Sveglia! Le 5 App che non ti lasceranno dormire

Ogni mattina è una faticaccia alzarsi dal letto? Ad ogni sveglia è un susseguirsi di snooze (quella funzione che vi permette di zittire la sveglia, avete presente)? Vi mostriamo 5 app sveglia che non vi lasceranno scampo!

1. UnSnooze

Con UnSnooze ogni snooze è 1$ che se ne va! Infatti ritardardando le vostre sveglie donerete 1$, a chi non è ancora dato saperlo, ma potrebbero essere gli sviluppatori dell’app, la carità o chissà… quindi pensateci bene prima di rimettere la testa sul cuscino!

Attualmente l’app è in fase beta e trovare notizie su di essa non è facile: noi l’abbiamo scoperta su  Insider Hook.

 

2. SpinMe

E passiamo alle app che potete subito scaricare!
Con SpinMe non vi basterà un semplice tap per fermare la sveglia, ma dovrete usare tutto il vostro corpo. Infatti l’unico modo per disattivare la sveglia di SpinMe è alzarsi in piedi, appoggiare i due pollici nella posizione indicata ed effettuare, lentamente, due giri in senso orario o antiorario su se stessi. Né tasto home, né multitasking vi potranno salvare, SPinMe resterà sempre in primo piano, l’unica alternativa sarà spegnere il telefono. Disponibile su iPhone e Android.

3.  Wakie

“Chi sei?” domanda alquanto strana di prima mattina, ma con l’app Wakie le vostre giornate inizieranno proprio così! Con Wakie, prima di addormentarvi imposterete l’orario della vostra sveglia e l’indomani all’orario stabilito a svegliarvi sarà la chiamata di un perfetto sconosciuto! Dall’altra parte del telefono ci sarà una persona della vostra età e del sesso opposto. Il tutto non potrà durare più di un minuto. Chiaramente quando scaricate l’app potrete scegliere se essere svegliati, o se sarete voi a dare il buongiorno al prossimo.

Per ora disponibile per Windows e android.

4. Morning Routine

Un’app che vi costringerà ad ogni risveglio a scansionare un codice a barre per fermare la sveglia. Come ricompensa  si aprirà in automatico la vostra radio preferita o il vostro sito! Disponibile per Android

5. Walk up alarm clock

Un’app per chi deve tenersi in forma fin dal mattino. In quanti almeno una volta hanno pensato di fare sport appena alzati? Eccovi accontentati allora. Con Walk up inizierete la vostra giornata di corsa, grazie al contapassi indispensabile per spegnere la sveglia. Prima di addormentarvi scegliete quanti passi dovrete fare e togliete le pantofole da vinco al letto, un paio di scarpe da ginnastica andranno sicuramente meglio!

Samsung, il primo commercial post iPhone 6 [VIDEO]

Samsung, il primo video post iPhone 6 [VIDEO]

Per molto tempo Samsung è stata accusata di inseguire Apple nella progettazione tecnica e nel design dei suoi dispositivi. Dopo la presentazione di iPhone 6 e & Plus, che fa anche delle aumentate dimensioni dello schermo uno dei punti di forza, Samsung ha preso la palla al balzo per ricordare di essere stata la prima a lanciare linee di prodotti “plus size”.

Lo spot “Then and now” riporta alcuni estratti di articoli un po’ scettici pubblicati in occasione del lancio sul mercato del Galaxy Note nel 2011. Subito dopo, seguono tweet e post risalenti a qualche giorno fa, in cui blogger e utenti sottolineano l’avvenirismo di lunga data di Samsung in merito agli smartphone di grandi dimensioni.

iPhone 6

Galaxy Note

apple parodie

L’azienda ha annunciato il lancio di una campagna dedicata tutta ai suoi grandi modelli, inaugurata dallo spot appena rilasciato che vede protagonista la coppia Kristin Bell e Dax Shepard.

