A cosa stai pensando? Tra Facebook e realtà [VIRAL VIDEO]

A cosa stai pensando? Tra Facebook e realtà [VIRAL VIDEO]

Vi è mai capitato di leggere la timeline di Facebook e pensare: “Tutti felici quest’oggi” o magari “Guarda Chiara com’è venuta bene in foto!” o peggio “Ancora matrimoni?!”?

Probabilmente qualcosa di simile sarà frullato nella mente dei fratelli Highton, norvegesi di nascita, amanti del cinema, che hanno realizzato il meraviglioso “What’s in your mind”: si tratta di uno short video che mostra quanto Facebook abbia influenzato la vita di tutti noi e quanto sia diventato un termometro di like per la nostra felicità.

La trama è abbastanza noir e racconta di Jeff Hutton che nonostante un periodo della sua vita non propriamente felice – capita a tutti – prova a raccontare una realtà differente su Facebook, raccogliendo gradimenti e quasi consolazione, per poi riconsiderare il suo status reale e “sociale” e realizzare che in realtà: “my life sucks”(la mia vita fa schifo)

A cosa stai pensando? Tra Facebook e realtà [VIRAL VIDEO]

Qualitativamente il video è impeccabile, fluido nella fotografia e perfetto nei timing di tagli, un ottimo lavoro homemade vista la produzione del più piccolo dei fratelli Andrew Adam e della cura nei video effects del fratello Steven.

Presentato al Cannes Film Festival e insignito come “Staff Picks” da Vimeo, il video conta attualmente più di sei milioni e mezzo di visualizzazioni, per lo stupore del regista Shaun Higton, che ha visto incrementare esponenzialmente giorno per giorno le views.

E tu, a cosa stai pensando?

Firechat trasforma lo smartphone in un "Walkie Textie", anche offline!

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Con l’inizio dell’estate i più fortunati sono già partiti con la propria comitiva per le mete più disparate, e sicuramente avranno dovuto limitare il proprio piano dati ed il servizio roaming, per evitare di spendere una fortuna inavvertitamente! Cosa fareste se vi dicessi che esiste un modo per comunicare con i vostri amici anche in assenza di segnale cellulare e connessione ad internet?

L’app che presentiamo oggi sarà un aiuto fondamentale nelle occasioni estreme, perchè prescinde totalmente da qualunque tipo di connessione esterna al nostro device: non importa se starete facendo un’esplorazione geologica o alpina, se di notte vagate in un bosco, se state facendo una partita di softair o se siete al concerto della rock star più applaudita. Con FireChat potrete raggiungere i vostri amici nel raggio dichiarato di 200 passi, utilizzando solo gli strumenti del vostro smartphone.

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FireChat: come funziona

Sviluppata da OpenGarden, FireChat è una texting app molto semplice, con una UI simile a Whatsapp, che ci permette di messaggiare e condividere immagini con le persone intorno a noi, senza appoggiarsi a reti o router esterni. Firechat sfrutta infatti le funzionalità Bluetooth e Wi-fi del vostro smartphone (senza però connettersi a internet) per interagire con altri utenti che hanno la stessa app nel raggio dichiarato di 200 passi (la distanza può variare in base alle specifiche del terminale, sebbene anche i dispositivi più economici dovrebbero raggiungere almeno i 100 passi).

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A differenza degli altri sistemi di messaggitica, FireChat è anche uno strumento di prossimità che può essere utilizzato in situazioni di necessità o emergenza all’interno della propria cerchia di amici, senza utilizzare alcuna rete. Certo, può essere utilizzato come un walkie talkie testuale, per creare divertenti giochi di strategia!

Le conversazioni FireChat sono live, anonime e possono contenere fino a 10,000 partecipanti. Ognuno può creare la propria FireChat.

Modalità “nearby” ed “everyone”

FireChat permette due modalità: “Nearby” ed “Everyone”

 

In modalità “nearby” (quella che non richiede l’utilizzo di reti) l’app permette di comunicare solo con le persone vicine che hanno la stessa app. Pare che in questa modalità Firechat possa essere utilizzato anche in aereo. Per sicurezza, però, chiedete sempre alla compagnia di volo con la quale viaggiate!

