Stabile a tre il numero di CEO donna in classifica: oltre alla Scocchia e a Silvia Candiani di Microsoft Italia (20.500; +5.600), quindicesima, anche Elena Goitini di BNL – BNP Paribas Italia (10.800, +6.100), venticinquesima. Esce dalla Top 30 Fabiana Scavolini di Scavolini (45°).

Tanti nuovi Manager nella TOP 30 dei CEO più seguiti su LinkedIn

Tanti nomi nuovi nella Top 30, anche grazie ai diversi avvicendamenti al vertice delle aziende.

Tra le new entry troviamo Pietro Labriola (14.100) da quest’anno al vertice di Tim, Pierroberto Folgiero (13.000, + 6.700) passato dalla guida del Gruppo Maire Tecnimont a quella di Fincantieri, Fabrizio Gavelli (9.900), presidente e amministratore delegato Italy & Greece di Danone Company, e Giannalberto Cancemi, recentemente nominato CEO di Leroy Merlin Italia (9.500).

CEO più seguiti su LinkedIn - performance

Il manager che ha scalato più posizioni è Andrea Orcel di Unicredit (12.900 follower) che con 11.800 nuovi follower passa dalla 139° alla 21° posizione. “Il Gruppo UniCredit nel 2019 aveva abbandonato la comunicazione consumer su Facebook e Instagram, focalizzandosi su un approccio più corporate e internazionale” – Stefano Chiarazzo, fondatore di Pubblico Delirio e autore per FrancoAngeli del libro Social CEO.

Reputazione digitale e brand advocacy per manager che lasciano il segno – “Su LinkedIn invece sembra dedicare crescenti risorse anche nel supporto del suo CEO, il cui aumento di follower va di pari passo con una frequenza di pubblicazione in linea con la media dei Top 30 e un engagement rate del 4,4%, sopra media ”.

Si distinguono per crescente impegno e conseguente aumento di follower anche Claudio Domenicali di Ducati (30.200, + 26.000; 11°, +33 posizioni), Remo Ruffini di Moncler (12.100, +8.100; 22°, +23), Stefano Donnarumma di Terna (11.100, +6.800; 24°, +18), Elena Goitini di BNL – BNP Paribas Italia (25°, +13) e Stefano Venier (9.700, +5.000; 28°, +11), ex CEO di HERA recentemente passato a Snam. La Top 30 completa è consultabile su pubblicodelirio.it.

Strategie di pubblicazione dei CEO più seguiti su LinkedIn

I leader aziendali nel periodo di osservazione, marzo-giugno 2022, hanno pubblicato in media 5,8 post al mese, dato di poco superiore all’anno precedente (5,7 da metà marzo a metà luglio 2021). Francesco Pugliese è in assoluto il più attivo con una media di 31 pubblicazioni al mese tra post, condivisioni e articoli.

Seguono Stefano Rebattoni di IBM Italia con 17,8 e poi Silvia Candiani di Microsoft Italia e Giampaolo Grossi che postano su LinkedIn rispettivamente 11,5 e 11,3 volte al mese. Guidano invece per ’engagement rate* Remo Ruffini 9,4%, Stefano Venier 9,2% e Cristina Scocchia 6,5% che, nonostante la bassa frequenza di pubblicazione (rispettivamente 1, 2,8 e 1,3 post al mese), si differenziano di molto rispetto alla media dei Top 30: 2,2%, in crescita dello 0,5%.

Nel 2020 dalla mappatura dei contenuti pubblicati dai manager durante il lockdown effettuata da Pubblico Delirio erano emersi quattro possibili, e non necessariamente alternativi, approcci all’executive communication su LinkedIn: reporter, thought leader, supporter e activist. Si confermano in particolare i primi due: “Tra i CEO della nostra Top 30 restano prevalenti due strategie editoriali” – Rivela Chiarazzo – “Chi punta sull’amplificazione delle novità aziendali e chi coinvolge la propria rete rispetto alla propria visione del mercato in cui opera”.

CEO più seguiti su LinkedIn - stili di comunicazione

L’attivismo dei CEO più seguiti su LinkedIn

Se già nel 2020 l’emergenza sanitaria aveva portato un aumento dei supporter, che raccontavano in tempo reale quello che stavano facendo per le comunità interne e esterne, questo approccio si sta progressivamente allargando agli ESG (Environmental, Social, Governance).

Complici la maggior consapevolezza del proprio ruolo nel contrastare l’emergenza climatica, la cristallizzazione di politiche di Diversità e Inclusione e l’urgenza di prendere decisioni in risposta ai nuovi conflitti geopolitici, sono tanti i CEO che raccontano su LinkedIn le iniziative della propria azienda.

Alcuni di loro stanno prendendo nette posizioni con l’obiettivo di guidare la propria azienda e il settore verso un reale cambiamento. Una scelta comunicativa che va oltre il supporter e il thought leader e si configura come activist, impegnato in prima linea nel promuovere azioni concrete in favore del Bene Comune su importanti questioni sociali, ambientali e politiche che non sono sempre correlate ai profitti aziendali.

Tra i manager più attivi, Fabrizio Gavelli, che già nella bio su LinkedIn si presenta come “Activist of Brand Activism”. Il nuovo AD di Danone Company in Italia e Grecia ha deciso di andare oltre la B Corp come modello virtuoso a cui riferirsi e si pone attivamente come promotore di un confronto e di piani comuni con gli altri leader in favore di un benessere condiviso.

Emergono in tal senso anche Francesco Pugliese di Conad e diversi CEO nel mercato energetico, dove è sempre più centrale la partnership tra aziende e settore pubblico.

