Vendere su Amazon conviene?

Conviene vendere su Amazon? Ecco una breve guida

Amazon è stata negli ultimi venti anni una delle aziende che in maniera più incisiva ha contribuito all’innovazione nella vendita al dettaglio. E così anche vendere su Amazon sembra essere diventato un mantra per aumentare le vendite online.

Dai suoi inizi, negli anni Novanta, come semplice bookseller, fino all’ultima colossale acquisizione di Whole Foods, Amazon ha cambiato non solo il modo in cui si vende, ma anche quello in cui si compra, e quest’ultimo forse in maniera ancora più profonda.

Vendere su Amazon

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Il boom di Amazon e l’everywhere commerce

Quasi il 50% degli utenti negli Stati Uniti che oggi acquista prodotti su Internet vive in una famiglia con almeno una affiliazione ad Amazon Prime e amazon.com è visitato ogni mese da più di 2 miliardi di visitatori.

Insomma, potremmo dire che Amazon è ormai uno specchio della società più che una semplice piattaforma di eCommerce, dato che anche la sua espansione verso il brick and mortar, ossia  verso l’offline, sembra oggi rappresentare una nuova sfida anche al commercio tradizionale.

Per chiudere infine con le prospettive di commerce everywhere aperte da Amazon Echo, il dispositivo a comando vocale del gigante dell’eCommerce, pronto ad offrire un’esperienza di shopping davvero totale.

Conviene davvero vendere su Amazon?

Gli utenti, insomma, lo ritengono irrinunciabile e per i venditori sembra essere l’unica vera possibilità di espansione delle proprie vendite online. Ma è davvero così?

Ce lo siamo domandati per capire quando è davvero conveniente e utile per un piccolo business pensare ad Amazon per le sue vendite, o se la piattaforma è davvero diventata indispensabile.

Se per i consumatori Amazon significa poter trovare qualsiasi cosa in un unico sito e acquistare in pochissimi clic, con spedizione garantita in pochi giorni e spesso gratuita, per i merchant Amazon significa accesso ad un traffico irraggiungibile solo attraverso il loro piccolo eCommerce.

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Il tuo prezzo può essere competitivo su Amazon?

Forse il prezzo non è uno dei fattori principali per cui in Europa si sceglie di comprare su Amazon, ma tra spese di spedizione incluse e rapidità nella consegna, a conti fatti, anche questo aspetto diventa davvero importante per la vendita sulla piattaforma.

Soprattutto considerato il numero di competitor che si rischiano di incontrare per lo stesso prodotto su Amazon, il prezzo può diventare determinante. È quindi necessario verificare prima di partire con le nostre vendite sul marketplace se siamo in grado di essere davvero competitivi, altrimenti la nostra presenza rischia di rivelarsi un buco nell’acqua.

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Distribuire tramite Amazon è la scelta giusta per te?

Amazon offre ai suoi merchant la possibilità di distribuire i prodotti direttamente tramite il proprio centro di distribuzione. Questo significa che sarà Amazon a stoccare i prodotti in un suo centro per poi consegnarli con la rituale celerità.

Naturalmente questi vantaggi hanno un costo aggiuntivo e anche in questo caso andrebbe valutato quanto le fee richieste per il servizio vadano a incidere sul tuo guadagno, prima di scegliere questo sistema, anziché farsi carico direttamente delle spedizioni.

Pro e contro vanno valutati attentamente, perché potrebbero essere proprio disponibilità e tempi di consegna a renderti meno competitivo rispetto ai concorrenti.

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Sei all’altezza della SEO per Amazon?

La ricerca di visibilità è la chiave per il successo anche su Amazon. Se pensavi che essere sul marketplace ti esonerasse automaticamente dal doverti preoccupare di ottimizzazione e parole chiave, ti sei sbagliato e di grosso.

La ricerca per parole chiave è uno degli strumenti più utilizzati dagli utenti sulla piattaforma, per questo è necessario investire nell’ottimizzazione delle proprie liste di prodotti e delle proprie inserzioni, con una costante manutenzione e monitoraggio.

Proprio come nella SEO per i motori di ricerca consueti come Google, anche il motore di ricerca interno di Amazon ha le sue regole, i suoi algoritmi e le sue preferenze.

Prima regola, anche in questo caso, offrire risposte coerenti con le richieste degli utenti, utili e quindi prestare particolare attenzione a titoli dei prodotti, informazioni e schede, parole chiave e quantità e qualità delle recensioni.

LEGGI ANCHE: Amazon Wardrobe: prova a casa gratuitamente e poi decidi se comprare

Amazon: è sufficiente esserci?

