I Big Data rappresentano il futuro prossimo del Content Marketing e della Customer Experience?

Da quando tutti si sono accorti che un contenuto di qualità può fare la differenza tanto per il motore di ricerca quanto per gli utenti, sono aumentate le news, approfondimenti, interviste, video e infografiche interamente dedicati al content marketing. E i brand stanno abbracciando sempre più questa filosofia: le aziende ormai si vedono non solo come inserzioniste, ma come veri e propri editori che lanciano prospettive e proposte di valore ai clienti per mantenere vivo il proprio marchio.

Ma, per andare incontro a questa nuova tendenza, si è perso un po’ il senso che si nasconde dietro la creazione di una strategia: l’analisi attraverso l’utilizzo dei big data.

Big Data Storage Online Technology Database Concept

Uno degli ultimi trend del Content Marketing riguarda proprio la capacità di distribuire big data ed informazioni agli utenti e permettere agli stessi di navigare ed interagire con i dati. Questa ancora nuova forma di analisi del buzz prodotto su Internet ha come fonte la crescente disponibilità di dati per scoprire e raccontare storie ottenendo visualizzazioni che siano convincenti. Il mondo dei Big Data offre l’opportunità di avere nuove intuizioni e di raccontare storie in modi nuovi, accattivanti e rilevanti. Basta saper cogliere l’occasione!

Big data e social buzz

Usufruire in real time dei trending topic ed avere accesso immediato alle notizie cui si è interessati rappresenta un ragionamento validissimo ed estendibile a qualsiasi settore merceologico e a qualsiasi canale, a partire proprio dai social media.

Siamo immersi in un mondo in cui tutto viene misurato, studiato e analizzato e tutto ciò è accompagnato dal sempre più potente motore dei social network che fungono da amplificatore per comunicare i risultati. Dall’osservazione e dall’analisi degli stessi, possono ricavarsi informazioni importanti per creare messaggi sempre più personalizzati e utili per i consumatori da intercettare e coinvolgere.

Esiste un tool, ad esempio, utile per scoprire i trending topic in real time del proprio sport preferito e avere l’accesso alle notizie di riferimento. È un esempio di contenuto che aggrega big data e social buzz dalla rete per fornire all’utente appassionato di sport o al giornalista sportivo informazioni rilevanti in real time. Si tratta di SportBuzz che si aggiorna dinamicamente in funzione del buzz nei social network relativamente a 10 sport analizzati: la grandezza delle bolle è correlata al quantitativo di buzz presente su quell’argomento (il buzz è estratto da Twitter). Ogni bolla cliccata permette all’utente di approfondire il topic mostrando i 3 articoli collegati a quel topic che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni nei social media, fornendo quindi risultati più rilevanti all’argomento. Utile per estrarre dati quantitativi e utilizzarli strategicamente in piani di comunicazione mirati.

5 vantaggi dell’approccio quantitativo ai dati

Marketers e Big Data: istruzioni per l'uso

In effetti, indirizzare una strategia dei contenuti aprendo il forziere dei dati significa offrire qualcosa di nuovo ed originale ai clienti. Arriva da Harvard Business Review un’utile ricerca incentrata sui benefici di un approccio quantistico ai dati. Vediamoli subito.

1. Traffico

Le infografiche sono il tipo di contenuto che ha più probabilità di essere condiviso sui social, in modo da aumentare le visualizzazioni ed offrire un reale valore ai lettori diffondendo le proprie idee e il proprio messaggio. A differenza di un tipico post sul blog, una visualizzazione dei dati o un report ha più capacità di ‘resistenza’, soprattutto se si sceglie la parola chiave del titolo con attenzione in modo che l’articolo in questione si presenti ogni volta che gli utenti cerchino dei dati reali su un determinato argomento.
Infographic document design

2. Valore

I dati raccolti costituiscono un valore per un’azienda. E’ dall’analisi dei dati che si colgono le opportunità e si trae supporto per i processi decisionali in modo tale che possano avere un grande impatto sull’attività, e più dati si hanno a disposizione più informazioni e valore si riescono ad estrarre.

Tuttavia, il solo volume dei dati non garantisce sufficientemente la ‘qualità’ dei dati. La veridicità e la qualità dei dati diventano pertanto dei requisiti fondamentali affinché i dati possano davvero “alimentare” nuove intuizioni, idee e costituire valore. L’aumento di brand che si posizionano come editori ha portato a un’esplosione del volume di contenuti disponibili online. Quando si creano dei contenuti che danno dei dati precisi, dei numeri freschi su un argomento rilevante, si sta offrendo un contenuto in grado di apportare un valore reale all’utente.

3. Autorità

La condivisione e l’analisi dei dati stabilisce l’autorità di un marchio rispetto ad un argomento. Se è possibile rilasciare un report o un’infografica che offre un nuovo introito su una serie di chiavi di tendenze, si diventa immediatamente degli esperti in quel determinato settore.

Per le aziende B2B, in particolare, mettere in mostra l’esperienza è spesso uno dei principali obiettivi di content marketing.

4. Apprendimento

La capacità di analisi dei dati è oggi importante per le aziende e molte le utilizzano per guidare le decisioni aziendali interne. Ma quando si inizia a condividere le metriche esternamente, è possibile ottenere una prospettiva del tutto nuova, perché si vedrà come altre persone rispondono e danno forma ai numeri offrendo una nuova prospettiva.

Team concept

5. Trasparenza

Nel momento in cui i consumatori sono sempre più preoccupati per il modo in cui le aziende raccolgono e utilizzano i dati personali, il contenuto basato sui dati offre un modo per permettere alle persone di vedere come viene utilizzata concretamente questa informazione. La trasparenza non solo costruisce la fiducia, ma aiuta ad affrontare la preoccupazione più grande che riguarda il valore delle informazioni rilasciate. Molto spesso infatti si tende a pensare che si rilascino i propri dati senza ricevere nulla in cambio.

Aggregare i dati in modo da preservare la privacy dei singoli utenti, consente di far conoscere in maniera visibile ai clienti in che modo vengano utilizzati i loro dati.

We listen

Migliorare la Customer Experience attraverso i big dati

I big data possono dare inoltre una visione approfondita sui modelli di acquisto degli utenti e comportamenti on-line. Con questa conoscenza, il brand può concentrarsi sul migliorare l’esperienza del cliente.

Come sostiene Michael Abramow, direttore della strategia e Insight, Giappone e Asia Pacifico in Oracle:

“La qualità della customer experience potrà essere migliorata se un’azienda può rispondere rapidamente attraverso i canali corretti per gestire le aspettative dei propri clienti.”

Utilizzare i dati significa quindi massimizzare le opportunità di coinvolgimento dei clienti; monitorare le tendenze per migliorare l’esperienza del cliente e semplificare il processo di acquisto o contatto. Eseguire analisi dettagliate, su grandi basi dati, consente alle organizzazioni di innovare i propri modelli di business per cogliere le sfide di un ambiente in continuo e turbinoso cambiamento.

Insomma la creazione di contenuti basata sui dati può risultare di vitale importanza per garantire il successo globale di un brand. Il suggerimento: Think data. Create content. Convert more. 😉

il lato oscuro dei chatbot

Il lato oscuro dei chatbot

Sono moltissimi gli articoli in cui si può leggere quanto i chatbot possano essere una rivoluzione in tutti quei campi in cui, fino a poco tempo fa, una app sembrava la soluzione perfetta.

Sono sicuramente una novità molto interessante, che obbligherà a nuovi approcci e ispirerà nuovi usi (si spera!) del web e dei social media.