In generale, tuttavia, si nota un approccio prevalentemente prudente su un tema polarizzante come la guerra in Ucraina, con la maggior parte dei manager che ha preferito non esporsi.

Tra i leader che ne parlano “Prevale un annuncio telegrafico delle misure adottate e delle iniziative di solidarietà, in alcuni casi chiudendo temporaneamente i commenti” – commenta Chiarazzo – “C’è poi chi ha semplicemente condannato l’invasione dell’Ucraina, aprendo il fianco a richieste legate alle azioni concrete intraprese”. Un’ulteriore dimostrazione della pericolosità di cavalcare gli hot topic anziché seguire una strategia determinante anche sui social media: fare prima di raccontare.

inter lancia la nuova piattaforma digitale ecommerce

L’Inter ridefinisce l’esperienza digitale dei tifosi con il lancio del nuovo Digital Ecosystem

La visione dell’Inter nello sviluppo del proprio brand prosegue attraverso il percorso di innovazione e digitalizzazione: il Club nerazzurro ha presentato il nuovo Digital Ecosystem, una nuova piattaforma che evolve l’esperienza di fruizione delle properties digitali del Club e permette ai tifosi di vivere il mondo Inter in modalità sempre più immersiva.

La prima release vede il sito e l’app totalmente rinnovati dal punto di vista del design e della fruizione dei contenuti e un nuovo eCommerce per un’esperienza di acquisto senza precedenti. L’evoluzione delle piattaforme digitali del Club si svilupperà ulteriormente con nuovi e importanti aggiornamenti che verranno rilasciati nei prossimi mesi.

inter lancia la nuova piattaforma digitale screenshot del sito

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Questo nuovo traguardo testimonia il continuo investimento da parte del Club in nuovi strumenti sempre più innovativi, in grado di offrire esperienze sempre più personalizzate ed esclusive ai tifosi di tutto il mondo, che avranno un accesso privilegiato al mondo Inter.

I tifosi avranno infatti accesso a materiali esclusivi e saranno disponibili nuove modalità per seguire la squadra più da vicino che mai. Anche il design ha subito una revisione completa in linea con la nuova identità visiva del brand.

Ulteriore novità è la presenza di nuove features, come i video-on-demand, fruibili da adesso in poi direttamente sul sito grazie alla nuova piattaforma OTT integrata, e l’IM Plus account, l’area riservata gratuita che darà accesso a contenuti esclusivi.

Il nuovo eCommerce ridefinisce invece l’esperienza di acquisto sullo store online, offrendo ai fan un canale di vendita all’avanguardia e focalizzato sui tifosi. Perfettamente integrato nel nuovo ecosistema digitale, il nuovo eCommerce (disponibile in sei lingue, diverse valute locali e numerosi metodi di pagamento) proporrà una gamma sempre crescente di items sia a marchio Inter che in collaborazione con altri brand e in edizione limitata, valorizzando così i prodotti nerazzurri, progettati e sviluppati con sempre maggiore attenzione alla qualità e al design e in grado di incontrare i diversi gusti dei fan a livello globale.

Maggiore profilazione dei tifosi dell’Inter

Il nuovo ecosistema digitale, moltiplicando i touchpoint e rendendoli sempre più interattivi, permetterà una profilazione più qualificata dei fan nerazzurri, consentendo al Club di offrire loro experience digitali su misura.

Aumenteranno inoltre le opportunità commerciali per l’eCommerce, il ticketing a disposizione de partner. Saranno infatti disponibili slot di contenuti dedicati in grado di raggiungere quotidianamente migliaia di appassionati di calcio e minisiti dedicati dove è possibile creare esperienze immersive personalizzate.

Il progetto è stato concepito e sviluppato in collaborazione con due leader global companies del settore: per la realizzazione del nuovo e-commerce il Club si è affidato a PwC Italia, mentre il sito internet e l’App sono state rinnovate insieme a DEPT®,utilizzando la piattaforma di streaming online di StreamAMG.

Il nuovo Digital Ecosystem rappresenta un ulteriore importante step nel percorso di crescita del nostro Club – ha dichiarato Alessandro Antonello, CEO Corporate di FC Internazionale Milanoche si conferma ancora una volta ai più alti livelli in termini di innovazione. Il nuovo ecosistema digitale, sul quale la Proprietà ha investito, è stato il frutto di oltre un anno di progettazione. Rappresenta una milestone nel riposizionamento del nostro brand che, dopo l’evoluzione dell’identità visiva del 2021, ci permette adesso di ridefinire l’esperienza digitale dei nostri tifosi e posizionarci comeClub ancora più innovativo”.

inter lancia la nuova piattaforma digitale

Grazie al potenziamento del sito, dell’app e al nuovo e-commerce rivoluzioniamo il modo in cui i nostri fan vivono il Club: con la nuova piattaforma i tifosi potranno seguire l’Inter in modalità più immersiva su sito e app, che si presentano rinnovati nel design e nei contenuti. Da adesso in poi sarà integrata anche l’esperienza di acquisto grazie al nuovo e-commerce, che permette di comprare i prodotti Inter, dai capi di abbigliamento ai biglietti per le partite, in modo più agile e immediato” le parole di Luca Danovaro, Chief Revenue Officer di FC Internazionale Milano. “Il nuovo ecosistema digitale metterà inoltre a disposizione dei nostri partner nuove opportunità per valorizzare ulteriormente il loro investimento”.

L’Inter ha intrapreso un ambizioso programma di evoluzione del canale eCommerce, volto a ridefinire gli standard di ingaggio e relazione con i propri fan in tutto il mondo. Il nostro team di Customer Transformation, che ha curato il progetto, è orgoglioso di essereparte della squadra allargata e di poter affrontare con Inter nuove sfide da vincere insieme” afferma Matteo Bonente, Partner di PwC Italia.

