Mobile marketing: i trend che stanno dominando il 2016

Il mobile marketing rappresenta non solo un trend in forte crescita ma anche un cambiamento fondamentale nel modo in cui interagiamo con internet.
La rivoluzione del mobile è iniziata nel 2000 e da lì in poi abbiamo assistito ad un susseguirsi di cambiamenti significativi di anno in anno.

Quali sono le tendenze nel mondo del mobile che stanno conquistando la scena nel 2016? Come possono le aziende sfruttare le opportunità offerte dal nuovo che avanza?

Mobile Video: non serve più girare lo schermo

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Il video marketing da mobile è cresciuto vertiginosamente nel 2015, ed è destinato a ricoprire un ruolo ancora più importante nel 2016. Con i dispositivi mobile non sono solo gli occhi a dettare legge ma anche le mani, è un dato di fatto che la maggior parte delle volte che utilizziamo lo smartphone lo facciamo in posizione verticale.

Così i video orizzontali legati agli schermi cinematografici e televisivi lasciano il posto a quelli verticali, che con i social e con le app di messaggistica istantanea diventano un linguaggio comune soprattutto tra la generazione dei nativi digitali.
Addio quindi alle fastidiose bande nere laterali, con il formato verticale ottimizzato per i dispositivi mobile i video si visualizzano a tutto schermo.

I video riescono in pochissimo tempo a veicolare contenuti , diventare virali e avere così una forte visibilità. Traendo spunto da questa nuova tendenza le aziende nel 2016 sembrano essere sempre più orientate a scegliere questa tipologia di formato video per realizzare le proprie campagne adattandosi al mobile e facendo vivere agli utenti esperienze nettamente migliori.

Applicazioni mobile: tutto in un’app

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Le applicazioni mobile al loro esordio apparivano agli occhi di tutti come una grande novità, come un qualcosa che avrebbe rivoluzionato il modo d’utilizzo degli smartphone, che ci avrebbe fatto adoperare i dispositivi in un modo che non avremmo mai immaginato prima.
Ma oggi che le app sono all’ordine del giorno e che quasi ogni azienda ne possiede una, l’effetto novità sta svanendo.

Le app presenti sul mercato sono più che numerose cosi come le funzioni che offrono, ci sono applicazioni per tutte le esigenze: da quella utili per pianificare la giornata a quella per programmare un viaggio e così via. Cosa può fare un brand per differenziarsi e far si che i clienti utilizzino il più possibile la propria app?

La tendenza che si sta affermando nel 2016 e che sembra essere la strategia vincente è quella di espandere le capacità della propria applicazione, fornendo agli utenti un’ unica applicazione in grado di racchiudere il maggior numero di funzionalità possibili.

Le aziende che sapranno cogliere e cavalcare l’onda di questo trend prima dei propri concorrenti,  riusciranno senza dubbio a trarne un netto vantaggio.

Location-Based Marketing: le notifiche push guadagnano terreno

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In che modo i brand possono comunicare in modo diretto e interattivo con i propri clienti? Considerando che più dell’84% dei millennial sono costantemente connessi con i propri dispositivi mobile in mano, quale strumento migliore per interagire con loro se non lo smartphone?

E qui entrano in gioco le  notifiche push basate sulla localizzazione, utilissime alle aziende per individuare e comunicare con il proprio target di riferimento.

Immaginiamo un turista in visita in una qualsiasi città con in mano il proprio smartphone, nel bel mezzo della sua gita  riceve una notifica da parte della sua app di viaggio preferita che lo informa su tutte le offerte per il pranzo disponibili nella zona in cui si trova. L’utente incuriosito e affamato da uno sguardo al ristorante, trova recensioni positivi, foto dei piatti che sembrano deliziose ed ecco che  il gioco è fatto, il ristorante utilizzando questa tecnologia è riuscita a conquistare  la sua attenzione e di conseguenza un nuovo cliente.

I brand stanno già investendo molto in strategie di marketing  basate sulla localizzazione per comunicare in modo immediato con i propri clienti attraverso i loro dispositivi mobile, sfruttando le nuove tecnologie come gli iBeacons , che altro non sono che dei piccoli trasmettitori che posizionati all’interno degli store individuano tutti i dispositivi presenti nell’area d’ interesse ai quali è possibile inviare le notifiche push con relativi sconti e promozioni.

Quali sono secondo voi le opportunità che il 2016 offre alle aziende per crescere nel mondo del mobile?

The Queen's birthday

Week in Social: dalle chiamate di gruppo di Messenger all’audio spaziale di YouTube

Se siete in pausa pranzo o state per lasciare l’ufficio, fermatevi. Prima della birretta del venerdì, prima di abbandonare smartphone, tablet e pc c’è il sacro appuntamento con tutte le novità del mondo social della settimana. È venerdì, è Week in Social.

Dalle chiamate di gruppo di Facebook Messenger ai festeggiamenti social per il novantesimo compleanno della Regina Elisabetta fino all’audio spaziale per i video di YouTube. Tanti argomenti di cui parlare con amici e parenti nel weekend. Ma andiamo con ordine.

Facebook

La novità più eclatante della settimana è targata Facebook. Di cosa parliamo? Delle chiamate di gruppo nella chat di Facebook Messanger. Si concretizza sempre di più la sfida che Facebook ha lanciato a Skype, leader nel settore delle call e conference call per dispositivi desktop e mobile. Facebook ha quindi deciso di potenziare ancora di più le funzionalità di Messenger, la chat che ha da poco superato i 900 milioni di utenti. Al via ai brainstorming di gruppo e alle chiacchierate virtuali in famiglia.

