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Windows Phone 8.1 e i nuovi Lumia: la scommessa di Nokia

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Dopo aver presentato i prodotti dedicati ai paesi emergenti all’MWC 2014, Windows e Nokia rivelano Windows Phone 8.1 e la nuova serie Lumia, lasciando trasparire la strategia che permetterà alla software house di Redmond e al produttore finlandese di riprendere insieme quote del mercato Mobile nei prossimi mesi.

Scopriamo insieme le novità ed analizziamo le mosse strategiche sottostanti!

Windows Phone 8.1 e Cortana

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Windows Phone 8.1 è più di un semplice aggiornamento: si tratta di una release completa che andrà ad integrare l’attuale piattaforma con tante innovazioni.

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Uno dei grossi svantaggi di Windows Phone rispetto ai competitor era la mancanza di un assistente vocale. Windows rimedia in grande stile inserendo Cortana nella nuova release. Il suo nome deriva dall‘intelligenza artificiale di Halo, una nota saga di videogiochi per Xbox, e di conseguenza la sua presentazione è molto particolare:

Cortana promette di dare filo da torcere a Siri e a Google Now, principalmente perchè è ben integrata nel sistema operativo ed “impara” in modo dinamico: sarà possibile inserire gli appuntamenti in agenda e fare ricerche location based come con gli altri assistenti vocali, ma in più Cortana dovrebbe memorizzare gli interessi e le richieste fatte in passato. Non è ancora chiaro se Cortana imparerà anche il nostro accento fonetico, ma ci auguriamo di si. Ovviamente, Cortana utilizza il motore di ricerca Bing. Per vederne il funzionamento, ecco un video di SlashGear TV

Word Flow, una tastiera Swipe adattiva

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Viene introdotta anche una tastiera Swipe simile a quella utilizzata anche su Android: Word Flow, che dovrebbe essere capace di riconoscere le nostre gestures per darci la migliore esperienza di scrittura. Joe Belfiore dichiara che con questa tastiera è stato superato il record del mondo per velocità di scrittura, che prima era stato raggiunto grazie ad un Galaxy S4. Quanto tempo ci vorrà, però, prima che la tastiera impari ogni nostra gesture ed ogni nostro modo di cliccare le lettere da ogni direzione?

Internet Explorer 11

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Con la nuova release di Windows Phone arriva anche Internet Explorer 11, che prevede alcune sensibili novità: facendo swipe dal basso verso l’alto compariranno, nella parte bassa dello schermo, i comandi di navigazione “aggiungi ai preferiti”, “ricorda scheda all’avvio” e simili; tra l’altro, nelle impostazioni, sarà possibile sincronizzare i dati con la versione di Internet Explorer presente sul desktop, in modo da importare cronologia, password e preferiti.

Background image, comandi del menu a tendina e audio

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Windows ha finalmente implementato due killer features: il cosiddetto “Action Center”, un menu a tendina molto simile a quello di Android, grazie al quale controllare le notifiche e cambiare le impostazioni principali con dei pulsanti di azione personalizzabili!

Per vedere le novità di Windows Phone 8.1 in azione, vi consigliamo il video fatto dai ragazzi di Phone Arena durante il Windows Keynote:

Inoltre, con buona pace di tutti i possessori di Windows Phone, finalmente i canali audio saranno distinti e separati per suoneria e audio. Fino ad oggi il volume audio era unico, e risultava fastidioso ridurre l’audio di un video o di una canzone ed abbassare insieme la suoneria.

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Infine, una novità estetica: in Windows Phone 8.1 sarà possibile inserire un’immagine di sfondo, per rendere la maggior parte dei tiles trasparente.

Nokia: la nuova serie Lumia e l’aggiornamento a Windows 8.1

Essendo ormai una holding di Windows, Nokia annuncia delle proprie novità a stretto giro: Windows 8.1 verrà rilasciato, insieme a dei programmi esclusivi, su tutti i dispositivi Nokia che attualmente montano Windows Phone 8 (compreso l’economico Lumia 520) grazie all’aggiornamento automatico Lumia Cyan. Questa scelta aumenta la retention dei consumatori che per primi hanno scommesso su Nokia e Windows Phone con gli acquisti dello scorso anno.

Nokia ha inoltre annunciato la nuova serie Lumia, che monterà Windows Phone 8.1 nativo: stiamo parlando dei Lumia 930, 630 e 635.

Nokia Lumia 930

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Il Nokia Lumia 930 è il nuovo top di gamma della casa finlandese e, a detta di Stephen Elop, executive Vice President della divisione Devices & Services di Nokia, “rappresenta lo stato dell’arte dell’esperienza Windows Phone 8.1”. Il 930 monta un processore Qualcomm Snapdragon 800: un quad-core da ben 2,2 ghz, ed è provvisto di una fotocamera Carl Zeiss Pure View da 20 Mpx con doppio flash led.