L’illusione, insomma, che basti riversare le schede dei propri prodotti sul marketplace per guadagnare di più va sfatata. Anche per vendere su Amazon c’è da lavorare e da investire, con attenzione e competenza: il vero plus qui è il pubblico enorme a livello mondiale a cui avrai accesso.

La feature di Google Maps per aiutarti a parcheggiare arriva anche a Roma e Milano

Trovare parcheggio in città può essere davvero un incubo.

Ma proprio in queste ore, attraverso un post sul blog ufficiale, Google ha rilasciato “parking difficulty icons”  in 25 nuove città fuori dagli States, tra cui Roma e Milano.

Come funziona

Potrai vedere quanto sia difficile parcheggiare nella zona in cui ti stai dirigendo semplicemente impostando la destinazione su Google Maps. Nella parte bassa dello schermo vedrai l’icona che definisce il range di difficoltà (limited – medium – easy) basato sullo storico dei dati di parcheggio raccolti attraverso il machine learning.

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Google ha lanciato questa feature lo scorso gennaio e da allora ha aggiunto nuove funzioni come la possibilità di prenotare un parcheggio prima di arrivare a destinazione.

La funzionalità “Trova Parcheggio”

Utilizzando la funzione “find parking” potrai visualizzare una lista di garage disponibili vicini alla tua destinazione. Selezionata l’alternativa potrai poi visualizzare il percorso completo (anche a piedi) fino alla tua destinazione. Google Maps ti porta quindi dal punto A al punto B considerando tutto ciò che c’è di mezzo.

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Le icone di difficoltà del parcheggio sono da oggi disponibili anche in queste città: Milano, Roma, Alicante, Amsterdam, Copenhagen, Barcelona, Cologne, Darmstadt, Dusseldorf, London, Madrid, Malaga, Manchester, Montreal, Moscow, Munich, Paris, Prague, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Stockholm, Stuttgart, Toronto, Valencia, Vancouver

Find Parking per adesso non è disponibile in Italia.

Cambridge

Ecco le università più belle del mondo, una è italiana

Numerose ricerche hanno dimostrato che lo studio diventa molto più produttivo quando ci si trova in luoghi in cui ci si sente a proprio agio, dove i momenti sui libri si rendono meno pesanti e vengono affrontati più volentieri. Molte università, infatti, non si distinguono solo per il loro ambiente accademico e le conoscenze trasmesse ai propri studenti, ma anche e soprattutto per gli edifici e gli spazi che le caratterizzano. Da antiche e caratteristiche biblioteche a imponenti giardini botanici, da storiche residenze per studenti a paesaggi da sogno in cui sono inserite, molte università sono diventate anche siti patrimonio dell’Unesco.

Per scoprire alcuni tra i luoghi di cultura più affascinanti, la sezione Travel di Insider ha stilato una lista delle più belle università del mondo.

Università di Cambridge – Cambridge, Inghilterra

Cambridge

University of Cambridge

Una delle più bella al mondo, oltre che una delle più prestigiose dal punto di vista accademico. Tutti gli edifici che la compongono hanno un’architettura e un design unici nel loro genere, che trasportano ogni studente o visitatore in un’atmosfera che solo Cambridge può donare.

Università Nazionale Autonoma del Messico – Città del Messico, Messico

National Autonomous University of Mexico

National Autonomous University of Mexico

Così imponente e magnifica da essere diventata patrimonio dell’Unesco. Creata dalle menti di alcuni tra gli architetti più famosi del Messico, i murales che contraddistinguono il suo edificio principale sono stati realizzati da artisti come Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros.

Università di Coimbra – Coimbra, Portogallo

University of Coimbra - Credits: Luis Feliciano

University of Coimbra – Credits: Luis Feliciano

Vecchia di sette secoli, tra le più antiche del Portogallo, adornata da numerose e preziose statue storiche, ospita la “Joanina Library”, considerata tra le più belle biblioteche al mondo.

Università di Oxford – Oxford, Inghilterra

Oxford University

Presso la Radcliffe Camera, Oxford University

Dal 1167, Oxford stupisce per la sua magnificenza e lo stile dei suoi edifici. Celebre e prestigiosa anche per il fatto che la famosa Sala Comune di Hogwarts nei film di Harry Potter coincide con gli interni del Christ Church College.