In mezzo a tutto questo parlare di chatbot e di quanto siano necessari, ideali e opportuni, c’è qualcuno che si preoccupa di un aspetto forse trascurato: i chatbot possono essere un rischio per la privacy e la sicurezza degli utenti, delle organizzazioni e delle imprese.

Una esagerazione? Forse no, se ricordiamo che il famoso hacker Kevin Mitnick dichiarava che i suoi maggiori successi derivavano più dall’uso di tecniche di social engineering che da quelle puramente informatiche.

kevin mitnick

Kevin sosteneva infatti che “le persone sono sempre collaborative, specie con chi è carino, informato e insistente” e che “un’azienda può spendere migliaia di dollari in firewall, sistemi antiintrusione e altre tecnologie per la sicurezza, ma se un hacker può chiamare una persona di fiducia dentro l’azienda e la persona acconsente alle sue richieste, allora l’hacker potrà portare a termine il suo attacco e tutti quei soldi sono buttati”.

Un chatbot può essere molto amichevole, sempre disponibile, informato e insistente: lo sanno bene gli studenti del Georgia institute of technology.

Una delle assistenti del professore, Jill Watson, stupì tutti per la sua bravura, cortesia e disponibilità, ricevendo ottimi feedback.

Solo dopo seppero che non interagivano con una persona reale, bensì con un chatbot basato sulla tecnologia IBM Watson.

E se pur c’è chi, sbadato, clicca ancora sul link che trova in uno sgrammaticato messaggio, una buona parte di utenti si è abituata a diffidare e non cade in queste trappole tipiche del phishing.

Ma sarebbero ugualmente portati a diffidare di un amichevole e simpatico chatbot, che durante un piacevole scambio, comincia a strappare informazioni confidenziali?

E che poi, magari, butta lì un link apparentemente innocuo, perché consono al contesto della conversazione, e che invece punta a del malware?

Non dimentichiamo poi che già noi stessi, come semplici e a volte troppo noncuranti utenti di social network, spesso sveliamo molte più informazioni utili ad un malintenzionato di quanto non ci sembri: preferenza musicali, letture, frequentazioni, cibi sono informazioni per noi innocenti, per qualcuno prezioso materiale da utilizzare in un attacco che sfrutti le tecniche del social engineering.

I ricercatori hanno denominato questo tipo di tecnica basata sui chatbot ASE, acronimo di Automated Social Engineering.

Un interessante studio pubblicato da alcuni ricercatori europei (Markus Huber, Stewart Kowalski, Marcus Nohlberg e Simon Tjoa) ha esplorato proprio queste possibilità.

I ricercatori hanno creato un chatbot che, diventato membro di un gruppo di studenti universitari, doveva interagire con loro e poi proporre, come parte del suo attacco, la compilazione di un questionario.

schema attacco ASE

Lo schema di comportamento del BOT usato dai ricercatori europei

La facilità con cui reperire informazioni sull’obbiettivo attraverso il data mining sui social network e il fatto che i meccanismi di sicurezza di Facebook non possano essere troppo restrittivi, hanno fatto concludere al team che sia semplice e fattibile portare a termine attacchi di questo genere.

In fondo, un chatbot non deve superare il famoso test di Turing, in grado di determinare se una macchina o un software siano in grado di pensare: basta che i suoi programmatori riescano a farlo sembrare abbastanza empatico per far percepire alla persona un senso di fiducia ed intimità tale da svelare dati che in un modulo qualsiasi non si sognerebbe di inserire.

Questi dati e informazioni, se memorizzati e registrati, possono essere usati contro l’utente, la sua azienda o la sua organizzazione, da chi ha creato il chatbot, oppure perché no, da chi riesca a impossessarsi di quei dati.

Sembra ancora tutto una esagerazione?

Si pensi al virus che ogni tanto si riaffaccia e colpisce gli utenti di Facebook: Koobface e altri simili. Si propagano proprio sfruttando questo tipo di meccanismo: in diverse fasi dell’attacco e con diverse componenti questi virus leggono la lista degli amici del malcapitato, attiva il sistema di tagging o invia loro un messaggio con un link ad un presunto video in cui compaiono loro stessi.

Un link che invece provoca l’infezione e l’ulteriore propagazione.

Un’altra forma di attacco possibile è quella in cui un chatbot creato da malintenzionati si propone come un legittimato assistente presso la banca cui l’utente si serve, ad esempio.

Una variante dei classici attacchi in cui gli hacker cercano di carpire le credenziali personali, dirottando l’utente verso un sito del tutto simile a quello originale, ma che è invece sotto il loro controllo. Anche in queso caso, spesso è facile riconoscere questi tentativi, perché inseriti in una mail sgrammaticata o dall’aspetto grafico sospetto.

Saremmo in grado di distinguere il solito e compìto assistente digitale, quando dialoghiamo in chat, da uno fasullo?

Facebook e altri social network hanno creato buoni meccanismi di difesa contro lo spam, ma non ancora (o non allo stesso livello) quelli per difendere gli utenti dallo spoofing, l’impersonamento di qualcun altro: un assistente virtuale legittimo o, perché no, un amico.

Insomma, ben venga questa annunciata rivoluzione, a patto di rimanere consapevoli che ci sono dei rischi da prevenire.

Ninja Social Oroscopo dal 20 al 26 Maggio

Cari guerrieri dell’endorsement linkiano, bentornati al social oroscopo della settimana di Ninja Marketing per i giorni da venerdi 20 a giovedi 26 di Maggio.

Il Sole e Venere si sposteranno questa settimana passando dal geloso e godurioso Toro al giocoso Gemelli. E quindi? Non possiamo non parlare dei gadget tecnologici che ci hanno cambiato la vita, quelli per cui abbiamo fatto follie ed ipotecato il motorino, quelli che spesso ci chiediamo come sia stato possibile sopravvivere senza!

Prendendo spunto dal bellissimo articolo di Bernardo Mannelli vediamo quale gadget tecnologico che ci ha cambiato la vita vi rappresenterà secondo l’oroscopo della settimana:

Partiamo dal Sagittario solido come il Commodore 64 e come lui ostinato e burbero tanto da caricare super mario per ore

Il Leone non ci pensa nemmeno di mettersi ad usare il cervello quindi sarà il calcolatore (nonno della calcolatrice) della Canon e i conti li fa fare a lui

La Vergine potrebbe decidere di rilassarsi finalmente col sex toy Magic Wand perchè la settimana potrebbe portare diversi battibecchi e nervosismi

Lo Scorpione tira un sospiro di sollievo come il Nokia 3210 quando cadeva nell’acqua e lo sentivi ancora trillare felice con l’uccellino che consegnava il messaggio. Semplice ma indistruttibile

La Bilancia questa settimana è fica come l’Iphone ogni volta che esce col nuovo modello. E non c’e niente da dire!

Il Capricorno è innovativo e avanguardista come un drone per consegnare la pizza a domicilio

I Gemelli si sentono finalmente gia in zona compleanno e hanno voglia di divertirsi quindi saranno la Playstation e le nottate sul divano con gli amici a giocare

L’Ariete è avanti e ci vede chiarissimo nei suoi obiettivi come i Google Glass… È talmente avanti che qualche volta gli tocca parlare da solo!

Il Cancro condividerà le cuffie del Walkman per ascoltare insieme a chi ama la loro canzone strappalacrime e sgualcisci cuore comodamente seduti sulla panchina del parco!

I Pesci questa settimana sono completamente persi e nemmeno il cuore saprà prendere in mano la situazione… Ci vuole un navigatore Tomtom possibilmente che scelga da solo anche la destinazione!

