È arrivato il momento di provare il campeggio urbano

Hai voglia di vivere nuove esperienze? Perché soggiornare nei soliti alberghi quando puoi accomodarti in una location mai provata prima? Campspace è una piattaforma in cui trovare inconsueti alloggi per gli amanti del camping, ma anche un’idea low-cost per i viaggiatori.

L’idea dietro questa startup olandese nasce nel 2016 per sfruttare lo spazio urbano con l’approccio di un campeggiatore curioso che voglia vivere la città con occhi nuovi.

Forse sei ancora in tempo per trascorrere una notte in modo alternativo andando ad Amsterdam la notte tra il 12 e 13 agosto quando avrà luogo il Camp The Night Amsterdam, il Festival del Campeggio Urbano.

Le opzioni di pernottamento sono diversificate e sicuramente introvabili altrove: una tenda sul prato dello Stadio Olimpico, una tenda in cartone su un terrazzo,  alcune installazioni di studenti della facoltà di Architettura come Stacking Sticks di Oscar Sanders o la Second Skin di Rob Sweere.
E’ arrivato il momento di provare il campeggio urbano
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E queste sono solo alcune delle innumerevoli possibilità per vivere una notte o due fuori dall’ordinario!

Ma non finisce qui. Dimenticate ogni confort voi che entrate (o quasi): ogni alloggio ha le sue peculiarità ma non tutte hanno l’acqua calda, la doccia o l’elettricità. Sei pronto a vivere un’esperienza lontana dalle abitudini?

Chissà come si evolverà l’idea di Campspace: sarà un nuovo modo di approcciarsi al quotidiano rivalutando lo spazio e limitando lo spreco energetico o una geniale idea di marketing che darà vita ad infinite possibilità? Staremo a vedere.

Gli Epic Win & Fail della prima metà del 2017

La rubrica del lunedì più famosa del web si appresta ad andare in vacanza. Prima però di chiudere valigie e borsoni, ecco che abbiamo pensato di farvi un regalo, con una piccola selezione dei momenti epici di questi ultimi mesi. Il 2017 ci ha fatto ridere, indignare, imbarazzare, innamorare, e noi vogliamo restituirvi un po’ di tutte queste emozioni nel best of degli #EpicWin&Fail.

Non vi preoccupate, torniamo presto!

Epic Win

L’eroe dell’Unicef

Si parla spesso delle responsabilità del social media manager, specie in momenti critici. Qualunque errore è sotto l’occhio di tutti e gestirlo non è sempre così semplice. Poco però viene riconosciuto a questo professionista quando il lavoro viene fatto molto bene, come nel caso dell’Unicef Italia.

Ad aprile, in seguito alle polemiche che hanno coinvolto diverse ONG e politici, l’organizzazione ha lanciato un tweet in difesa del proprio lavoro. In men che non si dica l’account Twitter ha iniziato a ricevere insulti e critiche per il lavoro svolto insieme alle organizzazioni non governative e alla Guardia Costiera per salvare i migranti che rischiano di annegare cercando di raggiungere l’Italia.

Ma il social media manager dell’agenzia non si fa spaventare e con toni fermi, e a tratti polemici, risponde a tutti i commenti che arrivano sulla pagina. Un esempio di crisis management che gli ha valso l’appellativo di “eroe”. E anche noi Ninja lo riconosciamo come il vero Win del mese.

Ma lasciamo giudicare a voi, ecco solo una piccola selezione di alcune risposte.

 

Concediti un extra con Sambuca Molinari

Le festività sono motivo di grande ispirazione per i brand che sanno stare sul pezzo.

In particolare, per la ricorrenza della Pasquetta e per il ponte del 25 Aprile, Sambuca Molinari ci ha regalato alcuni post a tema che vi riproponiamo di seguito.

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Sulla scia del #conceditiunextra, quale migliore scusa per concedersi una Sambuca?

Ceres c’è

La Ceres è uno di quei brand che ci da sempre tanta soddisfazione, che sa come sfruttare a pieno le potenzialità offerte dai social media per raggiungere la propria audience, per fidelizzare la community.

Grazie a brillanti operazioni di real time marketing e viral marketing, la Ceres riesce sempre a far parlare di sé, a far emergere la sua forte identità. Complice una ben studiata e pianificata strategia di storytelling e ad  una comunicazione ironica, irriverente, dissacrante.

Recentemente, in seguito alla scomparsa di Paolo Villaggio, la Ceres ha pensato bene di rendergli omaggio, prendendo ispirazione da un famoso episodio della saga fantozziana e coinvolgendo un altro brand, o meglio il suo diretto concorrente, la Peroni.

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Il successo del post, testimoniato dalla viralità e dalle reazioni/interazioni della community, è la conferma del fatto che una comunicazione efficace, quando è ben studiata, è realmente possibile. Se poi riesce anche a scavalcare le logiche della concorrenza, come in questo caso, beh, il trionfo è garantito.

Insomma, come sempre, ‘Ceres c’è’, e c’è in maniera impeccabile!

Il Blasco

Protagonista indiscusso della scena musicale estiva, non poteva che essere lui, Vasco Rossi. Il suo attesissimo concerto a #ModenaPark ha visto la partecipazione di 220.000 fan, una cifra da far impallidire anche i big della scena internazionale.

Un live che meglio non poteva riuscire, la capacità di far parlare di sé anche sui social, restando nei trend topic per giorni, il suo carisma che non conosce tempo, gli valgono il primato dei Win del mese di luglio!

Vasco, tu sì che puoi davvero urlare: ’Vado al massimo, vado a gonfie vele!’.

Oscar 2017

Lascia il gusto un po’ amaro ma al contempo divertente quanto accaduto al Cinema Rio di Londra, situato a Dalston, durante gli Oscar 2017. Il pubblico, che si era recato nella struttura per assistere alla proiezione di Moonlight, a inizio spettacolo, si è trovato ad assistere alla proiezione di un teaser del trailer di La La Land al posto del premio Oscar per il Miglior film. Tra lo stupore degli spettatori in sala, una volta compreso che non si trattava della proiezione del film ma solo di un teaser, sono scattati applausi e risate.

Intanto, sui social i fazzoletti Tempo hanno cavalcato l’onda degli Oscar, rispondendo con ironia a quanto accaduto.

 

Brucia la città

Nel mese di luglio buona parte del sud Italia è stata afflitta da incendi devastanti. Dal Lazio alla Campania, passando per la Calabria e la Sicilia. Molti di questi incendi sono stati e continuano ad essere di natura dolosa, per questo la Taffo ha pensato bene di offrire il proprio contributo con uno spirito critico e al contempo ironico. E speriamo che il messaggio arrivi!

Gepostet von Taffo Funeral Services am Donnerstag, 20. Juli 2017

Epic Fail

Perché Sanremo è Sanremo

Si sa, Sanremo fa sempre parlare di sé, nel bene e nel male. Ogni anno stiamo lì incollati davanti alla tv e su Twitter, per quanto molti non lo ammetteranno mai, per vedere il festival musicale al contempo più discusso e amato dagli italiani.

Anche quest’anno non sono di certo mancate delle perle, ma quella che secondo noi merita il primo posto ha riguardato Gigi D’Alessio, e in particolare la sua reazione in seguito all’eliminazione, nella gara tra i BIG, dal festival di Sanremo. 

Gigi infatti pubblica un video su Twitter, in cui appare insieme alla compagna Anna Tatangelo e ad un gruppo di amici dal titolo: “Ragazzi, sapete chi ci è rimasto male?”. E la risposta arriva in coro.

Una trovata diventata subito virale che però molti hanno trovato di poco gusto. E anche noi ninja la inseriamo decisamente tra i migliori Fail della settimana di Sanremo!

Donald Trump colpisce ancora

Mr. Trump riesce sempre a far parlare di sé, spesso nella maniera peggiore in cui un Presidente degli Usa, scandali a parte, abbia mai fatto.