La registrazione audio è di qualità surround: sono ben 4 i microfoni direzionali per la calibratura e la cattura dell’audio. Per la connettività, il terminale è ovviamente provvisto di wi-fi e connessione 4G, oltre che di modalità di ricarica senza fili. Lo schermo è un 5″ oled clearblack, con risoluzione Full HD e touch ad alta sensibilità per essere utilizzato anche con i guanti. La batteria avrà una capacità di 2420 Mah, ed prezzo annunciato è di $599 tasse escluse.

Nokia Lumia 630/635

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Il Nokia Lumia 630 sarà la proposta Nokia di fascia medio/bassa: verrà infatti proposto a $159 tasse escluse, ma il suo contenuto è di tutto rispetto. Il “motore” del Lumia 630 sarà infatti un Qualcomm Snapdragon 400, quad-core da 1,2 Ghz. Il touch screen sarà un Gorilla Glass 3 di 4,5″ con risoluzione 854×480, e la batteria fornita di 1830 Mah.

L’unica nota negativa è la fotocamera, che è una 5mpx con autofocus, ma senza flash. Purtroppo, la mancanza di una economica unità flash gioca molto sul valore percepito di un prodotto del genere, e costituirà un problema per le vendite di questo smartphone che, per tutto il resto, tiene testa a concorrenti di fascia di prezzo superiore.

Il gemello Lumia 635 sarà praticamente identico al 630, ma avrà la connettività 4G e sarà proposto a $189 tasse escluse.

Nokia e Windows: sinergie e gestione ottimale del portafoglio prodotti

Adesso che Windows Phone è ad un livello qualitativo paragonabile ai suoi due grandi competitor, le sinergie derivanti dall’acquisizione di Nokia possono iniziare a dare i frutti sperati: da un lato Windows ha implementato sul fluidissimo Windows Phone OS le feature che hanno fatto il successo degli altri due OS (menù a tendina, centro di controllo, integrazione con i social network, assistente vocale, tastiera veloce) ed ha ottenuto le killer application che determinavano l’acquisto di un altro Mobile OS (come Whatsapp ed Instagram).

Dall’altro lato Nokia si è dimostrata migliore fra tutti nell’ottimizzare Windows Phone sui propri dispositivi, fornendo un valore aggiunto rispetto agli altri produttori di Windows Phone (programmi dedicati, precedenza negli aggiornamenti).

L’inclusione di Nokia nella famiglia Windows ha permesso al produttore finlandese di avere un respiro più ampio e di ridefinire il proprio portafoglio prodotti worldwide. Non è una novità, infatti, che Nokia sia sempre stata maestra nel produrre i classici cellulari: come per le penne Bic e gli accendini Zippo, il telefonino Nokia divenne un vero e proprio archetipo, un punto di riferimento senza eguali.

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Nokia ha ancora una consistente quota di mercato per i classici cellulari nelle aree in via di sviluppo. Con i ricavi derivanti da tali aree, la compagnia finlandese può finanziare ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, instaurando un circolo virtuoso. Con l’attuale tasso di crescita delle aree geografiche in via di sviluppo, però, i consumatori richiedono prodotti più avanzati: telefonini e feature phone non bastano più. I nuovi dispositivi Asha ed il modello “X” annunciati da Nokia all’MWC 2014 vanno proprio in sostituzione dei prodotti classici, configurando di fatto una commercializzazione su due binari.

Insomma, si prospetta un secondo quarto di anno senza dubbio interessante per Nokia e Windows, che stanno lentamente ripercorrendo la china della quota di mercato smartphone con le scelte giuste. Vi piace la nuova serie Lumia? Personalmente, andrò a dare un occhio al 630! Fateci sapere la vostra nei commenti! 😉

Italia Caput Mundi: lo storytelling sulla pasta [PARTE 6]

Il nuovo video proposto dalla serie di Italia Caput Mundi gioca sulla parola “primo” e, semanticità a parte, ne ha sicuramente degli ottimi motivi.

Non a caso “La pasta tiene alta bandiera del made in Italy, l’export è da record” titolava Il Sole 24 Ore a febbraio, in una sintesi aggiornata sui consumi di pasta italiana nel mondo: grazie agli elevati standard qualitativi e a un indiscutibile appeal sui consumatori esteri, il prodotto simbolo dell’Italia ha realizzato un export record per 1,8 miliardi di euro nel 2013, segnando una crescita del 3,7% rispetto al 2012.

Questo trend positivo si è ormai avviato da quattro anni e, secondo le previsioni, continuerà grazie anche a nuovi mercati, come Cina ed Emirati Arabi Uniti, che hanno fatto registrare un incremento delle esportazioni del 33,6%; Brasile, con una crescita del 16%; Nord Africa, con una crescita del 13,5%.

Si contano circa 200 tipi di pasta differenti e oltre 120 pastifici italiani che li producono: tra le regioni italiane esportatrici di pasta, così, al primo posto troviamo la Campania, con valori e ritmi di crescita sostenuti, seguita da Emilia Romagna e da Veneto.

