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Play-Doh, WWF e SAAQ: i migliori annunci stampa della settimana

C’è un solo modo per iniziare bene la settimana. Smetti di fare ciò di cui ti stavi occupando, prenditi 5 minuti, goditi le campagne stampa più creative e lasciati ispirare!

Play-Doh: No Internet Required

Indirizzata ai genitori millennial, questa campagna stampa enfatizza il bello della pasta da modellare mettendola a confronto con gli svantaggi dei giochi moderni.

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Agenzia: TwoAM.Agency

Project Manager: Kirsten Gerber
Creative Director: Marco Russolilo
Art Director: Michael van der Meer
Copywriter: Luke Lockhart-Ross
Head of Art: Reijer van der Vlugt

Intra: A slow internet can kill your series

Una connessione internet lenta può rovinare una serata di meritato relax. Quest campagna stampa vuole fare in modo che nessuno sia più schiavo del buffering.

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Agenzia: Estúdio Submarine
Art Director: Phellippe Samarone
Copywriter: Juliano Torres

Scarabeo: Mycrotocle

L’abilità che serve per giocare a Scarabeo è quella di mettere in ordine le tesserine di gioco per formare parole. Geniale il parallelismo con in pezzi scomposti di una moto!

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Agenzia: JVG Madrid

WWF: Luxury

Questa campagna stampa dimostra come dietro il lusso a volte si nasconde lo sfruttamento diverse specie in via d’estinzione. Impressionante.

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Agenzia: Miami Ad School/ESPM
Creative Director: Paulo Andre Bione
Instructor:Paulo Andre Bione
Art Director:Raffi Martins, Juan Posada
Copywriter:Sam Cable, Lucas Lacerda

SAAQ: Roads can make you sleepy

La SAAQ, compagnia assicurativa canadese, ci tiene che i propri clienti dormano sonni tranquilli. Ma non mentre sono in viaggio!

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Advertising Agency: Lg2
Creative Director: Luc Du Sault
Art Director: Vincent Bernard
Copywriter: Luc Du Sault
Digital Artist: Marc Rivest
Accountant: Alexandra Laverdière, Mireille Côté, Catherine Darius
Agency Producer: Julie Pichette
Photograph: Benoit Brühmüller

 

Ma come, già è finita? Niente paura, il prossimo aggiornamento tra sette giorni!

LEGGI ANCHE: Louis Vuitton, Havas e Snikers: i migliori annunci della settimana

SnapTalks…e adesso parliamo di sesso

Parliamo di sesso
Che tu sia ancora solo un figlio o sia già diventato genitore, quante volte hai avuto voglia di fare domande – molte domande – sul sesso?

Ebbene, Control, noto brand di preservativi, nell’ambito di un più esteso progetto rivolto al target teenager, ha dato vita a SnapTalks, anche grazie ai video prodotti da ComboCut.

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A seguito di un lungo periodo di analisi, ascolto attivo del target e con il supporto di una psicopedagosista è stato sviluppato questo format di edutainment che si articola in una serie di interviste in cui gli adolescenti affrontano diversi aspetti della sessualità, con l’obiettivo di rendere la sessualità un argomento naturale, spontaneo, condiviso e, perché no, anche divertente.

Parliamo di sesso

Il nome SnapTalks richiama uno dei social media più amato dai millenials: Snapchat, che si è affermato grazie alla semplicità di fruizione e alla velocità di creazione del contenuto. Allo stesso modo, gli episodi di SnapTalks vogliono affrontare in modo semplice, divertente, veloce e leggero gli argomenti che molti pensano di dover affrontare obbligatoriamente in modo formale e distaccato.

Ecco come è andata.

B Fluid, l’agenzia di comunicazione che segue le attività di comunicazione di Control, ha stilato un elenco di tutte le tematiche specifiche da raccontare, parallelamente l’agenzia ha iniziato la fase di scouting alla ricerca della casa di produzione più adatta per la realizzazione di queste video-interviste. La condizione essenziale per Control e per l’agenzia era di poter lavorare con un team flessibile e che fosse in grado di sapere lavorare con persone vere, perlopiù giovani, affrontando temi molto intimi e in alcuni casi delicati. La video agency scelta è stata ComboCut.

