Twitter e mondo del calcio: come si muovono le società sportive in 140 caratteri?

 

Se siete appassionati di calcio e assidui di Twitter avrete sicuramente letto la scorsa settimana degli scambi di tweet fra squadre di calcio avversarie: in Italia, Roma e Juventus e all’estero e in particolare fra Inghilterra e Spagna fra Manchester City e Atletico Madrid.

A iniziare è stata la squadra della capitale che in occasione della partita di Champions League in terra inglese ha twittato sul proprio account ufficiale (@OfficialASRoma) una battuta sul clima poco mite che il Regno Unito è solito soffrire.

 

I rivali del Manchester City (@MCFC) hanno risposto con un simpatico “vi ci abituerete a questo tempo!” e i romani hanno rilanciato con l’arma dell’ironia – qui, a dire il vero, un po’ a rischio strafottenza – chiedendo se, oltre al pessimo clima, la città avesse qualcosa da offrire ai turisti-tifosi che fossero sopraggiunti in città per assistere al match.

Chiude il discorso in modo impeccabile @MCFC che ne approfitta per promuovere la città, invitando l’account della Roma a scaricare l’app mobile del Manchester City dedicata ai supporters europei.

 

 

Fino a qui, un bell’esempio di gentilezze fra account. Poi però, il tono della discussione cambia… Il flame, quando il tema è il calcio, è dietro l’angolo!

Per la serie “le ultime parole famose” (versione web), il City ha stuzzicato la squadra giallorossa, chiedendo conferma del fatto che il capitano dei giallorossi, Francesco Totti, non avesse mai segnato in terra inglese.

La risposta in effetti era affermativa, ma disturbare il cane – o meglio, il lupo – che dorme, può essere assai pericoloso!

Infatti la sera stessa Totti segna uno splendido gol di pallonetto che consente alla Roma di pareggiare in casa dell’avversario anglosassone.

Continua così lo scambio di frecciatine su Twitter (con l’intervento, interessato, della Nike, sponsor tecnico della squadra capitolina e dello stesso capitano).

 

 

A meno di un giorno di distanza, altro scambio di cinguettii tra l’account internazionale della Juventus (@Juventusfcen) e quello dell’Atletico Madrid (@Atleti).

Oggetto del contendere: il numero di scudetti vinti dai bianconeri.

 

 I maligni vedono nel tweet del club madrileno un colpo basso alla società di Torino, che, per le note vicende legate a Calciopoli, balla sempre tra gli scudetti vinti sul campo e quelli riconosciuti dalla Lega Calcio.

Ottima comunque la risposta della Vecchia Signora che, con un pizzico d’ironia, ribadisce la propria verità.

Esempi interessanti che mostrano una tendenza ormai consolidata: l’interesse delle società di calcio verso il mondo dei social network e in particolare l’utilizzo smart e ad alto tasso d’engagement di Twitter.

Tutto il repertorio del tifo calcistico rivive a suon di post in 140 caratteri: dallo scambio cordiale di gagliardetti in mezzo al campo, agli sfottò sugli spalti (con, ahinoi, le consueta derive violente della parte più becera della tifoseria).

La domanda sorge spontanea, visti anche i casi raccontati poc’anzi: quante squadra di calcio hanno un account Twitter?

Stupisce un dato: tutte le 20 formazioni di Serie A hanno un account!

La prima squadra ad aprirne uno è stata la Fiorentina nel 2009; tra il 2010 e il 2011 altri team si sono unite alla “Viola”, anche se alcune – Sampdoria a Sassuolo – sono arrivate sul social network solo a inizio 2012.

Persino neo promosse come Empoli e Cesena tengono costantemente informati i propri tifosi sulle proprie attività.

Già, i topic di discussione: quali sono?

Principalmente  Twitter è utilizzato come un megafono per dare ai propri tifosi notizie sempre aggiornate sulla squadra e sugli atleti.

Ma le attività principali non finiscono qui: report di conferenze stampa, avvicinamento alle partite con la comunicazione delle formazioni ufficiali, celebrazioni di anniversari e compleanni di giocatori ed ex giocatori, retweet dai profili ufficiali dei calciatori, documentazione delle trasferte e telecronache live dei match.

Considerando una media di 1 partita giocata ogni 7 giorni – ma alcune squadre giocano anche ogni 3 giorni –  e che i calciatori di oggi sono vanitosi e malati di social network e documentano ogni momento della propria giornata, ne consegue che questi profili non hanno mai carenza di contenuti.

Immancabili poi i retweet dei tifosi: non solo in Italia ci si crede tutti tifosi di calcio e ogni appassionato ha sempre da dire il proprio punto di vista su schemi, vittorie, sconfitte e, soprattutto, errori arbitrali (proprio nelle ultime ore il web è letteralmente invaso dai commenti sull’ultimo incontro di campionato tra Juventus e Roma, e #JuveRoma stabilmente è fra i trending topic dalla triplice fischio).

Il calcio, come si sa, è competizione e quindi: chi sale sul podio dei più seguiti?

Il verdetto rispecchia la fama e il prestigio delle 3 squadre con più successi e tifosi: al terzo posto l’Inter; al secondo la Juventus; al primo posto il Milan.