What’s next, Apple? 😉

Zumba lancia la sua prima campagna [VIDEO]

Zumba lancia la sua prima campagna [VIDEO]

Iscriversi in palestra può essere molto problematico: il timore che tutti siano più in forma di te, che il corso sia difficile, che ogni movimento riveli la tua innata e irrisolvibile goffaggine. Anche una pubblicità del mondo fitness può metterci in difficoltà, a volte. Ma non il primo spot di Zumba!

Realizzato dall’agenzia creativa 180LA, lo spot “Contagious” mostra persone comuni in situazioni ancor più comuni, alle prese con l’irrefrenabile istinto a scatenarsi. Corpi normali, lontani dai fisici irrealistici che spesso siamo abituati a vedere.

Come ha dichiarato il Chief Creative Officer di 180LA, William Gelner, obiettivo ultimo dello spot non era la brand recognition (chi non ha mai sentito parlare di Zumba?!), quanto uno sforzo comunicativo teso a rafforzare un’immagine universale del brand.

“Tutti hanno sentito parlare di Zumba, ma non tutti sono sicuri di cosa si tratti. Si immagina che sia un corso di fitness, una danza latina o qualcosa del genere. […] L’unica cosa che abbiamo capito essere vera e universale di questo brand è che viene percepito come divertente. È uno spasso.”

E lo è anche guardare questo spot 😉

Il potere dell'hashtag

Parliamo di #hashtag. Ancora? Sì, ancora!

Ma come, direte voi, Twitter ha introdotto da poco nuove funzionalità – come il tasto “Compra Ora” – e organizza dei webinar gratuiti per imparare a utilizzare Twitter Ads self service, e voi ci parlate ancora di hashtag? Ancora sì!

Se fermate 10 persone per strada e chiedete loro a cosa serve un cancelletto su Twitter, in quante sapranno spiegarvelo con precisione? Se è vero, poi, che alzando l’età degli intervistati il numero diminuisce ancora di più, è altresì vero che anche tra i giovani regna la confusione.

Analizziamo dunque a cosa serve un hashtag, quale potere ha e come può servirvi per raggiungere i vostri obiettivi, proponendo un’infografica semplice e chiara trovata sull’edizione d’oltre manica del Huffington Post e ripresa da Red Website Design Blog.

Il potere

Continua a leggere

Innovazione e creatività di fine settembre ai Creativity Day

Torna a fine settembre la 14esima edizione di Creativity Day, l’evento creato e organizzato da InSide Training.

Gli appuntamenti sono il 25 settembre a Milano al Teatro dell’Elfo e il 30 a Reggio Emilia al Centro Internazionale Loris Malaguzzi per l’evento su creatività e innovazione a cui partecipano designer, art director e developer, ma anche esperti di digital marketing, manager, imprenditori ed operatori della comunicazione.

Il programma

Il programma prevede 24 seminari suddivisi in 3 sale con 3 percorsi tematici: geek, creative e business, dove ospiti internazionali e docenti d’eccezione si confronteranno su temi di grande attualità e interesse. E’ possibile può optare per uno dei 3 percorsi in base ai propri interessi e alla propria attività, ma si può decidere anche di esplorare diverse tematiche seguendo uno speech per ogni fascia oraria.

Tra gli incontri più interessanti segnaliamo il keynote “Creativity will save the word” di Alessandro Galetto, “Guida al Content management! La rivoluzione del marketing nell’era dei nuovi contenuti digitali” di Alberto Maestri, “Prediction and information systems: when the crowd does it better” di Manuela Raimondi e “Crowd e crowdfunding” di Karim Maarek.

Non manca un tocco internazionale con Two Points, lo studio di design attivo tra Barcellona e Berlino, che illustrerà il concetto di Visual Identity e Morky, componente del collettivo di Amsterdam ‘Hello, Savants!’, che accompagnerà il pubblico lungo un cammino che esplorerà la creazione di sequenze di immagini, sia statiche che dinamiche

Visiona qui il programma completo.

