Le impostazioni più utili per gestire pagine Facebook

Ci sono funzioni e impostazioni delle pagine Facebook che non si possono ignorare e altre che invece, utilissime in alcuni casi, sono state ben nascoste nelle pieghe delle impostazioni o, pur essendo ben visibili, sono state introdotte in sordina.

Talvolta è difficile rimanere aggiornati su tutte quelle nuove, con il risultato di trovarsi nella dashboard di amministrazione delle voci nuove, da scoprire durante la quotidiana attività di Social Media Marketing.

È quindi opportuno un ripasso, andando a evidenziare il funzionamento di alcuni comandi che Facebook ha introdotto nel tempo: potrebbe essere l’occasione di scoprire qualche funzione che non ci si era resi conto di avere!

Le funzioni e impostazioni di cui oggi parliamo sono state introdotte per arricchire e rendere più duttile la gamma di strumenti a disposizione e con cui, come gestori di una pagina, potete dialogare con coloro che la seguono.

Le prime presentate riguardano la segmentazione del pubblico, la visibilità e la lingua del post da pubblicare, una più vecchia, l’altra più recente. In entrambi i casi sono strumenti preziosi per diversificare i post che creerete, potendo indirizzarli ad un pubblico ben preciso, che ne sarà presumibilmente più coinvolto e che invece non annoieranno il resto dei fan, che così resteranno più fedeli alla pagina.

Le altre due impostazioni di cui vi parleremo riguardano invece la possibilità di creare un canale di comunicazione privato tra i fan e voi gestori della pagina e la possibilità di programmare non più soltanto la pubblicazione di un post ma anche la sua scadenza. Una funzione molto utile, per esempio, per chi volesse creare e pubblicare offerte speciali o lanciare eventi.

Tutte sono elencate nella schermata delle impostazioni generali della pagina, da cui è possibile attivarle o modificarne lo stato.

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Pubblico della sezione notizie

La prima funzionalità, presente da alcuni anni, permette di specificare alcuni criteri che Facebook utilizzerà per restringere il pubblico che leggerà i post per cui li specificherete.

Se volete, per esempio, creare un post nella pagina che però sia poi mostrato nella sezione notizie di persone al di sopra di una certa età, che abbiano indicato un certo interesse e che abitino in un certo luogo, basterà attivare la funzione nelle impostazioni generali.

Dopo averlo fatto, si potrà notare che tra le icone che si vedono quando create un post ne sarà comparsa una nuova, a forma di mirino di fucile: l’ultima a destra in figura.

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Cliccando su questa icona, potrete specificare i criteri che Facebook rispetterà nel mostrare il post nel News Feed.

Nel riquadro che compare subito dopo, riportato qui sotto, è possibile specificare  uno o più interessi, età e genere, luoghi e lingue, situazione sentimentale e livello di istruzione dei fan a cui la notizia può essere mostrata.

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Facendo clic sul secondo tab, è possibile specificare un secondo insieme di criteri che saranno invece usati per escludere alcuni fan: in questo caso è possibile indicare, lo vedete qui sotto, solo età, genere, luoghi e lingue.

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Fino a poco tempo fa, questo era l’unico modo per i gestori di pagine per creare post indirizzati ad un pubblico multilingue, a ciascuno nella propria lingua.

Occorreva creare un post e indicare come criterio la prima lingua desiderata tra quelle incluse.

Poi occorreva creare un secondo post per la seconda lingua.

Per esempio, per mostrare un post in italiano e uno in spagnolo, ciascuno al pubblico di fan nella lingua appropriata, il gestore della pagina doveva creare il primo post indicando “italiano” come lingua inclusa nel tab “restrizioni del pubblico”, e un altro post indicando lo spagnolo.

Post in più lingue

Da poco però è possibile usare una funzione finora riservata solo ad alcune grandi pagine: la creazione di post multilingue.

Per attivarla dovrete accedere alle impostazioni generali della pagina e scegliere di modificare la voce evidenziata dal secondo riquadro rosso nella figura in apertura del post.

Ma qual è la differenza della funzione “post in più lingue” rispetto alla targetizzazione permessa dalla funzione “Targetizzazione in base alle notizie“?

La più immediata ed evidente è che la creazione dei post nelle diverse lingue è molto più semplice.

Si crea un solo post, al quale aggiungere foto e link (che saranno in comune alle lingue indicate) e si può digitare direttamente il testo nelle lingua di default. le altre lingue possono essere poi digitate nello stesso post, senza che vi sia più bisogno di crearne altri. Un unico grande post, insomma, riunisce tutte le lingue.

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Come potete vedere nella figura qui sopra, basterà cliccare sul circolo grigio contenente il simbolo + perché subito il post sembri sdoppiarsi.

Sarà possibile indicare la lingua di default, quella usata nel caso che il fan ne abbia indicato una propria diversa da quelle in cui pubblicate, e, sempre dal menu a discesa, sarà possibile poi scegliere una seconda lingua, o altre ancora.