L’Inter sta ridefinendo l’esperienza dei tifosi, in linea con il suo posizionamento come brand di fama mondiale” il commento di Dimi Albers, CEO di DEPT®. “In una prima fase il Club si è concentrato sull’evoluzione dell’identità visiva e del logo, ora è il momento di passare al livello successivo in ambito digitale. Siamo orgogliosi di intraprendere questo viaggio insieme all’Inter e siamo entusiasti di tutto ciò che verrà“.

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David Bowie diventa un’icona della limited edition di Barbie

Mattel ha da pochi giorni lanciato un’altra Barbie Limited Edition, questa volta si tratta dell’iconica star della cultura pop-rock  David Bowie. Proprio come nel suo video Life On Mars? il camaleontico cantante si presenta in tailleur azzurro, camicia gessata, cravatta, zeppe e taglio di capelli indiscutibilmente anni ’70. E così anche la bambola a lui ispirata.

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Barbie Bowie, l’omaggio di Mattel

Un omaggio che Mattel Creations ha voluto fare per il 50esimo anno dall’uscita dell’album Hunky Dory della star, grazie al contributo della designer Linda Kyaw-Merschon. La Barbie non perde certo le sue sembianze ma si presenta con l’estrosa e androgina personalità del Duca Bianco. In vendita sul sito Mattel, nel giro di pochissimi giorni, purtroppo, è già andata sold out.

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credit Mattel Creations

Ma questa, in realtà, è la seconda Limited Edition che Mattel dedica al cantante. Già nel 2019 aveva celebrato Bowie e il suo alter ego Ziggy Stardust per i 50 anni dell’uscita dell’Album Space Oddity.

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La bambola David Bowie, insieme a quelle Andy Warhol, Elvis e Frank Sinatra che abbiamo visto negli ultimi dieci anni, fa parte della collezione Barbie Signature, ispirata a personaggi iconici della nostra epoca. Chissà a quale star si ispirerà la prossima bambola!

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Il brand refresh inclusivo di PayPal mette al centro le persone

La piattaforma di pagamenti digitali PayPal ha svelato una nuova strategia del marchio e una rinnovata identità visiva.

paypalAlla base di questo restyling c’è l’intenzione di voler costruire una connessione più forte tra la mission del marchio e la sua comunicazione. L’evoluzione dell’identità visiva vuole riflettere al meglio il lavoro che il brand sta affrontando.

Il brand refresh di Paypal

Dopo un intervallo di otto anni, la società rimodella la sua immagine, perfezionando l’icona della doppia P utilizzata dal 2014 e aggiornando il colore del marchio. Il brand refresh è stato sviluppato dal team interno in collaborazione con lo studio di design Gretel di New York.

Partendo dalla strategia del marchio, il team si è concentrato sul ruolo di PayPal come “potenziatore” e “abilitatore” di opportunità per le persone: “La nuova strategia del marchio mette le storie dei clienti PayPal – milioni di individui e aziende che si fidano, fanno affidamento e utilizzano PayPal ogni giorno – in primo piano, sostenendo i loro bisogni e desideri“, ha dichiarato Emanuele Madeddu, Senior Director Brand Strategy & Branding di PayPal.

PayPal sta anche compiendo ulteriori passi nelle linee guida più ampie del marchio per promuovere l’inclusività. Dalla fotografia che riflette meglio la diversità della community, passando attraverso il linguaggio, il tono e la voce utilizzati per garantire che PayPal includa davvero tutti.

Il pulsante di pagamento PayPal

La nuova visual identity si ispira a uno degli asset più riconoscibili del brand, il pulsante di pagamento, divenuto negli anni emblema di PayPal stesso.

Per molte persone rappresenta la conferma di una transazione in un ambiente di commercio digitale. Questa potente equity collega la funzione all’emozione, connettendo PayPal al successo di una transazione sicura sia dal lato del commerciante che del consumatore.

Storicamente parte dell’esperienza di pagamento PayPal, l’oro è ora incluso nella tavolozza principale del marchio insieme al blu.

Il brand refresh inclusivo di PayPal mette al centro le persone

Dal confronto tra la vecchia e la nuova identità si può notare che la coda della doppia “P” inclinata si è allungata, ed è anche più evidente la posizione di sovrapposizione delle due lettere.

Il brand refresh inclusivo di PayPal mette al centro le persone

Il monogramma esistente del marchio, con due P sovrapposte bloccate, ora è utilizzato come dispositivo di inquadratura. Un escamotage capace di trasformare i singoli utenti, i proprietari di piccole imprese o i CFO di grandi aziende nei protagonisti di nuove storie.

Il brand refresh inclusivo di PayPal mette al centro le persone

Uno degli elementi più interessanti di questo rebranding è la mossa di creare un marchio più inclusivo e accessibile per i propri clienti. Il logo ora soddisfa gli standard ADA (Americans with Disabilities Act) per il design accessibile.

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ecommerce manager corso

3 Free Webinar per orientarti nel mondo eCommerce

Il mercato dell’eCommerce è cresciuto a un ritmo notevole negli ultimi anni. Prima dell’emergenza Covid-19 l’economia mondiale stava già accompagnando lo sviluppo dello shopping online. La pandemia ha poi definitivamente accelerato questo processo.

Il settore è così in rapida crescita che, secondo uno studio Nasdaq, entro il 2040 il 95% degli acquisti avverrà online.