Partecipa all’evento

Per iscriversi all’appuntamento di Milano o di Reggio Emilia basta comprare un ticket sul sito. Il prezzo è di 48.8€ per la data di Milano e  25 € solo fino al 22 Settembre per quella di Reggio Emilia. E’ possibile ottenere un ulteriore sconto di 5 € utilizzando il codice sconto ‘TARGET’!

L’ingresso comprende la partecipazione a uno o più seminari, il pranzo e l’abbonamento di 3 mesi ad Italia Grafica, versione digital. All’evento saranno presenti i docenti Inside e 2 stampanti 3D, a disposizione di chi abbia voglia di approfondire.

Google My Maps sempre più Pro

MyMapsPro

Al nuovo Google Maps, a un anno dal lancio, ci siamo più o meno ormai tutti abituati. Probabilmente meno tempo impiegheremo ad acquisire dimestichezza con l’upgrade che da qualche giorno Google sta comunicando agli utenti di My Maps: chi ha creato mappe personalizzate è possibile abbia già provato, nei mesi scorsi, Google Maps Engine, servizio che da ora è parte integrante dell’interfaccia di creazione mappe in Google My Maps Pro.

Nei prossimi mesi, Le mie mappe di Google verrà rinnovato e diventerà più potente. Puoi eseguire ora l’upgrade delle tue mappe salvate o attendere che venga eseguito automaticamente l’upgrade alla nuova versione di Le mie mappe”, avvisa Google nella pagina di supporto al nuovo servizio.

Le novità delle nuove mappe pro

MyMapsPro

Come già per la versione classica, il nuovo servizio permette di salvare luoghi, indicazioni stradali, aggiungere foto e video e altro ancora. Ma grazie alle nuove funzioni ora si potrà condividere la mappa come fosse un documento Google, utilizzare colori diversi per far risaltare alcune parti della mappa e personalizzarla con decine di nuove icone (volendo anche caricabili dall’utente), etichettare gli elementi direttamente sulla mappa, importare località da un foglio di lavoro e organizzare i luoghi con i livelli (con dimensioni anche generose: fino a 2000 righe per foglio e 10 livelli per mappa).

E ora cosa succederà alle nostre mappe?

Nei prossimi mesi, le mappe create dall’utente verranno automaticamente attualizzate al nuovo Google My Maps, quindi la versione classica smetterà di essere disponibile. Chi non volesse aspettare, basta effettuare da subito l’upgrade nell’home page di Google Maps. Creare mappe personalizzate da condividere e pubblicare online sarà senz’altro più intuitivo, grazie alla nuova barra degli strumenti, ma anche un’esperienza creativa con la definizione degli stili e social, in seguito alle potenzialità di condivisione e collaborazione.

Un passaggio quasi indolore

Niente paura: i suggerimenti di google assistono la creazione di mappe passo passo, per i più titubanti all’upgrade. Il passaggio è definitivo e indietro non si torna, ma nessuna funzione della vecchia versione è stata eliminata. Inoltre i dati continueranno a potersi esportare per essere disponibili anche offline come mappe salvate e le persone che possono visualizzare la mappa rimarranno le stesse senza bisogno di ulteriori comunicazioni. Qualche limite si incontrerà invece con i dispositivi mobili: sarà possibile accedere alle mappe nell’app Le mie mappe di Google per Android, tuttavia non si potrà visualizzarle nell’app Google Maps per Android o Google Earth per iOS.

4 motivi per cui le PR sono il futuro del digital marketing

digital marketing

Cosa succede se Google decide di affinare le sue tecniche d’indicizzazione? Ormai le pratiche SEO non sono più efficaci come una volta se non accompagnate da altri strumenti. Il Digital Marketing, però, può ancora affidarsi a un valido alleato: le PR. La sinergia tra SEO e Pubbliche Relazioni può produrre risultati sorprendenti.