 

 

La società rossonera ha sul proprio profilo (@acmilan2,23 milioni di follower, twitta con costanza (oltre 30.400 tweet) e mantiene viva la discussione indicizzata dall’hashtag #weareacmilan, introdotto dalla campagna abbonamenti di quest’anno.

I campioni d’Italia della Juve (@juventusfc) inseguono con 1,44 milioni di fan e “solo” 19.600 tweet: anche in questo caso, c’è un hashtag ricorrente (#finoallafine) che riprende uno dei cori cantati allo stadio dai propri tifosi. Molto interessante l’idea di possedere un canale multilingua pensato per i tifosi di tutto il mondo (oltre a quello in inglese vengono proposti contenuti in spagnolo e in indonesiano).

Al terzo posto si piazza il profilo dell’Internazionale (@inter) con un distacco sensibile: 665.000 follower. La cosa stupisce soprattutto se si considera che l’account nerazzurro ha aperto prima di quello dei rivali storici (marzo 2010 contro settembre 2010 dei cugini e febbraio 2011 della Juventus): anche per questo, detiene il primato nazionale per il numero di tweet emessi (oltre 52.400).

Considerata la fama mondiale del club, c’è forse qualcosa da rivedere a livello di piano editoriale?

Se questi vi sembrano grandi numeri, proviamo a mettere il naso fuori dai nostri confini.

Prendiamo come riferimento solo la prima squadra per numero di follower dei principali campionati stranieri (Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1): in Inghilterra la prima è l’Arsenal con 4,57 milioni; in Spagna trionfa il Real Madrid con 13 milioni di appassionati; in Germania primeggia il Bayern Monaco con 1,55 milioni; in Francia vince il Paris Saint-Germain con 1,61 milioni.

Come sul campo, lo strapotere del Real Madrid – e anche del Barcellona, che insegue con 12,8 milioni – è schiacciate e colpisce ancora di più se si considera che esiste anche un profilo da 4,35 milioni, solo dedicato ai tifosi delle merengues lingua spagnola.

Stupiscono poi positivamente due buone abitudini: quella tedesca di avere, obbligatoriamente, un profilo in lingua inglese (il tedesco non può certo definirsi una lingua semplice!) e quella inglese di avere un canale dedicato alle formazioni femminili. Oltre all’Arsenal, anche Liverpool e Chelsea hanno un profilo “ladies” da migliaia di fan, che ha l’obiettivo di attirare verso il brand dell’azienda la frangia di tifosi, tendenzialmente, meno attenta al calcio rosa.

Una volta le partite duravano 90 minuti: oggi possiamo dire che siano praticamente ininterrotte. Con somma gioia degli amanti dello sport più bello del mondo e gli sbadigli degli anti-calcio.

Che ne pensate, amici lettori?

5 cose che abbiamo apprezzato dell'Italians Festival

L’Italians Festival – il primo festival della pubblicità italiana – si è concluso sabato sera con le premiazioni degli ADCI Awards. L’evento, promosso da ADCI (Art Director’s Club Italiano) e Assocom (Associazione delle Aziende di Comunicazione) con la main partnership di Google ha visto la partecipazione di centinaia di persone: studenti, professionisti, rappresentanti aziendali e semplici curiosi, tutti uniti dalla voglia di studiare meglio lo stato dell’arte della creatività italiana (e internazionale) dalle parole degli addetti ai lavori.

Noi Ninja abbiamo partecipato tutte e tre le giornate, cercando di ascoltare il maggior numero di interventi e testimonianze e captando il mood dei partecipanti. Il risultato? Ci preme dirlo subito: è stato un evento bellissimo, per tanti motivi. Ne abbiamo scelti cinque, quelli che secondo noi hanno permesso davvero di fare la differenza: location, organizzazione, temi, stimoli, atmosfera.

Location

Impossibile non partire dal luogo dell’evento per parlare dell’Italians Festival. Il teatro Franco Parenti di Milano ha saputo aprirsi nel migliore dei modi ai partecipanti – e in qualche modo alla città intera – mettendo per un attimo da parte le proprie attività più caratteristiche senza rinunciare alla propria, forte identità. Gli ospiti del festival hanno dunque potuto apprezzare questo luogo da una prospettiva diversa ma altrettanto suggestiva. Tutti i diversi spazi del teatro si sono così trasformati in spazi per workshop, speech, gallerie di lavori, pause di riposo, con grande curiosità delle persone divertite ad esplorarli uno ad uno.

Credits: Italians Festival

Organizzazione

Un evento non può diventare grande senza dei bravi organizzatori. E allora, un applauso a loro ed ai parter che li hanno supportati al meglio! Sono riusciti a coordinare uno staff dinamico e tante, tantissime partecipazioni senza default dell’ultimo istante o allungamenti esagerati nelle tempistiche indicate dal programma. Ci sono stati i tipici, piccoli inconvenienti tipici della diretta – che non hanno però intaccato la bontà del risultato finale. Strappando anche qualche applauso per il modo con cui sono stati superati!