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Facebook Messenger

D’ora in poi saranno disponibili le video chiamate di gruppo fino ad un massimo di 50 utenti. Per attivare l’opzione sarà necessario creare un gruppo e poi avviare la conversazione vocale cliccando sul tasto della cornetta. Durante la chiamata è possibile visualizzare quali membri del gruppo stanno partecipando e quali no. La bella novità, annunciata con un post su Facebook da David Marcus,vice presidente di Facebook Messenger, sarà disponibile nei prossimi giorni sia per Android che iOS.

Ricchi festeggiamenti in casa Facebook per le belle novità social? Non solo. Per i 90 anni della regina Elisabetta, infatti, Facebook ha aggiunto una funzione celebrativa, offrendo agli utenti della Gran Bretagna l’opzione “The Queen’s birthday” ovvero la possibilità di manifestare su Facebook il modo in cui si sta festeggiando il compleanno di Sua Maestà.

The Queen's birthday
Ma per Facebook non è finita. A quanto pare Mark Zuckerberg starebbe testando un nuovo servizio che consentirebbe agli utenti di donare piccole quantità di denaro alle pagine e alle persone che segue di più, e quindi permettere agli iscritti di trarre profitto dai post condivisi o di lanciare campagne online.

Una sorta di barattolo delle mance virtuale. A riportare la notizia è il sito The Verge che ha intercettato un sondaggio che Facebook starebbe somministrando a determinati utenti selezionati, quelli verificati dal bollino blu. L’obiettivo? Probabilmente l’aumento di contenuti sponsorizzati a pagamento.

Twitter

Twitter apre i propri orizzonti e sbarca (almeno questo dovrebbe essere l’obiettivo) in Cina. Un rapporto non proprio idilliaco quello tra il micro blogging per eccellenza e il governo cinese, il quale più volte ha gridato allo scandalo e imposto di oscurare il social network. Ma Jack Dorsey ci riprova ed è notizia di qualche giorno fa la nomina di Kathy Chen, professionalmente vicina alle sfere governative, a nuovo direttore generale di Twitter per gli uffici in Cina.

Twitter in cina

Che i social network non siano ben visti dal governo cinese è cosa nota ma che questo sia un primo tentativo di sbarcare finalmente su un nuovo e vasto mercato è tutto da scoprire. Staremo a vedere.

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Youtube

Esperienze fortemente immersive e percezione tridimensionale. Youtube si prepara al potenziamento della realtà virtuale con le dirette su Internet con i video a 360 gradi e l’audio spaziale in stile ‘surround’ al cinema.

Il primo esperimento è tuttora in corso in collaborazione con il festival di Coachella. La vera novità è però l’audio spaziale per i video on demand. “Un’ esperienza immersiva fantastica – promette la società – pensate a cosa vuol dire ascoltare i suoni intorno a voi come nella vita reale, con tutte le sfumature date da profondità, distanza e intensità”. Attendiamo aggiornamenti.

 

Youtube e il suono spaziale

Fonte Ansa

Viber e Telegram

Anche per i noti servizi di messaggistica e chiamate novità in arrivo. Viber insegue il ben più noto avversario Whatsapp e punta su privacy e sicurezza andando a criptare tutti i messaggi e le chiamate vocali che passano sulla sua chat. Un lucchetto grigio ci avviserà della novità introdotta.

Telegram invece incentiva gli investimenti sui “chatbot”, software capaci di interagire via chat con gli utenti in base alle loro richieste. Telegram ha infatti messo a disposizione degli sviluppatori finanziamenti da 25 mila dollari ciascuno per consentir loro dei chabot perfettamente in linea e integrati nella piattaforma della chat criptata.

Dal mondo social per questa settimana è tutto. Al prossimo venerdì, al prossimo week in social.

Natura Donna Impresa, l’imprenditorialità femminile dà spazio al sociale

Imprenditorialità femminile nel campo del Critical Fashion e dell’Eco-design, senza dimenticare l’impegno nel sociale, ecco i segreti del successo di Natura Donna Impresa, il business delle donne per le donne.  Nasce nel 2010 e oggi si racconta, da un piccolo progetto alla creazione di vere e proprie reti di impresa tra aziende tutte al femminile.

La strada verso il successo? Con grandi soddisfazioni già raccolte, è ancora solo all’inizio.

Dal 2010 al 2016 e oltre, come nasce Natura Donna Impresa, di cosa si occupa e cosa vi aspettavate all’esordio?

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Natura Donna Impresa nasce nel 2010 con l’intento di creare rete e sinergie vincenti tra donne lavoratrici. L’idea era di mettere a confronto piccole realtà imprenditoriali con stampa e addetti ai lavori. Abbiamo ideato tavole rotonde in contesti fieristici e istituzionali, al fine di creare, in ambienti stimolanti, giuste prospettive di confronto.

Quando il progetto è cresciuto, abbiamo deciso concretamente di dare non solo opportunità di crescita intellettuale, ma anche monetaria. Ad un certo punto la giusta evoluzione del progetto, era creare anche una rete di vendita. Abbiamo deciso di farlo tramite la formula del temporary shop, in modo da creare confronti direttamente sia con il pubblico acquirente che con il buyer.

Natura Donna Impresa non è solo moda e design ma è anche impegno sociale, come riuscite a conciliare il fare business con l’essere eticamente corretti?

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La particolarità della manifestazione sta nel parlare di donna a 360°, anche da un punto di vista critico e culturale. Dalla prima edizione del temporary shop, abbiamo creato una serie di eventi collaterali, composti da dibattiti, presentazione di libri e tutto ciò che riguardasse la femminilità nella società contemporanea. Abbiamo parlato di donne tramite performance artistiche. Per citarne qualcuna, abbiamo omaggiato Pippa Bacca,  l’artista scomparsa tragicamente nel 2008 in Turchia, mentre stava compiendo una suggestiva performance di pace in giro per il mondo attraverso undici Paesi colpiti da guerre.