Università di Yale – New Haven, Connecticut

Yale University Campus

Yale University Campus – Credits: Lisa Emmons

A New Haven, nel Connecticut, c’è una delle università più prestigiose al mondo, che fa parte anche della Ivy League (titolo che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America): Yale. Grazie al suo stile gotico e a edifici disegnati da artisti come Frank Gehry, Louis Kahn ed Eero Saarinen, oltre che prestigiosa rientra sicuramente tra le più belle.

Università statale Lomonosov di Mosca – Mosca, Russia

Lomonosov Moscow State University

Lomonosov Moscow State University – Credits: kuhnmi

Il suo edificio più alto, che è anche l’edificio universitario più alto al mondo, domina questa imponente università dai suoi 240 metri.

Università di St Andrews – St Andrews, Scozia

University of St Andrews

University of St Andrews

L’università che ha fatto conoscere William e Kate, duca e duchessa di Cambridge, si fa riconoscere per i suoi edifici medievali e per le sue campagne circostanti. Risale all’inizio del XV secolo.

Università di Stanford – Stanford, California

Stanford University

Stanford University

Uno dei più grandi campus universitari degli Stati Uniti d’America, con i suoi vialetti e prati sterminati, disegnati da una delle menti che ha anche contribuito a creare il Central Park di New York, Frederick Law Olmsted.

Università cattolica di Lovanio – Lovanio, Belgio

Chateau Arenberg Katholieke Universiteit Leuven

Chateau Arenberg, Katholieke Universiteit Leuven

Una delle università più antiche d’Europa (fondata nel 1465), oltre che la più grande del Belgio. I suoi edifici non sono altro che un antico castello del XV secolo.

Università di Salamanca – Salamanca, Spagna

University of Salamanca

University of Salamanca

Oltre che per la sua incredibile biblioteca, la più antica università di Spagna conquista studenti e visitatori grazie soprattutto alla sua caratteristica architettura barocca.

Università della Virginia – Charlottesville, Virginia

University of Virginia

University of Virginia

Patrimonio dell’Unesco grazie alla sua “Rotunda”, ispirata al Pantheon di Roma, oltre che essere molto suggestiva è conosciuta per essere stata la prima università negli Stati Uniti d’America ad offrire studi su materie ora comuni, quali Architettura, Astronomia e Filosofia, nonché la prima a dividere scuola e chiesa. È stata fondata da Thomas Jefferson nel 1819.

Università di Helsinki – Helsinki, Finlandia

Library of Helsinki University

Library of Helsinki University – Credits: OpenBuildings

Situata nel cuore della capitale finlandese, custodisce la biblioteca più grande della nazione scandinava. Il suo fiore all’occhiello è senza dubbio il suo giardino botanico, utilizzato per scopi di ricerca.

Università di Tsinghua – Pechino, Cina

Tsinghua University

Tsinghua University

Costruita sui giardini reali della dinastia Qing, in questa università si possono ammirare moltissime case tradizionali cinesi, oltre che molti edifici storici.

Università di Harvard – Cambridge, Massachusetts

Harvard

Harvard University

La più prestigiosa università del mondo è indubbiamente una delle più belle, resa celebre anche dai suoi edifici dai mattoni rossi, oltre che per edifici unici nel loro genere per il loro stile architettonico, come l’imponente Memorial Hall.

Trinity College – Dublino, Irlanda

Trinity College

Old Library, Trinity College

Il Trinity College di Dublino conquista per la sua biblioteca, la “Old Library”, fondata dalla Regina Elisabetta nel 1592. La più antica d’Irlanda, situata nel centro della capitale, riesce a conciliare perfettamente edifici storici e moderni.

École Nationale Supérieure des Beaux-Arts (ENSBA) – Parigi, Francia

Ecole Nationale Superieure des Beaux Arts

Ecole Nationale Superieure des Beaux Arts

La Scuola di Belle Arti più famosa della Francia è meravigliosa. Lascia a bocca aperta soprattutto per il “Palais des Études”, pieno di dipinti e opere d’arte.

Queen’s University di Belfast – Belfast, Irlanda del Nord

Queen's University

Queen’s University of Belfast

Questa università, fondata nel 1849, conta più di 300 edifici, tutti molto caratteristici.

Università di Wake Forest – Winston-Salem, North Carolina

Wake Forest University

Wake Forest University

Classificato come uno dei campus più belli del North Carolina, pieno di verde e conosciuto per un elaborato sistema di tunnel sotterranei e un bunker della marina costruito si pensa per il presidente John F. Kennedy durante la Guerra Fredda, rientra sicuramente tra le università più belle, un tradizionale college americano.