LAcquario ha voglia di recuperare la sua indipendenza e sentirsi slegato quindi sarà insieme il cordless e il videoregistratore… Perchè mettere in pausa quando si ha voglia di distrazioni è fondamentale per l’acquario questa settimana

Infine il Toro è un nostalgico della Polaroid anche se perde venere in questi giorni ma si sente comunque un malincolino vecchio micione alle origini del selfie

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Perché il mobile marketing è molto di più di una semplice opzione

Troppo spesso le aziende esitano nell’attuare le scelte delle proprie strategie di mobile marketing  e adattano alla mobilità ciò che già fanno sul desktop quando invece sarebbe più opportuno creare dei momenti mobile utili.

È bene capire che una strategia di mobile marketing non dovrebbe essere un add-on, bensì un modo completamente diverso di impegnarsi con clienti e prospect.

Ricerche internazionali evidenziano numeri in crescita per i possessori di smartphone e il fenomeno è in aumento anche in Italia, sia lato possesso del device che lato utilizzo dello strumento come quotidiano dispositivo di navigazione online.

È importante non dimenticare che molte aziende devono ancora sfruttare la vera potenza del mobile marketing e che troppo spesso si tende a credere che una strategia mobile consista nell’adattare a versioni responsive, utilizzare messaggi push mobile per spingere offerte speciali o sfruttarne la SEO. Il mobile marketing richiede un approccio diverso da quello del marketing tradizionale del web da desktop.

LEGGI ANCHE: Conoscere i tuoi clienti grazie al mobile marketing

Ci sono centinaia di opportunità nel mobile da sfruttare tutti i giorni. C’è una varietà di opzioni con cui raggiungere i clienti e affinare le prospettive, tra cui applicazioni per smartphone; messaggistica mobile, composta da testo, immagini o video; codici a risposta rapida analizzabili; e sì, i siti web ottimizzati per i dispositivi mobili.

Queste interazioni mobili possono avvenire ovunque e in qualsiasi momento, o in un qualsiasi dove (casa, negozio, ufficio). Cambiano gli schemi e le prospettive di interazione: il mobile mette a disposizione dell’utente una costante presenza del brand e le applicazioni permettono al brand l’acquisizione dei dati e un’esperienza su misura nei confronti dell’utente.

Momenti mobile, non semplici campagne adv

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Come un brand può cambiare strategia mobile non orientandosi semplicemente ad una strategia di marketing già esistente? Per iniziare, deve riflettere sui momenti mobile, non sulle campagne pubblicitarie in partenza.

La strategia di mobile marketing dovrebbe avere alcune caratteristiche:

  • always on: permettere le interazioni a tutte le ore del giorno, non solo quando si dispone di una specifica campagna di marketing;
  • essere informati sul contesto e sulla localizzazione: è importante sapere dove si trova il consumatore, quello che sta facendo e rispondere di conseguenza. Ad esempio, l’app di Sephora permette agli acquirenti di poter vedere le recensioni tramite scan, in base ai prodotti che essi hanno salvato nel proprio carrello. E la tecnologia beacon offre loro la possibilità di condividere le offerte speciali con altri clienti del negozio;
  • prestare attenzione agli intenti dei consumatori. È essenziale capire e rispondere a ciò che il cliente ha in mente: acquisto d’impulso, ricerca e info-commerce, aiuto pre o post acquisto;
  • fornire valore aggiunto con l’esperienze mobile, non vendere. Piuttosto, aiutare la prospettiva o il cliente per realizzare un compito o un obiettivo. Il mobile diventa un’estensione del vostro prodotto, così come l’app, un vero e proprio strumento di marketing: se non la si arricchisce fornendo valore, gli utenti non lo useranno.

Come ha detto Chuck Martin nel libro “The Third Screen: The Ultimate Guide to Mobile Marketing”:

Cosa fa il vostro prodotto o servizio per il Consumatore e come è possibile inserire tale valore in un sito web mobile o in una branded App?

Keep it simple and custom

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Potrebbero essere molte le strategie di mobile marketing, l’importante è non scordarsi di far sì che esse siano semplici e veloci. Semplificare le interazioni per quanto possibile. Ad esempio, i campi del modulo da pre-compilare, che contengano solo le informazioni più importanti e così via; assicurarsi che i messaggi di avviso siano brevi e di contenuto “snack”.

I devici mobili per eccellenza sono strumenti personali, il Mobile marketing consente di targetizzare in base a una varietà di dati, tra cui quelli socio-demografici degli utenti, il comportamento, l’intenzione e la posizione. Gli esperti di marketing dovrebbero utilizzare tutti questi dati per fornire una vera esperienza one-to-one, ad hoc, che meglio soddisfi le esigenze e gli interessi del cliente.

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Sex, drugs and Tienanmen: tutti gli annunci vietati su Google

Fare pubblicità tramite Google può essere un modo efficace per raggiungere un vasto pubblico, ma ci sono tipologie di annunci vietati dalle linee guida della piattaforma.

Nello specifico ci sono ben 17 categorie di prodotti e servizi soggetti a restrizioni, perché l’azienda le reputa pericolose o dannose per coloro che utilizzano il motore di ricerca.

Ecco nel dettaglio cosa è vietato pubblicizzare su Google.

LEGGI ANCHE: Il futuro dei bot è nella customer care e nelle vendite

Il divieto per i pay day loan

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

La scorsa settimana tra gli annunci vietati sono stati inseriti i prestiti con determinate caratteristiche: rimborso entro i sessanta giorni e tassi di interesse del 36% o più. In questa categoria rientrano i pay day loan, una categoria di prestiti a breve termine, da rimborsare nel giorno in cui si percepisce lo stipendio.

Questo tipo di operazione finanziaria in Italia non è  diffusa e i tassi di interesse sono molto alti.

Sostanze pericolose ed esplosive

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Altri tipi di merci non sponsorizzabili sono le sostanze destinate ad esplodere, fuochi d’artificio compresi.

Sono vietati tutti i tipi di armi da fuoco, anche quelli per uso sportivo: Google non permette annunci nemmeno per il paintball. Anche coltelli e lame sono inclusi in questa categoria.

Paese che vai, censura che trovi

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Google stabilisce restrizioni sulle pubblicità inerenti la politica a seconda del paese in cui ci si trova.

Ad esempio, in Cina è vietato parlare dell’indipendenza di Taiwan e del Tibet, del Partito Democratico di Hong Kong e delle rivolte di piazza Tienanmen. Ma nonostante questo il motore di ricerca viene bloccato dalle autorità cinesi.

Sigarette e sostanze stupefacenti

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Sono vietate le inserzioni riguardanti sigarette, tabacco e tutti gli oggetti relativi al fumo.

Il tabù di Google riguarda anche tutte le sostanze stupefacenti e gli oggetti correlati al loro utilizzo.

Furti d’identità e frodi

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Un’altra categoria di annunci vietati riguarda tutti i prodotti ed i servizi che sono realizzati al fine di favorire comportamenti disonesti: astieniti quindi dal pubblicizzare documenti falsi ed evita di creare annunci per vendere la Fontana di Trevi.

Inoltre è vietato creare ads per servizi che offrono agli studenti la possibilità di aiuto nel sostenere gli esami o che offrono la scrittura di testi accademici.

Hacker & Isis go away!

Google ha deciso che sulla sua piattaforma non si può fare promozione di servizi di Hacking.

Inoltre è vietato qualsiasi tipo di annuncio contenente “violent language, gruesome or disgusting imagery, or graphic images or accounts of physical trauma”: niente violenza e propaganda terroristica nei contenuti sponsorizzati.