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Pubblicato il post, ogni fan vedrà il post nella sua lingua preferita (se presente) oppure in quella di default sia nel caso in cui il post comparisse nella sua sezione notizie, sia nel caso in cui il fan visitasse la pagina Facebook direttamente. I commenti e mi piace saranno aggregati e presentati sempre sotto l’unico post.

Messaggi

Si può consentire alle persone di inviare messaggi alla pagina attivando questa opzione.

Se un fan inizia una conversazione, questa sarà privata tra lei e gli amministratori della pagina che comunque rimarranno ignoti. I messaggi di risposta infatti saranno sempre inviati col nome della pagina.

Non è possibile però che siano gli amministratori della pagina ad iniziare una conversazione.

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Se questa opzione venisse attivata, allora sarà possibile indicare, selezionando la voce “messaggi” dall’elenco delle impostazioni,  in quale modo i tempi di risposta saranno mostrati ai fan.

I tempi di risposta non verranno mostrati sempre, ma, come vedete nel pannello riportato qui in basso, solo se accedete alla vostra pagina almeno una volta alla settimana e rispondete almeno al 90% dei messaggi ricevuti.

Nello stesso pannello è possibile attivare un’altra opzione salva tempo: le risposte istantanee.

Se lo fate, allora quando un contatto vi invia il suo primo messaggio, un risponditore automatico invierà la il messaggio che avrete inserito nel riquadro. Una risposta limitata a 250 caratteri.


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Post temporanei

Molto utile in certe situazioni, una volta attivata dal pannello delle impostazioni generali, la possibilità di creare post che apparentemente si autodistruggono  ad una certa scadenza.

 

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Questa funzionalità è collegata alla programmazione dei post e sarà dunque possibile, quando si crea il post, cliccare sull’orologio che ne è l’icona.

Oltre ad indicare, come prima e solo se lo si desidera, una data e orario di pubblicazione, è possibile ora, e in aggiunta,  indicare una data e orario di scadenza,  in cui il post scomparirà e non sarà più visibile ai lettori.

Non viene eliminato dalla pagina, quando si arriva alla data e orario impostato: il suo stato cambia da pubblicato a non pubblicato e rimarrà visibile solo agli amministratori.

Per farne uso quindi, dopo averla attivata, basterà creare il post e cliccare sull’icone dell’orologio come se voleste programmarlo.

Come si è detto, oltre ad indicare una data e ora di pubblicazione, sarà possibile indicare anche quella di scadenza,  come vedete in figura:

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Quante di queste funzionalità vi erano ancora sconosciute? Scrivetecelo nella nostra fan page di Facebook!

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Twitter: i migliori tool e suggerimenti per una chat di successo

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Sempre più simile a Facebook e Whatsapp, ma che Twitter stia cercando il sorpasso è notizia ormai datata. È passato poco più di un anno da quando nel gennaio 2015 Twitter annunciava la sua nuova chat e i messaggi di gruppo, ovvero la possibilità di aprire e gestire conversazioni private con più utenti di Twitter (fino a un massimo di 20) partendo dal tab dei messaggi diretti, il tutto anche senza necessariamente un following reciproco.

Ma quanto davvero sappiamo utilizzare questa funzione?

Nonostante l’ultimo periodo non troppo felice per i vertici del microblogging – tra vicepresidenti dimissionari e cambiamenti non ben accetti dagli utenti – Twitter rimane comunque apprezzatissimo soprattutto da chi non rinuncia a seguire il costante flusso delle notizie.

Per chi dunque non sa proprio rinunciare ai cinguettii o chi vuole sperimentare, ecco qualche consiglio di base e qualche tool fondamentale per delle Twitter chat di successo.

LEGGI ANCHE: Twitter: nel 2016 sarà svolta o definitiva involuzione?

1. Scegli il timing perfetto

Se vuoi una chat partecipata devi optare per degli orari ottimali per il tuo pubblico. Maggiore sarà la presenza degli utenti sul microblogging, maggiore sarà l’interesse e il conseguente engagement nei confronti della tua chat. Piccolo aiutino? Utilizza dei tool come Followerwonk per capire quando i tuoi follower sono più attivi, in modo da poter organizzare la Twitter chat nel momento migliore.

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2. Riduci i conflitti

Cosa vuol dire? Sapere quando i propri follower sono più attivi non è sufficiente perché la loro presenza non equivale al loro interesse. Nello scegliere il momento ideale per una Twitter chat devi prendere in considerazione anche e soprattutto i tempi durante i quali sono in programma altre chat popolari che potrebbero distrarre gli utenti e creare conflitto.

Come fare? Utilizza TweetReports, una risorsa utile per il monitoring ma ancora più utile quando ci mostra gli orari e i giorni in cui sono in programma altre chat.