Una delle ultime gaffe, fra le tante che hanno spopolato sui social, riguarda una gif che riprende il Presidente a bordo ring di un incontro di wrestling che all’improvviso si scaglia contro un uomo, sulla cui testa è stato appiccicato il logo della CNN, prendendolo a pugni. Ovviamente la CNN riprende tutto, facendo diventare ancora più virale il video.

Quasi 370000 retweet e 600.000 like. Ma, per quanto la strategia comunicativa in perfetto stile provocatorio sia stata efficace, di certo non possiamo dire lo stesso dell’immagine del Presidente. Un momento imbarazzante che dovrebbe far impallidire l’America tutta e far riflettere il suo elettorato. Un Fail senza se e senza ma.

Chi ha trasmesso Laura Palmer?

La data di lunedì 22 maggio 2017 doveva essere un appuntamento imperdibile per i fan della serie di David Lynch. Infatti proprio quel giorno Sky Italia avrebbe dovuto trasmettere, in contemporanea con gli Stati Uniti, in esclusiva i primi due episodi dell’attesissima terza stagione di Twin Peaks. Se non fosse che alle sei di domenica mattina, per errore, Sky ha reso disponibili gli episodi anticipando di quasi 24 ore la messa in onda ufficiale americana.

Inutile dire che subito su tutti i social siano scattati l’ironia e lo stupore dei fan di Twin Peaks, che non si sono risparmiati in quanto a critiche per lo spoiler. L’hashtag #twinleaks è diventato subito virale, mentre il claim “Chi ha ucciso Laura Palmer” diventa «Chi ha trasmesso Laura Palmer?».

Gli abbonati di Sky Italia che hanno goduto dell’anteprima avranno di certo apprezzato, ma il danno è stato fatto. Chissà cosa avrebbe avuto da replicare l’agente Cooper!

Gli uomini preferiscono le straniere?

Le meravigliose ragazze di Boncompagni negli anni ’90 cantavano tutti i pomeriggi “Non è la Raiiiii”. E invece sì, è proprio mamma Rai la rete dove è stato mandato in onda un servizio particolare, trasmesso durante la trasmissione “La Vita in Diretta” condotta da Paola Perego, intitolato “Gli uomini preferiscono le straniere”.

L’infografica mostrava contenuti sessisti, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto indicare i motivi per cui gli uomini dovrebbero preferire una donna dell’Est ad una italiana. Ovviamente, in Rete tali motivi non hanno fatto presa.

fidanzata dell'est

Purtroppo per la Perego, il programma si è concluso fra le lacrime della conduttrice e una chiusura forse inaspettata. Insomma, un Fail di prim’ordine.

C’è comunque da sottolineare il risvolto ironico, perché a volte è proprio da un #EpicFail che nascono i migliori #EpicWin. Giudicate voi!

Matteo versus Matteo

La comunicazione politica è quanto di più delicato si possa gestire, specie in quest’epoca, dove i social regnano sovrani. Dovrebbe saperlo bene lo staff comunicazione del PD, “vittima” di accuse e polemiche in seguito alla pubblicazione di un post “quote” di Matteo Renzi condivisa sulla pagina del Partito Democratico, a tema immigrazione.

pd renzi

Come se non bastasse, in seguito alle numerose reazioni a tratti anche esilaranti del popolo social, il post viene immediatamente rimosso. Mai errore più grave venne commesso da un social media manager, che dovrebbe saper gestire la crisi in ogni momento. Insorgono gli elettori e i simpatizzanti del partito, ma soprattutto ne approfittano gli avversari storici.

La Lega Nord di Matteo Salvini, infatti, rilancia il messaggio giocando proprio sull’errore commesso dal PD. Il rischio “Fail” è sempre dietro l’angolo e le regole della politica possono essere spietate.

Amici lettori, per questo primo semestre è tutto. Ci si rivede a settembre, come ogni lunedì, sugli schermi della rubrica più epica del web. Non dimenticate di segnalarci gli Epic Win e Fail che troverete online sbirciando il vostro smartphone da sotto l’ombrellone: come al solito, ci trovate su Facebook, su LinkedIn o su Twitter. Buone vacanze!

Estate 2017: 6 libri per trascorrere al meglio i tuoi momenti di relax

L’estate è da sempre il momento per ricaricare le pile, rilassarsi, prepararsi per il “nuovo anno” (si fa per dire… 😉 ), magari in una bella location marittima.

Quale momento migliore, dunque, per approfittarne e aggiornarsi sugli ultimi trend e i topic più cool? Perché non leggere qualche buon libro dedicato al mondo digitale e tech?

A proposito, ecco per te una lista delle ultime novità letterarie scritte da autori italiani che trattano i temi di frontiera dell’argomento. L’ordine di presentazione è casuale. Enjoy!

#1 Data Scientist. Tra competitività e Innovazione

#2 Customer Experience Design. Progettare Esperienze di Marca Memorabili sui Media Digitali

Leggi anche: Customer Experience Design: il libro per progettare esperienze di marca memorabili sui media digitali

#3 Il Mondo Dato: Cinque brevi lezioni di filosofia digitale

#4 Funnel Marketing Formula. Progetta e Sviluppa Sistemi di Vendita Efficaci Online

#5 Maker. Cosa Cercano le Aziende dagli Artigiani Digitali

Leggi anche: Maker, un libro dedicato ai campi più innovativi e al futuro della fabbricazione digitale

#6 Neuromarketing e Scienze Cognitive per Vendere di più sul Web

Leggi anche: Web Neuromarketing, il nuovo libro di Andrea Saletti che ne svela tutti i segreti

Un’estate sulla cresta dell’onda

Ti ho presentato una lista piuttosto ricca di libri su tech e paradigma digitale. Ce n’è per tutti i gusti, le skills e le occupazioni! Non mi resta che darti l’arrivederci al rientro di fine agosto / inizio settembre.

Teniamoci in contatto per dirmi come hai trovato questi suggerimenti letterari 🙂

Leggi anche: La Trasformazione Digitale riguarda anche Te

10 consigli per evitare il calo delle vendite estivo

Fa caldo, caldissimo! Le temperature aumentano e tutti quelli che possono fuggono verso mete rinfrescanti, sottraendo quote di mercato al retail fisico. Anche le vendite eCommerce sono influenzate da questo calo, ma certamente in misura minore. Come evitare il calo delle vendite?

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Ecco 10 idee low cost per rinfrescarti un po’ ed evitare il calo delle vendite.

1. Organizza un evento estivo

Passeggiare per negozi d’estate può non essere particolarmente invitante. Perché allora non creare un valore aggiunto organizzando un evento semplice oppure gratificando i tuoi clienti. Che ne pensi di un bel carretto che serve una dissetante limonata ghiacciata, proprio davanti alle tue vetrine?

2. Premia i tuoi clienti

Spingi i tuoi clienti a parlare di te sui social. Sono molte le mini strategie che si possono utilizzare, ad esempio, offrire uno sconto a chi posterà una foto con i tuoi prodotti o con un hashtag specifico è un modo semplice ed economico per incentivare il passaparola.

3. Prenditi il tempo per ringraziare la tua audience

Approfitta dei tempi morti: prenditi un paio di minuti per scrivere un messaggio di ringraziamento (sincero, mi raccomando!) da inviare ai tuoi clienti. Non è una pratica adatta a tutti i tipi di attività, certo, ma immagina lo stupore nel ricevere un ringraziamento su carta, in una cassetta della posta che distribuisce solo conti e bollette o volantini commerciali.

Non farne un messaggio promozionale, esprimi il tuo sincero apprezzamento e la tua gratitudine: sono loro che mantengono la tua attività!

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4. Fai rete con le altre aziende

L’unione fa la forza, anche in questo caso. Creare reti e relazioni è sempre funzionale al successo di una iniziativa che si rivolge al pubblico: associarsi con altri rivenditori che di solito consideriamo competitors, può rivelarsi vincente. I mezzi possono essere tanti: app dedicate, schede sconto, programmi di fidelizzazione geografica.