Annunci vietati per specie a rischio o estinte

Sesso, droga e Tienanmen tutti gli annunci vietati su Google

Google banna chiunque cerchi di trarre profitto dal commercio di animali e piante in via di estinzione o già scomparse. Il divieto si estende anche a tutti i prodotti, ornamentali o con fini pseudoterapeutici, che vengono ottenuti con specie a rischio.

Restrizioni sugli annunci

Oltre ai prodotti vietati, ci sono tipologie di annunci vietati per delle categorie sottoposte a restrizioni:

  • per gli adult-related content, ovvero i contenuti per adulti, è vietato targettizzare i minori e promuovere contenuti sessualmente espliciti. Sono inoltre vietati gli annunci per servizi di dating ed escort;
  • anche i farmaci sono soggetti a restrizione: gli ads sui prodotti farmaceutici devono essere pre-autorizzati. Sono vietate anche le inserzioni per farmaci collegati all’attività sessuale come il Viagra;
  • riguardo al gambling, il gigante di Mountain View chiede di rispettare le leggi locali e di non targettizzare i minori.

Google può essere considerata un’azienda etica per questo?

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Allo, Duo e Android N: tutte le novità Google in campo mobile

Ieri al Google I/O 2016 sono state annunciate diverse novità che riguardano il prossimo futuro di Big G, specialmente per quanto riguarda l’universo mobile, un impegno che si rinnova in ottica sempre più smart. Ma vediamo di cosa si tratta.

Allo, la nuova app di messaggistica

Allo, Duo e AndroidN: tutte le novità Google in campo mobile
Un nuovo strumento per comunicare firmato Google che lascia molto spazio all’espressività con alcune feature innovative. Oltre a basarsi sulla rubrica telefonica, la vera novità è che al suo interno si trova Google Assistant, l’evoluzione di GoogleNow che sarà in grado di dialogare realmente con noi: un software umanizzato che consentirà di portare a termine le nostre operazioni ancora più velocemente e che, conversazione dopo conversazione, diverrà sempre più personalizzato in relazione al profilo utente collegato: un vero e proprio assistente insomma. Il suo inserimento all’interno dell’app semplifica molte attività, alla base quella di non doversi spostare per accedere alla ricerca ad esempio.

In Allo, dove non mancano emoji e sticker, puoi agire sulla misura del testo, una sorta di zoom che può dare maggiore personalizzazione e più risalto alle tue parole! Non solo, è previsto un sistema di risposta intelligente che con il tempo apprenderà il tuo modo di esprimerti e di fronte alle immagini, grazie al sistema di riconoscimento di Google, potrà prevedere cosa vorrai dire! Impossibile restare senza parole 🙂

Come già accennato, da Allo puoi prenotare ristoranti, fare tutte le ricerche che vuoi grazie al Search integrato. Anche la privacy non manca, l’app avrà un sistema di crittografia end-to-end per garantire un livello di riservatezza elevatissimo, potendo anche decidere il tempo di permanenza dei messaggi in memoria.

Non resta che aspettare l’estate, quando finalmente Allo sarà disponibile per iOS e ovviamente per Android.

Duo, video call sempre più smart

https://www.youtube.com/watch?v=CIeMysX76pM

Ti sarà capitato di non voler rispondere a una videochiamata, magari non avevi voglia di “stare al telefono”! Ma se la videochiamata cominciasse ancora prima di rispondere? Eh sì! Google con la sua app Duo afferma di non volerti far perdere neanche un momento e allora, di fatto, la comunicazione inizia ancor prima di rispondere perché il mittente della chiamata si mostrerà e probabilmente ti convincerà a rispondere con i modi più bizzarri.

Il destinatario vedrà comparire sul suo display chi lo sta chiamando e cosa sta facendo, potrà già intuire di cosa si parlerà! Questa funzione basterà a farci fare un uso maggiore delle videochiamate?

Quest’estate inizieremo ad avere qualche risposta, intanto sai già che sarà disponibile, oltre che per Android, anche per iOS.

Android N…La prossima versione di Android

Allo, Duo e AndroidN: tutte le novità Google in campo mobile
La nuova versione di Android sarà disponibile dall’estate 2016, la Developer Preview è invece disponibile agli sviluppatori già dal 9 marzo. In questo OS Google si è lasciato ispirare dai feedback ricevuti negli anni dagli utenti e dalla community degli sviluppatori. La prima novità è lo split screen, ovvero la possibilità di visualizzare contemporaneamente l’interfaccia di più applicazioni.

Per quanto riguarda la gestione notifiche, diventa più smart perché consente di svolgere delle operazioni senza aprire le rispettive app: la scheda notifica, se estesa, già di per sé offre diverse possibilità.
In relazione alla connessione dati, il Data Saver cerca di ridurre al minimo il consumo del traffico dati quando si è connessi in background.

Migliora la visibilità in notturna, con soluzioni ottimizzate per gli ambienti bui; più attenzione anche al risparmio energetico con la modalità Doze, un sistema che riduce al minimo il consumo della batteria in standby e che si attiva dopo poco tempo che lo schermo si spegne, ma viene garantito solo se il device è completamente immobile. In ottica di ottimizzazione delle prestazioni, Project Svelte riduce l’utilizzo di risorse da parte delle app in alcune circostanze, come mentre si scatta una fotografia.

Ma non è tutto! Sembrerebbe che in casa Google siano a corto di idee (possibile?!) e cerchino, come si suol dire, “l’aiuto del pubblico”. Che sia vero o no, poco importa! Quel che conta è che Big G vuole coinvolgere i suoi utenti e lo fa in maniera semplice. L’iniziativa si chiama #NameAndroidN e si tratta di una pagina web dove poter suggerire la propria idea e sperare che agli addetti ai lavori piaccia, giusto per la gloria.

Sono chiaramente alla ricerca di un nome goloso, in fondo dopo Jelly Bean, KitKat, Lollipop e Marshmallow rinunciare agli zuccheri sarebbe difficile! Al momento il più accreditato è “Android Nutella“…Chissà! Di sicuro sarebbe dolce 😉 Comunque vada, la decisione finale spetterà a Google.

https://www.youtube.com/watch?v=v1IocBl_5UM

Come ti sentiresti ad avere JetBlue in tasca?

JetBlue ci ha ormai abituato a campagne creative fuori dagli schemi; ricordate la campagna che invitava a “rubare l’annuncio” per ricevere offerte, buoni, biglietti ecc.? Bene! questa volta ha creato, insieme ai creativi dell’agenzia Mullen Lowe , una campagna outdoor davvero innovativa.

Il fine? Promuovere la JetBlue Card, grazie ad un billboard intelligente istallato a Times Square. Il cartellone pubblicitario stuzzica i curiosi e gli appassionati di viaggi a prenotare immediatamente e partire per la destinazione scelta.

Come ti sentiresti ad avere JetBlue in tasca?

LEGGI ANCHE: Protagonisti del Mare 2016: Costa Crociere premia i suoi Partner

Il Billboard fornisce informazioni sui viaggi, il tempo per arrivare all’aereoporto ed informazioni sui voli in tempo reale; la campagna vuole senz’altro spingere verso “un viaggio d’impulso”. Inoltre, questa è una strategia che potrebbe servire a sbloccare le nostre menti dal pensiero di non avere mai tempo per una breve vacanza di relax e divertimento.