In modalità “everyone” l’app necessita di una connessione dati, e permette l’interazione con i trending group pubblici, ma non è possibile inviare un messaggio specifico ad una persona che non si conosce. Possono però essere creati anche gruppi privati con la propria cerchia di amici.

I vantaggi di un’app di messaggistica che fa da “walkie textie”

FireChat ha l’indiscusso vantaggio di mettere in connessione gli amici e le persone vicine senza bisogno di connessioni, rendendo lo smartphone un vero “Walkie Textie“. Per questo, l’app potrebbe essere la compagna ideale delle comitive che stanno partendo per la loro avventura: grazie all’aggiornamento “FireChat <3” (FireChat Love), l’app è disponibile sia per iOS che per Android, comunica tra i due OS ed è gratis per le licenze non commerciali. La versione iOS funziona anche per iPod

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FireChat è l’app che abbiamo scelto per migliorare la sicurezza delle nostre vacanze; è sviluppata da OpenGarden ed è gratis. Certo, i più esigenti non troveranno (almeno, non ancora) delle killer feature come la possibilità di messaggi vocali o l’icona “visualizzato” in calce ai messaggi, ma disporre di una “FireChat” potrebbe, in certe occasioni, essere determinante!

Se sei interessato all’app, clicca qui sotto per andare al relativo marketplace!

Android

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iOS

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I brand pensano che tu sia stupido?

utente stupido

Hai mai pensato al modo in cui i brand elaborano strategie di comunicazione online? Il tipo di linguaggio utilizzato e il modo di approcciarsi della marca ai propri utenti ci rivela molto su come il pubblico viene considerato.

Se analizziamo come le marche parlano al proprio pubblico sui social network identifichiamo un linguaggio elementare.

Dallo studio condotto dalla società di marketing analytics TrackMaven emerge che spesso le marche comunicano agli utenti con un linguaggio scolare di bassissimo grado. Il report ha dimostrato che circa 2/3 (il 67,3 %) dei contenuti scritti su Facebook sono di un livello elementare di comprensione. Ciò è preoccupante, se consideriamo anche che Facebook richiede agli utenti di avere almeno 13 anni – che frequentano la scuola media.

Lo studio ha utilizzato le prove di leggibilità Flesch-Kincaid, misuratore di livello di comprensione di “pezzi” di prosa, secondo cui Moby Dick – per capirci – risulta al 10° livello di comprensione. È per questo che la TrackMaven di Washington ha studiato 5.804 pagine di Facebook (ciascuna con almeno 1.000 like) e oltre 1,5 milioni di post.

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A seguito di quest’analisi, oltre a dipingere un quadro cupo dell’utilizzo del linguaggio su Facebook che mostra come spesso l’utente venga trattato da stupido, la ricerca ha effettivamente rivelato alcuni interessanti curiosità utili per la comunicazione dei marchi su Facebook. Scopriamole insieme!

La punteggiatura è importante.

La prima rivelazione è che i consumatori sono manipolati dalle scelte di punteggiatura: i messaggi conclusi con un punto esclamativo o un punto coinvolgono il triplo il lettore, mentre i punti interrogativi provocano un aumento d’interesse verso i post del 23%.

punteggiatura social network

Durante il fine settimana i messaggi sono più efficaci.

Le marche comunicano la maggior parte dei contenuti durante la settimana, il 9% dei messaggi il Sabato e meno del 9% la Domenica. Questo perché la maggior parte delle aziende concentrano il loro impegno sui social durante i giorni lavorativi e perciò feriali, ma si scopre che l’attività degli utenti è diversa, difatti c’è più riscontro alle pubblicazioni durante il fine settimana.

Le foto e i video aumentano l’appeal dei post.

L’ 88% dei messaggi che includono foto causano un’attenzione e memorizzazione più alta, quelli con i video creano il 2,35 d’interazione in più mentre quelli senza contenuti audio-visivi creano solo il 1,71 di coinvolgimento sui post.

linguaggio brand

Più parole, meglio è.

