I 15 branded Vine più belli (finora)

vine video

Loop infiniti, stop motion magnetici, look vintage, creatività senza limiti (se non i 6 secondi di durata). Vine piace molto ai grandi brand che lo utilizzano per i più svariati scopi.

Lanciare un nuovo prodotto, festeggiare una ricorrenza o festività, real time marketing: ogni occasione é buona per deliziare il pubblico con un video su Vine!

Ecco una lista dei 15 Vine che a noi sono piaciuti di più negli ultimi mesi.

Samsung

Target

Volkswagen

General Electrics

Ebay

Lowe’s

Dunkin Donuts

Dove

Hewlett-Packard

Spotify

Oreo

Rice Krispies Squares

Danio

Ford

Sony

Short form content: la nuova frontiera dell'online video?

Short form content: la nuova frontiera dell'online video?

@Gstudio Group - Fotolia.com

Una delle più grandi opportunità che l’online video offre ai creativi è quella di potersi confrontare con tempi molto differenti rispetto ai tradizionali 15 o 30 secondi imposti dalla televisione. Su YouTube possiamo trovare spot di ampia durata che sfiorano i due o tre minuti, così come cortometraggi e intere web serie.

Allo stesso modo, il successo di piattaforme di condivisione di instant video come Vine ha decretato l’affermazione del formato breve, anche in virtù del consolidarsi di un consumo web da mobile, favorendo per ovvi motivi strutturali una fruizione più veloce e irregolare nel tempo.

Sul formato breve si sta investendo molto, come dimostra la battaglia tra Vine e Instagram (e quindi tra Twitter e Facebook): proprio Instagram pochi giorni fa ha introdotto Hyperlapse, l’app che permette di creare video in time-smartphone usando solo il proprio smartphone.

Secondo uno studio di Statista e Mashable, i filmati brandizzati di Vine hanno un tasso di condivisione maggiore del 400% rispetto ad altri formati. Un dato molto rilevante, soprattutto se posto in relazione ad un’altra previsione presentata dallo stesso studio, secondo cui nel 2016 ben il 55% del traffico Internet sarà audiovisuale.

Infographic: Key Facts on Vine Usage | Statista

I video di Vine e piattaforme simili piacciono molto agli utenti in virtù della loro brevità (multitasking e mobilità portano come sappiamo ad un abbassamento dell’attention span) e alla maggiore facilità di approccio e familiarità col mezzo (i 40 milioni di utenti registrati se la cavano certamente meglio nel realizzare un instant video dal look homemade rispetto ad un video YouTube – che ha progressivamente alzato la qualità anche tecnica dei suoi contenuti). E, ultimo ma non meno importante, Vine, a differenza di YouTube così come Facebook, non ha (almeno per ora) aperto ai marketer la possibilità di fare advertising a pagamento, per cui l’utente “atterra” su un contenuto al termine di un percorso di ricerca specifico e intenzionale.

Il futuro dell’online video è dunque il formato breve? Su quale tipo di comunicazione le aziende dovrebbero concentrarsi maggiormente?

Short content: case histories di successo

Un esempio di utilizzo efficace di Vine è quello di brand come Lowe’s e Bacardi, che hanno saputo sfruttare i 6 secondi della piattaforma per diffondere contenuti fatti apposta per incuriosire gli utenti e invitarli a partecipare o approfondire il tema lanciato.

Lowe’s utilizza il suo canale per fornire ai fan pillole di consigli utili per la gestione della casa e il fai da te.

Pochi secondi di stop motion bastano a Bacardi per mostrare ingredienti e mix giusti per realizzare cocktail e dare quindi consigli di utilizzo del prodotto.

Long content: il fascino dell’engagement profondo

Risale a pochi giorni fa il rilascio dell’ultima campagna di Wind, un emozionantissimo video che ruota attorno al rapporto padre-figlio, che parla di ricordi, di affetto, e del potere di una comunicazione umana che supera quello della tecnologia.

Un vero e proprio prodotto cinematografico, un racconto basato su valori universali comunicabili solo attraverso un contenuto la cui struttura (compresa quindi la durata) permetta di sviluppare una narrazione completa.

Nulla di questo genere sarebbe stato possibile su Instagram, Vine o Hyperlapse. E se il successo di queste piattaforme cresce sempre più, e vero anche che tantissimi utenti guardano online intere serie tv, piuttosto che parodie, supercut, rifacimenti di esse, o visionano contenuti ufficiali paralleli a quelli televisivi (come recap o highlights su YouTube, ad esempio).

Short form content o long content?

Su quale genere di contenuto, quindi, le aziende dovrebbero investire maggiormente? La risposta, solo apparentemente banale, suggerisce l’importanza dell’analisi del mercato e del proprio pubblico di riferimento, nonché la pianificazione strategica degli obiettivi di comunicazione.