Il liveboard presenta anche un hashtag, che consente di vincere un buono per un volo JetBlue. Come se non bastasse la compagnia aerea sta supportando la JetBlue card anche con una campagna televisiva; vedremo in seguito i risultati di questa iniziativa, certi che il binomio JetBlue e Mullen Lowe continuerà a stupirci.

CREDITS
Agency: Mullen Lowe
Client: JetBlue
Executive Creative Director: Tim Vaccarino
Executive Creative Director: Dave Weist
Chief Creative Officer: Mark Wenneker
Creative Director: Jon Ruby
Creative Director: Enrique Camacho
Director of Digital: Aaron Clinger
Creative Director / Technologist: Christian Madden
Director of Development Operations: Steve Laham
Associate Creative Director / Technologist: Joe Palasek
Sr. Creative Technologist: Stefan Harris
Sr. Creative Technologist: Justin Bogan
Sr. Copywriter: Tim Bildsten
Sr. Art Director: Ryan Montgomery
Jr. Art Director: Ian Todd
Executive Director of Integrated Production: Liza Near
Group Head Digital Producer: Natalie Bergeron
Sr. Digital Producer: Brock Savage
Content Producer: Eric Skyirsky
Senior Editor: Robert Apse
Editor: Nick Brecken
Group Account Director: Drayton Martin
Account Service: Chip Cook
Account Service: Steph Shaw

Connected Cars Landscape: dopo Tesla, ecco la panoramica completa dell’automobile connessa

Fino al 2012 il mondo dell’auto è stato attraversato da una sorta di immobilismo tecnologico: qualche piccolo accorgimento, ma nessuna vera innovazione. L’arrivo prepotente e sfrontato di Tesla sul mercato, come nuovo costruttore, portando con se la sua rivoluzionaria auto elettrica, ha rappresentato una scossa per tutto il mondo dell’automobile, e l’inizio delle sinergie con il mondo della tecnologia.

Dopo 4 anni infatti, abbiamo finalmente la possibilità di dialogare con le auto: possiamo effettuare un aggiornamento software per migliorare le caratteristiche e la sicurezza, guidare con display sempre più grandi, luminosi e touchscreen, avere la situazione del traffico sempre aggiornata grazie alle segnalazioni degli altri utenti…

Merita inoltre una citazione a parte un ultimo ed interessante capitolo: la guida autonoma. Tesla, Google, FCA, Apple sono alcuni degli attori più famosi, tutti in prima linea per trasformare questo desiderio in realtà.

Ma hai idea di quale sia il panorama completo dell’automobile connessa? Ecco qui un’infografica di Venture Beat sull’argomento, per tracciare il quadro attuale e vedere quelle che saranno le prossime evoluzioni in ambito Consumer, Enterprise, Apps e iOT: benvenuti nel futuro della mobilità!

Content Marketing ROI: come misurare l’efficacia della tua strategia

Esiste davvero il Content Marketing ROI? E se sì, come si può calcolare? La verità è che molti esperti non hanno le idee ben chiare in proposito e cercano di calcolare il ritorno sui loro contenuti riducendolo ad un mero rapporto tra le risorse investite e il guadagno ottenuto.

Che cos’è il Content Marketing ROI?

Quali_sono_le_variabili_del_Content_Marketing_ROI

Chi di voi ha un’azienda o ha studiato economia, conosce fin troppo bene il ROI, Return on Investment. In breve, dato un capitale investito, quanto ho guadagnato? Ok, fin qui tutto bene, stiamo parlando di soldi e di risorse facili da quantificare: ho investito una cifra e ho guadagnato una determinata somma.

Ma se, invece, il risultato che interessa non fosse valutabile solo in termini monetari? Mi spiego meglio: i contenuti su internet possono servire ad aumentare le conversioni, ma anche a creare awarness attorno al tuo prodotto, a costruire il valore di un brand, a generare passaparola. Come fai a misurare tutte queste variabili?

Content Marketing Roi: come si calcola

Quali_sono_le_variabili_del_Content_Marketing_ROI2

Abbiamo detto che il valore dei contenuti non può essere ridotto ad una cifra economica. Un testo, un video o un’immagine non servono solo per aumentare i profitti. Per calcolare il Content Marketing ROI, dunque, bisogna tenere conto delle variabili che lo compongono.

Iniziamo calcolando le tre componenti del ROI:

Costi

Tutti i contenuti hanno un costo, anche se non sembra, sia in termini di risorse economiche spese che di tempo impiegato. Prima di iniziare, quindi, a creare i contenuti, è necessario fare una stima delle risorse che ti serviranno. Ricordatevi che i contenuti non hanno solo un costo di creazione, ma anche uno di distribuzione.

Utilizzo

Lo sai che il 60% dei contenuti prodotti da un’azienda non viene utilizzato. E tu hai un’idea di quanto materiale usi rispetto a quello che crei? Considera che testi, immagini, video prodotti e non utilizzati sono una perdita di tempo e risorse al 100%. Morale non misurare solo i contenuti che produci, ma anche il loro utilizzo.

Performance

Per valutare le performance di quello che produci devi trovare degli indicatori attendibili. Siccome non si parla solo di cifre, diventa difficile riuscire a calcolare in modo preciso il ritorno sull’investimento.

7 indicatori per i tuoi contenuti online

E allora come si misurano i contenuti su internet? HubSpot, una piattaforma di inbound marketing, ha condotto parecchie ricerche prima di riuscire a trovare i 7 indicatori più appropriati per misurare la tua strategia di Content Marketing:

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Fonte: HubSpot

  • Traffico
  • Vendite
  • Conversioni
  • Posizionamento SEO
  • Tempo trascorso sul sito
  • Feedback dei consumatori
  • Crescita degli iscritti alla mailing list

Come per ogni misurazione efficace bisogna monitorare ogni obiettivo attraverso l’indicatore prescelto, analizzandolo in modo costante e ottimizzando gli sforzi in base ai risultati che si ottengono.

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Se i risultati che ottieni si discostano molto dagli obiettivi prefissati, forse stai sbagliando qualcosa. Sei sicuro che i tuoi contenuti siano davvero di qualità o che ti stia rivolgendo al target giusto?

Ricordati che una buona strategia di Content Marketing non è mai statica, ma si perfeziona con il tempo, continuando ad aggiustare il tiro e a monitorare le azioni intraprese.

gadget più importanti

La lista completa dei 50 gadget più importanti di tutti i tempi

Ognuno di noi è legato ad un gadget tecnologico in modo più o meno ossessivo: la macchina fotografica preferita, lo smartphone da tenere sempre a portata, la smart tv che ha cambiato le nostre abitudini. Ogni gadget che oggi utilizziamo deve la sua popolarità ad un dispositivo che in un modo o nell’altro ha cambiato radicalmente il corso degli eventi tecnologici.

Oggi, ti voglio presentare una lista preparata dalla redazione di Time in cui vengono presentati i 50 gadget più importanti di tutti i tempi.

Sì, lo so, stai già obiettando che alcuni di questi gadget non sono stati dei veri e propri successi commerciali, che altri non erano proprio i primi nati nel loro settore, ma ti assicuro che tutti incondizionatamente hanno avuto un impatto decisivo sulla nostra vita di tutti i giorni.

La lista è rigorosamente in ordine d’influenza e spazia dai primi del ‘900 fino ai giorni nostri, dimmi nei commenti se è stato dimenticato qualcosa

50. Google Glass

L’ambizioso progetto di Google ha segnato nel bene e nel male gli ultimi 3 anni della nostra vita digitale.