Il rapporto suggerisce che è tempo di andare oltre al trattamento elementare degli utenti: non sono bambini cresciuti, ma menti attive e reattive, anche su Facebook. Per molto tempo le marche hanno interagito con input semplici, e a tratti banali, comemettete like se vi piace“, “siete d’accordo con questa notizia?” o… “condividete questa novità“.

Ma ora non basta più, difatti i messaggi con 80-89 parole hanno una media di 6.19 d’interazione in più per post, mentre quelli con 70-79 parole ne ricevono circa il 3.42. I messaggi con 10-19 parole sono i più comuni, costituiscono 1/3 di tutti i messaggi delle marche, ma creano solo circa 2 interazioni per post.

 

La Battaglia delle Idee 2014: social media & startup con Filippo Giotto [INTERVISTA]

Domenica 6 luglio alla #BattleSA potrete ascoltare l’intervento di Filippo Giotto – Social Media Manager in Banca Mediolanum – intitolato “Strumenti per la social media strategy di una startup”. Generazione, controllo e gestione dei contenuti sono solo alcune delle attività di un social media manager per definire la reputazione sociale di un brand ma in che modo occorre improntare una social media strategy adatta ad una startup? Abbiamo incontrato Filippo in attesa del suo speech alla #BattleSA.

Se vuoi partecipare all’evento, prenota il tuo ticket gratuito qui!

Il prossimo epic fail sembra sempre dietro l’angolo. Quale lezione social non è ancora stata imparata dalle aziende?

Prima di tutto, pensando ai fattori scatenanti degli epic fail, pare evidente come alcuni brand non abbiano ancora compreso che certi estri creativi ed eccessi di ironia non sono necessariamente tollerati solo perchè “siamo sui social”. Lo può fare una persona con la propria cerchia di amici, ma un marchio (così come un personaggio pubblico) ha delle responsabilità nei confronti della società che non gli permettono di agire e comunicare con eccessiva leggerezza.

Dopodichè, i social media sono fatti di persone con cui il brand instaura relazioni, e quando compie un errore dovrebbe comportarsi come normalmente ci si comporta nella vita “reale” nei confronti di coloro a cui si tiene: è importante essere disposti a chiedere scusa, ascoltare e dimostrare che faremo in modo che quell’errore non si verificherà di nuovo.

Social Media come strumento di business

Aggiungo anche un’altra “lezione”, più che social direi culturale: mettere le persone giuste al posto giusto.
Quante volte abbiamo assistito a brand che attribuiscono la colpa del fail allo stagista?
Nessuno obbliga una azienda ad avere, per esempio, una fanpage o un profilo su twitter, ma nel momento in cui decide di aprirsi sui social media occorrerà farlo con la dovuta committenza, i giusti budget e le figure professionali del caso; profili che devono avere una certa seniority e che conoscano davvero il brand che stanno curando sui social (quindi la sua storia, i suoi valori, le dinamiche interne, etc.) così come le community che gestiscono.

La progettazione di una social media strategy di una startup è diversa da quella di una grande azienda? E se sì, in cosa?

Una startup deve fare i conti con una disponibilità di risorse allocabili sia per la definizione che per l’esecuzione della strategia nettamente inferiore rispetto a una grande azienda. E per risorse non intendiamo solamente quelle economiche bensì di tempo e di persone.

Per questo sarà importante progettare la strategia su obiettivi realistici che tengano conto delle vere possibilità di impegno; il rischio, altrimenti, è di trovarsi con profili social poco curati, newsletter che partono a singhiozzo e un blog congelato a “Hello, World!“.

Esiste ancora spazio, secondo te, per le startup social?

Se per startup social intendiamo il “next big social network”, penso di no: oggi il mercato è rappresentato da due grandi ecosistemi (facebook e g+) che raccolgono la quasi totalità degli utenti, a cui si affiancano altri social network più verticali o di nicchia molti dei quali ancora non riescono a monetizzare.