LEGGI ANCHE: Twitter: come creare contest di successo per i follower

3. Invita gli influencer

Sfrutta la mention e invita in modo molto elegante (leggi strategico) degli influencer del settore o follower con molto seguito a partecipare alla tua chat con un loro notevole contributo. Puoi servirti del tool di cui parlavamo in precedenza, Followerwonk.

Questo strumento consente infatti , tramite la scheda di ricerca Bios, di trovare e connettersi con gli influencer della tua nicchia o dell’argomento della chat.

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4. Inserisci elementi visuali

Se non sei un portavoce dell’Image Power , diventalo. Durante la chat serviti del forte impatto visivo delle immagini. È provato e controprovato, l’utilizzo di immagini, infografiche e video contribuisce notevolmente ad incrementare l’engagement.

Utilizza per esempio delle immagini per lanciare e pubblicizzare la tua prossima chat, oppure per porre delle domande o meglio ancora per ricapitolare o mettere in evidenza delle risposte particolarmente significative.

LEGGI ANCHE: Social media management: come realizzare ottime immagini per i tuoi canali

5.Tieni le redini della situazione

La chat è avviata e ora? Come gestirla? Serviti di TweetChat per non perderti nessuna risposta o commento. Con questo strumento è infatti possibile tracciare e monitorare l’hashtag ufficiale della chat. Tweetchat assegnerà automaticamente l’hashtag scelto ad ogni risposta o commento ricevuto.

Twitter chatSe utilizzate bene, le Twitter chat sono un ottimo modo per entrare in contatto con i propri follower, e incrementare il proprio business. Pensiamo per esempio ad un noto brand che decide di rispondere alle domande dei proprio follower/consumatori.

Cosa ne pensi? Hai mai creato una chat di Twitter? Se sì, quali suggerimenti ti senti di aggiungere? Lasciaci una tua opinione sulla nostra fanpage di Facebook.

Successi, errori e strumenti del Content Marketing

Simone Tornabene, Head of Strategy di WHY e docente del Corso in Content Marketing: Strategy, Storytelling, Web Copywriting ha risposto ad alcune nostre domande e curiosità, in attesa che il corso abbia inizio.

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Secondo la tua esperienza, cosa rende un contenuto condivisibile?

La rilevanza. Spesso il concetto di rilevanza viene scambiato con quello di “accordanza”o “originalità”. Ma non è così: rilevante può essere anche un contenuto che mi causa emozioni negative o un contenuto non strettamente originale. Ovviamente la rilevanza è un parametro che dipende da troppe variabili difficili da catturare. Possiamo però tracciare dei confini legati, ad esempio, alla narratività: tendo a condividere i contenuti (che quindi sono rilevanti per me), se questi mi offrono spunto per costruire la mia immagine o affermare la mia identità.

I contenuti non sono solo parte della narrazione del brand, sono elemento di narrazione di sé. Quindi il brand offre ai singoli lettori un modo per costruire la propria identità online attraverso l’atto della condivisione.

Per un brand sui Social Media, la community è tutto. Come sfruttare il valore degli UGC?

 come impostare un'efficace strategia di content marketing

Gli UGC sono croce e delizia del marketing online. Da un lato seducono con la promessa di un risparmio sui costi di creatività e di produzione dei contenuti stessi: sono gli utenti che vogliamo raggiungere a fare, per noi, il lavoro. Dall’altro il brand perde quasi completamente il controllo sulla qualità dell’output. Con seri pericoli per il posizionamento.

Personalmente non amo ricorrere agli UGC. Proprio perché la narrazione che ne segue è di solito poco rilevate (in volume), un po’ forzata e spesso di pessima qualità. Preferisco focalizzarmi sulla co-creazione: il ruolo degli utenti è partecipare al processo creativo, non governarlo. Mi viene in mente la campagna di Michael Kors di qualche anno fa: le utenti erano invitate a scattare una foto con il contenuto della propria Kors e pubblicarla sui social. Le foto con più like sono state riprodotte da fotografi professionisti in studio e sono diventate parte della campagna ufficiale del brand. Online e offline.

Ci dai un esempio di content strategy ben studiata ma che non ha avuto l’esito previsto?

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È molto difficile indicare una content strategy ben studiata ma con un esito non soddisfacente: in fondo possiamo giudicarla solo dall’esito. Diciamo che mi sarei aspettato di più dagli sforzi di Ceres su Twitter. Parliamo di un ottimo approccio, non lasciato al caso e al momento non premiato dal numero di follower.

Ma la mia è solo un’opinione da bar: non conosciamo le aspettative e gli obiettivi di Ceres e dell’ottimo team che gestisce i social. Non avendo accesso alla loro content strategy (sicuramente ottimamente eseguita sul fronte produzione contenuti, che possiamo giudicare) non possiamo stabilire se il risultato che vediamo sia adeguato o meno. Questo è fin troppo spesso una realtà tristemente comune online: opinioni spacciate per analisi, che di analitico non hanno nulla perché non possono partire da obiettivi e assessment della situazione. Ma si rifanno solo a opinioni personali.