Nel progettare una campagna video è importante tenere conto di più elementi:

  • A chi si vuole parlare
  • Quali sono le piattaforme più utilizzate dal pubblico di riferimento, sia social che video
  • Che tipo di campagna si vuole diffondere (di prodotto, istituzionale…) e quale registro sarà utilizzato
  • L’obiettivo che si vuole ottenere (creare awareness, creare engagement, fidelizzare…)

Nell’era dei social network ogni pubblico sceglie quello che meglio riflette i propri gusti, i propri interessi, per cui diventa indispensabile capire con quale piattaforma il proprio target è già in confidenza.

Assistiamo spesso ad esempi in cui contenuti destinati alla pubblicità televisiva vengono trasposti online senza alcuna modifica, e in molti sottolineano sempre più spesso come non vi sia nulla di più sbagliato: il rischio è quello di portare lo spettatore a percepire come maggiormente invasivo e inappropriato lo spot, presentato in un contesto in cui l’utente sta navigando in modo personale e “privato”.

Un interessante caso è la campagna integrata di Doritos, che ha realizzato una simpatica iniziativa su Vine utilizzando i Mariachi protagonisti del suo promo televisivo per lanciare un contest.

Grande attenzione all’ecosistema mediale è stata rivolta nella attività di pianificazione anche da Ikea prima di creare la sua campagna “The Time Travel Experiment“: rivolgendosi ad un pubblico giovane, i creativi hanno scelto di realizzare un esperimento che ricorda un genere televisivo tra i più amati in questa fascia di età, quello del reality sceneggiato.

Oltre alla forma della social tv, il web si integra alla televisione anche grazie alla sua capacità di riproporne i contenuti, e spesso gli utenti accedono ai social media per aggiornarsi sugli show televisivi, molto frequentemente “seguiti” -nel senso social del termine- online e non guardati tradizionalmente.

Video come quello di Ikea trovano un loro significativo spazio in un ambiente al quale il pubblico di riferimento accede anche per fruire in modo nuovo alla programmazione televisiva.

I video in short form content rappresentano certamente una realtà in crescita che molte aziende stanno sfruttando per farsi conoscere o interagire in modo diverso con il suo pubblico, ma sicuramente i contenuti di lunga durata permettono ancora scelte comunicative e narrative imprescindibili.

Voi cosa ne pensate?

Graphic Design Tutorial: "how to" in 5 siti che devi assolutamente conoscere

Graphic Design Tutorial

fotoscool/fotolia.com

Professionisti, appassionati, principianti: alzi la mano chi non ha mai investito ore (e ore) del suo prezioso tempo sul web in cerca di tutorial di alta qualità in tema di grafica e web design, per trovare risorse utili a risolvere i problemi che ci troviamo ad affrontare sulla scrivania.

Abbiamo selezionato per questo 5 siti preferiti dai ninja a proposito di tutorial e tools utili ed efficaci, per apprendere le metodologie di lavoro e trovare ispirazione per i vostri progetti. Da non perdere:

1. Tuts+ Design & illustration

Tuts+ Design & illustration

Sul sito http://design.tutsplus.com/ trovate informazioni e spiegazioni sull’uso di Photoshop, grafica vettoriale, disegno e composizione. Qualche esempio? Parliamo di effetti speciali, ad esempio si può scoprire come ottenere un realistico effetto “scritto sulla sabbia” usando Photoshop, qui.

2. Abduzeedo

Abduzeedo

Sicuramente http://abduzeedo.com/tutorial è tra i più conosciuti e utilizzati siti di tutorial. Tra i tanti, c’è la guida per ottenere un risultato semplice – ma di grande effetto – disegnando lo skyline di grandi metropoli con l’utilizzo di Illustrator. Qui, l’esempio con alcune immagini di San Francisco.

3. Photoshop Road Map

Photoshop Road Map

Su http://www.photoshoproadmap.com/ video tutorial e risorse per il download utilissime per lavorare con il famoso software. Un esempio su tutti? Ecco come applicare un effetto “caldo tramonto” alle vostre immagini, qui.

4. Webdesigner Depot

Webdesigner Depot

Utilissima per tutt i web designer la sezione “how to” del sito http://www.webdesignerdepot.com/category/how-to/. Tra i vari tutorial, da leggere sicuramente quello su come utilizzare (in modo ragionato) la fotografia nel web design. Lo trovate qui.

5. Css Tricks

Css Tricks

Come dice il nome, su http://css-tricks.com/ troverete tutti i trucchi e segreti del mestiere per lavorare con CSS e Javascript. Trovate le informazioni nel blog, nel forum, video e altro. Una curiosità? Qui si parla di favicon.

E voi, quali utilizzate?

La bella evoluzione di Pinterest per il business migliorerà la Comunicazione Social

evoluzione di Pinterest

Nonostante in Italia faccia fatica a decollare, ritengo che negli ultimi anni Pinterest abbia largamente dimostrato il suo potenziale e che, tra difficoltà e opportunità, sia attualmente il social network più intelligente e dalle migliori applicazioni marketing e commerciali.