Abbiamo scelto di ricordarla tramite una performance itinerante per il centro di Milano: una sfilataNONsfilata .

Una decina di ragazze hanno aderito all’evento attraversando le vie del centro meneghino: da piazza Duomo a piazza Borsa, a piazza Castello, da Piazza Cadorna a Piazza Piemonte, fino a raggiungere via Asti 17 sede della manifestazione. Hanno preso parte alla sfilataNONsfilata la madre di Pippa, Elena Manzoni, e le sorelle dell’artista. Ogni ragazza vestita in abito da sposa indossava la foto di Pippa Bacca, in un certo senso “diventando lei” per un giorno e contribuendo idealmente al suo straordinario viaggio di speranza!

La manifestazione oltre il Fuorisalone e la tappa Expo 2015 (l’evento nel corso degli anni è stato patrocinato da Expo 2015| We – Women For Expo e Città Metropolitana di Milano) in piazza Gae Aulenti, ha avuto luogo sempre a novembre, durante la Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne, il 25 novembre.

In un’altra occasione si è scelto di realizzare un omaggio all’artista Elina Chauvet, che con la sua performance di arte pubblica Zapatos Rojos ha girato il mondo con l’installazione formata da centinaia di scarpe rosse femminili, simbolo delle migliaia di donne che nel mondo sono vittime ogni giorno di violenza. Prendendo spunto da questa performance suggestiva durante una giornata di inaugurazione le espositrici, le visitatrici e le organizzatrici dell’evento hanno  indossato delle scarpe rosse. Nel corso delle giornate è stata realizzata una gallery fotografica, componendo un significativo “NO alla Violenza sulle donne”. Ha preso parte all’inaugurazione dell’evento Francesca Guerisoli, curatrice in Italia del progetto di Elina Chauvet.

Quali sono le caratteristiche che non possono mancare alle vostre imprenditrici? Come approcciate il talent scouting?

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Puntiamo molto sulla qualità, sulla sperimentazione eccellente e sul percorso imprenditoriale. La nostra selezione è importante ferrea nei suoi principi. Ogni realtà partecipante deve essere una realtà imprenditoriale, seppur emergente, seria e concreta. Con prodotti e manufatti made in Italy, rispettosi delle filiere di produzione e con concept di sostenibilità importanti.

Per questo motivo per inaugurare i sei mesi di Expo 2015, abbiamo scelto una meta istituzionale, Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana, per mettere in mostra l’eccellenza del Made in Italy fatto dalle donne, dal 26 al 28 maggio 2015,  sono stati consegnati i Premi Natura Donna Impresa verso Expo 2015.

A compimento dei cinque anni dalla fondazione del Progetto sono state premiate undici donne che hanno fatto parte del percorso Natura Donna Impresa e che negli anni, dal 2010 ad oggi si sono distinte in diversi campi: DONNA premio a Pippa Bacca (ricevono la sorella Rosalia Pasqualino di Marineo e la madre Elena Manzoni di Chiosca); GIORNALISMO Eleonora Voltolina; ARTE Caterina Crepax; NATURA Alessandra Beltrame; DESIGN Elena Salmistraro; ECODESIGN Angela Mensi; EXPO 2015 Daniela Ducato; ARCHITETTURA Sandra Faggiano; RICERCA Francesca Guerisoli; IMPRESA Adriana Lhomann; MODA Irene Sarzi Amadè.

Inoltre abbiamo realizzato in questa edizione il contest Una designer per Expo 2015. Ed il prestigioso Premio N°30MILANO una Designer per Expo, in collaborazione con N°30MILANO, l’illustre showroom del Quadrilatero della Moda.

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Fuorisalone 2016, l’ultima tappa appena conclusa ed è tempo di bilanci. Qualche indiscrezione da donne a donna sui prossimi eventi in programma?

Il prossimo evento sarà a novembre, intorno al 25, presto apriremo le selezioni e daremo maggiori informazioni.

Sei anni dall’esordio, di strada percorsa ce n’è stata, di moda e fashion se n’è parlato, a sogni nel cassetto come siamo messi? Qual è la meta più grande che sognate di raggiungere nel vostro futuro?

In effetti abbiamo percorso tanta strada, abbiamo consolidato il team (Caterina Misuraca, Riccardo Grazioli, Paola Sammarro, Valentina Martin) e definito gli obbiettivi e lo standard della manifestazione. Stiamo lavorando ad edizioni fuori Milano, pronti per portare il nostro “punto di vista” sull’imprenditorialità femminile in giro per l’Italia.

Digital Detox: come aumentare la produttività nel business e nella vita privata

Di digital detox si parla molto negli ultimi. Tutti avrete letto dei rischi collegati ad un utilizzo smodato dei device elettronici, alla dipendenza da notifiche. Probabilmente duranti i minuti che vi occorreranno per leggere questo articolo, riceverete almeno un paio di notifiche. Vi consigliamo di ignorarle e terminare la lettura, perché alla fine dell’intervista ad Alessio Carciofi, forse vi chiederete se anche voi non avete bisogno di un bel detox.

Alessio Carciofi è fondatore e CEO di Your Digital Detox, la prima realtà ad occuparsi di Digital Detox, già consulente e formatore di digital marketing e docente della Ninja Academy. Con lui abbiamo affrontato il tema della dipendenza digitale e del modo in cui influenza la nostra vita, sul lavoro e nella quotidianeità.

digital detox

Alessio Carciofi

In che modo la sindrome Fomo condiziona vita lavorativa e personale?