Università di Copenhagen – Copenhagen, Danimarca

University of Copenhagen

Botanical Garden, University of Copenhagen

Uno dei centri di ricerca più prestigiosi d’Europa è una parte di una delle università più caratteristiche, il cui edificio principale si trova proprio in centro città. Molto curioso e affascinante, inoltre, il suo giardino botanico.

Università di Bologna – Bologna, Italia

University of Bologna

University of Bologna

L’unica italiana nella lista è l’Università di Bologna, considerata la più antica del mondo (fondata nel 1088). Nel centro della città emiliana, ogni angolo rivela edifici caratteristici, specialmente quelli storici situati su Viale del Risorgimento.

Tornano gli Epica Awards, il premio creativo globale assegnato dai giornalisti

Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi per la creatività a livello internazionale: Epica Awards. Migliaia di voci tra agenzie creative e stampa di settore, provenienti da oltre 70 paesi, si incontreranno il prossimo 16 novembre per premiare i migliori lavori in concorso.

Epica Awards si propone come punto di incontro tra l’industria creativa e la stampa di settore mondiale, dove da più di 30 anni tante agenzie, celebri e non, vengono premiate per il loro lavoro.

E per il secondo anno, nella giuria composta da più di 60 magazine internazionali, sarà presente anche Ninja Marketing.

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Epica Awards 2017: ecco cosa aspettarsi

Il Presidente di giuria che quest’anno presiederà la cerimonia di premiazione al Meistersaal di Berlino sarà Spencer Baim, Chief Strategic Officer di VICE media.

Ma la premiazione sarà preceduta da una interessante conferenza su un tema davvero cruciale per l’industria creativa attuale: “The Creative Singularity: How Technology Drives Creativity”

Per scoprire in che modo la tecnologia e l’innovazione guideranno la creatività nel prossimo futuro e per conoscere tutte le sorprese riservate dalle campagne in concorso, anche quest’anno vi consigliamo di non perdervi l’appuntamento con gli Epica Awards, che per la prima volta vede due nuove categorie in concorso: quella dedicata ai video musicali e quella dei servizi online e mobile (che include l’advertising di brand come Airbnb e UBER).

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Partecipa da protagonista con lo sconto early bird

Gli Epica Awards sono l’unico premio creativo globale assegnato direttamente dai giornalisti che lavorano per riviste di marketing e comunicazione in tutto il mondo, con una giuria indipendente e una copertura stampa a livello mondiale.

Fino al 31 Agosto avrai la possibilità di candidarti con uno sconto early bird di 100 euro, per mostrare il tuo lavoro a un pubblico diverso, composto da giornalisti esperti capaci di apprezzare la creatività commerciale.

Avrai inoltre la possibilità di essere incluso nel libro degli Epica, una sorta di libro sacro della creatività pubblicato da Bloomsbury a Londra e inviato a tutti i partecipanti, nonché a giornalisti, clienti e VIP.

Non perdere altro tempo, iscriviti adesso e vivi da protagonista uno degli eventi più attesi per la creatività!

LEGGI ANCHE: Epica Awards 2016: da Kenzo a Game of Thrones, tutte le campagne premiate

Facebook: in arrivo il retargeting per chi ha visitato un negozio

In un mondo in cui è fondamentale l’interconnessione tra i diversi canali di conversione, Facebook sta testando una nuova opzione di pubblico personalizzato che consentirebbe alle aziende di targetizzare gli annunci verso le persone che hanno visitato il proprio negozio.

 

Con questa nuova opzione, Facebook riuscirebbe a creare un elenco di persone che hanno visitato negli ultimi 30 giorni il punto vendita di interesse. Come esattamente il social network ideato da Mark Zuckerberg riuscirà a sviluppare quest’audience ancora non è stato ufficializzato. Probabilmente i visitatori potrebbero corrispondere a coloro che si sono geolocalizzati attraverso Posizioni, oppure coloro che si sono collegati al servizio di Facebook Wi-Fi, o anche probabilmente coloro che hanno generato una conversione attraverso una campagna di Store Visits: in ogni caso, siamo nel campo delle ipotesi, e ancora non è chiaro quale sia la meccanica che porti a tali risultati.

Il retargeting, così progettato, probabilmente si rivelerà essere una funzionalità particolarmente utile per le aziende che si rivolgono ad una clientela retail, come negozi, bar, ristoranti che vogliono fidelizzare i propri clienti: anche se i dati dell’eCommerce sono fortemente in crescita, ci troviamo in un mercato dove l’acquisto avviene prevalentemente nei luoghi fisici. La possibilità di sfruttare gli spostamenti nei negozi per indirizzare l’ADV diventerà una possibile occasione di cross & up selling: non male, considerando come ci sia sempre più necessità di conoscere la propria audience.