Forte simbolo culturale, è branding puro

L’immagine e i valori positivi che trasmette l’italianità della pasta, oltre alle caratteristiche alimentari che vengono attribuite al piatto base della dieta mediterranea come prodotto sano, determinano il successo della pasta in mercati anche molto lontani da quello natìo, confermando l’Italia come primo produttore al mondo di pasta, con 3,3 milioni di tonnellate per un controvalore di 4,6 miliardi di euro.

Inoltre un grande ritorno con significato socio-culturale sulla tradizione e sul recupero delle antiche tecniche che hanno fatto diventare la pasta uno dei prodotti più famosi al mondo, tanto per la bontà quanto per la bellezza (oggi si chiamerebbe food design), sta restituendo grande attenzione alle nuove e vecchie imprese tipiche che producono pasta, grazie a campagne di comunicazione e proposte di social innovation atte a sostenere il settore agroalimentare nel suo insieme.

La pasta italiana si scontra con il problema dell’italianità

Italianità, per la pasta, significa però anche altro.
La produzione e il commercio di pasta restano sì un enorme pilastro delle performance economiche italiane eppure, stando ancora ai numeri, c’è da fare un’altra importante considerazione: il 55% della produzione nazionale di pasta viene esportata, così tre piatti di pasta su quattro in Europa e uno su quattro nel Mondo sono fatti in Italia.

Questo significa che i dati positivi dell’export rappresentano un segnale di speranza e di fiducia per le imprese italiane ma che proviene dall’estero. In Italia infatti si continua ad assistere ad un calo dei consumi interni che, così come abbiamo notato per gli occhiali made in Italy, riguarda anche il comparto alimentare: situazione gravissima, perciò, se si pensa al fatto che i prodotti alimentari rientrano in gran parte nei beni di prima necessità, quindi le famiglie italiane sono arrivate, in tempi di crisi, anche a tagliare sulla spesa di base del proprio paniere.

Insomma, grazie allo storytelling di Italia Caput Mundi abbiamo l’opportunità di parlare di pasta senza troppe retoriche e non tornando a sottolineare caratteri banali di un prodotto tanto indiscutibilmente bello, perché sintesi di tradizione e innovazione come forse nessun altro prodotto made in Italy. Ma non perdiamo l’occasione per ribadire che se l’export del made in Italy è eccellente, in Italia le cose non vanno bene e dovremmo agire anche sui problemi infrastrutturali di un sistema Paese che probabilmente sta distruggendo, con la sua inattività politica di fatto, i capisaldi della sua economia.

Continueremo a parlane, la prossima settimana.

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Qualche settimana fa Honey Maid ha pubblicato un delicato e intenso video, “This is Wholesome” dedicato a tutte le famiglie e a ciò che fa di esse, appunto, una famiglia.

I creatori della campagna hanno scelto di andare oltre l’idea tradizionale di famiglia, mostrando anche nuclei composti da genitori dello stesso sesso.

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Tra i tanti, tantissimi commenti positivi, ce ne sono stati alcuni che hanno manifestato un certo disappunto verso l’iniziativa. Ma a fare notizia oggi è la meravigliosa risposta del brand a tali commenti, trasformati in un’occasione unica di comunicazione.

Tutti i feedback aggressivi e disprezzanti sono stati letteralmente trasformati in un messaggio d’amore, grazie al lavoro di due artiste e dell’installazione che hanno costruito: utilizzando i fogli di carta arrotolati sui quali erano stati stampati i commenti, è stata composta la parola “LOVE“.

Ancor più coinvolgente l’utilizzo fatto dei messaggi di apprezzamento e supporto alla campagna, che sono stati posti attorno agli altri come ad attutirne con grazia l’eco e a sottolinearne allo stesso la quantitá di gran lunga inferiore.

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Honey Maid trasforma i commenti negativi in un messaggio d'amore [VIDEO]

Honey Maid avrebbe potuto ignorare gli haters continuando a promuovere la propria campagna, ma ha dimostrato di saper ascoltare il pubblico e replicare adeguatamente alle critiche. Voi cosa ne pensate?

Cinema e social media: il caso Divergent

È uscito giovedì scorso nelle sale italiane Divergent, vero e proprio fenomeno letterario e cinematografico che sta appassionando milioni di giovani fan in tutto il mondo.

Questa trilogia ambientata in un futuro opprimente e alienante (tanto per cambiare!) ha preso vita dalla penna di Veronica Roth, scrittrice venticinquenne divenuta una celebrità al primo tentativo.

Brevemente la trama: gli abitanti della città di Chicago sono divisi in cinque fazioni (Eruditi, Abneganti, Intrepidi, Candidi e Pacifici) per garantire l’equilibrio e la pace sociale. Quando la sedicenne Beatrice Prior deve decidere con chi affiliarsi, scopre di essere una divergente, una persona cioè che non ha un tratto dominante più forte di altri, ma ben tre! La diversità di Beatrice sarà causa di numerose difficoltà, ma sarà anche la fonte del suo inevitabile successo.