Gli infiniti dibattiti sul rischio privacy di video che potevano essere registrati, all’insaputa degli utenti, e il prezzo non certo economico dei 1500$ iniziali, hanno contribuito a spingere Google ad abbandonare il progetto nel 2015.

Di certo non è però diminuito l’interesse delle aziende, Google incluso, per i gadget di realtà aumentata.

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49. Makerbot Replicator

Makerbot Replicator non è stata la prima stampante 3d sul mercato, né certamente la più performante, ma di sicuro è stata la prima ad aprirsi al mercato consumer grazie al suo prezzo contenuto al di sotto dei 2000$.

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48. Segway

Nato come alternativa al passeggiare, il Segway non è mai entrato nel cuore degli utenti. Forse per la sua forma sgraziata, per la fama di dispositivo adatto allo stereotipo dell’americano sovrappeso e restìo all’esercizio fisico, lo scooter elettrico mono-passeggeero, non ha mai venduto molto.

In ogni caso l’impatto simbolico di un mezzo di trasporto agile e green per brevi tratti è ancora suggestione di molte aziende, come insegna l’hover board.

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47. Il Piano digitale Clavinova di Yamaha

Ti stai già chiedendo come mai non cito il Minimoog oppure Fairlight, ma ti ricordo che dal 1980 in poi, il pianoforte Clavinova ha avuto una diffusione incredibile. Grazie alle sue dimensioni compatte e al fatto che univa le caratteristiche di pianoforte con quelle di un buon sintetizzatore, è diventato il “pianoforte per famiglie” per eccellenza. Anche perché non aveva bisogno di essere accordato…

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46. DJI Phantom

Nell’attesa di avere droni che consegnano pacchi o che aiutano i soccorritori nelle operazioni più difficili, ci accontentiamo di utilizzare questi gadget come poco più che giocattoli per videomaker o appassionati. L’azienda cinese DJI ha creato la linea più popolare, la Phantom. L’ultima linea uscita, Phantom 4, utilizza una tecnologia che riconosce gli ostacoli e previene l’urto accidentale, una funzione che renderà i droni ancora più popolari al mercato di massa.

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45. Raspberry Pi

Il Raspberry Pi è un computer single-board con un prezzo coerente alle sue dimensioni: 35 dollari, monitor, mouse e tastiera esclusi. Raspberry Pi non vuol certo sostituire i computer di tutti i giorni ma è nato per aiutare gli studenti a imparare le basi della programmazione.

Con 8 milioni di pezzi venduti, esso entra di diritto in questa speciale classifica!

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44. Termostato Nest

Sviluppato da Tony Fadell, il “padrino dell’iPod”, il termostato intelligente Nest è stato il primo dispositivo di smart home che ha catturato l’interesse del mercato di massa.  Nest, nato nel 2011, abbina la caratteristica forma dei termostatici canonici con un’interfaccia software in pieno stile “Apple” e dispone di una notevole potenza di calcoloLa società che lo ha prodotto è stata acquistata da Google nel 2014 per la cifra di 3,2 miliardi di dollari.

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43. Osborne 1

Se vi dico computer portatile difficilmente vi verrà in mente Osborne 1 con il suo peso di oltre 25 kg e le sue dimensioni mastodontiche, anche se la rivista BYTE nel 1981 ne magnificava la compattezza “così piccolo che può stare sotto un sedile di un aereo”.

I creatori di Osborne 1 a causa della diminuzione delle vendite nel 1982, cercarono di arginare i concorrenti (IBM) annunciando nuovi modelli più piccoli e più performanti che però non erano ancora in produzione, ma l’unico risultato che ottennero fu quello di subire un brusco rallentamento degli ordini.

Annunciare prodotti in uscita molto tempo prima della loro disponibilità è ancora ricordato come “effetto Osborne” proprio a causa di questa esperienza.

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42. Fitbit

Dispositivi wereable contapassi ne conosci a bizzeffe, ma forse non sai che è Fibit che li ha resi così popolari, quando nel 2009 ha creato il primo contapassi che permetteva di fare upload dei propri dati sul sito e di ottenere i risultati della propria attività fisica. Uscito al prezzo di 99 $, Fibit ha aperto la via alle tecnologie wearable di largo consumo.

L’azienda ha venduto oltre 20 milioni di pezzi nel 2015.

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41. Roku Player

Dispositivo economico, su cui girava Linux, è emerso dal nulla nel 2010 ed ha permesso a moltissimi utenti di lasciare la tv via cavo per dedicarsi esclusivamente ai contenuti in streamingMentre Apple si concentrava sulla sua Apple TV, Roku offriva migliaia di canali e si accordava con i maggiori player di contenuti – tra cui Netflix.

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40. Sony Discman D-50

Sulla scia del successo del Walkman, Sony ha presentato questo lettore CD portatile nel 1984, appena un anno dopo che l’industria della musica aveva adottato il formato. Discman e i successivi lettori CD hanno dato la spallata finale alle cassette come supporto dominante dell’industria musicale in meno di un decennio.

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39. Oculus Rift

Il 2016 per Oculus Rift potrebbe significare un flop totale oppure l’anno che li farà entrare nella storia dell’informatica.

La causa non è solo perché Facebook ha pagato 2 miliardi di dollari per l’azienda madre del dispositivo di realtà virtuale, ma anche perché ha riportato di moda dispositivi apparentemente scomodi che però permettono di immergersi a 360° in un mondo alternativo.

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38. Apple iBook

I colori vivaci e le finiture in plastica di iBook possono apparire datate, ma è stato il primo portatile ad integrare il Wi-Fi.

iBook è stato il classico esempio di design dirompente unito a tecnologia performante che mostrava proprio ciò in cui credeva Steve Jobs: durante il MacWorld del 1999 Jobs caricava una pagina web camminando nella sala con il portatile in mano. L’era del Wi-Fi era iniziata…

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37. Motorola Dynatac 8000x

Il Motorola DynaTAC 8000X è stato il primo telefono cellulare realmente portatile della storia.

Commercializzato nel 1984, anche se il primo prototipo con relativa telefonata è del 1973, il Dynatac 8000x pesava 7793 grammi e costava circa 4000$.

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36. Palm Pilot

L’originale Palm Pilot 1000, lanciato nel 1996, ha aperto la strada ai Blackberry prima, e agli smartphone oggi.

Il “computer Palm top” (computer, chiaro?) aveva uno schermo touch in bianco e nero che era in grado di riconoscere la calligrafia manuale e di sincronizzare i dati di contatti e calendario con il computer dell’utente. Non è stato il primo, Apple Newton è arrivato con un po’ di anticipo, ma è stato il primo ad essere acquistato in massa.

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35. HP DeskJet

La Hp con la Deskjet ha dato nel 1998 per prima la possibilità a qualsiasi possessore di computer, di produrre stampe grafiche alla velocità di due pagine al minuto. Pur non essendo la prima stampante a getto d’inchiostro sul mercato, è riuscita ad essere acquistata da milioni di utenti anche grazie al prezzo contenuto di 995$.

Dopo il lancio, HP ha venduto circa 240 milioni di prodotti della serie Deskjet.

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34. Nokia 3210

Per molti, il 3210 di Nokia è stato “IL” telefono cellulare. Nato nel 1999, con più di 160 milioni venduti, il 3210 è considerato il primo telefono cellulare con un’antenna interna e ad avere giochi pre-caricati come il mitico Snake.

Le altre caratteristiche che lo hanno reso celebre sono la lunga durata della batteria e la ricezione chiara del segnale.