Quali sono gli strumenti di cui non puoi fare a meno?

Buffer e Canva! Ma nel corso del tempo sono molti quelli che ho perduto causa chiusura. Prismatic e Daily erano due ottimi tools di social media marketing per i piani editoriali. Anche l’editor video di Youtube è uno strumento magnifico nella sua semplicità. Infine Onlypult per Instagram: uno strumento che sono molto contento di pagare.

Tre sbagli da non commettere mai quando si parla di content marketing

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1) Pensare che i contenuti debbano piacere. I contenuti devono piacere e convertire. Insieme.

2) Pensare che sia solo una questione di storytelling. È una questione di storytelling e misurazione dati. Insieme.

3) Non si tratta di contenuto ma di processo. Il content marketing di successo è un flusso, il contenuto è solo uno degli strumenti.

Corso in Performance Marketing: la potenza di Web Analytics, Social Media e Adwords

Oggi le piattaforme digitali permettono di raggiungere gli utenti giusti al momento giusto, ma anche di anticipare nuovi desideri di acquisto, con un’immediatezza e una precisione inimmaginabili fino a pochi anni fa: tutto è monitorabile, modificabile e flessibile. Di qui l’attenzione sull’efficacia e sull’efficienza delle campagne online, da cui il nome Performance Marketing.

Iscriviti

Corso Online in Performance Marketing

Il Corso Online in Performance Marketing di Ninja Academy intende fornire una visione strategica e le tecniche operative con le quali migliorare la performance delle campagne di digital marketing, per gestire il Performance Marketering nelle sue aree chiave: Web Analytics, Google AdWords e Social Media (focus su Facebook & Twitter).

Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:

  • Impostare al meglio le tue campagne su Google Adwords
  • Portare più traffico al tuo sito web
  • Tracciare in tempo reale le conversioni
  • Quali sono le metriche che ti fanno capire come migliorare il ROI
  • Quanto devi spendere su Facebook e Twitter
  • Mostrare le tua inserzioni solo al target giusto su Facebook e Twitter

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Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online con Matteo Polli, Gianpaolo Lorusso e Luca La Mesa consente di ottenere competenze specifiche su Web Analytics, Google AdWords e Social Media: gestire il ROI delle campagne in ottica di miglioramento continuo, ottimizzare i contenuti di un sito web per massimizzare le conversioni, valutare priorità e criticità delle azioni di marketing di un progetto web, misurare ed analizzare dati in Google Analytics, impostare una campagna di Google Adwords grazie ad una simulazione pratica col docente, allocare correttamente il budget pubblicitario padroneggiando le tecniche di profilazione del target.

Parte 1 con Gianpaolo Lorusso: L’ecosistema del Performance Marketing
Parte 2 con Matteo Polli: Strategie di Performance per SEM & Adwords
Parte 3 con Luca La Mesa: Social Media & Performance Marketing

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Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze, riceverai 5 ore di formazione aggiuntive gratuite grazie alla Bonus Track “Introduzione al Performance Marketing con Alessio Semoli”.

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live e quando vuoi per la didattica On Demand, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online: è erogata in parte attraverso dirette Web Live ed in parte attraverso contenuti On Demand
  • I Question Time in diretta sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

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  • Webinar Live ed On Demand per apprendere tecniche e nozioni
  • Accesso alla piattaforma online
  • Video e slide dei corsi sempre disponibili e consultabili online in modalità On Demand
  • Servizio di Placement, sezione Jobs e Career Consultant sempre a tua disposizione
  • Syllabus didattici validati da un Advisory Council, a garanzia dell’aggiornamento professionale
  • Certificato di Partecipazione al Corso

Iscriviti

PREZZO: 299€ iva inclusa

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Il Social Cinema arriva su Instagram

Shield 5  è il primo esperimento di Social Cinema, ovvero una mini serie che sceglie Instagram come piattaforma e ne trasforma le limitazioni nel suo punto di forza.

Dal 1 febbraio, ogni giorno per tutto il mese alle 18.00, esce un episodio da 15 secondi (tempo limite richiesto da Instagram), seguito da un’immagine che dà qualche dettaglio in più e una chiave di lettura del video.

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La storia vede il protagonista, John Swift, alle prese con l’omicidio del suo collega durante l’assalto al portavalori con cui trasportano diamanti. Presto (che in 15 secondi non c’è tempo da sprecare) capiamo che le accuse pendono verso il protagonista.

La serie è stata creata dal regista Anthony Wilcox (Hot Fuzz, Layer Cake, Pearl Harbor) e scritta da Adam Dewar. Wilcox ha raccontato alla BBC  che, non essendo un utente Instagram, si è stupito quando ha scoperto che non esistessero contenuti cinematografici al suo interno e ha voluto sfidare il limite dei 15 secondi a puntata.