I libri, così come i film, sono destinati a ritagliarsi un posto speciale nei cuori di tutti coloro che hanno divorato saghe come Hunger Games e Twilight: non mancano infatti neanche qui azione e storie d’amore.

Per darvi un’idea del film e spingervi ad andare in sala, vi proponiamo il trailer  ufficiale del film.

Ma come sono stati usati Facebook e Twitter per promuovere il film?

La fan page statunitense esiste dal 30 gennaio 2013 e può contare su oltre 1 milione e seicento mila fan; quella italiana, che ne segue le mosse, da oltre 46 mila appassionati.

I contenuti caricati sono pressappoco gli stessi (sebbene con un’evidente differenza nella qualità dei contenuti): featurette, teaser poster, trailer, locandine ufficiali, e scene di backstage.

Ma è su Twitter che si evidenzia la differenza più grande: su quello d’oltreoceano il film ha un seguitissimo profilo dedicato, mentre da noi si occupa della promozione Eagle Pictures.

Il traffico generato dal profilo è buono, considerato l’argomento e l’utilizzo che si fa dell’invenzione di Jack Dorsey nel Bel Paese.

È il modo scelto per aggregare che lascia perplessi: l’hashtag utilizzato, #divergenti, esisteva già dal 2011, creato da Divergenti Festival Internazionale di Cinema Trans.

Un solo hashtag per due argomenti così vicini e, al tempo stesso, agli antipodi!

Ancora più sconcertante risulta l’uso delle call to action: da settimane il pubblico viene invitato a dire la propria su argomenti generalisti e che molto poco hanno a che vedere con il film. Qualche esempio?

E ancora:

Ed esistono altre domande su tatuaggi, camere da lettooutfit e canzoni preferite divergenti che, se da un lato generano retweet, preferiti e risposte da un discreto numero di utenti, dall’altro portano spessissimo la discussione fuori dal tema fondamentale che è, o dovrebbe essere, il film e gli argomenti che tocca.

È senza dubbio più facile coinvolgere utenti chiedendo loro il genere preferito di musica, ma quando poi ti risponderanno “i Toto”, “Vasco” e “Rihanna”, si sarà davvero lavorato nel migliore dei modi possibili per la promozione del film?

Usare Twitter e i suoi “cancelletti” richiede uno studio che va un po’ più al di là del metodo “stiamo sul generale che qualcosa raccoglieremo”. Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.

Salone Internazionale del Libro, le dieci startup finaliste per Book to the future

Al Salone Internazionale del Libro di Torino quest’anno debutta l’Area Startup.
Il Padiglione 2, interamente dedicato alle nuove tecnologie hi-tech per la fruizione culturale, ospiterà dieci startup internazionali che offrono servizi innovativi per la fruizione dei contenuti editoriali.

Book to the future, lo spazio imperdibile del Salone Internazionale del Libro

Se la produzione editoriale tende ormai sempre di più a differenziarsi in base al supporto tecnologico di fruizione del prodotto libro, sono sempre di più le giovani imprese che stanno contribuendo a trasformare e sviluppare l’editoria in formato digitale.
Al suo quarto anno, Book to the future è già diventato uno degli spazi imperdibili del festival, dove esplorare le contaminazioni tra le varie forme di espressione culturale, domandarsi cosa accadrà nel futuro di questo settore e scoprire i nuovi modelli di business della Cultura 2.0.
Negli ultimi anni hanno partecipato a quest’area alcuni dei player più importanti dell’editoria hi-tech: Amazon, Kobo, Sony, Trekstor e Nokia.

Un bando online per le startup

Quest’anno dieci startup hanno avuto l’opportunità di essere selezionate attraverso un bando online per partecipare gratuitamente al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’area hi-tech.

Tra le oltre 50 aziende partecipanti da tutta Europa e non solo, sono state selezionate dieci vincitrici: una svizzera, una lituana, una californiana e sette italiane. Innovatività, uso originale delle tecnologie, creatività, fattibilità del progetto e capacità di ingaggio di editori e lettori i parametri usati per la valutazione da parte di una giuria composta da Valentino Macri, Segretario Generale Fondazione per il Libro, la Musica, e la Cultura, Roberto Fantino, Direttore Commerciale e Marketing GL Events, Eugenio Pintore, Dirigente Regione Piemonte, Stefano Saladino, Presidente Associazione Luoghi di Relazione, Fabio Sferruzzi, Co-Fondatore Talent Garden Torino, Donatella Cambosu, Community & Communication Manager Startupbusiness, Vittorio Mauri, Country Manager Italia U-Start, Massimiliano Ceaglio, Project Manager TreataBit, Michele Padovani, CEO iStarter.