Diverso è, invece, parlare di startup che incarnano le dinamiche di relazione e condivisione proprie dei social; allora sì, certamente. Se vogliamo che le persone utilizzino il nostro servizio/app/sito/prodotto è necessario che le persone stesse vengano collocate al centro dell’idea: sono loro il primo acceleratore della startup.

Picture Outside The Box: scopri PotBox, il nuovo servizio che semplifica l'acquisto di immagini

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Suscitare l’emozione, catturare l’attenzione, materializzare un sogno: il potere dell’immagine è enorme. Spesso però per i professionisti dell’editoria e della pubblicità la ricerca dell’immagine ideale nei labirinti delle varie libraries può rivelarsi una vera Odissea.

Come scegliere l’immagine desiderata? Come essere sicuri che corrisponda a tutti i nostri criteri di ricerca? A quali banca immagini affidarsi?

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Per gli utenti, tra le variabili più critiche da prendere in considerazione c’è sicuramente la coppia “dimensione-prezzo”.

Potbox.it ha individuato un sistema per semplificare l’utilizzo delle banche immagini sulla base di questo criterio: alla stessa dimensione corrisponde lo stesso prezzo.

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Navigare tra i più di 32 milioni di immagini RF (Royalty Free) e RM ( Rights- Managed) diventa quindi semplicissimo: fotografie e illustrazioni sono raggruppate in categorie all’interno delle quali l’utente può scegliere in maniera facile e veloce.

Le immagini RF sono suddivise in 8 formati, con un solo prezzo per ciascun formato.

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Le immagini RM sono suddivise per utilizzi (tra web, print e affissioni), con un solo prezzo per ciascun utilizzo.

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Un risparmio di tempo notevole, a vantaggio della scelta creativa: liberi di “Thinking outside the box” ovvero “pensare in modo non convenzionale”, come nella migliore tradizione ninja!

Ninja social oroscopo dal 3 al 9 luglio

Settimana di passaggio, la Venere in Gemelli farà sì che l’amore rimanga protagonista, declinato nei suoi molteplici aspetti di segno in  segno. Acquario, Toro e Scorpione in splendida forma saranno impegnati rispettivamente nel raccogliere consensi, nel corteggiare e nell’esplorare sentimenti profondi. Gemelli e Cancro non saranno da meno, il primo protagonista, il secondo alla rincorsa di un’occasione da non perdere.

Il Sagittario metterà i puntini sulle sue i, la Bilancia dovrà dare prova di grande coraggio e Capricorno al non mancherà l’intuizione. La Vergine avrà bisogno di staccare la spina mentre i Pesci potrebbero disinteressarsi a tutto e a tutti, almeno per un po’. Il Leone e l’Ariete?? Hanno voglia di stupire, ma per ora si limiteranno a studiare le mosse giuste.

10 cose che non sapevi su La Battaglia delle Idee

Ormai lo sanno tutti: l’appuntamento imperdibile per innovatori e creativi! La Battaglia delle Idee ti aspetta il 5 e 6 Luglio al Teatro Ghirelli di Salerno. Lo scontro a colpi di pitch tra startup più atteso dell’anno. Training gratuito powered by Ninja Academy. Possibilità di fare networking tra gli esperti del settore e poi concerto rap!

Ecco 10 curiosità da leggere mentre aspettiamo insieme l’evento!

#1 La prima edizione de La Battaglia delle Idee è stata organizzata nel 2012 a Napoli, al Castel dell’Ovo.

#2 Maestro di Cerimonia fu Marco Zamperini. La Battaglia 2014 è dedicata alla sua memoria e sarà chiusa da Rebecca, sua figlia!

#3 La prima battle è stata vinta da Buzzoole: la startup è entrata nella scuderia di 56Cube, ha ricevuto un primo finanziamento ed ha appena lanciato la versione beta.

ReHub ha ricevuto una menzione speciale della giuria ed oggi la research social platform rivolta ai ricercatori è un prototipo che conta un centinaio di utenti.

#4 Il T.A.G Teatro Ghirelli è una ex-fabbrica di laterizi circondata oggi da un orto botanico.

#5 Kris Grove è statunitense e ha conosciuto l’altra Kris, canadese, a Bologna. Oggi conduce Kris&Love su Radio 105! 