5. Summer Limited Edition, le offerte esclusive

Crea prodotti in edizione limitata per l’estate. Non sarebbe fantastico se le shopper bag dei tuoi store riproducessero le più belle spiagge italiane? O anche, i disegni delle vacanze dei clienti più giovani? Il punto è creare qualcosa di esclusivo, che non sia possibile recuperare diversamente se non si approfitta del periodo.

6. Offri svago o formazione

Non tutti adorano le spiagge chiassose e bollenti, alcune persone vivono le vacanze visitando le città e i musei, magari approfittando del corso di tiro con l’arco o delle lezioni di yoga proposte su una locandina affissa in gelateria. I lettori più appassionati sarebbero stimolati facilmente a partecipare a un workshop di scrittura creativa, come agli appassionati di fashion potrebbe interessare conoscere le basi della progettazione di una linea di moda.

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7. Spingi il tuo store… all’esterno!

I clienti sono fuori e ti auguri che passino per la tua porta. Però puoi fare di più: se hai le possibilità e i permessi necessari, posiziona tavolini o stand all’esterno della tua attività. Può trasformarsi in una zona dedicata a iniziative speciali che spesso attirano l’attenzione dei passanti.

8. Offerte imperdibili

A tutti noi piace risparmiare. Molte attività offrono condizioni di vendita particolari se viene raggiunto un certo importo di spesa e la strategia si conferma spesso come vincente.

calo delle vendite

9. Investi sull’advertising locale e geolocalizzato

La stampa locale può facilmente supportarti nel compito gravoso di aumentare le vendite del tuo store: se organizzi iniziative e promozioni e sempre utile investire un po’ di tempo e qualche risorsa nell’invio di comunicati stampa alle testate locali e nell’acquisto di spazi pubblicitari.

10. Segui il tuo pubblico

Le iniziative estive sono moltissime: mostre, festival, concerti. Se la tua attività ha punti di contatto con l’utenza di questi appuntamenti, valuta in che modo puoi essere incluso, ad esempio con una presenza fisica con uno stand durante gli eventi o con la partnership agli organizzatori.

Non sottovalutare che nei mesi estivi le persone hanno molto più tempo libero, tutto tempo che possono spendere nei tuoi store.

Sei artisti per un Viaggio in Sicilia: mappe e miti del Mediterraneo

Estate, tempo di viaggi. Sono in molti quelli che stanno trascorrendo queste calde settimane di agosto lontani dalle proprie città, alla scoperta di storie, tradizioni, abitudini e bellissimi scorci.

Per tutti coloro che sono in Sicilia, consigliamo Viaggio in Sicilia, mappe e miti del Mediterraneo, realizzata in occasione della settima edizione di Viaggio in Sicilia, su progetto di Planeta per l’Arte ed il Territorio ed a cura di Valentina Bruschi, ospitata dal Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo fino al 10 settembre.

Gabriella Ciancimino All'allerbaggio (boats) 2017 legno, alluminio, terra, piante cm 150x80x60 veduta dell'installazione al Museo Salinas di Palermo Courtesy l’artista ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

Gabriella Ciancimino “All’allerbaggio (boats)”
Courtesy l’artista, ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

La mostra, risultato delle suggestioni e degli sguardi raccolti degli artisti durante un viaggio attraverso il territorio siciliano e dal confronto con luoghi, persone e storie, comprende le opere inedite, appositamente pensate per gli spazi del museo, di Marianna Christofides, Gabriella Ciancimino, Malak Helmy, Andrew Mania, Pietro Ruffo e Luca Trevisani.

“Il progetto è il frutto della collaborazione tra un’istituzione pubblica e un’azienda privata, da sempre interessata alla promozione dell’arte e della cultura, che ha l’obiettivo di stimolare i visitatori del Museo a guardare le opere d’arte antica attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei”, afferma Francesca Spatafora, direttrice del Museo Salinas. “Questo è un modo per ridurre la percezione erronea di un distacco tra l’arte del passato e quella del presente e per favorire un avvicinamento del pubblico al tema del dialogo tra arti diverse per epoca e per tipologia.”

Incuriositi da questo bellissimo progetto, abbiamo chiesto alla curatrice Valentina Bruschi di raccontarci qualcosa in più.

Estate, tempo di mostre. Intervista alla curatrice di Viaggio in Sicilia. Mappe e miti del Mediterraneo

Per prima cosa, quali sono le tre parole con cui definiresti questa mostra?

Le parole scelte per il sottotitolo della settima edizione di “Viaggio in Sicilia – progetto di Planeta per l’Arte e il Territorio” definiscono questa mostra: mappe, miti, Mediterraneo. Poi, dopo l’incontro degli artisti con il Museo Archeologico Antonino Salinas di Palermo, direi anche la storia vista come materia viva.

Pietro Ruffo 01, 02 Migration Globe 2017 cm 75x75x116 inchiostro e taglio su carta posato su tela veduta dell'installazione al Museo Salinas di Palermo Courtesy l’artista ph Fausto Brigantino

Pietro Ruffo “Migration Globe”
Courtesy l’artista, ph Fausto Brigantino

Ci parli di come è nato questo progetto?

Viaggio in Sicilia nasce nel 2004 da un’idea dell’azienda vitivinicola Planeta che da anni punta al rispetto e alla valorizzazione del territorio, sia attraverso l’agricoltura sostenibile che nello sviluppo di progetti culturali legati alla conoscenza e alla tutela del patrimonio siciliano.

Viaggio in Sicilia rientra all’interno di questa visione lungimirante che mira a salvaguardare la storia, sostenendo al tempo stesso una forte spinta all’innovazione e alla contaminazione fra tradizione, contemporaneità e territorio.

Si tratta di un progetto biennale che prevede una residenza nomade attraverso l’isola, a settembre durante il periodo della vendemmia, in cui un gruppo di artisti – selezionati dal curatore in base al tema dell’edizione in corso – visitano e fanno esperienza di luoghi sempre diversi e poco conosciuti. Sono ospitati nelle tenute della famiglia Planeta, da Menfi a Capo Milazzo, passando per Vittoria, Noto e l’Etna.

Dopo il viaggio, come il vino nelle botti, gli artisti maturano l’esperienza delle loro suggestioni e nascono delle opere ad hoc per la mostra che viene presentata nell’estate dell’anno successivo. Ogni volta scegliamo un luogo diverso, per fare conoscere le istituzioni siciliane a un pubblico sempre più ampio. Per questa edizione la mostra è nata in collaborazione con il Museo Salinas – il più antico museo siciliano, riaperto lo scorso anno dopo cinque anni di restauri – che rappresenta il fulcro delle tematiche affrontate dagli artisti, in un fertile dialogo tra passato e presente, tra classico e contemporaneo.

È il luogo dove il mito è raccontato nella scultura e le mappe sono conservate nei preziosi volumi antichi della biblioteca, una delle più importanti della Sicilia. La collezione del Museo Salinas è la partenza ideale per chiunque voglia intraprendere un “Viaggio in Sicilia”: venire qui significa comprendere le stratificazioni di popoli e culture che hanno attraversato l’isola che si trova al centro del Mediterraneo.

Luca Trevisani 01 Addaura Belvedere 2017 ferro ammonio Citrato, potassio ferricianuro, acqua, carbonato di sodio, bicarbonato di sodio, succo di limone, the verde, caffè, carta veduta dell'installazione al Museo Salinas di Palermo Courtesy l'artista e Mehdi Chouakri, Berlino ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

Luca Trevisani “Addaura Belvedere”
Courtesy l’artista e Mehdi Chouakri (Berlino), ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

Qual è il filo conduttore che lega le mappe ed i miti?