Oltre alla partecipazione gratuita all’area espositiva, ogni startup avrà a disposizione uno slot orario in Sala Book to the future per presentare il proprio progetto, momenti di interazione con pubblico e addetti ai lavori nell’arena esperienziale dell’Area start up, un palinsesto di incontri b2b preorganizzati con gli editori presenti al Salone e con potenziali investitori e business angels, grazie alla collaborazione con il portale Start up generation.

Le dieci start up vincitrici

Pubcoder – Torino
Ha sviluppato un software che permette a chiunque, anche a chi non ha alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione, di realizzare un ebook avanzato, cioè arricchito con l’inserimento di interazioni, animazioni, video, suoni e lettura sincronizzata del testo.

MaieuticaLabs – Torino
Ha realizzato Cloudschooling, una piattaforma digitale dedicata all’apprendimento adattivo che ospita tutors di diverse discipline, rivolti alla scuola secondaria di primo e di secondo grado.
I Tutors si adattano in modo dinamico alle differenze individuali degli studenti e al loro livello in ogni momento del processo di apprendimento.

JB Lab – Torino
Presenta G.R.I.M.M. – Grow in MultiMedia, un e-book più applicazione mobile per bambini da 0 a 10 anni che si adatta in modo dinamico alle diverse fasce d’età. L’applicazione dà la possibilità di selezionare la fascia di età e di vedere crescere il libro con le esigenze e le competenze del bambino.

Bliu Bliu – Vilnius, Lituania
Si occupa di apprendimento delle lingue straniere utilizzando esclusivamente materiale originale, interessante e comprensibile. Propone infatti un innovativo metodo per l’apprendimento delle lingue straniere attraverso la lettura di libri e notizie o la visualizzazione di video provenienti dal web in lingua originale, selezionati in base al livello e agli interessi dell’utente.

Newscron – Lugano, Svizzera
Ha realizzato un aggregatore di contenuti che offre l’opportunità di leggere giornali, riviste, portali diversi in un’unica applicazione.
L’app è basata su un algoritmo semantico che aggrega le news da diverse fonti.

Timbuktu – San Francisco, USA
Produce prodotti digitali innovativi per bambini. Vincitrice del premio “Migliore Rivista Digitale per Bambini” ai “Digital Magazine Awards 2013”, Timbuktu progetta prodotti digitali che incoraggiano i bambini a conoscere il mondo attraverso l’esperienza e a usare l’immaginazione come strumento per scoprire e cambiare la realtà intorno a sé.

Xoonia – Milano
Realizza software interattivi che permettono di interagire con uno schermo e i contenuti multimediali da esso trasmessi attraverso i movimenti delle mani e del corpo, senza la necessità di toccare lo schermo o di usare comandi a distanza.

TwoReads – Venezia
Start up specializzata in ricerca bibliografica intelligente, grazie a un sistema di connessioni ipertestuali e di algoritmi di ranking. Propone infatti un software che aiuta i lettori a individuare nuovi libri adatti ai loro gusti, senza il condizionamento delle statistiche di vendita o delle strategie di marketing.

20lines – Treviso
È una piattaforma per il social reading che consente a chiunque di scrivere, leggere e condividere gratuitamente racconti brevi. L’obiettivo è di mettere in contatto i lettori con migliaia di racconti scritti da autori emergenti che desiderano aumentare la propria visibilità online.

SPAM – Milano
Produce l’omonima rivista gratuita, SPAM Magazine, realizzata interamente con l’uso della realtà aumentata.

PappanoinWeb: torna l'iniziativa per seguire la grande musica classica in Rete

PappanoinWeb: torna l'iniziativa per seguire la grande musica classica in Rete

PappanoinWeb: torna l'iniziativa per seguire la grande musica classica in Rete

La musica classica ha, purtroppo nel tempo, perso il suo fascino, soprattutto andando ad attrarre sempre più un pubblico adulto e meno giovanile.
La musica è un linguaggio universale e da sempre l’uomo ne fa uso per accrescere il proprio benessere e la salute, servendosene per combattere lo stress. Negli anni la musica ha svolto un ruolo fondamentale nella comprensione del funzionamento della mente: ascoltando una sinfonia classica si attivano diverse aree del cervello, da quelle relative all’attenzione, alla capacità di previsione e alla memoria. E’ così che la mente riesce a dare un senso a tutte le informazioni che riceve in modo caotico, “segmentandole” in frammenti contraddistinti da un inizio ed una fine precisi e ben divisi dagli altri.

Grazie alla musica, al ricordo che emana una melodia, il nostro cervello, i nostri sentimenti si attivano. E in un mondo dove la condivisione delle sensazioni, delle emozioni più intime, è sempre più dirompente come si può rendere coinvolgente un mondo musicale, quello classico, anche ai più giovani non abituati a lasciarsi andare ad un suono pulito, melanconico, passionale?

PappanoinWeb ha trovato un canale privilegiato, attuale: utilizzando la rete e i social per trasmettere in diretta streaming i concerti.