1. L’algoritmo di Google sta cambiando

Il Page Rank di Google deve confrontarsi sempre più con un mondo digitale che è passato dal link al like. Un peso sempre maggiore è dato dai link inbound e ai +1 di G+ ma questo non basta. In qualche modo Google è entrata in competizione, e conflitto, con chi sfrutta metodi SEO per aggirare l’algoritmo. Anche tattiche come il link building e guest post sono state prese di mira dal colosso di Mountain View. Come può affrontare questa sfida il Digital Marketing?

2. L’evoluzione delle PR

A quanto pare un modo per ottenere risultati soddisfacenti è proprio quello di affidarsi alle buone vecchie PR: attarre il cliente attraverso i contenuti. Queste riescono inoltre a conquistare l’attenzione di siti autorevoli, in modo da ricevere un buon numero di link in entrata (e quindi migliorare il proprio Page Rank) rafforzando simultaneamente la propria immagine.

3. I cambiamenti dello scenario

La agenzie di PR, dunque, hanno iniziato a mettere la propria expertise nel campo per offrire un numero sempre maggiore di servizi online. Secondo il PRCA’s Digital PR Report 2013 la situazione sarebbe questa:

  • la maggior parte dei servizi richiesti riguarda la creazione di contenuti, l’engagement degli influencer e strategie di social networking;
  • sono aumentati gli investimenti, sia da parte dei brand che delle agenzie di comunicazione nei settori di monitoraggio, SEO, creazione di contenuti, community management, pubblicità online/PPC;
  • i social media, invece, acquistano sempre maggiore rilevanza ma vengono spesso gestiti in-house e non affidati a terzi;
  • si sta sviluppando una maggiore fiducia nel ROI derivate dalle azioni online rispetto alle PR tradizionali.
digital marketing

© elaborah - Fotolia.com

4. Prospettive per il futuro

Se lo scopo di un’efficace strategia di PR è quella di creare consenso nei confronti del brand, un’adeguata interazione tra mezzi online e offline ne amplifica in maniera esponenziale gli effetti. Il vantaggio è che in questo modo si ha una visione d’insieme riguardo a marketing, pubblicità, social e immagine aziendale e quindi riesce a plasmare una comunicazione multicanale destinata a rafforzare il profilo del brand.

L’abilità è quella di riuscire a creare contenuti accattivanti che il cliente abbia voglia di usare e condividere. Solo così è possibile creare una community stabile. Ad esempio LinkedIn e Google+ si sono dimostrati ottimi strumenti in questo senso.

Riassumendo, un’azienda che voglia sfruttare al massimo le potenzialità delle PR nel Digital Marketing deve seguire poche semplici regole.

  1. La sinergia tra online e offline è fondamentale: questa interazione è sempre un gioco a somma positiva.
  2. Le relazioni con i media vanno curate: blogger e giornalisti possono essere i tuoi migliori amici, ma anche i tuoi peggiori nemici.
  3. Più contenuti crei maggiore è il tuo controllo: una visione d’insieme produce materiale di migliore qualità, il che rafforza l’impatto della propria comunicazione.
  4. La community è un punto di forza: essere al centro delle discussioni del tuo settore ti rende autorevole. E se una community ancora non c’è, creala.

L'advertising animato: le nuove frontiere del dinamismo e della tridimensionalità con H3D System

Se siete tra i pochi che ancora credono che la stampa lenticolare serva solamente per le figurine ambientate che trovate come gadget nelle merendine allora siete destinati a cambiare idea: negli ultimi anni la stampa lenticolare ha fatto passi da gigante e la si può ritrovare persino protagonista di alcune delle più geniali campagne pubblicitarie degli ultimi mesi.

Il mondo della comunicazione è stato forse tra i primi ad intravedere delle possibilità interessanti nel dinamismo della stampa lenticolare H3D System – un sistema proprietario di 3D – che permette di realizzare straordinari effetti speciali di dinamismo e tridimensionalità che ben si adattano alle campagne pubblicitarie virali diffuse sui social media e su internet.