Da social di nicchia a uno dei tre network più utilizzati per la condivisione di contenuti, insieme a Facebook e Twitter, Pinterest ha raddoppiato la propria valutazione in poco più di un anno a 5 miliardi di dollari, sostenendo nel 2014 un ritmo di crescita di utenti attivi del 150% e raggiungendo un volume di immagini postate di 30 miliardi negli ultimi sei mesi (dati Ansa).

Stando al GlobalWebIndex, la base di utenti attiva in Italia è appunto molto bassa, senz’altro in coerenza con i numeri europei. Infatti se oggi negli Stati Uniti un consumatore su tre accede a Pinterest, per un totale di 29 milioni di persone attive sul social, in Italia la percentuale di base attiva di utenza è pari al 2% e con una netta prevalenza di users donne.

Sui social “c’è un posto per ogni conversazione”

Per l’uso che se ne fa, mentre Facebook è diventato il luogo per parlare soprattutto di politica e argomenti familiari, e Twitter tende ad essere lo strumento preferito di informazione per il business e lo sport, Pinterest è stato eletto il luogo per eccellenza dell’eCommerce, dove promuovere e vendere i propri servizi e prodotti.

Balena infatti agli occhi questo indice del +226% relativo a Pinterest, in base ai dati del Consumer Sharing Trends Report che ha analizzato la differenza tra le attività di condivisione sugli specifici social network e le attività di condivisione specifiche per categoria, grazie al quale si possono fare immediati paragoni con le altre piattaforme e valutare i relativi benefici per il business.

Le novità di Pinterest per il lavoro e le imprese

novità di Pinterest

Sicuramente lontano dall’essere il tipico professional network, già ad inizio estate, con l’acquisto di Icebergs (un’applicazione di collaborazione online per consentire agli utenti, con una definizione da libero professionista, di organizzare in maniera creativa i propri progetti sottoforma di vari tipi di file, per condividerli con gli altri utenti) Pinterest preannunciava una calda stagione di cambiamenti, utili soprattutto per chi lo utilizza per il lavoro.

Ma con il lancio di Messages di venti giorni fa, in simultanea con l’aggiornamento degli Analytics delle ultime ore, mai ho visto nascere sui social network una più concreta idea di comunicazione diretta con il cliente prima di questo momento, così come la possibilità di misurarne l’efficacia attraverso un set di business tool dedicati alle aziende, permettendo di implementare immediate migliorie per le campagne marketing.

In questo momento è importante dire alle nostre imprese, a volte un po’ restie ad investire nella comunicazione social ed aprire canali che non siano tra i più popolari in Italia, che la condivisione strategica dei Pin ha superato, in termini di engagement, la classica DEM, in cui ancora si spendono molti soldi.

Pinterest Messages

Era il 6 agosto scorso quando Pinterest ha lanciato una nuova funzionalità del suo servizio, ovvero la messaggistica istantanea attraverso immagini. Per farlo ha utilizzato lo spot “Say hello to messages on Pinterest”, nel quale racconta come si fa a declinare un Pin, quindi un’immagine, in una conversazione privata attraverso Messages, dando tra l’altro un grande esempio di engagement attraverso la capacità di suscitare emozioni in questo modo, a partire dai piccoli grandi momenti che appartengono alla nostra vita quotidiana.

Tecnicamente nonostante Pinterest Messages sia simile alle opzioni di messaggistica e di chat a cui siamo abituati già su altri social, ha sia degli svantaggi che dei vantaggi in più: per esempio, a differenza di altri canali social, oltre a contattare direttamente un Pinner è possibile inviargli un messaggio al suo indirizzo email, purché però sia un nostro follower. Inoltre è possibile creare gruppi di conversazione inserendo tra i destinatari del massaggio più di un follower alla volta. Stessa cosa vale per la quantità di Pin che è possibile trascinare nel corpo del messaggio.

Il nuovo Pinterest Analytics

Pinterest Analytics

Accedere e visualizzare le statistiche del proprio account aziendale Pinterest non è invece una novità recente, poiché già a marzo di quest’anno era stata rilasciata una prima versione della suite per l’analisi e le statistiche dedicata ai profili business.
Pinterest continua ad osservare come le imprese cambino le strategie di promozione del prodotto grazie alle intuizioni apprese sulla sua piattaforma e intende continuare ad aiutarle in questo lavoro per migliorare le loro performance: questo giustifica la nuova versione degli Analytics, che si presenta come più smart, multilingua e in grado di fornire intuizioni maggiori su ciò che interessa ai clienti.

Tra le più importanti caratteristiche ora troviamo le metriche sul traffico e sull’engagement, che comparano l’interazione tra il profilo Pinterest e il sito web dell’impresa, misurando quindi il volume del traffico sul sito che viene raggiunto grazie ai Pin, gli Insight sul pubblico che l’impresa ha su Pinterest, sui contenuti di maggiore successo e sugli interessi del proprio target, oltre una Guida di consigli da scaricare in .pdf per migliorare impression, click e repin in base a come le persone interagiscono con i contenuti, strumento plus che ricorda sicuramente il supporto marketing di Facebook per le imprese.