Dopo essersi aggiudicato il Premio Cultura+Impresa come miglior partnership culturale nel nostro Paese registrando oltre 150.000 spettatori virtuali in streaming nelle scorse edizioni, prende il via la quarta stagione di PappanoinWeb, il progetto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e di Telecom Italia che, grazie alle potenzialità offerte da Internet e dai social network, ha l’obiettivo di estendere al pubblico della Rete la partecipazione ai grandi concerti di musica classica e l’interazione con i protagonisti e gli esperti del settore.

Quello che rende questo appuntamento unico nel suo genere è la possibilità data al pubblico on line di partecipare agli appuntamenti condividendo impressioni ed emozioni con tutti gli altri appassionati, grazie alle conversazioni live sul web e sui social network di Telecom Italia utilizzando l’hashtag #Pappanoinweb.

Per ciascuno degli appuntamenti, disponibili on line anche contenuti esclusivi, guide propedeutiche all’ascolto e live chat con esperti musicologi.

Venerdì 4 aprile c’è stato il primo appuntamento, un prezioso Concerto da Camera con il pianista Alexander Lonquich ed un programma interamente dedicato a Brahms.
Non perdete i prossimi eventi su www.telecomitalia.com/tit/it/pappanoinweb.html

Orsetti gommosi e soldatini nei migliori annunci stampa della settimana

Diceva un imprenditore del Michigan:  “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo“. Da parte nostra non smetteremo mai di mostrarvi la pubblicità più creativa!

Di seguito la consueta raccolta dei migliori annunci stampa della settimana!

Haribo: Apple, Lemon, Strawberry

Le caramelle da fiera più amate! In questa campagna si è voluto puntare tutto sugli ingredienti alla base dei morbidi orsetti gommosi

Advertising School: HAW Hamburg, Germany
Art Directors: Valentin René Tillian, Michael Wilde
Mentor: Prof. Sven Vogel

Chevrolet: Cannon, Catapult, Slingshot

Chevrolet ci ricorda quanto sia importante allacciare la cintura di sicurezza prima di intraprendere un viaggio in automobile. Per farlo trasforma le sedute di una generica automobile in armi da lancio, i proiettili sono i passeggeri.

Non prendere rischi, indossa sempre la cintura di sicurezza.

Advertising Agency: McCann Santiago, Santiago, Chile
Creative Director: Ricardo Corsaro
Art Director: Francisco Guzmán
Copywriter: Lucciano Marisio
Illustrator: Garage Studio

SABC 2 / I Want to Sing Gospel

Un reality show sudafricano che aiuta i concorrenti a diventare una pop star gospel! Se nel tuo condominio sei il più bravo cantante sotto la doccia, se quando cucini per la tua famiglia senti l’irrefrenabile impulso di interpretare danzando la tua canzone preferita allora è arrivato il momento di seguire il tuo sogno e mandare la tua candidatura a “I want to sing gospel“!

Advertising Agency: Tsalena Media, Johannesburg, South Africa
Creative Directors: Maloto Thobejane, Lucky Makena
Art Director: Maloto Thobejane
Copywriter: Lucky Makena
Illustrator: The touch shop
Photographer: Siphiwe Nkosi

Alzheimer’s Association: Daughter, Grandson

Fra i sintomi del morbo di Alzheimer uno dei più terribili è sicuramente la perdita della memoria a lungo termine. L’immagine del nipote e della figlia della persona malata prendono la forma di opere d’arte scomposte, quasi astratte e fanno riferimento alla difficoltà di riconoscere i propri famigliari.

Advertising Agency: Grupo Gallegos, USA
Creative Directors / Art Directors / Copywriters: Pablo Bufagni, Curro Chozas, Saul Escobar
Illustrator: Reinobuenosaires
Photographer: Maggie Zulovic
Producer: Carlos Barciela

Voltaren: For freedom of movement, Carpet/Ball/Vacuum

Move! Move! Move! Un imperativo guerresco accompagna queste splendide print di Saatchi & Saatchi per Voltaren. I protagonisti dell’immagine sono rappresentati in diverse situazioni mentre sono colpiti da un dolore muscolare . I creativi dell’agenzia hanno alleggerito questi piccoli incidenti rappresentando gli sfortunati come se fossero dei soldatini di plastica verde in azioni di guerra.

Immaginiamo che il riferimento ad un giocattolo inneschi in chi la guarda un ricordo positivo dell’infanzia, quando i dolori muscolari erano rari e quando si dedicavano intere ore gioiose al gioco (vs doveri quotidiani delle print). E “gioia” è proprio la parola chiave che troviamo nell’headline: The joy of movement.