Credits: Italians Festival

Temi

Per un festival sulla creatività, il rischio di sbagliare topic e argomenti è sempre alto. Si può infatti creare un evento troppo verticale, concentrato su alcune suggestioni a discapito di altre, ma è possibile anche ‘diluire’ l’attenzione delle persone a causa dell’eterogeneità degli argomenti trattati. Anche in questo caso i pensatori dell’Italians Festival hanno saputo scegliere una rosa di temi interessante e ben focalizzata sul tema, senza rinunciare alla ricchezza dei diversi contributi. Ecco allora sul palco pubblicitari, manager, scrittori, giuristi e tanti altri professionisti, accomunati dalla voglia di parlare di comunicazione, advertising e idee folli.

Credits: Jacopo Pasquini

Stimoli

Partiamo dalla fine dell’ultimo paragrafo: l’Italians Festival ha saputo raggruppare speaker eterogenei per formazione e professionalità, ma fortemente accomunati dall’amore per la comunicazione e la creatività. Essi hanno saputo veicolare una grande varietà si stimoli e suggestioni, molto importanti da ‘portare a casa’ per un ragionamento più profondo nei giorni successivi.

Credits: Italians Festival

Atmosfera

L’unicità dell’atmosfera che si respirava durante l’Italians Festival è stata ribadita anche nella cerimonia di premiazione degli ADCI Awards e chiusura dei lavori. Un’atmosfera molto positiva e costruttiva tra speaker, partecipanti e organizzatori, come se si trattasse di un’unica famiglia allargata radunata temporaneamente con l’unico obiettivo di fare riuscire bene la kermesse. E – merito anche della cornice del Parenti – i risultati non lasciano spazio a dubbi!

Credits: Italians Festival

Conclusioni: 100 di questi Festival!

E’ tutto oro quello che luccica, dunque? Nel caso dell’Italians festival, assolutamente sì! Come abbiamo più volte sottolineato, l’Italian Festival ha convinto in tutto e per tutto. Belle idee, ospiti forti, organizzazione impeccabile. A proposito dei 5 punti appena sottolineati, ci permettiamo solo di dare uno stimolo per la prossima edizione: ci sarebbe piaciuto tantissimo vedere ancora meno speaker stranieri (o più testimoni italiani all’estero).
Per il resto non vediamo già l’ora di riparlarvi del festival, tra un anno!

La Radio invade la TV: il guerrilla di RAI [BREAKING NEWS]

Se i vostri televisori sono sintonizzati su uno dei canali RAI, oggi potreste imbattervi in una sorpresa. Radio RAI sta, infatti, interrompendo i programmi televisivi – film, talk show, telegiornali – per mandare in onda degli storici messaggi radiofonici, dall’annuncio della morte di Kennedy alla vittoria dei Mondiali di calcio, passando per la strage di via D’Amelio.

La RAI propone questa azione di guerrilla marketing sul piccolo schermo in occasione del 90esimo compleanno della Radio. Risale, infatti, al 6 ottobre 1924 la prima trasmissione radiofonica in Italia ed è interessante che Mamma RAI abbia voluto dedicare un’iniziativa non convenzionale alla sua figlia più vecchia.

Le interruzioni della radio ci permettono di riscoprire le emozioni che qualche decennio fa potevano essere trasmesse con il suo ausilio della voce e che, ancora oggi, vengono diffuse grazie a Radio RAI. Il moderno al servizio del passato, quindi, per un ritorno alle origini unconventional.

Sarà interessante vedere le reazioni degli spettatori durante il corso della giornata e anche quello dei presentatori che si vedranno interrompere in diretta.

Ecco il video della prima interruzione della giornata, avvenuta durante il TG3 di stamattina.

E qui l’urlo “Campioni del Mondo” che interrompe RaiNews.

Sul sito della RAI è possibile visionare tutte le clip radio che stanno interrompendo i programmi televisivi.

Prevenzione, Canone Tv, Birra: i migliori annunci stampa della settimana

Siamo pronti, anche questo lunedì, all’appuntamento con la creatività con i migliori annunci stampa della settimana. Enjoy!

Harman Kardon: Cheerleaders/Dog/Trumpet

Le Cuffie audio, Hermn/Kardon hanno un vantaggio competitivo non da poco: un alto tasso di noise reduction. Hilarious!

Advertising Agency: McCann Erickson, India
Chief Creative Officer: Prasoon Joshi
Executive Creative Directors: Raylin Valles, Akshay Kapnadak, Rahul Mathew
Creative Director / Copywriter: Anshumani Khanna
Art Directors: Raylin Valles, Soumen Nath
Photographer: Amol Jadhav

Breast Cancer Foundation: FB/Instagram/Twitter

Durante il mese della conoscenza sul cancro al seno la fondazione Breast Cancer di Singapore ha commissionato a DDB questa campagna di sensibilizzazione con un messaggio chiaro:  dare spazio ai gesti importanti.

Se solo controllassi il tuo seno come controlli i tuoi account social (potresti limitare i danni di una malattia terribile).

Advertising Agency: DDB Singapore
Chief Creative Officer: Neil Johnson
Executive Creative Director: Joji Jacob
Art Director: Marcus Lim
Deputy Creative Director: Thomas Yang
Senior Copywriter: Yuanheng Gao

Newcastle: No bollocks

No fregnacce, solo birra. Veramente rude e ignorante questa campagna stampa per la birra Newcastle, che ci lancia subito nel mood di questa birra scura: sincera, autentica, e di nicchia. Da veri intenditori che prediligono la sostanza alla forma.