Il mito in Sicilia è una sottotraccia costante, utilizzata fin dall’antichità per spiegare i maestosi fenomeni naturali, dal mare – che circonda l’isola a tre punte, la cui forma triangolare ha alimentato leggende – ai vulcani perennemente attivi, dall’Etna allo Stromboli. Le mappe hanno una tradizione antica, perfezionata dai geografi arabi, il più famoso dei quali è Al-Edrisi alla corte palermitana del Normanno Ruggero II, che scrisse il Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo (noto come il “Libro di Ruggero”) per coniugare scienza e arte, cartografia e controllo dello spazio. Infatti, in mostra abbiamo selezionato una citazione da Géographie d’Edrisi, un volume in francese, tradotto nell’Ottocento dall’originale in arabo di Al-Edrisi e conservato nel fondo Antonino Salinas nella biblioteca del Museo.

In una linea di continuità che parte dalla maestosità dei templi greci, che dovevano essere ben evidenti e imponenti per chi arrivava da lontano, fino alle chiese-fortezze dei Normanni, ai castelli di Federico II, la geografia di questi luoghi iconici dissemina il territorio siciliano di significati simbolici, luoghi di protezione e identificazione. Un paesaggio caratteristico di tutto il Sud Italia, in cui convivono terra e cielo, ricerche geografiche e leggende. Poi ogni mito racconta di un percorso, e nella narrazione disegna una mappa, uno spostamento di persone e popoli, come Europa rapita da Zeus mentre si bagnava sulla spiaggia della Fenicia (attuale Libano) e trasportata sull’isola di Creta. Una delle immagini più rappresentative di questo mito, non a caso, si trova proprio al Museo Salinas: una metopa del Tempio Y di Selinunte, datata tra il 580 – 560 a.C.

Luca Trevisani 04 Notes for dried and living bodies 2016 stampa UV su foglia secca e plexiglas veduta dell'installazione al Museo Salinas di Palermo Courtesy l'artista e Mehdi Chouakri Gallery, Berlino ph Iole Carollo

Luca Trevisani “Notes for dried and living bodies”
Courtesy l’artista e Mehdi Chouakri Gallery (Berlino), ph Iole Carollo

Quanto è importante, in questo progetto e in generale per te, il legame con il territorio siciliano?

Direi che è fondamentale perché nella prima parte del progetto, durante l’esperienza del viaggio, c’è una fase immersiva degli artisti attraverso il territorio siciliano e le diverse espressioni della sua cultura, dal vino all’arte. La definizione della mostra è stata realizzata in stretto contatto con la collezione del Museo Salinas e molti dei lavori sono stati pensati come installazioni site-specific. Poi, ovviamente, l’ambizione è che il risultato di questo sia universalmente comprensibile e che tocchi questioni più ampie, che amplificano i riferimenti particolari. Come diceva il celebre scrittore russo, Lev Tolstoj, “se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio”.

Malak Helmy 01 Scene 4, A Composition for Gradients (Rock 1 and 3) 2017 vetroresina Courtesy Galleria Enrico Astuni Bologna ph Costanza arena e Roberto Salvaggio

Malak Helmy “Scene 4, A Composition for Gradients (Rock 1 and 3)”
Courtesy Galleria Enrico Astuni (Bologna), ph Costanza arena e Roberto Salvaggio

Come sono stati scelti i sei artisti che hanno collaborato con opere inedite a questa mostra?

Gli artisti sono stati selezionati in base alla tematica della mostra, Mappe e miti del Mediterraneo, cercando di combinare linguaggi artistici e provenienze geografiche diverse per ottenere un risultato che potesse esprimere una pluralità di punti di vista. Ho cercato una certa omogeneità nell’età anagrafica degli artisti e nelle personalità che potessero dialogare bene anche durante il viaggio, periodo nel quale si forma una piccola comunità nomade, sempre in stretto contatto.

Marianna Christofides 01, 02 veduta dell'installazione video al Museo Salinas di Palermo nella sala del Torso dello Stagnone: sul monitor di sinistra: Here let me stand 2013 video HD a 1 canale HD, 29'29'', loop, muto, a colori, 4:3 Courtesy l’artista sul monitor di destra: Olymp’s Sheds: Intermezzo 1 (Mythology Park) 2017 film in 16mm a un canale riversato su DVD, 6', loop, muto, a colori e in b/n, 4:3 Courtesy l’artista ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

Marianna Christofides “Here let me stand”
Courtesy l’artista, ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio

Facebook lancia Watch Tab: la nuova feature che reinventa l’esperienza video

È con un post sul suo profilo Facebook che Mark Zuckerberg lancia la Watch Tab.

Guardare uno show“, dice, “può essere una chance per condividere un’esperienza e portare le persone ad aggregarsi.

Come nasce Watch Tab

Nella mission aziendale di Facebook c’è sempre stata l’idea di costruire una comunità più unita, che condividesse gli stessi interessi e si confrontasse reciprocamente su idee ed esperienze diverse.

Oggi, il colosso di Menlo Park ha fatto un passo in avanti per portare questa idea anche nelle esperienze video.

L’altro obiettivo, per nulla secondario, è quello di cercare di “rubare” il più possibile il tempo dei propri utenti, incollandoli agli show sulla piattaforma. Così Zuckerberg racconta la sua nuova creatura:

“Ecco perché oggi stiamo lanciando la Watch Tab su Facebook: un luogo dove puoi scoprire i programmi che i tuoi amici stanno guardando e seguire i tuoi creatori preferiti in modo da non farti mancare nessun episodio degli show che segui.

Potrai chattare e connetterti con le persone durante un episodio, e unirti ai gruppi di persone a cui piacciono gli stessi spettacoli, così da creare comunità.”

Watch Tab: come funzionerà?

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Alcuni show arriveranno da videomaker di professione, e altri da comuni utenti. Inizialmente, il servizio sarà disponibile per un numero limitato di persone negli Stati Uniti; gradualmente il servizio verrà esteso a gruppi di persone fino a renderla fruibile per tutti.

Che tipo di contenuti potremo vedere sulla nuova feature? Daniel Danker, product manager della Tab ne elenca quattro macro tipologie:

  • Show che creano engagement per la community
  • Programmi direttamente connessi con i fan e on demand
  • Show che seguono un arco narrativo come series e reality
  • Eventi live che creano comunità, come eventi sportivi ed elezioni politiche

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In questa prima fase, Facebook pagherà i creatori di contenuti per diffondere lo stream di contenuti originali offerti solo dal gigante blu; in seguito, prevede di recuperare i proventi da inserzioni e Ad personalizzate.

Da quello che sembra di capire, ci sarà una grande struttura nei video suddivisi in categorie, tra cui: “Cosa guardano gli amici“, “La maggior parte ha parlato di…” e “Cosa sta facendo ridere in questo momento“. La scheda sarà suddivisa in due grandi sezioni: “Scopri“, che suggerisce i video da guardare ora e “Da guardare dopo” per chi non ha tempo in quel momento.

Quali sono gli obiettivi aziendali di questa nuova feature?

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È chiaro che Mark Zuckerberg punta a vincere la battaglia per i proventi pubblicitari sul portale.

Dalla sua ha ben due miliardi di utenti connessi ogni giorno che hanno già dimostrato, a più riprese, un alto appetito per i contenuti video, come avevamo già raccontato.

La vera sfida che Menlo Park cerca di vincere è quella per conquistare il tempo dei suoi utenti. Il digital marketing era l’obiettivo del 2017: lo testimoniano chiaramente l’introduzione delle stories, le dirette live, la barra di ricerca universale. Sono tutti elementi che ci dimostrano che il principale nemico di Mark è la distrazione dal proprio feed.

La vittoria sarà decretata quando gli utenti passeranno più tempo sulla propria piattaforma che su tutte le altre cumulate.

Il motivo è presto detto: più tempo su Facebook, più esposizione alle pubblicità, più ricavi per l’azienda. Come reagiranno Google e Netflix?

Come monetizzare con un’applicazione mobile

Avete in mente di sviluppare un’applicazione mobile?

La vostra idea sembra valida ma vi state chiedendo come monetizzare? Di certo non si realizza un’app per puro divertimento, ma bensì per dar vita ad un vero e proprio business in grado di generare profitti.