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Niente attori, niente copioni, niente risposte preparate in precedenza e un solo giorno per girare tutti gli episodi.

La struttura finale del progetto prevedeva che i video da realizzare sarebbero stati 6, con un primo video teaser per presentare il progetto e un video di inediti con i momenti più esilaranti delle interviste. E, credeteci, ce ne sono davvero moltissimi! Ecco gli argomenti delle video-interviste:

    1. Genitori spiegano il preservativo ai figli
    2. Ragazze spiegano il pene
    3. Due di picche
    4. Ragazzi spiegano la vagina
    5. La prima volta dagli anni ‘50 ad oggi
    6. Vita di coppie

Genitori spiegano il preservativo ai figliGenitori, figli, una banana, un preservativo. E nessuna istruzione per l’uso.Ci sarà un sacco da ridere e tantissimo da imparare. (Tipo che no, non si soffia nei preservativi) #Snaptalks

Pubblicato da Control Italia su Martedì 10 novembre 2015

Distribuzione e risultati

In termini di distribuzione del video, a muoversi è stata l’agenzia B Fluid che ha scelto per Control un partner che i teenager avessero voglia di ascoltare: ScuolaZoo (2,4 milioni di fan su Facebook, 1,6 milioni di followers su Instagram).

Ogni video presente su ScuolaZoo rimandava alla landing page ad hoc di SnapTalks che si è via via arricchita con tutte le puntate

Tale accordo ha due tipi di vantaggi: da un lato, Control ha potuto avere accesso a un bacino di utenti davvero considerevole, dall’altro ScuolaZoo ha potuto mettere il proprio marchio su un prodotto già confezionato, ben fatto e dalla sicura e veloce diffusione online, dato l’argomento e il modo in cui era stato trattato.

Un riassunto dell’operazione? Più di 14 milioni di persone raggiunte sui social, più di 2 milioni di visualizzazioni dei video Snap Talks (dato aggregato di diverse piattaforme), più di 500 utenti che quotidianamente visitano il sito snaptalks.it.

 

Vuoi scoprire come è stata realizzata la produzione dei video Control? Leggi la storia sul blog di ComboCut.

Campagne PPC? Qualche consiglio da un esperto

In attesa dell’evento ADworld Experience 2016, che si terrà a Bologna il 14 e 15 aprile 2016, abbiamo scambiato due chiacchiere con Matt Umbro – senior Account Manager e responsabile della Community di Hanapin Marketing – specializzato nella gestione di campagne PPC.

Matt è anche il fondatore di PPCChat, una chat settimanale via Twitter in cui gli specialisti del settore discutono e analizzano argomenti legati al keyword advertising utilizzando l’hashtag #PPCChat: l’appuntamento fisso è per ogni martedì.

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Investire in pubblicità online è uno step obbligato per qualsiasi impresa che desideri emergere nel mare di contenuti in costante aumento sia all’interno dei motori di ricerca che sui social media. Spendere ingenti somme di denaro, però, non garantisce alcun successo, ecco perché avere una strategia si rivela fondamentale. A questo proposito Matt ci da qualche prezioso consiglio.

Qual è la cosa più importante da tenere in considerazione quando programmiamo una campagna PPC?

Bisogna essere sicuri di aver capito quali sono gli obiettivi della campagna. Proprio perché si sta per investire una grande quantità di tempo e denaro nel programma di sponsorizzazione, bisogna essere sicuri di che cosa si vuole ottenere. Sia che lo scopo sia un incremento delle vendite, delle iscrizioni o qualsiasi altra cosa, definite gli obiettivi fin dall’inizio.

Qual è la parola più costosa al mondo nell’advertising online e come ti spieghi il suo valore?

Legale e assicurazione sembrano essere le più costose a causa delle diverse compagnie che si stanno facendo concorrenza nel settore. Specialmente in ambito legale, la pubblicità PPC raggiunge costi molto alti perché accaparrarsi un cliente può valere molto di più di quanto investito.