Nato per andare incontro alle esigenze di designer e artisti, il sistema H3D System Lenticolare è stato declinato in tre linee di prodotto: XD Extra Depth capace di portare in stampa la tridimensionalità con dettagli mai visti prima, XS Extra Slim ideale per ottenere effetti lenticolari in materiali estremamente sottili e XM Extra Motion in grado di portare in stampa uno mini spot televisivo di pochi secondi garantendo un’estrema fluidità.

Nissan, Kraft e Lavazza sono solamente alcune dei brand che hanno voluto approcciare la tecnologia H3D System sfruttando a pieno le sue caratteristiche dinamiche e innovative.

Nella campagna per il lancio del nuovo Nissan XTrail Adventure Calling è l’auto a fare da protagonista in uno sfondo che passa da un panorama cittadino ad uno montano che è stato realizzato nei punti vendita con dei totem lenticolari e negli aeroporti con dei pannelli modulari stampati con il sistema H3D System Lenticolare che sfrutta l’effetto Flip, un cambio netto tra due immagini.

Kraft ha invece optato per l’effetto Multiframe, sfruttando diversi frame stampati con il sistema H3D System Lenticolare per mettere in evidenza la capacità di sciogliersi del proprio prodotto attraverso l’immagine di un piatto che si scioglie proprio come fosse una sottiletta.

La scelta di Lavazza è invece ricaduta su XM Extra Motion per invitare i propri ospiti a Wimbledon rappresentando un chicco di caffè che si muoveva proprio come una pallina da tennis lanciata da un giocatore.

La stampa lenticolare più di altre tecnologie permette di veicolare messaggi pubblicitari in maniera più semplice ed insieme più efficace, creando campagne pubblicitarie ad hoc che catturano l’attenzione dell’osservatore grazie al dinamismo ed alla tridimensionalità.

Tutto ciò che i marketer devono sapere sui nuovi device Apple

Da quando lo scorso 9 settembre Tim Cook ha presentato in diretta mondiale i nuovi Iphone 6 e 6 Plus e l’Apple Watch non abbiamo fatto altro che commentarne le caratteristiche e paragonarli agli altri smartphone e smartwatch.

Ma la cosa che più ci interessa è capire come questi nuovi device cambieranno il modo in cui brand comunicano con gli utenti. Cosa vuol dire avere uno schermo più grande o la possibilità di pagare un acquisto direttamente con il cellulare? E ancora, come cambierà il nostro modo di comunicare ora che abbiamo tutte le notifiche a portata di polso?

Lo schermo

Dopo un’iniziale riluttanza, anche Apple ha dovuto cedere agli schermi più grandi. I 4,7 e i 5,5 pollici dei nuovi iPhone, con la loro maggiore risoluzione, offriranno agli utenti una esperienza di navigazione più completa poiché permetteranno loro di leggere meglio i testi e vedere le immagini. Favoriranno ulteriormente, quindi, anche l’utilizzo dei social media, soprattutto quelli incentrati su immagini e video come Instagram e Vine.

In questo modo i marketer saranno più incentivati a scegliere il mobile advertising e ad utilizzare immagini e video per ingaggiare maggiormente gli utenti.

Apple Watch e HealthKit

iwatch

Con l’introduzione dell’Apple Watch, ma soprattutto delle app Activity e Workout, Apple offre senza dubbi interessanti slanci per il wearable. Le persone saranno in grado di monitorare la propria salute e raccogliere dati su sé stessi per migliorare le proprie vite.

Informazioni personali, come il nostro battito cardiaco, i nostri movimenti e le intenzioni, sono registrate dai dispositivi, che ora sono sempre più in grado di fare previsione accurate sulle nostre esigenze, note e sconosciute. Come possono le aziende trovare il modo di utilizzare tali informazioni al fine di fornire valore e servizio per i consumatori?

E se da un lato ci sono schermi più grandi per gli iPhone, dall’altro bisognerà creare contenuti ad hoc per i piccoli schermi degli Apple Watch. I contenuti semplici come gli aggiornamenti di stato e i tweet saranno fruibili più facilmente e quindi saranno più apprezzati rispetto ad oggi.