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Avere a disposizione un’audience così specifica, consentirà inoltre ai marketers di lavorare su due obiettivi:

Fidelizzare la clientela: comunicare a persone che conoscono già il brand è utile per costruire una relazione con loro. Se l’utente è entrato nel nostro negozio significa che già ha già detto il primo “sì”, quindi potrebbe essere intrigato da call to action più dirette ed efficaci.

Stimolare gli acquisti su canali diversi: il retargeting così concepito infatti permetterà di aumentare l’interazione tra online e offline. Come? Una persona che entra nel negozio potrebbe convertire anche dal sito. Quindi perché non sponsorizzare l’acquisto online verso coloro che sono entrati nel nostro negozio fisico?

Al momento, non esiste ancora nessuna dichiarazione su come Facebook diffonderà questa nuova opzione al momento in test. Una cosa però è certa: Facebook sta lavorando per dare alle aziende strumenti utili alla conversione. Già con il rilascio nel 2015 del Conversion Lift, gli inserzionisti potevano misurare l’andamento del giro d’affari portato dalle campagne Facebook.

Anche se i like, i commenti e le condivisioni sono fantastici, per un brand è importante trovare il giusto bilanciamento su quando far divertire e quanto convertire! Sei d’accordo? Scrivici la tua opinione su Facebook, su Twitter o su LinkedIn!

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Facebook migliora la funzione Safety Check

Ancora un passo avanti per Facebook, un’ulteriore apertura verso una connessione più efficace ed utile tra gli utenti anche in casi di estrema necessità. È infatti di pochi giorni fa la notizia che il social network ha deciso di puntare, ancora una volta, sull’interazione tra le persone, in particolare in caso di emergenza: dopo l’attacco terroristico di Barcellona è stato effettuato un aggiornamento della funzione Safety Check di Facebook.

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Un breve riepilogo: cos’è il Safety Check?

Ormai – purtroppo – è impossibile non conoscerlo. Si tratta di una funzione lanciata nel 2014 che, grazie alla localizzazione geografica, permette al social network di chiedere “stai bene?” agli utenti che si trovano nelle vicinanze delle zone colpite da calamità naturali o, soprattutto negli ultimi anni, attacchi terroristici.

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Per rassicurare i propri amici, basta solo rispondere alla domanda di Facebook: gli utenti connessi al profilo riceveranno notizie direttamente, grazie a una notifica push, sapendo così all’istante che la persona che si trovava nella zona interessata dall’evento è al sicuro.

Safety Check permanente e Community Help

Da qualche giorno, Facebook ha annunciato che la feature diventerà permanente e sarà disponibile tra i preferiti di Facebook, costantemente rintracciabile e alla portata di tutti.

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Tutto questo migliorerà le connessioni durante i disastri ambientali o gli attacchi terroristici, consentendo di essere sempre aggiornati sulle situazioni di emergenza nel mondo, e permettendo alle persone di ottenere maggiori informazioni e fornire, se possibile, aiuto a chi ne ha bisogno.

Da qualche tempo, infatti, Facebook ha lanciato il Community Help, uno strumento che integra il Safety Check e rende più facile agli utenti trovare ed offrire aiuto – cibo, trasporto o alloggio – durante un’emergenza.

Grazie al Community Help è possibile inviare e ricevere messaggi, i quali possono essere visualizzati per categoria e posizione rendendo ancora più semplici i contatti tra gli utenti.

La pagina Facebook Disaster Response ha spiegato che “grazie al nuovo update è ora disponibile un unico posto dover poter vedere in che luogo è stato attivato recentemente un Security Check per ricevere le informazioni necessarie e consentire alla gente di aiutare le aree colpite”.

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Il Community Help sarà disponibile, in un primo momento, solo per calamità naturali e disastri accidentali – terremoti, incendi – e soltanto in alcuni paesi come Stati Uniti, Canada e Australia per poi essere esteso a tutto il mondo, includendo altre tipologie di emergenze.

L’augurio è di usarlo il meno possibile!

5 consigli per affrontare nel modo giusto il “back to work”

Lo stai affrontando anche tu oggi? O lo prevedi per la prossima settimana? Il cosiddetto back to work, o più semplicemente rientro a lavoro dopo le vacanze, può essere davvero traumatico, soprattutto se si sono lasciate in sospeso alcune attività con cui è necessario confrontarsi subito al rientro.

Il rischio full immersion sin dal primo giorno è alto e così il back to work può rapidamente trasformarsi in un incubo, facendo velocemente dimenticare il relax e i ritmi lenti delle ferie, per farci ripiombare nello stress della routine lavorativa.