LEGGI ANCHE: AdWorld Experience: misura l’ottimizzazione delle tue campagne AdWords

Qual è la differenza di stile da adottare quando di studia il copy di una campagna pubblicitaria PPC per Google, Facebook o Twitter?

Se Facebook e Twitter basano la loro forza principalmente sulle immagini, la ricerca tramite Google è più influenzata dal testo e questo deve essere efficace. In ogni tipo di pubblicità, bisogna assicurarsi di trasmettere il messaggio corretto e, specialmente nelle campagne sui social, ricordarsi che l’immagine deve avere la stessa importanza del testo.

Concept: Building your own career or business. Young businessman installing upward arrow on floating business graph with positive trend, isolated on grey background.

Come possiamo monitorare facilmente i trend di ricerca di parole chiave per impostare le nostre pubblicità? Quanto spesso ne dobbiamo controllare l’andamento?

Un sistema di monitoraggio di tutte le campagne a pagamento PPC attive è fondamentale così come lo è utilizzare una piattaforma Analytics. Le metriche devono essere controllate giornalmente per assicurarsi che si stia andando nella giusta direzione.

Di cosa parlerai durante l’ADworld Experience di Bologna?

Parlerò di come si può avere successo nella campagne a pagamento PPC, anche se i costi sono molto alti. Presenterò il caso studio di un cliente in ambito legale e come sia possibile raggiungere ottimi obbiettivi anche in un settore così competitivo.

 

Iscriviti subito all’evento ADworld Experience utilizzando il codice sconto riservato del 10%: ninja10

I migliori momenti degli Oscar in GIF

Chris Rock scherza sulla polemica #OscarsSoWhite

 Tracy Morgan fa la parodia di “Danish Girl”

L’orso di Revenant che applaude

La reazione di Jacob Tremblay ai droidi di Star Wars e al red carpet


La toccante performance di Lady Gaga con le vittime di abusi


L’orgoglio italiano per l’Oscar a Ennio Morricone

La commozione di Rachel McAdams

La soddisfazione di Jack e l’entusiasmo di Rose

La mancata doppietta di Eddie Redmayne

Il fair play di Mark Ruffalo

Il primo Oscar di Brie Larson per l’interpretazione in “Room”

Scie chimiche, Reactions, Petaloso, DiCaprio: una settimana epica!

L’unica cosa simpatica del lunedì è che capita una volta sola a settimana. La cosa ancora più divertente è allietare questo giorno infausto con la rubrica più epica di sempre. Eh sì, questa settimana, di soddisfazioni ce ne siamo prese veramente tante.

Forse, questa settimana, un solo post non basterà per racchiudere tutto quello che il web ci ha regalato di epico. Ma ci proviamo!

Win

Uno spazio epic win lo dedichiamo ad una pagina che su Facebook ha appena superato il milione di follower: Mamme che scrivono su WhatsApp.  Fuori dalle logiche estreme e dalle polemiche, piace perché è divertente e perché ognuno riesce a rivedere la propria madre o il proprio padre alle prese con la tecnologia. Piace perché è spontaneo e fa sentire tutti una grande famiglia. Tenerezza, epicwin, a gogo.

 

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Settimana di grandi news anche per gli utenti Facebook: arrivano le Reactions. Ma più di tutte, sono state le “reactions” del popolo social a far discutere. Epi win, sì!

Per i nostalgici di Vega:

Per i fan di Aldo, Giovanni e Giacomo:

Per i tv series addicted:

Anche Radio 101 propone un suggerimento:

E l’Oréal espone la propria visione. Non fa una piega.

 

C’è una linea sottile che separa win e fail, anche se a volte è poco chiara. Ma ci piace dare fiducia: ancora epic win.

È arrivato il momento della new entry: Petaloso. Sì, la storia del bambino creativo ha convinto i più, ma c’è chi ancora è scettico e reagisce così. Epicwin.

Fiat

Ferrero

Anche gli insospettabili hanno qualcosa da dire.

Sapevate che il mondo degli zombie è #petaloso?