Advertising School: Miami Ad School
Copywriter: Soham Chatterjee
Art Director: Frank Garcia

Tatoo: Snow/Rain

Tutto il calore che trattiene la maglia termica e waterproof Tatoo. 

Advertising Agency: Quorum Saatchi & Saatchi, Lima, Peru
Executive Creative Director: Oscar Tamayo
Creative Directors: Rodrigo Melgar, Juan Durrieu
Art Directors: Yoshiro Zurita, Maryorie Huarac
Retoucher: Frank Delgado

SABC TV Licences: Housewives/Lada/Yak

Hey zio! Paga il canone tv! Nel mondo c’è gente che è costretta a guardare cose peggiori di quelle che ti propiniamo noi. Lol.

Advertising Agency: DDB, South Africa
Executive Creative Director: Liam Wielopolski
Art Director: Nicola Wielopolski
Copywriter: Lawrence Katz

Il nuovo Marketing Turistico: il Canada secondo 35mila canadesi

Chi meglio degli stessi canadesi può mostrarci le meraviglie che il Canada ha da offrire? Questo è il concept alla base dell’ultima campagna di marketing turistico progettata dall’Ente del Turismo Canadese – Canadian Tourism Commission – con DDB Vancouer Canada.

Il sito 35milliondirectors.com raccoglie in uno spot di 2 minuti i video girati da 35 milioni di canadesi – 65 ore di materiale – che sono stati chiamati ad essere registi e condividere il ‘proprio’ Canada.

Tutto ciò ha generato una campagna social, che ha messo al centro dell’intera iniziativa il residente, colui che meglio di chiunque altro ama e conosce il Paese. Da 8206 contributi, sono stati selezionati 82 vincitori ed è stato realizzato un video ricco di emozioni, che ad oggi ha generato circa 960.000 visualizzazioni su Youtube.

Il risultato non sarà una pubblicità di altissima qualità di ripresa, ma si tratta senza dubbio di uno dei migliori esempi di storytelling in un Paese. Tuffi da scogliere, gite in gommone, avvistamenti di delfini e tanto altro che il Canada ha da offrire e che l’Ente del Turismo invoglia ad esplorare.

Il nuovo approccio, che caratterizza la scelta comunicativa del Canada, si basa su un concetto che sembrerà scontato, ma che è fondamentale al fine di costruire un’identità turistica: “il primo turista è il residente”. È necessario coinvolgere gli abitanti, metterli al centro di ogni attività, facendoli diventare i primi brand ambassador del proprio territorio.

Grazie all’intuito ed al coraggio dell’Ente del Turismo, il Canada si è reinventato, dando una nuova immagine di sé, con un inevitabile aumento delle visite.

turismo

Hanno seguito questa scia anche Australia ed Islanda che, grazie ai social network, hanno fatto delle storie dei propri viaggiatori la loro strategia comunicativa. Sembra muoversi, in tal senso, pure l’Italia:  si pensi alla community Paesaggi d’Abruzzo, dove attraverso la fotografia si condivide la passione, la bellezza ed il legame che gli utenti hanno con questo territorio.

Congiungere viaggiatori, residenti e Paesi sembra essere la nuova frontiera del marketing turistico poiché è il mezzo migliore per creare il brand: un insieme di emozioni, percezioni, storie che si collegano ad un posto. Il brand e l’identità territoriale permettono di modificare la percezione di un luogo, mettono in rilievo tutte le attività  e tutte le emozioni che quel territorio può offrire, rappresentano, quindi, una promessa ed una garanzia allo stesso tempo.

Come progettare una digital UX efficace? La parola a Jacopo Pasquini e Simone Giomi, autori di "Web Usability" [INTERVISTA]

progettare user experience

Quello della progettazione di una user experience di valore per l’utente delle piattaforme digitali – siti web ed eCommerce in primis – è un tema molto attuale e ‘caldo’, che impatta con forza nelle digital media strategy aziendali. In un contesto saturo di ‘luoghi’ e contenuti digitali, infatti, le persone diventano sempre più diffidenti ed esigenti nei confronti dell’esperienza di navigazione e fruizione online.

A proposito, è stato recentemente pubblicato da Hoepli “Web Usability – Guida completa alla User Experience e all’Usabilità per Comunicare e Vendere Online”. Come anticipa lo stesso nome dell’opera, si tratta di un manuale molto pratico, utilizzabile già durante la lettura da Manager e professionisti di Digital Marketing per migliorare le performance delle web properties. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Jacopo Pasquini (aka Doctor Brand) e Simone Giomi, co-autori del libro nonché professionisti molto apprezzati in Italia. Ne abbiamo approfittato per chiedere loro qualche tips & tricks in fatto di UX e usabilità 😉 Curiosi?

Buongiorno Jacopo e Simone, grazie per essere qui con noi! Come è nata l’idea di scrivere un manuale sulla UX in ambito digitale e web?