Come fare quindi per dedicarsi ad un rientro soft e senza traumi? Secondo gli esperti di Hays, società leader nel recruitment specializzato, è necessario seguire alcune regole d’oro per affrontare al meglio il fatidico back to work.

Back to work

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1. Scegli le priorità e non pretendere di fare tutto il primo giorno

Mailbox piena, agenda fitta di meeting e una sfilza di attività lasciate in sospeso prima di lasciarsi alle spalle l’ufficio per le vacanze.

Cercare di sbrigare tutto il primo giorno può sembrare la scelta migliore, ma spesso è utile solo ad accumulare molto stress, senza diventare un metodo davvero produttivo.

È necessario darsi delle priorità e, appena rientrati, affrontare solo le cose veramente urgenti, concedendosi un ritmo lavorativo blando e accettando di non essere subito operativi al 100%.

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2. Cambia la tua routine

Le vacanze sono il momento in cui, in assoluto, si stacca dalla propria routine. Finalmente si può spegnere la sveglia e concedersi qualche ora in più di sonno, o decidere cosa fare solo all’ultimo momento, senza programmi precisi.

Il pensiero di ricominciare a svegliarsi tutte le mattine alla stessa ora, fare sempre la stessa strada per andare in ufficio e vedere ogni giorno le stesse persone può essere frustrante.

Per questo, cambiare alcune abitudini può aiutarti a rientrare al lavoro con entusiasmo: ad esempio, punta la sveglia qualche minuto prima del solito, per avere più tempo da dedicare a te stesso la mattina o fare una strada diversa per andare al lavoro.

Piccoli accorgimenti che renderanno meno noiosa la giornata lavorativa e ti aiuteranno ad affrontare il rientro con il giusto spirito.

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3. Rientra dalle vacanze almeno un giorno prima

È sempre difficile lasciare sole, mare e relax per rientrare in città e spesso si pensa che stare in spiaggia fino all’ultimo giorno disponibile sia il modo migliore per godersi completamente le ferie.

In realtà è necessario riabituarsi gradualmente al ritorno alla quotidianità e ai ritmi lavorativi, prendendosi uno o due giorni di relax post vacanza, prima di essere catapultati nuovamente nella frenetica vita lavorativa.

In questo modo ti sembrerà di avere la situazione sotto controllo e di essere in grado di affrontare il primo giorno di lavoro con la giusta energia.

LEGGI ANCHE: Estate 2017: 6 libri per trascorrere al meglio i tuoi momenti di relax

4. Continua a divertirti anche dopo le vacanze

Se la vacanza è sinonimo di divertimento, relax e spensieratezza, il rientro diventa automaticamente ritorno a stress, pressione e incombenze.

Il segreto per un back to work più dolce è organizzare qualcosa di entusiasmante da fare una volta tornati in città, come iscriversi a un nuovo corso, pianificare un weekend fuori porta e magari organizzare qualche attività divertente da fare con i propri colleghi per rendere più piacevole il clima in ufficio.

Non sarà più necessario attendere la prossima vacanza per concedersi un po’ di svago.

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5. Sii positivo

Un atteggiamento insofferente verso il ritorno alla quotidianità è assolutamente controproducente perché aumenta il senso di frustrazione e impedisce al cervello di riabituarsi ai ritmi del lavoro.

Accetta le circostanze e sii positivo: le vacanze sono terminate e bisogna tornare al lavoro. Aiutarsi a con un atteggiamento mentale giusto ti permetterà di farlo nel migliore dei modi.

E tu sei già rientrato dalle vacanze? Raccontaci come è andata sulla nostra pagina Facebook e sul gruppo LinkedIn di Ninja Marketing!

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Gardena, Audi e Make a Change: i migliori annunci stampa della settimana

Cosa è successo nel mondo della creatività ad agosto? Anche durante le vacanze non abbiamo perso di vista i migliori annunci stampa dalle agenzie creative di tutto il mondo, per fare il pieno di ispirazione al rientro con la classica rubrica Best Adv of the Week.

Senza ulteriori indugi, partiamo alla scoperta delle più belle creatività che ci sono passate sotto gli occhi mentre eravamo in spiaggia a rilassarci sotto l’ombrellone!

Gardena – Real Tweets

Gardena, azienda leader nel settore giardinaggio, propone un diverso modello di tweet: il cinguettio reale.

Dopo un elenco di una serie diversissima di uccellini da osservare in giardino, l’invito è ad abbandonare le fake news, in favore della bellezza della natura: “Spegni il tuo smartphone e goditi il giardino”!