Ma il più grande epic win va di diritto alla Mulino Bianco: perché petaloso sì ed inzuppso no?

 

Se l’argomento vi diverte, Ninja Marketing ha dedicato un post di raccolta per #petaloso.

Win? Eh sì. Non potevamo non dedicarglielo. Se lo merita, questa volta sì. Anche se probabilmente sarà, di nuovo,  il protagonista della prossima rubrica epica, ma abbiamo il dovere di citare il nostro mitico Leonardo DiCaprio.

L’attesa per l’Oscar è stata lunga, sofferta e.. divertente.

Un’attesa così forte come la voglia di festeggiare.

https://www.facebook.com/events/1523572501272869/

Tutti dalla parte di Leo!

Ma alla fine, ce l’ha fatta. Evviva! Epic win! 

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Fail

In un mondo di win, ecco il primo (e unico) epic fail di questa settimana, per l’amatissima Romina Power. Certo che.. ehi! Non si può neanche esprimere il proprio pensiero che il social ti si rivolta contro.

Ovviamente, la notizia non è passata inosservata e ha creato non poco buzz. E noi, con un sorriso, leggiamo attentamente. Dai Romina, non te la prendere, in fondo anche questa storia che i social fanno sorridere è “Felicità!

E con questo è tutto: che sia una settimana epica, per tutti voi.

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Oscar 2016: niente più scherzi sui social per DiCaprio

Si è conclusa la notte degli Oscar, edizione numero 88.

Gli occhi di tutti gli appassionati di cinema – ma anche quelli di chi è solo curioso – si sono concentrati sul Dolby Theatre di Los Angeles per scoprire chi si sarebbe aggiudicato la mitica statuetta d’oro.

Anzi, a dire il vero non è propriamente così.

L’attenzione di chiunque era tutta focalizzata su una sola, enorme, questione: Leonardo DiCaprio sarebbe riuscito a vincere la sua prima statuetta?

Per ben 4 volte, dal 1994 al 2014, Leo si è visto scappare l’Oscar all’ultima curva e il suo tentativo di aggiudicarselo è diventato un tormentone del web.

Tutti a prendere in giro il buon Leo con gif e meme, o a fare un tifo da stadio per lui.

Qualche esempio tra i tanti: l’evento Facebook più bizzarro  creato per celebrare l’eventuale vincita;  una pubblicità azzeccata su Instagram (a breve sulle pagine di Ninja, una raccolta delle migliori trovate pubblicitarie).

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Questo libretto animato annunciava la consegna del Premio (con un finale che però non ci saremmo davvero augurati!).

Ebbene, Leo ha vinto la tanto bramata statuetta per l’interpretazione off limits di The Revenant e ha potuto finalmente prendersi una standing ovation da tutti i suoi colleghi.

Sempre attento e attivo alle questioni relative ai mutamenti climatici, Leonardo ha tenuto un bellissimo discorso di ringraziamento in cui ha chiesto a tutti di “non dare per scontato il nostro Pianeta, così come io non ho dato per scontata questo premio”.

Detto questo, gli Oscar sono stati il solito carrozzone di glamour, divi, abiti eleganti e acconciature che sfidano la forza di gravità (e forse anche l’idea di buongusto).

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Giusto per darti un’infarinatura generale – e non farti fare la figura di quello che segue solo “l’affaire DiCaprio” -, ecco qualche pillola da giocarti con gli amici al bar.

1) Il film che si è portato a casa più statuette è stato Mad Max Fury Road di George Miller (6, i Premi Tecnici).

Tanti i tweet di commento a questa razzia di premi. Segnaliamo quello del regista Guillermo del Toro che ha ridotto la competizione a una battaglia tra Mad Max e Mad Mex (il messicano folle, ovvero Alejandro González Iñárritu, regista di The Revenant, che ha vinto il Premio per la Miglior Regia).

 

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E un tweet divertente fatto in casa nostra:

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2) Miglior Film è Spotlight, che ricostruisce le ricerche di un gruppo di giornalisti del Boston Globe su casi di pedofilia nell’ambiente ecclesiastico.