Siamo passati dal digital addiction alla distraction addiction, dove le distrazioni digitali sono sempre più frequenti in questa “vita liquida”. Controlliamo lo smartphone a tutte le ore del giorno, ogni volta che siamo in grado, prima delle riunioni, durante gli staff meeting, tra il rosso e il verde ad un semaforo, in fila al supermercato e sul water, al punto che stiamo diventando ossessionati.

Tale comportamento è annoverato come “sindrome Fomo” (fear of missing out) ovvero la paura di perderci qualcosa di importante al punto che in media guardiamo il cellulare 150 volte al giorno come testimoniano i dati.

Quasi tutti quelli che conosco sono dipendenti in qualche misura da Internet.Tony Schwartz sul New York Times.

C’è una lunga lista di effetti collaterali collegati agli smartphone, come:

  • il Text claw o artiglio del’SMS, che causa l’infiammazione dei tendini ed il tunnel carpale;
  • la sindrome della vibrazione fantasma, che si verifica ogni qual volta in cui erroneamente controlli il tuo smartphone pensando che stia squillando;
  • insonnia, in quanto le luci LCD degli strumenti digitali sopprimono la produzione naturale di melatonina fino al 22%;
  • il collo da sms, ovvero lo smartphone sta modificando la nostra postura, curvandoci in avanti al punto che gli studi evidenziano una “pesantezza” di 6o libbre;
  • ansia, secondo le ricerche lo smartphone in modalità always on è sintomo di ansia.

digital detox effetti

Questi sono alcuni studi sulle cause di come il digital sta diventando sempre più invasivo nelle nostre vite, e di come il confine tra vita lavorativa e personale è sempre più labile.

Come fare a capire quando si ha bisogno di un digital detox?

Ci teniamo a sottolineare che il Digital Detox come lo intendiamo noi non è come il modello americano, ovvero esclusione ed evasione dal mondo digitale per un week end o una settimana; bensì è un modello che si basa sulla matrice mediterranea, ovvero inclusione e ricerca del giusto e sano equilibro tra online e offline.

Secondo noi, il Digital Detox è il metodo di gestione per migliorare la qualità del tempo lavorativo, personale e interpersonale, aumentando la produttività, riducendo lo stress. In questo modo siamo convinti che andremo a migliorare la qualità di vita della persona, aumentando gli standard qualitativi del benessere aziendale.

Digital Detox: come aumentare la produttività nel business e nella vita privata

In una parola Digital Detox per noi è equilibrio, in uno scenario dove il climax aziendale è sempre più “caldo” come dimostrano le ricerche dell’American Psychological Association: il 69% delle persone percepisce il lavoro come fonte di stress, il 41% è ansioso e stressato durante la giornata. La percentuale dei leader che afferma di sentirsi vittima del burnout si attesta a una cifra spaventos: il 96% (dati dell’Harvard Medical School Research).

Quest’ultimi dati sono davvero importanti per il momento storico che stiamo vivendo, dove c’è il tramonto di un modello di lavoro “fordista” incentrato sulla produzione lineare e controllo alfanumerico e l’alba di un nuovo modello di lavoro chiamato smart working. Crediamo molto nel Digital Detox, come nuovo paradigma di benessere digitale e lo stiamo diffondendo in Italia attraverso vari progetti e iniziative che ci vedono coinvolti a livello aziendale e di pubbliche amministrazioni.

Come possono le aziende integrare e proporre tale attività e tale approccio ai propri dipendenti?

Le persone sono così connesse al punto che la produttività media del dipendente sta diminuendo. Veniamo interrotti ogni 180 secondi sul posto di lavoro, tra notifiche, WhatsApp e mail, al punto da trascorrere due ore in più al giorno sul lavoro per recuperare le distrazioni digitali. (dati della University of California di Irvine). Uno studio effettuato nel 2013 ha rivelato che il lavoratore digitale medio dedica il 28% del suo tempo a gestire la sua posta elettronica: sono più di 11 ore a settimana.

Accenture ha affrontato il tema delle distrazioni digitali e di come essere diminuiscono la produttività giornaliera del dipendente, in uno scenario dove gli ambienti di lavoro sono invasi di distrazioni digitali.

Ci piace far passare il messaggio che il digital è positività nella misura in cui si trova la giusta alchimia tra la vita e il lavoro che evolve, e per questo abbiamo creato il Metodo “Digital Felix”, proponendo corsi di formazione sperimentale e strategie innovative rivolti ai dipendenti e al management.

Noi crediamo e vogliamo trasferire una nuova cultura di benessere digitale che rientra all’interno di un paradigma evolutivo di benessere aziendale. Siamo certi che la consapevolezza delle persone sia il Caronte verso una nuova sostenibilità del rapporto spazio tempo, dove quest’ultimo è la risorsa più preziosa che abbiamo e per tale dobbiamo investirla al meglio, e non sprecarla.

“In attesa che lo Smart working diventi una realtà diffusa è consolidata anche nelle aziende italiane il “digital felix” anticipa la gestione del lavoro da remoto e dei device (smartphone, tablet, pc) con un vademecum chiaro e fruibile per dipendenti, quadri e manager aziendali.” Alessio Carciofi.

E il marketing? Che approccio dovrebbero avere le aziende nel pianificare e comunicare le loro iniziative?

Il marketing dovrà prendere in seria considerazione il Digital Detox, nell’era della distrazione, affinché il giusto messaggio possa arrivare al cuore della persona. Soprattutto dovrà riscrivere i capisaldi del concetto stesso di marketing, ovvero, passare dal creare “falsi bisogni” a risolvere i veri bi-sogni delle persone, partendo da quelle che lavorano in azienda.