Buongiorno a voi ed ai lettori di Ninja Marketing! La storia inizia dai documenti utilizzati nelle nostre consulenze e dalle oltre 1.000 slide sull’usabilità web e sulla user experience che avevamo preparato, negli anni, per i corsi di formazione. Dopo quasi dodici mesi di lavoro siamo riusciti a sbobinare, a razionalizzare e a impacchettare una mini-enciclopedia che si è trasformata nelle 248 pagine del libro.

Volevamo, infatti, creare una guida esaustiva e pragmatica sul mondo dell’esperienza d’uso nella quale spiegare come progettare siti web piacevoli, facili da usare e che funzionano meglio di altri in termini di marketing digitale. Sì perché, a nostro avviso, su questi temi c’era la duplice necessità di ‘rinfrescare’ il panorama italiano e di estendere la divulgazione della disciplina ai non addetti ai lavori: anche la migliore campagna creativa online diventerà budget sprecato se ad attendere l’utente sarà un’interfaccia inadeguata rispetto agli obiettivi di navigazione, disordinata nell’organizzazione informativa oppure addirittura ostile nella resa visiva.

Proprio per questo, il lettore del nostro Web Usability si porta a casa una cassetta degli attrezzi, costituita da consigli semplici e pronta per essere applicata sul campo; tramite le indicazioni e gli esempi, oltre agli approfondimenti di tanti esperti coinvolti, chiunque potrà svolgere un checkup del proprio sito web oppure un’analisi dei concorrenti e capire come migliorare le conversioni o la comunicazione più in generale.

web usability jacopo pasquini

Partiamo dalla progettazione di un sito web: quale è il primo passo fondamentale da compiere?

Domanda complessa. La UX è una disciplina centrata sull’ascolto, sullo studio e sul coinvolgimento diretto delle persone durante lo svolgimento dei loro compiti, nel loro contesto d’uso. Pertanto, se vogliamo disegnare un e-commerce o una qualsiasi pagina web usabile, occorre progettare con e per gli utenti seguendo un processo ciclico suddiviso principalmente in tre parti e relative principali tecniche:

  • Ricerca e analisi: fase di indagine sui bisogni (questionari, interviste, etnografia), sui requisiti (use case, task analysis) e sui competitor (benchmark).
  • Progettazione/Ri-progettazione: fase creativa di concept (brainstorming, moodboard, personas, scenario, card sorting) e di prototipazione (sketch a mano, mockup, wireframe).
  • Valutazione: fase di test su utenti reali (user test) oppure svolto da esperti (valutazione euristica).

L’errore frequente è, di conseguenza, quello di partire dalla scelta del tema grafico della UI.

Quali sono le 5 dimensioni indispensabili affinché un eCommerce ‘funzioni’?

Qui ci sarebbe bisogno di un’intervista a parte 😉 ma facciamo lo stesso un tentativo:

  • Buy-Zone: occorre collocare l’icona carrello in pagina nell’area standard (tipicamente in alto a destra) e mantenerla riconoscibile, aggiornata e sempre nella stessa posizione.
  • Findability: l’architettura e le voci del menu vanno strutturate per rendere trovabili i prodotti con meno click possibili.
  • Selling page: la scheda prodotto deve presentare caratteristiche descrittive, dettagli fotografici in alta risoluzione con zoom e call to action inequivocabile nei colori e nel testo.
  • Shipping Costs: i costi di spedizione vanno reperiti nei pressi del bottone di acquisto, oltre che nell’area di assistenza e nelle FAQ.
  • Checkout Flow: il processo di acquisto non deve essere farraginoso e si deve concludere in pochi step, senza sovraccaricare di richieste l’utente e magari senza registrazione obbligatoria.

Quando possiamo definire davvero “usabile” un blog, un sito, un portale o uno shop online?

Nel nostro blog “Nel sito più brutto del mondo…” abbiamo stilato in questi giorni un Bignami della Web Usability alla portata di tutti: se il sito supera l’esame del nostro decalogo allora è sicuramente minimale, intuitivo e, perché no, piacevole da vedere. Dateci un’occhiata!

Quale è il principale tool del professionista di digital UX?

Come strumento analogico non c’è dubbio: carta e penna!

Su Internet invece esistono una marea di software che coprono le diverse esigenze… Il nostro must have è Balsamiq Mockups.

In che modo il paradigma mobile sta incidendo sui temi di cui stiamo discutendo?

Non sta “incidendo”, sta “rivoluzionando” la user experience, così come ha già concretamente stravolto tutti gli altri aspetti della strategia digitale. In modo particolare si sono elevati gli standard di usabilità necessari per offrire un’interazione di qualità. Ma occorre fare attenzione all’esperienza complessiva, perché la componente di piacevolezza estetica non basta più a soddisfare le esigenze delle persone, soprattutto mentre consultano un dispositivo in mobilità piuttosto che in multi-screening.

A tuo avviso quale è il trend in ambito web/digital che inciderà su user experience e usabilità online nel 2015?