3) Sylvester Stallone non è riuscito a vincere l’Oscar per il ruolo di Miglior Attore Non Protagonista nel film Creed.

L’amico di muscoli e battute taglienti Arnold Schwarzenegger l’ha consolato così:

 

4) Lo show ha avuto un unico, lunghissimo, leitmotiv: la polemica sulla mancanza di attori afroamericani in gara.

Il conduttore Chris Rock ha incentrato la quasi totalità dei suoi sketch su questo argomento, a volte andando a meta, il più delle volte risultando solo noioso.

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5) Chi ha visto The Revenant non potrà scordarsi dell’orso. E sarà anche stato contento di rivederlo ieri sera tra il pubblico!

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6) Un pizzico di Italia sul palco: un commossissimo Ennio Morricone ha vinto il Premio per la Miglior Colonna Sonora per il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Da notare che, in giornata, il Maestro Morricone era stato omaggiato con la famosa stella sulla Walk of Fame di Los Angeles.

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7) Sam Smith ha vinto il Premio per la Miglior Canzone con Writing’s on the Wall, del film Spectre. Ritirando la statuetta Sam, omosessuale dichiarato, ha dedicato il premio alla comunità LGBT.

7) A bocca asciuttissima restano The Martian di Ridley Scott e Star Wars. Il risveglio della Forza di J. J. Abrams.

E così un altro anno di Oscar è andato e si è già partiti con i ragionamenti e le selezioni per l’edizione 2017. Se sarà un’edizione migliore di quella di quest’anno, è presto per dirlo… Quel che è certo è che dovremo trovarci qualcosa e qualcuno di nuovo su cui parlare sui nostri profili social!

eCommerce: i programmi di Netcomm con il presidente Roberto Liscia

A pochi giorni dalla rielezione di Roberto Liscia, Ninja Marketing intervista il presidente di Netcomm. Oltre alla rielezione sono entrati a far parte del Consiglio del Consorzio del Commercio Elettronico Italiano quattro nuovi membri: Angelo Ghigliano, Country Director Italy Odigeo/eDreams, Andreas Schmeidler, Country Manager Italia di vente-privee, Eugenio Trombetta Panigadi, Amministratore Delegato di Ibs.it, e Valentina Visconti, Country Manager Privalia Italia.

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Quali sono i programmi del consorzio Netcomm per facilitare la digitalizzazione delle PMI italiane?

Quello che faremo non sarà altro che rafforzare le linee di servizi e attività che abbiamo già in essere e che provo a sintetizzare in sette punti.

Il primo è lavorare sui temi della conoscenza, diffonderla, attraverso gli eventi che stiamo rafforzando come attività poiché rappresentano un modo per trasferire conoscenza e best practice. I nostri eventi sono sullo sviluppo tecnologico, sui temi del marketing digitale e sul tema della regulation. All’interno di quest’area si pone l’eCommerce Forum, che quest’anno, per la prima volta in 10 anni, sarà articolato in 2 giornate in cui prevediamo 5000 presenze e più di 60 workshop. Una dimensione che colloca l’evento al secondo posto in Europa per il settore eCommerce.

La seconda linea di attività riguarda la formazione. Con il gruppo Intesa stiamo sviluppando un programma di formazione per 2000 aziende italiane: un mini-master di 3 giornate in cui da un lato saranno trasmessi elementi informativi per sensibilizzare alla digital transformation e dall’altro verranno forniti strumenti di assessment digitale per aiutare l’impresa a decidere cosa fare per affrontare strategicamente la competitività digitale dei prossimi anni.

LEGGI ANCHE: eCommerce Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

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La terza linea di attività che stiamo sviluppando, in maniera sempre più costante, riguarda la trustability: perché i clienti devono essere accompagnati da un percorso di trustability nel processo d’acquisto. Per fare ciò abbiamo sviluppato il Trustmark, sigillo di Netcomm con il quale, attraverso una verifica di 90 parametri, certifichiamo che i siti siano sicuri e affidabili. Questo sigillo è adottato in Italia da 200 merchant e fa parte di una rete europea di 18 paesi (in ogni paese c’è un sigillo uguale al nostro). La rete è formata da circa 20,000 imprese alle quale abbiamo associato un sigillo europeo denominato eCommerce Europe Trustmark, che permette alle imprese italiane che hanno già il nostro sigillo italiano di associare anche quello europeo per vendere all’estero. Al sigillo è associata l’ Alternative Dispute Resolution: siamo uno dei 10 enti che può gestire i contenziosi tra i consumatori (19 associazioni fanno parte dell’accordo) e i merchant.