Perché la comunicazione social diventerà sempre più artigiana

comunicazione social

Come funziona Pinterest Messages: un esempio

Scordiamoci degli Mp di Facebook -che spesso le aziende, soprattutto quelle più grandi, bloccano sulla propria Fanpage per non riceverne-, scordiamoci dei Tweet diretti ai servizi clienti e agli uffici stampa -spesso esternalizzati a qualche agenzia- che difficilmente riescono ad aiutarci nella risoluzione di un problema urgente proprio quando ne abbiamo più bisogno, e scordiamoci dello spam che ormai riceviamo non solo via email ma anche via sms.

In ambito Real Time Marketing, Pinterest Messages in questo momenti è la sintesi perfetta dei grandi trend degli ultimi anni, che promettono ancora grandi applicazioni sia per il Mobile Marketing che per le operazioni di Branding delle imprese emergenti: storytelling, comunicazione visuale e approccio conversazionale.

real time marketing

Come si invia un Pin via email direttamente da Pinterest

Immaginiamo soltanto in che modo, all’interno della vetrina di un negozio virtuale su Pinterest, un’azienda abbia la possibilità di trasformare il Pin in un messaggio diretto, quindi in un’occasione di comunicazione inedita e personalizzata per un suo cliente, piuttosto che di coinvolgimento o di promozione diretta, seppure con un contenuto promozionale di massa, visto che in quest’ottica il Pin niente altro è che una rappresentazione dell’inserzione sulla quale cliccare direttamente ed accedere alla vendita dell’oggetto raffigurato sul sito del venditore: ecco perché reputo quest’applicazione assolutamente superiore a molte altre che sono state sviluppare su altre piattaforme.

Per fare un esempio pratico, su Pinterest sarà possibile inviare un tipo di messaggio di gran lunga esteticamente più bello e con un più alto tasso di conversione rispetto ad un’email in cui avvertiamo la nostra cliente, in attesa dei nuovi cardigan in arrivo al nostro negozio, che questi [Pin 1], [Pin 2], [Pin 3] sono proprio quelli della sua taglia e dei suoi colori preferiti e che può acquistare subito a questo prezzo speciale pensato proprio per lei.
La nostra cliente riceverà un messaggio con le tre belle immagini cliccabili che abbiamo inserito nel testo e, se non altro, apprezzerà il pensiero che abbiamo avuto per lei, tenendo in considerazione la sua personalità, proprio come se fosse la sorpresa di un amico.

Gli Analytics tool faranno il resto, permettendoci di comprendere l’efficacia di queste azioni e di migliorarle in futuro.

pinterest app mobile

In genere un’email marketing, seppur strutturata sulla falsariga di questo concetto e riporti il nostro nome in apertura del messaggio, non è altrettanto personalizzata e umana, e ha come primo risultato il fastidio dell’utente che l’ha trovata nella sua casella di posta, proprio perché la prima percezione assoluta non è quel di un messaggio per noi, ma di una pubblicità in arrivo.

Questo è il confine tra un tipo di “comunicazione industriale”, basata su rank attribuiti in automatico ai clienti e restituiti sottoforma di suggerimenti commerciali dai software, e “comunicazione artigiana”, fatta con la mano dell’impresa per gli occhi e il cuore del cliente.

Grazie a questa evoluzione di Pinterest sono convinta che si farà una rivoluzione nell’ambito della comunicazione social e i cosiddetti mercati conversazionali prenderanno definitivamente forma, perché i network utilizzati per il business smetteranno di riadattare la comunicazione di massa e limitarsi a fare pubblicità per tutti sui vari canali, ma saranno costretti ad inventarsi una comunicazione personalizzata, finalmente umana, in una dialettica entro cui le preferenze del consumatore, in comunicazione con i produttori, saranno capaci di guidare i mercati, l’oggetto e il modo della produzione oltre che della promozione e della distribuzione.
E, per mezzo dei social media, il marketing sarà sempre più concretamente societing.

10 modi per aumentare gli iscritti su YouTube

10 modi per aumentare gli iscritti su YouTube

vector_master - Fotolia.com

YouTube registra più di un miliardo di visitatori unici ogni mese. Nello stesso lasso di tempo, oltre 6 miliardi di ore di contenuti vengono fruiti dagli utenti: è evidente che, per i brand così come per i creativi, YouTube è un’opportunità da non perdere per presentarsi, raccontarsi e connettersi con il pubblico.

Costruire la propria presenza sulla piattaforma video di Mountain View non può prescindere dalla progettazione di un canale che, per struttura e contenuti, sia in grado di attirare gli utenti ed invogliarli ad iscriversi.

Fermo restando che la qualità dei contenuti rimane una prerogativa ineludibile per raggiungere questo obiettivo, di seguito trovate una lista di 10 cose utili da fare per promuovere il vostro canale e aumentare gli iscritti su YouTube.

1. Promozione su altri canali social

Ogni social network ha una sua natura, caratteristiche, linguaggi, modalità comunicative propri, spesso pubblici differenti. Scegliere di pubblicare il medesimo contenuto su più piattaforme non sempre paga in termini di efficacia: tuttavia, utilizzare i propri “spazi social” per promuovere il canale di YouTube può essere molto utile per dare a quest’ultimo ampia risonanza.