Domanda difficile e lasciamo volentieri ad altri la predizione del futuro. Siamo però molto curiosi di approfondire l’impatto, in termini di UX, del mondo wearable per ciò che concerne le nuove convezioni di design e di usability.

libro sulla web usability

Grazie a Jacopo Pasquini e Simone Giomi per l’intervista davvero interessante! Come vi suggerivamo già alcune settimane fa nell’articolo “3 libri su social e digital media da leggere al rientro dalle ferie estive”, non vi resta che correre ad acquistarlo… ne rimarrete molto soddisfatti, parola di Ninja! 😉

7 progetti incredibili visti alla Maker Faire Roma 2014

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale

Si è svolta questo weekend la Maker Faire Roma: centinaia di espositori e decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo si sono radunati da venerdì a domenica all’auditorium Parco della Musica della Capitale per scoprire cosa avviene all’intersezione tra fabbricazione, tecnologia ed innovazione. Ecco alcune dei progetti più interessanti che hanno colpito noi Ninja, ovviamente presenti all’evento!

Mi tatuo con la stampa 3d

“Eh?! Un tatuaggio con la stampante 3d?!” Sì, è la stessa espressione che abbiamo esclamato noi quando abbiamo visto il progetto di questi ragazzi francesi. La X tattoo machine, come viene chiamata ora in cerca di un nome definitivo, è in grado di tatuare in più colori qualsiasi tipo di disegno, realizzato o scannerizzato prima al pc. La stampante per il momento può stampare su braccia e mani, grazie anche a un sensore che permette alla testina con l’inchiostro di regolare l’altezza secondo i dislivelli naturali della pelle.

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale2

Perché ci è piaciuto: ci ha dimostrato come la precisione della tecnologia può eguagliare la bravura di un artista tatuatore.

Quando la tecnologia è fashion e sostenibile

La designer Tania Marta Pezzuolo ha voluto unire (riuscendoci perfettamente) moda, l’innovazione e il riuso di materiali in una borsa. Come? Forma stampata in 3D, fibra di carbonio rubata alle auto da corsa, ed ecco un oggetto presentato durante la Bahrain International Design Week 2013.

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale3

Perché ci è piaciuto: cosa ci ha colpito di Tania è stata la sua storia. Tutto è nato infatti nella stessa Maker Faire Roma, edizione 2013, quando degli arabi l’hanno notata e le hanno chiesto di partecipare con un nuovo prodotto che legasse tecnologia e moda alla Settimana del Design. Da lì, maker faire NYC, poi ancora Roma, e poi fashion week in India. Insomma: il networking può davvero creare delle opportunità incredibili!

Metti l’acqua a bollire e stampa gli spaghetti 3D!

Abbiamo capito che i campi di applicazioni delle stampanti 3d sono davvero infiniti ma che potessero addirittura arrivare in cucina eravamo un po’ scettici! E invece “Mondo Pasta”, “Cucina Leggera” e “Choco 3Drags” ce l’hanno dimostrato.

Mondo Pasta propone una stampante 3d che realizzi nuove forme di pasta, una per realizzare nuovi utensili da cucina in grado non solo di tagliare ma anche di assemblare o chiudere la pasta, e Nigredo: una macchina per tatuare professionale hackerata per stampare in modo indelebile sulla pasta con l’inchiostro al nero di seppia.

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale4

Cucina Leggera propone invece di realizzare la propria cucina assemblando pezzi in betulla realizzati con fresatrice e stampante 3d. Inutile dirlo, anche gli accessori, gli utensili e le modifiche alla struttura sono realizzate in 3d! Per i più golosi di dolci, invece, Choco 3Drags propone cioccolatini stampati in 3d!

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale5

Perché ci sono piaciuti: noi italiani, si sa, siamo famosi per la cucina, un po’ meno forse per la voglia di innovazione. Questi progetti uniscono perfettamente i due ambiti: che anche le nostre nonne non comincino a interessarsi alla tecnologia?

Programmiamo tra i banchi di scuola

L’istituto tecnico Carlo Anti di Villafranca di Verona lavora per permettere ai suoi studenti di venire a contatto con la programmazione già tra i banchi di scuola. Il loro progetto, selezionato nella Call4school della MFR14, propone una automazione ferroviara completa di interfaccia touch per il controllo remoto via Bluetooth del treno, tracciato con stazione, passaggio a livello, binari morti e treno LEGO® basato su sistema Power Funcions.

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale6

L’Istituto Superiore Enrico Fermi di Padova ha invece pensato al seggiolino salva bimbi “Ricordati di me”, un dispositivo che si avvale della sinergia tra il PLC e piattaforma Arduino. Il seggiolino, nel momento in cui viene abbandonato il bambino in auto, attiva il lampeggiamento delle 4 frecce, apre i finestrini di alcuni centimetri, attiva una serena e invia 5 o più sms a un numero telefonico indicato.

Maker Faire Roma 2014 - l'innovazione nella Capitale7

Perché ci sono piaciuti: troppo spesso sentiamo parlare di scuole non adatte ai tempi in cui viviamo, o di istituti non in grado di ospitare anche solo banali aule pc. Ci piace dare spazio alle scuole che invece fanno innovazione e permettono di sorridere davanti al futuro!

Digital PR e Web Reputation Management: coinvolgere gli influencer e proteggere la reputazione del brand?

Digital PR e Web Reputation Management

Le relazioni con i pubblici online ed il coinvolgimento degli influencer hanno un ruolo fondamentale, assieme all’operato dell’azienda, per costruire e consolidare la propria reputazione di marca. La protezione del brand dipende sempre di più dalla capacità dei professionisti di monitorare la reputazione nel tempo con policy e linee guida precise nel mercato di riferimento, e dalla tempestiva capacità di intervento sui focolai di crisi reputazionale.