Advertising Agency: Saatchi & Saatchi / Interactive Solutions, Warsaw, Poland
Creative Directors: Piotr Chrobot, Kamil Majewski
Art Director: Piotr Chrobot
Copywriters: Piotr Osiński, Michał Pawłowski
Illustrators / Retouchers: Adam Bartas, Zbynek Kysela, Martin Houra / Gravy
Designer: Tomasz Woźniak

La Sdraio dell'Agnello: "Tiriamo giù le zip"

Alla fine mi scrive quella che mi fa scrivere qua e mi fa, “senti bello mio, io lunedì non ci sono quindi l’articolo me lo scrivi ora ok?”
E quindi lo scrivo di domenica con addosso il pigiama. Beccatevi questa.

Ad ogni modo si parlava della campagna DO IT FOR DENMARK. Praticamente i danesi che hanno sì e no 7 giorni di sole all’anno non fottono se non in vacanza.
Eppure io direi ma come, quello fa freddo e non vi infilzate a vicenda come moschettieri? Come forchette nell’arrosto della domenica? Come cowboy in un film dal titolo poco equivoco?
No i danesi non chiavano se non in viaggio. Oh paese che vai…

Quindi Spies Travels ha fatto questa campagna che a loro fa fare i booking appalla e in teoria farebbe procreare un’intera nazione a suon di bonus pannolini o sconti sulla manutenzione delle camere suppongo. Dopo tutto quello che succede immaginate queste orde di danesi che imbrattano le stanze della pensione della signora Gina in Riviera Ligure.

A me l’idea piace, ha sempre quella missione didattica senza pomposità (non facciamo battute sulla radice del termine, dai) che dovrebbe secondo me avere la comunicazione.

Ora.

Ora immaginate la stessa campagna proposta in Italia, lasciamo stare che non ce ne sarebbe motivo dato che non facciamo che pensare ad altro.

E metti il Vaticano, e i democristiani, e il parroco di vicino l’agenzia, e l’account di CL che non chiava dall’89 che aveva preso un po’ di MD coi boy-scout di Pinerolo, le censure su allusioni sessuali e avanti, avanti così.
Ma forse meglio così, tante famiglie felici con cani e rotoli di carta igienica e niente temi sociali da poter toccare vendendo qualcosa e insegnando qualcosa.

Almeno si scopa però eh.
E allora tiriamo giù le zip. E cambiamo canale, o apriamo una nuova scheda su firefox.

Buon lunedì.
E non sporcate tutto in giro.
In allegato una canzone per fare le zozzerie.

Statemi bene.

Quora introduce profili verificati

Che Quora fosse la piattaforma Q&A più seria in circolazione non c’erano dubbi. Non ci sono Yahoo! Answers e Ask.com che possano reggere il confronto con il livello accurato delle risposte fornite dagli utenti di Quora.

Ma nonostante un traffico mensile di un circa un milione di utenti, l’azienda degli ex Facebook Adam D’Angelo e Charlie Cheever è sempre alla ricerca di miglioramenti per rendere questa rete sociale dedicata allo scambio d’informazioni più attraente per il resto del popolo web. Un tentativo di dare a Quora un’essenza più da social network che da enciclopedia.

Largo dunque al restyling del sito, al miglioramento dell’app per cellulari, alla creazione di una sezione blogging su cui mettere video accattivanti (come questo, riportato su Youtube) e alla condivisione dei contenuti su altri social (fino a poco tempo fa inspiegabilmente non consentita).

L’ultima arma in più sono i Blue Check Mark, quei piccoli segni di spunta bianco/blu che certificano la veridicità dei profili. Sì, li stessi che usano Facebook e Twitter da anni!

La scelta non è di certo innovativa, ma è chiarificatrice delle intenzioni di Quora: attirare nuovi utenti con la promessa di creare per loro un canale diretto con i propri idoli.

E quale sponsor migliore per questa operazione del Presidente Barack Obama?

 

 

L’uomo del celebre “Yes We Can” – con l’apporto imprescindibile del suo attento staff – ha colto al volo l’occasione per parlare con l’elettorato dei suoi piani politici futuri.

A strettissimo giro, tanti altri VIP hanno aderito a questo trend, mettendosi a disposizione dei propri fan.

Potete, ad esempio, chiedere al regista premio Oscar Alfoso Cuaron come ha realizzato alcune sequenze mozzafiato di Gravity, o alla star NBA Jeremy Lin cosa fa tra una stoppata e un tiro da tre, nel tempo libero che gli rimane.

Il vantaggio per le star è il rafforzamento del proprio status quo; gli utenti invece ottengono, gratuitamente, la possibilità di interrogare alcuni dei grandi personaggi del nostro tempo, senza paura di essere trollati da qualche buontempone.

A patto, ovviamente, che si dia del tu alla lingua inglese 😉


Decretato il vincitore di CheFare 2: Di Casa in Casa

Come preannunciato dall’articolo di due settimane fa, il 3 aprile, la Giuria del concorso che premia le associazioni che lavorano nella cultura, ha decretato il progetto vincitore. Di Casa in Casa trionfa e si aggiudica la vittoria di cheFare.