Ad esempio, sulla pagina Facebook è possibile aggiungere una tab dedicata che vi permetterà di costruire una gelleria video generata direttamente dal canale (potete utilizzare servizi come Woobox). Su Pinterest, potreste creare una board apposita, o magari una per ogni prodotto/argomento/collaborazione che avete pubblicato su YouTube.

2. Email Marketing

Inviare email periodiche ai propri iscritti può rivelarsi molto utile per notificarli in occasione del rilascio di un nuovo video, o per riportare l’attenzione su filmati meno recenti ma significativi.

YouTube non permette di inviare direttamente una notifica via mail ai propri iscritti (sono infatti questi ultimi a gestire dal proprio profilo la possibilità di ricevere notifiche quando i canali preferiti caricano nuovi video); tuttavia, utilizzando il vostro sito o blog, è possibile costruirsi un database facendo atterrare qui gli spettatori e chiedendo loro l’indirizzo email in cambio di un contenuto di valore (come un ebook, un report…).

3. Video ads

Gli annunci video di YouTube sono una buona opportunità per farsi conoscere, poiché permettono di selezionare il pubblico di destinazione in base a sesso, età, interessi e località. È possibile scegliere tra diversi formati di annuncio quello più adatto alle proprie esigenze.

4. Ottimizzazione SEO

Sono molte le pratiche consigliate da YouTube per migliorare il posizionamento di video e canali: dall’inserimento delle parole chiave nel titolo e nella descrizione, all’utilizzo dei sottotitoli, fino alla creazione di playlist.

Ecco qualche consiglio evergreen per rendere il vostro canale amato dai motori di ricerca.

5. Collegare il canale a sito e/o blog

Se la vostra attività prevede l’utilizzo di un sito web o di un blog, potrebbe essere utile inserirvi dei collegamenti al canale YouTube (a patto che sia qui che volete far arrivare gli utenti e questa operazione non rischia di cannibalizzare le visite al vostro sito principale).

Creare un bottone personalizzato è molto semplice grazie al configuratore di facile comprensione che YouTube mette a disposizione.

Embeddare i video all’interno delle pagine, o inserire il bottone di iscrizione

6. Collaborazioni

I video collaborativi nascono dal lavoro di due o più YouTuber: troviamo esempi in cui i creativi si ritrovano nello stesso spazio di registrazione ed altri in cui, invece, quello che vediamo è il risultato del montaggio di due clip generate in tempi e spazi diversi.

Qualunque sia il modo in cui vengono creati, questo genere di filmati aumenta esponenzialmente il bacino potenziale di visibilità di un canale (a patto che i pubblici siano simili e accomunati da interessi affini), e si rivela utile non solo per il personal branding di un Creator: anche i brand possono proficuamente collaborare con le “YouTube star”, reinventando il concetto di endorsement per creare un contenuto di qualità e rilevante verso il proprio pubblico.

7. Ricerca Fan

Trattasi di un servizio gratuito di promozione del canale offerto da YouTube. Ogni canale potrà promuoversi creando un annuncio pre-roll: gli utenti ai quali sarà mostrato saranno quelli che più si avvicineranno ad un profilo dettagliato costruito sulla base di interessi precisi.

Ogni video del canale può essere scelto per questo tipo di annuncio, anche se il trailer è probabilmente il più adatto a questo scopo.

8. Google Hangouts

Hangouts è lo strumento di Google che consente agli utenti di fare videochiamate e videoconferenze (fino a 15 persone connesse).

Google Hangouts offre molti vantaggi anche a brand e creator: tutte le videoconferenze sono trasmissibili in diretta streaming sul proprio canale YouTube e su Google+, allargando quindi espononzialmente il numero di persone che possono assistere (non partecipare attivamente) al contenuto. Una volta terminata la diretta, la registrazione del video sarà automaticamente caricata sul canale, disponibile a chiunque voglia fruirne.

Uno strumento certamente utile per presentare nuovi prodotti e contenuti, collaborazioni, o magari per rispondere alle richieste dei fan.

9. Canali collegati

YouTube offre ai gestori dei canali la possibilità di mettere in evidenza altri canali che possono risultare particolarmente interessanti per il proprio pubblico: usare questo strumento è una buona idea per fare della promozione incrociata di altri canali con contenuti simili o complementari ai vostri, o con i quali collaborate.

Oltre a offrire contenuti rilevanti per il vostro pubblico, interagire genuinamente anche con gli altri creator aumenterà le possibilità di essere inseriti nelle loro liste di “Canali in primo piano“.

10. Analytics

Gli strumenti statistici di YouTube sono un valido aiuto per misurare le performance dei video e costruire o riformulare, a partire da essi, una strategia efficace di programmazione video: oltre al numero di views, “Mi piace”, “Non mi piace”, commenti e condivisioni, è possibile accedere ad altri dati del proprio canale riguardanti il tempo di visualizzazione, le sorgenti di traffico, i dati demografici degli iscritti.