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Quarto livello di attività riguarda le ricerche e gli osservatori, perché la conoscenza passa da loro. Con il Polimi abbiamo consolidato da 10 anni la ricerca dell’osservatorio sull’eCommerce.  Abbiamo poi una ricerca mensile sul Net Retail e sull’indice dell’eCommerce con Fusina (Human Highway), e poi una ricerca europea su ciò che succede in tutta Europa.

Quinta linea sono le attività di workshop interni regolamentari. Abbiamo 3 gruppi di lavoro: uno sui pagamenti, uno sulla logistica e uno sulla regulation che lavorano per definire ruoli e modelli che si adattino alla rivoluzione digitale e per intraprendere attività di lobbying. A livello europeo sono diversi i temi di cui ci occupiamo: nuova regolamentazione sulla privacy, PSD2, revisione della direttiva sull’eCommerce e sulla fiscalità dei prodotti fisici venduti online.

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Altra attività da noi intrapresa, tramite Netcomm Services, è aiutare le imprese nella loro digital transformation. Un’attività di supporto tra consulenza e servizio per aiutare le imprese a ragionare e sviluppare modelli che siano innovativi e coerenti con i tempi. Con l’ingresso dei nuovi consiglieri l’idea non è soltanto di far crescere il Consiglio in funzione della crescita del consorzio ma avere una più alta rappresentatività dei settori che vogliamo in qualche misura aiutare a crescere in maniera verticale. Siamo infatti in una fase in cui l’eCommerce è cresciuto prevalentemente sulle dot com ma che sta diventando interessante anche per produttori e distributori tradizionali.

Immigration law: sei consigli per avviare un’impresa in Cina

Ultima linea è relativa all’export: siamo appena tornati da una missione in Cina insieme ad Alibaba e l’obiettivo è di aiutare le imprese italiane del made in italy a crescere all’estero, soprattutto nei paesi dell’estremo oriente. Sviluppo, supporto, educazione, formazione per le imprese al fine di aiutarle a definire la propria strategia e definire accordi commerciali e di partnership con operatori locali che li aiutino in tutte le fasi, dal marketing alla logistica.

LEGGI ANCHE: Vivere e surfare a Bali lavorando nell’eCommerce”

Qual è il rapporto tra eCommerce e Made in Italy?

Il rapporto è saldo principalmente in alcuni settori (food, fashion, arredamento e design) ma oggi tutti gli operatori della produzione e della distribuzione hanno nel cassetto un progetto sia per il mercato digitale italiano che per quello internazionale. Se prima c’era la paura di cannibalizzare parte della distribuzione tradizionale, oggi direi che si sono rotte tutte le reticenze e tutti stanno lavorando ad una progettazione che li vede impegnati a sviluppare nuove iniziative. Ciò non vuol dire solo lanciare uno shop eCommerce ma definire una strategia digitale più ampia.

Addio Missoni: marchio simbolo del made in italy in lutto

Quali sono le storie di successo nel nostro paese?

Ce ne sono di piccole e grandi: ci sono grandi storie come Yoox, fiore all’occhiello. Altre molto significative come Luisaviaroma, società nata da un negozio di Firenze che oggi fattura 100 milioni di euro esportando in più di 20 paesi i suoi prodotti del fashion made in italy. Altre storie stanno diventando importanti come La Perla, e tutti i marchi del fashion che si stanno affacciando in quest’arena competitiva. Non avranno difficoltà ad avere successo sui mercati internazionali.

Lo stato dell’arte in Italia rispetto all’Europa?