Siamo fortemente convinti che il dipendente felice apporterà un’energia vibrazionale superiore che si ripercuoterà in produttività e benessere.
Siamo nel camminamento di paradigma dal we-llness allo YOU-llness dove la differenza starà sempre più nelle persona, e noi le persone le formiamo per [ri]trovare l’equilibrio ma soprattutto la loro “missione” in questo mondo dove tutti sono alla ricerca della propria “storia” personale da scrivere.

Cosa pensa della creatività l’uomo che ogni anno premia i migliori creativi al mondo?

Qualche giorno fa siamo stati alla presentazione dell’Eurobest, il festival europeo della creatività, di cui siamo media partner, che quest’anno si terrà a Roma. Per l’occasione abbiamo incontrato Philip Thomas, CEO dei Lions Festivals e gli abbiamo fatto qualche domanda sulla creatività, visto che lui ne ha vista e premiata molta! Philip Thomas Cannes Lions

La campagna pubblicitaria di Cannes Lions di quest’anno riguarda l’essere grati per le grandi idee. Incontrare così tanti creativi internazionali ti rende grato?

Sono grato di avere un lavoro che mi mostra la migliore creatività del mondo, ogni giorno.

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Se gli Oscar sono per il Cinema ciò che i Lions sono per la Creatività… chi è il Leonardo DiCaprio tra i creativi? 🙂

L’industria dell’advertising ha molte celebrità, si tratta di creativi che hanno fatto la storia della pubblicità e creato lavori così stimolanti da essere conosciuti in tutto il mondo. Per quest’anno indicherei Marcello Serpa, la leggenda brasiliana che in questa edizione riceve il nostro prestigioso Lion of St. Mark Award per il suo straordinario contributo alla creatività nella pubblicità durante la sua vita.

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Un lavoro di Marcello Serpa per Getty Images, segnalato nella nostra rubrica sui migliori annunci stampa della settimana

Sei CEO dei Lions Festival dal 2006. Quale pensi sia stato il cambiamento più impegnativo nella pubblicità degli ultimi anni?

Credo che il cambiamento più impegnativo nella pubblicità sia duplice – il ritmo con cui sta cambiando e l’ampiezza delle comunicazioni che copre ora. Quando ho iniziato 10 anni fa, avevamo nove Lions. Quest’anno ne abbiamo 23! Non credo che avremmo potuto prevedere allora che avremmo assegnato Lions per aree come creative data, musica e product design.

I Lions Festivals non sono solo il Cannes Lions. Cosa puoi raccontarci degli altri award che organizzi?

Organizziamo ogni anno anche Festival ed Award regionali come Dubai Lynx (MENA), Spikes Asia (APAC) e Eurobest (Europa). Sono l’equivalente di Cannes Lions su scala continentale, pongono il focus su temi specifici per il territorio di provenienza, rendono la comunità locale una vera e propria rete e prendono ispirazione dalla creatività ideata nella regione. Eurobest è il nostro festival itinerante, attinge alle culture delle città di tutta Europa. Siamo lieti di portarlo a Roma quest’anno poiché permetterà alla comunità creativa italiana di presentare la nuova generazione di visionari che aiutano il paese a mantenere il suo posto sulla moderna mappa creativa.

Vediamo se hai fatto i compiti a casa. Qual è la tua creatività italiana preferita? Puoi  scegliere un’immagine, una fotografia, un film … tutto ciò che pensi sia creativo 🙂

Da un Paese che ci ha donato dei creativi del calibro di Michelangelo, Giorgio Armani e Ferrari – ho paura che sia troppo difficile scegliere!

Gli ingredienti per una strategia digitale di successo

Oggi incontriamo un professionista del digital marketing: Marco MassaraHead of Digital Gruppo Teddy – Terranova, tra i docenti della fase d’aula del Corso in Digital Strategy & Web Marketing di Ninja Academy. In quest’intervista affronteremo alcuni temi che sono alla base di questo settore: la struttura del proprio team, i ruoli più o meno operativi assegnati ad ognuno, le diverse attività da mettere in campo e i benchmark da seguire.

Marco Massara, Head of Digital Gruppo Teddy

Come deve essere strutturato un team digitale di una grande azienda?

Come succede in tanti settori, diverse attività di un team possono essere date all’esterno, altre tenute all’interno oppure niente all’esterno e tutto all’interno, o ancora… insomma, molto dipende non tanto dalla strategia in senso astratto ma da come l’ecosistema dell’azienda ha deciso ed è in grado di “sopportare” o meno la delega esterna.

Una volta chiarito questo, un team digital si deve costruire tenendo conto di tutti gli altri settori: è inutile, ad esempio, inserire risorse atte a vendere solo online se un’azienda ha più di 500 negozi, si capisce? In tal caso è meglio strutturarsi come servizio che come il 501esimo negozio.
In fondo siamo agli inizi dei “team digital” e forse non è il caso di far letteratura ma di osservare e chiedersi come essere utili a quello che c’è già in azienda.

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Quali sono i tre ingredienti che non possono mai mancare per una strategia digitale di successo?

Quello che vi sembrerà scontato è proprio ciò che per me non lo è mai stato:
a) Non tutti possono essere operativi: ci vuole qualcuno che abbia davvero un ruolo manageriale e una visione prospettica del mondo digitale. Per far questo deve creare relazioni: il mondo digitale è troppo vasto per essere compreso da una persona, ci vogliono delle sentinelle che ti dicano cosa succede dietro la collina proprio davanti al tuo orticello.

b) I fornitori, fra di loro, si devono conoscere di persona entro 1 anno: se non ci si guarda in faccia prima o poi ci si prende a pesci (in faccia). Nel digital spesso si fa tutto da remoto, attenzione! La cultura e la passione di ciascuno non siano tesori da custodire in un cassetto.

c) Bisogna far di tutto affinché il digital, oltre a tracciare tutto il possibile, sappia attivare delle azioni (guidate dai dati) che portino incasso. Poca scena, per capirci.

digital marketing

Ci sono delle campagne digitali di aziende competitor e non che hai particolarmente apprezzato ed altre che hai trovato profondamente errate?