Di Casa in Casa, il progetto

ll progetto “di Casa in Casa” si propone di coordinare le attività delle nove Case del Quartiere di Torino attraverso il consolidamento di una rete che mette in comune saperi, esperienze e progetti, con il fine di far confluire proprio esperienze, piani e attività di cittadini, associazioni, gruppi e operatori culturali.

La rete, in particolare, vuole: dar vita ad un percorso di formazione permanente, un laboratorio capace di valutare e ripensare il proprio agire attraverso il confronto fra le esperienze; costruire nuovi network con i vari gruppi che operano nelle case per favorire l’incontro e la conoscenza, per stimolare sinergie, pensieri e progetti comuni; sperimentare un nuovo modello di welfare community in grado di alimentare pratiche di inclusione sociale che utilizzino le reti informali, vicinali, familiari e amicali; sviluppare una maggiore auto-sostenibilità, condividendo attività economiche socialmente compatibili, attività di fundraising e crowdfunding; consolidare una comunicazione efficace fra le Case e con i cittadini, utilizzando i social network ed esaltando le reti sociali territoriali; progettare insieme per la città, contribuendo ad una politica cittadina fondata sui quartieri come risorsa e sui cittadini come protagonisti.

Le Case del Quartiere assurgono così la funzione di spazi comuni, laboratori sociali e culturali in cui s’incrociano attività e persone (cittadini di tutte le età, associazioni, gruppi informali, operatori culturali), e diventano allo stesso tempo esperimenti di coinvolgimento, partecipazione e auto-organizzazione.

Di Casa in Casa, dove nasce il progetto

Di Casa in Casa è un progetto proposto dalla Fondazione Cascina Roccafranca; un centro culturale e ricreativo per la Circoscrizione 2 della città di Torino. Uno spazio pensato per rendere protagonisti i cittadini, in cui si vive attivamente il quartiere. Un centro civico innovativo, i cui valori centrali sono la partecipazione e l’accoglienza.

Cascina Roccafranca nasce nel 2006 e attualmente conta 70 associazioni e gruppi informali, 50 volontari, 90 corsi, 40 laboratori, 150 eventi annuali, 15 Gruppi.

La dichiarazione ufficiale della Giuria

La Giuria di Che Fare, con testuali parole, dichiara il soggetto vincitore del proprio concorso:

“Noi membri della Giuria abbiamo esaminato con grande scrupolo ma anche con grande interesse il materiale dei progetti finalisti. È stato un processo decisionale lungo e piacevolmente impegnativo, perché i nove progetti scelti dalla selezione on line avevano tutti una grande capacità di immaginazione e manifestavano un desiderio che potremmo dire genuinamente politico di trasformare, anche se nel piccolo, la realtà sociale italiana.

Il 30 marzo, dopo aver ascoltato le presentazioni e aver riempito di domande molto puntuali coloro che presentavano i singoli progetti, la scelta si è fatta, se possibile, ancora più difficile, proprio per la qualità della formulazione dei progetti – e in questo crediamo che una parte di merito vada data anche alla natura sfidante del bando e all’equipe di Doppiozero.

Alla fine, dopo una discussione molto schietta tesa ad approfondire le ragioni del premio e a verificare in modo preciso l’aderenza dei progetti ai criteri del bando, abbiamo deciso di premiare il progetto Di Casa in Casa proposto da Fondazione Cascina Roccafranca”.

Perché Di Casa in Casa ha vinto?

Le motivazioni principali della schiacciante vittoria di “di Casa in Casa”, da parte della Giuria, sono state:

1) La capacità di coinvolgimento del tessuto sociale ripensata attraverso un’idea innovativa di cosa sia oggi una comunità o una rete interpretata in senso solidale

2) La solidità del progetto (dal punto di vista economico, organizzativo e dell’iter di sviluppo) che si traduce anche nella consapevolezza delle possibilità di sostenibilità, riproducibilità e scalabilità

3) La lodevole capacità di autoanalisi nel considerare i punti di forza e di debolezza del progetto.

4) La dimostrata propensione ad agire in modo reattivo e collaborativo rispetto all’occasione del bando, usato come momento di autoformazione e crescita del piano presentato.

Di Casa in Casa, pur essendo un progetto prettamente dedicato alla periferia della città di Torino, propone una visione sui bisogni e i modi d’intervento nel tessuto urbano in quelle città italiane dove è sempre meno facile pensare e mantenere delle relazioni di comunità. A questo proposito la Giuria si augura che tale programma possa essere imitato e moltiplicato anche per altri luoghi del nostro Paese, e conclude la dichiarazione ufficiale della vincita con un’importante affermazione: “Con l’occasione di questa dichiarazione dei vincitori, vogliamo ringraziare di cuore Doppiozero e i suoi partner e ancora di più i relatori dei progetti finalisti: ci è stata data un’opportunità di condividere un’idea nuova di Italia: imprevista e piena di speranza”.