State già usando queste strategie per aumentare i vostri iscritti su YouTube?

5 consigli per un ottimo servizio clienti sui social media

Customer Support Service

Basta un problema con la rete telefonica, un pacco che non arriva o una prenotazione che non va a buon fine per avere bisogno di una consulenza che ci aiuti a risolvere il problema. In questi casi l’abitudine è sempre stata quella di chiamare il servizio clienti e aspettare il proprio turno, in compagnia di una qualche musichetta accompagnata da un messaggio che ci “pregava di attendere”.

Oggi attraverso gli smartphone siamo costantemente connessi ai social network dove sono presenti tutti i provider di questi servizi; forse è per questo che abbiamo deciso di non attendere più e di cercare supporto su questi canali. Oltretutto, tra le urla della polis che è una pagina pubblica, i brand si vedono costretti ad imparare a risolvere i problemi in fretta, preoccupandosi di difendere la propria reputazione.

Come avrete capito, oggi vogliamo parlarvi del servizio clienti offerto sui social media e vogliamo darvi alcuni consigli in caso decidiate di perseguire questa strada con i vostri clienti.

Questi consigli, suggeriti da The Next Web, sono egualmente applicabili a tutte le piattaforme social in quanto ciascuna offre gli spazi e gli strumenti adatti allo scopo, ma ci sentiamo di consigliarvi prevalentemente Twitter per le sue caratteristiche riguardanti la velocità, la concisione e l’istantaneità utili a voi e ai vostri clienti.

Cominciamo:

1 – Create un profilo separato per il servizio clienti

Creando un profilo apposito, separato da quello principale, sarà più facile gestire i vostri impegni e rendere chiaro ai vostri utenti a chi devono rivolgersi.

In questo modo, su quello principale potrete perseguire le vostre strategie di marketing senza che le richieste dei clienti interferiscano con gli obiettivi di chi gestisce la pagina. Inoltre, la divisione vi porterà ad analisi più precise riguardo i dati della soddisfazione dei clienti e l’efficacia delle vostre campagne.

2 – Buongiorno e buonanotte

È importante che sia chiaro quando i clienti possano effettivamente trovare il supporto che cercano. Cominciate scrivendo nella descrizione dei profili gli orari in cui il servizio clienti è “aperto”, proprio come fareste sulla vetrina di un negozio, dopodiché offrite in bacheca un “buongiorno” e un “buonanotte, a domani alla stessa ora” per rendere ancora più chiara la presenza di qualcuno che risponde alle richieste.

Certo, sulla base della dimensione e del servizio che offre la vostra azienda, potreste aver bisogno di un impegno maggiore. Molte linee aeree, comprensibilmente, offrono un servizio 24/7, ma non è necessario farlo in tutti i settori.

3 – Siate umani

Basta una semplice firma per dare indicazione di rapporto personale tra cliente e consulente. Un ^Laura, o ^Andrea, o anche solo una semplice iniziale. Questo, insieme a delle frasi colloquiali e a dei saluti rendono il contatto con il cliente più umano e crea conforto già in partenza.

Inoltre, questo semplice sistema di firme e differenti voci è ottimale per far sì che ci siano più consulenti per un solo profilo. In questo modo il tempo di risposta diminuisce e ci sono più utenti soddisfatti allo stesso tempo.

4 – Risolvete i problemi più comuni in anticipo

Ascoltate i vostri clienti e offrite soluzioni prima che siano loro a venirvi a cercare.

Ci sono utili strumenti – come trackur – che vi permettono di monitorare le menzioni indirette al vostro brand. Quando qualcuno parla di voi anche senza taggarvi, saprete se dice qualcosa di positivo o negativo. E in caso notiate la presenza di un problema comune a molti, offrite una soluzione o una spiegazione. Inoltre potreste sorprendere un cliente offrendogli il vostro aiuto prima che sia lui a chiedervelo.

5 – Go big or go home

Se lo fate, fatelo bene. Soprattutto perché in pubblico qualcosa malfatto si ritorce contro. Se decidete di offrire un servizio di consulenza social, siate sicuri di poter gestire il carico di domande che possono venirvi fatte; bastano alcune risposte mancate perché la vostra reputazione si faccia peggiore di quando non offrivate ancora il servizio.

L’ultimo consiglio che possiamo darvi è quello di affrontare prima di tutti gli utenti più arrabbiati perché sono quelli che possono creare più danni. Cercate di spostare la conversazione verso i messaggi privati in modo che non si crei un trend o una fila di “seguaci”.

Che ne pensate di questi consigli per un servizio clienti social? Pensate ci siano altre accortezze da prendere in considerazione a questo scopo? Fatecelo sapere nei commenti!

20 store online che garantiscono la spedizione internazionale

ecommerce spedizione internazionale

Uno degli aspetti migliori dell’e-commerce è la possibilità di acquistare da negozi internazionali e scegliere il prodotto più adatto alle nostre esigenze. Non tutti gli store online, però, offrono la spedizione internazionale. Ci ha pensato Labnol.org a selezionare 40 store online che spediscono in tutto il mondo.