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33. Jerrold Cable Box

La TV via cavo era già una realtà nel 1950. Già decenni prima degli anni del boom del cavo (‘70 e ‘80), il primo decoder commerciale era una scatoletta senza pretese con pannelli in legno prodotto dalla Jerrold Elettronics, in Pennsylvania.

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32. Wii

La piccola scatoletta di Nintendo, di colore bianco perla, uscita nel 2006, permetteva agli utenti di gestire i movimenti sullo schermo grazie a piccole aste con controllo del movimento. La consolle ha sdoganato il mondo dei videogiochi a tutta la famiglia, nonni inclusi.

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31. Sony PlayStation

Sarebbe difficile elencare la caratteristica principale che ha permesso alla Playstation di rivoluzionare il settore dei videogiochi: design compatto, facilità di sviluppo del software, prezzi accessibili.

Parte del successo è dovuto alla strategia di business di Sony che ha offerto un sistema di gioco per tutti coloro che erano cresciuti con Atari e Nintendo. Dalla prima versione, del 1994, Sony ha battuto tutti i record di vendita di console con la linea Playstation.

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30. DVD Player Toshiba

I produttori di elettronica avevano fatto dei prototipi già nel 1990, ma il primo vero player DVD sul mercato è stato il Toshiba SD-3000 DVD, nel novembre 1996.

Il lettore rendeva possibile guardare film in alta definizione tramite uno standard di 12cm di larghezza, lo stesso che utilizziamo oggi per i dischi Blu-ray.

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29. TiVo

“Quanto sareste disposti a pagare pur di non vedere un altro coniglio a batteria?”

Questo chiedeva la rivista che pubblicò il primo annuncio del TiVo nel 1999. Il dispositivo è stato il precursore degli attuali DVR e permetteva di registrare i programmi scelti e mettere in pausa o rivedere le trasmissioni TV.

TiVo consentiva quindi di saltare la pubblicità, funzione che ha poi aperto la strada al “time-shifting”, cioè registrare i programmi per vederli più tardi.

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28. Amazon Kindle

Amazon è nata come libreria online, non stupisce quindi che il suo prodotto hardware di punta sia stato un dispositivo che ha cambiato radicalmente il nostro modo di leggere

Kindle è diventato il prodotto più venduto nella storia di Amazon.com nel 2010 ed ha segnato anche l’inizio dell’evoluzione di Amazon come società di media digitali a 360°.

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27. Camera Polaroid

I Millennials vengono “accusati” per la loro attitudine a consumare i contenuti in modo immediato, subito dopo la loro produzione, ma in realtà questo desiderio ha attraversato generazioni: nel 1977 infatti nasce la prima Polaroid OneStep che grazie alle sue vendite e al suo sistema di filtri, diventa in pochi anni icona della cultura pop e ancora oggi viene “ricordata” da applicazioni molto diffuse.

Do you know Instagram?

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26. Commodore 64

Il Commodore 64, del 1982 è stato il computer più venduto della storia. 8 bit, pezzo unico con tastiera, di un colore a metà fra il marrone e il grigio è stato un capolavoro di tecnica ed è forse il computer più celebre di tutti i tempi.

Il prezzo accessibile e la possibilità di collegamento ad un normale televisore, hanno dato il via al concetto di “personal computer”, fino ad allora sconosciuto. Se vogliamo, è stato anche un’icona di socialità: chi negli anni ‘80 possedeva un C64, aveva certamente la casa piena di amici alle prese con lunghissimi caricamenti da registratore a nastro magnetico.

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25. Apple iPad

Il lancio di iPad nel 2010 ha stimolato la discussione se il tablet avrebbe sostituito in tempi brevi i computer portatili. iPad di Apple non è stato il primo tablet sul mercato, ma era il primo ad utilizzare un vero e proprio schermo touch, con un’interfaccia semplice e dimensioni contenute.

Apple ha venduto 300.000 iPad nel suo primo giorno negli store, e ha continuato senza sosta a dominare questo mercato.

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24. BlackBerry 6210

BlackBerry ha reso la lettura delle mail in mobilità una realtà. Prima del 6210 c’erano stati altri dispositivi che lo permettevano, ma questo è stato il primo a combinare le funzionalità di mail, browser internet e telefono.

Il 6210 infatti consentiva agli utenti di controllare la posta elettronica, telefonare, inviare messaggi di testo, gestire il calendario, il tutto da un unico dispositivo. Il suo predecessore, il 5810, obbligava gli utenti ad utilizzare cuffie per telefonare.

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23. Segreteria Phonemate 400

L’idea di una segreteria telefonica di peso superiore a qualche grammo, può sembrare ridicola per gli standard di oggi, ma nel 1971, il modello 400 di PhoneMate, del peso di ben 10kg era un anticipo sul futuro.

Il modello 400 è consideratao la prima segreteria telefonica per utilizzo domestico, manteneva circa 20 messaggi e permetteva di ascoltarle in privato tramite auricolari.

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22. GPS TomTom

Come Internet, così la tecnologia GPS ha iniziato la sua carriera grazie ai finanziamenti del governo degli Stati Uniti.

Nel 2000 il presidente Clinton decise di aprire la rete all’utilizzo commerciale: poco dopo TomTom e Garmin introdussero dispositivi GPS per la navigazione automobilistica. Oggi, la tecnologia GPS è utilizzata in combinazione con la banda larga per tutte le applicazioni che utilizzano geo-localizzazione.

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21. IBM Thinkpad 700C

Pochi prodotti sono riusciti a mantenere il loro design sostanzialmente invariato per più di 20 anniÈ Il caso della linea ThinkPad di IBM che ha sfidato il dominio di Apple e Compaq nel settore dei personal computer nei primi anni ‘90 con l’introduzione di caratteristiche innovative per quei tempi

La sua forma caratteristica e la potenza di calcolo hanno permesso al ThinkPad 700c di diventare parte della collezione permanente al MoMA di New York.

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20. Motorola Droid

Esistevano altri smartphone basati su Android nel 2009, prima del Droid, ma questo è stato il primo a spingere il sistema Android all’attenzione del grande pubblico. La piattaforma segna il primo vero conflitto di mercato tra Apple e Google, che da quel momento non sarebbero stati più alleati.

L’azienda non ha mai reso i dati di vendita ma gli analisti hanno stimato sono stati venduti circa 800.000 Droid in un mese dal lancio.

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19. JVC VideoMovie

Anche se nel 1984 la Videomovie di JVC non è stata il primo modello di telecamera portatile sul mercato, è diventata un’icona quando Marty McFly se la portava dietro in “Ritorno al futuro” (1985). Il modello rosso rubino è stato il primo ad integrare l’alloggiamento per il nastro VHS nella camera.

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18. Motorola Bravo Pager

Molto prima che i telefoni cellulari diventassero così diffusi, i cercapersone erano il modo per rimanere in contatto in mobilità. I primi modelli permettevano di inviare codici numerici come per esempio “411” per chiedere “cosa succede?” e i destinatari potevano rispondere chiamando il mittente con un normale telefono. Il Bravo Flex, introdotto nel 1986, è diventato il cercapersone più venduto nel mondo, e ha dato a molti utenti il primo assaggio di comunicazione mobile. 

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17. IBM Selectric Typewriter

Questa macchina da scrivere ha segnato l’inizio dell’era dei computer. Il modello del 1964 con nastro magnetico ha dato alla macchina da scrivere la possibilità di memorizzare i dati e di correggere eventuali errori di battitura: era l’inizio del word processor.

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16. Game Boy Nintendo

Se non mi sono rovinato gli occhi, giocando ore ed ore con il piccolo schermo verde da 2,6 pollici del Game Boy, è un miracolo. Nintendo ha venduto oltre 200 milioni di pezzi considerando anche il modello successivo ed ha inventato il concetto di gioco in mobilità.