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Il pubblico potenziale di Instagram e la possibilità di poter immettere il contenuto online senza dover passare tra tutti i filtri e i tempi della macchina di produzione cinematografica sono i motivi principali che hanno spinto Wilcox all’azione e che potrebbero trasformarlo nel pioniere di un genere nuovo, che già tutti definiscono Social Cinema.

Certo non è stato facile, come racconta il regista a DIY e gran parte del lavoro è stato fatto in stretta collaborazione con Dewar in fase di scrittura. In così poco tempo tutto deve essere volto a dare allo spettatore il maggior numero di informazioni possibili. Inoltre, data la ciclicità dei video su Instagram, il team di Shield 5 ha anche lavorato sulla riproducibilità in loop, per evitare che salti sonori o visivi interrompessero il flusso.

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Tutte caratteristiche che fanno sì che il contenuto in questione non possa essere riutilizzato, ad esempio, come cortometraggio: il racconto funziona con l’interazione prevista dal social network (l’inserimento di foto successiva alla pubblicazione del video, ma anche la cosa più social di tutti: i commenti). Ecco forse la vera unicità di Shield 5: non è stato pensato per portare gli utenti dal web al cinema, ma per dare nuovo contenuto alla fruizione mobile. Certo non è un concetto nuovo in assoluto, vedi Snapchat, ma è bello vederlo applicato alla grande macchina del cinema.

Alla vigilia della nona puntata Shileld 5 ha raggiunto 30 mila followers e il processo sembra in crescita, ma a prescindere dal successo del singolo caso, il social thriller made in London potrebbe aver aperto una nuova strada per il cinema.

Il potere dei social media: come raggiungere obiettivi altrimenti impossibili. Segui la Free Masterclass on demand

Perché la mia azienda dovrebbe essere su Facebook, Twitter o un altro Social Network? Luca La Mesa, Emanuela Zaccone, Edoardo Scognamiglio, Luca De Berardinis e Orazio Spoto hanno risposto a questa domanda durante la Free Masterclass introduttiva al Master Online in Social Media Marketing, ora disponibile on demand.

Ci hanno offerto una rapida carrellata di strumenti e casi studio nel mare di offerte e possibilità digitali, per aiutarci a capire come sbloccare il potenziale dei Social media per la nostra impresa

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Luca La Mesa apre le danze focalizzando l’attenzione sull’importanza dell’individuazione del target di riferimento per poter scegliere come e che cosa comunicare per trasmettere al meglio il nostro messaggio.

Emanuela Zaccone ci spiega perché il monitoraggio continuo dei dati e dei trend sui social sia importante e come questo, oltre a permettere di pianificare strategie vincenti, possa evitare imbarazzanti strafalcioni come successo, ad esempio, ad Italo in occasione del Family Day.

Con Edoardo Scognamiglio si affronta il perché il video sia uno strumento così efficace e come sfruttarne al meglio le capacità scegliendo la piattaforma più adatta dove condividerlo a seconda delle esigenze in termini strategici.

Luca De Bernardis illustra come Nissan sia riuscita grazie ai social network a raggiungere nuovi obbiettivi di posizionamento e di targettizzazione dei suoi prodotti.

A chiudere questa serie di interventi, Orazio Spoto, esperto di Instagram, ci racconta come questo social sia stato usato per creare una vera e propria rete di connessioni fisica in occasione dell’Instameetitalia5.

Come seguire on demand la Free Masterclass in Social Media Marketing?

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Vai sul sito di Ninja Academy e iscriviti gratuitamente al webinargratuito Free Masterclass – Il potere dei social media: come raggiungere obbiettivi altrimenti impossibili.

Dopo aver effettuato l’iscrizione potrai accedere al video e a tutti i contenuti della lezione gratuita, in più potrai curiosare e scoprire tutti i corsi disponibili della Ninja Academy, individuando quello più adatto alle tue esigenze!

Il Master Online in Social Media Marketing + Social Factory

Il Master Online in Social Media Marketing della Ninja Academy, giunto alla quarta edizione, è il primo master di specializzazione focalizzato sulle singole piattaforme sociali, quali Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Pinterest, Google Plus. Si approfondiranno gli aspetti distintivi, le funzionalità e le potenzialità di ognuno con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale.

Il Master Online consta di 60 ore di didattica online: puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web ad un’aula virtuale ed interagendo dal vivo con la classe.

A complemento del Master Online, la Social Media Factory in collaborazione con Ceres guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese.