Noi di Ninja Marketing ne abbiamo scelti 20, quelli che ci sono parsi più forniti, interessanti e curiosi. Pronti a fare acquisti?

Ecco i venti store online con spedizione internazionale scelti per voi

Macy’s
“Find you magic!”. La famosa catena americana spedisce i propri articoli (abbigliamento, gioielli, orologi, casalinghi) in oltre cento paesi, Italia compresa.

Overstock
Proprio come Macy’s, vende praticamente di tutto. E spedisce praticamente ovunque! Occhio alla sezione “Sale”.

Gap
Anche l’azienda di San Francisco, che vanta 3100 negozi in tutto il mondo, spedisce i suoi capi d’abbigliamento in ogni parte del globo.

The Body Shop
Questo store inglese vende prodotti per la cura del corpo per lui e per lei. Sito molto curato.

Shop Bop
Solo per il gentil sesso: abbigliamento, scarpe e borse.

Toysrus
Store per “grandi e piccini”: giocattoli, ma anche computer e videogames. La chicca? Una sezione dedicata ad Halloween.

Shoes.com
Il paradiso degli amanti delle scarpe. C’è davvero di tutto.

Threadless
T-shirt disegnate da artisti indipendenti. Per chi cerca qualcosa che vada oltre il già (stra)visto.

Etsy
Anche in questo caso, una miriade di prodotti di ogni tipo proposti da artisti indipendenti o piccoli negozi. Da visitare (è davvero addicted).

Deal Extreme
Elettronica, giocattoli, articoli per il giardino, casalinghi: non manca nulla.

Moo
Il motto: “We love print”. Ideale per chi ha bisogno di biglietti da visita, stampe, carte intestate e biglietti d’auguri originali.

B&H
Amanti della fotografia, dell’home video e dell’Hi-Fi, avanti: questo è il vostro sito!

Aliexpress
Ecco un altro store che vende di tutto, dall’abbigliamento agli accessori per auto.

Think Geek
Come dice il nome, se siete nerd o geek impenitenti dovete a tutti i costi passare dalle loro parti.

Diapers
Pannolini e accessori per bimbi. Consigliato alle neomamme e ai neopapà.

Pet Supplies
Per possessori di cani, gatti e altri animali domestici.

Cafe Press
Questo negozio dà la possibilità di personalizzare i propri acquisti (vedi sezione “Create”).

M&S
Un altro store di abbigliamento, che però vende anche fiori, piante e vini.

iFixit
Attrezzi e ricambi per smartphone, computer e console. Oltre allo store, una sezione è dedicata ai tutorial per le riparazioni. Quando si dice un sito utile!

Selfridges
Abbigliamento sì, ma di lusso. Solo per portafogli molto pieni.

Ovviamente, garantiscono spedizioni internazionali anche giganti come Amazon, Foot Locker, Victoria’s Secret e Harrods, ma era talmente scontato che abbiamo deciso di non inserirli nell’elenco.

Buono shopping!

Le 10 migliori pubblicità turistiche di sempre

Quale momento migliore dell’estate per pensare alle vacanze?!
Anche noi Ninja ci pensiamo, infatti abbiamo selezionato le migliori 10 campagne turistiche che più ci hanno colpito negli anni.

Molto spesso, le pubblicità di località turistiche sono realizzate semplicemente con un bel montaggio d’immagini e delle musiche d’effetto, ma noi abbiamo voluto cercare qualcosa in più: pubblicità che ci hanno ispirato, incuriosito e fatto sognare.

Credibilità, contenuti e reason why: sono questi gli elementi che vengono valutati dagli utenti in una campagna pubblicitaria turistica e che rendono il vostro posto un vero e proprio brand da promuovere.

1. Virginia is for lovers

Partiamo con questa campagna poiché, oltre ad essere la più datata, ha una storia particolare. Nel 1969 l’agenzia Martin&Woltz creò una campagna con lo slogan “La Virginia è per gli amanti della storia”, ma subito dopo i creativi pensarono che fosse troppo limitante parlare solo degli amanti della storia, quindi semplicemente eliminarono “della storia” e ne uscì fuori “Virginia is for lovers”. Ancora oggi è un fortissimo slogan per lo Stato. Dopotutto, chi è contrario all’amore?!

2. I love New York – post 9/11

Dopo gli attacchi terroristici del 9/11, la città di New York decide di rispolverare una vecchia campagna promossa nel 1980 e diventata icona della grande mela: I love NY. L’obiettivo è quello di restituire nei cuori delle persone la speranza dello splendore della città.

3. Israele: la Terra Santa


Provocatoria, ironica ed in pieno stile anni 80. E’ la campagna turistica di Israele che sdogana lo Stato visto come solo Terra Santa e lo propone come meta anche per i giovani. Il video mostra una ragazza in spiaggia in tutte le sue bellezze, bella come la terra d’Israele “non a caso chiamata Holy Land!”