La sua potenza modesta e lo schermo monocolore obbligavano gli sviluppatori a ripensare il gioco originale per console con il risultato di rivoluzionare anche il design dei giochi mobili che sarebbero arrivati sul mercato dopo qualche anno.

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15. Nintendo Entertainment System

La console Nintendo NES, di colore grigio, con cartucce a caricamento frontale, è stata per il mondo dei videogiochi quello che i Beatles sono stati per il rock.

La sua interfaccia, così come il design dei giochi ha influenzato pesantemente tutta la produzione di videogiochi successiva.

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14. US Robotics Sportster 56K Modem

Chi si ricorda il rumore caratteristico delle connessioni internet prima della banda larga, non può dimenticare il modem Sportster di US Robotics, il primo dispositivo di accesso ad internet per famiglie.

Il picco di utilizzo c’è stato nel 2001, anche se molte famiglie ancora non raggiunte dalla banda larga utilizzano una connessione via modem per connettersi ad internet.

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13. Atari 2600

La grafica spartana a 8 bit scatena risate oggi, ma la console di gioco in finto-legno nero Atari 2600 è stata la prima a affascinare milioni di persone. Atari 2600 ha portato l’esperienza di gioco arcade dalla sala giochi in casa, grazie ad un prezzo medio, ad un’offerta di titoli molto varia e ad una coppia di joystick digitali, oramai entrati nella storia.

Nei mesi successivi al lancio nel settembre 1977, le vendite non decollavano, ma appena arrivarono giochi come Space Invaders e Pac-Man, il mercato della console decollò e Atari riuscì così a posizionarsi all’avanguardia nella rivoluzione dei videogiochi che di lì a poco sarebbe scoppiata.

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12. Philips N1500 VCR

Il primo videoregistratore sul mercato è stato il Philips N1500 nel 1972.

Grazie al sintonizzatore e al timer, il dispositivo Philips è stato il primo a permettere di salvare i propri programmi tv per poi vederli in un secondo tempo. Il prezzo originale non era certo conveniente: circa 6500$ attuali, l’equivalente di 185 Google Chromecast.

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11. Canon Pocketronic Calculator

Venduta nel 1970 per 345 dollari (circa 2165$ di oggi), questo calcolatore è stato costruito intorno a tre circuiti per fare somme, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni.

Nel corpo erano stipate tredici batterie ricaricabili, per permettere alla carta termica di mostrare i risultati.

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10. Magic Wand

Pochi anni dopo un episodio di Sex and the City del 2002 in cui il massaggiatore per collo diventata improvvisamente un sex toy, Hitachi decise di togliere il marchio dal suo prodotto.

Magic Wand, a partire dalla fine degli anni 1960, rimane probabilmente il prodotto Hitachi più conosciuto negli States. Anche se i terapisti del sesso hanno esaltato le virtù del gadget Magic Wand per altre caratteristiche, il prodotto somiglia più ad una sorta di microfono, con un corpo in plastica bianca e una testina che vibra.

Probabilmente, ciò che fornisce il tocco “Magic”.

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9. Apple iPod

Ci sono stati molti lettori MP3 prima di iPod, certamente, ma è stato il gadget di Apple che a convincere masse di appassionati di CD a passare agli MP3.

L’importanza del iPod si estende ben oltre la musica, perché è stato il prodotto che ha dato il via a tutta una generazione di dispositivi Apple semplici da utilizzare e dal design caratteristico. Le persone avrebbero poi continuato a comprare MacBook, iPhone e iPad in massa, contribuendo a rendere Apple l’azienda tecnologica di maggior valore al mondo.

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8. Brownie Camera Kodak

Accessibile a tutti, questo piccolo oggetto marrone in similpelle ha introdotto il termine “fotografia” grazie alla sua facilità d’uso e al basso costo. Al prezzo di 1 solo dollaro nel febbraio 1900, la Brownie ha messo fuori mercato le vecchie fotocamere con treppiede.

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7. Radio Transistor Regency TR-1

Primo dispositivo consumer alimentato a transistor, la radio Regency TR-1 ha inaugurato l’era della miniaturizzazione.

Prodotta da Texas Instruments nel 1954, grazie ai transistor che amplificavano il segnale, ai circuiti stampati e al design moderno, la radio Regency TR-1 ha reso possibile la comunicazione portatile.

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6. Victrola Record Player

Anche se il fonografo è stato inventato nel 1877, è stato il prodotto Victrola che ha permesso la diffusione dei lettori audio in moltissime famiglie. Il corno di amplificazione era inserito all’interno di un armadio in legno che dava un aspetto elegante, simile a un mobile di pregio.

La Victor Talking Machine Company sarebbe poi stata acquistata da RCA, che sarebbe poi diventata un gigante della radio e televisione.

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5. IBM 5150

Come sarebbe il mercato dei computer oggi senza il PC IBM?

Certo, esistevano altri personal computer prima che il 5150 fosse presentato nel 1981, ma le vendite di questo modello sono state universali. Oltre al modello in sé, il successo è dovuto anche alla decisione di IBM di rendere il suo sistema operativo, DOS, disponibile anche ad altri produttori, il che ne ha favorito la rapida diffusione.

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4. Sony Walkman

Walkman di Sony è stato il primo lettore musicale a coniugare portabilità, semplicità ed economicità. Mentre i dischi in vinile erano ancora il formato musicale più popolare, il Walkman permetteva di avere un dispositivo in in borsa o in tasca e di ascoltare musica ad alto volume in spazi pubblici, grazie alle cuffie.

Venduto in oltre 200 milioni di dispositivi, il gadget ha aperto la strada per i lettori CD e iPod.

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3. Apple Macintosh

Con la sua interfaccia grafica semplice da utilizzare e il design elegante, il Macintosh era il prodotto di Apple che doveva spodestare IBM dal regno dei personal computer, ma i costi elevati e il successo di Windows hanno contribuito a mantenere il Mac un perenne inseguitore.

Macintosh ha comunque contribuito a definire lo standard di interazione utente-macchina.

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2. Sony Trinitron

Alcuni giornalisti famosi definirono il televisore come “nient’altro che cavi e luci in una scatola”.

Sony Trinitron lanciò nel 1968 questa “scatola” a colori che è stata il primo ricevitore TV a vincere un Emmy e a vendere oltre 100 milioni di unità in tutto il mondo.

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1. Apple iPhone

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Quando ha lanciato l’iPhone nel 2007, Apple è stata la prima azienda a mettere un computer veramente potente nelle tasche di milioni di persone. Gli smartphone tecnicamente esistevano da anni, ma nessuno fino a quel momento era riuscito a rendere lo strumento così piacevole da utilizzare.

Il dispositivo di Apple ha inaugurato una nuova era di telefoni dallo schermo piatto, con tasti che apparivano ogni volta che avevamo bisogno di loro, invece dei telefoni in uso allora con tastiere estraibili e pulsanti statici. Tuttavia, ciò che ha reso l’iPhone davvero rivoluzionario, era il suo software e lo store di migliaia app che fu introdotto successivamente. iPhone nel corso degli anni ha reso popolari le app ed ha cambiato per sempre il modo in cui comunichiamo, giochiamo, acquistiamo, lavoriamo o facciamo molte attività quotidiane.

iPhone è un marchio di prodotti di grande successo, ma più di questo è un dispositivo che ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con l’informatica e con l’informazione. Un cambiamento che avrà ripercussioni ancora per decenni.