Un’altra caratteristica dell’Apple Watch è legata alla geolocalizzazione: ogni volta che un utente si avvicina ad un negozio può ricevere, direttamente sullo schermo dell’orologio – e non più solo sullo smartphone spesso lasciato in tasca o in borsa, una notifica su una promozione o una news.

L’esperienza dello shopping cambierà ulteriormente se l’utente potrà ricevere informazioni in maniera ancora più immediata su quali negozi hanno le migliori offerte o se un ristorante offre un 10% di sconto che scade in 15 minuti.

Apple Pay

Anche Apple ha lanciato il suo primo dispositivo dotato di tecnologia NFC – già presente su alcuni dispositivi Android -, ovvero con la possibilità di effettuare pagamenti da mobile tramite il nuovo servizio di Apple Pay, che permette al consumatore di pagare con uno swipe dello smartphone. Alcuni colossi delle vendite, come Starbucks, sono già pronti ad accettare questo tipo di pagamento.

Facebook Privacy Checkup: la verifica finale della visibilità dei post

facebook privacy checkup

Nello straordinario viaggio di crescita ed espansione di Facebook, dalla sua nascita ad oggi, c’è una polemica che si è sempre mantenuta viva, costante ed i cui toni non sono stati mai smorzati: quella relativa alla privacy.

Tra gaffe clamorose, errori degli sviluppatori e modifiche poco comprensibili alle condizioni, la privacy su Facebook è sempre stata un argomento molto delicato, sul quale ultimamente si è concentrata l’attenzione di Zuckerberg.

Dopo una fase di test iniziata lo scorso Marzo, il 4 Settembre scorso è stato rilasciato ufficialmente il Facebook Privacy Checkup, ossia un processo di controllo che guiderà gli utenti alla verifica delle loro impostazioni di condivisione. In pratica, un simpatico dinosauro blu spiegherà agli utenti quali sono le impostazioni da applicare per modificare il pubblico che potrà visualizzare ciò che condividono.

Gli utenti più esperti potranno trovare inutile il nuovo tool, che si aprirà automaticamente a tutti coloro che non hanno mai modificato le loro impostazioni sulla privacy. Il tool (che si avvia come pop-up subito dopo il login) potrà essere chiuso in ogni momento, ma non sono escluse future e successive interruzioni.

Il checkup che Facebook proporrà, comunque, sarà suddiviso in tre step:

1. Prima andranno esaminate le opzioni della privacy sui post, per comprendere come condividerli solo con i propri amici, con tutti oppure con una determinata lista di persone.

facebook privacy checkup step 1

2. Il passo successivo riguarda le “app”, ossia tutte le applicazioni a cui è stato dato il consenso di pubblicare a nostro nome sulla nostra bacheca (praticamente tutte quelle con cui interagiamo quotidianamente).

Facebook Privacy Checkup step 2

3. Infine, verrà ricapitolata la visibilità dei propri dati personali: città di residenza, curriculum, istruzione e a chi queste informazioni vengono mostrate.

Facebook Privacy Checkup step 3

Inoltre, ci sarà sempre la possibilità di riavviare il checkup cliccando sul tasto di scelta rapida che diventerà disponibile tra le opzioni in alto a destra.

Ciò che colpisce è che, almeno momentaneamente, il Facebook Privacy Checkup sarà disponibile solo sul web, tagliando fuori una grossa fetta di utenza che fruisce di Facebook solo tramite mobile. Non è escluso che la nuova, importante, funzione venga poi estesa anche alle versioni mobile di Facebook, ma non si conoscono i tempi previsti né se c’è un vero programma di sviluppo.

Insomma, siamo lontani dalla soluzione definitiva ai grandi problemi di privacy di Facebook, ma indubbiamente è stato fatto un ottimo primo passo nella giusta direzione.