Una potente espansione che offre una serie di opportunità di business per l’innovazione di brand e aziende. In un contesto come questo, nasce l’esigenza di ripensare l’impresa in chiave digitale, facendo evolvere il proprio modello di business, trasformando i processi aziendali e potenziando le competenze interne.

ecommerce manager live webinar

Nuovo ciclo di Free Webinar

Nell’ultimo decennio gli acquisti online hanno registrato una crescita esponenziale anche in Italia. Oggi, infatti, avere un negozio digitale non rappresenta più solo un’opportunità, ma una vera e propria necessità. Laddove gestire efficacemente un progetto eCommerce rappresenta un fattore critico di successo, a prescindere dal settore merceologico di appartenenza.

Il confronto con gli esperti delle industry rappresenta un’occasione concreta per aggiornarsi continuamente su tool, algoritmi e comportamenti del consumatore.

Per questa ragione, dopo la serie di live event “Così ho capito che il Digital era la mia vocazione”, Ninja Academy presenta un nuovo ciclo di dirette per conoscere da vicino il mondo dell’eCommerce e sfruttarne tutte le potenzialità.

Il primo live event sarà:

Giovedì 14 Luglio ore 13
Your eCommerce Check up
Cosa funziona e cosa non funziona nel tuo eCommerce

Lo scopo del Live Event è quello di fornire consigli pratici per migliorare il proprio eCommerce oppure la propria idea di strategia di eCommerce, partendo proprio dal far analizzare i progetti in diretta agli esperti.

Attraverso il form di registrazione, infatti, è possibile linkare il proprio e-shop: i più interessanti saranno analizzati durante la live.

Il ciclo continuerà fino al 22 luglio con altri due appuntamenti:

Martedì 19 Luglio ore 13
Livestream Shopping e nuove frontiere dell’eCommerce
Il caso Rinascimento

Venerdì 22 Luglio ore 13
Community per il successo di un eCommerce
I casi MSC Crociere e 23BASSI

Le competenze vincenti in ambito eCommerce

Il ciclo di eventi è dedicato a eCommerce Manager, eCommerce Specialist, Brand Manager, Marketing Manager, Imprenditori e a tutti quei commercianti che intendono implementare la loro di strategia digitale.

Le dirette oltre a illustrare strumenti, risorse, modelli e framework per avere successo nelle vendite online, offrono l’occasione di riflettere su un mercato sempre più digitale grazie a illuminanti case study.

ecommerce manager corso online

 

Ridisegnare la gestione delle vendite in chiave digitale richiede competenze diverse. Ma esiste un modo per farle convergere tutte. Le live saranno anche un occasione per approfondire un percorso completo, pratico e professionalizzante per comporre il proprio modello vincente di eCommerce: l’eCommerce Factory, in collaborazione con i top brand Shopify, Doreca, Venchi e Mercedes.

<< Registrati gratis al ciclo di Live “Your eCommerce Check up – Cosa funziona e cosa non funziona nel tuo eCommerce”>>

Google Analytics e GDPR: il Garante per la Privacy boccia Big G. Cosa sta succedendo in Europa

Il Garante per la privacy italiano ha stabilito l’illegittimità del trasferimento di dati da parte di Google Analytics al di fuori dall’Unione europea. Il motivo, ormai sotto gli occhi di tutti, è la violazione del GDPR. Proviamo a fare ordine ripercorrendo i fatti salienti che hanno portato al caso italiano.

Google Analytics e GDPR: l’udienza è tolta. Neanche Big G può sottrarsi alla scure del Garante per la Privacy. Google, come altri, è stata più volte richiamata e sanzionata per la disinvoltura dimostrata nella gestione dei dati dei propri utenti. La sentenza del Garante per la Privacy italiano arriva a fronte di altre sentenze analoghe emanate nei paesi limitrofi di Francia e Austria. Cosa ha spinto l’autorità italiana a emettere il suo verdetto? Scopriamolo insieme.

Google Analytics e GDPR: Stop alla circolazione dei dati personali tra UE e USA

Stavolta è toccato al nostro Garante della Privacy bacchettare Google Analytics. Era inevitabile. L’Autorità ritiene il trasferimento dei dati in USA come illegittimo. Decisione che arriva a fronte di un’istruttoria complessa che ha visto avvicendarsi numerosi reclami e che si è svolta in coordinamento con le altre autorità europee.

L’indagine del Garante

Tutto, infatti, parte dall’indagine che ha fatto emergere un dato inequivocabile. I gestori dei portali web che utilizzano Google Analytics raccolgono, tramite cookie, molteplici informazioni che riguardano i fruitori dei siti in esame. Bene: tra i dati raccolti vi sono l’indirizzo IP dei dispositivi, informazioni circa il browser e il sistema operativo utilizzati dagli utenti, risoluzione dello schermo, lingua selezionata, data e ora della visita. 

Insomma: Google Analytics scandaglia gli utenti con attenzione certosina. Questa stessa attenzione, però, non viene adottata nella gestione dei dati stessi. Le informazioni raccolte, infatti, vengono trasferite negli Stati Uniti dove gli utenti non hanno diritto alle tutele previste dal GDPR (Regolamento Ue 2016/679). Trasferimento esplicitamente vietato, dal regolamento di emanazione europea, verso quei paesi che non garantiscono livelli di protezione dei dati pari o superiori a quelle previsti in Europa. Viene così abbattuto il Privacy Shield previsto nell’export dei dati da UE a USA.