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Advertising Agency: Heimat Wien, Vienna, Austria

Creative Directors: Georg Feichtinger, Christoph Pausz
Art Directors: Georg Feichtinger, Simon Pointner, Lukas Hueter
Copywriters: Christoph Pausz, Robin Kappacher

Wine On – Choose wisely find your wine on the Wine On app

Un’app per scegliere al meglio il vino che berrai: con ironia Wine On racconta perché utilizzare l’applicazione.

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Advertising Agency: Godfather, Buenos Aires, Argentina

Chief Creative Officer: Diego Castillo
Executive Creative Director: Cristóbal Oviedo
Copywriters: Jack Fonseca, Luis Daniel Salazar, Roy Pari
Art Directors: Juan David Gavassa, Eugenio Marchessi, Marlon Mariotta

Motel Le Baron – It’s better not to try some things at home

Per realizzare alcune fantasie, meglio lasciare casa e scegliere le stanze di un motel. Come nel caso delle fantasie che troviamo dietro le porte costruite con ammiccante simpatia da Guarda(Chuva) Comunicação per Motel Le Baron.

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Advertising Agency: Guarda(Chuva) Comunicação, Curitiba, Brasil

Creative Director: Carlos Mallmann
Art Director: Vinicius Natel de Camargo
Copywriter: Leandro Bonfim

Audi – Leave your phone while you drive

Tutti sappiamo che messaggiare mentre si guida è molto pericoloso, eppure la maggior parte delle persone continua a farlo perché è troppo fiduciosa nelle sue abilità di multitasking.

Per dimostrarci quanto ci sbagliamo, Audi ha lanciato questa serie di annunci stampa, che ci mostrano fino a che punto l’uso dello smartphone alla guida sia in grado di distrarci.

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Advertising Agency: Saatchi & Saatchi, Sofia, Bulgaria

Creative Director: Konstantin Trendafilov
Creative Leader: Radomir Ivanov
Head of Art: Petya Savova
Copywriter: Peter Pacholov
Art Director: Robert Shunev
Client Services Director: Kristina Petrova
Account Manager: Ivan Totev
Account Executive: Julieta Jeleva

Red9 – Every wave, every turn, every air

Ogni onda, ogni giro, ogni movimento. Il sensore Red9 legge e comprende il tuo surf, per cui ogni mossa conta. Quello che ci piace di più di questi annunci stampa, naturalmente, è la resa grafica di uno stile di vita.

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Advertising Agency: Insight, Hermosa Beach, California, USA

Creative Director: Juan Bobillo
Art Director: Antonio Mora

Governo De Goias – Bad Habits

Semplice e diretta, come la nostra catena alimentare. Perché le nostre cattive abitudini, inevitabilmente, finiscono nel nostro piatto.

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Advertising Agency: Box, Goiânia, Brazil

Creative Directors: Bruno Lopes, Wesley Silva
Art Director: Fernando Almeida
Copywriter: Nathália Carneiro
Additional Credits: Lidiane Medeiros, Fernando de Paula, Samir Eluff

Doulux – Spicy

Divertente, semplice, ma al tempo stesso molto chiara.

Se sembra difficile parlare di un argomento come la carta igienica, basta evocare delle sensazioni e aggiungere un pizzico di coywriting per richiamare immediatamente nel pubblico un’immagine chiara, raccontando una storia!

“La quiete dopo la tempesta”.

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Advertising Agency: Havas, Reunion

Creative Directors: Philippe Amsalem, Julien Serveaux
Copywriter: François-Xavier Evrard
Illustrator: Robin Boyer
Additional Credits: Yoopi

Make a Change – Kill Yourself

Una ragazza su tre è oggetto di molestie online. Come combattere il bullismo informatico? Ce lo spiega Make a Change, con una campagna tutta basata sulle icone delle app che utilizziamo quotidianamente.

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Advertising Agency: DDB Stockholm, Stockholm, Sweden

Account Manager: Katarina Bäcklund
Art Directors: Dennis Phang, Martin Runfors, Tove Andersson
Creative Director: Olle Langseth
Graphic Designers: Eddie Wernholm, Marie Persson
Motion Designer: August Håkansson

Sarahah

Sarahah: l’app anonima non è poi così anonima

L’abbiamo provata tutti e questa estate il tormentone social è stato all’insegna di Sarahah, la cosiddetta app anonima che consente di inviare e ricevere messaggi anonimi attraverso la creazione di un proprio profilo.