4. Acquario di Vancouver

Riuscitissimo esperimento di ambient marketing è quello utilizzato per promuovere una nuova mostra all’acquario di Vancouver. Viene installata una pinna di squalo nel famoso lago di Stanley Park, le foto e le condivisioni sui social network impazzano ma quando la marea va giù, ecco che si rivela l’adv della mostra in programma: “La vita segreta dei pesci squalo.”

5: Bologna Welcome!

Rimanendo sull’ambient marketing, ecco una simpatica iniziativa del comune di Bologna. Due ragazze italiane distribuiscono gratis nella città di Londra abbracci e panini con mortadella bolognese a chiunque accetta di fare una condivisione social: una foto, un tweet, un check-in.

6. Svizzera Summer Holidays


Accattivante lo spot che promuove la Svizzera prendendo in giro stereotipi ed abitudini di cui solitamente sono tacciati gli svizzeri. Ironizzare sui propri costumi e saper prendere in giro se stessi è una capacità molto apprezzata nel marketing turistico.

7. 100% Nuova Zelanda


Ottimo montaggio d’immagini e fotografia dai colori impeccabili. E’ lo spot del 2013 della Nuova Zelanda che prende in prestito la ricchezza de Il Signore degli Anelli per promuovere diversità e bellezze del territorio neozelandese.

8. Last Vegas

Altra comunicazione che cavalca lo stereotipo per il quale la città è conosciuta. Dopo aver cercato di promuovere per anni anche la “buona” Last Vegas, ora la musica cambia e ci si focalizza sulla fama acquisita della città. Quello che succede a Last Vegas, rimane a Last Vegas.

9. Sud Africa

Mostrare un po’ della personalità del Sud Africa, evidenziare i propri punti di forza e coinvolgere lo spettatore. Sono le chiavi della promozione dei mondiali di calcio in Sudafrica del 2010.

10. Incredible India

Ripresa da tantissimi media, è forse la campagna che più mette in luce la diversità e la ricchezza culturale. Ha da offrire tantissimo l’India, questo sembra comunicare lo spot. Un lavoro corposo, privo di dialoghi e con eccezionale fotografia che evidenzia tutta la vitalità di questo paese davvero “Incredible!”.

Ne abbiamo dimenticato qualcuno? Se c’è stata un’altra pubblicità che ti è particolarmente piaciuta scrivicela qui sotto!

Just Type 2015 è il calendario per gli amanti della typography

 Just Type 2015 calendario

Per tutti i designer (e non) che hanno una grande passione per font e typography arriva il calendario must have del 2015. Si chiama Just Type – creato da Workman Publishing – e illustra in 12 mesi e 365 giorni i tipi di carattere più belli e utilizzati nel mondo, mettendone in luce la storia e le caratteristiche grafiche, per soddisfare i veri intenditori.

Just Type calendar 2015 Gennaio

Akzidenz-Grotesk, Matrix, Rockwell, Caslon, Copperplate Gothic… sempre accompagnati da una curiosità. Ad esempio sapevate che il Dispatch è uno dei font usati dal Wall Street Journal? E che il Bauhaus è stato creato sulla base sans serif geometrico, detto universal, creato nel 1925 dall’artista e grafico Bauhaus Herbert Bayer?

Just Type calendar 2015 Febbraio

Ogni font è poi accompagnato da una scheda che analizza secondo le sue caratteristiche principali come altezza della x, altezza massima, apice, linea di base, spaziatura… una vera carta di identità esauriente ed esplicativa, per ogni tipo di carattere.

Tutti strumenti per conoscere e applicare una typography da fare invidia!

Just Type calendar 2015 Marzo

Per trovarlo online, visitate il sito di Workman Publishing

La storia della fotografia moderna in un'infografica

La storia della fotografia moderna in un'infografica

Fotografare e fotografarsi – come sanno bene gli amanti della tecnologia e dei selfies – è diventato un gesto assolutamente naturale e banale ai nostri giorni, qualcosa alla portata di tutti. Ma qual’è stato il processo di evoluzione della fotografia moderna negli ultimi 200 anni?

Ce lo spiega una preziosa infografica di Lytro, realizzata in occasione del 175esimo anniversario dalla nascita della fotografia. Sono 16 le imprescindibili tappe selezionate per illustrare interessante storia, dal 1839 anno in cui William Talbot fece i suoi primi esperimenti in materia fino alle meravigliose macchine ipertecnologiche di oggi, passando per alcuni “cult” come la Polaroid e la camera phone.

Quali sono le tappe che vi interessano di più? Noi ne abbiamo selezionate 5:

1. 1839 – La prima foto su carta

La storia della fotografia moderna in un'infografica

2. 1884 – La pellicola fotografica

La storia della fotografia moderna in un'infografica

3. 1972 – La Polaroid

La storia della fotografia moderna in un'infografica

4. 1991 – La digital camera

La storia della fotografia moderna in un'infografica

5. 1997 – La camera phone

La storia della fotografia moderna in un'infografica

Trovate l’infografica completa sul sito di Lytro.