#6 Francesco Paura ha lavorato con Clementino e Marracash.

#7 Salerno è piena di talento rap: Rocco Hunt ha festeggiato il suo disco d’oro con una targa affissa nel quartiere in cui è cresciuto.

#8 Due racconti del Decameron di Boccaccio sono ambientati a Salerno. Due saranno le startup vincitrici anche quest’anno!

Alla fine degli scontri emergeranno due idee vincitrici, una scelta dal pubblico e una dalla giuria tecnica, che saranno premiate con i premi messi in palio da Ninja Marketing e i nostri partner: un mese di coaching by 56Cube, corsi di Ninja Academy, consulenza in seeding e social media strategy by Viralbeat, consulenza in go to market strategy by Razorfish, un viaggio in Croazia per fare team building by SNAV, hosting web by OVH, libri di marketing by Dario Flaccovio Editore… e molto altro!

#9 All’evento saranno distribuiti dei misteriosi badge neri… occhi puntati su chi li indossa!

#10 I ticket gratuiti su Eventbrite stanno per andare sold out.

Quindi affrettati a prenotare il tuo posto in battaglia!

Todi Appy Days, il Festival internazionale in Italia dedicato alle App

Fonte @AppyDays

Annunciato già a fine aprile nientepopodimenoche dal patron di Eurochocolate e Presidente di Sedicieventi, Eugenio Guarducci, il TODI APPY DAYS diviene realtà.

Dal 25 al 28 settembre professionisti, esperti del settore e appassionati si incontreranno a Todi per il tanto atteso TODI APPY DAYS!
Quelli di #TodiAPPyDays, saranno davvero “giorni felici” per gli appassionati di nuove tecnologie: un palcoscenico unico per aziende, scuole ed Università nella città “ideale” che ospiterà il più grande evento italiano dedicato al mondo delle App.

Todi: un grande evento dedicato alle APP nel cuore dell’Umbria

Fonte @AppyDays

L’evento vuole dare l’occasione di incontrarsi e confrontarsi a programmatori, sviluppatori e imprenditori ed aprire le porte segrete delle App ai curiosi. Todi mira a divenire il luogo fisico entro cui è possibile dare vita alla progettazione dal basso: l’evento, infatti, offrirà l’opportunità a tutti di candidarsi sul sito ufficiale della manifestazione (www.appydays.it) e presentare la propria APP a sviluppatori e potenziali sponsor.

La grande diffusione di app e di dispositivi mobile, infatti, fa si che si possa parlare di vera e propria App Economy anche in Italia, dove il mercato delle Applicazioni ha visto una forte crescita nella vendita e nel download grazie all’aumento della diffusione di smartphone (37 milioni) e tablet (7,5 milioni) promettendo un futuro già a breve termine con crescite inarrestabili.

Fabio Lalli (Fonte @AppyDays)

 

Direttore tecnico della manifestazione sarà Fabio Lalli, già Presidente della community Indigeni Digitali e Ceo di IQUII, società specializzata nello sviluppo di strategie digitali e applicazioni mobile/werable.

 

Programma

Il programma è suddiviso in quattro diverse aree tematiche, ognuna delle quali prevede una serie di iniziative:

Area Tecnico-Culturale
Area Intrattenimento
Area Sponsor
Area Special Event.

Seminari, workshop, lab, incontri tecnici e corsi di formazione per la gioia dei professionisti! Per gli spettatori più APPassionati di giochi e concorsi, ci saranno i tornei di games per mobile, challenge e contest fotografici dove le uniche fotocamere consentite saranno ovviamente quelle dei dispositivi mobili e il fotoritocco sarà possibile solo con le App.

Senza dimenticare iniziative ad hoc per le scuole e uno spazio riservato ai più piccoli. E dal momento che questa manifestazione vuole dare spazio a tutte le forme di innovazione mobile, ci sarà una speciale area dedicata alla Realtà Aumentata.