Prezzo

Master Online in Social Media Marketing
Early Booking se ti iscrivi entro il 15 febbraio 2016: 999€
Prezzo pieno se ti iscrivi dopo il 15 febbraio 2016: 1199€

Social Media Factory (Milano o Roma) + Master Online in Social Media Marketing
Early Booking se ti iscrivi entro il 15 febbraio 2016: 1449€
Prezzo pieno se ti iscrivi dopo il 15 febbraio 2016: 1599€

TransferWise, le startup FinTech rivoluzioneranno le banche tradizionali

TransferWise, la startup FinTech rivoluzionerà le banche tradizionali

Uno dei settori che promette i più grandi cambiamenti nei prossimi anni, il FinTech ha già conosciuto una prima esplosione di startup pronte a lavorare sui bisogni più sentiti dagli utenti: dai pagamenti, alla sicurezza, fino al trasferimento di denaro in modo rapido e senza commissioni. TransferWise, la startup FinTech che permette di trasferire denaro all’estero, promette soluzioni che rivoluzioneranno presto il modo di intendere i servizi bancari.

Sicurezza, velocità e semplicità di utilizzo sono solo alcune delle caratteristiche che rendono così promettente il servizio offerto da TransferWise, sulla quale ha investito anche Richard Branson.

Trasparenza è la parola chiave per la startup che ha voluto comunicare questo valore con la campagna “Naked”: letteralmente in mutande davanti alla Borsa di Londra, per dimostrare che a differenza delle banche tradizionali, TransferWise non ha nulla da nascondere.

Abbiamo chiesto a Matteo Gamba, product manager di Transferwise, cosa ci riserva il futuro della finanza e del banking e in che modo questa startup rivoluzionerà il nostro modo di intendere le banche.

Quali condizioni hanno permesso al FinTech di esplodere a livello internazionale negli ultimi anni?

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L’avvento di numerose startup FinTech è avvenuto nel corso degli ultimi cinque anni in seguito ad importanti sviluppi dell’intero ecosistema finanziario.
In primis, durante l’ultima crisi finanziaria globale, la fiducia nelle istituzioni finanziarie da parte dei consumatori è diminuita sempre di più, accelerando l’ascesa di nuove società che hanno attaccato diversi aspetti del business tradizionale delle banche.

Le aspettative dei consumatori sono cambiate radicalmente: una generazione con aspettative non corrisposte da parte delle banche tradizionali ha cominciato a guardare alle molteplici alternative proposte, adottando nuove soluzioni che rispondono meglio alle proprie necessità finanziarie.

E naturalmente, l’accesso sempre maggior a smartphone sempre più potenti, che ha trasformato molteplici aspetti della nostra vita quotidiana, incluso il modo in cui tutti noi gestiamo i nostri soldi.

Se una startup FinTech rinuncia alle commissioni che applicano le banche, da cosa guadagna?

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A TransferWise vogliamo portare trasparenza e correttezza nel sistema finanziario.

Ciò non vuol dire che TransferWise non abbia un costo, ma che questo è molto più ridotto, trasparente ed equo rispetto a quanto fatto pagare dalle banche. Ad esempio, inviando euro a sterline, vengono addebitati 2€ per ogni trasferimento sotto 400€ e lo 0,5 per cento su tutti gli importi oltre quella soglia.

LEGGI ANCHE: Shopping 2016: tre micro-trend by Google

Quanto sono stati importanti gli investitori nello sviluppo del business di TransferWise?

Transferwise startup FinTech

Fortunatamente abbiamo una grande squadra di investitori – inclusi nomi eccellenti come Richard Branson, Peter Thiel e Andreessen Horowitz – che sostengono pienamente la nostra missione, spingendoci a rendere il mondo un posto un po’ migliore, rendendo più equo il sistema finanziario.

Ma la cosa più importante per costruire un business di successo come quello di TransferWise, è capire di cosa ha davvero bisogno chi effettivamente utilizza i nostri servizi.

Solo investigando appieno e risolvendo un problema tangibile affrontato da molti si può create un prodotto che la gente ama ed è contenta di condividere con amici e conoscenti con simili necessità.

Nudi a Wall Street come nella campagna Naked. Perché la trasparenza è così importante?

Transferwise startup FinTech

I fondatori di TransferWise – Taavet e Kristo – hanno dato vita a TransferWise dopo aver realizzato a proprie spese quanto effettivamente fosse costoso trasferire denaro tra il Regno Unito e l’Estonia.

Taavet – primo dipendente di Skype – risiedeva a Londra ma veniva pagato in euro; Kristo lavorava a Londra, ma doveva pagare un mutuo in euro in Estonia.

Entrambi avevano bisogno di ciò che l’altro aveva, motivo per cui hanno trovato il modo più equo per scambiare denaro tra di loro: utilizzando il tasso medio di mercato – ovvero senza il rincaro sul tasso di cambio e le commissioni tipiche delle banche. E ciò ha permesso loro di salvare migliaia di euro.

E così come hanno dato vita al primo trasferimento, i principi fondamentali di correttezza e trasparenza sono ancora al centro di quello che TransferWise fa tutt’oggi.

Chi usa TransferWise vuole sapere per cosa esattamente sta pagando quando si tratta di servizi finanziari. Motivo per cui per noi la trasparenza è fondamentale.