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Corso Online in Digital PR & Web Reputation Management [Novembre 2014]

Obiettivo del Corso Online in Digital PR & Web Reputation Management è quello di trasmettere ai partecipanti il senso e il valore della relazione tra la marca e i propri pubblici on line, relazione che rappresenta un vantaggio reciproco per il brand e per il “consumatore”, in un’ottica di strutturazione dei processi di monitoraggio, analisi, gestione della crisi e creazione di metriche di valore.

In particolare, il corso risponde alle domande:

▨ Come attivare una campagna di Digital PR?
▨ Come si protegge la brand reputation sul web?
▨ Chi sono gli influenti del mio brand? Come identificarli e coinvolgerli?
▨ Come misurare reach ed impatto di un’azione di Digital PR?
▨ Come prevenire o curare una crisi con gli strumenti digitali?

Vuoi un assaggio del corso? Martedì 04 novembre partecipa GRATIS al free webinar di presentazione.

#ninjaPR

Il programma del corso

PRIMA PARTE con Giovanna Montera:
• Le basi del Marketing Relazionale: “WOMM” e propagazione virale
• Le metodologie di ascolto e di analisi delle conversazioni
• Buzz Seeding e Blog Relation
• Influencer e tecniche di influencer detection
• Seeding Strategy: come impiantare i semi delle conversazioni
• Intercettare le Community e i potenziali Brand Ambassador
• Creare i contenuti: messaggi chiave e email-pitch
• Buzz Kit per giornalisti e influencer: dal fisico al digitale
• Give-away, Blog Sponsored Post, Product test, Blogger Day, Blog Trip
• Le metriche delle digital PR

SECONDA PARTE con Matteo G.P. Flora:
• La Reputazione Online come fattore che influenza il processo di acquisto
• Le 8 fasi dell’ascolto e della gestione delle conversazioni online
• Le metodologie e i prodotti di Analisi Reputazionale Online
• L'”Online Reputation Audit” aziendale nelle differenti forme (Brand, Prodotto, Evento, Contenuto, Personal)
• Le metriche di analisi e la comparazione tra i Brand: costruire una Reputation Dashboard
• Principali strumenti e tecnologie per la gestione integrata delle conversazioni
• La gestione dei processi di controllo: policy, moderazione, analisi, incident response
• I processi conversazionali: Social CRM, analisi degli utenti e trend di Sentiment
• “Crisis Room”: gestire i processi in casi di allerta o allarme
• Strumenti e processi legali per tutelare Brand, Asset e Persone

Ninja Master | Giovanna Montera

giovanna montera

Giovanna Montera
Chief Marketing Officer di Viralbeat

E’ stata tra le prime persone in Italia ad occuparsi di social media marketing e Digital PR, attualmente è Responsabile Marketing della social media company Viralbeat dove gestisce le relazioni con le aziende clienti e i media. Ha curato analisi di brand reputation e campagne per brand come Louis Vuitton, Heineken, Unilever, Telecom Italia, Chicco, RCS Quotidiani, Acqua Sant’Anna e collabora con il Centro Studi di Etnografia Digitale in attività di ricerca socio-antropologica applicata ai social media.

Ninja Master | Matteo G.P. Flora

matteo flora

Matteo G.P. Flora
Fondatore di The Fool

Esperto in Online Reputation e Computer Forensics è fondatore di The Fool, realtà di spicco per la tutela e la gestione della
Reputazione online. È mentor dell’Incubatore LUISS ENLABS, socio fondatore di del Centro Studi Hermes per la Trasparenza e Diritti Umani Digitali e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Italiano Privacy e Sicurezza IT.

Vantaggi del Corso Online

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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA.

6 consigli per gestire al meglio un ufficio stampa e le media relation

ufficio stampa

Fino a qualche anno fa occorrevano due imprescindibili capacità per gestire un ufficio stampa: quelle organizzative e relazionali. Oggi, nel nostro presente digitale, l’ecosistema mediatico è cambiato e così sono mutate le dinamiche nell’ambito della comunicazione, che richiede doti che vanno a sommarsi a quelle del passato: reattività e creatività.

Per rispondere all’evoluzione digitale della carta stampata, dall’intuito di Andrea Schiesaro nasce Mediainformer.it, la piattaforma online per le Digital Pr e l’ufficio stampa.

Gli interlocutori che interagiscono con gli organi di comunicazione infatti, non sono più solo le agenzie stampa, le radio, le tv, i dipartimenti aziendali e i centri media. Blogger, influencer e i nuovi giornalisti digitali rientrano a pieno titolo tra gli operatori che generano e veicolano la tua notizia, che deve fare i conti con un tempo che è quello reale, puntuale, istantaneo e uno spazio che è illimitato, libero, aperto.

gestire ufficio stampa e media relation

Qui troverai 6 utili consigli per gestire l’ufficio stampa e  le relazioni con i media. Prima di iniziare ricorda che la notizia è il tuo prodotto e i giornalisti sono i tuoi clienti!