Eppure, per quanto il meccanismo sembri sicuro, pare che l’applicazione “sottragga” i contatti del dispositivo per passarli sul proprio server, senza una funzione che ne giustifichi l’accesso a informazioni personali, che teoricamente dovrebbero essere coperte da privacy.

Sarahah

Perché Sarahah salva i nostri contatti?

L’attenzione sul problema è stata sollevata nelle ultime ore prima da The Intercept e poi dall’analista Zachary Julian di Bishop Fox, utilizzando un software per il monitoraggio del traffico.

Zain al-Abidin Tawfiq, l’ormai celebre ex-analista petrolifero saudita che ha lanciato Sarahah lo scorso anno prima di vederne il successo durante gli ultimi mesi con circa 18 milioni di download totali, giustifica però la copia dei contatti sulla base di “una funzione futura utile a individuare gli amici”, rinviata ad un prossimo sviluppo solo per questioni tecniche.

Sempre secondo il programmatore, “la richiesta di accesso ai dati sarà eliminata col prossimo aggiornamento“.

Attualmente, nelle versioni più recenti, sia l’app per iOS che quella per Android chiedono il consenso ad accedere ai contatti degli utenti, permettendo poi di usare l’applicazione anche se si risponde negativamente. Tuttavia nessuna menzione è fatta al trasferimento dei dati su server esterno.

Sarahah e privacy: di chi è la colpa?

Il problema, dunque, ancora una volta, non sarebbe solo nell’applicazione e nel come questa possa registrare i nostri dati, ma nell’importanza che gli utenti danno alle varie informative sulla privacy, o alla leggerezza con la quale offrono il proprio consenso.

Se milioni di persone sono alla ricerca di anonimato per i propri messaggi, di crittografie e di maggiori tutele sulla privacy online, è inspiegabile tanta leggerezza sulle spunte che ogni giorno clicchiamo su nostri device.

Apple è pronta a produrre programmi TV originali

La sfida di Apple a Netflix e Amazon sui contenuti TV

La notizia è di quelle che non sorprende. Non sorprende principalmente perché il trend è in forte crescita, già da un po’ di tempo, e l’azienda di Cupertino ci ha abituati al suo voler primeggiare su tutti i fronti. Infatti in Apple sarebbero pronti a realizzare i primi contenuti TV originali entrando in un mercato già abbastanza affollato e competitivo.

In che modo? Scopriamolo.

Apple programmi TV: l’operazione

Apple è pronta a produrre programmi TV originali

Si tratta di un’operazione che porterebbe alla realizzazione di dieci programmi televisivi che verrebbero trasmessi sul loro servizio di streaming musicale o su una nuova piattaforma video da sviluppare.

Il budget è di quelli cospicui: secondo indiscrezioni, rivelate dal Wall Street Journal non molto tempo fa, l’investimento sarebbe di un miliardo di dollari circa. Per intenderci si tratta di circa la metà di quanto speso da Time Warner nel 2016 per il canale HBO, quello di Game of Thrones.

Il progetto era stato più volte annunciato da Eddy Cue, visionario dirigente Apple, il quale gestisce già il budget da 24 miliardi di dollari dei servizi Apple, incluso iTunes.

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Il mercato dei contenuti media negli USA

Apple è pronta a produrre programmi TV originali

Come dicevamo all’inizio, il mercato dei contenuti media negli USA si sta facendo abbastanza affollato. Basterà citare Amazon e soprattutto Netflix per rendersi conto della sfida intrapresa da Apple.

Sfida che dovrà necessariamente essere combattuta a colpi di contenuti di qualità. Apple occupa già una posizione di leadership nel panorama musicale, ma per poter ottenere lo stesso risultato in ottica TV streaming dovrà necessariamente lavorare alla realizzazione di nuove serie “virali”, vedi Narcos.

Certamente con Jamie Erlicht e Zack Van Amburg a bordo, ex dirigenti di Sony Pictures a cui si devono serie come Breaking Bad e The Crown, il team Apple ha fatto un salto di qualità importante in ottica TV streaming; i due infatti avranno il compito di gestire il budget messo a disposizione dall’azienda di Cupertino.

I primi esperimenti non sono andati granché. Stiamo parlando di Planet of Apps (reality in 10 episodi incentrato sul mondo degli sviluppatori di app) e Carpool Karaoke (serie dedicata alla musica, abbastanza nota anche in Italia), programmi lanciati da Apple che sono stati vittima di diverse critiche da parte degli spettatori.

Quello che ci aspettiamo a questo punto è il salto di qualità definitivo, magari con una serie in pieno stile Winter is Coming.