Le strade da intraprendere sono numerose: come orientarsi e scegliere la tattica giusta?

Applicazioni freemium

Una delle soluzioni più adottate è quella di mettere a disposizione dell’utente una versione base gratuita con caratteristiche limitate, e offrire ulteriori funzionalità a pagamento.

Questa modalità viene adottata principalmente nel mondo dei giochi, in cui gli utenti sono più propensi a testare in modo gratuito un prodotto che non conoscono piuttosto che acquistarlo alla cieca.

Il lato positivo per gli sviluppatori è che così facendo possono dimostrare il valore della propria applicazione.

Far pagare il download dell’app

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Un’altra opzione valida potrebbe essere quella di far pagare agli utenti un costo unico per scaricare l’app, mentre gli aggiornamenti e le funzionalità aggiuntive vengono rilasciate gratuitamente.

Nel caso in cui decidiate di adottare questo modello dovrete chiedervi perché un utente dovrebbe acquistare la vostra app senza averla provata? In questo caso fondamentale è la strategia di comunicazione, per spingere le persona ad effettuare il download a pagamento dovrete essere bravi e convincenti.

Le app che rientrano principalmente in questa categoria sono quelle di utilità. Tenete presente che scegliendo questa modalità di monetizzazione dovrete essere bravi ad attirare costantemente un numero sempre più alto di nuovi potenziali clienti.

Far pagare sia il download che le funzionalità aggiuntive

Questo è un modello di monetizzazione ibrida che recentemente sta prendendo piede, riscontrando molte critiche e discussioni in quanto in molti trovano ingiusto far pagare due volte gli utilizzatori dell’app.

Guadagnare scegliendo questo percorso non sarà difficile se l’applicazione offre un valore reale e risulta utile.

Guadagnare con la pubblicità

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Se le prime due soluzioni non vi hanno convinto esiste una terza possibilità che vede la pubblicità come unica fonte di monetizzazione.

Attenzione a non esagerare, perché se la pubblicità diventa invasiva, si corre il rischio di infastidire e rendere meno piacevole l’esperienza d’uso dell’app, e ciò potrebbe tradursi nel perdere l’utente.

Considerate che l’utilizzo dei banner pubblicitari come fonte di guadagno è consigliato solo nel caso in cui l’applicazione abbia un numero elevato di download e di utenti attivi.

Adottare una strategia di marketing vincente

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È indiscutibile il fatto che quando si decide di portare avanti un progetto che prevede lo sviluppo di un’applicazione, l’obiettivo principale è quello di fare della propria idea un vero e proprio business. Per raggiungere il successo è necessario definire le corrette azioni di marketing da intraprendere.

Dalla fase di progettazione dell’app al lancio sul mercato ci sono alcuni step fondamentali da rispettare.

Il primo passo da compiere è quello di preparare un media kit  che includa un logo ad alta risoluzione, un’anteprima grafica dell’app, un comunicato stampa, un micro-sito di riferimento e un video teaser.

Il passaggio successivo è quello di iniziare a costruire un database di contatti potenzialmente interessati alla vostra app.

Come? Libero sfogo alla creatività, un’idea potrebbe essere quella di invitare gli utenti a lasciare i propri dati in cambio di aggiornamenti sulla data di lancio dell’applicazione.

Terzo passaggio molto importate per generare movimento online è quello di mettersi in contatto con blog di settore e siti popolari che potrebbero scrivere della vostra app.

L’investimento principale da fare è quello di dedicare al progetto tempo, persistenza e creatività, così facendo si potranno ottenere buoni risultati in poco tempo.

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Guida definitiva agli hashtag di Instagram per le tue fotografie artistiche

Instagram non è solo un social network per selfisti e amatori dall’otturatore focale facile, anzi. Sempre più fotografi professionisti usano la piattaforma per lanciare i loro lavori mainstream, tentando di arrivare al giusto target demografico di riferimento e oltrepassare i confini geografici della propria nazione.

Spesso e volentieri però, ci si perde nella scelta dell’hashtag giusto, quello con il social trend più ricercato e condivisibile, che possa avere un engagement maggiore, rischiando così, di seppellire le proprie immagini sotto gli oltre 86 milioni di scatti di Instagram, ottenendo il risultato opposto.

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LEGGI ANCHE: Hashtag su Instagram: 3 tattiche ninja per utilizzarli al meglio

A tal proposito, PhotoShelter.com, in collaborazione con Featureshoot.com, ha raccolto in una guida tutti gli hashtag più ricercati, ricercabili e inviabili; piccoli grandi strumenti grazie ai quali le tue fotografie su Instagram possono diventare meglio tracciabili e, di conseguenza, visibili.

Hashtag di Instagram ricercabili e inviabili

Prima di iniziare a sparare hashtag come se non ci fosse un domani, è importante comprendere i criteri secondo cui la guida categorizza e suddivide le “etichette”. La prima distinzione andrà fatta tra gli hashtag ricercabili e quelli inviabili (o trasmittibili).

I primi infatti, consentiranno ai tuoi scatti di essere rintracciati e visti, restringendo i filtri e le preferenze di utenti, foto editor e possibili clienti. Di questa categoria, faranno parte tutti gli hashtag che rendono l’idea e trasmettono le sensazioni che suscita l’immagine che eventualmente finiremo per guardare.

Al secondo gruppo invece, appartengono tutte quelle “etichette” che definiscono la tua foto e la rendono in tutto e per tutto un tassello del tuo portfolio, che in questo modo diventa propriamente inviabile ad una ipotetica pagina per essere presa in considerazione.

Se si posta una fotografia usando l’hashtag #myfeatureshoot, ad esempio, questa potrà essere pubblicata anche dalla pagina Instagram Feature Shoot, che quindi potrà scegliere di condividerla con i suoi followers, aprendo situazioni e/o collaborazioni inaspettate.

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Le categorie fotografiche su cui si concentrerà la guida saranno queste: Travel (viaggio), Portraits (ritratti), Black and White (bianco e nero), Street (urbano), Architecture (architettura), Minimalism (minimalista), Documentary (documentario), Landscape (panorama), Film (pellicola), Fine Arts (belle arti), Drones/Aerial (droni/aeree).

Travel: ricercabili

#intothewild: per scatti immersi nella natura selvaggia.

#tinypeopleinbigplaces: i panorami devono primeggiare sulle persone.

#bestplacestogo: condividi su Instagram le tue scoperte di viaggio.

#cityview: scenari cittadini, qualunque essi siano.

#travelphotographer: tag generico di viaggio molto utilizzato.

#traveldeeper: per “immersioni” profonde in culture diverse.

#suitcasetravels: per chi in viaggio fotografa la comodità e il comfort.

#letsgosomewhere: per condividere panorami pittoreschi e suggestivi.

#welltravelled: posti che ti hanno tolto il fiato.

#travelmemories: momenti rubati durante i tuoi viaggi.

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Travel: inviabili

#dametraveler | Followers @dametraveler: 373 mila | Post con questo hashtag: 1.295.557

#moodygrams | Followers @moodygrams: 814 mila | Post con questo hashtag: 9.451.674

#passionpassport | Followers @passionpassport: 848 mila | Post con questo hashtag: 9.306.432

#lifeofadventure | Followers @liveFolk: 378 mila | Post con questo hashtag: 7.143.779

#stayandwander | Followers @stayandwander: 419 mila | Post con questo hashtag: 2.991.318

#mytinyatlas | Followers @tinyatlasquarterly: 126 mila | Post con questo hashtag: 3.456.874

#folkgood | Followers @folkgood: 152 mila | Post con questo hashtag: 2.056.777

#ourplanetdaily | Followers @ourplanetdaily: 1.8 milioni | Post con questo hashtag: 3.420.104

Portraits: ricercabili

#portraitphotography: tag Instagram generico per i ritratti.

#portraits: non solo foto, ma anche altri progetti multimediali.