Garante per la privacy ammonisce Caffeina Media

L’indagine mossa dal Garante ha come oggetto il reclamo mosso da un utente nell’agosto del 2020 nei confronti di Caffeina Media S.r.l. Il Garante ha, dunque accertato il trasferimento di dati personali negli Stati Uniti, luogo in cui la protezione dei dati non è adeguata ai livelli di allerta previsti dal GDPR. Da qui è stata rilevata la violazione. In particolare, il Garante per la Privacy, ha indicato nell’ammonimento, che “I trasferimenti effettuati da Caffeina Media S.r.l. verso Google LLC (con sede negli Stati Uniti), per il tramite dello strumento di Google Analytics, sono stati posti in essere in violazione degli artt. 44 e 46 del Regolamento; si rileva, altresì, che sono emerse le violazioni dell’art. 5, par. 1, lett. a) e par. 2, dell’art. 13, par. 1, lett. f), e dell’art. 24, del Regolamento”.

L’anonimato dell’IP non garantisce sicurezza

Il Garante ha rilevato che Caffeina Media ha utilizzato la versione gratuita di Analytics, per fini statistici – cioè capire le attività degli utenti sul sito. Sebbene la società ammonita abbia dichiarato di non aver attivato la funzione di IP anonymization, che consente di oscurare parzialmente l’indirizzo IP dell’utente verso Google, il Garante ha sottolineato come anche l’anonimato parziale dell’IP non garantisca protezione. Questo perché, come afferma il Garante, Google potrebbe arricchirlo con altre informazioni.

Il cartellino giallo vale non solo per Caffeina Media Srl ma per tutti i gestori italiani di siti web. Nessuna sanzione ma l’obbligo entro 90 giorni di verificare la conformità delle modalità di utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento utilizzati sui propri siti. Pena sanzioni severe.

Google Analytics e trasferimento illegittimo dei dati in USA: le posizioni di Austria e Francia

Il provvedimento del Garante, ribadisce le interpretazioni già elaborate dai garanti dell’Austria e della Francia dopo il crollo del Privacy Shield in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia UE del 2020. Tutto, infatti, ha inizio con la Sentenza Schrems II, frutto di poderose rimostranze mosse da Max Schrems, noto attivista austriaco da cui prende il nome la sentenza citata. Con provvedimento datato 22 dicembre 2021, reso pubblico il 14 gennaio 2022, l’Autorità Garante austriaca (“Datenschutzbehörde” or “DSB”) ha sanzionato il titolare di un sito web (più specificatamente un portale dedicato alla divulgazione su temi sanitari) per l’utilizzo di Google Analytics, che avrebbe violato le norme del regolamento GDPR. 

Google Analytics bocciato in Austria

Il ricorrente proponeva ricorso in data 18 agosto 2020. Riferendosi alla sentenza della Corte europea di giustizia del 16 luglio 2020, caso C-311/18 (“Schrems II”), secondo il ricorrente i convenuti, ossia il titolare del sito web e Google, non avrebbero più potuto basarsi sulla decisione di adeguatezza “Privacy Shield” per giustificare un trasferimento di dati verso gli USA. Il titolare ricorreva a Google Analytics e, in particolare, alla versione gratuita per generare valutazioni statistiche sul comportamento dei visitatori del sito web. Lo stesso, inoltre, aveva approvato i relativi termini e condizioni d’utilizzo, oltre ad aver concluso con Google le clausole contrattuali standard relative al trattamento dei dati personali ed il relativo contratto di nomina a responsabile del trattamento, in conformità all’art. 28 del GDPR (“processor agreement”).

L’anonimizzazione degli IP non garantisce sicurezza

Il trattamento, ricostruito nel dettaglio dalla DSB, avrebbe avuto luogo prevalentemente in data center situati in Europa, ma anche su server al di fuori dello Spazio Economico Europeo (SEE). Il titolare avrebbe istruito il responsabile ad anonimizzare gli indirizzi IP degli utenti, prima di procedere alla relativa conservazione ed eventuale trasmissione.

Tuttavia l’anonimizzazione degli indirizzi IP inizialmente non sarebbe stata configurata correttamente proprio dal titolare stesso. Inoltre, come ricostruito dal garante austriaco, i convenuti avrebbero anche adottato ulteriori misure contrattuali, organizzative e tecniche per la protezione dei dati personali (inclusa la crittografia), al fine di ridurre il rischio di esposizione degli stessi alle agenzie di intelligence statunitensi.

Nonostante questo si è resa necessaria la decisione adottata dal Garante e, quindi, l’intimazione all’adeguamento al GDPR.

Il J’Accuse della Francia a Google Analytics

A distanza di poco più di due settimane dalla decisione austriaca anche il CNIL Autorità Garante per la protezione dei dati personali francese, il 10 febbraio 2022, adotta lo stesso provvedimento intimando un sito francese – a fronte di 101 reclami – di conformarsi al regolamento UE.

La decisione francese, tra l’altro, segue di pochi giorni la polemica innescata proprio sul tema privacy da Meta. La holding di Facebook ha paventato uno scenario ipotetico di chiusura delle sue attività in Europa in assenza di regole chiare sulla gestione dei flussi di dati.

L’istruttoria francese

La CNIL, dopo un’approfondita istruttoria, ha concluso che i trasferimenti oltre oceano dei dati non garantiscono adeguata sicurezza esponendo, di fatto, i cittadini francesi a rischi potenziali. Pertanto il Garante francese ha dichiarato che il trasferimento dei dati può avvenire in Paesi extra UE solo se sono previste garanzie adeguate.

La CNIL ha rilevato che i dati degli utenti di Internet vengono trasferiti negli USA violando, di fatto, gli articoli 44 e seguenti del GDPR. Il Garante francese ha intimato a Google Analytics di conformarsi entro un mese a quanto stabilito dal GDPR. Per quanto riguarda i servizi di misurazione e analisi dell’audience dei siti web, la CNIL ha raccomandato che questi strumenti siano utilizzati solo per produrre dati statistici anonimi, consentendo così un’esenzione dal consenso dell’interessato soltanto se il motore di ricerca garantisca che non vi siano trasferimenti illeciti.