Todi, dunque, si fa teatro di un evento unico mettendo a disposizione tra le altre le location uniche di Palazzo e Teatro Comunale, Sala delle Pietre e del Nido dell’Aquila. Ma tutta la città si trasformerà grazie alle attività di forte impatto visivo e alle installazioni all’aperto che proietteranno nel futuro il centro storico della Città. A giudicare dai numeri, gli APPassionati non mancheranno all’appuntamento.

Un’occasione per chiudere in bellezza l’estate e candidare le vostre idee sul sito ufficiale!!!Ricordiamo l’APPuntamento: 25 Settembre 2014…. Un evento imperdibile!

Per maggiori info: www.appydays.it
Facebook:www.facebook.com/appydays.official
Twitter: @ppydays
hashtag ufficiale: #TodiAPPyDays

Mondiali di calcio: McDonald's li ricrea usando patatine fritte [VIDEO]

Mondiali di calcio: McDonald’s li ricrea usando solo patatine fritte [VIDEO]

Vi siete persi le partite dei mondiali di calcio di cui stanno parlando tutti? Vorreste mettervi al passo prima dei quarti, ma i soliti highlights vi annoiano? Allora vi consigliamo di collegarvi a YouTube e guardarvi la divertente playlist “FryFutbol — McDonald’s FIFA World Cup 2014“: potrete aggiornarvi su tutte le partite chiave del campionato del mondo in pochi secondi, ma soprattutto vedere delle patatine fritte giocare a calcio.

Mondiali di calcio: McDonald’s li ricrea usando solo patatine fritte [VIDEO]

Ovviamente è d’obbligo partire con l’inno nazionale.

C’è Olanda – Messico (e il penalty rimediato da Robben), e la vittoria ai rigori del Brasile sul Cile.

Ah, e c’è anche il calcio di rigore in Francia – Italia del 2006 e il gol del 4-1 di Brasile – Italia del 1970. Ma non cercate il morso di Suarez, sarebbe stato troppo facile 😉

L’iniziativa #FryFutbol è legata alla campagna dedicata ai modiali di calcio McDonald’s GOL!, che oltre al video che trovate qui sotto, propone anche un’app di Augmented Reality.

Aumenta la tua visibilità online con il personal branding

Personal Brand

“There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about” scriveva Oscar Wilde. Ma questa affermazione può essere applicata anche in riferimento alla nostra presenza online? No.

La sola presenza – anche se capillare o ridondante – nell’infinita galassia di internet non è di per sé sufficiente per intercettare un maggior numero di Like, visualizzazioni o retweet. 

Per emergere dal rumore di fondo bisogna avere una storia da raccontare e questo in rete significa avere dei contenuti da condividere.

Content is the King.

E’ importante offrire ai lettori o ai tuoi clienti contenuti di valore per differenziarti, ma come fare? Il modo migliore è quello di affidarsi al Native Content, cioè offrire informazioni utili e non abbandonarsi a slogan datati e curare le proprie connessioni sociali.

Quindi Content, Connections & Credibility ossia le tre “C” del  Bootstrap Marketing. In un mondo caratterizzato da un’iper-competitività digitale, dove tutti i giorni siamo costretti a combattere a colpi di click per emergere dalla massa, ricercare maggior visibilità sembra un’utopia. Ma Internet e i Social Media sono anche il regno della Democrazia del marketing nella sua accezione più pura.

A tutti è concesso partecipare e ogni individuo è di per sé una Media Company ed è indispensabile agire come tale.

Essere e agire come utente.

La prima regola da rispettare per costruire la propria brand reputation – e diventare così un influencer – su qualsiasi piattaforma sociale è, quasi ovviamente, quello di essere presente e utilizzarla al meglio.

Hai scritto un post che reputati interessante o attraverso il quale ti sei espresso al meglio? Condividilo, non dimenticando mai però le “leggi non scritte” ma inopinabili di ogni piattaforma (ad esempio l’utilizzo degli hashtag tanto importanti su Twitter quanto quasi inutili se non deleteri su Facebook) perché anche lo Spamming è un’arte. Gary Vaynerchuk ( Wine Library Tv) afferma:

Dal momento che ogni individuo è una Media Company il vostro personal brand è il vostro brand. Come proiettate la vostra immagine impone il modo in cui le persone ricevono il vostro brand. Non il contrario.