#portraitperfection: per scatti che ti soddisfano appieno.

#portraitoftheday: hashtag molto popolare della categoria.

#postmoreportraits: usalo per attrarre l’attenzione su di te come professionista di ritratti.

#makeportraits: per incoraggiarti e sfidarti a scattare di più.

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Portraits: inviabili

#pursuitofportraits | Followers @pursuitofportraits: 144 mila | Post con questo hashtag: 1.666.674

#portraitsmag | Followers @portraitsmag: 21.3 mila | Post con questo hashtag: 283.084

#quietthechaos | Followers @quietthechaos: 192 mila | Post con questo hashtag: 1.829.898

#postthepeople | Followers @postthepeople: 87.7 mila | Post con questo hashtag: 3.413.548

#discoverportrait | Followers @discoverportrait: 53.2 mila | Post con questo hashtag: 925.878

#portrait_perfection | Followers @portrait_perfection: 24 mila | Post con questo hashtag: 1.298.151

Black and White: ricercabili

#monochrome: per immagini in bianco e nero o monocromatiche.

#blackandwhitephotography: solo per il bianco e nero.

#bwphotography: come sopra, ma con un’abbreviazione.

#instablackandwhite: il prefisso “insta” aggiunge popolarità ai tuoi scatti.

#blackandwhiteart: se per te il bianco e nero è un’arte.

#blackandwhiteonly: evita gli spam aggiungendo “only” ad hashtag generici.

#blackandwhite_perfection: quando sei orgoglioso dei tuoi lavori.

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Black and White: inviabili

#flair_bw | Followers @flair_bw: 82.4 mila | Post con questo hashtag: 476,671

#bnw_captures | Followers @bnw_captures: 55.1 mila | Post con questo hashtag: 4.697.622

#bnw_life | Followers @bnw_life: 44.4 mila | Post con questo hashtag: 4.044.229

#bnw_city | Followers @bnw_city: 30.3 mila | Post con questo hashtag: 1.294.872

#bnwmood | Followers @bnwmood: 51.4 mila | Post con questo hashtag: 1.691.965

#bnw_planet | Followers @bnw_planet: 165 mila | Post con questo hashtag: 2.216.888

#blackandwhiteisworththefight | Followers @blackandwhiteisworththefight: 19.1 mila | Post con questo hashtag: 876,705

Street: ricercabili

#streetphotography: per farti trovare facilmente dagli amanti del genere.

#streetphoto: aggiungilo al precedente per un’audience differente.

#photostreet: tag generico per le foto “di strada”.

#bnw_street: per i tuoi scatti della categoria in bianco e nero.

#streetview: niente dettagli, campi medi o larghi.

#streetportrait: per immagini di estranei contestualizzati in un ambiente cittadino.

#streetphotographers: usalo se sei tu stesso un follower e ti definisci tale.

#ig_street: il prefisso “ig” per raggiungere nuovi Instagrammers.

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Street: inviabili

#streetleaks | Followers @streetleaks: 65 mila | Post con questo hashtag: 695.614

#wearethestreet | Followers @wearethestreet: 46.3 mila | Post con questo hashtag: 429.691

#friendsinperson | Followers @friendsinperson: 44.6 mila | Post con questo hashtag: 234.420

#ourstreets | Followers @ourstreets_: 33.6 mila | Post con questo hashtag: 203.445

#streetdreamsmag e #sdmfeatures | Followers @streetdreamsmag: 267 mila | Post con questo hashtag: 7.712.642 e 44.615

#storyofthestreet | Followers @storyofthestreet: 25.3 mila | Post con questo hashtag: 391.997

Architecture: ricercabili

#architecturelovers: se quello di immortalare l’architettura è più che una passione.

#architecturephotography: tag generico per la categoria.

#archidaily: un hashtag classico per chi condivide gli stessi interessi.

#architexture: per carpire tutti i dettagli architettonici.

#minimalarchitecture: usalo per scatti con forme minimal.

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Architecture: inviabili

#minimal_lookup | Followers @minimal_lookup: 76.2 mila | Post con questo hashtag: 315.564

#skyscraping_architecture | Followers @skyscraping_architecture: 51.8 mila | Post con questo hashtag: 120.794

#architectonics_world | Followers @architectonics_world: mila | Post con questo hashtag: 224.164

#icu_architecture | Followers @icu_architecture: 15.5 mila | Post con questo hashtag: 233.741

#creative_architecture | Followers @creative_architecture: 32.2 mila | Post con questo hashtag: 231.576

Minimalism: ricercabili

#mindtheminimal: popolare, usato e amato dai pro della categoria.

#killerminimal: un classico per i fotografi amante del genere.

#minimalphotography: una semplice etichetta per coloro a cui piace l’estetica.

#minimalist e/o #minimalism: per qualisasi genere di minimal.

#minimal_shots: per scatti con composizioni essenziali.

#best_minimal: usalo se pensi che il tuo lavoro sia molto bello.

#ig_minimalistic: come detto prima; raggiungi nuovi utenti amanti del minimal.

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Minimalism: inviabili

#minimalmood | Followers @minimalmood: 102 mila | Post con questo hashtag: 1.980.607

#candyminimal | Followers @candyminimal: 128 mila | Post con questo hashtag: 385.280

#minimal_perfection | Followers @minimal_perfection: 32.5 mila | Post con questo hashtag: 1.020.663

#paradiseofminimal | Followers @paradiseofminimal: 25.9 mila | Post con questo hashtag: 316.333

Documentary: ricercabili

#photojournalism: un hashtag “ombrello” per raccogliere tutto del foto-reportage.

#photojournalist: usalo se sei un fotogiornalista.

#35mmsyndrome: se i tuoi scatti fanno rivivere la fotografia filmica.

#documentaryphotography: giornalista o no, usalo per fare storytelling con immagini.

#documentary: tag Instagram generico per la categoria.

#reportage: per scatti giornalistici nella forma più pura.

#documentyourdays: quando racconti il quotidiano.

#environmentalportrait: quando immortali un soggetto nel loro ambiente quotidiano.

#streetscene: un hashtag-raccordo tra Street e Documentary.

#photodocumentary: scambiando le parole, il risultato non cambia.

#onassignment: per condividere i “dietro le quinte” del tuo lavoro.

#photostory: quando il tuo scatto fa parte di un foto-racconto.

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Documentary: inviabili

#everydayasia | Followers @everydayasia: 199 mila | Post con questo hashtag: 388.026

#everydayeverywhere | Followers @everydayeverywhere: 205 mila | Post con questo hashtag: 966.037

#everydayusa | Followers @everydayusa : 107  mila | Post con questo hashtag: 35.669

#everydaylatinamerica | Followers @everydaylatinamerica: 71.3 mila | Post con questo hashtag: 140,983

#everydayclimatechange | Followers @everydayclimatechange: 98.7 mila | Post con questo hashtag: 15.327

Landscape: ricercabili

#landscape: semplice ed efficace.

#landscapephotography: usalo per indicare che questo è il tuo genere.

#landscapecaptures: molto popolare nella community della categoria.

#liveoutdoors: se i tuoi scatti sono nella natura selvaggia.

#landscapelovers: etichetta tra le più usate dagli amanti dei panorami.

#landscape_hunter: condividi le tue scoperte esclusive.

#landscape_specialist: qualsiasi tipo di panorama, l’importante che tu sia uno specialista.

#sunsetonthebeach: se i tuoi scatti colgono tramonti sulla spiaggia.

#mountainscape: per immagini di montagna.

