Marketing

Petaloso, inzupposo e comodoso: dal viral al marketing in una parola

Mulino Bianco, Dufour e Fiat avevano già giocato con i neologismi, ma la forza virale dell'aggettivo inventato dal piccolo Matteo è tutta un'altra storia

Questo articolo è scritto da Alessandro Bianchi, Ninja Guest.

Se hai aperto Facebook o Twitter nelle ultime ore (e so che lo hai fatto) hai certamente letto della storia del piccolo Matteo e della parola petaloso, che ha ricevuto il grande onore di una dolcissima e condivisissima risposta dell’Accademia della Crusca: quella parola potrebbe entrare davvero nel vocabolario italiano per analogia con altri vocaboli simili, se il suo uso diverrà comune nel linguaggio quotidiano.

inzupposo

Prima di petaloso: Barilla e inzupposo

La storia ha attirato l’attenzione delle persone anche sui social network, che spontaneamente hanno reso virale l’accaduto.

Petaloso e l’Instant Marketing

Più veloci della luce,  i social media manager si sono subito messi al lavoro: non si sono fatti attendere i primi post ufficiali siglati dall’hashtag #petaloso.

Ringraziamo i Ninja del clan e i fan per le segnalazioni!

Pubblicato da Ninja Marketing su Mercoledì 24 febbraio 2016

 

Non è la prima volta che un aggettivo fa tanto rumore.

Prova a ricordare lo spot della Mulino Bianco in cui un aitante Antonio Banderas versione mugnaio tenta di convincere una ragazza ad usare la parola inzupposo.

Inzupposo era già comparso sul packaging della confezione del Biscottone, e già allora aveva fatto sorridere per l’estrosità del termine.

Prima di petaloso e inzupposo, Fiat era comodosa

Anche Fiat Uno aveva già ceduto al gioco di parole: in uno spot dell 1984 si attribuiscono all’automobile alcune caratteristiche formulate in un italiano a dir poco originale,  che Matteo avrebbe certamente apprezzato molto.

Oltre ad essere scattosa (termine che effettivamente esiste), la macchina della Fiat era anche chiccosa, risparmiosa e, reggiti forte, comodosa.

La campagna Dufour del 2001 aveva come protagonisti alcuni adolescenti che, a contatto con la natura, coniavano nomignoli affettuosi per gli animali con cui trascorrevano le giornate: i vocaboli usati facevano già parte del vocabolario, ma la diffusione fu sorprendente! Come non ricordare il cavallo goloso e il delfino curioso di cui Youtube abbonda in parodie e imitazioni?

I neologismi nascono proprio per comunicare nuovi bisogni: in questo mondo iperconnesso non è affatto incredibile che un bambino inventi una nuova parola.

L’iniziativa e la curiosità di Matteo sono state già ampiamente premiate dall’attenzione dell’Accademia della Crusca e dal mondo dei social: l’hashtag #petaloso ha raggiunto in poco tempo i vertici delle tendenze su Twitter e su Facebook è stato condiviso oltre 75mila volte.

E se, incredibilmente, questa parola venisse davvero inserita nei nostri vocabolari?

Sarebbe, sicuramente, un giorno davvero petaloso!