Azzardando una previsione, tra quanto diremo addio al modello tradizionale di banca?

Transferwise startup FinTech

Le banche così come le conosciamo oggi molto probabilmente non esisteranno più in 5-10 anni. In parte perché l’attuale natura del modello di banca, in cui multipli servizi sono offerti a “pacchetti”, dà origine a un modello fondamentalmente ingiusto per i consumatori.

Quello che stiamo vedendo è un cambiamento radicale in cui i vari servizi tradizionalmente offerti dalle banche in modo inefficiente vengono ottimizzati e resi migliori da varie startup FinTech, esattamente ciò che stiamo facendo con i trasferimenti internazionali di denaro. E questo sta accadendo per tutto lo spettro dei servizi finanziari – dalle carte di credito ai mutui.

Come da una ricerca che abbiamo portato avanti di recente, nell’arco dei prossimi 5-10 anni i consumatori si aspettano importanti cambiamenti per quanto riguarda i propri comportamenti in ambito finanziario ed uno su cinque consumatori ritiene che potrà presto affidarsi a società tecnologiche per qualsiasi tipo di necessità finanziaria.

Super Bowl e social media: vince chi strappa più risate

Il Super Bowl è stato, come ogni anni, un evento di scala planetaria: come ogni avvenimento di questa portata, i social media hanno avuto un certo peso, anche i termini numerici. Analizziamo qualche dato ed evento, così da avere un overview completa di cosa sia stata la cinquantesima edizione del mitico Super Bowl.

Vinto dai Denver Broncos, l’evento non ha raggiunto il record di ascolti e condivisioni social dello scorso anno: il contatore social di quest’anno di ferma a 60 milioni di utenti su Facebook, contro i 65 milioni del 2015 e 200 milioni di post complessivi contro 265 milioni. Perfino Beyonce è stata nominata più dei Broncos: 2,6 milioni di tweet a 1,1.

In termini di fatti memorabili, questi sono sei momenti che ricorderemo del Super Bowl 2015. Una sintesi, anche per chi se l’è perso.

1) Chris Martin e Beyonce

Performance da terzo incomodo per Chris Martin: tra Beyonce e Bruno Mars il frontman dei Coldplay sparisce letteralmente e, per tutto l’intervallo del match, diventa la vittima prediletta dell’ironia dei social.

2) Beyonce e Rudy Giuliani

L’ex sindaco di New York, eroe dell’11 settembre, è andato su tutte le furie per la performance di Beyonce che, a suo dire, fa una parodia poco rispettosa delle forze di polizia. No, neanche lui si è accorto della presenza di Martin.

3) Ensurance: basta un retweet per vincere

Un concorso tra tutti gli utenti social con un montepremi di 1 milione di $. Ad ogni retweet la chance di aggiudicarsi uno dei premi in palio. Alla compagnia di assicurazioni di San Francisco piace vincere facile? Può darsi, ma sicuramente questa trovata ha funzionato.

The trophy’s been awarded, but we still have $250K to give away. #EsuranceSweepstakes #SB50 pic.twitter.com/FdAfQ84q1O

4) Le facce di Eli Manning

L’eroe del Super Bowl 2016 è stato Peyton Manning, il veterano quaterback dei Broncos, ma le ironie sui social sono tutte per il fratello Eli, quarterback dei New York Giants. Le cui espressioni tristi ed allibite dopo il trionfo del fratello (invidie in famiglia?) fanno schizzare in alto l’hashtag #ManningFace:

5) Fateli ridere

L’imperativo di questo Super Bowl per i brand era uno solo: “Make ’em laugh“e il vincitore a nostro parere è lo spot della Bud Light. In un paese diviso e in disaccordo su tutto quali sono le cose che uniscono gli americani? La birra più celebre d’America non ha dubbi: libertà, giustizia, weekend lunghi, t-shirt demenziali, burritos e … Bud naturalmente! Lo spot è un crescendo di trovate: “We are the fake political party America needs right now”. “America has seen the light. And there’s a Bud in front of it. “

6) Doritos “pro-life” vince la sfida delle mention

Menzione speciale per Doritos, il brand più nominato di questo Super Bowl. Complice il suo TV AD in cui un feto sembra avere un certo interesse per le patatine, mostrando a tutti sentimenti e simpatia. Esultano le associazioni pro-life, mentre montano le social-polemiche tra i fan dell’aborto:

Ford Social Restaurant: una serata tra influencer e branded entertainment

Giovedì scorso c’eravamo anche noi di Ninja Marketing al Ford Social Restaurant, il temporary restaurant dedicato al live tweeting – e “eating” – di MasterChef Italia.

20 tra influencer e blogger, 1 ospite vip, gli chef esclusi di MasterChef, 1 cena gourmet, l’esclusivo Twitter Halo e l’esibizione live della cantante Lidia Schillaci. L’occasione perfetta per gli influencer di conoscersi (finalmente offline) e di incontrare l’ospite della serata: Sonia Peronaci.