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Landscape: inviabili

#landscape_captures | Followers @landscape_captures: 68.1 mila | Post con questo hashtag: 4.046.679

#sunset_vision | Followers @sunset_vision: 197 mila | Post con questo hashtag: 643.205

#way2ill | Followers @way2ill_: 311 mila | Post con questo hashtag: 6.537.592

#urbanromantix | Followers @urbanromantix: 84.7 mila | Post con questo hashtag: 2.644.313

#thegreatoutdoors | Followers @thegreatoutdoors: 235 mila | Post con questo hashtag: 2.169.687

#guardiancities | Followers @guardiancities: 80.6 mila | Post con questo hashtag: 502.966

#wildernessculture | Followers @wilderness_culture: 2 milioni | Post con questo hashtag: 5.042.561

Film: ricercabili

#filmisnotdead: importante tag per il ritorno della pellicola.

#ishootfilm: se vuoi far riconoscere i tuoi scatti su Instagram dai pro della categoria.

#largeformat: per sottolineare con le foto che il digitale deve fare ancora tanta strada.

#shootfilmstaybroke: se le tue tasche vengono dopo la tua passione.

#staybrokeshootfilm: inverti l’ordine, ma le tasche rimangono vuote.

#analog: se vuoi sottolineare la differenza di qualità dell’analogico.

#analogphotography: specifica quanto detto sopra.

#keepfilmalive: dichiara la tua mission con uno scatto.

#alternativeprocess: quando le tue foto non puntano solo sull’accuratezza.

#darkroom: alcuni fotografi smettono di usare la pellicola per questo motivo.

#shootfilmnotmegapixel: esprimi il tuo supporto alla pellicola.

#shootmorefilm: quando la passione diventa dipendenza.

#mediumformat: condividi il risultato del formato medio.

#35mm: se scatti nel formato da cui tutto ha avuto inizio.

#35mmfilm: per far sapere a tutti che utilizzi la pellicola per le tue immagini.

#thirtyfivefuckingmillimeter: ribadisci il concetto in maniera cool.

#analoguevibes: quando condividi foto che sottolineano la qualità della pellicola.

#filmcamera: per attrarre gli entusiasti del genere.

#filmisalive: ribadisci che la pellicola è viva.

#shotonfilm: scandisci che punti alla qualità, più che alla quantità.

#grainisgood: se ami la grana della pellicola.

#buyfilmnotmegapixels: se sei un fanatico della rivoluzione analogica.

#expiredfilm: ricorda che i colori potrebbero essere un po’ svampiti.

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Film: inviabili

#sharpenmyfilm | Followers @sharpfilm: 27.8 mila | Post con questo hashtag: 216.881

#thefilmcommunity | Followers @thefilmcommunity: 106 mila | Post con questo hashtag: 645.673

#heyfsc | Followers @filmshooterscollective: 30.1 mila | Post con questo hashtag: 167.608

#analoguepeople | Followers @analogue_people: 24.3 mila | Post con questo hashtag: 111.826

#istillshootfilm_official | Followers @istillshootfilm_official: 76.2 mila | Post con questo hashtag: 5.907

Fine Arts: ricercabili

#artphotography: per foto artistiche e creative.

#fineartphotography: un hashtag che indica il genere.

#contemporaryphotography: se segui i trend.

#macro: per i fanatici del dettaglio.

#popsofcolor: immagini colorate.

#ihavethisthingwithshadows: se le ombre sono la tua ossesione.

#longexposure: per scatti con lunga esposizione.

#longexpo: idem, ma con meno esposizione.

#conceptualphotography: condividi la tua idea.

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Fine Arts: inviabili

#haftakeover | Followers @humbleartsfoundation: 26.9 mila | Post con questo hashtag: 1.712

#fisheyelemag | Followers @fisheyelemag: 30.4 mila | Post con questo hashtag: 114.314

#acolorstory | Followers @acolorstory: 361 mila | Post con questo hashtag: 1.108.147

#rentalmag | Followers @rentalmagazine: 50.5 mila | Post con questo hashtag: 332.717

#broadmag | Followers @broadmagazine: 17.7 mila | Post con questo hashtag: 216.762

#randommagazines | Followers @RandomMagazines: 95.1 mila | Post con questo hashtag: 107.558

Drones/Aerial: ricercabili

#dronesaregood: tag generico per il genere.

#dronelife: la presenza umana dall’alto.

#aerialphotography: quando l’unico limite è il cielo.

#dronestagram: il suffisso “stagram” lo rende ricercabile.

#dronesarefun: sia per amatori che pro.

#dronepics: tag generico per il genere.

#dronephoto: per raggiungere gli entusiasti con altre parole.

#aerialphoto: prospettive aeree.

#droneshot: sii specifico con il tuo scatto.

#birdseyeview: prospettiva del volo.

#dronepilot: attrai l’attenzione di questa categoria.

#droneview: tutti i tipi di scatti fatti da un drone.

#aerialview: come #aerialshot.

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Drones/Aerial: trasmittibili

#droneoftheday | Followers @droneoftheday: 187 mila | Post con questo hashtag: 672.786

#droneporn | Followers @droneporn: 20 mila | Post con questo hashtag: 238.558

#droneglobe | Followers @drone.globe: 23 mila | Post con questo hashtag: 16.681

#fromwhereidrone | Followers @fromwhereidrone: 126 mila | Post con questo hashtag: 216.598

#dronesdaily | Followers @dronesdaily: 54.8 mila | Post con questo hashtag: 292.998

#dronegear | Followers @dronegear: 131 mila | Post con questo hashtag: 427.205

#dronesetc | Followers @dronesetc: 94.7 mila | Post con questo hashtag: 70.238

Per concludere il nostro viaggio, ecco alcuni suggerimenti utili nell’utilizzo degli hashtag.

LEGGI ANCHE: Piccola guida all’utilizzo degli hashtag

Benché il limite di Instagram sia di 30 hashtag, usarne troppi potrebbe far desistere chi vorrebbe visitare il tuo profilo. Perciò, va bene una combo, ma sii parsimonioso, evitando l’avidità. Sforzati di centellinare quelli che possano spammare gli utenti, come ad esempio #follow4follow. In alcuni contesti la quantità è un deterrente.

Se alcuni hashtag diventano troppo competitivi, vai alla ricerca di nuovi orizzonti che possano darti più visibilità. Vedere quali sono le tendenze e gli autori seguiti da fotografi e influencer può darti spunti utili.

Ricorda in conclusione, che al di là di queste “etichette”, i tuoi scatti su Instagram devono avere consistenza, qualità e una regolarità social. Mantieni il tuo profilo sempre aggiornato e l’interesse dei tuoi followers vivo.

In other words, #beaninstagrammer!

Fashion Marketing

5 trend di Fashion Marketing che ogni Business può utilizzare

L’industria della moda rappresenta uno dei settori di business più competitivi. La gara a chi riesce ad attirare l’attenzione della clientela in maniera più efficace è ormai diventata estrema e ciò dipende dal fatto che Internet ha aperto il mercato a tutti. I brand anche molto noti del settore non competono più soltanto con altri brand di pari livello, ma anche con quelli appena nati e già in voga.

Come se non bastasse, i consumatori di oggi, specialmente coloro che acquistano prodotti di moda, sono diventati più curiosi: non vogliono soltanto acquistare un prodotto ma una storia, un modo di vivere, una precisa emozione. Si vuole, in altri termini, essere sorpresi per sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Per comprendere, quindi, le strategie che funzionano meglio nel fashion marketing, e trarre qualche spunto applicabile anche ad altri business, abbiamo analizzato cinque importanti tendenze del settore.

1. Fashion Marketing e collaborazioni inaspettate

Le collaborazioni sono fondamentali per attrarre nuova audience. E i fashion brand hanno molto successo in questo campo: il primo a cui sicuramente avrai pensato è H&M, che ha collaborato con stilisti come Karl Lagerfeld, Kenzo e molti altri, ma potremmo portare anche l’esempio di Nike, che ha recentemente collaborato con Louis Vuitton.