Nuovi scenari per Google Analytics? Un dibattito destinato a rimanere acceso

È facile prevedere come la pronuncia della DSB riaccenderà un dibattito – già caldo – sull’irrisolto tema del trasferimento internazionale dei dati personali verso Paesi terzi che non possano offrire tutele analoghe a quelle accordate in UE.

Quali saranno i nuovi scenari? Si è parlato a partire da marzo 2022 di Google Analytics 4 che farebbe a meno dell’identificazione degli IP dell’utente. Nella disamina affrontata anche dal concorrente Matomo pare non vi sia soluzione di sorta nella trasmissione di dati verso gli USA. Le criticità rimangono, sebbene non vi sia trasmissione di IP i dati possono essere inviati anche tramite gli script e l’uso di identificatori vari. Il problema, quindi, rimane e gli scenari possibili per una conciliazione tra Google Analytics e GDPR sono ancora distanti e difficili da intravedere.

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No, non basta GA4 per essere in regola: scopri cosa sta succedendo e come metterti al sicuro

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi. L’argomento di questa puntata è dedicato al Google Analytics Ban, il contesto attuale, i possibili risvolti e i necessari adeguamenti per mettersi al sicuro.

A parlarne con noi  Giovanni Maria Riccio Partner Studio Legale E-Lex.

Non perderti i punti salienti dell’intervista:

  • Cosa dice il garante per la privacy
  • Come trattare i dati nel rispetto della normativa vigente
  • Quale scadenza rispettare
  • Cosa significa usare Google Analytics
  • Differenza tra pseudonimizzazione e anonimizzazione dei dati
  • Modalità e strumenti alternativi per la gestione dei dati

Intervista ITA Airways

Come si raggiunge il proprio pubblico? Lo abbiamo chiesto a ITA Airways

La chiamata a raccolta a Milano della comunità di Salesforce ha fatto il suo debutto il 7 giugno, al MiCo, in un’atmosfera molto friendly ma calata tra clienti, “trailblazer”,  partner e giornalisti.

Tra tutti i partecipanti si è respirata quell’aria di giovialità della quale si sentiva la mancanza, e tra gli interventi di spicco, c’è stato quello di Emiliana Limosani, Chief Commercial Officer di ITA Airways, la quale ha posto l’accento sulla cura e l’attenzione che viene posta quotidianamente ad ogni persona, che gravita nel infosfera ITA e su quanto i dati siano fondamentali per andare incontro alle esigenze del pubblico di riferimento.

ITA Airways - evento salesforce

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D’altronde, il report State of Connected Customer di Salesforce basato su un’indagine condotta a livello globale tra consumatori e buyer aziendali, evidenzia come le aspettative e i comportamenti dei consumatori siano cambiati nel tempo. “In tempi di cambiamento, è fondamentale rendere le esigenze e le aspettative dei propri clienti un faro che possa guidare la propria azienda”, osserva Maurizio Capobianco, Area Vice President Cloud Sales di Salesforce Italia.

“Non stupisce osservare che nel nostro Paese la relazione con il servizio clienti e l’assistenza diventa cruciale. Basti pensare che in Italia il 75% del campione intervistato, (l’82% nel caso della fascia dei Millennial), ha dichiarato di aver consigliato ad amici o parenti un brand in base alla propria esperienza con il customer service. É solo capendo di cosa ha bisogno ogni singolo cliente, che si tratti di un consumatore o di un buyer aziendale, che le aziende possono guadagnare, costruire e mantenere la valuta che permetterà loro di coinvolgere i propri consumatori: la fiducia”.

Noi Ninja abbiamo partecipato all’evento e abbiamo colto l’occasione per conversare proprio con Emiliana Limosani, Chief Commercial Officer di ITA Airways.

ITA Airways come raggiunge il proprio pubblico di riferimento?

«Per Ita Airways, arrivare alle persone giuste è importante, anzi, di fondamentale importanza a maggior ragione in un mercato di riferimento che sta fortemente cambiando dopo la pandemia, sia per quanto riguarda i viaggi di lavoro che quelli di piacere.

Con Salesforce abbiamo iniziato un percorso in merito alla creazione del nostro nuovo programma di loyalty che abbiamo lanciato lo scorso 15 ottobre 2021 con l’obiettivo di rispondere in modo adeguato e completo alle richieste, alle esigenze e alle preferenze della nostra clientela in modo tale da costruire un’esperienza di viaggio a 360 gradi, che possa fidelizzare ogni passeggero».

Qual è la strategia che avete avviato per mettere le persone al centro del brand?

«Stiamo cercando di inserire concretamente le persone al centro investendo su innovazione, digitalizzazione e tramite lo snellimento dei processi che per noi partono prima che il passeggero arrivi in aereoporto, proseguendo con tutta l’esperienza di viaggio fino alla sua conclusione. Lo stiamo facendo misurandoci in base alla soddisfazione del cliente, tramite la modalità NPS  – Net Promoter Score, e noi stessi siamo misurati e remunerati rispetto al raggiungimento di determinati KPI».

ITA Airways - evento salesforce-2

In quale progetto in particolare c’è discontinuità con il passato?

«La discontinuità in realtà c’è in ogni area aziendale, in termini di programma di fidelizzazione, di flotta, stiamo  lavorando per essere sempre più sostenibili, ed essere davvero green. Si tratta di una sfida complessa ma ci crediamo. Abbiamo scelto la famiglia AIRBUS che ci permetterà, nel corso degli anni, di ottenere un risparmio di CO2 di 750 mila tonnellate».