Ecco qualche piccolo trucchetto di personal branding per aumentare la tua visibilità online.

1. Utilizza il Visual Storytelling con SlideShare

Come già accennato in un precedente post, viviamo nella società delle immagini, dove il senso più sviluppato – e quello a cui si fa più affidamento – è quello della vista. Sfrutta questovantaggio.

Creare una storia accattivante, simpatica e coinvolgente grazie anche all’ausilio delle immagini con SlideShare non solo attira maggiormente il pubblico ma lo porta a conferire maggiore fiducia verso l’oggetto in questione, te stesso. Il ricorso ad un canale creativo come questo è un plus non indifferente.

2. Archivia e gestisci i contatti

Generalmente l’email marketing è uno strumento poco utilizzato dai blogger (che si affidano prevalentemente ai feed) ma per i non addetti ai lavori invece, la ricezione dei post via mail risulta uno strumento valido per rimanere costantemente informati sugli argomenti di loro interesse.

Creare e gestire una personale mailing list è inderogabile per poter svolgere azioni di email marketing. Meglio fare riferimento a strumenti ad hoc grazie ai quali – tra le altre opzioni –  è possibile inviare automaticamente le proprie newsletter solo dopo aver raggiunto un tot di post o in un determinato giorno della settimana.

Scegli tra i vari template e formattazioni quello che ti rappresenta al meglio, tieni traccia dei click e inserisci widget adeguati per espandere la tua presenza online.

email marketing

3. Offri qualcosa di gratuito

Quella del ricorso ai samples è un ottimo strumento di marketing utilizzato da anni nei canali di vendita diretta (quanti di voi si sono innamorati – e hanno quindi poi comprato – un profumo dopo aver provato un “campioncino”? o scaricato un’app o un programma dopo aver provato la versione Demo?) che aiuta, tramite la prova gratuita a conoscere e apprezzare un determinato prodotto.

Vale lo stesso principio per costruire la tua lista di contatti e aumentare il tuo engagement.

Offri contenuti di qualità gratuitamente, prenditi del tempo per scrivere un How-To e-book che è il modo migliore per aumentare sia la tua brand reputation che per cementare la tua brand loyalty.

Content

4. Costruisci readership con un blog

Per costruire personal branding è necessario raccontare la tua storia e per questo non c’è strumento migliore che un blog. Scrivere la propria storia e il proprio punto di vista rende i contenuti condivisi autentici e credibili. Invita anche i tuoi lettori a commentare e a farti domande per stabilire una relazione più forte e coinvolgente che li inviti a visitarti.

Uno strumento efficace per muovere i primi passi nel blogging è WordPress (del quale è disponibile anche un’app per smartphone e tablet per potervi accedere ovunque) che permette di aggiungere molti plugin con call-to-action nella sidebar per ottimizzare al meglio il vostro blog sia in chiave SEO che social.

5. Google+ Autorship

Per diventare una vera Rockstar Blogger devi soprattutto sbaragliare la concorrenza. Google+ in questo ci viene incontro grazie all’opzione Google+Autorship che non solo è utile per l’ottimizzazione SEO ma anche per scalare la SERP.

Non solo Google preferirà sempre i tuoi risultati ma – come affermano recenti studi – anche gli utenti prediligono i risultati con foto rispetto ad altri senza anche se li precedono.

Google+

6. Entra il più possibile nella web community

Iscriversi alle web community per blogger come Triberr può aiutare a espandere la tua impronta digitale, costruire relazioni utili con i “colleghi” blogger e implementare la tua rete di contatti.

Imposta il tuo RSS per aggiornare automaticamente il Triberr streaming ogni volta che pubblichi un nuovo post. Partecipa alle discussioni, fatti conoscere e espandi la tua brand awareness.

Pianificazione, tenacia e persistenza faranno il resto e ricorda sempre (ripetitelo più volte davanti allo specchio come Mantra) le parole di James Altucher:

Often the reason someone buys from you is not for your product, but for YOU.