Ford Social Restaurant 4 febbraio

Ecco che ritmo ha una serata al #FordSocialR. Che aspetti a raggiungerci?

Gepostet von Ford Italia am Montag, 8. Februar 2016

La strategia di Ford

Non solo product placement. Certo il brand è presente all’interno dello show con diversi placement di prodotto, ma la strategia di comunicazione unisce digital pr e brand entertainment. L’idea muove da un’esigenza spontanea:

Come rendere “live” la visione di un programma registrato? Come inserire Ford nel flusso delle conversazioni su Twitter attorno all’hashtag #MasterChefIT?

Soluzione: riunire a Roma gli influencer italiani ed invitarli a commentare tutti insieme su Twitter la puntata dello show di Sky, aggiungendo l’hashtag #FordSocialR. Nella war room, l’eccezionale team dell’agenzia Blue Hive che in “real time” interagisce con i partecipanti alla serata con contenuti originali e divertenti.

Metteteci pure il Twitter Halo – esclusiva che strizza l’occhio ai geek – e “Uno Chef per braccio destro”, la prova di cucina trasmessa live sul canale Periscope di @FordSocialR.

Risultato: puro entertainment per gli invitati alla serata, incremento delle interazioni social del brand Ford, nuovi followers per lo show MasterChef e nuovi estimatori della cucina di Eataly (una cena davvero squisita).

Content Marketing, 5 idee per diversificare la tua strategia

È probabile che tu abbia sentito parlare di Content Marketing, ne parlano tutti. Anzi, ultimamente sembra la parola preferita dagli esperti di Web Marketing.

I contenuti sono ovunque, ed è proprio grazie ai contenuti di qualità che le aziende attirano l’attenzione dei potenziali consumatori e aumentano le loro conversioni online. Ma di che contenuti stiamo parlando?

Che cos’è il Content Marketing?

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Non tutti sanno però cosa sia il Content Marketing.

In molti ne hanno una vaga idea, ma il concetto è qualcosa di molto preciso, come lo ha definito il Content Marketing Institute:

Si tratta di una tecnica di marketing per creare e distribuire contenuti di valore, rilevanti e consistenti al fine di attrarre e acquisire un pubblico mirato – con l’obiettivo di indirizzarlo a compiere azioni profittevoli.

Cinque esempi di Content Marketing

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Ma arriviamo al sodo. Nella pratica questi contenuti cosa rappresentano? Testi, articoli, presentazioni? La verità è che la materia è molto più ampia di come appare. Ecco cinque esempi usati dagli esperti per chiarirti le idee e prendere spunto per la tua strategia.

Infografiche

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Su Internet i navigatori hanno fretta, spesso non hanno proprio il tempo di soffermarsi su un testo, l’infografica può risolvere il problema. Si tratta di una grafica verticale che unisce dati, brevi testi e immagini, facile e veloce da leggere, permette di farsi un’idea immediata dell’argomento e dei dettagli più rilevanti. Come questa realizzata da business2community.com.

Pagine Web

C’è una bella differenza tra aggiungere contenuti sul tuo sito web e fare Content Marketing. Una pagina pensata con una strategia Content è curata al dettaglio. Innanzitutto non viene creata a caso, ma dopo un attento studio SEO. Viene, quindi, ottimizzata secondo la parola chiave prescelta anche grazie ad un testo ad hoc, accattivante e d’interesse. A questo si aggiungono le immagini, eventuali video e un layout accurato. Sono così anche le pagine web del tuo sito?

Podcast

Ovvero un sistema che consente la distribuzione di contenuti multimediali –video, audio, foto… – attraverso il web. Di solito funzionano come una sorta di abbonamento ad un periodico; ti iscrivi alla Newsletter e ogni settimana ti arriva un aggiornamento. In America sono molto diffusi, adesso stanno prendendo piede anche in Italia. Spesso chiedono la mail dell’utente in cambio dei contenuti.

Video

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Moltissime aziende hanno deciso di puntare sui video. Cosa c’è di più immediato, esplicativo e coinvolgente di un filmato per attirare l’attenzione di lettori pigri e disattenti? Purtroppo, in tanti pensano che fare un video richieda tempo e risorse notevoli, ma basta girare un po’ per internet e guardare qualche video tutorial per capire che, se stai iniziando, puoi arrangiarti anche con meno.

eBook

5_idee_per_diversificare_la_tua_strategia_di_Content_Marketing_6Stiamo parlando di libri online strutturati come mini guide esplicative, approfondimenti, ricchi di contenuti di grande qualità, che ti permettono di essere riconosciuto come un esperto del tuo settore. Possono essere gratuiti o a pagamento. Di solito nella versione gratuita, vengono fatti scaricare in cambio della mail dell’utente.

E adesso prova tu! Se vuoi scoprire tutti i segreti del Content Marketing ti aspettiamo al corso di della Ninja Academy.