In merito al Salesforce Live, qual è il valore che ITA Airways, ha voluto trasmettere?

«In primis, è bellissimo essere qui con tanto pubblico dal vivo, e volevamo essere tra le persone.  Ci stiamo focalizzando sulla nostra modalità e visione del viaggio, garantendo esperienze uniche, in giro per l’Italia. Negli scorsi mesi e settimane abbiamo sponsorizzato diverse attività.  Al tempo stesso aumentiamo la partecipazione in Italia e all’estero a kermesse di settore, perché stiamo sviluppando una florida parte di awareness e  ITA Airways ha bisogno da farsi conoscere su più fronti e affermarsi sul mercato internazionale».

Qual è la strategia di ITA Airways verso gli italiani hanno pronti per le vacanze?

«Ci troviamo in anno anomalo, è cambiato tutto. Ora le prenotazioni sono molto a ridosso, c’è stato un boom di prenotazioni da aprile ad oggi.  Ad oggi premiamo le persone che riescono a prenotare con largo anticipo, stiamo spingendo molto le destinazioni nazionali, in particolare la Sardegna.

Poi c’è il lungo raggio, abbiamo inaugurato 3 nuove rotte: Los Angeles, San Paolo e Buenos Aires che vanno a completare il network dove già operavamo su New York,  Boston e Miami».

C’è un’augurio che vuole fare al Paese e ad Ita Airways?

«Noi abbiamo un ruolo fondamentale, diventare punto di riferimento per l’Italia, per connettere i popoli tramite l’efficienza economica, l’innovazione e la sostenibilità.  Il nostro Paese ha bisogno di una compagnia aerea di bandiera che porti sviluppo, e dobbiamo stare in piedi con le nostra gambe… O sulle nostre Ali».

customer marketing - il cliente al centro delle relazioni

Guida all’Evoluzione del Customer Marketing

Guardare alle vecchie pratiche del marketing ci consente di osservare quanta strada abbiamo fatto e quanta strada dobbiamo ancora percorrere per raggiungere l’obiettivo primario di qualsivoglia team marketing: instaurare una relazione pertinente, unica e duratura con ciascun cliente.

Sembra molto lontano il tempo in cui il mass marketing era la pratica più utilizzata, caratterizzata dai marchi che si rivolgevano ai consumatori in maniera indifferenziata e con un’offerta concepita per generare un desiderio. Alcune tracce di questo approccio sono presenti ancora oggi, nonostante prevalga l’approccio customer centrico.

Il marketing personalizzato, o il cosiddetto marketing segmentato, che ad oggi va per la maggiore, spesso riunisce gli individui in gruppi di persone che condividono alcune caratteristiche comuni, con il risultato di inviare numerosi messaggi non sempre pertinenti.

È diventato quindi necessario ripensare a un approccio marketing che parta realmente dal singolo individuo e che si basi sulle sue esigenze specifiche. Grazie alle innovazioni e tecnologie presenti sul mercato, oggi è finalmente possibile rivolgersi in modo individualizzato verso ciascuno delle centinaia di migliaia, o addirittura milioni di clienti e potenziali presenti nel database. Questo è realizzabile grazie all’Individuation® Marketing. Un nuovo approccio, sviluppato da Splio, che consente alle aziende di rivolgersi realmente a ogni singolo individuo in tutta la sua singolarità, in modo pertinente e rispettoso grazie all’intelligenza artificiale.

In questo articolo vi presentiamo una guida inedita a cura di Splio sull’evoluzione del customer marketing. Un white paper che ci offre un viaggio nel tempo per ripercorrere l’evoluzione del marketing e le sue tappe principali: dal mass marketing, al marketing segmentato, fino al marketing individualizzato per instaurare finalmente una relazione one-to-one con la clientela grazie all’IA.

<<Scarica la guida di Splio e fai il salto verso il marketing individualizzato>>

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1990 – 2010 – Il marketing di massa: alle origini del customer marketing

Alle origini del marketing verso il cliente troviamo il marketing di massa – “one-to-many”: il marchio si rivolge indistintamente ai clienti, tramite un messaggio destinato a raggiungere il maggior numero di persone possibile.

L’offerta di prodotti e servizi è pensata unicamente per creare un desiderio, più che rispondere a una necessità. La comunicazione è di conseguenza incentrata principalmente sul prodotto ed è basata su una logica puramente quantitativa: sensibilizzare un numero elevato della popolazione per incentivare l’acquisto, poiché più saranno gli invii, maggiori saranno i ritorni! In questa fase la comunicazione è rappresentata per lo più dal cartaceo, in seguito i canali si estenderanno all’e-mail marketing e agli SMS.

I limiti di questo approccio non tardano ad arrivare; i consumatori cominciano a provare insofferenza verso ogni tipo di pubblicità e a non fidarsi più dei marchi. Le aziende ottengono perciò il risultato opposto e sentono l’esigenza di un cambiamento, dettato anche dall’evolversi delle piattaforme a disposizione sul mercato per la gestione dei dati.

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2010 – 2020 – Il marketing segmentato: la prima trasformazione offerta dal digital

Con il marketing segmentato, il “one-to-few”, il marchio si concentra su gruppi di persone con preferenze e gusti simili, per promuovere la combinazione (promozione, contenuto, canale) che avrà più opportunità di raggiungere il migliore risultato.

Il marketing personalizzato riesce a emergere grazie all’ascesa del digitale: i marketer ora hanno a disposizione maggiori strumenti per tracciare il customer journey e comprendono l’importanza crescente dei dati a disposizione sui loro clienti. Grazie a una conoscenza approfondita sul cliente, possono quindi creare dei segmenti di pubblico ai quali inviare delle comunicazioni ad hoc.