La nota negativa è che siamo indietro ma è anche positiva perché abbiamo ancora tutto il futuro davanti a noi.  Il settore eCommerce ha un fatturato di 17 miliardi di euro, +20% su 30,000 imprese, ma se pensiamo che la Francia – con un 20% di popolazione in meno – fattura 64 miliardi di euro è evidente che il potenziale per l’Italia è ancora tutto da sviluppare.

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The Maker: in memoria dei video dedicati agli “hipster maker”

​Uno dei meriti (o forse demeriti, a seconda dei punti di vista) del web è poter trasformare praticamente qualsiasi cosa in un trend globale. Con il rischio, di tanto in tanto, di dare il via a fenomeni di iper-citazione e imitazione che azzerano il livello creativo dei contenuti proposti, dal basso o dalle aziende.

Un esempio é la comunicazione dedicata alle nuove forme di artigianato, raccontate quasi esclusivamente attraverso un filtro narrativo e tecnico definito per convenzione di ispirazione hipster. E come ogni tendenza divenuta iperpopolare, le parodie fioccano. L’ultima di queste è l’ironico video di Andy Corbett e Patrick Kehoe.

I due hanno creato un video ​dal titolo “The Maker” che racconta la storia di un appassionato creatore di… toast.

Cosa ne pensate? 😉

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Aspettando gli Oscar: le locandine illustrate dei film

Manca ormai davvero poco all’88esima edizione degli Oscar, che si terrà questa domenica a Hollywood. Solo 12 giorni fa è stata la volta dei BAFTA (British Academy Film Awards) che hanno già decretato il successo di alcuni dei film in concorso agli Academy Awards. In onore della categoria più importante del premio inglese, ovvero “miglior film”, l’artista ungherese Levente Szabó ha realizzato cinque locandine alternative delle pellicole in gara.

I manifesti di Carol, Il caso Spotlight, The Revenant, La grande scommessa e Il ponte delle spie sono stati ricreati utilizzando disegni monocromatici ed effetti di doppia esposizione.

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Fonte: www.briskgraphics.com

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Fonte: www.briskgraphics.com

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Anche LinkedIn agli Oscar con il suo primo spot

Anche Linkedin sta per fare il suo debutto televisivo, con uno spot che ha scelto di trasmettere durante uno degli eventi dalla maggior risonanza mediatica mondiale: gli Oscar del cinema.

L’88esima edizione degli Academy Awards si terrà questa domenica, 28 febbraio 2016, e milioni di telespettatori (nel 2015 sono stati 36 milioni) vedranno il primo spot realizzato dal social network professionale di Jeff Weiner, dal titolo “You’re Closer Than You Think” e realizzato da BBDO San Francisco.

Proprio di Weiner è la voce che recita l’emozionante voiceover, accompagnata dall’adattissima “California Stars” di Billy Bragg & Wilco, mentre si cala metaforicamente nei panni di un astronauta (simbolo per antonomasia, nell’immaginario collettivo, dell’affermazione professionale e personale).

Quando ero bambino, ogni notte prima di andare a letto, mio padre mi diceva che avrei potuto realizzare qualsiasi cosa avessi in mente. Crederci ha cambiato tutto.”

La scelta della metafora spaziale è doppiamente strategica: la narrazione epica è totalmente in linea con l’evento che ospiterà lo spot (difficile non pensare ad uno dei più recenti protagonisti degli Oscar, Gravity di ‎Alfonso Cuarón), celebrazione in primo luogo del potere creativo, catartico ed entusiasmante che il cinema esercita sugli spettatori; dall’altra, rimarca una case history rilevante e che pochi possono vantare, ovvero l’operazione di recruiting che NASA ha realizzato sul sito lo scorso anno.

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Immaginate di essere davanti alla tv, in attesa di sapere se Leonardo Di Caprio riuscirà finalmente a stringere fra le mani l’agognata statuetta, in fibrillazione e sognando di vivere una vita “come quella dei film”: cosa ne dite, mossa più che azzeccata per Linkedin (a poche settimane dal Super Bowl, l’evento televisivo più appetibile e caro in assoluto per gli inserzionisti)? A lunedì l’ardua sentenza 😉