È difficile valutare le campagne senza sapere il ritorno e i concorrenti non ti dicono mai quanto incassano. Amo tutte le campagne real-time, che presuppongono una struttura e dei sistemi molto complessi capaci di reagire: sembrano parole ma sono soldi e belle teste. Difficile capire se una campagna è errata: è sbagliata solo quando il cliente dice che è sbagliata e quindi non compra o compra meno.

Una corretta strategia digitale è sicuramente composta dal giusto mix di elementi e strumenti. C’è però un’attività che reputi più efficace di altre?

Elementi e strumenti sono armi messe in mano a chi combatte secondo una strategia decisa da chi comanda la battaglia. Fuori dalla milizia, i tool sono l’ultima cosa da scegliere. Per la mia esperienza, l’attività che ritengo più efficace è il content marketing. La più completa, la più faticosa e difficile ma è un po’ come il maiale: sempre buono e non si butta via niente!

 

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Ninja Social Oroscopo dal 22 al 28 Aprile

Cari spietati cacciatori di trend topic, bentornati al social oroscopo della settimana dal 22 al 28 aprile. La grande novità di questa settimana (astrologicamente parlando, si intende!) sarà il passaggio del Sole dal segno di fuoco dell’Ariete, irruento ed impulsivo, al segno di terra del Toro, possessivo e lento.

Per merito (o per colpa) di Mercurio, pianeta del pensiero e delle curiosità, il rapporto tra Scorpione e Toro in questa settimana sarà proprio come il rapporto tra tv e social. Come i social sono sempre di più la nuova piattaforma di confronto anche per coloro che stanno guardando la televisione così il Toro sarà aperto ad esplorare nuovi campi della creatività e della comunicazione mentre lo Scorpione pigro brontolerà per tutto questo continuo chattare e twittare.

L’Ariete, anche questa settimana particolarmente competitivo in tutti campi, la sera sul divano non potrà fare a meno di commentare reality e talent con una pioggia di hashtag. Se anche fossimo poco interessati alla sua opinione ce la vedremo sbandierata in ogni angolo dei social. Il Leone, con Mercurio quadrato ma Venere a favore, si sentirà un vero protagonista del jet set se resterà connesso in diretta per tutta la durata di grandi eventi con gli Oscar e il David di Donatello. Anzi, conoscendolo, farà la passerella da red carpet anche nell’androne di casa.

Il Sagittario anche questa settimana non ama perdere tempo ma sarà costretto a dare ascolto e soprattutto a soddisfare i bisogni della sua Venere… Così se vorrà conoscere nuove persone deciderà di selezionare fin da subito con la nuova app Quaggers che mette in contatto le persone in base agli interessi. Se è vero che Venere e Marte e continuano a solleticargli l’ormone non dimentichiamoci che Saturno lo rende particolarmente esigente. Il Capricorno al contrario userà la stessa app per iniziare discussioni polemiche ma costruttive anche via chat. Probabilmente le persone reali che lo circondano hanno smesso di rispondere alle sue provocazioni!

La Vergine questa settimana farà i salti di gioia perché è arrivata la notizia che saranno disponibili le chiamate di gruppo su Facebook Messenger… Ciò significa che in una volta sola riuscirà a monologare con un sacco di persone. Come possibile, vi chiederete? Avete provato a dialogare con una Vergine in questi giorni?! In compenso i Pesci cercano immediatamente il pulsante per disabilitare ogni tipo di chiamata di gruppo ma anche chiamate singole, chat, semplici messaggi condivisi. Insomma i Pesci hanno voglia di stare muti nella loro boccia di vetro. Inutile dire che elimineranno da WhatsApp l’orario dell’ultima connessione.

I Gemelli hanno talmente bisogno di distrarsi da Saturno che inchioda quei piedi e quei pensieri al qui ed ora da risolvere che perderanno il sonno per scegliere quale preferiscono dei loghi presentati Tokyo 2020… Proprio non sanno decidersi!

Il Cancro ha così voglia di comunicare in questa settimana che citofona anche i vicini senza nessun motivo plausibile… Le nuove funzioni di Facebook live lo faranno impazzire… Soprattutto quella di poter pungolare gli amici per convincerli a connettersi ai video live. Non avremo più scampo. La Bilancia con Venere ancora in opposizione per tutta la settimana prima di accettare l’invito del Cancro si accerta che siano già attivi i filtri alla sua immagine: un color seppia che sta bene su tutti! Infine l’Acquario ancora per colpa di Mercurio si sentirà spesso impotente e con il mouse legato con tanto di museruola! Non si farà però per vinto grazie Marte e cercherà tutti modi per aumentare la visibilità del suo blog e motori di ricerca. Per fare meno fatica decide di passare attraverso quella meravigliosa cassa di risonanza che sono i social!

Buona settimana…

6 tool per una customer care social impeccabile

Vi occupate di customer care sui social? Allora saprete quanto sia difficile stare dietro alle numerose richieste dei clienti. Proprio per dare una mano a chi svolge questo compito sono i nati tool dedicati di cui vogliamo parlarvi oggi.

L’evoluzione della customer experience

Iniziamo prima di tutto con una rapida storia dell’assistenza clienti nel mondo digitale: tutto è iniziato il semplice modello “Inviaci una mail e ti aiuteremo“, poi sono arrivati ticket, le live chat e infine i social.