Il marketing personalizzato rimane tuttavia legato a una logica di prodotto e un invio collettivo. Seppur l’impressione sia di ultra-personalizzare l’offerta e la comunicazione per il singolo, in realtà le campagne sono implementate dai dipartimenti marketing con la combinazione che funzionerà meglio per il segmento, a partire dal prodotto che desiderano lanciare in quel momento e dalla stagionalità. E non necessariamente la combinazione giusta per l’intero segmento, con l’effetto di rinunciare a parte della clientela, inviando loro messaggi non pertinenti.

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2020 – oggi  – Il marketing individualizzato: un nuovo approccio per un’activation one-to-one

Con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, nasce il marketing individualizzato: ogni cliente diventa un segmento a sé stante grazie all’IA.

La conoscenza del cliente, potenziata quotidianamente dagli algoritmi di apprendimento, rende finalmente possibile una relazione one-to-one con la clientela. Le nuove tecnologie disponibili consentono ai marketer di ogni settore di instaurare una relazione pertinente e rispettosa con ciascuno. La piattaforma di Individuation® Marketing sviluppata da Splio, tramite degli algoritmi di machine learning, raccoglie le numerose tracce ed interazioni dai diversi touch point dei clienti, e successivamente seleziona la giusta opportunità di comunicazione, il canale preferito, la persona giusta e il momento giusto. Inviare il contenuto più rilevante a ogni individuo, questa è a promessa del marketing individualizzato!

I team del marketing, in questa nuova fase del customer marketing, possono finalmente tornare al loro ruolo strategico e concentrarsi sulla tipologia contenuti che desiderano incoraggiare, stabilendo le regole di ogni campagna, e lasciando all’Intelligenza artificiale i compiti più ripetitivi, ovvero la scelta del canale e del messaggio idoneo per ciascun cliente.

il customer marketing

Customer Marketing: è tempo di un cambio di paradigma

Dal 2010 a oggi, abbiamo assistito a cambiamenti radicali nell’approccio al customer marketing.  Le esigenze del cliente, insieme alle nuove tecnologie, hanno guidato l’evoluzione e ci introducono oggi in una nuova fase: l’Individuation® Marketing. Grazie all’IA e agli algoritmi di apprendimento, ogni cliente diventa un segmento a sé stante e dispone di un piano marketing dedicato.

È giunto quindi il momento per i marchi di ripensare completamente alla loro strategia di marketing, per potersi finalmente a relazionare individualmente con ogni persona, in modo personalizzato e pertinente. Come? Grazie ad un nuovo approccio di marketing che parte davvero dal singolo individuo e che ti consente di generare entrate incrementali da ciascuno delle centinaia di migliaia, o addirittura milioni di prospect e clienti presenti nel database.

<<Scarica la guida completa di Splio e prendi ispirazione per conquistare ogni cliente in tutta la sua singolarità grazie all’IA>>

bitcoin

Bitcoin, tutti ne parlano, ma chi davvero ne ha compreso il potenziale?

L’8 luglio Palazzo Innovazione ospita l’associazione Digital South e Ninja Academy per un evento di divulgazione e formazione per comprendere il potenziale economico e sociale della blockchain e di Bitcoin.

Bitcoin, tutti ne parlano, ma chi davvero ne ha compreso il potenziale?

bitcoin come strumento per disinnescare il mondo

Sistema di pagamento, riserva di valore, ma anche strumento sociale che può aiutare comunità e persone a mantenere la libertà finanziaria e a trasferire valore senza intermediazione e censure.

Sarà la moneta universale del futuro? Che opportunità crea la blockchain per le aziende?

Ne discuteranno insieme a professionisti e imprenditori nel corso di un evento pubblico e gratuito che si terrà in presenza a Palazzo Innovazione, l’8 luglio dalle ore 17,30:

  • Riccardo Giorgio Frega, attivista, co-autore e voce insieme a Luca Berto di Bitcoin Italia Podcast, che terrà una masterclass dal titolo: “Bitcoin come strumento per disinnescare il mondo: fare impresa nel futuro che ci attende
  • Mirko Pallera, fondatore di Ninja, giornalista e imprenditore, modererà il dibattito finale.

L’evento è organizzato da Digital South, associazione che riunisce imprese e professionisti del digitale e da Ninja Academy, la digital business school di Ninja Marketing, focalizzata sul potenziamento delle competenze digitali avanzate.

<<Vuoi comprendere il vero potenziale di Bitcoin? Segui qui la diretta su LinkedIn>>

I relatori dell’evento

  • Riccardo Giorgio Frega, classe 1979, è un autore, divulgatore e attivista libertario italiano. Impegnato dal 2013 nella lotta antiproibizionista e da sempre appassionato di nuove tecnologie, è esperto delle possibili applicazioni della blockchain e in particolare di Bitcoin, che considera presidio importante di tutela dei diritti civili e delle libertà individuali. Dal 2018 è autore e voce del Bitcoin Italia Podcast, il primo e il più seguito podcast a tema in lingua italiana.
  • Laura Nori, communication designer e community manager di Bitcoin People, vede Bitcoin come il network di pagamento che rivoluzionerà la società a partire dal mondo del lavoro. Esperta di comunicazione nei social network, la sua missione è portare questa tecnologia nelle case e nelle attività di tutti.

L’evento si terrà in presenza nel Complesso Monumentale di Santa Sofia a Salerno, l’8 luglio, dalle ore 17:30. Per partecipare è necessario iscriversi all’evento a questo indirizzo.

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