#1 Coccola i tuoi interlocutori

Ieri l’ufficio stampa approcciava i giornalisti con i mezzi che erano disposizione per l’epoca: telefono ed email. E’ passato solo un decennio, eppure l’affermarsi di Facebook come strumento di comunicazione (prima coi gruppi e le community di giornalisti), poi delle liste tematiche su Twitter e delle conversazioni via Whatsapp hanno veramente segnato un’era nel marketing relazionale. I giornalisti, come gli influencer sono coccolati, viziati e amorevolmente accuditi.

Il rapporto tra chi gestisce un ufficio stampa e i propri interlocutori sfiora quasi la sfera intima. Ieri bastava inviare un presente in occasione del compleanno di un giornalista. Oggi, a fare la differenza, può essere un messaggio su Whatsapp alle 22.00, per congratularsi della nascita del primogenito.

#2 Scegli accuratamente i tuoi media partner

La reputazione è tutto: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Questo vale nell’offline, ma soprattutto nell’online. Ecco perché è fondamentale assicurarsi che il proprio media partner goda di una buona reputazione. Come deve essere il tuo partner? Un alleato credibile, che sposi coerentemente i valori e i messaggi della tua linea editoriale.

Per selezionare i propri media partner occorre conoscere gli organi di informazione, prendendo in esame la tipologia (si tratta di una radio, di un’agenzia stampa, una televisione locale?), la copertura geografica (si tratta di stampa a tiratura locale o nazionale? Radio locale o nazionale? Stiamo parlando di televisione locale o nazionale?), il prestigio, la natura (economica, tecnica, di attualità, di costume), il taglio e il linguaggio.

#3 Aggiorna frequentemente la lista dei contatti

Come ricordi, ho elencato, tra le doti richieste per gestire un ufficio stampa ai giorni nostri: organizzazione e reattività.  Organizzare oggi una scheda contatto significa trovare immediatamente informazioni utili domani. Essere reattivi significa captare subito in rete i contatti più interessarli e agganciarli. Si tratta di applicare la cosiddetta intelligence per costruire un vero database dinamico e aggiornato dei contatti.

Non accontentarti di annotare semplicemente i nomi dei giornalisti e i loro riferimenti, ma ricorda anche di menzionare i loro interessi, le tematiche che prediligono e il loro modus scrivendi. È un’operazione utile e altamente strategica che ti consente di pianificare per tempo le collaborazioni in maniera efficace.

#4 Monitora la tua rete

Parole chiave: osservare ed ascoltare. Il territorio del web va presidiato. Non solo per capire come si sta muovendo la concorrenza rispetto a te (sapere su quali canali, attraverso quali strumenti e quali linguaggi agisce), ma anche per individuare i potenziali partner (giornalisti, influencer, brand ambassador e blogger).

Partecipa a gruppi di discussione su Linkedin e alle conversazioni di Twitter. Il confronto online è utile per farsi conoscere e conoscere i tuoi potenziali alleati. In questa modo potrai costruire delle vere e proprie mappe delle opinioni e delle posizioni e potrai facilmente individuare i trend culturali emergenti.

#5 Falli innamorare della tua storia

Ai giornalisti non interessa il tuo prodotto o il tuo servizio. Loro cercano storie “notiziabili”, che possano fare breccia nel cuore del lettore. Tu quindi devi produrre contenuti che siano di interesse per i tuoi interlocutori. Usa un approccio creativo per un comunicato stampa che deve essere ricordato. Arricchiscilo di dettagli e assicurati che il contenuto sia rilevante per l’audience del mezzo a cui vuoi destinare la news.

Sii sintetico: massimo due pagine di comunicato stampa e riduci al minimo i termini troppo specialistici e settoriali.

#6 Analizza i risultati

Un’analisi sui risultati dei media ti permette di capire cosa ha funzionato e che cosa non ha funzionato nella gestione delle media relation. Occorre prendere in considerazione parametri quantitativi, come la copertura media, quindi i comunicati stampa, gli articoli, le uscite radio e tv, i commenti dei blogger e degli influencer, ma non solo. Una valutazione sui media tiene conto anche del numero di lettori coinvolti, dello spazio dedicato alla notizia e della sua diffusione.

Per gestire  con professionalità le tue notizie e fare sogni tranquilli, punta alla qualità del servizio e affidati a Black & White Comunicazione e alla sua piattaforma multimediale Mediainformer.it.

Sony Xperia, uno spettacolo tech di luci nel nuovo spot [VIDEO]

sony xperia z3

La musica e gli effetti di luce. Se vi piacciono queste cose amerete questo spot di Sony, che unisce la bellissima “Nightcall” dei London Grammar (cover del brano di Kavinsky, colonna sonora del film “Drive“) e giochi di luce al led davvero spettacolari.

La presenza di misteriosi ed eleganti figure luminose che sciano lungo una montagna innevata sono il pretesto per presentare il nuovo Sony Xperia Z3 e le funzionalità avanzate della sua fotocamera, creata per scattare immagini di qualità anche in condizioni di luce scarsa.

Gliding lights” fa parte di una campagna più estesa dedicata allo smartphone Sony dal titolo “The Journey”, la storia di come è nata l’idea di creare lo spettacolo di luci che i protagonisti dello spot realizzano.