L’attuale esperienza di supporto offerta agli utenti non si basa solo sul sistema dei ticket (il cliente fa una richiesta, gli viene assegnato un numero, in ordine ci si occupa di ciascuno – un po’ come dal panettiere), ma non è nemmeno pensata per fermarsi su piattaforme come Facebook e Twitter. È, sostanzialmente, un ibrido delle due: si sfrutta la versatilità delle piattaforme social per gestire un alto quantitativo di richieste e a ciascuna di queste si dà priorità in base all’entità del problema – come con i ticket.

È proprio per raggiungere quest’obiettivo in maniera ottimale che sono nati strumenti per per aiutare chi fornisce assistenza a gestire le richieste e a tracciarle. Ne abbiamo scelti otto tra i migliori, e vi aiuteremo a scegliere quali fanno per voi.

Sparkcentral

Sparkcentral è uno strumento che permette di comunicare con i clienti su Facebook, Twitter e Instagram in tempo reale, soddisfacendo numerose necessità man mano che si presentano. Il vero plus di Sparkcentral è che contestualmente ai tool per l’assistenza offre anche la possibilità ai membri del team di comunicare istantaneamente, per darsi consigli ed essere sicuri di dare risposte più esaurienti possibile.

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A parte questa particolarità Sparkcentral è simile ad altri tool di cui parleremo in questo articolo, ma è specificamente mirato all’enterprise (punta infatti su efficienza e sicurezza) e di conseguenza ha un costo maggiore.

Sprout Social

Sprout Social è principalmente uno strumento mirato al lato marketing dell’esperienza social, ma gode anche di un’ottima componente dedicata alla social care. È possibile vedere tweet e post di Facebook su un’unico stream, dove ciascun membro del team può rispondere senza uscire dalla piattaforma.

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Permette anche di accedere ad informazioni come la cronologia di ciascun cliente e il grado di coinvolgimento. Ciascuna richiesta è sostanzialmente un ticket che può essere nascosto una volta che ce ne si è occupati.

Respond by Buffer

Respond by Buffer è uno dei più semplici strumenti dedicato alla customer care sui social, ma è pensato esclusivamente esclusivamente per Twitter. Permette di rispondere con facilità ai clienti, accedere a le conversazioni passate e perfino di seguire/bloccare gli utenti direttamente dalla piattaforma. L’interfaccia è tra le più semplici da usare ed è anche in grado di gestire team numerosi.

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Se avete già usato Hootsuite (solitamente il primo step quando si fa social care), Respond sarà il naturale upgrade per una gestione più efficiente. Inoltre gode di prezzi più accessibili alle attività più piccole.

Lithium

Lithium è simile a molti degli strumenti di cui vi abbiamo parlato finora, ma gode di un particolare focus sulla supervisione della squadra di supporto. Per dirla meglio: permette ai responsabili dei team di rispondere direttamente ai clienti, interagire e indirizzare una certa richiesta verso i membri del team più competenti in materia.

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Inoltre – come molti tool enterprise – offre la possibilità di salvare risposte predeterminate per occuparsi in fretta delle domande più frequenti.

Hootsuite

Hootsuite è  una delle più diffuse piattaforme di gestione dei canali social, con strumenti dedicati a ogni necessità. È perfetto soprattutto quando gli account sono gestiti sono da una sola persona. Se la richiesta di supporto – e di conseguenza il team – si allargano, vi consigliamo di utilizzare strumenti più specializzati (come Respond): infatti non permette di archiviare le conversazioni una volta gestite ed è più difficile orientarsi nello stream di contenuti e richieste.

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Presto però Hootsuite potrà essere integrato con piattaforme per il supporto di terze parti, e forse da queste collaborazioni nascerà uno strumento più completo e adatto a diverse necessità.

Sprinklr

Sprinklr è una soluzione enterprise che permette di costruire relazioni con gli utenti attraverso il monitoraggio, l’ascolto e il servizio clienti. È possibile interagire attraverso i canali social, le community, i portali web e le app mobile.

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I membri del team di supporto possono così collaborare e ricevere una visione globale del cliente e offrire informazioni utili a chi si occupa del lato marketing e vendite.

Conclusione

Quando si parla di social costumer experience è importante entrare a contatto con i clienti quando hanno bisogno di voi e sulla piattaforma di loro preferenza. Non si tratta solo di gestire e contenere lamentele su Facebook e Twitter, ma di potenziali relazioni che possono evolvere dopo la soddisfazione della richiesta.

Valutate attentamente questi strumenti e scegliere quelli più adatti al vostro business e alle richieste che dovete soddisfare con maggiore frequenza.

Dal Brasile arriva il billboard anti-Zika

Se pensate che stiamo scherzando, vi sbagliate! La creatività e la tecnologia stanno superando ogni confine immaginabile: vi presentiamo il billboard anti zanzare.

Creato dalle agenzie NBS e Posterscope, il billboard è dotato di una tecnologia esclusiva che rilascia acido lattico e anidride carbonica, per attirare i diffusissimi insetti, responsabili di malattie terribili quali la febbre gialla e la zika. Una volta intrappolate all’interno dei cartelloni pubblicitari, le zanzare muoiono di disidratazione.

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Già testato in Brasile, è disponibile gratuitamente online su mosquitokillerbillboard.com con una licenza internazionale di Creative Commons: ciò vuol dire che chiunque può scaricare e riprodurre le schede in qualsiasi parte del mondo.

Questi cartelloni pubblicitari, seguono il trend degli ultimi anni: non a caso molti creativi attraverso tecnologia all’avanguardia hanno cercato di alleviare alcuni problemi ambientali. L’esempio più famoso è FCB Mayo’s Billboard che attira l’umidità e la trasforma in acqua potabile.