Tuttavia, i brand non collaborano solo tra loro. Una delle collaborazioni più curiose, ad esempio, è quella Adidas con Stella McCartney e l’organizzazione Parleyfortheoceans, che insieme hanno creato una collezione di costumi da bagno unica: i tessuti, infatti, sono stati realizzati recuperando i rifiuti presenti nell’oceano.

fashion trend business

Credits: Parley.tv

Così i brand della moda riescono ad unire elementi che apparentemente potrebbero sembrare molto distanti: prodotti da poter indossare e non, mercato di massa e di lusso, sport e moda. Perché lo fanno? Semplicemente per realizzare prodotti che si adattino al meglio all’audience. Si tratta quindi di un ottimo modo per ampliare due aspetti: la visibilità di una nuova linea di un prodotto e l’audience del brand.

2. Live video

La vendita nel settore moda ha ricevuto notevoli benefici grazie all’utilizzo delle dirette streaming. I video live aiutano a raggiungere milioni di persone, ma non solo: grazie alle dirette, gli eventi più grandi del settore, come la Settimana della Moda, non appartengono più ad una élite ristretta e non sono più eventi a porte chiuse, ma si aprono ad una realtà più ampia.

Ognuno può godersi lo spettacolo in presa diretta e in questo modo l’audience del brand viene notevolmente ampliata. Inoltre, ogni singolo partecipante all’evento può fare un video in diretta e condividerlo sul proprio canale (la stessa Fashion Week ha un suo canale privato). Chi contribuisce può presentare e promuovere il proprio canale prima dell’evento, attraverso tutti i social, e reindirizzare la propria audience sul sito ufficiale.

Il pubblico, intanto, apprezza i video. Un esempio? Ecco gli incredibili picchi di ascolto raggiunti dal profilo Instagram di Louis Vuitton. Nel giorno in cui è stata annunciata la diretta streaming della collezione uomo autunno/inverno 2017 della Fashion Week di Parigi, il numero di follower è triplicato.

fashion marketing trend business

Credits: SEMrush Social Media Tool

Utilizzare i video in diretta può aumentare il tuo numero di follower sui social, regalandoti un nuovo canale di ascolto e nuovi clienti. Il trucco è non perdere mai l’attenzione degli utenti: promuovi il tuo evento attraverso tutti i social possibili, in anticipo, ma trasmetti in diretta da un unico canale.

3. L’approvazione delle Celebrities

Di nuovo, si tratta di trovare una nuova audience. L’idea stessa di usare delle celebrità per promuovere un business non è nuova ed è anche abbastanza semplice: i fan, infatti, adorano le Celebrities e fanno molto affidamento sul loro parere e sulle loro scelte in tema di fashion brand e prodotti da utilizzare.

Ecco perché quando un brand utilizza dei personaggi famosi per le sue sponsorizzazioni riesce a catturare un’audience maggiore, oltre che leale. Inoltre, il campo della moda riguarda direttamente le celebrità e sono loro stesse ad invitare altri volti noti provenienti da campi differenti per promuovere i loro brand.

Per esempio, Puma ha messo Rihanna a capo del settore creativo per la creazione della collezione donna. E se pensi che si tratti soltanto della fase promozionale, ti sbagli.

La Banca della Georgia ha invitato una star dei social a partecipare alla sua campagna natalizia, ottenendo così l’attenzione di tutto il mondo, un notevole incremento del numero dei follower sui canali social e un successo immenso.

Collaborare con delle celebrità è sempre una buona idea perché può dare una svolta al tuo business e attirare l’attenzione da tutto il mondo. Se invece il tuo budget non è pronto per un investimento di respiro internazionale, puoi comunque contattare i blogger e gli influencer del campo.

4. Newsjacking Marketing

Questo termine (reso popolare dal libro di David Meerman Scott) sta ad indicare l’utilizzo degli hot topic per attirare l’attenzione del pubblico.

Anche in questo l’industria della moda è stata particolarmente all’avanguardia, usando slogan ed espressioni proprie del mondo politico per gli abiti e gli accessori delle sfilate più note. Collezioni ispirate alla politica sono state presentate durante lo spettacolo della Fashion Week da diversi brand come Prabal Gurung, Creatures of Comfort and Opening Ceremony. Nell’ultima collezione di Moschino vediamo la borsa con la variazione del motto nazionale degli USA: In couture we trust.

fashion marketing

Questo movimento ha permesso ai fashion brand di attirare l’attenzione di un gruppo nuovo di potenziali clienti, ovvero i giovani in età da voto.

Accade qualcosa di nuovo ogni giorno: ci sono molte notizie, idee ed eventi e il trucco è trovare gli argomenti più interessanti e utilizzarli per focalizzare l’attenzione sul tuo brand.

5. Gamification

Sebbene questo concetto sia stato accantonato per diversi anni, è stato recentemente rispolverato e sta risvegliando l’attenzione di una particolare fascia di consumatori. Per gli esperti di marketing trend, si tratta di utilizzare il potere emozionale per vendere un prodotto o un servizio. L’uso di questa strategia è memorabile per i consumatori e permette loro di sentirsi spinti a condividere una determinata esperienza, proprio come farebbero in un gioco di ruolo con i loro compagni di avventure.

Usare questo tipo di strategia per aumentare il tempo che un consumatore spende utilizzando la tua App, ad esempio, può aumentare il legame con il brand e influenzarne le scelte future. La “Prada Doll House”, uno dei recenti progetti presentati dal famoso brand italiano, è un buon esempio di gamification. Si tratta di un gioco interattivo in cui è possibile vestire le modelle con gli abiti della collezione del 2017.

Le lezioni del Fashion Marketing

Questo è ciò che il mercato della moda ci insegna di questi tempi. Per emergere, i brand devono rispondere alle richieste dei consumatori e per farlo è necessario essere creativi, provando ogni singola novità e investire nel digital: proprio questo che rende le attività del marketing nel settore moda tanto interessanti e inspiring.

Non è il solito albergo: ecco il nuovo brand di AccorHotels

Siete alla ricerca di un albergo che vada oltre i soliti schemi dell’ospitalità tradizionale? Allora segnate questo nome: JO&JOE. 

Uno spazio living dal design rivoluzionario che punta a trasformare il futuro della ricettività, della ristorazione e dell’interazione sociale, puntando tutto sulla condivisione, la spontaneità e l’esperienza, per favorire la vita comunitaria. È risultato della collaborazione con Penson, studio di design britannico che precedentemente ha curato l’estetica visionaria di Google, YouTube, Playstation e la torre Lotte World ed ora ha studiato una sorta di casa aperta e innovativa che accoglie sia i townsters, ossia le persone che vivono nei dintorni della città, sia i tripster, cioè chi si trova in città per visitarla.

Le persone del luogo e i visitatori, dispongono di diverse aree comuni e possono svolgere molte attività insieme, come concerti, corsi di yoga e laboratori fai-da- te.

co-living psfk.com

Questo concept coniuga il tradizionale hotel all’ostello ed all’appartamento in affitto. Le soluzioni per dormire sono molteplici: Together è una zona notte condivisa ma separata da spazi modulari, che ricorda la classica camera dell’ostello ma non compromette la propria privacy; Yours, stanze ed appartamenti, per 2/5 persone, con bagno privato e uno spazio cucina; OOO! (Out Of the Ordinary) offre alloggio per persone che viaggiano da sole o in gruppi che possono arrivare fino a sei persone ed è piena di sorprese, come camper, tende ed amache.

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La cucina è aperta a tutti, con piatti locali a prezzi convenienti ed offre agli ospiti la possibilità di mettere alla prova il proprio talento culinario, mentre Happy House è l’area privata dove i tutti possono rilassarsi, lavorare, cucinare o fare il bucato, proprio come a casa propria.

co-living psfk.com

Ovviamente non può mancare l’app, realizzata in collaborazione con il Marketing Innovation Lab e gli studenti della Webschool Factory di Parigi. Entro il 2020, il gruppo aprirà 50 alberghi tra Bangkok, Varsavia, Budapest, Rio de Janeiro, San Paolo, Parigi e Bordeaux che saranno ubicati vicino ai mezzi di trasporto e nelle vicinanze di posti turistici.

Che facciamo, prenotiamo?