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Shopping 2016: tre micro-trend by Google

Smarthpone e video stanno cambiando le abitudini di acquisto dei consumatori grazie ai micro-momenti

Marco Fongaro

Web Marketing Assistant

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Ci stiamo sempre più abituando ad avere la “soluzione in tasca” per molti dei nostri problemi, soprattutto quando si tratta di reperire informazioni per sviluppare un’idea, informarsi sulle novità di un settore o trovare un riscontro prima di fare shopping (online o in store).

L’importanza dei micro-momenti deriva proprio dal fatto che siamo sempre più abili nello sfruttare una connessione al web onnipresente grazie al nostro smartphone e, passo successivo, a sfruttare le sinergie tra virtuale e reale.

I micro-momenti stanno cambiando il modo in cui facciamo acquisti: lo shopping è sempre più una questione di attimi, e non di periodi.

Sulla base dei dati in suo possesso e attraverso un sondaggio targato Ipsos MediaCT, Matt Lawson, director dei performance ads marketing di Google, ha annunciato tre pronostici per il 2016.

I dati si riferiscono al mercato americano, ma il progressivo affermarsi del Black Friday e del Cyber Monday nella nostra penisola conferma che il mare del Web unisce la abitudini di consumo più di quanto le separi un oceano.

LEGGI ANCHE: Micro-momenti: come vincere la sfida del mercato mobile

Oggi saldi…e anche domani

 

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Trend delle ricerche su “doni e regali” a ottobre-dicembre 2014

I piccoli dispositivi minacciano i grandi giorni dedicati alle spese!

I saldi di fine stagione mantengono la loro rilevanza nel cuore e nel portafoglio dei consumatori, ma la logica dei micro-momenti,  agevola gli acquisti 360 giorni l’anno, rendendo più facile approfittare di sconti, offerte e promozioni che avvengono al di fuori dei periodi “comandati”.

Nessuna corsa ai saldi, dunque: ogni giorno è un giorno di shopping!

Niente più sveglie obbligate per passare la domenica all’Ikea, ma piccoli acquisti tra una coccola, una passeggiata con il cane e l’inizio del derby in TV.

Smartphone, modalità shopping!

 

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Picchi nelle ricerche domenicali da mobile inerenti gli acquisti a luglio-settembre 2015

Le ricerche via mobile correlate agli acquisti crescono del 120% di anno in anno.

Ispirazione, informazione, conferma, acquisto e riscontro. Ecco cinque momenti in cui i consumatori sfoderano il loro device e iniziano a navigare, addentrandosi passo passo nel processo di acquisto e oltre. Il post vendita non è un passo da dimenticare, poiché è uno dei momenti in cui i brand dimostrano la propria affidabilità e gli utenti sono pronti a darne riscontro attraverso recensioni sui blog, commenti sui forum e post sui social network.

È bene ricordare ancora una volta che le potenzialità dei micro momenti non si esauriscono nella Rete. Negli USA, già durante le feste, l’82% dei possessori di uno smartphone lo consulterà direttamente nei negozi dove si è recato per fare acquisti.

Per i commercianti, la sfida consisterà nel saper soddisfare questa domanda multicanale, che si articolerà in micro-momenti sempre meno imposti dalle iniziative dei venditori e sempre più ritagliati da ogni persona in base alla proprie abitudini di vita.

La tendenza all’omologazione continuerà comunque a fare la sua parte, fornendo utili statistiche. I dati di Google data indicano la domenica come il giorno in cui i consumatori sono propensi ad acquistare da mobile: le statistiche inerenti lo shopping da smartphone e tablet sono del 18% più alte rispetto al resto della settimana.

Unboxing time

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Testi, immagini, video. L’evoluzione della comunicazione attraverso questi tre mezzi rappresenta un’escalation di stimoli, e dunque di informazioni, che vengono trasmessi agli utenti.

Le persone hanno sempre più la possibilità di conoscere e fruire di un’esperienza indiretta degli oggetti del loro desiderio. Per questo il fenomeno dell’unboxing si è già affermato anche in Italia: i video che cadono sotto questa categoria presentano un prodotto mentre viene estratto dalla confezione (box) e presentato in tutti i suoi dettagli, spesso arrivando fino alle impressioni relative al primo utilizzo.

I soggetti che realizzano queste presentazioni sono spesso consumatori finali con una certa predisposizione al blogging, ma sempre più spesso questa tecnica è utilizzata dai rivenditori per illustrare la bontà degli articoli presenti nei propri punti vendita.

Gli unboxing video rappresentano un’importante occasione per portare i clienti con un piede nello store, offrendo un manuale d’uso e una panoramica delle caratteristiche dei prodotti. In questo modo si rafforza l’intenzione d’acquisto e si gettano le basi per un rapporto di fiducia tra acquirenti e venditori, tutt’altro che facile da ottenere, soprattutto online.

Negli Stati Uniti un consumatore su quattro trova idee regalo grazie a questi video, mentre il 32% prevede di visualizzarli per orientarsi negli acquisti natalizi.
Il risultato? Nel 2015 i cittadini a stelle e strisce hanno guardato 60 milioni di ore di unboxing video su YouTube, per un totale di 1.1 miliardi di visualizzazioni. Tra questi, il 64% indica i video come miglior mezzo per trovare risposta alle proprie domande su un articolo: altro che manuali di istruzioni!

I settori trainanti sono quello tecnologico, dove è più che mai necessario analizzare nel dettaglio la varietà di optional di un prodotto, e quello moda e abbigliamento, dove il rapporto qualità-prezzo è più soggettivo.

Tutti i dati presentati in questo articolo sono presentati da Big G su questa pagina. Il fatto che i trend americani necessitino di un certo lasso di tempo prima di affermarsi anche oltreoceano, costituisce un’opportunità in più per studiare la situazione e decidere il modo migliore per sfruttare i micro-momenti, adattandoli alle logiche delle diverse attività di vendita, dalle grandi catene ai negozi, senza contare gli eCommerce.