Il billboard più creativo degli ultimi anni

 

CREDITS:
Project Name: The Mosquito Killer Billboard
Advertising Agency: NBS
Creative VP: André Lima
Chief Creative Officer: Carlos André Eyer
Creative Director: Marcello Noronha
Creative: Augusto Correia, Bob Ferraz, Hagall Muniz
RTVC: Andrea Metzker
Account Managers: Antonino Brandão, Camilo Coelho.
Business Intelligence: Rafael Bica
Media:  Poliana Tonelli
PR: Camilo Coelho, Karina Okabatake, Caroline Lessa, Máquina Cohn & Wolfe
Film Producer: Cinerama
Director:  Daniel Vargas
Account Managers: Evelyn Oliveira
Executive Producer: Mario Nakamura
Coordinator of Post- Production: Luiz Meliga
Editor: Cris Sampaio
Coordinator of Production: Taís Quadros
CG: Ricardo Brizio
Colorist: Ari Marins
Production: Nina Riviello
Cinematography: Silvia Gangemi
Additional Cinematography: Thiago Lima, Bernardo Richter and Alexandre Rosa
Camera Assistant: Edmar Rosa
Electrician: Paulinho Et
Sound Production: Sonido
Direction and Music Production: João Miguel
Art Directors: Angelo Henrique, Rodrigo Santos
Planning Supervisor: Paulo Farias
Out of home agency: Posterscope
Posterscope lead: Otto Frossard
Production: Julio Pires
Development/Media: Clear Channel

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Conoscere i tuoi clienti grazie al mobile marketing

Nel giorno medio, 17,2 milioni di italiani online si connette da dispositivi mobili (smartphone e tablet), navigano in Rete per 1 ora e 37 minuti per persona. L’81% del tempo totale trascorso online dai 18-24enni è trainato da internet da mobile.
Questo dato sottolinea quanto importante sia diventato l’uso dei mobile devices. Perché, quindi, non utilizzarlo a proprio vantaggio per conoscere i tuoi clienti?

LEGGI ANCHE: 9 consigli per la sicurezza del tuo smartphone

La tecnologia mobile può essere un alleato imbattibile non solo per far conoscere un prodotto e venderlo, ma anche e soprattutto per conoscere l’elemento più importante di ogni azienda: il consumatore.
Fare ricerca tramite sondaggio per ricevere i feedback dai propri clienti, diventa più semplice, più veloce e più accattivante attraverso l’utilizzo di smartphone e tablet, una passeggiata, vero?
Ma come in tutte le passeggiate, c’è un percorso da seguire, anche per conoscere i tuoi clienti. Il nostro è formato da 5 tappe. Eccole.

La legge NON è uguale per tutti

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Non esiste una regola che valga per tutti i casi. Il mobile è flessibile: può essere usato da solo o può svolgere un ruolo prezioso all’interno di una strategia ibrida (prima, durante o dopo l’approccio con il consumatore). Il modo in cui incorporare la tecnologia mobile utile per la tua ricerca nella tua strategia di marketing dovrebbe essere determinato da una varietà di fattori, compresi gli obiettivi e il target: può essere una feature all’interno della tua app, può essere un banner nel tuo sito mobile o un qr-code all’interno dei tuoi store che porta ad un’intervista per conoscere l’opinione dei tuoi clienti.

I consumatori hanno già dimostrato di saperne più di te

Mentre il mobile è ancora un approccio relativamente nuovo per molte aziende, i consumatori sono più abituati a questa tecnologia. SMS, condivisione di foto e video e altre forme di interazione sono parte della loro vita quotidiana, abbattendo, così, le distanze nell’approccio con i ricercatori.

Il mobile richiede un approccio smart alla discussione

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Tieni a mente che le interazioni veloci sono fondamentali quando si tratta di mobile. È importante che le domande e gli spunti di discussione del tuo sondaggio o della tua intervista siano più sintetici di quanto sarebbero in un qualsiasi altro questionario. Pensa alle dimensioni dello schermo sul quale i consumatori leggeranno e risponderanno; se tu sembra che si necessiti di troppo scroll, sarà così anche per loro. Se i partecipanti hanno il compito di leggere o rispondere troppo, si rischia di perderli strada facendo.

Non dimenticare di mostrare gratitudine

Ricorda che i consumatori ti stanno facendo entrare nella loro vita e, in molti casi, stanno condividendo esperienze personali, aprendosi con te. Più apprezzati si sentiranno, più è probabile che si riuscirà ad accedere ad ulteriori informazioni. Sii rispettoso del loro tempo e premiali per la loro partecipazione.

La semplicità è la chiave

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Per rendere la partecipazione più semplice possibile per i consumatori, ad esempio, potresti farti queste domande: c’è un app che rende la visualizzazione delle domande e la risposta più facile? Puoi condividere brevi suggerimenti che renderebbero più semplice la partecipazione? Esiste un’opzione di voice-to-text che possono usare quando sono necessarie risposte più lunghe? E un team di supporto tecnico disponibile, se necessario, anche alle ore più disparate?

Più intuitivo sarà il processo di raccolta, più piacevole sarà l’esperienza del consumatore, rendendo l’intervista, simile ad una piacevole chiacchierata.

Forse la cosa migliore della tecnologia mobile è che si possono raggiungere i consumatori, ovunque essi siano. Per questo, esistono già software e piattaforme user friendly studiate e create, pensando agli orizzonti offerti dal mercato mobile. Ma c’è ancora del lavoro da fare!

Tocca alla squadra per la progettazione di un’iniziativa, il compito di renderla efficace per il conseguimento degli obiettivi e di renderla coinvolgente per il consumatore. Nonostante questo possa essere impegnativo, sono considerazioni come queste a portare un team al successo.